Storia delle relazioni internazionali. I. Dalla pace di Versailles alla conferenza di Potsdam 1919-1945 - da pagina 1 a pagina 330, Schemi riassuntivi di Storia Delle Relazioni Internazionali. Università degli Studi di Milano
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Storia delle relazioni internazionali. I. Dalla pace di Versailles alla conferenza di Potsdam 1919-1945 - da pagina 1 a pagina 330, Schemi riassuntivi di Storia Delle Relazioni Internazionali. Università degli Studi di Milano

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Riassunto di appunti e manuale (volume 1) di Ennio di Nolfo, da pagina 1 a pagina 329, specificamente per il primo parziale di Storia delle relazioni internazionali tenuto dalla prof. D. Vignati presso la facoltà di SIE ...
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STORIA DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI

• È una costola del diritto, spiega l’evoluzione dei trattati e come ci si arriva (motivi e fattori) + chi sono i soggetti e qual è il contesto --> costanti storiche, condizionamenti “del momento”, in/coerenza tra strumenti e obiettivi. L’arco cronologico è 1648 (Pace di Westfalia: nasce lo Stato moderno) – oggi. Si parte da Versailles perché muta lo scenario internazionale e cambia il modo di concepire guerra e diplomazia: non sono più una cosa sola. Le fonti prevedono i trattati scritti, negoziati e firmati dai governi, ma ratificati dai parlamenti --> si tratta di atti pubblici e facilmente reperibili (anche se ci sono eccezioni, es. Patto Molotov-Ribbentrop e Shell Agreement tra Usa e Ita negli anni ’50); dichiarazioni ufficiali, non molto oggettive; fonti memorialistiche, più frequenti nei Paesi anglosassoni: sguardo dietro le quinte, ricostruzione da una prospettiva personale --> l’analisi deve essere critica; documenti diplomatici che narrano la genesi delle decisioni e fanno vedere come fosse percepito il problema --> sono pubblici dopo iniziativa inglese del 1814 = i Libri di colore per obbligare la trasparenza tra governo e parlamento/opinione pubblica. Erano scritti da Commissioni create ad hoc dal governo per tale compito, la loro pubblicazione era isolata e non c’erano scadenze previste, ciò dava spazio a una manipolazione politica attraverso la selezione e la giustificazione dei fatti. Si è passati alle raccolte di documenti diplomatici, pubblicate continuativamente e da Commissioni indipendenti dal governo (in Ita ci sono fino agli anni ’50; quelle tedesche sono anche in inglese data l’occupazione americana, infatti inseriscono il Molotov-Ribbentrop nel 1948, rendendolo pubblico per ragioni politiche ovvie)

• Tratti caratteristici della prima guerra mondiale: estensione geografica, provenienza di reparti da oltreoceano, coinvolge anche i civili e sconvolge il quotidiano, durata, interventismo statale, mutamento sociale (es. le donne lavorano in fabbrica), è una guerra oltre le linee nemiche = le armi sono anche politiche (es. istigazione di rivolte in Stati nemici – UK favorì la nascita di uno Stato islamico per fomentare il nazionalismo contro l’impero ottomano; logica Us vs. You + propaganda per unire contro un Nemico comune – Wilson combatteva in nome di principi). Primo grande scontro all’interno della società industrializzata, frutto dei calcoli di una ristretta classe dirigente => evoluzione della politica come dominio aperto al controllo democratico, o perlomeno suscettibile ad un controllo; consenso pubblico indispensabile => esaltazione di valori contrastanti per indirizzare il voto. Questione dell’economia di guerra, riconversione non sempre negativa in termini strategici. Appesantimento della pressione fiscale che costrinse il ricorso al mercato (finanziario) internazionale. Timore del contagio comunista: i vincitori volevano fronteggiare il leninismo ma senza avere un progetto comune. Modifica della carta geopolitica: 4 Imperi erano scomparsi o in ginocchio, la Ger e l’Urss rimanevano comunque piuttosto coese a livello di territorio.

