Storia della letteraura cristiana antica parte5, Esercitazioni e Esercizi di Letteratura. Università Europea di Roma
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noworry14 ottobre 2017

Storia della letteraura cristiana antica parte5, Esercitazioni e Esercizi di Letteratura. Università Europea di Roma

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riassunto di letteratura cristiana
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La poesia cristiana in occidente

Il genere della poesia fu coltivato in Occidente molto più che in Oriente. Fiorì analogamente alla fioritura della poesia pagana. Spesso le finalità letterarie si univano a quelle pastorali, come nel caso della parafrasi biblica, che aveva finalità comunitaria, ovvero quella di rendere familiare il contenuto biblico a coloro i quali erano rimasti inorriditi dal latino barbarico della traduzione latina della bibbia, ma allo stesso tempo era di forte impegno letterario. Questi principi ispirarono la lettura dei distici che Damaso (vescovo di Roma) fece apporre alle memorie dei martiri romani e delle poesie con cui Ilario tentò, con poco successo, di familiarizzare i suoi fedeli di Poitiers con un’innologia d’argomento dottrinale. Quest’iniziativa fu invece realizzata da Ambrogio, grazie ad inni semplici ma eleganti. L’adozione di questi inni nel canto liturgico riscosse parecchio successo, dando origine ad un genere poetico destinato a durare per gran parte del medioevo. Anche Prudenzio (il più rappresentativo poeta cristiano in lingua latina) si dedicò alla poesia, ma la sua era soprattutto di tipo personale (lodare Dio e piangere i propri peccati), con sentimenti sinceramente cristiani ma non destinati propriamente alla chiesa: egli celebra le festività religiose e la preghiera nel Cathemerinon ed esalta i martiri nel Peristephanon. Scrive poi l’Apotheosis, un’esposizione di dottrina cristologica e trinitaria, con finalità antieretica. Psychomachia: descrive con tono eroico la lotta delle virtù contro i vizi per il possesso dell’anima. La sua ultima opera è il “Dittochaeon”, 49 quartine di esametri che illustrano 24 episodi dell’AT e 25 del NT. Paolino di Nola rappresentante dell’aristocrazia cristiana che rinunciava alla ricchezza ma che continuava a coltivare il culto del bello scrivere. Si occupò della poesia e della epistolografia: scrive 14 “Carmina natalicia” per S. Felice in occasione della sua festività (14 gennaio). Sono giunte solo 50 di tutte le lettere che ha scritto – si dedicò allo scambio epistolare per rimanere in contatto con nuovi e vecchi amici.

La letteratura in questo periodo è molto elitaria, ancor più che in oriente: per le masse di bassa cultura, l’insegnamento delle dottrine è orale. Esiste, tuttavia, un tipo di produzione intermedia, dai fini molto pratici, come ad esempio la letteratura agiografica, genere aperto ai lettori di ogni tipo. Si avvicina a questo genere quello degli Itineraria, diari di viaggio dei pellegrini che si recavano in Terra Santa, come quello di Egeria, dal latino popolare e dalla ricchezza di notizie liturgiche antiche.

