Storia delle relazioni internazionali - Di Nolfo, Schemi riassuntivi di Storia Delle Relazioni Internazionali. Università degli Studi di Milano
Trilly...
Trilly...

Storia delle relazioni internazionali - Di Nolfo, Schemi riassuntivi di Storia Delle Relazioni Internazionali. Università degli Studi di Milano

25 pagine
50Numero di download
1000+Numero di visite
100%su 11 votiNumero di voti
12Numero di commenti
Descrizione
Storia delle relazioni internazionali - Di Nolfo
50 punti
Punti download necessari per scaricare
questo documento
Scarica il documento
Anteprima3 pagine / 25
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 25 totali
Scarica il documento
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 25 totali
Scarica il documento
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 25 totali
Scarica il documento
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 25 totali
Scarica il documento

STORIA DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI

1) Patto di Londra (26 aprile 1915) Il Primo Ministro Salandra e il Ministro degli Esteri Sonnino, col solo avallo del Re e senza informare il Parlamento ne altri membri del governo, accettarono le proposte dell’Intesa (FRA-ING-RUS).L’Italia accettava di entrare in guerra al fianco dell’Intesa e in caso di vittoria avrebbe ottenuto i lTrentino, il Sud-Tirolo fino al confine “naturale” del Brennero, la Venezia Giulia, e l’intera penisola Istriana con l’eccezione di Fiume, una parte della Dalmazia con numerose isole adriatiche.

2) Accordi Sykes-Picot (aprile-maggio 1916) Gli accordi Sykes-Picot, cosiddetti dal nome dei due diplomatici che li negoziarono, siglati in aprile-maggio 1916 prevedevano la suddivisione della cosiddetta “mezzaluna fertile” (cioe’ l’area mediorientale intesa in senso stretto), assegnando alla Francia una zona di influenza corrispondente pressappoco alla Siria e al Libano e alla Gran Bretagna una zona corrispondente a Palestina e Mesopotamia (dove poi sarebbero nati gli stati di Iraq e Transgiordania, poi Giordania. Alla Russia riconosceva il diritto di annettere il Kurdistan e l’Armenia turca. Nascita di uno stato arabo indipendente (Col. Lawrence “d’Arabia”)

3) La “dichiarazione Balfour” (novembre 1917) L’impegno assunto, sotto la pressione del movimento sionista e in coordinazione col presidente Wilson – nel novembre 1917 - dal ministro degli Esteri britannico in una lettera a Lord Rotschild, autorevole esponente del movimento sionista, nel quale si esprimeva l’auspicio che il popolo ebreo potesse costruirsi una “National home” in Palestina.Venne cosi legittimata in termini quanto meno ambigui, l’immigrazione sionista che comincio a svilupparsi nel 1920-21 nonche gli scontri tra coloni ebrei e residenti arabi.

4) I quattordici punti di Wilson (8 gennaio 1918) Proposta del presidente degli USA Woodrow Wilson, che dettava le condizioni per una pace "stabile e durevole" successiva alla vittoria delle forze degli Alleati nella prima guerra mondiale; fu resa nota in un discorso al Congresso tenuto l'8 gennaio 1918. L'idealismo che contraddistingueva il programma, base del trattato di pace che sarebbe stato negoziato un anno dopo, si scontrò subito con il complesso degli obiettivi di guerra già sanciti dagli Alleati europei in una serie di precedenti accordi segreti; per assicurarsi l'appoggio necessario all'accettazione del fondamentale ultimo punto (che auspicava la costituzione di una "associazione tra tutti gli stati", poi effettivamente sorta con la Società delle Nazioni), nel corso della Conferenza di pace di Parigi del gennaio 1919 Wilson rinunciò a perseguire molti. degli obiettivi contenuti nel documento, con la conseguenza di limitare fortemente il carattere innovativo del trattato di pace finale. In sintesi, i quattordici punti prevedevano: 1) l'abbandono della diplomazia segreta; 2) la libertà dei mari in pace e in guerra; 3) rimozione delle barriere doganali e la promozione di un sistema commerciale internazionale integrato; 4) la riduzione degli armamenti; 5) la definizione delle dispute coloniali mediando gli interessi delle potenze occupanti e quelli delle popolazioni soggette; 6) l'evacuazione dei territori russi occupati, 7) di quelli belgi 8) di quelli francesi, compresa l'Alsazia-Lorena; 9) la ridefinizione dei confini italiani con "criteri di nazionalità chiaramente identificabili"; 10) l'autonomia delle diverse popolazioni entro l'impero austro-ungarico; 11) la risistemazione dell'area balcanica che ricostituisse tra l'altro il territorio di Serbia, Montenegro e Romania, assicurando alla prima adeguati sbocchi al mare; 12) l'autodeterminazione per le popolazioni non turche entro l'impero ottomano e il controllo internazionale degli stretti dei Dardanelli; 13) la costituzione di una Polonia indipendente con accesso al mare; 14) la creazione di un'associazione di tutte le nazioni e la stipulazione di un patto per la reciproca garanzia dell'indipendenza politica e dell'integrità territoriale (SdN).

5) Trattato di Brest-Livostk (3 marzo 1918) Pace di Brest-Litovsk Pace separata firmata nella città bielorussa di Brest-Livostk il 3 marzo 1918 tra la Russia e gli Imperi Centrali (Germania, Austria-Ungheria, Turchia e Bulgaria), con la quale la Russia uscì dalla prima guerra mondiale. Per difendere la causa della rivoluzione d'ottobre il governo bolscevico presieduto da Lenin avviò negoziati di pace: di fronte al temporeggiare di Lev Trotzkij, capo della delegazione sovietica, gli Imperi Centrali decisero tuttavia di riaprire le ostilità.

Temendo la distruzione del neocostituito stato bolscevico, Lenin accettò allora le dure condizioni poste dai vincitori, rinunciando a Finlandia, Polonia, Estonia, Lettonia, Curlandia, Lituania, Ucraina e Bessarabia in favore delle potenze austriaca e tedesca, nonché ai territori di Ardahan, Kars e Batum che andarono alla Turchia. In ogni caso, le disposizioni del trattato furono annullate nel novembre 1918 in seguito alla sconfitta subita dagli Imperi Centrali e sulla base del trattato di Versailles del 28 giugno 1919.

6) La Societa’ delle Nazioni (1919) Organizzazione sovranazionale per il mantenimento, della pace e della sicurezza, con sede a Ginevra; fondata nel 1919, fu attiva dal 1920 al 1946, anno in cui venne istituita l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). Fra i compiti della Società rientravano anche la promozione della cooperazione internazionale tra gli stati membri e la soluzione deelle controversie internazionali; vi appartennero in totale 63 stati, di cui solo 31 per 1'intero periodo, di attività. Il patto Istitutivo della SdN (Covenant) Il primo progetto di un'associazione generale di stati, si deve al presidente USA Wilson WOODROW, che, nel 1918, ne tracciò il profilo inserendolo come uno dei 14 punti del programma degli Alleati per la prima guerra mondiale. Tale nucleo venne poi utilizzato per la stesura del patto istitutivo della Società e incluso nel trattato di Versailles e negli altri trattati che nel 1919 segnarono la conclusione del conflitto. Voluto per iniziativa statunitense, il trattato istitutivo non fu però mai ratificato dal Senato degli USA che rifiutava il testo dell'articolo X, con cui si prevedeva l'intervento congiunto delle potenze aderenti alla Società in, caso di aggressione a una di esse; la mancata partecipazione statunitense alla Società fu certamente una delle cause del sostanziale fallimento dell'organizzazione. La struttura della SdN L'apparato prevedeva un'Assemblea, convocata regolarmente a Ginevra in settembre, un Consiglio riunito tre volte all'anno per definire le questioni politiche, e un Segretariato; i membri del Consiglio si distinguevano in "permanenti" (Francia, Gran Bretagna, Italia; in seguito anche Germania e URSS) e "non permanenti", eletti dall'Assemblea; le delibere potevano essere prese solo all'unanimità, secondo un procedimento rigorosamente democratico ma quantomai inefficiente sul piano operativo. Oltre al Segretariato, garante della continuità amministrativa; furono create la Corte permanente di giustizia internazionale, divenuta poi Corte internazionale di giustizia, è l'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), entrambe ancora in attività.

7) Trattato di Versailles (1919) Fu negoziato alla conferenzadi pace apertasi a Parigi il 18 gennaio 1919, cui parteciparono i delegati delle 27 nazioni vincitrici e in cui ebbero un ruolo preminente i rappresentanti di USA (Wilson), UK(Loyd George) , Francia (Clemenceau) e Italia (Orlando), mentre la Repubblica di Weimar (sostituita dello sconfitto Reich tedesco) rimase esclusa dalle trattative. Il trattato stabilì i termini di pace fra la Germania e gli Alleati; La prima sezione del trattato finale conteneva anche il testo del patto costitutivo della Società delle Nazioni, prima istituzione internazionale finalizzata al mantenimento della pace, cui venne assegnata tra l'altro la responsabilità di rendere esecutivi i trattati seguiti al conflitto (trattati di Saint-Germain-en-Layé, di Neuilly-sur-Seine, del Trianon e di Sevres). Mutamenti Territoriali: La Germania riconobbe l'incondizionata sovranità, di Belgio, Polonia, Cecoslovacchia e Austria. Furono azzerati i precedenti trattati di Brest-Litovsk e di Bucarest. Dovette inoltre cedere circa il 13% del suo territorio europeo, restituendo l'Alsazia-Lorena alla Francia e affidare la Saar alla gestione di una commissione della Società delle Nazioni per quindici anni. Il Belgio ricevette i distretti di Eupen, Malmedy e Moresnet. In base all'esito di alcuni plebisciti tenutisi nel 1920 lo Schleswig settentrionale tornò alla Danimarca e quello centrale rimase alla Germania. La ricostituita Polonia ottenne ampie zone della Posnania e della Prussia occidentale. Come risultato di altri plebisciti la Prussia sudoccidentale e la regione di Marienwerder, nella Prussia occidentale, optarono per la Germania. La Slesia, che un ulteriore plebiscito avrebbe voluto tedesca, venne invece suddivisa fra Polonia e Cecoslovacchia per decisione del Consiglio della Società delle Nazioni. Il territorio di Memel fu ceduto agli Alleati, che lo concessero poi alla Lituania. Danzica (etnia tedesca) fu riconosciuta città libera sotto l'amministrazione della Società delle Nazioni, ma sotto la giurisdizione polacca per quel che riguardava dogana e relazioni internazionali. La Germania, infine, fu privata delle colonie africane e oceaniche. La nuova Repubblica d’Austria era ¼ del vecchio impero, cosi come Ungheria. LA Cecoslovacchia formava uno stato federale che comprendeva anche una minoranza tedesca (Sudeti) Gli slavi del sud formavano la Jugoslavia (Croazia, Serbia, Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro) Riconoscimento dei nuovi stati baltici (cordone sanitario): Finlandia, Lituania, Estonia, Lettonia. Disarmo e Riparazioni: Il trattato di Versailles impose alla Germania l'abolizione del servizio militare obbligatorio, la riduzione dell'esercito a 100000 uomini, la smilitarizzazione del Reno occidentale e per una fascia di 50 km di quello orientale, il divieto di produrre o commercializzare armi, un limite di 24 navi militari senza sottomarini, e 15.000 marinai, nonché la rinuncia completa all'aviazione Ritenuta responsabile dei danni inflitti alle potenze alleate, la Germania avrebbe dovuto farsi carico di gran parte delle riparazioni necessarie, contribuendo con pagamenti in moneta, natura, strumentazione, impianti e prodotti industriali; l'organizzazione del sistema dei pagamenti risultò estremamente difficoltosa, suscitando il malcontento dei Tedeschi e richiedendo la riunione di un'apposita conferenza, a Losanna nel 1932. La Francia voleva indebolire la Germania, mentre la GB voleva evitare la rovina della Germania perché temeva che la Francia divenisse troppo forte. Il trattato di Versailles non fu ratificato dal Congresso USA (che non entro nella SDN) che i1 2 luglio 1921 firmarono a Berlino un trattato separato con la Germania. L'Italia prendeva gli ingrandimenti previsti dal patto di Londra in Albania, Dalmazia e Turchia.

8) Politica della “porta aperta” Politica della porta aperta In politica internazionale, l'espressione indica quel principio secondo il quale uno stato deve garantire parità di trattamento nei confronti degli altri stati esteri nelle relazioni commerciali internazionali, permettendo, in particolare, l'importazione e l'esportazione delle merci senza frapporre ostacoli, ad esempio di carattere doganale o protezionistico. Lo spirito del principio della porta aperta è oggi espresso nello statuto dell' Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e trova applicazione grazie all'operato di enti internazionali come il Fondo monetario internazionale (FMI) o come l'Organizzazione mondiale per il commercio (WTO); a livello comunitario, è anche fra gli obiettivi primari dell'Unione Europea (UE).

9) Trattato di Sevres (1920) e Trattato di Losanna (1923) Sevres.(10 agosto 1920) clausole severissime a Impero ottomano. Rinuncia a tutti territori esterni penisola anatolica, Tracia e quasi tutte isole Egee e Smirne affidata ai Greci. Indipendenza Armenia e autonomia Kurdistan. Stretti (Bosforo Dardanelli) sotto controllo amministrazione internazionale. Losanna (24 luglio 1923). Revisione trattato Sevres dopo ascesa al potere Kemal.La Turchia recupera tutto il suo territorio,compresa Smirne (in precedenza affidata ai Greci) e il controllo degli stretti che tuttavia dovevano restare aperti, praticamente rovesciando i termini del trattato di Sevres.

10) 1’ Trattato di Rapallo (1920) Il primo trattato fu concluso il 12 novembre 1920 tra Italia e Iugoslavia per chiudere la questione di Fiume e della Dalmazia, rimasta insoluta al termine della prima guerra mondiale. Alla presenza dei delegati italiani Giovanni Giolitti e Carlo Sforza, fu firmato il trattato in base al quale l’Italia cedeva parzialmente i territori ottenuti con il patto di Londra, rinunciava alla Dalmazia, tranne Zara, e otteneva il confine con l’Istria al Monte Nevoso e ad Abbazia. Si stabiliva inoltre che Fiume (Rijeka) fosse dichiarata “città libera”. Fiume divenne in seguito oggetto di disaccordo tra Italia e Iugoslavia: il suo territorio fu diviso tra i due paesi contendenti con il trattato di Roma del 27 gennaio 1924.

11) 2’ Trattato di Rapallo (1922) Il Trattato di Rapallo del 16 aprile 1922 fu concluso tra la Germania e l'Unione Sovieticaal margine della Conferenza Internazionale Economica a Genova e fu sottoscritto dal ministro degli esteri della Repubblica di Weimar, Walther Rathenau, e dal suo omologo sovietico Georgij Vasil'jevič Čičerin.

Il trattato ebbe per conseguenza il riavvicinamento delle due nazioni che per differenti motivi si trovavano isolate sulla scena politica internazionale: la Germania sconfitta nella prima guerra mondiale e la Russia comunista.

Il trattato aveva come scopo la ripresa delle relazioni diplomatiche ed economiche tra i due stati, così come il definitivo regolamento delle questioni lasciate aperte dal conflitto mondiale da poco concluso.

Col trattato di Rapallo le due nazioni decisero di rinunciare alle rispettive riparazioni dei danni bellici, mentre la Germania rinunciò agli indennizzi per i beni espropriati e nazionalizzati in seguito alla rivoluzione russa. In questo modo furono poste le basi per una pacifica ripresa degli scambi commerciali.

