SPAZI URBANI E TURISMO, Schemi riassuntivi di Sociologia del Turismo. Università degli Studi di Milano
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SPAZI URBANI E TURISMO, Schemi riassuntivi di Sociologia del Turismo. Università degli Studi di Milano

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Riassunto Tesi triennale di Laura Caraci Università degli studi di Milano-Bicocca Facoltà di Sociologia - Scienze del turismo e comunità locale
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SPAZI URBANI E TURISMO TESI TRIENNALE DI LAURA CARACI

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO BICOCCA

L’intenzione del mio lavoro di tesi è riassumere le conoscenze interdisciplinari apprese durante i tre anni di corso in Scienze del Turismo e Comunità Locale per spiegare le relazioni tra turismo e città.Nell’arco di questa relazione ho cercato di mostrare tutti questi aspetti concentrandomi soprattutto sul turismo urbano, illustrando i cambiamenti della società urbana e nell’organizzazione spaziale delle città, per poi approfondire un turismo urbano che si fondi soprattutto sull’industria culturale e mettendo a fuoco come le innovazioni tecnologiche si mettano a disposizione del turismo. Infine nel caso studio ho presentato il Parco delle Groane come territorio in contrasto con lo spazio urbanizzato, che diventa turisticamente appetibile proprio in virtù della sua rarità. •

1

• Economia • Politica Globalizzazione • Cultura • Ambiente • Emozioni • ICT

1. Rete sociale (o social network) un gruppo di individui connessi tra loro da legami sociali di diversa natura. Questi legami variano per intensità (legami deboli o forti), durata, frequenza e contenuti. A seconda della densità dei legami, la rete può essere a maglia larga, quando una persona è in contatto con persone che non si conoscono tra loro o a maglia stretta, quando le persone si conoscono tutte o quasi.

La globalizzazione è un termine col quale si indica principalmente che le relazioni sociali sono sempre più dipendenti da avvenimenti che si svolgono a grande distanza il capitalismo: il sistema economico basato sulla proprietà privata dei mezzi di produzione, sul lavoro libero pagato a prezzo di mercato e sulla concorrenza economica fra imprese. Razionalità rispetto al valore, cioè che l’uomo è capace di agire coerentemente ai valori che ha liberamente scelto e razionalità rispetto allo scopo, cioè che l’uomo è capace di agire nel modo più efficace ed efficiente per realizzare gli obiettivi che si è prefissato. Con la parola post-modernità Giddens indica principalmente l’impossibilità di una conoscenza certa e la mancanza di una teleologia (mancanza della concenzione che ci sia una finalità) della Storia e infatti si parla di declino della metanarrazione La mancanza di una teleologia (l’esistenza di una finalità) della Storia

Considerazioni finali sulla globalizzazione: Ci sono altri aspetti problematici derivanti dal disembedding di cui parlava Giddens, infatti la flessibilità richiesta dalla nuova economia provoca una mobilità da una situazione all’altra che impedisce di legare relazioni sociali forti e durature. Z.Bauman parla di società dell’incertezza, facendo un paragone tra l’individuo e il flâneur: se prima l’uomo poteva essere paragonato ad un pellegrino, che viaggiava con lo scopo di raggiungere una meta, oggi, a causa del declino della metanarrazione, l’uomo è più simile a un passeggiante, vagabondo o turista, che pone una distanza tra sé e l’Altro e lo valuta in termini estetici e non più morali. In una tale società sono messi in discussione il valore del tempo, che si frammenta in episodi, della salute che diventa fitness e della libertà, che si esaurisce nelle scelte di consumo. • global cities,nodi cruciali negli scambi internazionali. Metropoli: agglomerato molto grande che riunisce un’area centrale (core) e altri diffusi e densi insediamenti contigui ad essa (rings), strettamente collegati da rapporti di centralizzazione che si verificano come scambi giornalieri di persone, merci, informazioni. Ethos è una parola di origine greca con cui ci si riferisce ai comportamenti pratici, regole di vita accettabili e condivisi da una comunità; carattere quotidiano legato alla vita degli uomini comuni. Smart city: territori in cui le Comunità utilizzano in maniera efficiente e sostenibile le risorse naturali [...], sono attrattivi in termini di qualità della vita e dei servizi ai cittadini [...], e sono capaci di valorizzare le proprie peculiarità culturali ed economiche per aumentare la competitività" del territorio” (Between, 2012).

2. Vi sono alcuni oggetti simbolici, legati allo sviluppo della città, con i quali è possibile fare un parallelismo a partire dallo schema a rete: i fiumi e i loro affluenti, lungo i quali si formarono le prime città, nei confronti delle quali essi svolgevano una funzione di

fonte di approvvigionamenti e canale di comunicazione; il sistema degli acquedotti e i loro tubi, che pur non vedendosi, svolgono un ruolo importante nel funzionamento della città raggiungendo capillarmente ogni abitazione; il sistema ferroviario, che collegano le città; l’invenzione e diffuzione delle TV come mezzo di comunicazione di massa e con la quale ogni casa diventa “una fermata della stazione” di ogni messaggio trasmesso, con importanti conseguenze sulla formazione della cultura popolare dominante; e infine si potrebbe citare un sito di e-commerce come Amazon.com come sintesi dei caratteri post-moderni di informazione e mobilità: infatti la sede centrale gestisce gli ordini in entrata e la sezione logistica smista le consegne da effettuare tramite corriere ed esempio di lavoro virtuale, infatti l’intero stock di prodotti non genera gli stessi costi che sarebbero richiesti se il negozio fosse fisico.

urbanizzazione, processo di diffusione e crescita della città, che può avvenire tramite l’aumento del numero dei punti di concentrazione della popolazione sul territorio o tramite l’aumento di dimensione delle singole concentrazioni (H. Tisdale, 1942) urbanesimo, concentrazione di popolazione in città, ma anche nei caratteri dei modi di vita e delle istituzioni propri delle città, che si sviluppano con il processo di urbanizzazione.

Lo stimolo alla modernizzazione che parte dalle città non è solo culturale, ma anche politico, infatti i princìpi di democrazia e cittadinanza, che sono alla base dei moderni stati-nazione, sono contributi provenienti da due prototipi di città: la polis greca per prima, in cui regnava il principio di egualianza e in cui i filosofi sofisti cominciarono ad usare la parola come strumento di persuasione, abbandonando i metodi coercitivi e dando così origine al principio di democrazia; e i liberi comuni medievali, associazioni emancipate dai rapporti feudali, che seppur formati da realtà sociali e politiche diverse, erano uniti dal principio di cittadinanza.

Economia Politica, studia i meccanismi di regolazione dell’economia in relazione ad uno specifico ambiente istituzionale. città: “insediamento di mercato dove una popolazione copre il suo fabbisogno con beni e prodotti della stessa città o procurati altrove”; Weber (1922) - in base a questa definizione si potevano distinguere città di produttori e città di consumatori, in ogni caso la città rappresenta un luogo di scambio. controurbanizzazione, diffusione e ripresa del processo di urbanizzazione a partire da centro non metropolitani città estesa, entità che si sviluppa oltre i normali confini amministrativi, basata sul concetto di sistema di trasporto urbano giornaliero e che prevede delle zonizzazioni delle opportunità culturali/associative e delle realtà economiche, evitando confini troppo rigidi per permettere un’analisi estensiva del territorio. • La percezione è un processo attivo in cui interagiscono fattori fisiologici, biologici,

psicologici e culturali del ricevente, fino a costruire un’immagine residua, che viene poi trasmessa come modello semplificato del reale, che si organizza in mappe mentali. Il concetto di territorialità è denso di significati e valori, come la famiglia e la sicurezza (poiché lo spazio urbano è stato organizzato innanzitutto come risposta all’esigenza di protezione dal mondo esterno). Il territorio è costituito sia da strutture fisiche che di spazi aperti, di esseri umani noti ed estranei, ma anche di simboli quali il senso di libertà e protezione. Il problema della libertà individuale è correlato all’uso dello spazio e alla sua appropriazione (Hall, 1968). Moles e Rohmer hanno condotto uno studio per definire il concetto della libertà spaziale: intorno al punto QUI, nucleo dell’uomo, ci sono otto involucri il cui spessore diminuisce dal centro verso l’esterno. Questi involucri sono:

• Il corpo; • Il gesto (estensione del corpo); 3

• La vista; • Il guscio individuale, delimitato

dai muri (la casa); • Il quartiere, luogo familiare e

pubblico; • Il centro della città (luogo in cui le

persone si incrociano nell’anonimato);

• La regione, guscio di sicurezza; • Il grande mondo, spazio di

progetti.

Gli ultimi quattro punti interessano direttamente la geografia. Da questo elenco si nota il paradosso nella ricerca della libertà, che viene cercata entro le recinzioni, i muri, le frontiere, vissute come garanzie di libertà.

Occuparsi della motivazione significa occuparsi della dinamica del comportamento umano, cioè dell’oggettivarsi nel quotidiano della personalità di ciascuno. La motivazione infatti è l’impulso ad agire e consiste nel succedersi di azioni indirizzate verso un fine, determinate da bisogni fisiologici, emotivi, ecc.

Per concludere, a partire da queste considerazioni Lynch Myer e Appleyard (Anni 60) hanno condotto una ricerca sulla percezione dei turisti. I turisti si guardano attorno con uno sguardo curioso e attribuisce poca attenzione al significato personale del paesaggio, mentre è più attento ad orientarsi e a stabilire dei punti di riferimento. La persona razionale nota soprattutto i tipi di attività e il traffico. Vi è la tendenza a ricordare gli elementi che sono stati visti più a lungo e quelli che per la loro forma, volume e struttura si evidenziano nettamente nel paesaggio: statue, monumenti, piazze aiutano il soggetto a stabilire un rassicurante rapporto di familiarità con l’ambiente, in quanto sono “strutturanti culturali” di quel processo attivo che è la percezione. L’ipotesi della familiarità è alla base della percezione ed è data da un insieme di elementi che danno un senso o significato al paesaggio che si osserva.

• Le caratteristiche della fluidità sono, secondo il sociologo inglese John Urry, la viscosità, la provvisorietà e la capillarità dei fenomeni. Dal momento che la prossimità fisica ha perso importanza nelle relazioni interpersonali, non ci sono punti di riferimento specifici e velocità e direzioni sono più importanti degli obiettivi; i punti di partenza e di arrivo sono solo nodi di un sistema più complesso tessuto da flussi di informazioni e comunicazione. L’attore sociale simbolo della mobilità così descritta è il migrante, cioè il viaggiatore che è statisticamente diverso dal turista, perché permane nel posto di destinazione per un arco di tempo superiore a un anno. In passato si migrava soprattutto per motivazioni economiche in aree che offrono maggiori possibilità di lavoro, ma oggi, per effetto della globalizzazione, le motivazioni di tali spostamenti sono legate anche ai consumi e ai nuovi stili di vita e sono più frequenti grazie ad una maggiore offerta di mezzi di trasporto più rapidi e a buon mercato. Il migrante di solito mantiene contatti stabili con i paesi di provenienza, tali da non sentire il bisogno di integrazione totale nella società che lo ospita; è così che diventa archetipo della condizione dell’uomo moderno nella metropoli, perché esprime i concetti di vicinanza e lontananza, di accesso e separazione, essendo presente, ma non radicato sul territorio. Proprio il tema del rapporto tra territorio e identità rimanda a uno dei concetti più classici della sociologia urbana e della sua riflessione sul rapporto tra lo spazio e i suoi abitanti.