• Il presidente Wilson pubblica i suoi 14 punti nel gennaio 1918. Proposito: creare un nuovo sistema internazionale basato sul rifiuto delle conquiste territoriali ottenute in modo aggressivo e della diplomazia segreta. Art. 2: Assemblea, Consiglio e Segretariato permanente. Art. 5: autodeterminazione dei popoli. Art. 9: rideterminazione dei confini basata sul principio di nazionalità. Libertà di mercato (diminuzione barriere doganali) e di navigazione. Riduzione degli armamenti compatibilmente alle sicurezze nazionali. Mantenimento della pace affidato a misure preventive, intervento politico del Consiglio o adozione di sanzioni. Revisione di trattati inattuali o inapplicabili. Istituzione del mandato per i Paesi coloniali in vista dell’indipendenza. Nascita della SdN = tentativo di istituzionalizzare i conflitti internazionali per facilitare una risoluzione pacifica.

Creazione di grosse aspettative, poi disattese --> le rivalità europee si riproposero in maniera esasperata fino all’autodistruzione, furono i cambiamenti esterni al continente a determinare la situazione.

• Il Trattato di Versailles è negoziato da Fra – Clemenceau, Uk – Lloyd George e Usa – Wilson alla conferenza di Parigi a partire dal 18 gennaio 1919 fino alla sottoscrizione il 28 giugno (wilsonismo, internazionalismo, universalismo vs. realismo europeo). Si ripresentavano i punti di attrito permanente dati dalla diversa crescita/crisi delle grandi e medie potenze + le tensioni balcaniche, i nazionalismi mitteleuropei, il caso italiano, la Russia minacciosa e panslavista. Tutte le potenze europee non sono più in grado di risolvere da sole i propri problemi. Wilson vuole che siano inseriti i 14 punti. Lloyd George era entrato in guerra per salvaguardare l’impero britannico dall’espansionismo tedesco in Africa e per affermare la supremazia della sua marina militare, dopo il ’18 la Germania è in ginocchio e tutto tranne che pericolosa --> l’interesse diventa limitare la Fra per equilibrare la balance of power, perciò mantiene una posizione moderatissima, tenendo anche conto che una ripresa tedesca della produzione sarebbe un bene per il loro mercato. Nel frattempo la rivoluzione spartachista del 1919 fomenta il pericolo bolscevico, si cominciano a temere i comunisti tedeschi (R. Luxemburg). Il primo ministro inglese rimane però intransigente per quanto riguarda il pagamento delle riparazioni, seguendo la linea promessa in propaganda. Clemenceau ritratta il piano Richelieu: non vuole una Germania smembrata, sebbene desideri una Renania Stato autonomo legato economicamente e militarmente alla Francia --> proposta rifiutata.

• La Renania-Palatinato viene smilitarizzata e occupata da truppe dei Paesi vincitori per un massimo di 15 anni. Il bacino della Saar è amministrato dalla Francia, che possiede anche le miniere in essa situate, per un massimo di 15 anni, poi sottoposta a plebiscito (unirsi a Fra o Ger). Il territorio di Memel al confine tra Germania e Lituania, affacciato sul Baltico, viene assegnato alla Polonia, come pure il corridoio di Danzica affacciato sul Mar Baltico. La Polonia annette anche la Slesia, che aveva deciso l’appartenenza alla Germania attraverso un plebiscito, e viene appoggiata dalla Fra che in tale occasione si oppone all’Inghilterra. [La Polonia è appoggiata dalla Francia anche nella guerra polacco-sovietica del 1920-1, vinta da Piłsudski alleato con l’ucraino Petliura; il trattato di pace attesta il confine polacco alla Linea Curzon, che comprende ampi territori abitati da Ucraini e Bielorussi e dà all’Urss gran parte dell’Ucraina]. Viene posto il divieto di Anschluss. Le colonie tedesche in Africa vengono spartite tra Fra, UK, Belgio, Giappone, Australia e Nuova Zelanda. Il Giappone antibolscevico acquisisce anche il cinese Shandong.

• Clausole militari: esercito tedesco ridotto a 100.000 uomini, divieto di coscrizione obbligatoria e produzione di materiale bellico, flotta ridotta quasi a 0 mentre il rimanente è spartito (infatti molte navi si autoaffondano), divieto di possedere un’aviazione.

