Storia dei culti e delle religioni + Slides!, Sintesi di Scienza delle religioni
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Storia dei culti e delle religioni + Slides!, Sintesi di Scienza delle religioni

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Riassunto del manuale con slides del corso integrate. Per esame con prof. Rolando Dondarini Educatore sociale e culturale, Unibo.
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MANUALE DI STORIA DEI CULTI E DELLE RELIGIONI (con slides integrate)

La storia comprende tutto il percorso dell'uomo dal primo momento in cui è comparso sulla terra. Essa è oggettiva, in quanto tutti i fatti, ignoti e noti che la compongono, cambiano la realtà precedente e sono irreversibili ed irripetibili.

Le tracce sono fonti su cui si basa la ricerca storica. L'interpretazione della storia (e quindi la trascrizione ecc,) viene chiamata STORIOGRAFIA e comprende tutte le forme di interpretazione e di rievocazione e di sintesi della storia, anche attraverso ricordi, racconti, riflessioni, riproduzioni, resoconti e ricerche. Dunque la storia subisce un interpretazione, diventando così soggettiva, dato che ogni persona la percepisce la interpreta e la riporta secondo le proprie esclusive caratteristiche.

Inoltre è parziale e provvisoria in quanto le interpretazioni sono influenzate e condizionate dai contesti e dalle circostanze, mutando nel tempo e in tutte le loro forme.

La conoscenza storica può essere suddivisa in: • INDIVIDUALE: prodotta da ricerca, didattica apprendimento e divulgazione; • COLLETTIVA: prodotta dal sistema scolastico e dei mass media.

In entrambi i casi la conoscenza storica ci riconduce alla sensibilità e all'interesse per il Patrimonio, dato dai beni ambientali, storici e artistici.

Qualsiasi religione è importante; l'obbiettivo non è valutare se una religione possa essere migliore rispetto ad un altra, ma capire come i singoli popoli abbiano conseguito l'idea di Dio. Il metodo a cui lo storico fa riferimento è il Metodo comparativo : comprende i fenomeni individualmente per poi compararli tra loro.

L'oggetto di studio è il Fenomeno religioso. non considerando il fenomeno in sé ma le sue varie e diversificate espressioni, per poi contestualizzarle.

IL FENOMENO RELIGIOSO COINVOLGE IL SINGOLO E L'INTERO GRUPPO SOCIALE NELLE ''CREDENZE '' E NEI ''CULTI''. L'uomo ha necessità di instaurare rapporti con ''potenze'' mettendo così in atto una serie di comportamenti; azioni rivolte ad entità appartenenti ad un livello diverso dall'uomo.

Esistono degli elementi che possono aiutarci ad indicare quando un fatto diviene religioso: - la rottura con il livello di realtà, postulando così rapporti con il piano religioso ; - la pratica rituale radicata in un tessuto comunitario.

Il comparativismo permette una descrizione del fenomeno religioso senza un a-priori, accostando fenomeni religiosi tra loro lontanissimi. Lo studioso è in grado di cogliere le analogie e le differenze tra i fatti esaminati e di costruire delle tipologie storiche. La storia delle religioni analizza specifici fatti situati in diversi contesti storici-culturali, esaminando anche le loro manifestazioni, il loro sviluppo storico, individuando le origini,

i contatti con fenomeni analoghi di altri ambienti vicini, ed i loro esiti qualora si constati la fine di un fenomeno o tradizione religiosa.

La differenza tra culto e religione

IL CULTO: è l'insieme dei riti e delle preghiere di una religione; deriva dal participio passato del verbo latino còlere, che significava coltivare, ma anche abitare. Dal primo significato (coltivare) è derivato sia quello di culto che di quello di coltura, ad indicare la formazione, dedizione alla coltivazione di una conoscenza o attività. Di qui l'estensione del sostantivo cultus a tutte le situazioni che richiedono cura e attenzione.

RELIGIONE: il termine risale al latino ''religio''. Secondo Cicerone dal verbo ''relegere'', ossia rileggere eventi naturali come opera di entità soprannaturali. Tante sono state le definizioni di questo termine, come Tertullio, Lattanzio e Sant'Agostino che legano il termine religione ad un altro verbo , ossia ''religare'', nel senso di legare, vincolare, l'uomo alla divinità.

-LE RELIGIONI SONO SISTEMI COMPLESSI DI CREDENZE, GESTI, RITUALI , PRESCRIZIONI E COMPORTAMENTI , che adotta l'uomo per trovare risposta agli interrogativi fondamentali dell'esistenza ; da queste risposte, scaturisce il concetto di SACRO. Ogni religione attiva sistemi di valori che condizionano atteggiamenti e aspetti della vita di ogni persona e di ogni gruppo. Allo stesso modo, le religioni implicano l'esigenza di custodire e trasmettere un insieme di regole condivise che genera, competenze ruoli e apparati istituzionali e sociali; in poche parole modificano lo sviluppo dell'uomo.

Come vengono raggruppate le religioni

- MONOTEISMO : dal greco, unico, solo dio. Si intende la fede in una sola divinità.

- POLITEISMO : si fonda sulla devozione o l'adorazione di più divinità . Il dualismo si riferisce a quelle religioni che nonostante considerano due divinità (zoroastrismo) considerano il male non altrettanto divino, perciò possono considerarsi religioni monoteiste. Il politeismo implica un sistema di dèi ed è contrapposto al monoteismo. Ogni dio è destinatario di un culto o rito, ed è oggetto di mitologia.

- ENOTEISMO: è una forma di culto intermedia tra politeismo e monoteismo in cui si venera una singola divinità, senza tuttavia negare l'esistenza di altre; ne sono un esempio i culti misterici, la religiosità araba preislamica e alcune devozioni a divinità specifiche. L'esempio emblematico è l'induismo, che vede al suo vertice una trinità (trimurti) come divinità maggiore, affiancata però da un complesso politeismo.

- PANTEISMO : dal greco ''tutto'' ''dio/divino'' ; letteramente significa ''tutto è divino''.

Questo si collega alla convinzione che Dio sia coincidente con tutto l'esistente l'intero universo o la natura. Il panteismo è una visione religiosa sostenuta individualmente da molti filosofi, e nella maggior parte delle religioni pagane. Il taoismo è un esempio di religione dall'impostazione panteistica.

- ANIMISMO: è la forma di religiosità che attribuisce un principio vitale (anima) ad esseri ed oggetti materiali. Queste forme di religiosità sono state considerate ''primitive'' in quanto le ritroviamo per lo più in culti antichi originari di popolazioni e civiltà senza Stato. Questa religione viene definita animista quando si fonda sul culto di entità incorporee che animano il mondo e attribuisce ''anima'' a cose immanenti. Un esempio di culto animista è lo shintoismo, religione autoctona del Giappone.

Differenza tra mito e rito

- RITO: con questo termine si intende ogni sto, o insieme di atti che viene eseguito secondo norme codificate. I riti sono strettamente connessi con la religione , il mito , e la sfera del sacro. Tramite il rituale , le varie componenti religiose come i miti, le prescrizioni , le formule, divengono reali e normative per tutti i partecipanti. L'uomo religioso affida al rito i momenti più critici della sua essenza personale e della collettività di cui fa parte, per esempio.. la nascita, la morte, il raggiungimento di pubertà, la guerra, ecc.. cercando così nel rito la garanzia del mantenimento della propria identità e di quella della comunità di appartenenza. - MITO: è la narrazione investita di sacralità, relativa alle origini del mondo o alle modalità con cui il mondo stesso e le creature viventi hanno raggiunto la forma presente. Di solito i suoi protagonisti sono dei ed eroi, e spesso le vicende narrata appartengono ad un epoca che precede la storia scritta. Dicendo che il mito è una narrazione sacra intendiamo dire che esso viene considerato verità di fede e che gli viene attribuito un significato religioso o spirituale; ciò naturalmente non implica né che la narrazione sia vera, né che sia falsa. Originariamente, il mito era una tradizione orale, raccontata per lo più da narratori specializzati.

Inoltre possiamo dire che ci sono diversi tipi di miti:

I MITI COSMOGONICI: riguardano le condizioni cosmiche, distanza tra cielo e terra, corso del sole, le montagne, il mare ecc. I MITI ANTROPOGONICI: riguardano la morte, la necessità del lavoro, capacità generatrice. I MITI SULLE CONDIZIONI ECONOMICHE SOCIALI O ISTITUZIONALI: ovvero, origine della caccia, della pesca, le origini del matrimonio, dei rapportidi parentela, miti di fondazione di riti, divieti ecc.

L’insieme dei miti è la Mitologia: ogni mito è interconnesso e comprensibile solo a partire dagli altri miti della stessa civiltà. Un mito non pretende di spiegare ma di fondare la realtà, dando loro valore o senso. Esistono nei miti delle figure sovrumane che ricorrono nei culti protostorici. Gli ESSERI SOVRUMANI E NON UMANI si suddividono in: 1. esseri che hanno agito solo nel tempo del mito 2. esseri che agiscono anche nel presente.

Gli esseri che hanno agito solo nel tempo del mito possono essere il creatore, ''l'imbroglione'', ovvero colui che agisce calpestando ogni norma di comportamento , o ancora, il primo uomo , modello e antenato comune a tutti , l'antenato mitico, o l'eroe culturale che introduce le forme di vita umane .

Per esseri che agiscono anche nel presente si intende invece l'Essere supremo (non si può parlare di monoteismo perchè le società primitive prevedevano l'esistenza di altri esseri come appunto antenati, spiriti ecc). L'Essere supremo è onniscente, datore di tutto ciò che umanamente incontrollabile (nascita, morte, pioggia ecc.) , non è sempre buono, ma buono e cattivo .

Nei miti ricorrono anche altre figure, come: il signore/signora degli animali, la terra madre (garante della fertilità della terra ), gli spiriti, i feticci (amuleti, immagini sacre ecc..), gli antenati ecc. Le DIVINITA' sono entità venerate nelle religioni politeistiche o monoteistiche; nelle religioni politeistiche, queste figure sono immortali, capaci di intervenire nelle vicende degli uomini , hanno dei caratteri antropomorfi (perchè solo con entità personali l'uomo può entrare in rapporto con loro) e fanno parte di un unico mondo divino ( pantheon)

Il DIO UNICO accomuna le tre grandi religioni monoteistiche (giudaismo , cristianesimo, islam) ma la fede nel dio unico esiste anche nella religione mazdea , dell'antico Iran.