Parte integrante del trattato era anche un protocollo aggiuntivo segreto relativo alla cooperazione militare tra i due paesi. Tale protocollo prevedeva la possibilità per i tedeschi di testare le proprie armi in territorio sovietico, aggirando la demilitarizzazione imposta dal trattato di Versailles.

12) Piccola Intesa (1920-21) Alleanza politica ed economica tra Cecoslovacchia, Romania e Iugoslavia (appoggiate dalla Francia) attiva dal 1920 al 1939, intesa a preservare i confini dei tre stati membri (fissati dai trattati di Versailles, Saint-Germain e Trianon alla fine della prima guerra mondiale) dalle mire revisionistiche di Austria e Ungheria La Piccola Intesa dimostrò tutta la sua inadeguatezza in occasione dell'annessione dell'Austria alla Germania (1938) e ancor più della firma del patto di Monaco nel settembre dello stesso anno, che consentì alla Germania di occupare il territorio cecoslovacco dei Sudeti, abitato da una forte minoranza di lingua tedesca.

13) Occupazione della Ruhr (1923) Nel gennaio 1923 Francia e Belgio traendo pretesto dalla mancata corresponsione di alcune riparazioni in natura. Inviarono truppe nel bacino della Ruhr. L’azione aveva lo scopo di controllare la consegna dei materiali dovuti ma anche di spegnere ogni velleita tedesca al rifiuto dei pagamenti. Il governo tedesco, in risposta, ordino la resistenza passiva vietando agli operai di estrarre i materiali dalle miniere. Francia e Belgio dovettero provvedere cosi in proprio. Nell’agosto 1923 il nuovo governo presieduto da Gustav Streseman decreto la fine della resistenza passiva al fine di uscire da un empasse insostenibile e mostrarsi come un interlocutore credibile.

14) Piano Dawes (1924) Fu elaborato nel 1924 per alleviare il peso delle riparazioni imposte alla Germania dopo la prima guerra mondiale. Un comitato internazionale, presieduto dal banchiere americano Charles Dawes, presentò un piano per ordinare l’ammontare delle riparazioni basato sul principio che la Germania avrebbe potuto far fronte ai suoi impegni solo se fosse stata messa in grado di far funzionare la sua macchina produttiva. Prevedeva quindi che l’entita delle rate da pagare fosse graduata nel tempo e che la finanza internazionale (in particolar modo USA) sovvenzionasse lo Stato tedesco con prestiti a lunga scadenza. Il piano venne duramente criticato dai nazionalisti tedeschi, che lo consideravano una sorta di vassallaggio economico. II ministro degli Esteri tedesco, Gustav Stresemann, riuscì però a farlo approvare dal Parlamento con i voti dell'opposizione socialdemocratica (1924). Secondo quanto stabilito dal piano, le truppe belghe e francesi, che avevano occupato la regione industriale tedesca della Ruhr dal 1923 per assicurarsi che le riparazioni venissero pagate si ritiravano due anni dopo. Nel 1929 il piano Dawes fu sostituito dal piano Young, che ridusse l'ammontare delle riparazioni tedesche.

15) Trattato di Locarno (1925) Serie di sette trattati volti a promuovere la sicurezza dell'Europa occidentale dopo la prima guerra mondiale e sottoscritti dai rappresentanti di Belgio, Cecoslovacchia, Francia, Germania, UK, Italia e Polonia a Locarno, in Svizzera, il 16 ottobre 1925. Il primo e più importante confermava, sotto la garanzia della Gran Bretagna e dell'Italia, l'inviolabilità dei confini tra Francia, Germania e Belgio fissati col trattato di Versailles del 1919, ribadendo l'impegno collettivo alla smilitarizzazione della Renania. Nulla pero si ribadiva per quanto riguardava i confini orientali della Germania. Analoghi trattati di garanzia delle frontiere furono sottoscritti dalla Francia con la Polonia e la Cecoslovacchia, mentre la Germania, pur non riconoscendo i propri confini orientali con tali paesi, si impegnava a non modificarli con la forza. Si trattava, in sostanza, di un sistema di sicurezza collettivo inteso a risolvere pacificamente le possibili controversie tra la Germania e i suoi vicini belgi, francesi, cechi e polacchi entro lo schema proposto dalla Società delle Nazioni, cui la Germania fu ammessa nel 1926. Inizialmente lo "spirito di Locarno" migliorò le relazioni tra Francia e Germania, ma la situazione deteriorò negli anni Trenta quando Hitler ordinò la rimilitarizzazione della Renania (1936) e snobbò il trattato di Locarno, ponendo le premesse per la seconda guerra mondiale.

16) Patto Briand-Kellogg Il Trattato di rinuncia alla guerra fu concluso a Parigi il 27 agosto 1928, ed entrò in vigore il 24 luglio 1929, si proponeva di eliminare la guerra come strumento di politica internazionale. Con la speranza di vincolare gli USA ad un rete di protezione internazionale contro possibili volontà guerrafondaie della Germania, il Ministro degli Esteri francese, Aristide Briand (che nel 1930 caldeggiò l'idea di una Europa Unita federale) propose nella primavera del 1927 un patto bilaterale di non aggressione al Segretario di Stato americano, Frank Kellog, che ne propose la conversione in un accordo generale multilaterale. Ai due nel 1929 venne conferito il premio Nobel per la pace. Infatti il segretario Kellogg voleva approfittare dell'occasione per proporre anche a Germania, Italia, Giappone, UK di sedere allo stesso tavolo, per affrontare una questione che aveva certamente una portata ben più ampia del solobinomiofranco-americano.Si giunse così alla stesura di un testo addirittura aperto all'adesione incondizionata di tutti gli altri Paesi del mondo. Tra i 63 Stati che fino al 1939 depositarono le ratifiche a Washington (tra i quali gli USA, Australia, Canada, Cecoslovacchia, Germania, UK, India, Irlanda, Italia, NZ, Sudafrica,Polonia, Belgio, Francia, Giappone) il Patto fu di incerta interpretazione e non trovò mai applicazione. In sostanza, gli Stati firmatari si riservarono infatti il diritto incondizionato a ricorrere alla legittima difesa. Mancando ogni ipotesi di sanzione a carico di quanti lo avessero violata, il patto non fu di alcuna utilità pratica nell'impedire conflitti armati’ Per il diritto internazionale, tuttavia, rappresentò un passo importante verso l'acquisizione del concetto di guerra come atto criminale compiuto da uno stato aggressore contro uno stato vittima: concetto, questo, proprio del XX secolo, contrastante con il principio che vedeva nella guerra un atto di stato legittimo, per cui l'apertura di ostilità non era evento che riguardasse i paesi neutrali.

17) Piano Young (1929) Seconda revisione dei pagamenti delle riparazioni di guerra dovute dalla Germania, elaborata a partire da un piano presentato nell'agosto del 1929 dal finanziere americano Owen D. Young. Secondo le clausole del trattato di Versailles il governo tedesco doveva indennizzare gli Alleati con 132 miliardi di marchi-oro a compensazione dei danni causati dal conflitto. Incapace di far fronte alle ingenti somme richieste, la Germania nel 1923 andò incontro a una forte svalutazione del marco, ciò che ebbe come conseguenza la necessità di rinegoziare la quantità e le modalità dei pagamenti delle riparazioni attraverso il piano Dawes del 1924 e di fissarne il pagamento in 59 anni.

Perdurando la profonda depressione economica nel paese e alla luce della crisi mondiale verificatasi nel frattempo, il piano Young intervenne a ridurre a somma dovuta dalla Germania.

18) Conferenze sul disarmo navale: Washington 1922 – Londra 1930 (disarmo navale) Nel 1922 si tenne a Washington una conferenza sul disarmo navale che rimando tuttavia le decisioni a una nuova conferenza che si tenne a Londra nel 1930 (del disarmo generale si sarebbe discusso a Ginevra nel 1932). Nella conferenza di Londra, animata da accese rivalita tra i partecipanti (soprattutto Francia e Italia) si giunse alla conclusione di definire rapporti di proporzione tra le rispettive flotte e la dimensione del naviglio militare di stazza intermedia (USA e GB ottennero il coefficiente piu alto e uguale e il Giappone un coefficiente inferiore ma superiore a Francia e Italia). Non si trattava in sintesi di un trattato sul disarmo navale ma di una regolamentazione dei rapporti di forza.

19) New deal (1933) Il new deal e’ il progetto lanciato da Roosevelt nel 1933 di intervento nella politica economica e sociale con un intervento piu energico dello stato nei processi economici e per la stretta associazione tra l obiettivo della ripresa economica e gli elemendi di riforma sociale. Primo New deal - I primi provvedimenti furono lanciati immediatamente per fronteggiare gli effetti della Grande Depressione. Lo scopo del New Deal (nuovo corso) fu il superamento della disoccupazione, il miglioramento delle condizioni di vita, con l'obiettivo ultimo di superare la crisi anche a costo di indebolire lo Stato. Si avviarono delle assunzione dei disoccupati da parte dello Stato per la costruzione di opere pubbliche (strade ponti ospedali e scuole). Fu svalutato il dollaro, per rendere più facile l'esportazione delle merci. Fu istituito un controllo sulle banche e sulle attività dei finanzieri per evitare operazioni simili a quelle che avevano portato al crollo di Wall Street. Si conoscessero, prestiti ai contadini, si garantì alla maggior parte dei lavoratori una pensione di vecchiaia. Il Secondo New Deal (1935) - La speranza che i provvedimenti del 1933 sortissero immediati effetti positivi svanì rapidamente. Nel 1935 Roosevelt promosse quindi un "secondo New Deal", incentrandolo sulle problematiche del lavoro e sulla ricerca di un rapporto privilegiato con i sindacati, in polemica con il mondo dei grandi affari sin lì mostratosi critico verso la sua azione di governo. Le nuove misure prevedevano una maggiore tassazione dei profitti più alti, regole più rigide nella produzione industriale, ma soprattutto una legislazione sindacale rivoluzionaria, a garanzia della contrattazione collettiva (National Labor Relations Act del 1935) e la determinazione del limite massimo di ore di lavoro e dei minimi salariali (Fair Labor Standards Act del 1938). Inoltre L Agricultural Adjustement Act (AAA) si proponeva di limitare la sovrapproduzione agricola con premi in denaro e il National Industrial Recovery act (NIRA) imponeva codici di comportamento alle imprese per evitare concorrenza troppo accanita.

20) Conferenza generale sul disarmo Ginevra 1932 Nel 1932, dopo una preparazione decennale, si riunì quindi a Ginevra la Conferenza mondiale sul disarmo, basata sul Piano Hoover di eliminazione progressiva delle armi offensive, in modo da lasciare una forza preponderante e dissuasiva a quelle difensive: i propositi migliori erano però in contrasto con le pretese delle grandi potenze che svuotarono la Conferenza di contenuti. La Francia subordinava la riduzione degli armamenti a un sistema di garanzie collettive affidato alla SdN. L’Italia subordinava l’accordo all impegno a ristabilire cooperazione e giustizia internazionale (apologia del revisionismo balcanico). In tale contesto Mussolini propugnava l’ipotedi di un patto a 4 (ITA-GB-FRA-GER) poi peraltro mai realizzato. La Germania chiedeva di essere liberata dai vincoli di Versailles, parita’ di diritti rispetto agli altri paesi europei (di fatto il disarmo della Francia) e in ogni caso con l’avvento al potere di Hitler, il 14.10.1933, con il pretesto di richiedere l’applicazione immediata di tali richieste, abbandono la conferenza e contestualmente la SdN.

21) Conferenza di Ottawa (1932) – Decolonialismo e Commonwealth La decolonizzazione seguì nei diversi paesi strade differenti, con processi di transizione all'indipendenza più o meno rapidi e pacifici. In linea di massima si può affermare che la Gran Bretagna, la quale aveva cominciato il processo di decolonizzazione già nel ventennio 1919-1939 col tentativo di associare i diversi dominions al Commonwealth, accordò l'indipendenza alle sue colonie con relativa facilità, favorendo il passaggio dei poteri alle forze nazionaliste locali per mezzo di trattati. Prima del Commonwealth i vari dominions erano uniti dal vincolo monarchico e dalla lealtà politica alla madrepatria britannica. Già nel 1931con lo Statuto di Wenstminster la GB concesse ai dominions il diritto di rigettare le leggi votate in GB proclamando la piena sovranità. Nel 1932 nella Conferenza di Ottawa sul regime doganale preferenziale, con la GB nasceva il Commonwealth of Nations, quale comunità di nazioni liberamente associate e accettanti uno speciale vincolo con la GB. Diverso fu il caso del sistema coloniale della Francia che, non interessata a politiche simili a quelle inglesi poiché seguente politiche di forte assimilazioni, si sfaldò invece con conflitti spesso devastanti. In generale la decolonizzazione in Asia precedette quella in Africa, la quale fu però in compenso più rapida. In Africa, tuttavia, i confini fra i nuovi stati, modellati dalle potenze europee, non rispettavano in molti casi le precedenti formazioni statuali e le tradizioni etniche dei popoli: ciò fu la causa, soprattutto nell'Africa sub- sahariana, di numerosi e sanguinosi conflitti anche futuri

22) Accordi Mussolini-Laval (1935) Nel 1935 Laval e Mussolini avevano, con gli Accordi di Roma, gettato le basi per arginare e contrastare la rinascita della potenza militare tedesca e le mire espansionistiche di Hitler: un'intesa i cui sviluppi avrebbero potuto evitare all'Europa e al mondo quell'immane catastrofe che la Germania si stava preparando a scatenare (Hitler aveva reintrodotto coscrizione obbligatoria e si preparava a rimilitarizzare Renania, nonche primo tentativo fallito di Anschluss nel 1934 – uccisione Dolfuss e 2 CA ITA nelBrennero) Per porre un freno a questa avanzata Pierre Laval intavolò trattative con Mussolini per dare all'Europa la sicurezza di un nuovo assetto politico, che isolasse Hitler e ne rintuzzasse le aggressive pretese. E pur di avere l'Italia come alleata in questa impresa, Laval le offriva, con gli Accordi di Roma, una sorta di désistement (desistenza, via libera) da parte della Francia nella conquista italiana dell'Etiopia. Nel 1935 Laval era stato anche il primo a prendere seri accordi con l'Unione Sovietica, recandosi a Mosca per firmare con Stalin un patto di mutua assistenza, inteso a creare un'alleanza che isolasse e scoraggiasse la Germania.

23) Cosa riguardavano gli accordi Gamelin-Badoglio? Gli accordi Gamelin-Badoglio del 1935, erano un appendice agli accordi Mussolini-Laval dello stesso anno tra Italia e Francia. Si trattava di una convenzione militare per la tutela del comune interesse dell’indipendenza dell’Austria da ipotesi di Anschluss che entrambe le parti si impegnavano a tutelare. Rimase in vigore fino alla vigilia della 2GM

24) Fronte di Stresa (1935) Il Fronte di Stresa fu un accordo in funzione anti-tedesca stabilito tra il ministro degli esteri francese Pierre Laval , il primo ministro britannico Ramsay MacDonald e il leader italiano Benito Mussolini a seguito dell'incontro fra i tre nell'omonima città fra il 10 e il 14 aprile 1935. Il suo scopo fu quello di riaffermare i principi degli Accordi di Locarno e di dichiarare che l'indipendenza dell'Austria "avrebbe dovuto continuare ad ispirare la loro politica comune". Le tre parti, inoltre, si dichiararono pronte a reagire ad ogni futuro tentativo da parte della Germania di modificare o violare il Trattato di Versailles.