• Clausole economiche: la Germania è costretta al liberismo. Le riparazione le vengono imposte dalla Gran Bretagna. La Francia presenta il piano Monnet, che vuole creare una collaborazione (militare) ed economica a livello europeo per arginare la Germania --> proposta rifiutata, ritenuta troppo poco liberista. La pace lasciava intatto tutto il potenziale produttivo tedesco, oltretutto senza l’onere di dover amministrare le colonie.

Art. 231 voluto da John Foster Dulles: la Germania è colpevole di essere RESPONSABILE di aver causato la guerra. Il senso è giuridico, non etico-morale, ma il popolo tedesco fraintende. La potenzialità produttiva tedesca rimane comunque intatta e il fatto di non avere più il fardello coloniale per alcuni è addirittura una liberazione, ottenuta prima degli altri. Il trattato rimane comunque un Diktat, imposto con un ultimatum.

• La Fra è come sempre insoddisfatta. A quello di Versailles vengono aggiunti due trattati di garanzia come compensazione: UK e Usa si impegnano a intervenire a favore della Francia in caso di attacco tedesco, ma UK e Usa sono legati a loro volta da un’ulteriore clausola di garanzia: se uno dei due Paesi si ritira, lo deve fare anche l’altro (in novembre non arriva la ratifica americana!). Viene creato un cordone sanitario = cintura di Stati cuscinetto vicini alla Russia, tali da creare un sistema politico e difensivo che dovrebbe arginare Germania e Urss. Ulteriori trattati di pace: trattato di Neuilly – Bulgaria (novembre), trattato di Trianon – Ungheria, trattato di Saint-Germain – Austria indipendente, definita come Stato vinto e circondata da Paesi nemici = funzione geopolitica strategica lasciato ad una Paese piccolo, scosso ed economicamente in ginocchio + cessione di territori dell’ex impero austro-ungarico. Nascono Ungheria, Jugoslavia (prima Regno serbo-croato-sloveno), Cecoslovacchia (Boemia-Moravia di Beneš e Masaryk avanzata e democratica, unita ad una Slovacchia agricola e dominata dal clero) e Polonia, quest’ultima creata ad hoc al confine con l’Urss e perno del sistema di contenimento: essendo alleata con la Francia, non potevano frapporsi Stati nemici.

• Il Covenant è voluto da Wilson ma ostacolatissimo dal Congresso, a maggioranza repubblicana e favorevole all’isolazionismo. Il suo art. 10 è frutto di un compromesso interno: in case of any threat or danger… The Council shall advise… Ciò indebolisce duramente la SdN, ma i senatori non accettano che l’America possa difendere interessi prettamente europei, tradizionalmente poco ligi ai principi di democrazia, autodeterminazione ecc. Viene introdotto il voto unanime. Il Covenant è il trattato istitutivo della Società delle Nazioni, introdotto in TUTTI i trattati di pace, primo fra tutti quello di Versailles --> o i repubblicani accettano il Covenant o la guerra continua. Non succede così, quindi crolla anche il trattato di garanzia stipulato con l’Inghilterra in favore della Francia. Gli Europei disponevano però di un forte mezzo di pressione: era ovvio che se la Ger non avesse pagato, nemmeno gli Usa avrebbero ricevuto; volevano stare lontani dalla politica europea, ma erano a loro volta contagiati dal nostro mercato.

• I nuovi Stati sono pericolosamente instabili, essendo plurinazionali e coltivando una costante tensione con gli Stati che avevano subìto amputazioni territoriali a loro favore. Essi acquistano sin da subito il compito di baluardi nei confronti delle due maggiori minacce potenziali: Ger e Urss; prima l’Impero aveva mediato tra le varie etnie e protetto quest’area dall’espansionismo russo e germanico. L’Europa si spacca in due tra revisionisti e antirevisionisti. Dei primi fanno parte la Germania, la Bulgaria e l’Ungheria, quest’ultima cede territori a Cecoslovacchia, Romania e Jugoslavia + in Cecoslovacchia abita una consistente comunità magiara che auspica una restaurazione asburgica dell’ex imperatore Carlo, dopo il fallimento del tentativo rivoluzionario di Bela Kun, appoggiato dalla Francia (--> vedi Piccola Intesa).