Ci sono delle differenze tra gli dei delle civiltà politeistiche, e il dio unico; gli dei delle civiltà politeistiche, sono potenti, ma non onnipotenti , sono immortali ma non eterni in quanto nascono. Il pantheon è una realtà che sfugge al controllo dell'uomo, con la quale l'uomo vuole entrare in rapporto ; a differenza del dio unico, che è al di là della realtà, ed è trascendente.

CULTI E ARTE NELLA PROTOSTORIA, ANTICHE RAFFIGURAZIONI SACRE Con il termine protostoria si intende quel lungo periodo che ha inizio con la comparsa della specie umana e che convenzionalmente si conclude con l'invenzione della scrittura(4mila a.C) . Le più antiche forme d'arte risalgono all'incirca intorno al 30mila a.C. ; il periodo successivo viene suddiviso in tre grandi blocchi : → l'arte PALEOLITICA: 30mila-10mila a.C. → l'arte MESOLITICA: 10mila-6mila a.C. → l'arte NEOLITICA : 6mila-4mila a.C. I primi esempi di arte figurativa risalgono a circa 25/30mila anni fa. Questa età viene definita paleolitica , in quanto sono i periodi iniziali in cui l'uomo utilizza utensili in pietra. Le manifestazioni artistiche di questo periodo sono pitture rupestri ritrovate in grotte , particolarmente nella Francia centrale e nella Spagna settentrionale . Parliamo di pitture rupestri ma anche sculture sbozzate in piccole pietre. Il dato che appare evidente è l'aderenza al naturalismo; l'uomo preistorico concepisce le immagini come raffigurazioni del mondo visibile, parliamo di una realtà che l'artista cerca di raffigurare così come egli la percepisce. Molte sono le ipotesi fatte per capire le motivazioni che hanno indotto gli uomini a produrre immagini sulle caverne; dato che i soggetti di queste immagini sono quasi sempre animali, probabilmente per ritualità religiosa (l'uomo del paleolitico viveva soprattutto di caccia). La rappresentazione del reale è sempre momento di conoscenza; attraverso la costruzione di un immagine, si chiarisce meglio la realtà che si va a rappresentare; dunque, probabilmente l'uomo del paleolitico ha iniziato a disegnare immagini nelle caverne per conoscere la realtà.

Le divinità dei cacciatori paleolitici erano maschi in quanto dovevano donare la forza necessaria allo scontro con le prede.

Con la fine del paleolitico si ha una modificazione delle società umane, che passarono da un economia di prelievo (caccia e raccolti di vegetali spontanei) ad un economia di produzione (agricoltura e allevamento) le conseguenze di questi cambiamenti furono notevoli in quanto portarono ad una struttura embrionale delle società umane.

Il cacciatore paleolitico, non possedeva un legame con un luogo specifico, l'agricoltore del mesolitico, dovette necessariamente radicare la propria vita. Nacque così il concetto di proprietà terriera, ed il concetto di etnia, nonché territorio d'appartenenza. In questa fase si modificò anche la religione; le divinità degli agricoltori neolitici divennero femminili in quanto l'agricoltura non si fonda sulla forza, ma sulla fertilità.

Nel mesolitico si assiste anche ad un cambiamento per quanto riguarda la concezione d'arte ; le rappresentazioni paleolitiche sono di tipo naturalistico, nel mesolitico e neolitico le rappresentazioni divennero sempre più antinaturalistiche passando dall'immagine al simbolo, a seguire, dal simbolo al segno, elaborando quindi un sistema di rappresentazione più semplice. Questo è il passaggio che consente all'uomo primitivo di passare da una rappresentazione analogica ad una logica; ed è anche il passaggio che determina l'invenzione della scrittura. L'uomo così riesce ad avere un linguaggio più articolato, dunque riesce ad articolare meglio anche i suoi pensieri in quanto il linguaggio è lo strumento del pensiero. Una parola, è un segno; le immagini colgono l'aspetto visibile del reale, le parole sono il concetto. Con le parole, in questo caso, con i segni, si ottiene una rappresentazione più generica ed universale. Il passaggio di elaborazione dal linguaggio alla significazione viene appunto testimoniato dalle rappresentazioni artistiche del mesolitico e neolitico: le raffigurazioni tendono ad essere sempre più semplificate e stilizzate; le raffigurazioni non colgono più l'individuo, ma diventano il simbolo di una classe di individui.

• RELIGIONE -> ha portato l’uomo verso l’agricoltura. fino a poco tempo fa si pensava il contrario ma la religione fa progredire il pensiero umano perchè fa pensare, fa porre l’uomo al di sopra degli animali. -> RIVOLUZIONE CULTURALE PRIMA DELLA RIVOLUZIONE AGRICOLA come spinta verso il divino a dare inizio alle società.

LE RAFFIGURAZIONI SACRE

Prima ancora che su rocce legno e avorio , le donne particolarmente, usavano il loro corpo per comunicare con figure e messaggi a sfondo sacro. Probabilmente gli ominidi di Neanderthal sono stati i primi ad usare sul corpo l'ocra rossa per riti funebri o di fertilità . Probabilmente il più remoto resto di raffigurazione su pietra risale a circa 80mila anni fa, si tratterebbe di due pezzi di ocra rossa apparentemente decorati con motivi geometrici.

Arriviamo così alle pitture rupestri, le prime e più importanti espressioni artistiche, create nelle stesse grotte che probabilmente costituivano il rifugio degli autori. I resti rintracciati sono considerati indicatori di culture evolute.

Un archeologo francese ha suddiviso le pitture rupestri in tre tipologie: rappresentazioni animali, segni, rappresentazioni antropomorfe. In Francia e Spagna, 16mila anni fa, gli uomini neolitici ci hanno lasciato pregevoli raffigurazioni pittoriche sulle pareti , le più straordinarie si trovano a Lecaux e Altamira: le grotte di Lecaux sono definite la Cappella Sistina della protostoria, esempio di come l'uomo sia in grado con la pittura di raggiungere i più alti livelli espressivi. Nelle grotte di Lescaux sono stati censiti centinaia di dipinti realizzati con ocra rossa, ocra gialla e carboncino . Il particolare microclima presente nelle grotte ha permesso di conservare i dipinti inalterati fino ai giorni nostri. Poiché gli scheletri degli animali rivenuti negli scavi vicino alle caverne hanno una struttura morfologica diversa da quella raffigurata, probabilmente si ritiene che gli autori dei dipinti seguissero degli schemi immaginativi. In una cavità nelle vicinanze di Palermo, è possibile ammirare dei graffiti rafiguranti un gruppo di persone impegnate in una manifestazione agonistica ; essa assume particolare importanza in quanto è , probabilmente, la prima che introduce figure umane, eliminando gli animali. Altrettanto importanti sono le raffigurazioni presenti su dei massi in Val Camonica, i quali,oltre a raffigurare buoi capre cervi ecc, rappresentano anche in modo emblematico, il culto solare .

LA RELIGIONE EGIZIA Il paese era diviso in due regni : basso Egitto e Alto Egitto. 3 Periodi: Regno antico → avvennero le costruzioni delle piramidi, il dominio si estese, nacque la teologia di Eliopoli con al centro la divinità del sole RA , prospettiva escatologica (riflessione su ciò che avviene oltre la vita, dopo la morte) per i re. Regno medio → il potere centrale subì un indebolimento , avvenne la formazione feudale del territorio, espansione politica militare e della letteratura Regno nuovo → alleanza con popoli vicini, riprende l'espansione territoriale . Con il regno di tutankhamon si riprese il culto di Amon-Ra e continuò l'espansione territoriale, qui il regno egizio vide il suo massimo splendore. In seguito Ramses II sconfisse gli stessi popoli che dapprima erano alleati, in questo periodo si registrò l fuga degli ebrei dall'Egitto . A seguito della fine della dinastia ramesside , si verifica un progressivo indebolimento, fino a che l'Egitto divenne terra di dominazione di altri popoli come libia, assiri, persiani , alessandro magno e infine Roma.

Gli abitanti dell'antico Egitto non concepivano alcuna differenza tra azioni sacre e profane. Ogni azione era concepita come simbolo terreno di una specifica attività divina. Gli dei non sono trascendenti ma costantemente presenti nel mondo , sono elementi della natura. Molte divinità sono associate ad animali e prendono anche le caratteristiche dell'animale. Tra gli animali ritenuti sacri, alcuni come gatto, coccodrillo, serpente scarabeo ecc.

IL GATTO → i gatti domestici erano adorati e raffigurati in dipinti, sculture , incisioni . Se un gatto veniva ucciso, il responsabile doveva subire la stessa pena, dunque veniva conndannato a morte, il gatto era il primo tra tutti i mebri della famiglia da dover salvare in caso di emergenza, e infine, il gatto subiva gli stessi trattamenti mummificatori dell'uomo , dopo la morte.

Tra le principalì Divinità egizie : RA → Dio sole e creatore dell'universo OSIRIDE → Dio-RE dell'Egitto sovrano dell'aldilà e dio della vegetazione ISIDE → Dea madre e regina AMON → Dio supremo, divinità solare amon-ra ANUBI → Dio sciacallo

I miti che riguardano la creazione del Cosmo sono nati nelle grandi città, centri religiosi come Eliopoli, Ermopoli, Menfi.

I TESTI SACRI

Questi testi descrivevano il processo di trasformazione da uomo ad entità di puro spirito , sono vari e abbracciano più sfere , per esempio il Iilibro delle caverne di impostazione psicologica, il Iilibro del Giorno e della Notte , che abbraccia aspetti cosmologici e astronomici , o ancora il II libro dei morti che ha origini molto antiche, forse addirittura precedenti all'inizio dell'epoca faraonica e contiene le direttive per un corretto viaggio verso l'aldilà. Dagli egiziani la vita dopo la morte era considerata un premio per la buona condotta sulla terra. Lo sciacallo Anubi accompagnava il defunto nell'aldilà e lo presentava al cospetto di 42 divinità, se il giudizio era positivo il defunto entrava nell'aldilà, se era negativo veniva divorato da un mostro terribile.