• I primi sociologi a considerare il quartiere come oggetto di studio sociologico furono gli studiosi della Scuola di Chicago negli Anni 20, introducendo il filone di studi di ecologia urbana: in biologia l’ecologia è lo studio di come popolazioni di diverse specie si adattano tra loro in uno specifico spazio, nelle scienze sociali invece si traduce nello studio delle forme e dei processi di organizzazione sociale nello spazio urbano; in particolare, secondo la prospettiva dei sociologi di Chicago, lo spazio urbano è concepito come ambito di competizione per la conquista delle posizioni migliori e, prendendo in considerazione la loro città, descrissero e svilupparono un insieme di teorie che sarebbero divenute un punto di riferimento per le successive generazioni di sociologi.

Giddens descrive tre caratteristiche delle moderne comunità: l’accessibilità, cioè chi vive in città ha la possibilità di entrare in contatto con molte persone; la specializzazione, cioè le occasioni di contatto possono avvenire in situazioni e rapporti di ruolo differenti; la fluidità, cioè la facilità di transitare da un ambiente sociale all’altro nel corso della vita o anche nella stessa giornata. Ciò ha delle pesanti conseguenze sulla personalità degli individui urbani, che hanno la difficoltà di gestire un sé multiplo e fragile.

Questa crisi dell’uomo moderno, derivante dalla segmentazione dei ruoli, è ben rappresentata dalla metafora teatrale di Goffman, che sostiene che l’individuo si muove tra “luoghi della ribalta”, dove si presenta il Sé secondo un’immagine coerente e vantaggiosa al proprio scopo e “luoghi di retroscena”, dove si preparara la rappresentazione e ci si ritira.

Le subculture, sono l’insieme di valori o norme che identificano un gruppo all’interno di una società. I membri di queste classi sociali o sottogruppi concreti che si fondano sulle subculture condividono preferenze di consumo, stili di vita, simboli, significati e norme vincolanti per i membri e incomprensibili a chi non appartiene alla subcultura; i membri hanno relazioni reciproche abbastanza forti da resistere ad alcune delle influenze della cultura dominante, con la quale hanno dei contatti, ma rispetto alla quale pongono dei confini simbolici. network analysis (schemi che pongono al centro dell’attenzione l’individuo e i legami che questi intrattiene con le altre persone, invece che focalizzare l’attenzione sull’intera società nelle sue articolazioni come tradizionalmente si faceva in Sociologia) – Wellman, Anni 50 comunità liberata, in cui l’aggettivo “liberata” si riferisce ai legami liberi dal vincolo di territorialità (Wellman) comunità personalizzata, caratterizzata da reti frammentate, a maglia larga e dai confini fluidi, in cui l’individuo sceglie se e quanto parteciparvi o uscirne nel momento in cui le sue motivazioni personali vengono meno.

Come si diceva sopra, i confini delle città sono diventati sempre più convenzionali e multipli a causa della mobilità delle persone; la comunità risulta così liberata dalla coincidenza col quartiere, ma anche da altri ambiti di appartenenza tradizionali e tende a coincidere con la rete dei legami sociali più importanti dal punto di vista emotivo e di cui ogni individuo è centro. Queste nuove forme di vita comunitaria spontanee sono quindi basate sull’affinità, cioè subculture.

• N. Anderson ad esempio pubblicò “The hobo” (1923), essendo stato egli stesso un vagabondo; F. Trhasher, osservando il territorio della zona malfamata di Chicago, descrisse nell’opera “The gang” (1927) il processo di formazione delle gangs; L. Wirth, analizzando la storia degli Ebrei in Europa dalla diaspora al 1800, scrisse “Il ghetto”(1928); H. W. Zorbaugh pubblicò “The gold coast and the slums” (1929) allargando l’interesse anche alle zone fuori città e alle fasce benestanti; P. Cressey osservando il dinamismo sociale nelle scuole di ballo, pubblicò “The taxy dance- hall” (1932).

Metodologia etnografica: prediligono uno studio delle società che parte dal particolare, dai singoli individui e dalle relazioni tra essi, invece che dalle società nel loro complesso. Strumenti metodologici della ricerca etnografica, Osservazione partecipante, Interviste in profondità, Analisi di diari o testi di vario tipo, Storie di vita, Registrazioni audio/foto/video, Etnometodologia. La ricerca viene generalmente preceduta da uno spoglio delle pubblicazioni scientifiche e delle documentazioni che possono dare informazioni sull'oggetto di studio. Durante la ricerca vengono acquisiti dati sotto forma di registrazioni, appunti su diari di campo, raccolta di oggetti materiali e ogni altro documento venga ritenuto utile. A margine o in seguito si passa alla elaborazione teorica e ad un conseguente ritorno al corpus di pubblicazioni scientifiche.Nello schema di Burgess

• il centro è il nucleo della città sotto tutti i punti di vista; • la zona appena fuori il centro città è una zona di transazione (precedentemente

zona industriale) che presto si identificò nei bassifondi dei ghetti; • il terzo anello è la zona residenziale delle classi più basse, spesso operai che

lavoravano in città; • il quarto anello è la zona residenziale delle classi medie; • l’anello più esterno infine era quello dei lavoratori pendolari.

• Un’interessante studio su una zona di Chicago, il Lower North Side, condotto da Harvin W. Zorbaugh (1896 – 1965), rivisita lo schema di Burgess, ma in modo alternativo, dato che non invididua le comunità in aree concentriche, ma in zone contingue, partendo dalla distinzione di Park tra comunità classificate, cioè luoghi omogenei e ben caratterizzati e comunità non classificate, di cui il Lower North Side era un esempio. Nell’opera intitolata “The gold coast and the slums” (1929) Zorbaugh descrive dunque sei aree naturali:

i. la prima zona esaminata da Zorbaugh era la colonia etnica della Little Sicily, in cui gli italiani si insediarono sin dall’inizio del XX secolo. In questa area la vita sociale era organizzata in base alla specifica località del luogo di origine. Zorbaugh osservò che la criminalità di quest area era una risposta della seconda generazione di immigrati agli stimoli provenienti dai contatti con la società americana, per cui era il risultato del processo di assimiliazione con la cultura circostante, per il quale vennero abbandonate progressivamente le norme tradizionali del luogo di provenienza;

ii. la seconda area analizzata da Zorbaugh era lo slum, una zona socialmente diversificata, poiché gli affitti bassi attiravano persone di ogni tipo e in cui lo studioso trovò rappresentate ben 28 etnie diverse. Poiché spesso lo slum era solo una tappa di percorso per chi arrivava in città, non si instauravano legami di vicinato saldi e continuativi, quindi Zorbaugh la definì un’area di disorganizzazione sociale;

iii. la terza tipologia presa in esame fu la North Clark Street, una zona commerciale di transito, una sfumatura nella gerarchia delle classi sociali che collegava la zona delle classi più agiate al quartiere povero dello slum;

iv. la quarta area era il quartiere degli artisti, anche detta Bohemia. Molti abitanti erano temporanei anche qui, ma creavano una comunità certamente più salda degli altri quartieri di transito, data la comunanza di interessi. Zorbaugh descrisse le motivazioni del declino del quartiere dei bohemien, tra cui il trasferimento di molti artisti in bohemia più grandi e stimolanti, l’arrivo di finti artisti e soprattutto la progressiva diffusione della tolleranza anche in città, grazie alla quale la bohemia non serviva più come rifugio per gli artisti che volevano esprimere se stessi;

v. la quinta area studiata era quella delle case in affitto, caratterizzata da un’eccessiva mobilità, un forte anonimato e una molteplicità di stili di vita, tali da non consentire la creazione di gruppi e quindi di una vera comunità. Sebbene gli abitanti di quest’area fossero più modestamente benestanti di quelli dei ghetti e dello slum, le condizioni personali e sociali non erano tanto più felici (come di

vi. mostra l’alto tasso di suicidi di questa zona), infatti la descrizione di quest’area presenta gli aspetti drammatici che la vita urbana può assumere, come la solitudine;

vii. infine Zorbaugh studia la Gold Coast, la Costa Dorata, cioè la zona residenziale dei benestanti, abitata dalle quattrocento famiglie più importanti di Chicago. Ciò rappresenta un’eccezione negli interessi degli studiosi della Scuola di Chicago, che di solito si occupavano delle minoranze e dei poveri. Il senso di comunità di quest area era determinata dagli stili di vita e dalle formalità richieste agli individui di un certo status, come la partecipazione alle prime teatrali o le donazioni di beneficienza. 1

Una critica volta al lavoro di Zorbaugh è che lo studioso non descrisse le relazioni tra le sei aree, trattandole come oggetti di studio separati; tuttavia è un esempio autorevole per mostrare il minuzioso metodo di lavoro con cui i primi sociologi di ecologia urbana intrapresero i loro lavori. etnografia cooperativa, nel senso che il contributo di ognuno è servito alla formazione della conoscenza su un tema sotto diversi punti di vista, tali da creare un quadro completo sul tema scelto confrontando i lavori degli altri colleghi I processi di segregazione instaurano distanze morali che fanno della città un mosaico di piccoli mondi che si toccano, ma non si interpenetrano. Ciò rende possibile agli individui di passare rapidamente e facilmente da un contesto morale all’altro e incoraggia nello stesso tempo esperienze di vita affascinanti, ma pericolosi in diversi mondi contigui e tuttavia ben distinti” (R. Park in “La città”, 1915) Conclusione: Oggi l’ecologia urbana contemporanea studia le forme e i processi di organizzazione sociale nello spazio che cambiano in risposta alle forze culturali, politiche, economiche e tecnologiche ed è l’unico ramo di studi sull’urbanizzazione capace di generare modelli sistematici e verificabili empiricamente.

3. L’industria turistica è un sistema di attività imprenditoriali e organizzative coinvolte nella produzione dei servizi turistici.

Nella tavola della mobilità si può vedere che: • il turismo domestico è quella tipologia di turismo effettuato all’interno di una regione

dai residenti della regione stessa; • il turismo in entrata è il turismo all’interno di una regione praticato da chi non vi

risiede; • il turismo in uscita è il turismo effettuato dai residenti della regione di riferimento

verso l’esterno dei propri confini; • il turismo di transito è il turismo in cui la regione è semplicemente attraversata dal

turista che ha origini e destinazioni differenti. Inoltre dalla somma di alcune tipologie è possibile ottenere tre ulteriori tipologie di turismi:

1 Questa sesta area sembra anticipare il concetto moderno di gated community di cui parla Z. Bauman (2000): la voglia di sentirsi parte di comunità a fronte del senso di insicurezza e rischio, legati al processo di globalizzazione, ha portato alcune fasce medio-alte ad autosegregarsi in quertieri culturalmente e socialmente omogenei, le gated communities appunto.