Tuttavia, il Fronte di Stresa può essere considerato un fallimento a causa dei suoi vaghi obiettivi e dell'incapacità degli stati partecipanti di sostenerli. Per di più, durante la conferenza, non fu mai fatto un effettivo riferimento alla Germania, a causa dell'ambigua politica estera adottata dalla Gran Bretagna. La linea più dura era sostenuta da Mussolini, mentre l'Inghilterra preferì tenere un atteggiamento morbido verso Hitler, non ritenendo del tutto infondate le pretese "revisionistiche" del dittatore nazista e per non danneggiare le trattative anglo-tedesche contemporaneamente in corso. Questi tentennamenti, il doppiogiochismo inglese e la mancata volontà nel voler stabilire una linea precisa di condotta nei confronti dello stato nazista contribuirono al sostanziale fallimento del Fronte di Stresa.

25) Patto Franco-Sovietico 1935 Il patto franco-sovietico fu un trattato bilaterale stipulato fra la Francia e l'Unione Sovietica e firmato dal Primo Ministro francese Pierre Laval e l'Ambasciatore sovietico a Parigi Potemkin il 2 maggio 1935. Esso prevedeva la collaborazione fra i due Paesi in caso di un'aggressione proveniente da un Paese europeo, collaborazione che poteva spaziare dalla consultazione all'intervento militare. Esso venne rafforzato da un patto ceco-sovietico dal contenuto analogo

L'obiettivo del patto, che non specificava l'identità dell'aggressore, era essenzialmente quello di garantirsi contro un attacco da parte della Germania nazista. I francesi ottennero che le clausole fossero legate ai Patti di Locarno e alla SdNN pertanto il casus foederis doveva essere riconosciuto dal Consiglio della SdN

26) Accordo navale Anlo tedesco (1935) L'accordo navale anglo-tedesco fu un accordo bilaterale firmato fra la Gran Bretagna e la Germania nazista il 18 giugno 1935, avente ad oggetto la regolamentazione del riarmo navale tedesco. Con tale accordo, le due potenze accettavano che le rispettive marine avessero lo stesso numero di sommergibili e che il tonnellaggio della marina tedesca (Kriegsmarine) non avrebbe superato il 35% di quella britannica (Royal Navy).L'accordo venne molto criticato, in quanto il governo britannico non ne discusse l'opportunità né tantomeno i contenuti con la Francia e l'Italia, che al tempo si trovavano unite con la Gran Bretagna - seppure formalmente - nel Fronte di Stresa. Tale accordo, infatti, legalizzò la violazione tedesca delle clausole navali della parte V del Trattato di Versailles, in quanto il Governo tedesco aveva già deciso per il principio del 35:100: l'accordo del 1935, pertanto, non fece che sanzionare tale situazione di fatto. L'accordo navale del 1935, esprimendo la volontà di regolare il riarmo tedesco attraverso una politica di caute concessioni ad Hitler, prefigura la politica di appeasement portata avanti a partire dal 1937 e concretizzatasi nel benign neglect britannico in occasione dell'Anschluss (12 marzo 1938) e del seguente assenso all'annessione tedesca della regione dei Sudeti durante la Conferenza di Monaco

(29-30 settembre 1938). Essa venne meno solo a seguito della dissoluzione della Cecoslovacchia avvenuta nel marzo del 1939.

27) Appeasement Si dice appeasement la politica adottata da Inghilterra e Francia negli anni trenta, con lo scopo di placare le mire espansionistiche di Hitler e conseguentemente scongiurare l'intervento militare contro la Germania.

Era evidente che si era fortemente indirizzati verso lo scoppio di un conflitto, ma, nonostante questo la reazione inglese e francese tardava ad arrivare. In Gran Bretagna, la politica dell'appeasement aveva contagiato l'opinione pubblica inglese, favorevole a riconoscere il trattato di Versailles come ingiusto e iniquo verso la Germania, e vedeva nei suoi maggiori sostenitori nel premier Chamberlain (eletto nel 1937) che credeva di poter "ammansire" Hitler, assecondandolo sulle rivendicazioni che credeva più ragionevoli.

In Francia la paura della Germania era molto forte, ma ancora di più era quella di una nuova guerra, che avrebbe colpito un paese sostanzialmente in ginocchio a livello economico e lacerato politicamente al suo interno. Di conseguenza la Francia restò sulla difensiva seguendo una politica subalterna all'Inghilterra.

FALLIMENTO.Nel 1938, dopo la conquista dell'Austria e l'occupazione del territorio cecoslovacco dei sudeti, Hitler accetta di incontrare a Monaco di Baviera il capo di stato francese (Daladier) e quello inglese (Chamberlain) e insieme firmano il progetto d'intesa di Mussolini, che sostanzialmente coglieva quasi alla lettera le richieste tedesche.

Il patto di Monaco offre temporaneamente una via d'uscita alternativa alla guerra e rappresenta l'apice della politica dell'appeasement. Ma rappresenta anche l'incapacità di Inghilterra e Francia di reagire all'espansionismo tedesco. Incapacità che Hitler saprà sfruttare a dovere, invadendo dapprima la Boemia e la Moravia (marzo 1939 ) e poi la Polonia (1° settembre 1939) e scatenando così la seconda guerra mondiale.

28) Patto Anti-Comintern (1936) costituito dai paesi inseriti nell'orbita di influenza di Berlino o di Tokyo (come Danimarca, Finlandia, Spagna, Manciuria, Nànchino).Questi entrarono nel patto Anticomintern siglato dai governi tedesco/giapponese nel1936. Alla fine del 1944 il blocco delle potenze dell'Asse, era ridotto solo a Giappone e Germania, con Ungheria, Croazia, Slovacchia e Italiacircondate o già occupate dagli Alleati. L'Asse si sciolse formalmente con la ratifica della resa incondizionata della Germania 1'8 maggio del 1945.

29) Reazioni europee all’invasione italiana in Etiopia La conquista italiana dell’Etiopia era stata appoggiata dal “desistement” francese di cui agli accordi Mussolini- Laval del ’35. Tuttavia, il mutamento del quadro europeo e l’avvicinamento della GBR alla GER crearono problemi all’Italia..Infatti, di fronte all’alternativa se mantenere il fronte anti-tedesco (ITA-GBR-FRA) unito avvalorando la posizione dell’Italia, o smembrarlo aiutando la Germania a uscire dall’isolamento la GBR scelse quest’ultima strada. Su richiesta dell’Etiopia la SDN impose all’Italia sanzioni economiche. Infatti nel 1935 fu concluso l’accordo navale anglo-tedesco che lacerava i presupposti di intesa anti-germanica e proiettava la GBR verso le posizioni di revisionismo di Hitler ritenuto meno pericoloso del “gangster” Mussolini, come il ministro degli esteri Eden lo scrisse a Chamberlain in una lettera. Oltretutto la posizione italiana in Etiopia poteva minare la posizione coloniale britannica e in quelle decisioni, l’impero venne prima della pace.La politica di appeasament verso Hitler fu cosi mantenuta dato che il suo revisionismo fu ritenuto piu facile da controllare di quello del “gangster italiano”

30) Convenzione di Montreaux (1936) La convenzione di Montreux venne firmata nell’omonima cittadina svizzera il 20 luglio 1936 da Turchia, Francia, Grecia, Bulgaria, Giappone e Unione Sovietica. L’Italia, pur non avendo preso parte alla Conferenza preparatoria, aderì, successivamente, il 2 maggio 1938. La convenzione aveva lo scopo di regolamentare la navigazione ed il passaggio attraverso lo Stretto dei Dardanelli, il Mar di Marmara ed il Bosforo (compresi tutti sotto la denominazione di Stretti Turchi). Il principio base affermato nella Convenzione è quello di riconoscere, nel quadro della sicurezza della Turchia e degli Stati rivieraschi del Mar Nero, la completa libertà di transito delle navi mercantili di qualsiasi bandiera in tempo di pace, mentre in tempo di guerra la libertà di passaggio e navigazione per i mercantili è limitata ai Paesi non in conflitto con la Turchia, chiaramente qualora la Turchia sia uno stato belligerante. In tal caso il transito è permesso solo di giorno, e rispettando rotte obbligate. Per quanto riguarda invece le navi da guerra, è sancito l’obbligo di informare il Governo turco otto giorni prima del transito, e solo per le navi inferiori alle 15.000 tonnellate. Possono superare tale limite solo i paesi rivieraschi del Mar Nero, purché le navi passino singolarmente. Per i sottomarini è consentito il passaggio solo se di paesi rivieraschi, e solo se costruiti ed acquistati all’estero. La Convenzione non contiene alcuna disposizione che autorizzi espressamente il transito delle navi portaerei

31) Accordi di Pasqua (1938)

Gli Accordi di Pasqua, così chiamati perché vennero stipulati il 16 Aprile 1938, giorno di sabato santo, furono degli accordi fra Gran Bretagna e Italia che confermavano il Gentlement's Agreement del 1937, appianavano i contrasti nelle politiche medio-orientali dei due Paesi e garantiva la libera disponibilità al transito nel lago Tana e nel Canale di Suez.A fronte dell'impegno britannico per la promozione della causa imperiale italiana nell'ambito della Società delle Nazioni, l'Italia si impegnava a ritirare le proprie milizie impegnate in Spagna, assicurando al tempo stesso di non avere alcuna mira espansionistica in terra spagnola

32) Conferenza di Monaco (1938) Fino al 1939, Francia e GB tollerarono gli atti di forza. Le due potenze fecero molte concessioni ai nazisti pur di difendere la pace. I governi francesi e inglesi di questo periodo erano deboli per le divisioni interne. Non se la sentirono così di trascinare i loro paesi in una guerra per difendere interessi che non li riguardavano direttamente. In merito alla Cecoslovacchia per esempio, il primo ministro inglese Chamberlain dichiarò che la Gran Bretagna non avrebbe mai combattuto per un paese lontano del quale si sapeva poco. Francia e Gran Bretagna temevano più la Russia della Germania. Avevano paura che il comunismo si diffondesse proprio per questo le libertà concesse a Hitler erano considerate quasi come una valida barriera contro Stalin. Il cedimento più vergognoso si ebbe in occasione della questione dei Sudeti: per evitare il rischio di una guerra, Francia e Gran Bretagna chiesero a Mussolini di far da mediatore nei confronti di Hitler. Il 19 settembre 1938 Mussolini organizzò la Conferenza di Monaco a cui parteciparono, Mussolini, Hitler, Chamberlain e il primo ministro francese Dedalier.La Cecoslovacchia non fu neppure invitata. I suoi rappresentanti in anticamera, attesero che venisse presa una decisione. Fu così che alla Germania viene assegnata alla regione dei Sudeti in cui vivevano 3 milioni di tedeschi ma anche un milione di Cechi. A1 ritorno in patria Chamberlain e Dedalier furono festeggiati come salvatori della pace. Pochi si rendevano conto che questo cedimento non sarebbe bastato a Hitler. Tra questi Wistow Churchill, un conservatore inglese che da anni chiedeva un atteggiamento più fermo.

33) Patto d’Acciaio (1939) Patto di alleanza militare stretto il 22 maggio 1939 a Berlino tra la Germania nazista e l’Italia fascista. Firmato dai ministri degli Esteri Joachim von Ribbentrop e Galeazzo Ciano, impegnava le due potenze dell'Asse a sostenersi militarmente reciprocamente nell'eventualità di un conflitto; Fu sancita la salvaguardia dello "spazio vitale tedesco" (Lebensraum) e degli interessi vitali di entrambi i popoli. Insieme con il successivo patto di non aggressione tedesco-sovietico (23 agosto 1939) il patto d'acciaio (così denominato da Mussolini per sottolineare la solidita della sua intesa con Hitler) fu la decisiva premessa diplomatica, per l'attacco alla Polonia del l settembre 1939

34) Patto Ribbentropp-Molotov – Accordo Tedesco-sovietico (1939) Il Patto Molotov-Ribbentrop, talvolta chiamato Patto Hitler-Stalin, fu un trattato di non aggressione, stipulato tra la Germania Nazista e l'Unione Sovietica. Venne firmato a Mosca, il 23 agosto 1939, dal Ministro degli Esteri sovietico Vyacheslav Molotov e dal Ministro degli Esteri tedesco Joachim von Ribbentrop.

L'accordo definiva, tra l'altro, le sfere di influenza del Terzo Reich e dell'Unione Sovietica per le zone vicine ai confini dei due stati. La conseguenza più spettacolare di questo trattato fu con tutta probabilità la divisione del territorio polacco tra russi e tedeschi, operazione considerata come l'inizio della 2GM. Inoltre si prevedeva il disinteresse tedesco in Bessarabia. La Lituania cadeva in zona influenza tedesca, Lettonia Estonia Finlandia in quella dell’URSS. Segretezza del documento

35) Neutrality acts (1935-1939) The Neutrality Acts were a series of laws that were passed by the United States Congress in the 1930s, in response to the growing turmoil in Europe and Asia that eventually led to World War II. They were spurred by the growth in isolationism and non-interventionism in the US following its costly involvement in World War I, and sought to ensure that the US would not become entangled again in foreign conflicts.

The legacy of the Neutrality Acts in the 1930s was widely regarded as having been generally negative: they made no distinction between aggressor and victim, treating both equally as "belligerents"; and they limited the US government's ability to aid Britain against Nazi Germany, until the formal declaration of war in December 1941 rendered them irrelevant.

4 Neutrality acts totally (1935-1936-1937-1939). The end of neutrality policy came with the Lend-Lease Act of March 1941, which allowed the U.S. to sell, lend or give war materials to allied nations

36) Lend-Lease act (1941)

Lend-Lease era il nome del programma con il quale gli Stati Uniti hanno fornito a Regno Unito, Unione Sovietica, Francia, Cina e altri paesi alleati grandi quantità di materiale di guerra (altrimenti detto matériel) tra il 1941 e il 1945.Il programma prese inizio nel marzo 1941, ossia nove mesi prima dell'attacco a Pearl Harbor, e terminò poco dopo il D-Day, il 2 settembre 1945.

L'atto di nascita del Lend-Lease fu il Lend-Lease Act del 11 marzo 1941, che permise al Presidente degli Stati Uniti di "vendere, trasferire titoli a, scambiare, dare in affitto, prestare, o disporre in altra maniera, a ognuno dei governi [la cui difesa è ritenuta vitale per la difesa degli Stati Uniti stessi dal Presidente] qualsiasi articolo da difesa". L'atto fu firmato da Franklin D. Roosevelt che approvò 1 miliardo di dollari US in aiuti Lend-Lease per la Gran Bretagna a fine ottobre 1941.

37) Conferenza di Arcadia (Dicembre 1941-Gennaio 1942) Conferenza tenuta tra Roosvelt e Churchill (Dic.41-Gen.42) per discutere a fondo i problemi della politica e le scelte di strategia militare. Il risultato principale della conferenza fu la Dichiarazione delle Nazioni unite che si proponeva come una sorta di manifesto della lotta contro l’Asse e il Giappone con due impegni precisi: 1) combattere la guerra con tutte le risorse disponibili; 2) cooperare con gli altri firmatari della dichiarazione senza sottoscrivere paci o armistizi separati.