IL RITO FUNEBRE

La prima grande operazione era la mummificazione del cadavere, che restituiva al defunto la propria identità fino a quando non si fosse identificato con il dio Ra.

Il corpo veniva inciso lateralmente per estrarre gli organi interni; il cuore, organo vitale veniva lasciato al suo posto. Il corpo veniva lasciato immerso in varie sostanze, trattato con olii essenziali, per poi finire il lavoro con la bendatura. Sul luogo della sepolutra i sacerdoti leggevano il rituale per celebrare l'apertura della bocca, rito considerato fondamentale per dare l'opportunità al defunto di vivere nell'aldilà. Importante è sapere che il culto nell'antico regno era riservato solo al faraone e alla sua cerchia, solo con il passare del tempo e il cambiamento delle concezioni sulla morte e sull'aldilà diventa un fatto anche per il popolo. (l'uomo comune è ammesso nell'aldilà ma non al pari del faraone). Il culto egizio consiste maggiormente nelle pratiche rituali quotidiane ed è la coltivazione degli dei. I riti erano accompagnati tutti da offerte per gli dei. Il sacerdote è il delegato del re nelle azioni rituali , infatti il sacerdote è una delle persone ritenute sacre nel mondo egizio, come anche i funzionari e i re, queste tre classi godevano dei privilegi. Il faraone era il sommo sacerdote e l'incarnazione del dio vivente.

LA GRECIA ANTICA

La religione politeista della grecia antica, trova le sue radici nella civiltà micenea. L'archeologo Schliemann , nell'ultimo quarto del 19secolo scoprì Troia e Micene,

identificando così una civiltà pre-omerica chiamata micenea.. I micenei approdarono in grecia nel II millennio a.C. e vennero a contatto con la civiltà minoica ; infatti l'archeologo inglese Evans, identificò la civiltà di Creta, da lui chiamata minoica , per via del re Minos. Il regno minoico si suddivide in : Minoico antico, dove il regno ebbe contatti con l'egitto. Minoico medio il regno diventa civiltà superiore. Minoico recente, i greci, ovvero popoli indoeuropei fusi con popolazioni pre elleniche. Invadono la Creta. Possiamo dunque dedurre che la civiltà Micenea e poi , in seguito greca, nasce da quella minoica. Il pantheon miceneo era già comprendente di divinità come Zeus, Poseidone , Era, Ermes ,Ares, Dionisio. Possiamo dire che è una religione senza dogmi e libri, senza fondatori, senza sacerdoti; la religione greca non ha testi sacri, questa lacuna viene colmata dalle innumerevoli fonti che possono essere dirette, quindi testi poetici o reperti artistici, o fonti indirette , testi scritti degli eruditi ellenistici ( sin dal 6 sec , con la filosofia presocratica, gli intellettuali si distaccarono dalla religione e la criticarono) .

LA SOPPRAVVALUTAZIONE DEL MITO: i poeti divennero una sorta di teologi, in quanto ispirati dagli dei. I miti solitamente erano considerati superflui in una religione politeistica, sono invece onnipresenti nella religione greca. Nella mitologia greca si ritrovano miti cosmologici, antropogonici, delle origini delle stirpi, luoghi, istituzioni sociali, miti dei popoli cacciatori ecc. ma spesso l'originaria funzione del mito rimane sullo sfondo mentre il mito si carica di episodi tendenti a caratterizzare le diverse figure divine. Il mito fondava e legittimava il presente dei greci. La mitologia in seguito fu reinterpretata dai filosofi naturalisti ed in fine rifiutata da Platone in quanto riteneva che riducevano le capacità di ragionare dell'uomo. Gli esseri che agiscono solo nel tempo del mito, sono Il creatore ( diverso dall'essere supremo che continua ad influire sulle vicende del creato) e l'imbroglione, il primo uomo o uomo protipico, l'eroe culturale e l'antenato mitico. Probabilmente, sotto l'influsso del politeismo, a questi personaggi, originariamente solo mitici, venne attribuito un culto e considerati attivi anche dopo la morte , cioè assimilati in qualche modo agli antenati .

GLI EROI

Secondo Esido gli eroi erano semidei ,che avevano preceduto l'apparizione dell'uomo sulla terra. Gli eroi sono mortali, e assumono frequentemente le funzioni di antenato mitico . Erano personaggi vissuti e morti sulla terra cui si attribuivano grandi gesta , distinti sia dagli dei che dagli uomini ; si presentano come guerrieri grandiosi che partecipano a grandi guerre come Troia o quella di Tebe , in realtà si intravedono dietro i caratteri di '' esseri mitici''.

GLI ANTENATI: sono i morti della famiglia ma si distinguono dagli spiriti dei morti ; non sono pericolosi ma anzi sono protettori della famiglia cui si chiedono tutte le cose necessarie. (Gli antenati si distinguono dall'antenato mitico, cui di norma non si attribuisce un culto)

GLI DEI:

Gli dei sono antropomorfi, anche le statue assumono forme perfettamente umane e i loro caratteri hanno una profondità ed uno spessore psicologico. Zeus domina il cielo, Ade gli inferi, e Poseidone il mare. La divinazione degli dei, guida la scelta delle azioni che l'uomo greco deve compiere soprattutto in momenti di crisi. La religione di ogni singola città-stato si distingueva da quella delle altre, si riconosceva però in generale lo stesso pantheon e anche se l'ordinamento festivo è diverso , ci sono tipi di feste che si riscontrano ovunque nel mondo greco . Ci sono dei fattori che hanno accomunato e unificato il popolo greco e sono : l'arte e la poesia, e i culti locali come quello di Olimpia, Delfi, e Eleusi che divennero nazionali.

IL CULTO, in età arcaica veniva svolto con sacrifici verso gli dei ; con l'avvento delle città il culto assunse i connotati di uno strumento attraverso il quale la loro azione è orientata nel presente. IL RITO sanciva le forme della relazione Dio-uomo e si esercitava per lo più con sacrifici ; i sacrifici erano delle azioni che riproducevano l'azione primordiale del titano Prometeo nella suddivisione di uomini e dei, così con il sacrificio si riunivano provvisoriamente i due universi . ENAGISMA era il sacrificio destinato agli inferi agli eroi e ai defunti, l'animale (dal manto scuro) veniva bruciato per gli dei . THYSIA, sacrificio che caratterizza particolarmente il culto olimpico, era destinato appunto agli dei dell' Olimpo , in questo rito, il grasso e le ossa dell'animale ( dal manto chiaro) venivano bruciati per gli dei , mentre la carne veniva distribuita nel banchetto tra i parteipanti. Nelle città la celebrazione dei culti era inserita in un calendario festivo , che permetteva così di scandire il tempo .

Accanto al culto olimpico, si incontrano I MISTERI. Quando si parla di culti misterici si fa riferimento a un insieme di pratiche rituali tenute rigorosamente segrete dall'Antichità greca, ellennistica e romana, sebbene la loro origine sia ancora più antica. Il ''mysterion'' (=mistero) era accessibile soltanto agli iniziati , introdotti ai culti dalle ''guide'' ; coloro che assistevano dovevano ''chiudere la bocca'' (significato letterale della parola mystoi da cui deriva mistero) e non parlare di ciò che avveniva , con nessuno.

Il culto più antico di cui si abbia notizie è quello dei misteri eleusini , in seguito si ebbe una progressiva espansione dei culti misterici che, dal mondo greco si propagarono verso l'Occidente con particolare sviluppo in età ellennistica e in seguito in epoca romana. Questi culti , dal carattere esoterico, trovano componenti comuni, genralmente nei simboli sacri, e nello svolgimento di cerimonie magiche, sacramenti, e rituali di purificazione che possono includere sacrifici, digiuni o astinenze, banchetti sacri , danze ecc. Altra caratteristica dei culti del mistero è quella di possedere carattere salvifico. L'azione iniziatica è destinata a realizzare una realtà liberatrice offerta al singolo in risposta ai problemi esistenziali. Attraverso vari stadi di iniziazione, i partecipanti arrivano alla visione della divinità , che, essendo morta e rinata garantisce loro la liberazione. I misteri più famosi del mondo greco sono quelli legati al culto di Demetra e Persefone.

L'oracolo → è essere o un ente considerato fonte di saggi consigli o di profezie , un autorità indiscutibile, solitamente di natura spirituale. Il volere degli dei era dispensato in vario modo: con segni sulle viscere delle vittime sacrificiali, con movimenti della statua del dio durante la processione, con movimenti degli oggetti gettati in una fonte, oppure attraverso la bocca di un essere umano come nel caso di Delfi, in Grecia. Questi santuari di consultazione oracolare sorgevano in ogni angolo del mondo greco, alcuni di importanza locale , altri noti e visitati da folle di pellegrini . Questo fenomeno fu durevole nel tempo: se di tanto in tanto un oracolo cadeva in rovina , altri nascevano . La risposta dell'oracolo era di solito espressa in termini allusivi, poco comprensibili nell'immediato ; la traduzione infatti seguiva diversi metodi di divinazione.

ROMA ANTICA Roma non fu che una delle molte città che occupavano l'Italia antica e divenne tale solo attorno al 7sec a.C . Il territorio era stato precedentemente insediato . I futuri romani ( in qunato erano indoeuropei d'origine e di lingua ) penetrarono della penisola italica dall'Europa centrale e trovarono popoli come Latini, Sabini, Etruschi, Umbri, Sanniti. Così come avvenne anche in Grecia, la civiltà romana non convisse con le altre città-stato del Lazio. La lingua era il latino, ma la religione era romana e per praticarla era necessario essere un cittadino romano. I romani furono molto influenzati dagli Etruschi, e dalle città magno-greche, dal quale appunto importarono il pantheon greco. Il Pantheon era già esistente presso gli Etruschi (MARTE, NETTUNO, MINERVA ,SATURNO, GIUNONE) fu ellenizzato per via degli stretti rapporti con le città magno greche; ciò non toglie che il popolo romano abbia una propria e tipica civiltà con un proprio sistema religioso. Roma però si appropriava anche degli dei stranieri attraverso l'EVOCATIO , formula rituale antichissima appartenente agli Ittiti. LA TEOLOGIA ROMANA Pur accumulando riti culti e dei stranieri, i romani presentavano una religione estremamente conservatrice, espressa dal costante appello al MOS MAIORUM (=costume degli antenati = nucleo della morale della civiltà romana). Quello dei romani è un mondo che trova gli inizi in Giano ( dio Bifronte) nonché il primo dei re Laziali, che precede la venuta de Enea in Italia. Giano era una divinità che dava origine al tempo e agli dei , era il dio dei prima, all'origine di ogni forma di inizio.