L’Italia non è facilmente collocabile: da un lato soffre della vittoria mutilata (poi tema strumentalizzato a fini politici da Mussolini). Nel 1915 non chiede Fiume, ritenuta vitale per l’Impero austro-ungarico, ma col Patto di Londra le vengono promesse l’Istria e gran parte della Dalmazia (no rispetto del principio di nazionalità). Wilson rifiuta e la soluzione di Versailles prevede soltanto Trieste e solo una parte dell’Istria, il resto è delegato ad un negoziato bilaterale con la Jugoslavia --> col trattato di Rapallo del 1920 l’Italia annette l’intera Istria, mentre la Jugoslavia tutta la Dalmazia, lasciando Fiume città libera e occupata da truppe internazionali. Nel 1924, con il trattato di Roma, l’Italia ottiene parte di Fiume ed il risultato supera le aspettative sancite a Versailles, ma il duce non è ancora soddisfatto poiché le colonie italiane erano state spartite senza il suo consenso --> futuri contrasti con Francia e Gran Bretagna. I vincitori sbagliano a scontentarci, poiché insieme alla Fra potevamo essere gli unici a garantire una qualche stabilità nell’area danubiano-balcanica => siamo spinti a sviluppare una politica solo nostra.

Siamo irremovibilmente antirevisionisti per ciò che riguarda invece l’indipendenza austriaca.

• La SdN nasce zoppa, il sistema di sicurezza collettivo è pura immaginazione: assenza di Usa Urss e Ger (+ relativo disinteresse del Jap), unanimità e assenza di arbitrato obbligatorio => organizzazione piegata agli interessi delle maggiori potenze imperialistiche europee. Questa debolezza influisce parecchio sulle esigenze francesi, eccetto ciò che riguarda la smilitarizzazione renana. L’iniziativa francese per risolvere la questione tedesca risponde ad un obiettivo condiviso ma il suo percorso è incoerente a causa di due orientamenti contrapposti: gli intransigenti e i realisti. Le direttrici costanti in politica estera sono: la fomentazione del separatismo renano, Adenauer preme invece sul fatto che la maggioranza dei cittadini è di religione cattolica; l’esecuzionismo; la costruzione di alleanze solide, l’ideale sarebbe tornare all’Intesa ma l’Urss non ha ancora rinunciato alla rivoluzione permanente, sul piano economico la nazionalizzazione e il rifiuto di pagare i debiti contratti dallo Zar incrinano i rapporti commerciali, la Francia ha appoggiato la Polonia nella guerra polacco-sovietica (persa dalla Russia). Mentre la Gran Bretagna era ideologicamente opposta per quanto concerneva la questione riparazioni e in generale la questione tedesca. La Fra si sentiva di dover portare avanti una strategia propria, fondata su basi unilaterali, poiché la forza germanica era pressoché intatta, la garanzia Uk-Usa non era stata ratificata e l’Italia era troppo poco credibile: doveva garantirsi la SICUREZZA da sola.