• dalla somma dei flussi del turismo domestico e del turismo in uscita e quindi dalla somma del turismo effettuato dai residenti di una regione, si ottiene il turismo nazionale;

• dalla somma del turismo domestico e quello in entrata e quindi dalla somma di tutto il turismo effettuato in una regione, risulta il turismo interno;

• infine il turismo in entrata e quello in uscita rappresentano l’insieme del turismo effettuato oltrepassando i confini della regione, che compone il turismo internazionale.

Ho scelto questo schema perché reputo che sia importante per monitorare il transito di turisti in una località e stabilirne la nazionalità, per potere meglio indirizzare le politiche di promozione destinate a certe tipologie di turisti. La città come destinazione. Gli studiosi Jensen e Verbeke (1988) hanno classificato tre categorie di risorse che un territorio deve possedere per far sì che possa diventare una destinazione turistica: 1) elementi primari, che si distinguono tra:

hard, cioè immutabili come i beni naturali e culturali; • soft, cioè riproducibili e trasformabili, come le peculiarità socio-culturali; • effimeri, come mostre ed eventi musicali, sportivi, artistici, ecc.;

2) elementi secondari, cioè infrastrutture turistiche, come alberghi, ristoranti, centri commerciali, ecc.; 3) elementi aggiuntivi, che implicano l’accessibilità dei luoghi, parcheggi, centri d’informazione turistica.

Sulla base della ricchezza dell’offerta/domanda di questi elementi è possibile poi individuare quattro aree funzionali della città turistica: la città storica; la città della cultura; la città degli intrattenimenti, anche notturni; la città commerciale.

Per quanto riguarda il turismo urbano, è possibile fare una distinzione dei territori del turismo facendo riferimento al modello di Burgess esposto nel paragrafo 2.4, individuando:

Core: il centro, area dedicata ai servizi e agli affari; • Inner city: zona di transito territoriale, dove si trovano le periferie e dove le

minoranze etniche che vi abitano possono diventare anch’esse oggetto di attrazione turistica;

Outer city: luogo di intrattenimento e piacere dove si trovano ad esempio i cinema multisala, i centri commerciali, le sale da concerto.

polarizzazione spaziale cioè che il ricordo e l’interesse dei turisti è limitato ad una ristretta parte della città, di solito il centro Impatti negativi del turismo: il rischio che una città si adatti troppo alle esigenze turistiche in termini di arredo urbano o destinazioni d’uso (standardizzazione), perdendo le peculiarità della città originale; che le città diventino come grandi centri commerciali all’aperto (mercificazione); che la storia locale venga inventata o re-inventata per adeguarsi alle aspettative del turista, perdendo la sua autenticità; che uno spazio urbano popolare venga trasformato in spazio residenziale di lusso (gentrificazione); che residenti e turisti o turisti di tipologie diverse entrino in conflitto per l’uso delle stesse infrastrutture e servizi e altre cose ancora. • Percezione: Secondo Baily, il comportamento spaziale dipende da una specie di

geografia soggettiva derivante da un insieme di valutazioni personali sul proprio ambiente, cioè dall’immagine mentale che ciascuno si crea dei suoi abitanti. Per colui che si muove un elemento del paesaggio si avvicina, si precisa e poi svanisce col passare dei minuti. La memoria gioca un ruolo essenziale nella registrazione del processo percettivo; a seconda dell’attenzione, l’immagine del percorso sarà diversa, soprattutto a partire da una certa velocità.

…Inoltre, anche quando il consumatore-turista sceglie mete naturalistiche, richiede sempre alcuni beni e servizi tipicamente urbani, perché anche in vacanza non riesce a distaccarsi da alcune abitudini quotidiane, anzi, questi possono diventare a volte anche più

ricercati di quanto non avvenga nella località di provenienza, dove il tempo libero per usufruirne è minore. Per una città che si propone come meta turistica è fondamentale l’organizzazione di una rete di trasporti efficienti, in cui lo spazio e i tempi siano ottimizzati sia per il cittadino che lavora, sia per i city user occasionali e non, come i turisti. L’Archeologia è la valorizzazione delle testimonianze del passato • Arte e funzioni. È importante qui introdurre alcuni concetti riguardanti l’industria

culturale, poiché la cultura, oltre che avere un impatto sui modi di vita delle persone, è a volte una delle motivazioni che spinge ad intraprendere un viaggio, in quanto l’arte in tutte le sue forme, stimola la personalità e i desideri degli individui.

La cultura è una creazione sociale che, secondo la teoria dell’interazionismo simbolico, avviene attraverso le attività sociali coinvolte nella formazione della cultura. Attraverso la socializzazzione dei membri più giovani della società infatti si trasmette la cultura di appartenza. Ogni individuo apprende così le norme sociali e la sua identità collettiva all’interno del suo gruppo sociale dalle interazioni. La cultura in senso sociologico comprende gli artefatti, i beni, i processi tecnici, le idee, le abitudini e i valori che vengono trasmessi socialmente. // Secondo la definizione dell’antropologo C.Geertz (1973) la cultura è il “modello di significati espressi in simboli e trasmessi storicamente, per mezzo di cui gli uomini comunicano, perpetuano e sviluppano la loro conoscenza e i loro atteggiamenti verso la vita”. // Esistono altre definizioni di cultura, ma in sintesi essa è: processuale, cioè legata alla società in un rapporto di continuo adattamento; un insieme di significati pubblici e condivisi; avalutativa, nel senso che non è possibile fare confronti e imporre gerarchie tra culture; relativa. Non bisogna confondere la cultura con la società, in quanto la cultura indica l’aspetto espressivo dell’esistenza umana, mentre la società l’aspetto pratico e relazionale. Diamante culturale: Questo strumento aiuta a capire la cultura nel suo insieme in base al modo in cui un oggetto culturale si inserisce nel suo contesto • il creatore può essere singolo o collettivo, • l’oggetto culturale è un prodotto dell’uomo che esprime un significato condiviso

incorporato in una forma udibile, tangibile o visibile. • i ricevitori sono i produttori di significato, • Il significato culturale è la capacità dell’oggetto culturale di esprimere o indicare

qualcos’altro e connette l’oggetto culturale (simbolo) al mondo sociale (le cose come realmente sono). Esso può essere denotativo, quando c’è una corrispondenza oggettiva tra significante e significato oppure connotativo, quando il significante indica diverse accezioni di significato. Per esempio, la croce, nel suo significato denotativo è un oggetto di legno composto da due assi perpendicolari, mentre nel suo significato connotativo indica la Passione di Cristo. Il significato connotativo di un oggetto può essere diverso da cultura a cultura.

• il mondo sociale sarebbe il contesto, cioè modelli e bisogni economici, politici, sociali e culturali che caratterizzano un determinato punto nel tempo;

I mass media. Nella società globale e mediatizzata la cultura è costruita in tempi rapidi, ai ritmi del consumo di merci, immagini e informazioni, provocando un’accellerazione della reinvenzione della tradizione. I media contribuiscono alla costruzione dell’immaginario collettivo e favoriscono il radicamento della globalizzazione, i fruitori dei media di massa non si conoscono tra loro, ma sono accumunati dal consumo del contenuto degli stessi messaggi culturali. Esiste comunque una certa libertà di interpretazione del messaggio mediatico, su cui sono state elaborate due teorie: la teoria della cultura di massa, secondo cui il ricevitore del messaggio è passivo e perde capacità critica, perché è profondamente influenzato dagli oggetti culturali che impongono il loro significato sul pubblico, così che il messaggio riceve la stessa interpretazione che i creatori del messaggio vogliono dargli; secondo la teoria della cultura popolare invece i

ricevitori sono attivi, perché applicano la loro interpretazione, attiggendo dal sistema di significati a disposizione della gente comune, che è appunto la cultura popolare (Fiske, 1989). • L’industria culturale è composta da tutti quei settori produttivi che combinano la

creazione, la produzione, la vendita di contenuti creativi intangibili che hanno componenti culturali. Secondo Hirsch (1972) nell’industria culturale, intesa come l’insieme di imprese e organizzazioni che producono oggetti culturali di massa, il mercato ha le seguenti caratteristiche:

• la domanda è incerta, perché nessuno sa quanto ci sarà da produrre effettivamente per soddisfare la “moda” del momento;

• la produzione di beni con una tecnologia che consente economie di scala (secondo cui c’è una diminuizione dei costi unitari associati ad un aumento di una unità di prodotto);

• va considerata un’eccedenza di aspiranti creativi. Hirsh fa un’analisi assumendo il tipico modello produttivo osmotico in cui input e output concorrono ad ottenere il prodotto. • La città creativa. Tutto ciò rientra nelle strategie di marketing delle città, che secondo

E. Marra (2006) sono riassumibili in dieci punti: 1) costruzioni iconiche per la città, griffate da archistar e destinate al consumo visivo e alla creazione di scenari urbani che sintetizzino l’immagine della città; 2) organizzare dei mega eventi irripetibili, che attraggano l’attenzione dei media mondiali sulla città e che possono servire a realizzare degli interventi di interesse locale, come le infrastrutture di collegamento; 3) la presenza di musei e mostre che rendono la città più attraente; 4) la riscoperta del waterfront per quanto riguarda le città che si affacciano su uno specchio d’acqua, che ha cominciato ad essere considerato un fattore di sviluppo urbano a partire dagli Anni Ottanta per le città ex-industriali e che rispondono al desiderio di godere di spazi aperti; 5) l’utilizzo dell’illuminazione come fattore di sicurezza dal momento che la notte diventa uno spazio temporale sfruttabile per prolungare le attività economiche e di consumo, ma anche per creare atmosfere suggestive, come nel caso dell’evento “Luci d’artista”, avviato per la prima volta dal Comune di Torino nel 1998 e che consiste nella creazione di installazioni luminose da parte di artisti contemporanei nelle strade, nelle piazze e nei monumenti della città; 6) riscoperta dell’heritage urbano: dal momento che la città è simbolo di multiculturalismo, è importante ritrovare fattori distintivi tra le città; 7) l’accessibilità wi-fi: dato che le città sono spesso frequentate da businessman e altri utenti che hanno necessità di essere connessi costantemente e in mobilità con le loro attività produttive, è importante fornire queste comodità per rendere più confortevole il loro soggiorno; 8) la presenza di film commision, per attrarre attività economiche legate alla produzione e distribuzione di film e per far sì che la città che appare come set di un film diventi attraente per il pubblico, invogliato dalla trama del film o dai personaggi legati al territorio; 9) offerta di esperienze, come realtà virtuali, percorsi olfattivi o sonori, tecniche interattive, presentazioni multimediali, collegamento wi-fi e altre iniziative multisensoriali volte a accrescere il valore esperienzale della visita; 10) organizzazione di eventi culturali ripetuti, come festival musicali, volti a richiamare turisti anche fuori dai picchi stagionali. • L’istituzione del museo è destinata alla trasmissione dell’educazione permanente al

pubblico. Il museo è per definizione “un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico e che svolge ricerche riguardanti le testimonianze materiali e immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, le comunica e soprattutto le espone a fini di studio, di educazione e di diletto” (ICOM, Seoul, 2004), dove per “testimonianze immateriali” si intendono “le pratiche, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il saper fare -

così come gli strumenti, oggetti, artefatti e spazi culturali che sono loro associati- che le comunità e i gruppi riconoscono come facenti parte del loro patrimonio culturale” (Unesco, 2003).