Poi c'era Vesta, con le feste, i Vestalia , che dividevano l'anno a metà. Le supreme prerogative divine spettavano a Giove invece, al quale erano riservate tutte le idi a metà di ogni mese . Giove è uno degli dei di eredità indoeuropea ed era venerato anche dagli abitanti del Lazio, GIOVE, MARTE (dio della guerra) E QUIRINO (divinità locale) COSTITUISCONO LA TRIADE ARCAICA. Questa triade ha sede principalmente nel tempio sul Campidoglio, dove Giove portava il nome di Ottimo Massimo, superiore ad ogni altro Giove settoriale. Egli godeva di un sapere onniscente che lo rendeva GARANTE dei patti.

Marte doveva vigilare sulla città, ed il suo risedeva fuori dalla città. Quirino era il dio dei romani organizzati in curia. La curia era il luogo dove si venerava il dio. Con il tempo Quirino divenne probabilmente romolo divinizzato . È possibile che siano la stessa persona ; Romolo, figlio di Marte, fondatore della città e trasformato in quirino per volontà di Giove con la mediazione di Marte. IN SEGUITO ALL'ELLENIZZAZIONE LA TRIADE FU SOSTITUITA E DIVENNE : GIOVE, GIUNONE, MINERVA . Staccata dalla Triade c'era la figura di Cerere divinità della crescita e della fertilità agraria , identificata con la dea Demetra ( con il tempo si rivelerà anche dea della plebe) . Accanto a questi dei la religione romana possedeva delle collettività di esseri extra-umani : -LARI → proteggevano il suolo di Roma , soprattutto in campagna erano venerati come custodi dei campi, ricevevano sacrifici purificatori da ogni propritario terriero , malgrado ciò non erano annoverati come dei.

-PENATI → sono dei sovrani del cuore della casa, centro teorico e ideologico di ogni romano, si identificava nel focolare.

-MANI → erano riconosciuti come dei già nel V sec a.C e invocati solo al plurale , erano una collettività tramite il quale si riusciva ad individuare lo spirito dei defunti.

→ NON è PRESENTE IL MITO A ROMA ; nelle storie che riguardano i primi re si possono pero riconoscere tratti comuni con i modelli mitologici della Grecia. Racconti fantastici come quello di Romolo, furono consegnati alla storia, come racconti storici .

I RITI Erano ritenuti centrali e si operava secondo modelli tradizionali rigorosamente fissati . Roma non possedeva una classe sacerdotale chiusa, ma il sistema rituale era controllato da un complesso e articolato corpo sacerdotale pubblico, al cui vertice si collocava il collegio dei pontefici.

Questo collegio forniva le coordinate delle azioni rituali . Al capo del collegio c'era il PONTEFICE MASSIMO, la cui carica era vitalizia; esso era subordinato al re sacrale e a Giove dal punto di vista della gerarchia religiosa, ma superiore a loro dal punto di vista delle prerogative giuridiche.

Da loro era attesa la definizione di cosa fosse sacro, cosa profano, cosa santo, e cosa religioso. L'organizzazione del tempo e dello spazio in senso sacrale , la distribuzione del culto con base calendariale , il pantheon sono l'espressione simbolica e sintetica di Roma. Roma si affidava molto al calendario, scandito in 12 mesi e diviso in tre parti (calende none e idi).

Il calendario scandiva meticolosamente tutte le attività dell'anno e rappresentava il controllo esercitato da Roma sul tempo.

ETA' ELLENNISTICO /ROMANA

Per età ellennistico-romana si intende il periodo che comincia quando roma inconta la civiltà alessandrina. Ne adotta le forme culturali, per poi entrare in concorrenza con essa. L'ellennismo comincia con Alessandro Magno che aveva creato un impero sul modello persiano. Alessandro , si presentava nei confronti delle civiltà che dominava, come il continuatore dell'ultimo sovrano. Nel 324 Alessandro, proclamò la propria divinità . Dopo la conquista dell'Egitto , egli fu dichiarato figlio di Amon . Dopo la sua morte ci furono dei conflitti per proclamare il successore, i territori furono divisi dai suoi generali, ed in fine sarà roma sdopo aver sconfitto cartagine a ricomporre l'impero che avrebbe voluto Alessandro Magno. Le conquiste alessandrine introducono una visione cosmopolita del mondo, l'uomo non è artefice del proprio destino ma in balia della sorte. Le religioni tradizionali subirono spinte universalistiche. Si affermarono gli dei con caratteristiche salvifiche (che porti l'uomo alla salvezza).

Il SINCRETISMO è il processo di ellenizzazione che passa attraverso un fenomeno etico, tanto religioso, quanto culturale. Sul piano religioso il sincretismo è l'erede delle antiche credenze egiziane , dove più figure venivano assimilate sino a produrre nuove divinità; sul piano culturale nascono dei movimenti di pensiero che vanno omologandosi tra di loro nella comune aspirazione a superare la condizione umana. Per quanto riguarda l'aspetto storico, dal sincretismo nascono prodotti culturali rinnovati e originali, frutto della riplasmazione e della reinterpretazione delle diverse tradizioni.

I CULTI ORIENTALI E ROMA → Nel suo progressivo espandersi, Roma dovette affrontare il problema delle religioni straniere. I culti d'origine orientale,nel momento in cui entrarono nel mondo ellenistico vennero interpretati in senso misterico , superando i misteri greci. Si diffusero i rituali in onore di Osiride, fu introdotto il culto della dea Madre Cibele per consiglio degli oracoli sibellini, e fu accolto anche il culto della dea Syria , e ritenuto molto importante fu anche il culo del dio iranico Mitra. Il culto si orientò in senso enoteista, dove Iside divenne divinità unica, dai molti nomi, venerata ovunque .

Durante l'ellenismo si svilupparono 4 correnti filosofiche importanti : -EPICUREISMO: Epicureo, teorie materialistiche dell'universo, atteggiamento antireligioso, senza negare gli dei.

-SCETTICISMO: rifiutarono ogni divinità del mondo e negano la provvidenza, cinici pragmatici ed ostili ad ogni speculazione. IN opposizione al costume e alla tradizione sino a rifiutare ogni pratica religiosa e a negare gli dei. -STOICISMO: assunse il platonismo per poi rinnovarsi e adottare una dottrina che indicasse all'uomo come guadagnarsi del bene. Esso proponeva una concezione materialistica della divinità, che aveva nel logo, nella ragione, il principio ordinatore dell'universo. Essi assunsero nel loro pensiero l'enoteismo ponendo al centro zeus, divinità principale dai molti nomi signore buono e saggio dell'universo. -NEOPLATONISMO : affermava la bontà del cosmo, il saggio, poteva guadagnare la beatitudine attraverso l'unione con l'Uno. Visione monistica della realtà.

INDUISMO Religione tradizionale dell'India, praticata da oltre 700 milioni di fedeli Religione tradizionale dell'India.

Con il termine "induismo" si indica l'intera esperienza religiosa degli indiani nel suo svolgimento storico, fin dalle origini, fissate approssimativamente intorno al 1500 a.C.; l'accezione scientifica del termine, denota invece come "induismo" soltanto la religione che, praticata dal 6sec a.C., costituisce l'evoluzione di due fasi anteriori dette rispettivamente "vedismo", dal nome dei libri sacri, i Veda, e "brahmanesimo", dal nome degli appartenenti alla casta sacerdotale, i brahmani.

L'induismo è una religione politeistica caratterizzata non solo dalla molteplicità delle figure divine, ma anche dal fatto che i fedeli si distinguono per la loro devozione a un Dio particolare. Tra gli innumerevoli dei,i più importanti sono Brahma, il dio creatore dell'universo, Visnu, il dio che conserva nell'essere il mondo, e Shiva, il dio che dissolve tutto. I libri sacri, i Veda, sono concepiti secondo la tradizione che impone di custodirne scrupolosamente l'integrità testuale.

Gli induisti credono nella reincarnazione: se un uomo si comporta male in questa vita, dopo la morte, la sua anima torna a vivere in un altro corpo per espiare i peccati commessi : solo chi onora gli dei e si comporta con carità verso gli altri uomini raggiunge la pace eterna. Gli induisti credono che gli dei, in cambio di preghiere e di sacrifici, facciano dono agli uomini del sukhavati, il paradiso di felicità. L'induismo è noto per la rigida divisione della società in classi, - varna - alle quali si appartiene per nascita senza alcuna possibilità di sfuggire alle severe norme di una concezione gerarchica. Le origini storiche sono difficilmente databili, antichissime; gli studiosi hanno datano tracce della civiltà dell'Indo a prima del 6000 a.C. . Secondo questa versione, la civiltà indica arcaica e le diverse popolazioni che abitavano l'India dell'epoca, seguivano vari culti che nel tempo si sarebbero amalgamati, evolvendosi nelle forme vediche e agamiche delle pratiche religiose indù. La vita dell'uomo sulla terra può essere sintetizzata con tre parole: samsare, Kama, Karma. Kama ha il significato di desiderio, cioè di un amore non ancora posseduto ; il desiderio dell'uomo spinge a compiere determinate azioni, ed uno agisce in base a ciò che desidera, e l'uomo è ciò che agisce. Al kama segue il Karma o azione, che può essere buona o cattiva; a seconda di essa l'uomo sarà buono in misura maggiore o minore, con la conseguenza dell'esistenza in una determinata casta o la conseguenza reincarnazione in una casta inferiore o superiore. Solo chi è veramente saggio e totalmente puro si libera dalla legge del Karma e ritorna all'Assoluto per non fare più ritorno al mondo nel ciclo del samsara. Il samsara è una sorta di viscosità che lega ed impantana lo spirito umano al maya, a ciò che è apparenza in quanto emanazione di Brahman. Per disgrazia propria l'uomo si lascia sedurre dal maya («velo», di natura illusoria, separa gli esseri dalla percezione della realtà e impedisce loro di ottenere la liberazione spirituale , tenendoli così imprigionati nel samsara.) Il samsara non rappresenta altro che il legame soggettivo, umano con il maya. L'uomo riuscirà a raggiungere la salvezza solo quando spezzerà i fili che lo legano al maya. L'indù possiede varie vie per arrivare alla via della salvezza: le opere; la conoscenza fonte della filosofia indù; donazione totale alla divinità o bhakti.