• Nel 1921 Urss e UK stipulano un accordo commerciale. La visione europea della Russia è ambivalente e ciò genera il suo comportamento ambiguo; nel 1918 inizia a volersi mettere sullo stesso piano delle potenze occidentali, la Gran Bretagna è d’accordo ma lo stesso non si può dire della Francia. C’è anche un attrito tra Francia e Italia per la questione tunisina, la concorrenza nei Balcani e la protezione degli esuli antifascisti + aperta condanna della dittatura. La Francia non può fare altro che rivolgersi al Belgio, alla Polonia e ai nemici dell’Ungheria revisionista, sostenendo la causa della restaurazione asburgica. Nel 1921 nasce la Piccola Intesa in funzione anti-revisionista e anti-asburgica tra Cecoslovacchia (stato perno, democratica e avanzata a livello industriale), Romania e Jugoslavia col patrocinio Francese. L’appoggio dei tentativi di restaurazione asburgica è una delle tante zone buie di una politica estera sgangherata e inventata dal nulla. È Briand a ridare un indirizzo, unendosi con un’alleanza direttamente alla Cecoslovacchia (simbolo dell’antirevisionismo nell’Europa danubiano-balcanica), 1924, e alla Polonia, 1921. Per quanto riguarda la sua ossessione per la sicurezza, più che farsi garantire, la Francia garantisce attraverso tante vacillanti alleanze bilaterali: es. Polonia e Cecoslovacchia sono tra loro nemiche a causa della disputa sulla città di Teschen. La Francia si omette da sola la possibilità di allearsi con Paesi (anche più forti) perché Uk scettica, Russia opposta alla Romania per la questione Bessarabia e Italia alla Jugoslavia, dopo la sistemazione dei confini, per la nostra politica balcanica aggressiva specialmente in Albania (patto militare segreto con Zogu che violava le convenzioni di Nettuno del 1925) + scelta filo-ungherese nel 1927 che spinse la Jugoslavia a siglare un’alleanza bilaterale con la Francia => rivalità franco-italiana nei Balcani che impedì un accordo, considerando anche il fervido interesse comune a proteggere l’indipendenza austriaca.

• Gli Usa sono davvero isolazionisti? Il senato non vuole assolutamente che l’Europa attraverso la SdN possa esercitare qualche ingerenza sugli Usa. Richiedono di inserire la dottrina Monroe nel Covenant: l’America agli americani. Nel frattempo procedono con una politica d’influenza nell’America latina, hanno ambizioni multilaterali nel Pacifico (Hawaii, Filippine, arcipelago di Guam) e, sebbene non perseguano una politica di difesa in Europa ne hanno una economica.

• Il Giappone è rafforzatissimo militarmente ed economicamente essendo considerato vincitore a fianco dell’Intesa: riceve numerosi benefici dalla Conferenza di Parigi annettendo territori, ex colonie tedesche (le isole del Pacifico) e piccole parti della Cina; il suo espansionismo è spinto dalla carenza di materie prime, soprattutto verso la Cina dilaniata da lotte politiche interne. Il pericolo giallo è affrontato da Harding: politica di contenimento volta al disarmo multilaterale, il presidente agisce in linea con Wilson nonostante abbia un orientamento politico repubblicano perché vuole tutelare il proprio elettorato e tiene alla pace internazionale. Prima fa decadere l’alleanza anglo-giapponese: non esistono più le minacce russa e tedesca, inoltre la Gb è interessata a proteggere i suoi Dominions in quell’area. Poi, tra 1921 e 1922, Conferenza di Washington voluta anche da Uk: 1. Trattato delle 5 potenze (Usa, Uk, Jap, Fra e Ita) per il disarmo navale = stabilisce una parità tra Usa e Uk, ciò implica una svolta storica e un notevole avvantaggiamento per i governi pre-fascisti, perché questa scelta indebolisce l’egemonia francese. Francia e Italia, d’accordo, sanciscono che il disarmo non debba toccare i navigli più piccoli in relazione al problema della sicurezza antitedesca. Inoltre la marina giapponese ha ancora il controllo assicurato nelle acque del Mar della Cina. 2. Trattato delle 4 potenze (Uk, Usa, Jap, Fra) per il riconoscimento dei reciproci interessi nel Pacifico, al Giappone viene così riconosciuto lo status quo, ma deve rinunciare all’alleanza stretta con gli Inglesi nel 1902. 3. Accordo delle 9 potenze (+ Portogallo, Olanda, Belgio e Svizzera) per il rispetto della sovranità cinese, l’importante è che venga rispettato il principio della porta aperta e nessuna potenza stipuli accordi commerciali “privilegiati” con la Cina. Inoltre il Giappone rinuncia allo Shandong.

La permanenza di questi accordi ambigui era garantita solamente dalla convergenza anglo-americana nel Pacifico.