Storia del museo. Tra fine Settecento e inizi Ottocento ai musei pubblici fu attribuito il ruolo di luogo in cui apprendere le radici, la cultura e la storia nazionale, nello stesso momento in cui gli imperi subivano il processo di trasformazione in moderni stati-nazione. Nella tradizione europea si considerava il museo come mezzo di eduzazione delle masse, ma questa funzione fu messa in discussione agli inizi del Novecento, quando il fine del museo non fu più solo didattico, ma anche estetico e contemplativo; invece negli Stati Uniti i musei hanno avuto più un orientamento formativo e commerciale, in quanto per la strategia espositiva prendevano come modello i grandi magazzini e avevano l’obiettivo di incoraggiare lo studio delle belle arti per applicarle alla produzione industriale, al fine di migliorare il design, esponendo gli oggetti per la loro qualità estetica e non storica. Heritage, ossia quel complesso patrimonio costutuito da tutto ciò che il passato ha trasmesso ad oggi e che definisce l’identittà di un territorio, popolazione o gruppo sociale.

Museo tradizionale Ecomuseo

Contenunto Collezione Patrimonio

Collocazione Edificio Territorio

Destinazione Pubblico Popolazione

H. de Varine-Bohan nel 1971. L’ecomuseo racchiude il concetto di ambiente nel prefisso “eco” in riferimento alle relazioni che la società instaura con il territorio, nella consapevolezza che l’uomo crea e trasforma il paesaggio in cui vive e il concetto di “museo”, che si riferisce tradizionalmente all’esposizione e conservazione di qualcosa da valorizzare. I due elementi intrattengono quindi un rapporto biunivoco e dimanico, in quanto il territorio è in continuo cambiamento ed evoluzione, così come la comunità che in esso opera e che lo esprime. De Varine-Bohan individua tre differenze tra museo ed ecomuseo. (ved. tabella) Esistono vari tipi di musei e non tutti contengono opere d’arte, ma ci sono musei in cui è fondamentale l’esperienza della visita, come ad esempio il Museo Ebraico di Berlino, costruito negli anni Novanta e progettato dall’architetto D. Libenskind. Il museo si trova in un posto isolato, è rivestito con lastre di zinco, ha poche finestre che simili a feritoie rievocano l’immagine delle ferite sulla carne degli Ebrei. Gli ambienti interni sono cupi, i passaggi avvengono tra porte metalliche che sbattono, in strettoie e su pavimenti inclinati per dare il senso d’instabilità fisica. Insomma, lo scopo è quello di evocare fisicamente ed emotivamente nel visitatore l’isolamento e l’angoscia degli Ebrei nei lager tedeschi. Il contenuto del museo può anche perdere importanza quando l’edificio in cui è contenuto è firmato da un archistar; è quanto è successo al Gugghenheim Museum di Bilbao, progettato negli anni Novanta dall’architetto Frank O. Gehry. Bilbao è una città settentrionale della Spagna caratterizzata da un passato industirale, che negli anni Novanta ha cercato di riqualificare la propria immagine, riuscendoci con successo. Il Guggenheim museum è il simbolo iconico di questa trasformazione. Il museo, che sorge sulle rive del fiume Nerviòn, è rivestito da lastre di titanio che conferiscono un aspetto luminescente alla struttura, la quale appare come una grande nave e ha forme sinuose, che sembrano richiamare le onde del mare e la vicinanza del porto. L’edificio diventa dunque un’opera in sé e i visitatori vi si recano per ammirarla, a prescindere dalla mostra contenuta. • Con Architettura si intende quell’arte che, attraverso un’opportuna disposizione di

masse didiversa forma nello spazio, si mette al servizio della società offrendogli un ambiente finalizzato a scopi predefiniti (abitare, lavorare, collegare le sponde di un fiume, muoversi in una città, pregare, ecc.).

Come abbiamo appena visto, le strutture culturali e gli edifici architettonici di una certa qualità estetica possono rappresentare uno strumento di riqualificazione urbana e di

attrazione di visitatori e investimenti. Si possono distinguere vari casi d’interventi architettonici per rimodernare l’immagine della città, come quella applicata a: • le infrastrutture (es: stazione TAV di Firenze firmata da N.Foster), che rappresentano il

primo “biglietto da visita” all’ingresso della città da parte dei visitatori; • la riqualificazione urbanistica e territoriale di edifici industriali dismessi (es: Lingotto di

Torino di R.Piano); • interi territori volti alla sostenibilità (es: quartiere Vauban di Friburgo, progettato da

Kohlhoff & Kohlhoff); • gli alberghi (es: Juvet hotel, Norvegia, di Jensen & Skodvin); • i centri commerciali (es: Vulcano Buono a Napoli, firmato da R.Piano); • i centri benessere (es: centro termale di Arosa, Svizzera, architettato da M.Botta); • i musei (come il già citato Guggenheim di Bilbao di Gehry). Tutte queste strutture, pure quelle di lusso, sembrano richiamare i principi dell’architettura razionalista, secondo cui “less is more” (cit. Van Der Rohe), cioè che si basano sulla semplicità e la funzionalità della costruzione e all’architettura organica, di cui F.Lloyd Wright fu il maggiore esponente e secondo cui i materiali e le forme usati nella costruzione di un edificio debbano essere in armonia col contesto naturale circostante, facendo risultare l’organismo architettonico come un’integrazione ornamentale della Natura. L’architettura razionalista ed organica risalgono entrambe al Novecento e da allora l’architettura si è adattata ai cambiamenti sociali avvenuti, ma i principi di base e la preferenza nell’utilizzo di acciaio, vetro e cemento che sostituisce i muri portanti non sembrano essere cambiati.

Musica: forma d’arte che comunica con la sfera emotiva dell’individuo tramite onde sonore, frequenze e parole per mezzo di strumenti

Nell’epoca contemporanea, assistere ad un concerto è quasi come assistere ad un rito religioso nell’antichità, poiché riunisce persone che in quell’attimo si dimenticano di sé, del luogo in cui sono e da dove vengono e formano un’armonia di emozioni condivise.

La grande importanza della musica come fattore di evasione rappresenta a volte la motivazione di un viaggio. L’esempio accademico più utilizzato a riguardo è la Spagna, che negli Anni 80 è uscita da una crisi economica usando delle strategie come l’ospitare megaeventi (es: Olimpiadi di Barcellona del 1992), la costruzione di un’immagine culturale competitiva a livello mondiale con l’edificio del Museo Guggenheim di Bilbao o la costruzione di un’immagine solare e festosa, attrattiva soprattutto per i giovani (es: Ibiza).

I prodotti di questa industria vengono consumati soprattutto la notte, che diventa la nuova frontiera del leisure e del business turistico, data l’offerta di voli low cost, che consentono i cosiddetti city breaks, brevi gite in altre città, che proprio in virtù della loro brevità, richiedono un uso intenso del breve tempo a disposizione, quindi includendo la notte come momento di scoperta e consumo della città.

Milano by nigth. Esistono molte discoteche a Milano, ma non sono tutte uguali: infatti esistono le discoteche più chic (es: Old Fashion in centro, zona Sempione), che si distinguono per musica commerciale di facile ascolto, l’arredamento sofisticato, la selezione all’ingresso e un pubblico medio di età che va dai 20 ai 30.; Queste sono il genere di discoteche che secondo me sono più legate all’immagine di Milano come “città della moda e dell’immagine”. Le cause per cui vi si reca è per motivazioni di status e socialità. Milano crea eventi legati alla musica anche in altri spazi, nelle discoteche ospitanti eventi musicali itineranti o nei parchi, (es: evento di musica elettronica Reset!). Il discorso dei target è lo stesso fatto per le discoteche in generale, ma la differenza interessante è che essendo eventi itineranti o occasionali portano il pubblico a spostarsi in altri posti della città che non siano il centro e sono occasioni per le aziende di estendere il business alla notte, tramite sponsorizzazioni (es: bevande). L’unico limite di organizzare questi eventi in luoghi temporanei è la possibile noncuranza della pulizia dell’ambiente ospitante da parte del pubblico. Un esempio positivo in questo senso è il Rottotom Sunsplash, il festival reggae, che una volta era svolto in Italia, nel centro-sud, ma dal 2010 è stato trasferito in Spagna. Nell’edizione spagnola del 2010, svolta a Benicassim, ad esempio, l’organizzazione ha adottato delle scelte eco-sostenibili, come: Poi ci sono altre discoteche che potremmo definire di qualità media (es: Alcatraz, centro) in cui il pubblico vi si reca per lo più per il genere di musica selezionata, oltre che per gli stessi motivi di socialità delle discoteche precedenti. In queste discoteche ci sono diverse sale dedicate a diversi generi musicali, per soddisfare i differenti gusti del pubblico, oppure si offrono serate tematiche, pubblicizzate con flyers diffusi sui social media e la cui comunicazione grafica fa da richiamo al target scelto (ad esempio i flyers delle serate rock sono scritte in gotico, quelli delle serate di musica elettronica con colori fluo, quelli delle serate hip hop in stile graffitaro, ecc.). Oppure esistono discoteche dedicate alla comunità gay (es: Rabhat), in cui i soggetti vi si recano per sentirsi liberi di esprimere se stessi senza incontrare resistenza omofoba; Infine ci sono altri spazi come i circoli ARCI (es: Magnolia), che aggregano un target a budget limitato, in cui è possibile ascoltare musica alternativa, come il reggae o la drum’n’bass o affrontare temi sociali in dialoghi aperti. Altri esempi di socialità notturna meno legati alla musica sono i pub o i chioschi all’aperto, che creano aggregazione ricorrendo a strategie come: gli aperitivi; offerta di musica live di gruppi locali, che stimolano anche l’esibizione di gruppi emergenti; la diretta delle partite di calcio a altri eventi sportivi di richiamo; drinks scontati in determinati giorni della settimana.Il pubblico di questi luoghi a livello demografico è molto vario e le dinamiche di socializzazione sono diverse da quelle delle discoteche dove gli individui sentono un maggiore senso di appartenenza dovuto alla sicurezza del posto chiuso e all’aspettativa di trovare altre persone che condividono i propri gusti musicali; infatti nei pub prevalgono i legami forti rispetto a quelli più deboli e disaggregati, perché gli individui, sebbene non escludono la possibilità di conoscere nuove persone, tendono a rimanere dentro il proprio gruppo di amici. Eccetto quanto riguarda gli aperitivi, che si svolgono generalmente nei pre- serata per poi spostarsi altrove, gli altri esempi di nightlife possono diventare molesti per la quiete pubblica quando si trovano nelle vicinanze di abitazioni, perché la disibinizione dell’alcool ha l’effetto di fare perdere il controllo sul volume della voce (schiamazzi) o creare situazioni pericolose (risse). Per concludere, sebbene in città di notte si possono incontrare molti pericoli, l’illuminazione artificiale e la creazione di spazi ben gestiti ha consentito di divertirsi pure la notte. La città di Milano tende ad essere una città sveglia 24h su 24, la presenza di così tante offerte diversificate la rende viva dal centro fino all’hinterland per i residenti e per i turisti, che vengono a Milano soprattutto per shopping, per il turismo d’affari, ma anche per la rinomata movida notturna, in cui si ha la sensazione di trovare qualsiasi cosa che un individuo qualsiasi possa desiderare per passare una bella serata.