L'etica indù possiede due note essenziali: a) compimento delle azioni in spirito di totale distacco dal mondo, ovvero senza samsara, liberi dal maya;

b) sforzo di adeguatamento dei doveri etici alle diverse circostanze concrete di ciascuno.

Oltre i doveri di virtù specifici di ogni casta ve ne sono alcuni comuni a tutti gli uomini: la non-violenza, cioè non danneggiare nessun essere vivente, sia o no razionale; il dominio di sé; la sincerità; l'osservanza delle prescrizioni rituali. Solo così si può raggiungere il dharma, la legge morale, l'ordine sociale e cosmico. La credenza nella trasmigrazione delle anime è così diffusa e permea tutta la realtà induista che le varie scuole concordano su alcuni punti fondamentali. Questi sono: Il ciclo della rinascita (samsara): alla morte, ogni creatura rinasce in un altro corpo, vegetale, animale, o umano. Lo scorrere delle esistenze, ovvero la successione delle rinascite, è visto come un dramma dal quale si desidera liberarsi con l'aiuto di determinate tecniche, come lo yoga e la meditazione. La liberazione - o moksha - consiste nella scoperta dell'identità del nucleo più profondo di sé (atman), con il brahman, che è l'assoluto, l'Uno indivisibile che pervade tutto l'universo. Il rispetto della vita: l'anima dell'individuo può rinascere anche in forme animali e vegetali. Ne deriva che gli induisti tendono a manifestare un grande rispetto per ogni tipo di essere vivente (ad esempio, molti di essi sono vegetariani). Il karma ("azione"): in base a questo concetto, la condizione in cui un determinato individuo nasce nella vita successiva dipende dalle azioni che ha compiuto in quella precedente. In altre parole, ogni azione che l'individuo compie nella vita attuale avrà delle ripercussioni nelle sue vite future. La divisione della società in gruppi sociali (varna: "colore"): i brahmani (brahmana), i guerrieri (kshatriya), i produttori (vaishya) e i servitori (shudra), oltre ai fuoricasta che si situavano al di fuori del sistema. Successivamente, la società si è articolata in una gran quantità (dalle 2000 alle 3000) di caste (jati) e sottocaste. L'appartenenza a una casta piuttosto che a un'altra dipende dal karma dell'individuo, e dunque dalla sua condotta nelle esistenze precedenti. Chi nasce all'interno di una certa casta deve essere consapevole dei doveri e delle conseguenze della propria condizione (ad esempio ci si può sposare o sedere alla stessa tavola solo con membri della propria casta): un adempimento dei propri doveri castali è necessario per ottenere una rinascita migliore. Va peraltro aggiunto che la Costituzione dell'India moderna vieta ogni discriminazione in base all'appartenenza castale sebbene, nella pratica, il sistema delle caste continui a essere applicato.

Al di sotto delle caste troviamo le sottocaste che in India assommano a più di tremila. La casta, quindi, è un gruppo corporativo chiuso, ereditario, con usi e costumi propri riguardo al cibo ed al matrimonio che deve essere endogamico, cioè contratto con quelli della propria casta; con ornamenti, abbigliamento, segni distintivi particolari allo scopo di evitare ogni contatto indebito ed il conseguente contagio socio-religioso.

Attualmente la credenza nelle caste non investe l'India, almeno a livello di costituzione, ma a livello di credenze, specialmente nei villaggi.

Ognuno è obbligato a compiere con la massima perfezione possibile i doveri della propria casta; solo così il suo spirito potrà ascendere alla casta superiore sino a che, totalmente puro, non raggiungerà l'unione definitiva e felice con Brahman. In caso contrario, si reincarnerà in caste inferiori, come pure in animali. Solitamente la mentalità occidentale ci porta a credere che più una casta è superiore, più vi sono dei diritti; gli indiani, al contrario, ritengono che più si è in alto nella gerarchia, più si è tenuti a compiere determinate azioni, ad osservare

obblighi che ad altri non spettano, ma ai quali compete l'osservanza di quelli propri della casta di appartenenza. Si è induisti per il fatto di essere nati da genitori induisti e come tali si è considerati anche se molte delle sue dottrine e delle sue pratiche non vengono più accettate.

I testi dell'Induismo formano un complesso eccezionalmente ampio e importante, anche se, secondo la tradizione, si è conservata solo una minima parte di tutto il materiale originario. Queste scritture ci sono state trasmesse come suddivise in scuole, chiamate tradizionalmente "rami", inizialmente quattro di numero in corrispondenza con la quadruplice funzione degli officianti incaricati delle cerimonie, e poi scisse in "rami" ulteriori in relazione agli insegnamenti particolari attraverso i quali si sono avuti lo sviluppo progressivo della pratica religiosa e la sua diffusione in tutta l'India.

Lo Yoga (Sanscrito, yuga, "giogo") rappresenta uno dei sei sistemi classici della filosofia indù che differisce dagli altri per i notevoli esempi di controllo del corpo e per i poteri "magici" che si attribuiscono ai devoti pervenuti ai livelli più alti della meditazione. Lo yoga afferma la dottrina secondo la quale, praticando determinate discipline, è possibile giungere all'unione con l'oggetto di conoscenza. Per la maggior parte degli yogin, l'oggetto di conoscenza è lo spirito universale, Brahma, mentre una minoranza di yogin atei persegue la perfetta conoscenza di sé in luogo della conoscenza di Dio. In ogni caso la meta perseguita dalle tecniche yoga è la conoscenza e non, come si suppone comunemente, pratiche di ascetismo, di chiaroveggenza o il compimento di miracoli ; l'esercizio fisico e mentale è unicamente un mezzo per finalità spirituali.

TAOISMO Visione generale: secondo la leggenda tutto inizia quando Lao Tzu arriva al confine con la Cina cavalcando un bufalo nel 5sec a.C. È una delle tre religioni fondamentali della cina insieme al Buddismo, e al Confucianesimo. La parola ''TAO'' indica la ''via'' → nella lingua cinese la parola via, vuol dire letteralmente , dottrina, o ''reale autosufficiente'' cioè, all'origine di tutto. Il taoismo è diffuso prevalentemente nel Giappone: non si può cronologicamente datare con precisione, ma probabilmente risale all'epoca della dinastia Chou .Il taoismo ha attraversato 2 momenti principali :

- Il taoismo diffuso tra il 7 e il 5 sec. a.C. E rappresentato da tre filosofi, ovvero Lao- Tzu, Chung-tzu e Lieh-tzu, i quali hanno scritto le opere più importanti della cultura cinese.

- Il taoismo religioso o popolare che nacque sotto la dinastia Han 184 a.C. Nel 5 secolo il Taoismo si consolidò come ''chiesa'' opposta a quella buddista e confuciana . A capo della chiesa taoista troviamo il ''Maestro celeste''.

Nel parlare del taoismo non possiamo fare a meno di ricordare Lao-Tzu , il probabile fondatore . Stanco della corruzione della vita pubblica, abbandonò la patria e quando giunse al confine occidentale, qui, fu implorato dal suo amico di lasciargli un libro che contenesse l'essenza della sua dottrina. Fu così che scrisse il TAO-TEH-CHING in 2 parti e 5mila parole. Il Taoismo si sviluppò anche dal punto di vista religioso, soprattutto a scopo di cura ed esorcismo. I preti taoisti praticano guarigioni ed esorcismi , nel corso dei quali cercano di dominare gli eccessi delle forze Yin invocando la superiore energia Yang.

Per quanto riguarda il culto, nel Taoismo esiste una triade , costituita dai TRE PURI , i quali risiedono nei tre cieli, e sono coloro che hanno contribuito alla formazione dell'universo.

I tre puri sono: - IL PURO GUADA, sovrano del cielo ; - IL PURO SUPERIORE , regolatore del cosmo e del tempo , IL PURO SUPREMO è lo stesso Lao-Tsu, predicatore della dottrina salvifica. Il culto si fonda sulla pratica ascetica e sugli inni di glorificazione del TAO . Vi sono varie liturgie (es, liturgia della pioggia, dell'acqua, del nuovo anno)per esprimere il ringraziamento o la richiesta di fiducia al Tao, tali liturgie erano e proprie feste religiose, spesso precedute da digiuni o periodi di isolamento. La pratica ascetica portò allo sviluppo di comunità monastiche, il monaco ha sempre come scopo quello di raggiungere l'immortalità ed evocare gli spiriti dei defunti.

Le tecniche pratiche come l'ascetismo , mirano a fare di un uomo comune , un UOMO REALIZZATO , un immortale , uno che ottiene la lunga vita.

DOTTRINA TAOISTA → IL TAO è al di sopra di tutte le cose , ed è il fine ultimo della corrente filosofica del Taoismo. All'origine di ogni cosa vi è il Tao, questo viene indicato come un cerchio diviso da due spirali (serpi) : lo Yin (l'oscurità, l'elemento femminile, identificato come luna ) e lo Yang ( luce, l'elemento maschile , identificato con il sole ) . Questi due elementi sono complementari tra di loro ed è il loro alternarsi che determinano tutti i fenomeni di tutte le cose. Dal Taoismo si può affermare che esso mette insieme filosofia, scienza medica e crescita spirituale . È proprio questa crescita spirituale che il Taoismo persegue attraverso il ripristino dell'armonia tra l'uomo vero e ciò che lo circonda.