38) Carta Atlantica (1941) Il 14 agosto 1941 ad Argentia, nella baia di Placentia (Terranova) si incontrano Churchill a bordo della nuovissima corazzata Prince of Wales e Roosevelt sull’incrociatore Augusta. L’indomani a bordo della Prince of Wales, ha inizio la Conferenza Atlantica nella quale saranno enunciati i principi della CARTA ATLANTICA, che definiscono gli scopi di guerra delle democrazie ma anche costituire la base delle trattative di pace, che ritenevano prossime.La conferenza dura fino al 14 agosto. Principi: no mutamenti territoriali al di fuori delle libere determinazioni dei popoli; liberta d’accesso ai commerci; abbandono dell’uso della forza come mezzo di risoluzione delle controversie. Alla Carta Atlantica, il 24 settembre daranno la loro adesione 15 governi (alcuni dei quali in esilio): Australia, Belgio, Canada, Cecoslovacchia, Francia, Gran Bretagna, Grecia, Iugoslavia, Lussemburgo, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Sudafrica, URSS.

39) Conferenza di Casablanca (1943) La Conferenza di Casablanca, del 14 gennaio del 1943, chiamata in codice “Operazione Symbol”, fu organizzata proprio per prendere una decisione comune sulle future operazioni di guerra. Churchill e Roosevelt decisero di invadere la Sicilia in risposta alle pressioni (soprattutto URSS) per l’apertura di un “secondo fronte”. Fu enunciato anche il principio che gli alleati avrebbero accettato solo un “unconditional surrender” (definizione volutamente imprecisa.

40) Conferenza di Mosca (ottobre 1943)

Confronto tra tre ministri esteri (Molotov-Eden-Hull) per discutere cio che era appena avvenuto dopo resa Italiana. Discussione sulle commissioni di controllo. Il risultato fu l’elaborazione di una “European Advisory Commission” che avrebbe dovuto predisporre i termini di una politica comune nell’Europa liberata. Gli americani seguivano il “Grand Design” roosveltiano secondo cui l’Europa sarebbe stata costruita sulle grandi istituzioni globali (i.e. ONU)

41) Conferenza del Cairo (novembre 1943) Stalin. Churchill e Roosevelt si incontrarono dopo che i due leader occidentali ebbero discusso con Chang Kai- shek. L’intento era la legittimazione rooseveltiana secondo la quale esistevano 4 grandi potenze (con la Cina ma non la Francia). Roosevelt per avocare a se l’appoggio cinese riconobbe il primato cinese in Asia orientale.

42) Conferenza di Teheran (novembre-dicembre 1943) Conferenza tenutasi tra il 28 novembre e il 1° dicembre 1943 nella capitale dell'Iran, che vide per la prima volta insieme i leader delle potenze alleate durante la seconda guerra mondiale: il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt, il premier sovietico Stalin e il primo ministro britannico Winston Churchill. Preceduta da un incontro dei due uomini politici anglo-americani con il leader nazionalista cinese Jiang Jieshi, (Conferenza del Cairo) ebbe come oggetto la condotta da tenere nella fase finale della guerra e una prima definizione degli scenari postbelhci basati sull’ipotesi della continuazione in tempo di pace. Della collaborazione avviata tra le maggiori potenze per combattere la Germania nazista.

43) Conferenza bilaterale di Mosca (ottobre 1944) Conferenza tra Stalin e Churchill che diede l impressione del cinismo che i vincitori diedero al modo di condurre le cose. Condotta dopo sbarco in Normandia prevedeva un grezzo spartimento in zone d’influenza con l’abbozzo anche di alcune percentuali. Di fatto si trattava di una politica di compromesso riguardo la situazione dei balcani

la cui preponderanza sovietica preoccupava Londra e la tecnica delle percentuali era una semplificazione per il raggiungimento di tale politica di compromesso.

44) Accordi di Bretton-Woods (luglio 1944) La conferenza di Bretton Woods, che si tenne dal 1° al 22 luglio 1944, stabilì regole per le relazioni commerciali e finanziarie tra i principali paesi industrializzati del mondo.

Gli accordi di Bretton Woods furono il primo esempio nella storia del mondo di un ordine monetario totalmente concordato, pensato per governare i rapporti monetari fra stati nazionali indipendenti e nascevano dall’idea americana di contrastare i problemi avvenuti dopo la grande depressione con l’inasprimento dei dazi doganali.

Mentre ancora non si era spento il secondo conflitto mondiale, si preparò la ricostruzione del capitalismo globale, riunendo delegati provenienti dalle 44 nella città di Bretton Woods (New Hampshire) Gli accordi erano un sistema di regole e procedure per regolare la politica monetaria internazionale.

Le caratteristiche principali di Bretton Woods erano due; la prima, l'obbligo per ogni paese di adottare una politica monetaria tesa a stabilizzare il tasso di cambio ad un valore fisso rispetto al dollaro, che veniva così eletto a valuta principale, consentendo solo delle lievi oscillazioni delle altre valute; la seconda, il compito di equilibrare gli squilibri causati dai pagamenti internazionali, assegnato al Fondo Monetario Internazionale (o FMI).

Il piano istituì sia il FMI che la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (detta anche Banca mondiale o World Bank). Queste istituzioni sarebbero diventate operative solo quando un numero sufficiente di paesi avesse ratificato l'accordo. Ciò avvenne nel 1946.

Nel 1947 fu poi firmato il GATT (General Agreement on Tariffs and Trade - Accordo Generale sulle Tariffe ed il Commercio) che si affiancava all'FMI ed alla Banca mondiale con il compito di liberalizzare il commercio internazionale.

Fino all'inizio degli anni 70, il sistema fu efficace nel controllare i conflitti (economici) e nel realizzare gli obiettivi comuni degli stati, sempre con le stesse immutate condizioni che l'avevano generato.

A causa degli impegni sempre più esigenti, il sistema crollò definitivamente nel 1971, a seguito della decisione degli Stati Uniti di sganciare la propria valuta dall'oro.

Il 15 agosto 1971, a Camp David, il presidente statunitense Richard Nixon, annunciò la decisione di sospendere la convertibilità del dollaro in oro, perché il Tesoro americano non era più in grado di sostenere le richieste di convertibilità, esso aveva già erogato 90.000 tonnellate di oro, ma nella gestione del Fondo Monetario Internazionale erano già operativi i Diritti Speciali di Prelievo con un valore puramente convenzionale di un diritto speciale di prelievo per un dollaro.

È da notare che le istituzioni create a Bretton Woods sopravvissero alla caduta del gold standard, pur rivedendo i propri obiettivi. FMI e la Banca mondiale sono ancora oggi in attività, mentre il GATT fu sostituito nel 1995 dal WTO World Trade Organization - Organizzazione mondiale del commercio

45) Conferenza di Yalta (febbraio 1945) Vertice tenutosi durante la seconda guerra mondiale (4-11 febbraio 1945) tra il presidente USA Franklin Delano Roosevelt, il primo ministro britannico Winston Churchill e il premier dell'URSS Stalin nei pressi di Yalta, in Crimea (Ucraina). Fece seguito alla conferenza di Teheran svoltasi alla fine del 1943, e segnò il momento di maggior unità tra gli Alleati. La conferenza fu dedicata alla formulazione della strategia militare alleata per la fase conclusiva delle ostilità, e

0 0 1 Fa stabilire alcune linee guida per la definizione e il governo dell'ordine Postbellico. L’11 febbraio fu emanata la Dichiarazione di Yalta, in cui si affermava l'intenzione degli Alleati di "distruggere il militarismo e il nazismo tedeschi", garantendo che la Germania non fosse mai più in grado di turbare la pace mondiale; di "assicurare i criminali di guerra, a una giusta e rapida punizione", di "esigere adeguata riparazione per la distruzione causata dalla Germania". Nel documento si faceva anche riferimento alla decisione di dividere la Germania in quattro zone d'occupazione e di governarla per mezzo di una coalizione centrale di controllo, con sede a Berlino (anche la Francia veniva invitata ad "assumere una zona di occupazione e a partecipare alla commissione di controllo"). Si decise infine di istituire una commissione per le riparazioni di guerra, operante a Mosca.

Riguardo al ripristino dell'ordine in Europa, la dichiarazione affermava l’intenzione dei firmatari di assistere i paesi liberati o ex satelliti delle potenze dell'Asse in Europa nella formazione, attraverso libere elezioni, di governi democratici. Confermato il controllo dell'URSS sulla Polonia orientale si dichiarava che a titolo di risarcimento la Polonia dovesse ricevere "sostanziali aggiunte territoriali a nord e a ovest", ovviamente a spese della Germania, e si trattarono i confini dell’Italia con Austria e Jugoslavia. Un importante accordo raggiunto a Yalta, ma tenuto segreto prevedeva` che l’Unione Sovietica dichiarasse guerra al Giappone entro novanta giorni dalla fine delle operazioni in Europa, ricevendo in cambio, la porzione meridionale dell'isola di Sabalin, le isole Cúrili e il controllo delle linee ferroviarie in Manciuria. Il testo dell'accordo fu reso noto nel 1947 e suscitò molte critiche per le concessioni di Roosevelt all'Unione Sovietica.

46) L’ONU e la conferenza di San Francisco (aprile 1945) Durante la conferenza di San Francisco fra il 25 aprile e il 26 giugno 1945 organizzata dai nemici della Germania fu decisa la realizzazione di una Organizzazione internazionale basata sul reciproco ricoscimento della sovranità di ciascuno degli stati membri; Dopo il fallimento della Società delle Nazioni, nata all'indomani della guerra 1914-1918, ancora una volta alla fine della seconda guerra mondiale, si fece strada l'idea di costituire un organismo capace di garantire la pace e la sicurezza, capace di discutere, affrontare e risolvere le questioni a livello mondiale, data l’ormai globalità dei problemi. Nasceva quindi l’Organizzazione delle Nazioni Uite ONU, assorbendo ed espandendo prerogative e compiti e risorse che erano già state della SdN. La firma della Carta delle Nazioni Unite avvenne a San Francisco il 26 giugno 1945. Questa organizzazione ha registrato fallimenti e successi; il più cospicuo dei fallimenti è stato l'incapacità di impedire l'intervento militare sovietico in Ungheria, mentre come successo è stato l'arresto dell'aggressione in Corea. Gli stati membri si impegnano a risolvere le controversie in modo pacifico, ad astenersi dall’uso della forza, a sostenere le iniziative dell’ONU e ad agire conformemente al suo programma. I suoi scopi sono quelli di mantenere la pace e la sicurezza internazionale, sviluppare relazioni amichevoli tra le nazioni, promuovere la cooperazione economica, sociale e culturale e favorire il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

47) Conferenza di Potsdam (agosto 1945) Vertice tra i leader USA, URSS, UK tenutosi dal 17 luglio al 2 agosto 1945, subito dopo la resa incondizionata della Germania, con l'obiettivo di definire le modalità di attuazione degli impegni assunti dalle potenze alleate nel corso della conferenza di Yalta. Ne furono protagonisti Truman, Stalin, Churchill, sostituito poi da Attlee, divenuto primo ministro proprio in quei giorni. Le decisioni raggiunte al termine del lavori riguardarono essenzialmente la Germania. Fino alla creazione di un nuovo governo permanente, l'amministrazione del paese veniva, trasferita ai comandanti militari di USA, URSS, Gran Bretagna e Francia, per i problemi particolari delle ripettive zone d’occupazione e, per le questioni nazionali a un Consiglio di controllo alleato composto da rappresentanti delle potenze vincitrici. Fino al trattato di pace che ne avrebbe regolato definitivamentè la sistemazione, i territori a oriente dei fiumi Oder e Neisse (vedi Nysa) venivano posti sotto giurisdizione polacca e sovietica. Si decise inoltre che le quattro potenze occupanti, avrebbero ricevuto il pagamento dei danni di guerra dalle rispettive zone di occupazione, disponendo un indennizzo aggiuntivo a favore dell'Unione Sovietica, che aveva subito nel proprio territorio danni di gran lunga maggiori. Furono decise misure rigorose per scongiurare il pericolo che la Germania tornasse a minacciare la pace mondiale: fu imposto il disarmo, il Partito nazionalsocialista di Hitler venne posto fuori legge, e ci si impegnò ad avviare la denazificazione della classe dirigente politica ed economica tedesca, denazificazione che in effetti ebbe poi scarsa applicazione. Molto vagamente ci si indirizzò verso una ricostruzione dell'economia tedesca che evitasse le concentrazioni tipiche del precedente regime, con un processo di sviluppo armonico in cui la Germania sarebbe stata un soggetto unitario nonostante la provvisoria divisione in zone d'occupazióne. L'apparente successo della conferenza fu presto smentito dai molti contrasti sorti sull'attuazione degli impegni assunti, prime manifestazioni dell'imminente Guerra Fredda.

48) Dottrina Truman “containment” (1947) I tentativi sovietici di estendere la propria influenza in Iran e in Turchia e le posizioni di Stalin (1946) confermavano 1'inconciliabilità tra i sistemi comunista e capitalista, sciogliendo gli ultimi dubbi statunitensi circa le reali possibilità di cooperazione con gli ex alleati.

Quando nel marzo del 1946 il presidente USA Truman annuncia una sua Dottrina diimpegno americano a "difendere i popoli liberi" contro l’espansione del comunismo, il deterioramento dei rapporti USA - URSS aumentò al punto tale da far coincidere l’evento come l’inizio della guerra fredda. Enunciando nel marzo del 1947 la dottrina Truman in difesa dei diritti di libertà e autonomia dei popoli, il presidente USA inaugurò la politica di contenimento, del pericolo sovietico inviando aiuti economici e militari a nazioni (come la Grecia e la Turchia, le prime a beneficiarne) che per la loro instabilità interna erano particolarmente esposte alla propaganda comunista e alle mire espansionistiche di Mosca, confermando l’intereessamento USA alle sorti europee. Dopo la seconda guerra mondiale, i due paesi erano entrati, nella sfera d'influenza della Gran Bretagna, che tuttavia sin dal 1946 trovò crescenti difficoltà ad assicurare loro un'adeguata assistenza economica e militare. L'amministrazione Truman decise così di intervenire e, nel suo, discorso al Congresso, il presidente affermò l'intenzione degli USA di aiutare ogni popolo libero, a resistere ai tentativi di asservimento operati da minoranze interne o da potenze straniere.

49) GATT (1947) Il General Agreement on Trade and Tariffs il cui statuto fu definito nel 1947 a Ginevra da 23 paesi ma che entro in vigore solo negli anni 50 è un accordo internazionale per stabilire le basi per un sistema multilaterale di relazioni commerciali con lo scopo di favorire la liberalizzazione del commercio mondiale.Il principio sul quale è basato il GATT è quello della "nazione più favorita" (most favored nation): le condizioni applicate al paese più favorito (vale a dire quello cui vengono applicate il minor numero di restrizioni) sono applicate incondizionatamente a tutte le nazioni partecipanti

50) Piano Marshall e OECE (1947) Programma di aiuti economici agli europei elaborato dal segretario di stato statunitense Marshall e proposto, il 5 giugno 1947, con il nome di European Recover Program (Programma di ricostruzione europea). Fu varato dal governo USA per favorire la ripresa economico-finanziaria delle nazioni europee devastate dalla seconda guerra mondiale. Alla base della decisione di inviare generi alimentari, materie prime, macchinari e denaro oltreatlantico stavano molteplici ragioni: • innanzitutto un'Europa economicamente debole avrebbe gravemente danneggiato lo stesso sistema finanziario americano per la perdita di un mercato d'importanza capitale; • in secondo luogo la crisi economico-sociale dei paesi europei offriva ampie opportunità alla propaganda comunista e agli interessi dell'Unione Sovietica; • infine, si rendeva indispensabile, quale tampone contro l’espansione sovietica, la ricostruzione della Germania Occidentale, il cui inserimento nel più ampio contesto di un'Europa integrata poteva inoltre ridimensionare i timori degli altri paesi europei nei confronti del vecchio nemico.