• Con cyberspazio si intende la dimensione che si raggiunge tramite i nuovi canali di comunicazione.

Le ICT (Information & Communication Technologies) riproducono la comunicazione umana in un cyberspazio tramite quelli che potrebbero definirsi i nuovi “cyber-arti” dell’uomo post-moderno, un prolungamento delle capacità sensoriali dell’uomo. Un esempio potrebbe essere il mouse, prolungamento della mano nel cyberspazio.

Le nuove tecnologie tendono ad essere costruite secondo una logica human friendly, grazie alla quale i sistemi di funzionamento di un così potente e delicato strumento possono essere compresi intuitivamente da chiunque, allargando così la possibilità di usare il PC ad una maggiore fascia della popolazione mondiale. Da un semplice PC portatile è possibile creare e distribuire informazioni multimediali secondo vari scopi (commerciali e sociali) Il concetto è delicato, perché, seppure viviamo una realtà fisica, la realtà virtuale ha sempre più conseguenze sulla vita dell’umanità, tanto che è stata necessaria la creazione di nuova istituzione che è la Polizia telematica, ma soprattutto ha rivoluzionato i processi di produzione e in parte i modelli economici.

Teconologie per il turismo, esempi. Grazie alle tecnologie di telecomunicazione come bluetooth, wi-fi, GPS e altre applicazioni tecnologiche è possibile arricchire l’esperienza turistica di un luogo, arrivando a casi in cui la tecnologia permette di ricostruire ciò che non esiste e si parla quindi di realtà aumentata. Ad esempio al museo 3D Rewind di Roma è possibile assistere ai combattimenti dei gladiatori in una Roma antica ricostruita in 3D. O ancora, il mobtag (un codice a barre bidimensionale che permette di trasmettere un collegamento ipertestuale attraverso il cellulare, su cui si installa il software per leggere il mobtag, che è basato sul QR-code) è un contrassegno che, inquadrato con la videocamera dello smartphone, permette di aprire link su cui trovare contenuti riguardanti il sito, il monumento, l’opera o il prodotto per cui il mobtag è stato creato. Un'altra applicazione tecnologica a beneficio del turismo sono le card, cioè biglietti cartacei o badge elettronici basati sull’Rfid (Radio Frequncy IDentification). Le card sono un ottimo strumento per condurre i turisti nei luoghi che l’amministrazione locale preferisce, per regolare i flussi turistici e per spingere il turista a spendere di più spostandosi, magari in siti di solito trascurati dal turismo di massa, dal momento che, una volta acquistata la card, è quasi certo che il turista la sfrutterà al massimo, usufruendo di tutti gli sconti e convenzioni varie nei siti inclusi nella card. Database: archivio di dati digitali classificati secondo qualche criterio d’ordine funzionale, da cui attingere le informazioni geolocalizzazione, che permette molti usi turistici e commerciali di Google Maps. Un’altra osservazione sul legame tra tecnologie e destinazioni turistiche è la straordinaria potenza evocativa presente in certi videogames, in cui la location è importante per la trama del gioco e la ricostruzione dei luoghi è talmente realistica da fare pubblicità ad un sito turistico, come nel caso di Firenze nel famoso videogioco per X-box e Playstation, “Assassins Creed”. Voglio ricordare che il concetto di comunità è sia territoriale, cioè localizzabile su una mappa con caretteristiche spaziali come confini, centri e periferie, che relazionale, cioè basato sull’interazione tra gli individui, interazione che oggi è sempre più frequente tramite reti e che questi due aspetti della comunità sono sempre meno coincidenti tra loro nelle società post-moderne. La rivoluzione informatica ha diverse caratteristiche rispetto alle rivoluzioni comunicative avute in passato, che sono l’alfabeto fonetico, la stampa, la TV e la radio. Le comunicazioni elettroniche, infatti, mettono in relazione potenzialmente tutti da ovunque, permettono un alto grado d’immediatezza e intimità alla relazione e democratizzano il sapere, che diventa accessibile a tutti. e-commerce, cioè luoghi virtuali in cui avvengono gli scambi e alla new economy, di cui l’informazione è considerata l’unità produttiva, seppure immateriale. Nel mercato digitale le aziende riescono a sfruttare nuove strategie competitive, poiché possono permettersi un

assortimento di prodotti più ampio e l’offerta continua, grazie allo spazio di “magazzino” più grande e meno costoso, che è il server.

Ciò ha degli effetti sull’organizzazione dell’offerta turistica, sulla direzione dei flussi di turisti e sulla dinamica del ciclo di vita delle destinazioni. La rivoluzione informatica ad esempio consente una diminuizione dei costi di trasporto, con conseguente aumento degli spostamenti e diminuizione del costo del turismo internazionale, favorendo così anche l’attenzione su Paesi emergenti come destinazioni turistiche. La presenza e lo spendere dei turisti sul territorio di popolazioni a medio-basso reddito provoca una redistribuzione dei redditi globali. I vantaggi derivanti da Internet per il consumatore sono il risparmio del tempo e dei costi necessari ad ottenere l’informazione desiderata. Le imprese possono diminuire i costi saltando alcune fasi di intermediazione, razionalizzare la propria rete di vendita, risparmiare sui costi di magazzino e realizzare strategie di yeld management più efficienti, grazie a un migliore monitoraggio della domanda e dell’offerta. Ad esempio attraverso il costante monitoraggio delle prenotazioni aeree è possibile vendere all’ultimo momento a prezzi ribassati i posti rimasti invenduti (last minute). L’osservazione dettagliata dei comportamenti dei consumatori ha reso diffusa la strategia di discriminazione del prezzo, che prima rappresentava in economia solo un caso limite.

Inoltre le possibilità di interazione sul web rendono l’utente “spettautore” (M.Mezza), in quanto può partecipare alla creazione e distribuzione di contenuti e che così permette anche, fornendo informazioni utili alle imprese, la personalizzazione del prodotto, in modo da poter soddisfare con sempre più precisione il cliente, a beneficio di entrambe le parti (domanda e offerta). Legge di Moore. Questa legge è una deduzione del fondatore di Intel Corp. che mette in relazione le dimensioni dei transistor con il numero di chip che contengono. La conseguenza diretta di questa legge, oltre alle implicazioni economiche, è la maggiore capacità di memorizzazione e processamento dei PC e che consente ulteriori sviluppi nelle tecnologie, permettendo di creare devices sempre più piccoli (e dunque portatili) con le stesse funzioni di un PC. Per il turismo l’informazione in mobilità è diventata una strategia competitiva molto importante e si basa sui principi di multimedialità, interoperabilità e crossmedia. La multimedialità è il coordinamento di diversi codici espressivi (scritti, sonori, immagini statiche, filmati) utilizzati in maniera integrata, per realizzare un unico oggetto comunicativo. Questo può rendere più divertente e coinvolgente l’esperienza turistica. L’interoperabilità consiste nella possibilità di scambio di informazioni, servizi e contenuti tra sistemi diversi, che operano però secondo un comune codice o linguaggio di comunicazione (nell’esempio di Internet è il protocollo TCP/IP). Ciò consente un continuum communicativo (Massarenti, 2007), cioè l’insieme dei sistemi di accesso fa sì che le informazioni elaborate siano disponibili all’utente in base a come sceglie di accedervi, in qualsiasi situazione si trovi e a seconda dello strumento di accesso di cui dispone in quel momento. Con crossmedia s’intende che l’informazione è diffusa attraverso diversi mezzi di comunicazione, adeguandosi ai diversi formati e canali comunicativi. Questi concetti si basano sul nuovo principio economico COPE (Create Once, Publish Everywhere), cioè che la creazione di un contenuto sia ideato sin da principo perché possa essere convertito e diffuso poi attraverso i diversi canali e su qualsiasi supporto.

Scheda tecnica di alcune delle più usate tecnologie per la comunicazione: il Bluetooth è uno standard “per scambiare informazioni tra dispositivi diversi attraverso una frequenza radio sicura a corto raggio. Bluetooth cerca i dispositivi coperti dal segnale entro un raggio di qualche decina di metri, e li mette in comunicazione tra loro” (fonte: Wikipedia). La trasmissione dei dati tra dispositivi in cui è attivo il Bluetooth è dunque