SHINTOISMO Lo shintoismo è la religione nazionale del Giappone , nasce in epoca preistorica , ma assume caratteri istintivi solo verso la fine del 6 sec. Il termine deriva da SHIN (dei) e TO (via) , quindi letteralmente , la religione che segue la via degli Dei, o Kami. I kami sono venerati nei templi ma anche in santuari. Le pratiche religiose sono in gran parte individuali. Lo Shintoismo è una religione, ad oggi praticata da 80milioni di persone. Possiamo dividere la nascita dello shintoismo in 2 periodi :

- lo SHINTOISMO PRIMITIVO: è una forma religiosa che comprende in sé un disorientamento di culti. In questo periodo lo scintoismo ha come tema centrale la purezza fisica e rituale.

- Lo SHINTOISMO UFFICIALE: Nel 1511, Kanemoto promosse un movimento di ritorno alle origini, con l'antico culto. Nascono così due scuole con l'intento di contrapporsi as Buddhismo.

Il Kojiki è un'opera in tre libri, scritta in antico giapponese, e letteralmente vuol dire ''memorie degli antichi eventi'' ; questi tre libri narrano la storia del Giappone dalle origini al 628d.C. Questi tre libri sono :

-Nihon-shoki o Nihongi (annali del giappone ): qui viene narrata la storia del giappone fino al 627, comprende 30 libri con 123 poesie in giappone arcaico;

-Engishiki (cerimoniale): comprende 50 libri -Shinto Gobusho (cinque libri dello shinto) è riservato esclusivamente ai sacerdoti.

Lo SHINTAI è il corpo di dio , ed è presente in molti oggetti di culto, come lo specchio, la spada ecc... Questa religione viene per lo più praticata in ambienti naturalistici, anche se esistono anche dei templi che hanno sempre due edifici : l'Honden , luogo sacrario, dove si trova lo shintai , ed èinaccessibile ai laici e l'Haiden ,sala di preghiere per i fedeli. Il culto può essere privato e domestico, consiste nella recita di formule sacre , di offerte, di sacrifici , e in ogni casa esiste un altare.

IL CONFUCIANESIMO Il confucianesimo è l'insieme degli insegnamenti di Confucio, tramandati dai suoi discepoli e sviluppati da Mencio (372-289 a. C.), da Chu Hsi (1130-1200) e da Wang Yang- ming (1472-1528).

Con il taoismo e il buddismo è considerato una delle tre religioni della Cina. Il punto di riferimento dell'insegnamento morale di Confucio, condensato nei cinque libri detti Ching e nei quattro Shu, è il Tao (via, regola), inteso come una legge universale che presiede e ordina il mondo. Tale legge, a sua volta regolata dalle due forze primordiali è la base dell'armonia di ogni essere. L'armonizzazione dell'uomo con l'ordine generale del mondo in tutti gli aspetti della vita implica un comportamento 'nobile', spirituale. In quanto all'organizzazione confuciana della nazione cinese, essa equipra il sovrano al sommo sacerdote. Le persecuzioni avvenute durante la dinastia Quin, a seguito della pribizione del confucianesimo e la distruzione dei libri confuciani (messi in salvo dagli intellettuali ) hanno conferito l'aureola del martirio ai seguaci di questa corrente e l'immortalità alla sua dottrina. La successiva dinastia degli Han instaurò una politica per cui il confucianesimo divenne la base morale dello Stato cinese ; nel 59 d.C l'imperatore ordinò gli inizi di un culto a favore di Confucio, da allora la sua popolarità non conobbe declini . Per commemorare confucio sono stati costruiti nei 4 angoli della cina dei templi (uno dei quali nella città natale ).

CONFUCIO visse attorno alla metà del VI secolo a.C.; le date più probabili sono il 551 per la nascita e il 479 per la morte.

Apparteneva ad una famiglia di modeste condizioni economiche nello stato di Lu e proprio in questo stato fece la sua carriera come impiegato, amministratore e anche ministro.

In seguito a calunnie fu costretto ad abbandonare la città e a girare come esule per 12 anni. Ebbe così l'occasione di diffondere i temi della sua riforma morale e politica. Poté rientrare nella sua città quando aveva già settanta anni; accolto, non volle occuparsi più di affari pubblici per dedicarsi all'insegnamento e alla revisione della cultura tradizionale.

I TESTI SACRI

Secondo la tradizione confucio avrebbe scritto 5 libri : 1)libro della storia, che tratta dell'antica storia cinese ; 2) 1libro delle poesie o delle odi , nel quale sono racchiuse le credenze cittadine ; 3) annotazioni sui costumi o riti che raccoglie le regole dei rituali ; 4) libro dei cambiamenti , manuale di divinazione che è l'arte di rivelare il futuro ; 5) annali della primavera e dell'autunno dove sono elencati gli avvenimenti più importanti riguardanti le varie dinastie.

Ancora più importanti risultano essere il testo LU YU → attraverso questo testo egli insegnò ai genitori la cortesia ai figli il rispetto ai govenanti la benevolenza e ai sudditi la lealtà. Non a caso, il rito e la benevolenza sono i presupposti di questa religione ; i riti sono la forma dell'agire, la benevolenza ne è il contenuto. Salvati dal rogo cui li aveva destinati il Primo Imperatore e ricostruiti nelle parti mancanti con una paziente opera sotto la dinastia Han, i testi di Confucio sono rimasti per duemila anni i libri dell'educazione di base. Le feste religiose principali sono : capodanno, festa delle barchedel drago, e festa dell'ottava luna. Particolare cura è dedicata ai funerali. Vissuto in un'epoca di grandi trasformazioni, nel momento in cui le tradizioni sembravano venir meno, il confucianesimo si presenta come un sistema per creare un ordine dove possano esistere e funzionare i rapporti civili; tant'è che questa dottrina offrì un fondamento teorico alle istituzioni politiche della Cina.

Confucio è un moralista e un educatore: il suo insegnamento mira a formare un tipo di uomo, saggio, istruito, virtuoso, in grado di divenire a sua volta la guida per un vivere moderato. Il Venerato Maestro, così i cinesi chiamano ancor oggi Confucio. Confucio credeva nel «cielo», ma non si pronunciava sull'esistenza di una vita oltre la morte. E cielo per lui era qualcosa simile alla natura. Secondo Confucio erano i pensieri dei cittadini più poveri a garantire la salvezza dello stato. La dottrina di Confucio non fu una religione ma soprattutto un etica di moralizzazione politica. Oggi, il confucianesimo è diffuso anche in Vietnam, Thailandia, filippine Indonesia, Malesia ecc. raggiungendo la cifra di 300milioni di fedeli . L'aspetto più negativo della dottrina confuciana è senz'altro la concezione della donna , considerata molto inferiore all'uomo ; ancora oggi la cerimonia nuziale e la vita coniugale risentono di questa forte discriminazione.

IL BUDDHISMO Al pari del Cristianesimo e dell'Islam, il Buddismo nato come una grande ''eresia'' del Brahmanesimo, si è sviluppato come dottrina universale del riscatto del dolore e della salvezza , nel lungo periodo di tempo che ha visto sorgere , affermarsi e decadere il sistema basato sulla schiavitù tra il 6 ed il 7 sec. d.C. Oggi è praticamente la quarta comunità religiosa mondiale dopo cristianesimo, islam, e induismo e conta almeno 3/400 milioni di seguaci. L'illuminazione di Siddartha Gotama (523 a.C) avvenne in un periodo di generale disordine (declinano le civiltà teocratiche , si sviluppa la filosofia di pitagora, di Eraclito, in cina si estingue l'idealizzato periodo di primavere e autunno ecc) , in pratica gli uomini abbandonano via via il primato dell'intelligenza intuitiva e ispirativa, e tendono a sviluppare quella logico- discorsiva ; lo schiavismo ha bisogno di basi più solide per esser giustificato, o per lo meno tollerato. Questa nuova intelligenza delle cose cerca la verità, nell'interiorità dell'essere umano, con una mente meno disponibile ad accettare spiegazioni mistiche. In più, il buddhismo conseguì un immediato successo poiché in India, nel 6sec a.C.

La religione brahmanica non solo esprimeva interessi legati alla casta, ma anche perchè i sacerdoti da mediatori quali erano tra uomini e divinità, avevano esaltato l'atto di

mediazione, il rito, come atto assoluto, facendo dipendere la salvezza da un ritualismo alquanto complicato.

La letteratura buddista attribuisce la nascita del movimento al principe indiano Siddhartha, poi conosciuto come Gotama (sanscrito Gotama = miglior bue, titolo onorifico dell'India antica derivato dalla mitologia). Nato attorno al 563 aC nel regno a sud Nepal, figlio del governatore di uno dei piccoli regni dell'India del nord; la stirpe guerriera era quella degli Shakya (''potenti''). Egli trascorre la prima parte della sua esistenza nel lusso della casa paterna; studia legislazione e amministrazione com'è tradizione per il suo rango, a 16 anni il padre lo fa sposare, dopo 13 anni ha un figlio ed all'età esatta di 29 anni decide di abbandonare tutto e tutti. Non aveva mai conosciuto aspetti negativi della vita, in quanto non era mai uscito dai confini del proprio palazzo, uscendo dalla casa del padre vide un vecchio decrepito , un malato grave e un corteo funebre; improvvisamente capì che esisitevano altri aspetti della vita, destinati all'essere umano, che il padre gli aveva nascosto. Infine, incontra un asceta che scelto di rifiutare ogni ricchezza e piacere della vita per uscire dalla percezione umana e arrivare al divino; decide così di seguire il suo esempio → abbandona tutto per dedicarsi alla vita di deprivazioni e rinunce per cercare cos’è la sofferenza.

Vive 7 anni nella foresta del sud nepal, pratica discipline sotto guida di maestri che gli insegnarono pratiche insegnano pratiche come lo yoga, sottoponendosi anche a digiuni, sofferenze, privazioni di ogni genere,al fine di conseguire la pace interiore e la conoscenza della verità, ma non rimase soddisfatto. Abbandonò ogni maestro e decise di ricercare da solo la via della Liberazione yoga.

A 35 anni, sta quasi per morire, esaurito dalle pratiche, una notte , secondo la tradizione, mentre era seduto ai piedi di un albero arrivò all'illuminazione: rifiutare una vita di piaceri, poiché effimera, ma anche una vita di sofferenza volontaria in quanto è fonte d'orgoglio. La retta via, secondo il Buddha , sta nel mezzo → via mediana . Il segreto della felicità sta nell'accettarsi così come si è , rinunciando ai desideri → ogni desiderio soddisfatto porta a maturarne uno più grande ; rinunciare ai desideri significa rinunciare ad un inutile sofferenza .