L'Organizzazione per la Cooperazione Economica Europea(OECE) fu istituita il 16 aprile 1948 come organizzazione permanente destinata a controllare la distribuzione degli aiuti americani del Piano Marshall per la ricostruzione dell'Europa dopo la seconda guerra mondiale. La sede era al Chateau de la Muette a Parigi. Fu la prima organizzazione sovranazionale a svilupparsi in Europa nel dopoguerra. Nel 1961 fu riorganizzata e si trasformò nell' Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OECD o OCSE in Italiano).

51) Blocco di Berlino (1948) Nelle tre zone d’occupazione occidentali fu integrata nel 47 una riforma monetaria,. Di fronte a questa che i sovietici considerarono una violazione degli accordi di Potsdam, Stalin reagi con la prova di forza del blocco di Berlino. Nel giugno 48 l URSS chiuse gli accessi alla citta impedendone il rifornimento nella speranza di indurre gli occidentali ad abbandonare la zona ovest della citta.Gli americani organizzarono in risposta un gigantesco pote aereo per rifornire la citta finche nel maggio 49 i sovietici si risolsero a togliere il blocco rivelatosi inefficace.$

52) Patto di Bruxelles (1948) Il patto di Bruxelles fu uno dei primi accordi in cui venne sintetizzata l’evoluzione del sistema dei blocchi occidentale ed orientale. Dagli USA e GBR partirva un forte impulso verso la trasformazione degli ideali europeistici in funzione anticomunista (si avvicinavano gli anni del maccartismo). Il discorso di Bevin alla camera dei comuni (denncia del carattere aggressivo della politica sovietica) fece scaturire un negoziato da cui il 17 marzo 1948 il primo trattato multilaterale diretto formalmente a tutelare i 5 firmatari (GBR-FRA-BENELUX) dalla minaccia di una ripresa aggressiva della GER o da “qualunque minaccia contro la pace ovunque si fosse presentata” . E’ evidente che tale allocuzione – vista la debolezza della GER dopo 2GM era praticamente illimitata ma rivolta di fatto alla minaccia sovietica.

53) Risoluzione Vandenberg Nel 1948 il presidente USA Truman diede appoggio alle risoluzioni del Patto di Bruxelles. Tuttavia per ampliare la possibilita di accordi era necessaria negli USA un cambio nei principi di politica estera che derivavano i loro principi dalla politica di G. Washington di non sottoscrivere entangling alliances cioe alleanze vincolanti all’esterno dell’emisfero occidentale (infatti in 1 e 2 GM USA non sottoscrissero alcun accordo formale). La risoluzione Vandenberg tuttavia (in concomitanza con eventi come il blocco di Berlino) approvata dal Senato, concedeva al presidente degli USA la potesta di stipulare mediante procedimento costituzionale accordi regionali o collettivi concernenti la sicurezza degli USA. Era in altri termini il primo mattone per la creazione del Patto Atlantico e della NATO.

54) Patto Atlantico e NATO Sulla spinta della crisi del blocco di Berlino del giugno 1948 - maggio 1949, le nazioni occidentali si rendono conto che è necessario potenziare l’Unione Occidentale nata con il Patto di Bruxelles cercando di estenderlo agli USA. L’11 giugno 1948 Truman presenta la “Risoluzione Vanderberg”: questo atto è considerato importantissimo perché rappresenta una svolta fondamentale nella politica estera americana. In pratica diceva che gli Stati Uniti erano pronti ad aderire a patti difensivi regionali che contribuissero anche alla sicurezza nazionale degli stessi Stati Uniti. Il 6 luglio ebbero inizio i difficili negoziati che portarono alla firma del trattato avvenuta il 4 aprile 1949 a Washington. La questione piu importante riguardava la natura dell’impegno che i contraenti avrebbero assunto mediante l alleanza poiche da esse ne sarebbe derivata la natura delle azioni intraprese qualora si fosse verificato il casus foederis, cioe l’eventoche avrebbe provocato l’entrata in vigore delle garenzie del Patto. A tal punto l’art. 5 stabiliva la natura difensiva del trattato nello stabilire che: “Le parti convengono che un attacco armato contro una o piu di esse in Europa o nell’America settentrionale sara’ considerato quale attacco diretto contro tutte le parti e di conseguenza convengono che se tale attacco dovesse verificarsi ognuna di esse nell’esercizio del diritto di legittima difesa individuale o collettiva di cui all’art 51 della carta dell ONU assistera la parte o le parti cosi attaccate intraprendendo immediatamente in modo individuale o di concerto con le altre parti attaccate l azione che giudichera necessaria ivi compreso l impiego delle forze armate per ristabilire e mantenere la sicurezza nella zona dell Atlantico settentrionale. Il cuore politico pertanto era rappresentato da una garanzia contro l attacco di terzi. Il punto critico era rappresentato dalla mancata precisione con la quale le contromisure venivano indicate. (azione giudicata necessaria). Pertanto la reazione non sarebbe stata per forza militare e sottoposta al giudizio delle parti interessate. L’art. creava una situazione di ambiguita che sarebbe durata per tutta la guerra fredda ponendo il probolema della credibilita americana. Altro problema cruciale furono i limiti geografici del trattato (contro l’ingresso della Spagna esisteva ostracismo ONU per dittatura di Franco e Germania veniva considerata ancora troppo pericolosa). Molto spesso il Patto Atlantico viene confuso con la NATO. In effetti i due concetti tendono a sovrapporti ma non coincidono. E’ possibile infatti essere membri del Patto Atlantico ma non della NATO (Francia). Questa infatti nasceva come sviluppo tecnico del Patto Atlantico senza coincidere con esso. Essa si concreto nella creazione – con sede a Parigi – dell’Esercito atlantico integrato posto sotto il comando del Generale Eisenhower e appoggiato da una solida struttura organizzativa.

55) Posizione Francia su ingresso Italia nella NATO (1949) Se l’Italia fu invitata a sottoscrivere il trattato come membro originario dell’Alleanza (pur senza partecipare alle discussioni sul trattato) fu grazie alle insistenze francesi. La partecipazione dell’Italia avrebbe infatti caratterizzato diversamente l’Alleanza. Senza l Italia il trattato sarebbe stato essenzialmente marittimo comprendente solo stati rivieraschi e un alleanza cosi percepita avrebbe dato una posizione dominante alla GBR e privato la FRA di quel retroterra politico necessario per controbilanciare GBR. Inoltre la maggior parte dei paesi dell alleanza era allora a guida social democratica eccezion fatta per la Francia (e l’Italia). Un’ulteriore obiezione francese era che senza l’Italia e con eccezione di portogallo e Francia l’alleanza sarebbe stata essenzialmente protestante sollevando obiezioni della Santa Sede che lasciava trapelare un certo “neutralismo”.Inoltre esclusione Italia avrebbe comportato esclusione territori algerini (parte della francia per costituzione). Il governo francese pose la questione in termini ultimativi e pertanto con l accordo di Truman all inizio di marzo 1949 l’Italia fu invitata a sottoscrivere un trattato che non aveva contribuito a definire

56) Consiglio d’Europa (1949) Il Trattato di Londra fu stipulato il 5 maggio 1949 e istituì il Consiglio d'Europa, dopo le decisioni prese durante il Congresso dell'Aia (1948). È conosciuto come lo Statuto del Consiglio d'Europa. Il trattato è entrato in vigore il 3 agosto 1949. I 10 stati che lo ratificarono sono: BENELUX, Danimarca, Il trattato definisce gli scopi del Consiglio d'Europa, ne stabilisce gli organi, fissa la sede del Consiglio a Strasburgo.

Al 2006 è stato ratificato complessivamente da 46 stati europei.

Il Consiglio d'Europa è un'organizzazione internazionale il cui scopo è promuovere la democrazia, i diritti dell'uomo, l'identità culturale europea e la ricerca di soluzioni ai problemi sociali in Europa. Il Consiglio d'Europa fu fondato il 5 maggio 1949 col Trattato di Londra.

La sede istituzionale è a Strasburgo in Francia. Lo strumento principale d'azione consiste nel predisporre e favorire la stipulazione di accordi o convenzioni internazionali tra gli Stati membri e, spesso, anche fra Stati terzi. Le iniziative del Consiglio d'Europa non sono vincolanti e vanno ratificate dagli Stati membri.

Il Consiglio d'Europa non va confuso con il Consiglio europeo, con il Consiglio dell'Unione europea o con la Commissione europea, che sono tutti organismi dell'Unione europea. Finalità: • Tutela dei diritti dell'uomo, della democrazia parlamentare e garanzia del primato del diritto • Sviluppo dell'identità europea, basata su valori condivisi, che trascendono le diversità culturali • Conclusione di accordi europei per armonizzare le pratiche sociali e giuridiche degli Stati membri

57) CECA – Paino Schuman (1951)

Progetto di unificazione europea, elaborato nel 1950 dal ministro degli Esteri francese Robert Schuman. L'idea di Schuman era di porre, a titolo sperimentale, un settore dell'economia degli stati europei sotto il controllo sovranazionale. Incoraggiato da Jean Monnet, il direttore del commissariato francese per la pianificazione, ora considerato l'artefice dell'Unione Europea Schuman suggerì ai paesi europei di subordinare le proprie industrie del carbone e dell'acciaio a un'autorita comune sovranazionale; così facendo, egli sperava di dimostrare í vantaggi pratici insiti nell'integrazione economica e nel libero movimento di capitali, lavoro e beni all'interno di tali industrie. Il risultato fu la creazione nel 1951 della Comunità europea del carbone e delll'acciaio (CECA), formata da Italia, Francia, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi e Germania Federale, con un'Alta Autorità, composta da nove membri che rendeva conto annualmente annualmente ad una Assemblea comune di 78 membri. Le misure della CECA nei primi anni Cinquanta riuscirono a stimolare in modo molto efficace il commercio fra i paesi membri e ad avviare la ripresa economica in Europa; questo successo convinse i partecipanti, in un incontro dei ministri degli Esteri della CECA a Messina nel giugno 1955, che l'integrazione economica poteva essere estesa ad altri settori, al fine di creare un mercato comune generalizzato. II piano Schuman del 1950 fu dunque il primo passo concreto verso la formazione della CEE, costituita col trattato di Roma (1957).

58) CED – Piano Pleven (e cause fallimento) (1950) La CED(Comunità europea di difesa ) fu un progetto di collaborazione militare tra gli stati europei alternativo alla NATO proposto e sostenuto dalla Francia e precisamente dal primo ministro René Pleven con la collaborazione dell'Italia di Alcide De Gasperi nei primi anni '50. Il progetto fallì per l'opposizione politica della Francia, dovuta a un suo ripensamento successivo.

Le origini della CED - Le prime idee per la costruzione di un esercito europeo risalgono al 1950. La reazione degli Stati Uniti manifestò un palese disinteresse verso una politica militare di questo genere, che poteva portare l'Europa lontano dalla NATO e quindi fuori dal controllo della Casa Bianca. Lo scoppio, di lì a breve, della guerra di Corea, cambierà la situazione di partenza: la possibilità che quella guerra fosse solo una manovra preliminare all'invasione sovietica dell'Europa riporta alla ribalta il problema della Germania. Era infatti assodato che la difesa dell'Europa non poteva essere condotta con ragionevoli possibilità di successo senza la partecipazione di un esercito tedesco. Il Consiglio europeo, da Strasburgo, votò una mozione a favore della costituzione di un esercito europeo. La NATO, nello stesso periodo, spostò la linea da difendere fino all'Elba, rendendo così indispensabile la partecipazione della Germania all'eventuale conflitto. La Francia, che al riarmo della Germania, proprio in sede atlantica, si era opposta in modo oltremodo netto e secco per bocca del ministro Robert Schuman, si trovò ad aver bisogno di una sua proposta da portare avanti onde evitare l'isolamento diplomatico. Per raggiungere questo fine venne ideato da Jean Monnet (e poi presentato da René Pleven, primo ministro, e quindi detto piano Pleven) un esercito europeo, da comporsi di 6 divisioni, sotto il comando della NATO e gestito da un ministro della Difesa europeo, con annesse istituzioni (sostanzialmente ricalcanti quelle della CECA). Questo piano doveva avere la funzione di non ostacolare la formazione di un esercito europeo e nel contempo di evitare un riarmo tedesco che i Francesi non avrebbero accettato: tutte le nazioni partecipanti avrebbero “devoluto” una divisione all'esercito europeo, mantenendo un esercito nazionale, salvo la Germania, che avrebbe dovuto armare solo la divisione dell'esercito integrato. Il piano andava incontro alle stesse volontà dell'opinione pubblica tedesca Il patto venne

firmato il 27 maggio 1952 e i vincitori restituirono alla Germania la piena sovranità nazionale. Nel frattempo veniva approvata la CECA

Il fallimento della CED - Rapidamente venne redatto dall'Assemblea allargata della CECA lo statuto della CPE, Comunità politica europea, vero e proprio embrione di una costituzione federale. Ma la CPE non verrà mai istituita: i governi impegnati nella faccenda non potranno farlo, in quanto vincolati all'accettazione, da parte dei rispettivi parlamenti, del trattato sulla CED. Francia e Italia non approveranno tale trattato, l'Italia rimanderà la presentazione al parlamento fino alla decisione francese, che fu negativa: l'Assemblea Nazionale francese rigettava il trattato (mediante un espediente procedurale) il 30 agosto 1954.

Tra le cause della mancata approvazione vi è sicuramente la morte di Stalin, che attenua il conflitto fra URSS e occidente capitalista; l'impossibilità, per i nazionalisti interni, di accettare il riarmo tedesco

59) UEO (1954)

Dopo il fallimento del Piano Pleven sulla CED e dopo un rapido negoziato fra il settembre e l ottobre 1954 venne messo a punto il trattato che istituiva l’Unione Europea Occidentale (UEO). L’UEO sarebbe stato l’ambito organizzativo entro il quale collocare l’esercito europeo con la partecipazione tedesca. Sarebbe stato governato non da un commissario indipendente ma da un Consiglio formato dai rappresentanti dei governi. Approvato nell’ottobre del 54 fu ratificato da tutti i membri entro maggio del 55. Da allora l’UEO sarebbe vissuta come un “esercito fantasma” fino agli inizi degli anni novanta.

60) COMINFORM (1947-1965) La reazione staliniana al piano Marshall si concretizza con una vera e propria «sovietizzazione» dell'Europa Orientale, tramite la creazione del piano economico Comecon (1949) e del Kominform, nuovo sistema di raccordo di tutti i partiti comunisti del mondo. Il Cominform (Ufficio di informazione dei partiti comunisti) è l'organismo politico fondato in Polonia nell'ottobre 1947 dai partiti comunisti di Cecoslovacchia, Bulgaria, Jugoslavia, Ungheria, Romania Polonia, Francia, Italia e URSS. In realtà fu uno strumento nelle mani di Stalin per esercitare uno stretto controllo sui partiti comunisti satelliti, soprattutto quello Jugoslavo, che dava segnali di autonomia da Mosca e che infatti fu espulso dall'organizzazione già nel 1948, dopo l'adesione della Jugoslavia al piano Marshall. Dopo la rottura di Tito (1948), la sede del Cominform fu trasferita da Belgrado a Bucarest; La tensione cresce sino a quando scoppia la guerra di Corea (1948), guerra ufficialmente non combattuta direttamente da USA e URSS, in prima linea, ma che comunque fa presagire il peggio, cioè lo scontro diretto vero e proprio, prima o poi. Le potenze europee, soprattutto GB e F, si illudono di poter giocare ancora un ruolo di primo piano nello scacchiere internazionale. Gli americani risponderanno (1949) militarizzando il neo blocco occidentale con la creazione del Patto Atlantico e della NATO. L'organismo fu sciolto nell'aprile del 1956 da Nikita Kruscev, nell'ambito del processo di destalinizzazione da lui avviato.