basata sull’invio di segnali elettrici ed onde elettromagnetiche via etere. Il bluetooth può connettere diversi devices secondo tre schemi: punto-punto, punto-multipunto o scatternet (in quest’ultima tipologia la connessione principale si effettua tra i punti che fanno da master, cioè che si occupano della sincronizzazione degli dati tra gli altri devices. I masters poi regolano la connessione verso le altre periferiche (slaves). Il Bluetooth permette di collegare smartphones, palmari, stampanti, auricolari, trasferendo i dati comodamente senza fili, a condizione che i devices da connettere siano abbastanza vicini. Il Wi-Fi è un sistema che permette la connessione WLAN, ovvero la connessione wireless (W-) tra reti locali (-LAN). “A sua volta la rete locale così ottenuta può essere interallacciata alla rete Internet tramite un router ed usufruire di tutti i servizi di connettività offerti da un ISP” [Internet Service Provider] (Fonte: Wikipedia). Alcune città sono state interamente cablate per il wi-fi, cioè, dal momento che la copertura del wi-fi è limitata nell’arco di alcune centinaia di metri (anche per motivi di sicurezza contro i rischi elettromagnetici), sono stati installati più punti di accesso che interfacciano le varie aree wi-fi, costruendo così una rete che ricopre una zona più estesa. Esistono vari protocolli per il wi-fi, ma in tutti i casi i dispositivi che utilizzano il wi-fi devono avere il marchio di certificazione wi-fi, che ne assicura l’interoperabilità con altri dispositivi. GPSè un sistema di posizionamento su base satellitare, a copertura globale e continua, gestito dal Dipartimento della difesa statunitense.” (fonte: Wikipedia). Infatti il GPS, è stato inizialmente creato a scopi militari e tutt’oggi esistono due diversi sistemi, uno molto preciso per i militari statunitensi (PPS) e l’altro utilizzato dai civili (SPS). Il suo funzionamento è basato su dei satelliti distribuiti in corrispondenza della zona equatoriale; i satelliti compiono il loro moto di rivoluzione intorno alla Terra in 12 ore per consentire la continuità del segnale. Il calcolo della posizione avviene in funzione di rapporti spazio/ tempo tra ricevitore GPS e satellite che esso aggancia (per la precisione, in base alla distanza del satellite dalla posizione del ricevitore e conoscendo la velocità delle onde radio che consente di calcolare la differenza di tempo tra l’invio del segnale dal satellite e la ricezione dello stesso segnale da parte del ricevitore). Più sono i satelliti con cui il ricevitore riesce a mettersi in comunicazione, più sarà preciso il posizionamento, fino a permettere anche la navigazione in 3D. UMTS (Universal Mobile Telecommunications System) come combinazione tra GSM e 3G e GPRS (General Packet Radio Service) sono in generale due modalità di connessione per la telefonia mobile, che consentono molti servizi web e multimediali che vanno ben oltre la tradizionale funzione di chiamata dei telefoni cellulari. Il Voice Over IP (VOIP) è la tecnologia che permette la conversione della voce in pacchetti dati che viaggiano attraverso internet per poi essere riconvertiti in voce dal device che riceve il pacchetto-dati. Il VOIP può utilizzarsi sia via pc, installando un software apposta o via telefono, che si collegherà alla LAN per raggiungere Internet, che a sua volta si collegherà ad un server VOIP per interfacciarsi con la centrale telefonica pubblica, da cui verranno smistasi i pacchetti-dati. Il VOIP i basa sulla trasmissione radio in tempo reale full-duplex, cioè che permette un flusso di trasmissione a doppio senso e quindi di parlare e ascoltare contemporaneamente. Dovendo collegarsi ad Internet, il sistema VOIP integra nel suo acronimo IP, che appunto è la parte del protocollo TCP/IP che si occupa di individuare il canale di trasmissione più adatto (libero) per fare viaggiare i pacchetti-dati.

4. Il Parco delle Groane. Le trasformazioni nella percezione e rappresentazione dello spazio, altamente influenzate dai nuovi monumenti iconici, le trasformazioni nel turismo e le innovazioni tecnologiche non devono fare pensare che il turismo si limiti a coinvolgere oggetti post-moderni. La cosa interessante è che anche oggetti pre- moderni, come potrebbero essere i parchi naturali o i parchi industriali, vengono ri- tematizzati e ad essi sono attribuiti nuovi significati proprio attraverso le trasformazioni comunicative di cui sopra abbiamo parlato. Come vedremo in questo capitolo, sono

proprio i contrasti a rendere appetibile un sito. Il fatto che un parco naturale sia interessante turisticamente non era verosimile nella società del ‘700. Il fatto che una fabbrica di mattoni potesse essere una destinazione turistica non era immaginabile per gli operai che vi lavoravano per tante ore al giorno. Le condizioni di vita post-moderne danno valore a ciò che si è perso e a ciò che è meno disponibile nella vita metropolitana. Ecco quindi che, nella costruzione di una mappa mentale urbana nella città di Milano e nel suo hinterland, costituita principalmente di edifici e strade, trovare delle aree verdi è un elemento di spicco che rimane impresso, se non per la sua bellezza, sicuramente per la sua rarità nel paesaggio urbano. Le trasformazioni del mercato del lavoro, che tende più a concentrarsi nel settore terziario, fanno rivalutare i mestieri tradizionali e i lavori manuali, che diventano un tema di interesse nostalgico legato alla riscoperta delle proprie origini. La non troppo lontana epoca industriale diventa quindi un reperto di storia in una società in rapido cambiamento.

È un territorio in gran parte argilloso ferrettizzato (ricco di ossido di ferro che dona all’argilla un colore rossiccio), caratterizzato da estese brughiere, tra le più meridionali d’Europa, che si evolvono da sud a nord verso il bosco di pini e betulle, fino ad espandersi in boschi alti di querce e carpini. Tra boschi e brughiere, zone aride e zone umide, pinete e oasi naturali, sono inseriti al suo interno o nelle immediate vicinanze tipici borghi rurali, documenti di archeologia industriale, un’intensa attività agricola, ville signorili, due oasi naturalistiche e addirittura un’ex polveriera militare: insomma una mescolanza di modernità, tradizione, natura e arte. Nelle numerose zone umide e nei suoi boschi si riscontrano specie vegetali e animali rare e sempre più preziose a causa della bonifica di questi habitat. In aggiunta a specie vegetali, alcune delle quali non comuni ed endemiche, il Parco ospita più di 100 specie di uccelli nidificanti, svernanti o di passaggio e mammiferi in pericolo di estinzione. La fauna comprende topi, pipistrelli, scoiattoli, varie specie di uccelli e rettili, tritoni, rane e nel Parco si trova anche una specie rara di farfalla, la Maculinea alcon. • Storia di Garbagnate Milanese.Dati aggiornati al 1997. Superficie comunale: 8 kmq Confini: nord: Caronno, Cesate/ sud: Bollate, Arese/ ovest: Arese, Lainate/ est: Senago. Distanza da Milano: 15 km // N° abitanti: 27.589 • Primo decennio del 1900: immigrazione di comaschi e dai Paesi al nord-est di Milano; si

formano delle piccole industrie locali; • 1923: ultimazione e inaugurazione da parte del Comune di Milano del Sanatorio

antitubercolare, all’avanguardia per quei tempi, attuale Ospedale Salvini; • 1930: decrescita demografica; a causa della crisi economica gran parte della popolazione si

diresse in città (urbanesimo) o temporaneamente all’estero (emigrazione). Era già presente il fenomeno del pendolarismo. Fino a quel momento l’agricoltura e l’industria dei mattoni, prima della meccanizzazione, occupavano molta manodopera e il paese manteneva gran parte delle caratteristiche del suo passato agricolo. Il terreno argilloso, inadatto alle colture, era sfruttato per l’estrazione di argilla finalizzata alla produzione di mattoni pieni nelle fornaci. Le zone delle Groane erano un principale bacino di rifornimento di mattoni per i cantieri milanesi: l’edilizia, le costruzioni in generale, le infrastrutture civili ed industriali, i cantieri più disparati, necessitavano di un rifornimento di mattoni continuo che non comportasse oneri di trasporto eccessivi e che rifornisse la città di quantitativi di materiale edilizio, soprattutto nei periodi di forte espansione edilizia e nelle ricostruzioni postbelliche;

• ma il primo vero massiccio insediamento industriale si ebbe nel secondo dopoguerra, durante il periodo della ricostruzione e con la fioritura delle industrie tessili (es. Poss di Cesate), chimico- farmaceutiche (es. Bayer), meccaniche. L’imprenditoria milanese, a causa dei bombardamenti in città, aveva trasferito gli stabilimenti in provincia. Durante il decennio ’50-’60 ci fu un’ondata immigratoria operaia di veneti, bergamaschi, pugliesi, calabresi, siciliani. I garbagnatesi si trasferirono dalle corti alle villette e negli appartamenti dei nuovi palazzi. Nel 1963 fu aperto lo stabilimento Alfa Romeo di Arese e avvenne un’accellerazione dei processi di trasformazione ed espansione immobiliare. Dal punto di vista urbanistico si adottò il Piano Regolatore Generale nel 1969, uno strumento urbanistico che regola i rapporti tra insediamenti residenziali e industriali e dotazione di servizi o standard che ogni previsione di sviluppo edilizio deve

prevedere sulla carta e nella normativa, con precisazioni per quanto riguarda quella parte di territorio soggetto a vincolo paesaggistico, comunemente indicato Groane;

• Oggi l’area urbanizzata è compresa tra la Ferrovia Nord e la strada statale Varesina; a sud si chiude col canale Villoresi e con la Via Milano; a nord è delimitata dalla ferrovia e occupa le adiacenze di Via per Cesate fino al confine del comune limitrofo. Sulla Via Forlanini si localizzano la maggiorparte delle industrie, l’ospedale Salvini e il villaggio artigianale, sorto nel 1951. L’edilizia popolare si insedia in periferia e la posizione del centro storico diventa più marginale. I nuovi complessi, sorti sulla demolizione di alcune antiche corti, rompono con le loro alte torri l’equilibrio con gli edifici circostanti. Il grosso del nuovo centro urbano si distribuisce su una limitata rete di vie parallele che collegano da est a ovest il centro storico con la Varesina, raccordate da una più fitta rete di brevi strade ad esse ortogonali. Contemporaneamente ai processi di trasformazione urbanistica e al prevalere dell’occupazione industriale su quella agricola ai aprono banche, negozi, uffici professionali, agenzie di assicurazione.

Le fornaci. In passato le Groane non si prestavano all’agricoltura a causa del terreno acido, argilloso e impermeabile, quindi questo territorio è rimasto dominio dei boschi e delle brugherie. I nobili ne fecero feudo di caccia, edificando ai margini le loro grandi ville. Il terreno, composto di argilla, sabbia e silt (materiale detritico) rappresentò, e in parte rappresenta ancora, un’attività industriale. Infatti l’area delle Groane è una riserva naturale di argilla impura dal colore marcatamente rossiccio per la presenza di ossido di ferro, che la rende adatta per la fabbricazione dei mattoni pieni, sorsero così le prime fornaci che trasformarono a poco a poco l’ambiente con le loro cave.