• Contrapposizione fra sistemi economici non perfettamente integrati in una logica globale, competizione tra dollaro e sterlina, incomprensione del carattere necessariamente internazionale dell’economia di mercato. Agitazioni sociali, eccessivo interventismo statale, pressione dei sindacati per alcune forme di regolamentazione, bisogni produttivi nuovi spinti dal progresso tecnologico. Caso dell’iperinflazione durante l’episodio della Ruhr (prima causa latente della crisi del ’29?) => classi medie in ginocchio, francofobia e degrado sociale come suolo perfetto per la crescita del revanscismo nazionalista tedesco. Usa unico Paese solo creditore, i suoi prestiti erano stati concessi da privati e considerati come investimenti = la loro restituzione DOVEVA essere effettuata => bisognava risolvere per forza la situazione finanziaria della Germania. La quota complessiva viene stabilita solo nel 1921, a 126 mld di marchi oro (una volta scalata la cessione dei territori) divisi in tre serie di obbligazioni. Nello stesso anno Lloyd George vuole muovere altri passi avanti sul piano prima economico e poi politico e chiede l’appoggio dei Francesi, convinti esecuzionisti, così gioca la carta della sicurezza (da sola, senza Usa!) --> Briand richiederebbe le stesse garanzie anche ai suoi alleati. Nel 1922 si ha la conferenza preparatoria di Cannes, con la presenza di Urss e Ger; sempre per la questione sicurezza, la loro presenza viene interpretata come inaccettabile dalla destra francese, che fa cadere il governo Briand. Con lui cade la disponibilità mostrata a Lloyd George, viene nominato Poincarè (laico-moderato, politica di proiezione sul piano internazionale delle tensioni interne, diffidenza inamovibile verso la Germania) e il progetto fallisce.

• Nello stesso anno il sistema di Washington garantisce la sicurezza nel Pacifico, imperniandosi sulla collaborazione tra Usa e Uk.

Čičerin è il ministro degli Esteri russo, convertitosi al bolscevismo ma fermo sostenitore della normalizzazione dell’Urss, in modo da metterla sullo stesso piano delle altre potenze. Firma trattati con i Paesi baltici, l’Iran, la Turchia, l’Afghanistan (reciproci riconoscimenti) e riapre il dialogo con gli occidentali. Nel ’21 firma un trattato commerciale con la Gran Bretagna, grazie anche alla convergenza di vedute

con Lloyd George, pragmatico e realista come lui. Presenta il proprio Paese come un grosso mercato => trattati commerciali => relazioni diplomatiche + la situazione interna è favorevole: la rapida industrializzazione promossa dai piani quinquennali e il trionfo con Stalin del socialismo in un solo paese => corsa al riconoscimento dell’Urss 1924-5 (prima Uk, poi Italia), ma ingresso nella SdN impedito. Nel maggio 1922 partecipa così alla conferenza di Genova (ispirata da Lloyd George e Rathenau per l’ennesima ridiscussione dei problemi europei, soprattutto la ripresa produttiva della Germania e la questione Unione Sovietica, apparentemente risollevata dal lancio della NEP. Esecuzionismo francese inconciliabile col ricostruzionismo britannico) parlando di coesistenza pacifica e disarmo, però si sente diffidente e crede che gli Europei vogliano umiliare i russi (come già accaduto per Locarno). Questo episodio lo spinge a cercare appoggio nella Germania attraverso la persona di Rathenau, col quale sottoscrive nel 1922 il trattato di Rapallo: riconoscimento reciproco, cessazione delle richieste tedesche nei confronti dell’Urss, a patto che i sovietici non paghino i loro debiti alle altre potenze europee e abbassamento delle barriere doganali, poiché i sovietici producono materie prime (Ucraina e Caucaso) che alla fiorente industria tedesca farebbero davvero comodo. Vi è inoltre una clausola segreta: la Germania può addestrare le sue truppe in territorio russo; i russi, essendo più arretrati, potrebbero recepire le loro vaste conoscenze in campo tecnologico/ militare. La Polonia è la vittima sacrificale, resa da questo trattato uno Stato inoffensivo nel suo teorico compito di cuscinetto.