61) COMECON (1949) Il Comecon fu fondato nel 1949 da Unione Sovietica, Bulgaria, Cecoslovacchia, Polonia, Romania e Ungheria. Il desiderio di Josif Stalin di rinforzare la dominazione sovietica sugli stati minori dell'Europa centrale e di indebolire alcuni stati che avevano espresso l'interesse per il Piano Marshall furono i fattori primari nella formazione del Comecon.

Il Consiglio per la Mutua Assistenza Economica (COMECON, 1949-1991) fu un'organizzazione economica degli stati comunisti, una sorta di corrispondente nel blocco orientale della Comunità Economica Europea, anche se meno liberale. La controparte militare del Comecon era il Patto di Varsavia.

Il Comecon funzionò per quarant'anni come cornice per la cooperazione tra le economie pianificate dell'Unione Sovietica, degli alleati nell'Europa centrale e orientale e, in seguito, degli alleati dell'URSS nel Terzo Mondo. Con gli anni, il sistema crebbe sia per gli obiettivi che si poneva sia per l'esperienza che aveva alle spalle: l'organizzazione insituì una serie di complesse e sofisticate istituzioni, che rappresentarono il progresso nelle sue possibilità di affermarsi.

62) Patto di Varsavia (1954)

Il Patto di Varsavia o Trattato di Varsavia fu un'alleanza militare tra i paesi del Blocco Sovietico intesa a organizzarsi contro l'avversaria Alleanza Atlantica NATO, fondata nel 1949.

In questo ambito venne convocata a Mosca il 29 nov. 54 una conferenza alla quale parteciparono URSS, Albania, Bulgaria, Cecoslovacchia, Polonia, RDT e Ungheria. Venne deciso che qualora gli accordi di Parigi sull UEO fossero stati ratificati sarebbero state adottate contromisure necessarie. Il 6 maggio 55 all indomani del processo

di ratifica le parti si tornarono a Moscaper stipulare un trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza noto come Patto di Varsavia perche la sede degli organi aveva la sede nella capitale polacca.

L’art. 4 indicava il casus foederis stabilendo che l attacco a uno dei paesi membri avrebbe portato all’immediata assistenza, anche militare, da parte degli altri con una dizione che rendeva l’impegno vincolante e automatico a differenza dell’impegno condizionato insito nell’art. 5 del Patto Atlantico. A differenza della NATO non esisteva inoltre una separazione tra accordo politico e accordo militare.

Il patto giunse a termine il 31 marzo 1991 e fu ufficialmente sciolto durante un incontro tenutosi a Praga il 1° luglio successivo.

63) Dotrina Eisenhower – Dulles - Roll-back – Massive retaliation (1953) Nel 1952 Truman rinuncio alla candidatura alle elezioni che videro la vittoria di Eisenhower nel 53 (pochi giorni dopo moriva Stalin). Ike nomino J.F. Dulles Segretario di Stato. Dulles era famoso per la sua critica alla timidezza della “dottrina Truman” del “containement” e propugnava una politica di ardimento, un azione dinamica che portasse al “roll back” cioe alla ritirata sovietica anche a costo di giungere sull’orlo del conflitto. Cio significo l’adozione del principio dell’agonizing reappraisal e a un New look della politica militare degli USA che adotto la dottrina della Massive retaliation, cioe rappresaglia massiccia, in seguito adottata anche dalla NATO, cioe alla capacita di prevenire l’aggressione mediante risposta immediata e massiccia contro ogni minaccia avversaria. Tale propaganda di tipo elettorale non fu pero mai portata a compmento compiutamente. Dal momento che una rappresaglia massiccia presupponeva una risposta massiccia si ristabiliva un equilibrio di condizioni che annullava le premesse della massive retaliation (anche tenuto conto dell’impossibile applicazione pratica della first strike capability)

64) Conferenza di Ginevra (1954) La conferenza dei ministri degli esteri delle 4 grandi potenze fu riunita a Ginevra dal 25.1.54 L’obiettivo era di discutere la situazione europea. Poi i lavori vennero dinviati per discutere la situazione del Vietnam e un trattato di pace per la Corea alla presenza di rappresentanti di tali paesi piu un rappresentante cinese (problema diplomatico visto che la Cina non era un paese riconosciuto). Nulla venne concluso sulla questione coreana ma un accordo venne trovato riguardo Laos, Cambogia e Vietnam. Gli accordi riconobbero l’indipendenza del Laos e della Cambogia e la divisione provvisoria del Vietnam in due zone di occupazione demarcate dal 17’ parallelo (a nord i Viet Minh, a sud permanenza del controllo francese). Per i francesi è una grossa vittoria perché già sconfitti sul campo di battaglia in teoria avrebbero dovuto ritirarsi punto e basta. Per i vietminh era una sconfitta perché comunque una parte del paese, il sud, per il momento era fuori del loro controllo. I francesi sarebbero rimasti, con una forza limitatissima, nel Vietnam del Sud fino alle elezioni e alla riuncazione.

65) Conferenza di Ginevra (1955) La conferenza si inquadra nel processo della distensione che portava a escludere i conflitto come punto d’arrivo inevitabile dell’esistenza dei blocchi. La conferenza fu tenuta il 18-23 luglio 1955 e fu discussa la situazione austriaca (gia approcciata nella precedente conferenza). Il 15 maggio 1955 fu firmato il “trattato di stato” grazie al quale l’Austria recuperava la completa indipendenza con la sola restrizione di inserire nella costituzione una clausola di permanente neutralita. Altri temi discussi furono: 1) riunificazione Germania 2) sicurezza europea 3) disarmo 4) relazioni est-ovest Domino tuttavia la diffidenza reciproca perche se e pur vero che il clima della distensione aveva permesso l’incontro l’espansione della politica di potenza e l’allargamento delle zone d’influenza avevano il sopravvento sui principi distensivi.

66) Trattati di Roma: CEE – MEC – EURATOM (1957) Per Trattati di Roma si intendono due trattati firmati a Roma il 25 marzo 1957: Trattato che istituisce la Comunità economica europea e il Trattato che istituisce Comunità Europea dell'Energia Atomica, insieme al Trattato che istituisce Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio, firmato a Parigi il 18 aprile del 1951. Si tratta insomma dei trattati che rappresentano il momento costitutivo delle Comunità Europee. Dopo il fallimento della Comunità Europea di Difesa i ministri europei continuarono a lavorare al progetto di integrazione europea; in particolare, le proposte relative ad un'unione doganale ed alla produzione di energia atomica, elaborate durante la Conferenza di Messina del giugno 1955 diedero nuovo impulso al progetto e prepararono i lavori che portarono alla firma dei Trattati di Roma.

Monnet prevedeva l’integrazione europea per settori economici (anche in funzione del successo gia avuto dalla CECA).

Difatti i due trattati, firmati a Roma il 25 marzo 1957, istituirono e disciplinarono, rispettivamente, la:

• Comunità Economica Europea (CEE) e la • Comunità Europea dell'Energia Atomica (CEEA o Euratom)

ed entrarono in vigore il 1 gennaio 1958.

I trattati furono sottoscritti dai rappresentanti dei sei paesi fondatori: Belgio, Olanda, Lussemburgo, Francia Olanda, RFT

I Trattati di Roma prevedevano, tra l'altro, l'istituzione dell'Assemblea parlamentare europea, composta da 142 deputati nominati dai parlamenti dei sei paesi membri della Comunità. La sessione costitutiva di questo organo, avente a quel tempo solo funzioni consultive, si tenne a Strasburgo il 19 marzo 1958, sotto la presidenza di Robert Schuman. Soltanto nel 1962, l'Assemblea avrebbe assunto il nome di Parlamento europeo e, solo nel 1979, si sarebbero svolte le prime votazioni a suffragio universale diretto per l'elezione dei suoi membri.

CEE- La Comunità Economica Europea, la più importante delle comunità europee nasce il 1 gennaio 1958 con il nome di Comunità Economica Europea con l'entrata in vigore dei Trattati di Roma firmati da sei paesi il 25 marzo dell'anno precedente. La parola economica fu rimossa dal nome dal Trattato di Maastricht del 1992 che fece della Comunità Europea il "Primo pilastro" dell'azione dell'Unione Europea. La CEE aveva nei suoi obiettivi l'unione economica dei suoi membri, fino a portare ad un'eventuale unione politica. Lavorò per il libero movimento dei beni, dei servizi, dei lavoratori e dei capitali, per l'abolizione dei cartelli e per lo sviluppo di politiche congiunte e reciproche nel campo del lavoro dello stato sociale, dell'agricoltura, dei trasporti, del commercio estero.

Nel 1956 il Regno unito propose che il Mercato Europeo Comune (MEC) fosse esteso in una più ampia area di libero scambio europea. Nel novembre 1958 però la Francia mise il veto sulla creazione della nuova area, così il Regno unito insieme alla Svezia si fecero promotori dell'Associazione europea di libero scambio (EFTA), concretizzatosi nel 1960, insieme ad altri paesi non membri CEE (Austria, Danimarca, Norvegia, Portogallo, Svezia, Svizzera e Regno Unito).

Dal 1973 con l'ingresso di Regno Unito, Irlanda e Danimarca nella CEE, EFTA e CEE negoziarono una serie di accordi per assicurare uniformità nelle politiche economiche delle due organizzazioni, sfociata infine nell'accordo per lo Spazio economico europeo (SEE). Dal 1995 solo 4 membri che non sono entrati nell'UE rimangono nell'organizzazione.

MEC - Il Mercato Europeo Comune (MEC) è precursore del'Unione Europea.Creato a Roma il 25 marzo 1957.

Previsto dai Trattati di Roma - ha conosciuto un periodo transitorio di dodici anni, conclusosi il 31 dicembre 1969. Il mercato comune europeo è l'area dei paesi della comunità europea su cui si realizza la libera circolazione di merci, servizi, persone e capitali

Il mercato comune basato su quattro libertà fondamentali: libera circolazione delle persone, dei servizi, delle merci e dei capitali, che avrebbe dovuto realizzarsi in un periodo di dodici anni, in tre fasi successive (articolo 8).

EURATOM - Il trattato Euratom fu, inizialmente, elaborato per coordinare i programmi di ricerca dei Paesi aderenti al fine di promuovere un uso pacifico dell'energia nucleare. Esso mira alla condivisione delle conoscenze, delle infrastrutture e del finanziamento dell'energia nucleare.

Questo trattato non ha mai subito modifiche ed è attualmente in vigore. Solo il trattato costituzionale dell'UE prevede alcune modifiche, di natura finanziaria e istituzionale, da apportare al trattato Euratom nel "protocollo che modifica il trattato Euratom" allegato alla Costituzione.

67) Accordi di Evian (1962) Con l’avvento al potere di de Gaulle, la decolonizzazione francese giunse a compimento. In particolare per quanto riguarda l’Algeria egli instauro dal 1960 negoziati col Front de Liberation, che si conclusero il 18 marzo 1962 con la stipula degli Accordi di Evian che creavano la repubblica algerina indipendente con la riserva di alcuni privilegi per la Francia. Segnarono un momento di grande tensione interna.In Algeria vivevano infatti circa 1 milione di francesi.

68) Conferenza di Bandung (dei paesi non allineati) (18-24 aprile 1955) Dopo il 56 e la crisi di Suez il processo di colonizzazione acquisto un ritmo vertiginoso. Promossa da Nehru, Tito, Nasser e Sukarno con l appoggio della Cina aveva mostrato l intreccio tra decolonizzazione e schieramenti bipolari allorche aveva indicato ai 29 paesi partecipanti e a tutti gli altri non allineati i principi della condanna del neutralismo e la condanna del colonialismo.

69) Coesistenza competitiva (1956-1978) Subito dopo la fine della guerra fredda (propriamente detta) intorno al 1956 inizio nelle relazioni USA-URSS una seconda fase caratterizzata da una prima impronta di distensione. Tale fase fu detta della “coesistenza

competitiva”. Questa che si rifletteva essenzialmente nei campi industriale, scientifico, delle applicazioni nucleari e di quelle spaziali e missilistiche trovava un’ulteriore momento di sublimazione nella fase di decolonizzazione, il cui processo ampliava il palcoscenico dei soggetti internazionali e modificava gli equilibri numerici dell’ONU. Esso poneva ai paesi di recente indipendenza il problema dello sviluppo economico. Il tema venne assorbito dal confronto bipolare. Americani e sovietici fecero a gara, per qualche anno, nel fornire aiuti inviare tecnici, nel proporre modelli di sviluppo. La coesistenza competitiva, apparve pertanto il risultato della relativa stabilizzazione dell’assetto europeo e della consapevolezza che l’influenza sui nuovi stati fosse un pilastro della potenza mondiale.

70) Accordi di Sevres (21-24 ottobre 1956) Accordo segreto stipulato tra il 21 e il 24 ottobre 1956 a Sevres tra Israele GBR e FRA in base alla quale Israele avrebbe attaccato l’Egitto e forze d intervento rapido anglo-francesi sarebbero state paracadutate a Suez con il pretesto di garantire, rispetto ai pericoli della guerra, la libera navigazione verso il canale. Tali accordi portarono poi alla crisi di Suez del 56.

71) Crisi di Suez (1956) Con l’ascesa al potere di Nasser, l’Egitto manifesto l intenzione di assumere il ruolo di guida nei paesi arabi. Ottenne lo sgombero delle truppe inglesi dalla zona del canale di Suez e stipulo accordi accordi economici e militari con l’URSS. Nel 56 gli USA bloccarono il finanziamento della Diga di Assuan (se l’Egitto non avesse rifiutato aiuti analoghi provenienti da altri paesi: l URSS). Per reazione Nasser nazionalizzo la Compagnia del canale di Suez dove inglesi e francesi avevano forti interessi . SI apri una crisi internazionale di vasta portata. Nell’ottobre del 56, d’intesa con i governi di Londra e Parigi, Israele attacco l’Egitto e lo sconfisse penetrando in profondita nella penisola del Sinai mentre truppe francesi e inglesi occupavano il canale. A far fallire questo tentativo fu l’atteggiamento delle superpotenze. USA e URSS condannarono l’impresa (primo caso di accordo tra le due superpotenze);l’URSS invio un ultimatum. Prive dell’appoggio americano FRA e GBR dovettero cedere e Israele ritiro le truppe dal Sinai, mentre le truppe franco-inglesi ritiravano le truppe dal canale

72) Dottrina Hallstein La dottrina Hallstein fu una dottrina che influenzò la politica estera tedesca fino agli anni '60 e prese il nome dal giurista Walter Hallstein, che fu sottosegretario del ministero degli esteri tedesco dal 1951 al 1958.

Secondo la dottrina Hallstein qualunque relazione diplomatica intrattenuta da un paese terzo con la Repubblica Democratica Tedesca, in virtù della cosiddetta rappresentanza unica del popolo tedesco da parte della Repubblica Federale Tedesca, era da considerarsi un atto ostile e avrebbe portato all'immediata interruzione delle relazioni diplomatiche.