Le fornaci a pignone Nel forno a pignone la cottura ed il raffreddamento dei mattoni devono avvenire in modo molto lento per evitare la rottura dei laterizi.. Il Pignone scompare definitivamente intorno agli anni '30 con l’avvento del forno Hoffmann e con esso tramonta pure la conduzione a carattere familiare della produzione. Le fornaci a pignone per la produzione di mattoni pieni erano localizzate soprattutto lungo i margini del filone argilloso più antico, in prossimità delle prime rudimentali cave di estrazione di argilla. Il lavoro nelle fornaci a pignone conobbe una fase ed un’organizzazione produttiva elementare ed omogenea per intensità di produzione e diffusione territoriale, secondo uno schema razionale che teneva conto sia dell’età dei terrazzamenti argillosi, sia del loro posizionamento. Si ebbe, come conseguenza, una conformazione “ad isola” nella parte centrale del Pianalto, a ridosso del filone argilloso più antico ed una conformazione territoriale “a strisce” lungo i lati perimetrali del Pianalto, in prossimità dei filoni più recenti. In entrambi i casi, il legame tra fornarci e cave era molto stretto e costituì, in più di un caso, il legante che segnò la stessa linea evolutiva del paesaggio. L’architetto prussiano F. Hoffmann ideò e brevettò nel 1858 il primo forno circolare ad azione continua e recupero del calore, che rivoluzionò l’intero apparato produttivo della fornace. Le fornaci di impianto più recente, quelle dei primi forni Hoffmann (dal caratteristico sviluppo orizzontale ellittico), risalivano ai primi anni del Novecento, quando più forte era il bisogno edilizio di materiali edili per la costruzione delle città. I forni Hoffmann erano solitamente dislocati ai margini dei filoni argillosi più esterni, in prossimità delle vie di comunicazione per un inoltro più veloce sul mercato. • Industrializzazione. I) ferrovie e canale Villoresi. II) Tessile. Gli stabilimenti industriali sorti intorno al territorio del Parco delle Groane furono principalmente chimici e tessili e di alcuni edifici ne rimangono resti che formano casi di archeologia industriale. La pianta orizzontale delle fabbriche di cotone divenne presto una delle caratteristiche dominanti del nuovo paesaggio industriale. È il caso del Cotonificio Poss, fondata a Saronno nel 1885 da Emilio Poss e allargatosi sotto la direzione del figlio Alessandro, il quale aprì altri due stabilimenti, uno ad Uboldo e l’altro a Cesate, uno dei comuni del Parco. Uno dei problemi più grandi era costituito dall’alloggio degli operai e delle loro famiglie, sradicati dai vecchi casali lontani dalla fabbrica e assorbiti, a causa del perdurare

dello stato di crisi dell’agricoltura dell’alto milanese, dal processo di produzione industriale. Sorsero case operaie allineate ai fianchi della fabbrica e nelle immediate vicinanze. Nonostante uno dei punti di forza dell’economia lombarda del XIX secolo fosse la lavorazione della seta naturale, l’avvento delle nuove industrie legate a settori in rapida e costante ascesa, come quelli del cotone, della siderurgia e della chimica, imposero profondi cambiamenti nel quadro economico. Ciò fu dovuto in parte alla scarsità di materia prima (seta naturale) e in parte ai suoi mercati internazionali, segnati da oscillazioni imprevedibili legate al clima, alle malattia dei bachi da seta e alle conseguenze economiche postbelliche. Chimica. Il ramo tessile fu spinto dunque verso soluzioni scientifiche inedite, in grado di soddisfare sia le esigenze di produzione sia i gusti del nuovo mercato tessile. In questa prospettiva l’industria chimica divenne ben presto una delle industrie ausiliarie più importanti e trainanti del ramo tessile, come fornitrice di filati di seta artificiale rayon. Il rayon era ottenuto con il procedimento per macerazione della cellulosa in una soluzione colloidale (viscosa) Il nuovo prodotto artificiale presentava caratteristiche analoghe ma assai più a buon mercato della seta. Con l’industria tessile tradizionale fu mantenuto come unico punto comune quello della tessitura; ciò spiega in parte la localizzazione degli stabilimenti dei filati artificiali ai margini dei tradizionali bacini di manodopera specializzata nella tessitura. Uno degli impianti di produzione di rayon era la SNIA di Cesano Maderno, sorta apposta vicino alla fabbrica di coloranti chimici, nata dalla riconversione delle industrie chimiche di esplosivi, ACNA, con la quale si creò un rapporto di interdipendenza ed entrambe localizzate nelle vicinanze del Parco. III) AlfaRomeo. Accordo di programma, 1996. Gli obbiettivi irrinunciabili sono tre: reindustrializzare una grande area per il recupero dei posti di lavoro dismessi dalla FIAT; creare nuove certezze con maggiori garanzie di rapporto di lavoro duraturo per le maestranze che andranno ad essere rioccupate; riqualificare, dal punto di vista ambientale, l’intera area e tutelarla. Nascono così il Consorzio per la Reindustrializzazione dell’Area di Arese (CRAA). Nel 2000 avviene un cambio di destinazione degli stabilimenti, quando la FIAT vende la quasi totalità delle aree all’interno del comprensorio ad una società immobiliare bresciana e ad una compagnia di assicurazioni americana. Nel 2003 la Regione Lombardia, la Provincia e i Comuni interessati firmano un Protocollo d’intesa che sancisce la creazione di un Polo della mobilità sostenibile, che prevede l’insediamento, nelle aree dismesse dell’Alfa, di strutture di ricerca per sistemi di mobilità urbana alternativa. Il museo. Il Museo dell’Alfa Romeo fa parte della categoria dei musei aziendali, che, superato un iniziale intento pubblicitario, si sono trasformati rapidamente in operazioni culturali di recupero di un insieme di memorie indispensabile per l’individuazione delle linee guida dello sviluppo aziendale. L’esposizione è ordinata cronoligicamente e, per sottolineare lo stretto legame tra l’evoluzione del prodotto automobilistico e i mutamenti del costume del nostro paese, accanto alle vetture si trovano pannelli, fotografie e riproduzioni di manifesti pubblicitari dell’epoca, che consentono di collocare ogni automobile in un preciso contesto storico. Piano di recupero ambientale di un’area di fronte all’Alfa Romeo. Il comune di Arese e il Consorzio Parco delle Groane hanno sottoscritto un accordo per la realizzazione di un progetto di sistemazione ambientale per un’area di fronte all’Alfa Romeo. La frazione aresina Valera, caratterizzata dall’omonima villa signorile e dal Borgo rurale ad essa annesso, è circondata per due lati, a nord e a ovest, dagli stabilimenti dell’Alfa Romeo. Gli interventi proposti possono essere riassunti in tre tipologie principali: • Realizzazione di un rilevato in terra stabilizzato secondo tecniche d’ingenieria

naturalistica, che ha innanzitutto lo scopo di ragguagliare la rampa di accesso della passerella ciclopedonale su Via Luraghi al terreno oggetto d’intervento. Inoltre il rilevato ha funzione di barriera visiva ed acustica rispetto all’incrocio stradale, al fine di ridurre

l’impatto paesaggistico e di contenere la propagazione di rumori e di polveri nell’ambiente protetto. Sono state poi interrate cento piantine di arbusti;

• Realizzazione di una pista ciclabile di collegamento con le piste già esistenti e quelle che si prevedono di realizzare. La pista ciclopedonale avrà andamento est-ovest, è protetta dalla vista e dagli effetti del traffico di via Luraghi dal rilevato sopradescritto e dagli interventi di rimboscamento di seguito citati; rappresenta il naturale proseguimento delle piste già realizzate dal Comune di Arese e dal Consorzio Parco Groane. Ciò consentirà, oltre alla realizzazione di un importante anello ciclabile per la città di Arese, anche di poter collegare comuni esterni (Rho, Lainate) alla rete ciclopedonale del Parco Groane;

• Rimboscamento, con 1250 piantine, di una parte dell’area, al fine di crare una connessione ecologica con le altre realtà naturali già presenti sul territorio. Gli interventi di rimboschimento interessano una superficie di 5000 mq. La realizzazione della fascia boscosa ha funzione di mascheramento e di filtro tra la pista ciclabile e la strada e di recupero di una tipologia forestale che nella zona circostante ad Arese è ormai del tutto scomparsa. Il rimboschimento ha inoltre lo scopo di ricreare corridoi vegetali ad alta valenza ecologica per il ripristino dell’ambiente naturale, per la ricostruzione del paesaggio e per garantire la continuità ecologica per specie vegetali e animali.

Ville gentilizie. 1700. Moda: nobiltà ville fuori dalle mura della città in cui dedicarsi all’otium e alla caccia, luoghi di vita mondana e di attività agricole. La villa sorgeva dunque in un ambiente prettamente agricolo, si caratterizzava per imponenti scalinate, ampi saloni riccamente affrescati, giardini all’italiana.

La Valera. Il nucleo centrale, dalla caratteristica pianta ad H, risulta composto da una doppia corte, un giardino di ingresso, un giardino principale e un parco. Il fabbricato è circondato dall’area verde su tre lati, mentre il lato nord confina con il nucleo del Borgo. I giardini sono ricchi di fontane, statue, vasi ed elementi di arredo (tra cui un sarcofago e altri resti di origine etrusca), di una grotta sotterranea e di un particolare coffee house con interessanti mosaici di ciottoli. Il borgo agricolo è un complesso di case, cascine e rustici costituito da vari cortili aleberati su cui si affacciano ancora oggi stalle e fienili. Quasi in netto contrasto con le rapide trasformazioni territoriali del Comune di Arese, che ha visto fiorire il terreno circostante di modernissimi ed eleganti villaggi residenziali, il Borgo rappresenta un esempio di com’era la struttura agricola e del rapporto che esisteva tra i nobili proprietari della Villa e la conduzione terriera. Ancora oggi la frazione di Valera gode di una vita autonoma rispetto al Comune di Arese, è parrocchia dal 1960, vanta tradizioni e iniziative ludiche e culturali proprie ed è gelosa della sua autonomia e tranquillità.

Villa Arconati di Castellazzo di Bollate. La Villa Arconati è un vasto e articolato complesso, comprendente il grande edificio della villa, il borgo, estesi boschi, brugherie, campi agricoli. Il complesso è raggiungibile dalla stada statale Varesina, percorrendo il Viale dei Leoni, un maestoso viale alberato con filari di carpini, chiamato così per le due statue di leoni ai lati dell’ingresso del viale. La villa, splendido esempio dello stile barocco lombardo, si sviluppò nel 1600 intorno ad un nucleo più antico, originariamente a pianta a U e attualmente a pianta ad H. La villa Arconati, che dopo la Villa Reale di Monza è il bene metropolitano più importante della Lombardia, è denominata la piccola “Versailles del milanese” per l’estensione e la bellezza dei suoi giardini. Questi, di notevole pregio architettonico, sono un raro esempio in Italia di giardino alla francese. La villa è accessibile nel periodo estivo, in occasione del festival di villa Arconati, che propone numerosi concerti musicali. • La ex polveriera. La ex-polveriera di Ceriano-Solaro è un’area di tredici ettari recintati,

una volta usata a fini militari e oggi riconvertita a sede del Consorzio Parco Groane. Gli Austiaci, che allora occupavano il Nord Italia, si accorsero dell’utilità di questo luogo, che a un passo dalla città, senza l’inciampo dei campi agricoli, si era rivelato uno

straordinario campo di addestramento per le truppe e il campo rimase ad uso militare fino agli Anni Cinquanta. Quando nel dopoguerra ci furono l’espansione urbana e l’industrializzazione, il deposito di munizioni divenne sempre più un potenziale pericolo per la città. Nel 1976 il Parco delle Groane iniziò le trattative per dismettere il sito e gestirne il verde, che, grazie al vincolo di inedificabilità nel raggio di 500 metri, era stato ben salvaguardato.