• Rathenau viene assassinato, la Germania precipita in crisi economica e chiede una moratoria. La Commissione indetta la dichiara inadempiente così Poincarè tira in ballo i pegni produttivi, dopo che gli era stata rifiutata la richiesta della proprietà del 60% di industrie chimiche e miniere. Con queste scuse nel gennaio 1923 occupa la Ruhr, con l’appoggio di Italia e Belgio (breve riavvicinamento tra i nostri Paesi) e con l’ostilità inglese. Il governo tedesco annuncia la resistenza passiva, che consiste in una sorta di “sciopero” degli operai. La Gran Bretagna ne trae vantaggio, essendo la principale concorrente in materia di carbone. Per foraggiare i lavoratori a casa, viene aumentata esponenzialmente la carta moneta e ciò scatena il fenomeno dell’iperinflazione (cambio in miliardi!) => crisi nera, addirittura i separatisti renani si muovono per annettersi alla Francia. In tutto questo Poincarè non ci guadagna nulla se non la responsabilità di destabilizzatore dell’ordine internazionale. Crolla anche il franco, Poincarè viene salvato dall’elezione nell’agosto 1923 di Stresemann come Cancelliere. Anch’egli è conservatore, ma fortemente revisionista, seppure sostenga che la Germania è perdente e per risollevarsi DEVE finire di pagare; per ottenere una modifica dei numeri è necessario puntare sul dialogo = revisionismo dialogante + normalizzazione della Ger per renderla un partner affidabile. Interrompe la resistenza passiva e invoca un tavolo negoziale, subito appoggiato da tutti compresi gli Americani.

• Vengono indetti due comitati di esperti, di cui uno presieduto dal banchiere statunitense che licenzia il Piano Dawes (gli Americani si assumono delle responsabilità!), nel 1924, per la risoluzione dell’annosa questione “riparazioni”: durata di 5 anni, prevede una riforma monetaria con l’istituzione di un nuovo marco, la rifondazione della Banca centrale e l’istituzione di un’Agenzia per le riparazioni + politica deflazionistica attuata tramite l’aumento del tasso di sconto (tasso d’interesse tra la BC e le banche commerciali). Ciò incoraggia il flusso di capitali esteri, stavolta non sono i governi stranieri ad effettuare i finanziamenti (differenza dal piano Marshall): spartiacque nell’attività finanziaria all’estero degli Stati Uniti --> presa di coscienza che il benessere europeo è indispensabile per quello americano. Previsioni di quote annuali crescenti il cui importo complessivo non viene ancora una volta precisato. Nel 1924 si ha il riavvio del ciclo economico, è un anno di svolta che segna anche la volontà di cambiare. 1925-6: reintroduzione (precaria) del Gold Standard, svalutazione del franco (che aiuterà nel 1929) e battaglia della lira in Italia.

• McDonald è il primo ministro inglese laburista, con Herriot (trionfatore del Cartel des Gauches) trova una grande affinità politica, inoltre hanno entrambi a cuore il tema della sicurezza collettiva + la Francia ha bisogno disperatamente di un interlocutore dopo l’infausto episodio della Ruhr, inoltre deve recuperare sul piano politico ciò che ha perso in favore della Germania sul piano economico. Herriot rinuncia al bacino della Ruhr e quindi al suo ruolo guida tra gli esecuzionisti. Ragionano insieme sui limiti della SdN, così nasce l’idea del protocollo di Ginevra o protocollo di McDonald, Herriot, Beneš del settembre 1924, ispirato ad una revisione del Covenant: maggioranza abbassata ai 2/3, decisioni vincolanti per tutti – sicurezza, obbligo di arbitrato – arbitrato, obiettivo finale di disarmo con la mediazione della Società – disarmo. In qualche modo esso resuscitava la garanzia naufragata nel 1920 e impegnava la Gb al mantenimento dello status-quo europeo.

• Il piano Dawes, la normalizzazione dei rapporti con l’Urss e lo spirito di Ginevra naufragano insieme all’inizio del ’25, per colpa del governo inglese di Baldwin (agli Esteri A. Chamberlain). Gli Inglesi non volevano sobbarcarsi responsabilità eccessive impiegando onerose risorse per soccorrere altri Stati aggrediti, tantomeno volevano farlo i lontani Dominions. Chamberlain si accorda col duce per far naufragare il progetto, non si sa bene perché, ed inizia un rapporto privilegiato tra i due Paesi / l’idillio italo-francese è spezzato, anche dalla posizione anti-fascista del governo di sx e dal fatto che esuli anti-fascisti vengano ospitati sul suolo francese.