La condizione della felicità è quella del Nirvana , in cui l'uomo è felice pur non desiderandolo , è felice perchè ha vinto l'illusione cosmica (maya). L'origine del dolore è il desiderio di esistere ; la via che conduce all'arresto del dolore è il Dharma.

La legge della causalità Nel sermone di Benares, con cui il Buddha inizia la sua predicazione, viene negata l'essenza delle cose: le cose traggono realtà da altre cose che ne sono la causa. Solo il Nirvana sfugge a tale destino, in quanto non è uno stato, bensì una ''condizione'' di assenza (non c'è morte e vita, gioia e dolore). Il buddismo parte dal presupposto che tutta la vita è dolore; i desideri non possono realizzarsi, e seppur si realizzassero, non portano alla felicità, poiché ne sorgono degli altri di grado superiore .

L'origine del dolore, è la sete o desiderio , che può essere di tre tipi : - PIACERE ; -VOLER ESISTERE; -NON VOLER ESISTERE . Esistono inoltre tre radici del male :

concupiscenza (brama) ira (odio) ottenebramento (cecità mentale). L'io che non riesce a sottrarsi a questa schiavitù, è destinato a reincarnarsi (samsara) in eterno, almeno fino a quando non si sarà purificato interamente. IL DHARMA: l'io non è un'entità individuale , ma è la combinazione di particelle diverse, (dharma) , di tipo sensitivo ; non esiste l'unitarietà dell'io né la sua personale immortalità. Le parti costitutive dell'io vengono classificate come : • Aggregati , sono cinque → forma o materia, sensazioni, nozioni o ideazioni , costruzioni

psichiche soggettive , conoscenza. • Basi, sono 12 ; 6 appartenenti al mondo interno: occhi , orecchio, naso, lingua corpo e

mente a cui corrispondono 6 basi esterne : visibile, suono, sapore, odore, tangibile, idee. • Elementi , sono 18 → 6 basi interne , 6 basi esterne e le rispettive conoscenze che

costituiscono l'elemento mentale, le idee . I dharma costituiscono l'infinita varietà dei mondi della realtà e quindi gli infiniti accadimenti della nostra esistenza , frutto di azioni compiute in passato e semi di eventi futuri . io e mondo sono il risultato dell' unione dei vari dharma, guidata dalla legge etica del karma , che è una sorta di principio retributivo , secondo cui i dharma sono costretti a reincarnarsi finchè l'io non si è purificato. Questa circolazione o flusso di Dharma è la ruota della vita da cui appunto i si deve liberare.

L'OTTUPLICE SENTIERO : Sul piano pratico, il buddhista , per arrivare all'eliminazione dei desideri deve seguire le otto vie fondamentali del Dharma: 1)La RETTA VISIONE , per cui si contempla la realtà per com'è, senza inquinarla con i propri complessi inconsci, abitudini, pregiudizi ecc.

2. il RETTO PENSIERO , possibile solo con un esercizio che implica il controllo della propria rappresentazione concettuale

3)la RETTA PAROLA , ovvero la prfetta corrispondenza senza enfasi ecc 4) la RETTA AZIONE , ovvero l'agire quando necessario 5)la RETTA FORMA DI VITA cioè il saper mediare tra necessità della vita fisica e i fini spirituali

6. il RETTO SFORZO saper adeguare ogni iniziativa all'importanza dello scopo 7) la RETTA PRESENZA DI SPIRITO , il costante ricordo di quanto si pensa, si fa e si sente in modo da esser sempre presenti a se stessi 8) RETTA PRATICA DELLA MEDITAZIONE senza sostare con la mente in stati d'animo depressi o esaltati.

Il Nirvana

• letteralmente significa "estinzione", ma spiritualmente "beatitudine''. • secondo la scuola Mahayana: Seguendo queste otto strade l'uomo giunge alla perfezione

e sprofonda nel Nirvana, il quale rappresenta il completo annientamento o non-essere, raggiungibile anche in vita e quindi definibile in senso positivo, come stato di pace totale e di gioia assoluta e di verità ultima, che però solo gli illuminati scorgono.

• seconda la scuola Hinayana: il Nirvana sfugge a qualsiasi definizione, poiché rappresenta la fine della vita accessibile alla coscienza e il passaggio a un'altra esistenza, inconsapevole, possibile solo dopo la morte.

In entrambi i casi, Nirvana significa interruzione catena delle reincarnazioni (samsara). Secondo i buddisti lo stesso Gotama avrebbe subito una lunga serie di rinascite; egli però fu il primo uomo a raggiungere l'illuminazione, per cui la sua morte ha rappresentato l'immediato passaggio al Nirvana.

I TESTI SACRI

Sono riconosciuti come autentici dal Buddismo, raccolti in due canoni , denominati in base alle scritture usate : Pali e Sanscrito Il Canone Pali: chiamato anche Tripitaka perchè raggruppa il corpus in tre parti; esso rappresenta una sintesi delle dottrine predicate dal buddha o a lui attribuite e delle teorie elaborate dalla scuola Hinayana. Il canone Sanscrito: nato circa sei secoli dopo la morte del Buddha, varia molto come suddivisione e denominazione da Stato a Stato, esso sostanzialmente è molto legato alla scuola Mahayana . Questa tradizione sostiene che Buddha avrebbe riservato la parte più sottile della sua verità alle generazioni posteriori.

REGOLE ETICHE DI VITA

I precetti fondamentali del Buddismo , per le regole etiche di vita, sono divisi in tre gruppi : 5 divieti , 8 comandamenti e 10 condotte morali ; in pratica si tratta degli stessi comandamenti , cui ogni volta se ne aggiungono altri . I cinque divieti sono : 1. non uccidere alcun essere vivente, 2. non prendere l'altrui proprietà, 3. non toccare la donna altrui, 4. non dire menzogne, 5. non bere bevande inebrianti. Gli otto comandamenti includono i suddetti cinque divieti + altri 3 : 6. non mangiare cibo nei tempi non dovuti; 7. astieniti dal canto, dalla danza, dalla musica e da ogni spettacolo indecente, non ornare la tua persona con ghirlande, profumi e unguenti; 8. non usare sedili alti e lussuosi. Gli ultimi due precetti morali sono : 9. non adoperare letti grandi e confortevoli ; 10. non commerciare cose d'oro e d'argento . Qanto più si cerca di purificare la propria anima, quanto più c'è l'esigenza di seguire questi precetti.

Il divieto di uccidere si estende fino a tutti gli animali . L'acqua può essere bevuta solo se filtrata, la castità sessuale dev'essere completa, la povertà deve essere assoluta ecc. Per raggiungere la liberazione, il buddista deve dedicarsi alla meditazione che comporta un energica disciplina ascetica (yoga) la cui esperienza va al di là di ogni morale.

Declinazioni del buddismo

Hinayana → “piccolo veicolo" (stretta via della salvezza), • rigorosa osservanza delle otto vie. • solo i monaci possono raggiungere il Nirvana. Si dedicano alla predicazione, allo studio

dei testi canonici, alla venerazione dei luoghi legati alla vita di Buddha, ecc.

• Buddha non è un dio, ma un maestro di perfezione morale. • Si nega l'esistenza dell'atman (l'io individuale) • Si ritengono inutili i riti, le devozioni, i simboli e i sentimenti religiosi. • Pali, lingua dei testi sacri Mahayana → “grande veicolo" (larga via della salvezza) • permette la salvezza anche al laico, in forme meno rigide. • il Sanscrito, lingua dei testi sacri • costituisce lo sviluppo del Buddismo in senso filosofico, mistico e gnostico. Riconosce

un gran numero di divinità, fra le quali annovera lo stesso Siddartha Gotama che non sarebbe che uno dei buddha: ne esisterebbero altre centinaia. Questa concezione permetterà al Buddismo di assimilare facilmente altre religioni.

• Oltre ai buddha vi sono i santi, cioè coloro che, pur avendo acquistato il diritto d'immergersi nel Nirvana, hanno deciso di restare ancora un po' sulla terra per salvare gli uomini

• credono anche negli spiriti maligni e in altri esseri soprannaturali, nonché nella differenza tra paradiso e inferno

• Questa corrente, che praticamente non ha nulla del Buddismo originario (che, nonostante tutto, era rimasto un movimento elitario)

Vajrayana → detta anche Veicolo del Diamante, • La meno diffusa (circa 20 milioni di seguaci), e che più si è allontanata dalle origini • si è affermata verso il VI sec., diffodendosi prevalentemente in Mongolia e nel Tibet, ma

anche in Nepal, Cina e Giappone. • senza la scuola Mahayana, difficilmente avrebbe potuto costituirsi. • Queste correnti esoteriche (chiamate anche col nome di Veicolo delle formule magiche o

Mantrayana), attribuiscono importanza centrale alla ripetizione di formule sacre (mantra) per raggiungere l’Illuminazione.

• I suoi due rami principali sono il Lamaismo e lo Zen.

Lamaismo • È L'unica corrente strutturata in maniera gerarchica. • I monaci, chiamati Lama, furono capaci di creare un governo ierocratico nel Tibet verso

il 750 e da essi prese il nome di Lamaismo, diffondendosi poi però anche in Mongolia e Siberia. ;

• il Tibet rappresenta una "casa madre" e una "terra promessa". Anche la lingua tibetana è ritenuta “sacra".

• molta importanza data agli scongiuri, alla conoscenza mistica e alla musica. • Quando il Dalai Lama muore, si pensa ch'egli s'incarni immediatamente in qualche parte

del paese. • L'ultimo Dalai Lama, non avendo accettato l'unificazione del Tibet con la Cina

comunista (1951), ha deciso, dopo una rivolta fallita, di espatriare in India nel 1959, insieme a 100.000 rifugiati.

• L'attuale Dalai Lama (XIV Incarnazione) insediato nel 1940. Nel 1990 gli è stato conferito il Premio Nobel per la pace.

• Prima dell'unione con la Cina un tibetano su quattro apparteneva a un ordine religioso.

Zen • La corrente più mistica del Buddismo è lo Zen, introdotto in Cina nel VI sec. e arrivato

in Giappone nel XII, dove divenne la religione dei samurai.