Fin dall'inizio le relazioni con l'Unione Sovietica rappresentarono un'eccezione. La controparte nella DDR della dottrina Hallstein era la dottrina Ulbricht.

La conseguenza fu l'impossibilità di avere relazioni diplomatiche con entrambi i paesi.

Il ciclo della dottrina Hallstein si chiuse con l applicazione della Ostpolitik di Willy Brandt

73) Test Ban Treaty (1963) Dopo la chiusura della crisi di Cuba furono riaperte le discussioni tra le due potenze bipolari e furono portati a compimento i tanto a lungo attesi Test Ban Treaty, trattato per la sospensione di esperimenti nucleari nell’atmosfera, sottoscritto tra USA, URSS e GBR, non dalla Francia ne dalla Cina, con il quale i tre paesi si impegnavano a sospendere senza limiti di tempo esperimenti nucleari nell’atmosfera. Il primo di una lunga serie di trattati in tema di armamento.

74) Accordo de Gaulle – Adenauer (1963) La gestione americana del conflitto di Cuba (nella quale con parole di de Gaulle, gli USA avevano informato, ma non consultato gli alleati sulle azioni compiute), la special relationship con la GBR (concretizzatasi nell’invito a formare la Forza Multilaterale in contrapposizione alla Force de Frappe Francese, quindi vista come un tentativo di assorbire la GBR nella CEE e paralizzarne le funzioni) , portarono all’avvicinamento della Francia gollista alle posizioni della Germania di Adenauer e alla stipula di un accordo De Gaulle-Adenauer del 22 gennaio 1963 che poi risulto nella decisione di De Gaulle di ritirare la Francia dalla NATO (non dal Patto Atlantico) nel 1966.

75) OSTPOLITIK (dal 1970) Con il termine Ostpolitik si definisce la politica di normalizzazione dei rapporti con la Repubblica Democratica Tedesca (DDR) e con gli altri paesi del blocco orientale perseguita da parte di Willy Brandt, cancelliere della Repubblica Federale Tedesca, a partire dall’inizio degli anni 70 e per la quale Brandt ottenne il Premio Nobel per la Pace nel 1971

La Ostpolitik si poneva in contrasto con la politica perseguita fino a quel momento dai governi tedeschi, a partire dal governo di Konrad Adenauer, sintetizzata nella cosiddetta dottrina Hallstein.

Il primo a teorizzare una "trasformazione tramite l’avvicinamento" fu Egon Bahr, uno dei consiglieri più vicini a Willy Brandt. In concreto, a partire dalla fine degli anni ’60 ebbero luogo una serie di incontri fra Brandt ed i leader dei paesi dell’est che, inizialmente, ebbero il merito di "riaprire" le comunicazioni fra i paesi e portarono in seguito alla stipulazione di alcuni trattati.

Il primo fu il trattato di Mosca firmato il 7 agosto 1970 con il quale la Repubblica Federale Tedesca riconosceva il confine della linea Oder-Neisse e rinunciava a rivendicazioni territoriali, l’Unione Sovietica per contro si impegnava ad aprire le trattative per la ricerca di una soluzione per la situazione di Berlino.

Il successivo fu il trattato di Varsavia del 7 dicembre 1970 nel quale la repubblica Federale Tedesca riconosceva i confini mentre la Polonia si impegnava a permettere l’emigrazione di alcuni gruppi di tedeschi che si trovavano ancora sul suo territorio.

Il clima di progressiva distensione dei rapporti permise l’inizio delle lunghe trattative che portarono alla firma del cosiddetto accordo delle quattro potenze (Viermächteabkommen über Berlin) firmato il 3 settembre del 1971 fra Francia, Regno Unito, Stati Uniti e Unione Sovietica nel quale furono stabilite, in modo più chiaro, le responsabilità delle forze di occupazione della città di Berlino ed una serie di provvedimenti per il miglioramento delle condizioni di vita e di mobilità delle persone all’interno, nonché gli accessi alla città.

Il passo successivo fu il cosiddetto accordo sui transiti (Transitabkommen) del 17 dicembre 1971 nel quale la Repubblica Democratica Tedesca riconosceva, per la prima volta, il diritto ai propri cittadini di visitare i parenti nella Repubblica Federale in caso di grave emergenza familiare.

In seguito a quest’accordo, i due paesi riconobbero la necessità di giungere ad una regolamentazione più approfondita dei reciproci rapporti. Dopo mesi di trattative si giunse il 21 dicembre 1972 alla firma del cosiddetto accordo di base (Grundlagenvertrag) nel quale i due paesi si impegnavano a garantire la reciproca integrità territoriale e riconoscevano la rispettiva sovranità sulla base di eguali diritti e rapporti di buon vicinato. La ratifica di questo trattato dette luogo ad un aspro dibattito politico (culminato con un appello da parte della CSU alla Corte Costituzionale), il partito d’opposizione tedesco (CDU/CSU) considerava questo trattato la fine definitiva di qualsiasi speranza di riunificazione della Germania. In seguito alla ratifica del trattato sia la Repubblica Federale Tedesca sia la Repubblica Democratica Tedesca furono ammesse all’ONU (1973).

L’ultimo paese con il quale venne raggiunto un accordo fu la Cecoslovacchia con la firma del trattato di Praga, 11 dicembre 1973.

76) Trattato di collaborazione tedesco-sovietico (7 agosto 1970) Inserito nel contesto della Ostpolitik di Willi Brandt fu firmato il 7 agosto 1970 e prevedeva un trattato di collaborazione e non aggressione basato sul riconoscimento delle frontiere in europa lungo il confine Oder-Neisse e la rinuncia a rivendicazioni territoriali. L’URSS si impegnava alla ricerca di una soluzione per Berlino.

77) Dottrina Breznev La dottrina Brežnev (nota anche come dottrina della sovranità limitata) fu una linea di politica estera sovietica introdotta da Leonid Brežnev in un discorso tenuto davanti al quinto congresso del Partito Operaio Unificato Polacco, il 13 novembre 1968.

In questa dottrina, era implicito che la leadership dell'Unione Sovietica si riservava il diritto di definire cosa fossero "socialismo" e "capitalismo". Ciò significò in pratica che a nessuna nazione era consentito lasciare il Patto di Varsavia o disturbare il monopolio del potere da parte del partito comunista della nazione stessa e del Blocco orientale. La Dottrina Brežnev venne usata per giustificare l'invasione della Cecoslovacchia che pose fine alla Primavera di Praga nel 1968 e l'invasione dell'Afghanistan (non appartenente al Patto di Varsavia) nel 1979.

78) Grande distensione (1968-1974)

Per grande distensione si intende il mutato clima nel dialogo tra le superpotenze in virtu del quale le superpotenze legittimavano (sia pur con metodi diversi) la loro supremazia in cambio della tacita delega, loro concessa, di assicurare la pace nel mondo evitando di esasperare i conflitti, su un presupposto di eguaglianza, inesistente sul piano politico, ma verosimile su quello militare. Il tema dominante della grande distensione sono i

grandi accordi che tra il 1968 e il 1974 si ebbero su temi politici e di riduzione degli armamenti. Il conflitto tra le due potenze aveva ancora una volta cambiato natura (dalla Guerra Fredda alla Coesistenza Competitiva). Seppur nel prosieguo della competizione per la politica di potenza, era il trionfo della diplomazia come strumento per dominare la vita internazionale. Bisogna inoltre, per capire il fenomeno, tenere presente il clima nel quale gli accordi vennero stipulati e la serie di protocolli firmati da Breznev e Nixon che preludevano alla norma suprema della “coesistenza pacifica”

79) Trattato di non proliferazione (1968) Il trattato di non proliferazione, nel clima della grande distensione, venne firmato il 1 luglio 1968 sotto l egida dell ONU la cui Assemblea Generale aveva approvato a larga maggioranza il testo. La precondizione del trattato era ovviamente il Test Ban Treaty del 63.

Il Trattato di non proliferazione nucleare (TNP) è un trattato internazionale sulle armi nucleari che si basa su tre principi: disarmo, non proliferazione e uso pacifico del nucleare. Esso prevedeva che gli stati in possesso di armi nucleari si impegnassero a non trasferire armi atomiche a chi non ne possedeva a prevedeva la rinuncia di quegli stati che aderivano al trattato a possedere armamenti nucleari.

Il trattato fu sottoscritto da USA, Regno Unito e Unione Sovietica il 1° luglio 1968 ed entrò in vigore il 5 marzo 1970. Gli USA rinunciavano pertanto al riarmo atomico della Germania in cambio della condanna dell URSS all riarmo atomico cinese. Successivamente il trattato fu firmato da 150 paesi, Cina compresa.

80) Trattati SALT (1972 – 1979) Il trattato SALT 1 (1972) SALT I(Strategic Armaments Limitations Talks), progetto proposto nel 1967 dall'allora Presidente degli Stati Uniti Lyndon Johnson all'Urss per la limitazione degli armamenti strategici. Nel 1971 gli esperti dei due paesi convennero sul fatto che gli armamenti strategici erano i missili intercontinentali a lunga gittata (Icbm) e i missili antimissile (Abm), e previdero non tanto una limitazione quanto il congelamento del numero dei missili posseduti dalle due potenze.

Il 26 maggio 1972 ebbe luogo la firma del trattato Salt I che prevedeva in definitiva il congelamento del numero dei missili posseduti dalle due potenze. Per quanto riguarda gli Icbm gli Usa congelavano il loro arsenale a 1054 vettori, l'Urss a 1618; il numero di missili in dotazione ai sottomarini veniva fissato in 656 per gli Usa e in 740 per l'Urss; quello per i bombardieri strategici in 455 per gli Usa e in 140 per l'Urss. Per ciò che riguardava gli Abm l'accordo consentiva che le due parti disponessero ciascuna di due sistemi antimissile, uno a protezione delle rispettive capitali, l'altro a protezione della base giudicata più importante. La disparita sugli ICBM a favore degli usa era solo apparente perche gli USA disponevano dei missili MIRV (missili a testata multipla capaci di lanciare fino a 10 testate)

Il Trattato SALT II (1979) SALT II è la sigla utilizzata per la seconda serie di Strategic Arms Limitation Talks Le trattative ben presto si arenarono e solo dopo gli incontri tra Brežnev e Nixon a Mosca, nel luglio 1974 e tra Breznev e Ford a Vladivostok (novembre 1974) per riprendere poi a Ginevra nel gennaio 1975. L'accordo per la limitazione della costruzione di armi strategiche fu raggiunto a Vienna il 18 giugno 1979, e firmato da Leonid Breznev e l'allora Presidente Jimmy Carter. Essi prevedevano che le due potenze potevano possedere non piu di 2.400 vettori indipendentemente dalla loro natura (testata multipla o singola, missili sottomarini, o bombardieri strategici).

Con l'intervento sovietico in Afghanistan, alla vigilia del Natale 1979, si ebbero dure reazioni su scala Mondiale, soprattutto da parte americana. Il 3 gennaio 1980, Carter propose al senato di posporre indefinitamente la ratifica del trattato SALT II. Poi egli assunse una serie di misure restrittive, fra le quali, la sospensione delle previste vendite di grano, culminate poi nell'annuncio che gli atleti americani non avrebbero preso parte alle XXII Olimpiadi, indette a Mosca per l'estate 1980. Con l'accrescersi della tensioni all'inizio degli anni Ottanta le grandi potenze si accusarono vicendevolmente di tradire gli accordi presi, ma ciò non impedì che le trattative per la riduzione delle armi stategiche, seppure con continue interruzioni, riprendessero fino a giungere agli accordi START (START I e START II).

81) Risoluzione 242 (1967) La risoluzione 242 fu votata il 22 novembre 1967 dal Consiglio di sicurezza dell'ONU dopo la guerra dei sei giorni. Essa metteva in subordine il ritiro israeliano dai territori occupati per stabilire nella regione una pace "giusta e duratura".

82) Dottrina Nixon (1973)

Nixon partiva dal principio che gli USA non dovevano essere i poliziotti del mondo, ma dovevano seguire una politica Low profile.

La dottrina Nixon è la strategia di politica estera, in particolare riguardante la posizione degli Stati uniti nel conflitto vietnamita, elaborata dal neo presidente Richard Nixon (eletto alla Casa Bianca nel 1968) e dal suo consigliere Henry Kissinger.

La dottrina prevedeva il progressivo disimpegno delle forze armate statunitensi dal conflitto vietnamita, che nel pieno dell'escalation consisteva di 500.000 uomini, a favore di un maggior impegno di forze sudvietnamite. Per questo motivo si parla a proposito della dottrina Nixon di "Vietnamizzazione" del conflitto.

Il negoziato di pace venne effettivamente concluso nel marzo del 1973, anche se la guerra continuò fra le forze vietnamite e si concluse solo il 30 aprile 1975 con l'occupazione di Saigon (capitale del Vietnam del Sud) da parte delle forze comuniste Viet Cong.

La scelta del disimpegno intrapresa da Nixon fu dovuta sicuramente alla crescente pressione dell'opinione pubblica e ai movimenti pacifisti che demonizzarono l'intervento americano in Vietnam, anche se inizialmente la stessa opinione pubblica si era mostrata favorevole. La situazione era però sfuggita di mano agli USA dopo l'"escalation" intrapresa dal presidente Johnson, che fece cadere le forze militari americane nella "trappola" della guerriglia Viet Cong (finanziata dall’URSS).

83) Trattato pace Egitto Israele (26 marzo 1979) In seguito alla guerra dello Yom Kippur del 1973. Nel settembre 78 Carter ospito a Camp David sia Sadat che Begin, impegnandoli a un accordo siglato il 26 marzo 1979 in virtu del quale le terre egiziane occupate dagli israeliani sarebbero state gradualmente liberate e la collaborazione tra i due paesi si sarebbe presentata come modello di convivenza tra mondo arabo e Israele.Israele restituiva la penisola del Sinai all’Egitto. La firma degli accordi furono probabilmente la causa dell’assassinio di Sadat (81)

84) Conferenza Helsinki CSCE e “Atto finale” (1972-1975) La nuova situazione politica creata dalla Primavera di Praga e l’ostilita anti-sovietica, l’OSTPOLITIK di Willi Brandt furono le condizioni e la premessa, nel clima della grande distensione per riprendere in considerazione le proposte formulate dal patto di Varsavia in una conferenza , chiamata Conference on Security and Cooperation in Europe (CSCE) che inizio ad Helsinki nel novembre 72 e termino il primo agosto 1975 e si conclusero con la firma di un documento denominato “Atto finale”. L’atto fu sottoscritto da 33 paesi europei (anche la Citta’ del Vaticano) ed era diviso in “4 cesti” tra cui i piu importanti erano il primo ed il terzo. Il primo cesto riguardava il mutuo riconoscimento di tutti gli stati europei e l’impegno a non modificare con la forza l’assetto esistente (con l’adozione di misure preventire per rinsaldare la fiducia reciproca) Il secondo cesto riguardava la cooperazione economica scientifica e ambientale Il terzo cesto, apparentemente il meno impegnativo, riguardava la cooperazione in campo culturale e umanitario e il tema dei “diritti umani” con una serie di affermazione che esprimevano la concezione occidentale dei rapporti umani e contrastavano coi principi del socialismo reale (I sovietici probabilmente perche gli europei ne fecero condizione vincolante per la sottoscrizione dei trattati e perche essi sapevano che l’applicazione non poteva venire controllata) Il quarto cesto prevedeva una nuova conferenza da tenere a Belgrado nel 1977

85) Linkage Principio adottato durante la presidenza Reagan che prevedeva il collegamento tra le iniziative sovietiche e le risposte americane, riprendendola, aggiornata, la dottrina Truman sul containment.