Bonifica degli ordigni bellici, ovvero la ricerca e la rimozione dei proiettili rimasi sepolti dopo il bombardamento del ’44. Nonostante queste opere, l’intervento complessivo ha rappresentato un processo di decostruzione, infatti maggiori sono stati i volumi demoliti e lo spazio restituito alla natura rispetto a quelli ristrutturati o costruiti. • Commenti. Il Parco delle Groane si presta bene a rappresentare un esempio di

ecomuseo, che si serve della collaborazione dei Comuni e dei cittadini. Il coinvolgimento delle scuole locali in programmi di educazione ambientale sul parco e altre iniziative organizzate sul Parco aiutano a creare un senso di identità e appartenenza al territorio, quindi si può dire che il Parco e ciò che gli riguarda è un punto di rifermimento per la comunità locale. Entro il suo territorio, percorribile su una pista ciclabile di quasi 40km, si possono scorgere il corso d’acqua del canale Villoresi, resti di archeologia industriale, siti di interesse storico-artistico di vari stili architettonici risalenti a diverse epoche e opere contemporanee. Il piano di recupero dell’area degradata di fronte all’ex Alfa Romeo rappresenta inoltre un esempio di riqualificazione di un’ex area industriale per lo svago dei cittadini e non solo. Il Parco è facilmente raggiungibile dalla città grazie ai collegamenti con le Ferrovie Nord Milano.

Dall’intervista: molte persone che avevano le proprie abitazioni o attività all’interno del Parco si sono ritrovate dall’oggi al domani a rispettare vincoli e leggi di tutela: si stabiliva che non si potevano costruire ulteriormente edifici abitativi o iniziare attività produttive, a meno che non fossero compatibili con l’ambiente. Con l’istituzione del Parco anche l’agricoltura è stata soggetta a vincoli, e da allora nel territorio sono permesse solo le culture autoctone. Che cosa offre il Parco? La prima attività è la gestione del territorio: ogni tipo di attività svolta all’interno del perimetro del Parco deve essere visualizzata e normata dal Piano Territoriale. 1) Ricordo l’attività di tipo sportivo, disponibile per chi ama camminare nel verde o andare in bicicletta: i 35 km di piste ciclabili sono percorsi tutti i giorni da numerosissimi utenti e amanti della natura. Tra l’altro le Groane sono l’unico Parco della Regione Lombardia che sceglie una diversa copertura delle piste: niente asfalto, proprio per rispetto dell’area naturale, ma al suo posto viene utilizzato il calcestro, un materiale costoso che ha la capacità di attutire il movimento della corsa. 1.1) Poi per favorire l’utilizzo della bicicletta e la conoscenza del Parco l’amministrazione ha creato nella sede di Solaro un bicipoint per il noleggio delle bici. 2) Altre attività riguardano la bonifica di terreni particolari, la difesa delle zone umide con la 3) costruzione di piccole strutture di attraversamento./ Tutto ciò ha un costo e il Parco è finanziato soprattutto dai 16 Comuni, dalla Regione e dalle Province che insistono sul territorio. I Comuni non contribuiscono solo dal punto di vista economico, ma anche cercando di promuovere le attività del Parco, come il Parco cerca reciprocamente di promuovere le loro. // Per quanto riguarda l’Expo, il Parco delle Groane in un progetto ufficiale ha già messo a disposizione le sue risorse come meritevoli d’attenzione nell’ambito dell’evento. Per prima cosa l’Ente intende promuovere il progetto che lo vede incluso nel sistema dei nove parchi di Milano che circondano il territorio urbano. Ciò contribuirebbe a valorizzare la biodiversità naturalistica e la varietà di siti storici-culturale che il Parco possiede. Poi l’Ente ha intenzione di mettere in relazione i temi dell’Expo con le iniziative del Parco, che organizzerà convegni riguardanti l’alimentazione e le aziende agricole: a questo proposito è in cantiere un progetto in collaborazione con l’associazione Slow Food. Il tema dell’acqua e lo sfruttamento dei corsi d’acqua porterà a trattare e a favorire la sua la fruibilità anche come fonte di energia ecosostenibile, in quanto il Parco Groane include il corso d’acqua del canale Villoresi. Infine nel progetto si suggerisce un percorso via terra parallelo a quello milanese già identificato per l’Expo, per la salvaguardia, il restauro e la valorizzazione delle ville gentilizie; vi si mostrano gli itinerari che includono le chiese, le fornaci e i musei e gli eventi promossi dai Comuni; si illustrano i collegamenti dei mezzi di trasporto, che

includono Ferrovie Nord, auto, pullman elettrici e collegamenti ciclabili col Parco Nord e si propone Seveso, città tra due Parchi (Delle Querce e Groane) come città per l’ambiente per Expo2015. • CONCLUSIONI. Economia e territorio: La risorsa può fondarsi su una descrizione scientifica di paesaggio geografico, basato su fattori fisici e sociali e su un sistema di prodotti che può formare dei requisiti preliminari per la trasformazione di una semplice risorsa territoriale in risorsa turistica, con la creazione di beni e servizi basilari di tipo urbano. Ambiente. Con le attuali emergenze ambientali si sta prendendo in considerazione, anche nel turismo, più che la soddisfazione di istinti ben distinti tra loro, solitamente riassunti nella gerarchia della scala di Maslow, il riconoscimento del bisogno di dare un senso di integrità alle espressioni dell’uomo, concepito in stretta relazione di unità con l’ambiente nel quale vive. Per questo il turismo, nel creare le sue strutture e infrastrutture, deve tenere conto del limite di sopportazione dell’ambiente naturale. Per fare ciò sono stati creati delle regole da rispettare e degli indicatori per controllarne l’effetto. Un esempio delle prime sono i nuovi canoni dell’architettura ecosostenibile, come quelli elencati da U. Sasso nel 1992 per definire la Bioarchitettura, nella quale, prima di costruire, si deve considerare: ciò che circonda l’edificio; l’esposizione solare o meno dovuti agli edifici circostanti; l’orientamento; utilizzare materiali naturali, reciclati e reciclabili; installare schermi solari o altre tecnologie per il risparmio energetico. Tutti questi piccoli accorgimenti e altri ancora aiutano a costruire nuovi edifici (o ristrutturarne dei vecchi) che sin dalla loro progettazione siano pensati per formarsi in armonia con la natura. Gli indicatori, come il già citato D.P.S.I.R. (fig. 9), devono essere semplici, culturalmente condivisibili e concreti. Il turismo ha due effetti negativi sull’ambiente: nel caso delle regioni turistiche dei paesi ricchi a volte porta a scelte di omologazione dello stile architettonico e degli standard di beni e servizi comuni, spesso a causa della diffusione di catene multinazionali, motivo per cui le città tendono ad assomigliarsi un po’ tutte. Nei Paesi emergenti o poveri a volte l’industria turistica ha delle gravi responsabilità sociali, come la creazione di bolle turistiche, dove all’interno del villaggio turistico c’è una rappresentazione falsificata della cultura locale, mentre fuori dal villaggio i bambini del luogo cercano i vestiti nei bidoni dell’immondizia, aumentando quindi le disugualianze sociali; inoltre spesso le popolazioni locali, assistendo alla produzione di ricchezza derivante dal mercato turistico, assumono gli stessi modelli di comportamento dei visitatori credendo che serva per ottenere il benessere, ignorando che i turisti sono spesso cittadini urbani in fuga da contesti di stress. Tecnologie. Le modalità e obiettivi con cui il settore turistico ha sfruttato le tecnologie e l’etica sostenibile potrebbe cambiare queste condizioni, se adeguatamente adattate ad altre sfere della vita comune, mentre il turismo potrebbe continuare a proporre la riscoperta dell’heritage e specificità della cultura locale, senza il sacrificio della cultura ospitante in nome dell’entocentrismo occidentale. Le tecnologie permettono un gran risparmio di spazio e rappresentano un veicolo di comunicazione efficace ed utile per indirizzare i flussi turistici in punti dispersi, offrendo così un’oppurtunità di de-stagionalizzazione e salvaguardia ambientale. Inoltre molti piani turistici, per incontrare il consenso dei finanziatori e dei consumatori finali, devono considerare la sensibilità ecosostenibile, assumendosi la responsabilità di operare in un sistema-habitat, in quanto ambiente. Relazioni. Si può poi riprendere il parellelismo tra reti sociali e il modello a rete delle città per tentare di congiungere gli “spazi culturali” alle reti economiche, per far sì che non ci siano dispersioni di risorse energetiche, umane e allocative. Per il turismo è importante la cooperazione tra reti territoriali in cui si svolgono attività complementari, basate sulla specializzazione professionale. Questo modus operandi è ribadito nei progetti per la pianificazione urbana, quando ad esempio si prendono in considerazione i paradigmi della smart city e le linee-guida consigliate da C.Landry per pianficare la città; tutti questi

esempi infatti si fondano sul coinvolgimento nelle decisioni degli abitanti della città, sulla loro sensibilità etica e ambientale e sulla loro cratività nel proporre soluzioni più vicine alle problematiche concrete. Organizzazione.Il turismo, se gestito bene e non dominato da selvaggi interessi economici, può offrire, grazie alle esperienze di settore, spunti alle amministrazioni locali collaborando all’ideazione di una pianificazione urbanistica adeguata. Infatti credo che in Italia, prima di affidarsi completamente alle novità tecniche e tecnologiche specializzate nell’intrattenimento, ci si debba preoccupare di tutelare e valorizzare le risorse già presenti sul territorio, poiché è prima di tutto il territorio, sia antropico che naturale, l’eccellenza del nostro paese. distretti turistici locali, contenuta nella Legge 29, n.135, 2001, che definisce così i distretti turistici locali: “contesti turistici omogenei o integrati comprendenti ambiti territoriali appartenenti anche a regioni diverse caratterizzati dall’offerta integrata di beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici dell’agricoltura e dell’artigianato locale o dalla presenza diffusa di imprese turistiche singole o associate.”

• Il turismo, per concludere, è intrecciato ai fenomeni sociali, economici e politici in diversi modi, non solo perché si definisce un settore commerciale dell’industria del terziario, che, nello specifico, produce beni e servizi volti all’offerta di motivi di svago o necessità di spostarsi ai consumatori della società contemporanea, ma anche perché rispecchia le mutazioni sociali avvenute negli ultimi decenni. Visitare un luogo è un prodotto di consumo, di cui si vende il significato simbolico del luogo. Per la città come oggetto di consumo assume maggiore importanza il marketing territoriale, cresce l’attenzione per l’immagine della città, che cerca di essere attraente e accattivante, tramite la costruzione di edifici iconici firmati da architetti famosi o l’organizzazione di eventi eccezionali di vario genere.

Grazie alla ricchezza di prodotti tipici e risorse di una destinazione turistica, le città diventano veri e propri “marchi di fabbrica” che veicolano un’immagine e un messaggio di sé, identificandosi nell’offerta di cui dispongono, diventando in alcuni casi punti di riferimento mondiali per qualche specifica tipologia di offerta turistica.

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