• Esso sottolinea l'indivisibilità del Buddha da tutto ciò che esiste: l'uomo quindi può e deve raggiungere, già in questo mondo, l'unità con la divinità solo tramite un'Illuminazione interiore, istantaneamente, in condizioni eccezionali, provocate anche da stimoli fisici, poiché la verità non può essere raggiunta razionalmente, né può essere espressa in concetti.

• Uno degli stimoli particolarmente prediletto è il senso del bello. Il controllo della respirazione è una tecnica fondamentale.

• In questa scuola il monaco può avere famiglia.

Espansione geografica e declino Espansione → Nel Buddhismo non esiste alcunché di etnocentrico, la sua diffusione fu quasi immediata Nel I sec. della nostra era aveva già raggiunto la Cina → i cinesi lo portarono in Corea e, i coreani a loro volta, lo introdussero in Giappone, dove, in meno di 50 anni, divenne la religione di stato (VII sec.) Al di fuori dell'India, il Buddhismo riuscì facilmente a soppiantare i vecchi culti, ma a condizione di trasformarsi in una religione emotiva e ritualistica, disposta ad accettare varie divinità celesti e spiriti infernali → facendo altresì largo uso della musica e delle arti figurative, delle danze sacre e di fastose processioni.

Declino → La decadenza del Buddismo cominciò a verificarsi a partire dal VII sec., dapprima in India, con la rinascita del Brahmanesimo, poi, soprattutto tra il 9 ed il 15 sec, in Asia centrale, Afghanistan, Indonesia e di nuovo in India, a causa delle invasioni musulmane. Si calcola inoltre, che almeno 200 milioni di buddisti, che si trovavano in Pakistan e Bangladesh, vennero convertiti a forza all'Islam. A tutt'oggi è rimasto religione di stato solo in Thailandia e Buthan.

GIUDAISMO, CRISTIANESIMO, ISLAMISMO → le tre grandi religioni monoteiste. Le origini del monoteismo sono ancora da scoprire.

Le tesi di Freud sulle origini del monoteismo

L'origine egizia della religione ebraica è stata affermata da numerosi autori antichi e moderni. Tra questi assume una certa importanza S. Freud perché nel suo libro "Mosè e il monoteismo" ricostruisce in un quadro d'insieme le vicende che hanno portato alla nascita del monoteismo ebraico a partire dal fallimento della riforma religiosa, volta a introdurre il monoteismo in Egitto, varata dal faraone Akhenaton.

Freud afferma che: -Mosè era egiziano, probabilmente una persona vicina al Faraone Akhenaton; -Mosè dopo la morte di Akhenaton, in un clima di generale restaurazione dei vecchi culti pagani, ha deciso di lasciare l'Egitto con quanti restavano fedeli al culto di Aton e con alcune tribù semitiche che si trovavano nelle province, e che tale esodo è stato probabilmente pacifico al contrario di quanto afferma la Bibbia; -Mosè, despota autoritario, è stato ucciso da una rivolta;

-A Cades, la minoranza di origine egiziana che si rifaceva al culto di Aton e le tribù semitiche che si rifacevano al culto di Jhavè hanno dato vita ad una nuova religione, che fondeva i due culti, e ad un nuovo popolo.

Queste tesi di Freud sono verosimili, ma solo in parte. Il culto di Aton non inizia con il faraone Akhenaton, ma è un culto esoterico sorto al tempo della costruzione delle piramidi, nell’Antico Regno.

In quel tempo, si era formata accanto alla religione del popolo una particolare forma di culto solare, che vedeva nel dio Atum, il Sole. Akhenaton non realizzò solo il passaggio dal politeismo ad una forma di monoteismo. Le raffigurazioni del dio Aton (il Sole), che invia i suoi benefici raggi, dimostrano che il culto solare del dio Aton era solo una metafora per esprimere il carattere divino dell'essere umano, per il quale erano stati creati non solo il Sole, ma anche, tutta la natura. Il Genesi è un libro che rivela in tutta la prima parte un’indubbia origine atonista. Da dove, infatti, l'autore del Genesi può avere mai tratto frasi del tipo: "finchè tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere sei e in polvere tornerai!"? Una concezione del genere conduce direttamente alla negazione dell'esistenza dell'oltretomba.

L'influsso del pensiero di Akhenaton, che, appunto, negava l'esistenza dell'oltretomba, in questo come in altri passi del Genesi, è evidente. Nessuna religione del mondo antico era mai arrivata a far pronunciare ai propri dèi simili affermazioni. Nel Genesi, l'idea di un'origine divina dell'essere umano è ulteriormente esplicitata laddove è scritto che tutti gli elementi del cielo e della terra sono stati fatti per l'Uomo, un essere creato "a immagine e somiglianza di Dio", affermazione che probabilmente nell'originario testo egizio, doveva suonare: "fatto della stessa natura di Dio".

A questo proposito, si può fare tranquillamente l'affermazione che lo stesso Gesù, abbia tratto la propria concezione sul carattere divino della natura umana, per come ci appare nel Vangelo di Tomaso, da qualche versione del Genesi meno rimaneggiata di quella giunta fino a noi, che probabilmente girava nella comunità in cui è cresciuto. Non è inoltre vero che l'esodo dei seguaci di Aton sotto la guida di Mosè sia avvenuta in maniera pacifica: è probabile che nel testo biblico si rifletta un clima di guerra civile tra Mosè, probabilmente un generale rimasto fedele alla riforma religiosa di Akhenaton, e i suoi seguaci e quanti durante il regno di Tutankhaton e di Horembeb cercavano di restaurare gli antichi culti pagani.

Probabilmente, il Faraone che ha inseguito gli Habiru (o Ebrei, cioè l'insieme delle tribù egiziane e semitiche rimaste fedeli a Mosè e al culto di Aton) fino al Mar Rosso, altri non era che il Faraone Horembeb. In questo senso, aveva ragione Celso (filosofo greco d'ispirazione platonica) ,quando afferma che "gli Ebrei, Egiziani di stirpe, hanno lasciato l'Egitto perché si ribellarono allo Stato Egiziano e perché disprezzavano la consuetudine religiosa" .

Questa frase di Celso ci indica che egli attingeva a fonti che, oltre ad affermare l'origine egiziana degli Ebrei, affermavano che gli Ebrei in origine erano sì egiziani, ma egiziani che avevano consuetudini religiose diverse da quelle degli altri egiziani, che disprezzavano le convinzioni religiose di questi ultimi e che, spinti da questo disprezzo si sono ribellati contro lo Stato Egiziano .

Questa frase di Celso, quindi, allo stesso tempo conferma la tesi di Freud secondo cui la religione ebraica nasce dal culto monoteista di Aton e smentisce la tesi dello stesso autore secondo cui l'esodo sia avvenuta in maniera pacifica. -La lotta di classe nell'Egitto di Tutankhamon

Le affermazioni di Celso e il racconto biblico ci fanno intuire che la lotta religiosa nell'Egitto, sia stata anche il frutto della lotta di classe tra gli strati più oppressi e sfruttati della popolazione egiziana e dei popoli "ospiti" che non hanno accettato di ritornare alla loro condizione primitiva al momento della restituzione dei beni alle caste sacerdotali sotto Tutankhaton, figlio e successore di Akhenaton. L’esodo dei seguaci della religione di Aton dall’Egitto è dunque successivo alla morte del giovane faraone Tutankhaton ed è avvenuta probabilmente sotto il regno del faraone Horembeb.

L'esodo dei fedeli della religione esoterica di Aton

A Cades, i capi del nuovo popolo sorto dall'Esodo hanno deciso di fondere il culto di Aton, con il culto del dio pagano Javhè e degli altri dèi minori delle tribù semitiche che erano confluiti a costituire il popolo ebraico. Si convenne non tanto di mantenere il rigido monoteismo universale Atonista, quanto di costituire un unico dio nazionale per tutto il popolo ebraico. A questo periodo risale probabilmente la stesura della seconda parte dell'Esodo che riabilita la figura di Mosè e le leggi che egli ha dato al popolo ebraico. A conferma di questa ipotesi c'è la presenza nei passi in cui vengono riportati i comandamenti dell'appellativo "Dio Geloso" per definire il Dio Mosaico, che sta a indicare che per gli Ebrei non devono esistere altri dèi, ma non che non esistevano in assoluto. Il nuovo Dio Adonai (Aton)-Jhavè-Elhoim nelle intenzioni dei capi politici delle tribù ebraiche più che un Dio unico doveva diventare un dio nazionale, che cementasse tribù e popolazioni di origine tanto diversa e tale in effetti divenne. I Leviti (membri della tribù israelitica) di origine egiziana accettarono l'accordo, ma per lungo tempo continuarono a interpretare il dio della nuova religione secondo gli stessi canoni con cui interpretavano i testi della religione atonista ed è probabile che per decenni continuarono a circolare tra di loro molti dei tasti sacri della religione di Aton, che si erano certamente portati con sé dall'Egitto, e che con ogni probabilità hanno costituito lo strumento base su cui si sono fondati l'interpretazione in senso monoteistico della nuova religione e il rigetto di qualsiasi rituale magico.

Questa ipotesi trova un riscontro preciso in un salmo della Bibbia, che contiene l'Inno a Dio Creatore, che altro non è che una riformulazione dell'Inno ad Aton scritto dal Faraone Akhenaton. Tra questi testi vanno annoverati indubbiamente anche frammenti dei libri che costituiscono il Pentateuco, scritti quasi certamente da Mosè o da persone a lui vicine. Del culto javhista venne accettata nella nuova religione soprattutto la concezione antropomorfa di un Dio che premia e punisce e l'idea dell'esistenza di un oltretomba.

L'influenza del culto solare di Aton sul Cristianesimo Gnostico

Gli gnostici del II° secolo d. C. sapevano benissimo che nell’Antico Testamento convivevano diverse tradizioni teologiche originate dal culto di diverse divinità orientali (Aton, Javhé ed Elhoim). Lo stesso Ireneo, per confutare il tentativo gnostico di distinguere le diverse tradizioni teologiche che convivono nell’Antico Testamento, è costretto a scrivere: ''Se qualcuno vuole

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