86) Negoziati Start I e II Gli accordi START (Strategic Arms Reduction Treaty) sono degli accordi internazionali tesi a limitare o a diminuire gli arsenali di armi di distruzione di massa, come le armi nucleari, sapendo che il numero molto alto di tali armamenti pone un serio pericolo di distruzione completa del pianeta. Il trattato fu firmato tra gli Stati Uniti e l' URSS, e proibiva ai suoi firmatari di produrre più di 6000 testate nucleari e massimo 1600 ICBM, missili balistici lanciati da sottomarino e bombardieri. Lo START è stato il più vasto e il più complesso trattato di controllo sulle armi atomiche, e, con la sua revisione finale nel tardo 2001, ha comportato l'eliminazione dell'80% delle armi nucleari in circolazione.

Per la prima volta si parlava di riduzione e non di limitazione.L’iniziativa era legata all’opzione zero lanciata da Reagan.

Il trattato START I è stato siglato il 31 luglio 1991 tra Stati Uniti e Unione Sovietica su proposta dell'allora presidente statunitense George H.W. Bush. Venne poi ribattezzato START I quando fu varato il secondo accordo, START II.

Il trattato prevedeva limiti al numero di armi e mezzi di cui ogni fazione poteva dotarsi. Essendo collassata l' Unione Sovietica cinque mesi dopo la sua stipula, il trattato rimane oggi in vigore con le nazioni di Russia, Bielorussia, Kazakhstan e Ucraina. Questi ultimi tre paesi hanno da allora azzerato completamente il loro potenziale offensivo nucleare.

Il trattato START II è stato siglato nel gennaio 1993 tra il presidente statunitense George H. W. Bush e quello russo Boris Eltsin. Con esso è stato bandito l'uso dei MIRV (Multiple independently-targetable reentry vehicle , sistemi di trasporto e lancio multiplo di testate).

Ratificato dapprima nel gennaio 1996 dal senato degli Stati Uniti, il trattato è rimasto in sospeso per alcuni anni alla duma russa, la ratifica fu posposta varie volte in segno di protesta contro gli interventi militari statunitensi in Iraq e in Kosovo, nonché contro l'espansione nell'Europa orientale della NATO.

87) Opzione Zero L’opzione zero si inquadra nel momento della distensione e della riduzione degli armamenti. Poco prima dell inizio dei negoziati START , l’opzione fu lanciata da Reagan e prevedeva la rinuncia americana al dispiegamento degli euromissili in cambio dello smantellamento dei missili di teatro sovietici. Era il ritorno alla “risposta flessibile”. Tale opzione fu contestata in europa perche annullava l impegno americano a tener conto del punto di vista europeo nella vicende strategiche mondiali.Il recepimento di tale principio avvenne nel 1987 quando fu firmato a Mosca l’accordo Reagan-Gorbacev che per la prima volta prevedeva la riduzione di un tipo di armamento (smantellamento di tutti i missili di teatro di gettata 500-5.500 Km).

88) SME (1979) Il Sistema Monetario Europeo era un progetto stabilito nel 1979 in cui la maggior parte delle nazioni della Comunità Economica Europea vincolavano le loro monete onde prevenire troppo ampie fluttuazioni reciproche.

Dopo il collasso del Sistema di Bretton Woods nel 1971, i Paesi della CEE si accordarono nel 1972 per mantenere stabili i tassi di cambio attraverso operazioni, dando vita al cosiddetto «serpente monetario». Nel marzo del 1979, questo sistema fu rimpiazzato dal Sistema Monetario Europeo.

Gli elementi basilari erano:

• L'ECU: Un paniere di monete, che fluttuavano entro il 2.25% (6% per la lira, a causa dell'elevato tasso di inflazione) attorno alla parità nei tassi di cambio bilaterali con altri paesi membri.

• Un meccanismo di tasso di cambio. 89) Atto unico Europeo (1985)

Nel giugno 1985 per effetto della politica di Jacques Delors, abile uomo politico e negoziatore, divenuto presidente della Commissione Europea, ebbe inizio il processo di revisione delle istituzioni europee. Il negoziato terminato nel dicembre dello stesso anno, porto alla firma di un Atto unico Europeo che ampliava le materie sulle quali il consiglio poteva deliberare a maggioranza (in revisione del compromesso del Lussemburgo del 66) e affermava la necessita di avviare in modo istituzionale una cooperazione politica cioe una procedura speciale grazie alla quale la Commissione avrebbe potuto esprimere essa stessa la posizione delle CEE rispetto ai problemi internazionali. Fu modificato nel 1989 insieme al processo di riforma della CEE con la proposta di totale e irreversibile convertibilità delle monete stabilire tassi di cambio irrevocabilmente fissi verso l’esterno in vista della nascita di una unione europea e monetaria.

90) SDI (1991) La Strategic Defense Initiative (SDI), (in italiano: Iniziativa di Difesa Strategica) comunemente nota come Scudo spaziale (in Italia) venne proposto dal presidente degli Stati Uniti d'America Ronald Reagan il 23 marzo del 1983[1]per utilizzare sistemi d'arma basati al suolo e nello spazio per proteggere gli Stati Uniti da attacchi di missili balistici con testate nucleari. L'iniziativa si focalizzava sulla difesa strategica piuttosto che sulla dottrina strategica previamente accettata della Mutual Assured Destruction (MAD). Anche se non è mai stata sviluppata né dispiegata se non in una minima parte (fatta di prototipi o semplici dimostratori tecnologici), la ricerca e le tecnologie dello SDI hanno spianato la via ad alcuni dei sistemi di ABM di oggi. L'Organizzazione della Strategic Defense Initiative (SDI) venne istituita nel 1984 nell'ambito del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per

occuparsi della SDI. Era una implicita violazione degli accordi SALT I che prevedevano due sistemi antimissile complessivi ABM

91) Trattato di Maastricht (7 febbraio 1992) Il Trattato di Maastricht (noto anche come Trattato sull'Unione Europea concluso la notte tra il 10-11 dicembre 1991 venne firmato il 7 febbraio 1992 a Maastricht dai 12 paesi membri dell'allora Comunità Europea, oggi Unione Europea ed è entrato in vigore il 1° novembre 1993.

Nel dicembre 1989 il Consiglio dei Ministri Europeo riunito a Roma completò il lavoro preparatorio di due conferenze, una sull’unione economica e una sull’unione politica dei paesi della CEE.

Parti fondamentali del trattato Nascita dell'unione monetaria Dopo la creazione dell'Istituto monetario europeo (IME), entro il 1º gennaio 1999 sarebbe nata da esso la Banca Centrale Europea (BCE) e il Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC) che avrebbe coordinato la politica monetaria unica. Venivano distinte due ulteriori tappe: nella prima le moneta nazionali sarebbero continuate a circolare pur se legate irrevocabilmente a tassi fissi con il futuro Euro; nella seconda le monete nazionali sarebbero state sostituite dalla moneta unica. Per passare alla fase finale ciascun Paese avrebbe dovuto rispettare cinque parametri di convergenza:

• Rapporto tra deficit pubblico e PIL non superiore al 3%. • Rapporto tra debito pubblico e PIL non superiore al 60%. • Tasso d'inflazione non superiore dell'1,5% rispetto a quello dei tre Paesi più virtuosi. • Tasso d'interesse a lungo termine non superiore al 2% del tasso medio degli stessi tre Paesi. • Permanenza negli ultimi 2 anni nello SME senza fluttuazioni della moneta nazionale.

Nuove competenze comunitarie e principio di sussidiarietà

Diverse competenze comunitarie venivano ampliate, come la politica di coesione economica e sociale che si arricchiva di un fondo ad hoc per finanziare progetti di sviluppo economico nelle regioni più arretrare; nel campo della legislazione sociale veniva adottata la regola della maggioranza qualificata nel processo decisionale, salvo per le questioni più spinose. Stessa cosa nell'ambito della ricerca, sviluppo e ambiente. Veniva riconosciuta come politica comunitaria anche la protezione dei consumatori e lo sviluppo delle reti transeuropee (trasporti, comunicazioni, energia). L'innovazione principale è però la definizione del principio di sussidiarietà. Tale concetto viene recepito nell'art. 3B e sostiene che, nei settori che non sono di sua esclusiva competenza, l'Unione interviene solo laddove l'azione dei singoli Stati non sia sufficiente al raggiungimento dell'obiettivo. Restava tuttavia confusione riguardo le materie a competenza concorrente che non erano state elencate con chiarezza.

PESC e cooperazione negli affari interni e giudiziari [modifica] Nel campo della politica estera, i risultati erano chiaramente inferiori alle aspettative. Le decisioni all'unanimità permanevano, anche se teoricamente diluite attraverso un complesso meccanismo per cui in determinati argomenti si poteva decidere a maggioranza qualificata, ma solo previa decisione unanime in tal senso. Veniva stabilito un legame organico tra UEO e Unione europea nell'ambito della sicurezza comune e della difesa. L'art. 11 afferma gli obiettivi della PESC: sviluppo delle democrazia e dei diritti dell'uomo attraverso un ampliamento dello spazio in cui ciò avviene. In campo giudiziario e di affari interni venivano realizzate importanti innovazioni:

• Nuove procedura riguardo l'accesso di cittadini di Stati terzi nell'Unione e maggiore cooperazione doganale verso l'esterno.

• Creazione dell'Europol (Ufficio europeo di polizia). • Rafforzamento della lotta contro terrorismo, traffico di droga, grande criminalità. Insieme all'UEM, l'innovazione più importante di Maastricht era l'introduzione della Cittadinanza dell'Unione europea: è cittadino dell'Unione chiunque possieda la cittadinanza di uno Stato membro. Veniva rafforzato il diritto di stabilimento, circolazione e soggiorno nel territorio dell'Unione e riconosciute diverse novità

• Diritto di elettorato attivo e passivo alle elezioni municipali del comune di residenza e a quelle del Parlamento europeo dello Stato di residenza.

• Diritto alla protezione consolare attraverso cui un cittadino europeo può chiedere assistenza all'estero alle autorità diplomatiche di un qualsiasi Paese dell'UE in assenza di istituzioni di rappresentanza del proprio.

• Diritto di presentare una petizione al Parlamento Europeo su temi di competenza comunitari che coinvolgano direttamente gli interessi del cittadino. /./ Istituzione di un mediatore comunitario incaricato di tutelare persone fisiche e giuridiche in caso di cattiva amministrazione delle istituzioni comunitarie.

93)Slavofilia e Occidentalismo Pietro viene ricordato come l’occidentalizzatore della Russia, che mutò equilibri consolidati, e diede inizio alla ‘rincorsa’ del suo Paese alle grandi potenze europee. Dopo il suo Regno, l’ascesa della Russia a Grande Potenza fu inarrestabile, ma portò con sé una divisione di pensiero tra coloro che volevano una crescita della nazione coerente con le tradizioni russe, e chi invece guardava alle società occidentali come modelli da imitare. Queste due anime si trasformarono in ideologie coerenti durante l’Ottocento, quella occidentalista e quella slavofila: se i primi esaltavano la figura di Pietro il Grande, i secondi la deprecavano in quanto aveva a loro avviso interrotto e corrotto lo sviluppo “naturale” della nazione russa. Ancora oggi queste due anime sono ben visibili, ma la loro conflittualità sembra mitigata dalla figura carismatica ed unificante di Vladimir Putin, da molti considerato il ‘nuovo zar’ del popolo russo. Slavofilia-Movimento intellettuale russo del XIX secolo nato dal dibattito sulle idee filtrate dall'Europa occidentale. Nella Russia di Nicola I (1825-1854) concentrò l' intelligencjia attorno al problema del destino politico e sociale del paese. Gli slavofili dettero vita a una corrente filosofica, politica e letteraria tesa al recupero dei valori della Russia patriarcale, contadina e cristiana, avversa all'autocrazia consolidatasi sulla scia delle riforme occidentalizzanti volute da Pietro il Grande. Intellettuali come Kiréevskij, Chomjakov e i fratelli Aksakov inserirono il mondo contadino russo in una visione religiosa e romantica, opposta a quella illuminista, statalista e liberale degli ufficiali nobili protagonisti del moto decabrista (1825). Questa Russia ideale fu esaltata quale contraltare dell'occidente individualistico, urbanizzato e scettico. Gli slavofili elaborarono un'interpretazione originale della storia russa identificando nelle comunità contadine (obscina, mir) una forma peculiare di socialismo e nel popolo "russo" la forza capace di rigenerare la civiltà. Il contrasto ideologico con gli esponenti dell'occidentalismo (zapadniki), a lungo discusso, viene considerato un approccio divergente al problema comune dell'opposizione al regime zarista. La cultura slavofila e stata usata e strumentalizzata dal regime degli zar e ha avuto poi forme sue proprie nel panslavismo e pan russismo. Occidentalismo - Corrente del pensiero slavo, e più in particolare di quello russo del sec. XIX, tendente a riformare in senso “occidentale” gli istituti politici, religiosi e culturali del mondo slavo. Come aspirazione all'efficienza, alla razionalità, alla tolleranza . Occidentalisti furono Cadaevv (lettera di un pazzo).n

92) In che modo l'URSS negli '90 è passata al sistema di nazionalismo? 93) Cosa riguardava la direttiva ONU del 1947 in merito alla Palestina (speciale) 94) Che cosa è il sionismo? 95) la Germania ha aderito al C.glio Europeo fin dalle sue origini? Si; No; No, ma lo fece successivamente. 96) Chi successe a Peres alla guida di Israle?Risposte: Rabin, Netanyahu, Barak, Sharon. 97) Quando e’ stato votato il programma Biltmore? 98) Quali spettanze al Giappone dopo 1 guerra mondiale? 99) A chi si avvicinò la Francia dopo il fallimento delle politiche della conferenza di Ginevra? 100) Cosa garanti Mussolini a Hitler dopo l’adesione al patto AntiKomintern. 101) Quando Stalin si disse pronto all’apertura del II fronte? 102) Quando nacque il movimento sionista? 103) Cosa prevedeva la deregulation in USA? 104) Polonia e Cecoslovacchia trattato di alleanza e mutua assistenza; 105) Chi faceva parte della SDN prima della 2^ Guerra; 106) Quale era il numero della risoluzione dell'ONU per la divisione della Palestina. 107) Richiesta di GB per ingresso nella CEE 108) Neghev e sua assegnazione da decisione ONU 109) Negoziati OSLO I 110) Legge Cash and Carry 111) Patto Germania - Polonia 112) Cosa prevedeva il Programma Bltmore. 113) Cosa annuncio Truman a Stalin nella conferenza di Postdam. 114) Che regione ottenne la Polonia dai cechi. 115) Patto dei 4 116) SDI (scudo difesa) 117) Chi aderì al “chilometro 101” e in quale conflitto 118) Risoluzione ONU 47 nr 181 119) Russia e URSS su America Latina 120) Differenze tra 1ª e 2ª Intifada 121) Connessione tra Repubblica e Unione Sovietica. 122) la palestinizzazione del conflitto arabo-israeliano; 123) glasnost e perestroika;

perfetti!!
Riassunto breve ed efficace
@thjesht.jessy1: Non lasciare 100 commenti, non è una chat. Non so perché tu non riesca a scaricarlo, probabilmente non hai punti download.
per l'esame posso studiare solo questi??..sono fatti bene!!
1-5 di 12
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 25 totali
Scarica il documento