Girolamo e il suo ambiente

Scrittore, teologo, santo romano nonché padre e dottore della chiesa. Come Origene, anche lui non solo produsse numerose opere, ma accostò anche una riflessione letteraria. Girolamo fu molto attaccato alla tradizione classica: una volta convertitosi al cristianesimo, abbracciò la vita monastica. Iniziò lo studio delle lettere cristiane con Origene ed Eusebio: lo studio delle Scritture fu in un primo momento estremamente influenzato da Origene, ma in seguito se ne distaccò inaugurando il progetto di tradurre l’Antico Testamento direttamente dall’ebraico e un nuovo tipo di commentario esegetico. Papa Damaso gli ordinò di revisionare i vangeli del nuovo testamento traducendoli direttamente dal greco, per questo Girolamo pensò di dover risalire alla traduzione dell’antico testamento, ritenendo una conoscenza dell’ebraico oggi contestata. Anche se oggi appare una traduzione approssimativa, va apprezzato l’intento filologico, estraneo al mondo latino dell’epoca: la traduzione delle Scritture di Girolamo s’impose in tutto l’occidente, anche nell’uso liturgico. Quest’esperienza maturò in Girolamo la convinzione che per l’interpretazione dei testi occorreva il metodo letterale. Tuttavia non rinunciò del tutto all’interpretazione spirituale, come si nota dai commentari della maturità. L’attività monastica di Girolamo gli impose diversi impegni di carattere letterario di vario genere, ai quali non poté e non volle sottrarsi. Vulgata: traduzione dell’AT direttamente dall’ebraico in latino, oltre alla revisione sul greco della traduzione latina del NT. Per quanto riguarda i suoi interessi storici, egli scrisse il “De viribus illustribus”- sulle basi della Storia della Chiesa di Origene- , brevi biografie (in tutto 135 personaggi NT e i primi secoli dell’era cristiana) dei letterati cristiani da Pietro a sé stesso: con quest’opera, nonostante i limiti d’informazione, Girolamo volle esprimere la consapevolezza del fatto che ormai anche i cristiani sono al livello dei pagani nel campo letterario. La notizia più lunga di questa opera è dedicata ad Origene, ammirato molto da Girolamo. Un altro aspetto che caratterizzò la sua vita, fu quello dell’ascesi, da lui difesa in opere polemiche e propagandato in tuti i modi. La Vita Pauli descrive Paolo di Tebe come il primo anacoreta ritiratosi nel deserto durante la persecuzione di Decio. Come questa scrisse altre Vite, come quella di Malco, un siro che rifiutò l’esperienza comunitaria per stare solo. Scrisse, tra le opere polemiche, l’”Adversus Helvidium” (Elvidio sosteneva che Maria dopo aver concepito Gesù, avesse avuto rapporti regolari con Giuseppe generando altri figli) e l’”Adversus Iovinianum” (verginità e vedovanza non costituiscono un merito speciale rispetto a un matrimonio santo). Nel periodo romano Girolamo scrive il primo dei trattati polemici in difesa della vita monastica, tema per lui coinvolgente. La fervida attività di traduttore biblico ed esegeta portò sicuramente Girolamo ad avere un certo numero di allievi ma di questa “scuola” sappiamo ben poco. Epistolario: 154 lettere, è il più vario dell’antichità cristiana. Nelle sue lettere, egli passa dallo sfogo personale all’attacco polemico, dal trattato di argomento esegetico all’esaltazione dei propri ideali.

Rufino attaccò Girolamo sulla sua tesi antiorigeniana in quanto Girolamo all’inizio era a favore di Origine, ed entrambi facevano parte di un gruppo ascetico che finì in lite. Accusa Girolamo di aver svenduto l’identità cristiana mettendosi a giudaizzare e muove obiezioni alla sua traduzione della Bibbia dall’ebraico sostenendo che essa vanifica l’insegnamento della chiesa.

Cromazio di Aquilea vescovo di Aquilea, è una conquista della filologia moderna. Gli attribuiamo 60 sermones in prevalenza argomento esegetico e 60 omelie su Matteo. Egli ha preferito predicare sul NT piuttosto che sull’AT in quanto nel testo evangelico il riferimento cristologico è immediato e manifesto. Considera le azioni materiali di Cristo simbolo di significati spirituali. È facile a Cromazio recuperare nelle sue omelie l’AT, rievocandolo nel suo significato di prefigurazione simbolica e profetica del NT.

Sviluppo della biografia agiografica in Occidente: la letteratura agiografica ricopre ed interessa un gran numero di generi letterari, che hanno il loro comune denominatore nel desiderio di perpetuare la memoria del santo. Nel IV secolo prende piede, fra le diverse espressioni agiografiche, il genere biografico: la vita del santo diventa oggetto di attenzione, nel momento in cui, con la fine dell’epoca dei martiri, la morte del Cristo non è più l’evento su cui si può contare per raggiungere il fine di una narrazione edificante e sul quale quindi incentrare l’opera agiografica. Al martire subentra allora il monaco. Nel genere biografico viene narrata una vicenda individuale dalla nascita alla morte. La biografia cristiana risponde ad esigenze specifiche date dal fine edificatorio che si vuole perseguire. Girolamo emula da vicino Atanasio con le sue “Vite” monastiche.

Sulpicio Severo (avvocato) con la “Vita Martini” del vescovo/monaco Martino, iniziatore della sua esistenza spirituale, la biografia Severo su Martino era iniziata quando il vescovo era ancora vivo. Aggiunge alla fine di questa opera, tre lettere che descrivono la morte e le esequie di Martino, completando il quadro.

Paolino notarius del vescovo Ambrogio, poi diacono, si schierò a fianco di Agostino nella lotta contro Celestio, fu proprio Agostino a chiedergli una “Vita Ambrosii”. Nell’introduzione rivolta ad Agostino egli si rifà a tre modelli cristiani: Atanasio per la “Vita di Antonio”, Girolamo per quella di Paolo e Sulpicio Severo per Martino.

Diari di viaggio: Egeria la devozione ai luoghi santi ha lasciato tracce di una certa consistenza nella letteratura cristiana, le più efficaci dal punto di vista estetico sono aperture di Girolamo. Importanti sono anche quelle di una donna “Egeria” una monaca in posizione di rilievo nella sua comunità che ha raccontato sulla fine del IV secolo del suo pellegrinaggio in Terra santa.

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