• Stresemann agli Esteri ed il suo cancelliere invitano Italia, Inghilterra e Francia a sottoscrivere un accordo di reciproca non aggressione nel settembre 1925. Nel 1922 Poincarè aveva respinto la proposta della Germania di reciproca non aggressione in Renania --> stavolta gli uomini al potere sono cambiati e la minaccia è molto più reale. Probabilmente è Chamberlain a fare la proposta di un progetto più complesso. Nascono così in ottobre gli accordi di Locarno tra Chamberlain, Briand, Stresemann, Mussolini e il belga Vandervelde: i Dominions vengono esclusi dalla possibilità/dovere di intervenire. Vengono istituiti trattati di arbitrato tra Germania, Belgio, Francia, Polonia e Cecoslovacchia, voluti dalla Francia stessa che chiede anche di inserire delle eccezioni: la Francia può (non “deve”) intervenire contro la Germania se essa attacca i suoi alleati nell’Europa orientale (Cec e Pol + ricorda Urss nel ‘35), ma solo dopo il pronunciamento della SdN. Germania, Belgio e Francia si impegnano a non violare i propri confini, stabiliti a Versailles (la Germania accetta volontariamente una parte di Versailles, inoltre accetta la smilitarizzazione della Renania). Gran Bretagna e Italia, poste sullo stesso piano, si impegnano a garanti del confine tedesco occidentale; la prima aveva già ribadito il suo disinteresse nei Balcani. Il duce avanza un’obiezione: ma i confini meridionale e orientale della Germania?! La fascistizzazione della diplomazia non è ancora avvenuta (bisogna arrivare a Ciano): S. Contarini trattiene Mussolini dal rifiuto e lo spinge a firmare, vorrai mica perdere l’occasione di compararti alle grandi potenze?? In realtà ciò non infastidiva né gli stessi Inglesi, che non avevamo mai approvato tali confini, né i Francesi, che potevano ergersi a garanti della sicurezza per quei Paesi orientali “non protetti”.

LIMITI: significato strategico della politica di Stresemann = tattica temporeggiatrice per recuperare piano piano una completa libertà di manovra (Anschluss e poi Eu orientale) + Gb quasi-isolazionista e assorbita dalle questioni coloniali --> l’impegno ricadeva interamente sulla spalle francesi e italiane, ciò portò ad una convergenza momentanea nel 1923.

• Dopo gli Accordi, la Germania viene accettata nella SdN come membro permanente e la zona di Colonia (parte della Renania) viene evacuata a patto del rispetto degli altri obblighi di Versailles su suggerimento francese, che voleva opporsi alla Gb nella concessione di garanzie e nel rapporto stretto con i Tedeschi, ex nemici. Lo spirito di Locarno si prolunga fino alla fine degli anni ’20, normalizzazione e non riconciliazione: diffidenza franco-britannica, insoddisfazione di Mussolini al quale non avevano

concesso la garanzia al Brennero e insicurezza diffusa nell’Eu danubiano-balcanica data la nuova condizione tedesca. Briand e Stresemann si incontrano DA SOLI nel 1926 per eventuali ulteriori concessioni alla Germania: totale evacuazione della Renania? Restituzione della Saar?

• Nel 1928 si hanno gli accordi Briand-Kellogg e nell’anno successivo il Piano Young: riparazioni scaglionate fino al 1988. Nel 1929 sfortunatamente muore Stresemann e vengono rese pubbliche alcune delle sue carte, nel ’25 scriveva: “liberare i territori abitati da tedeschi dalla dominazione straniera… Prendere Austria, Slesia e Danzica…”, usa il termine finassieren che può voler dire sia agire con intelligenza, sia con furbizia. Voleva far abbassare la guardia, soprattutto a Briand, per procedere imperterrito con i suoi intenti revisionistici. La Francia viene inoltre ritenuta dai suoi alleati poco attendibile, dopo la liberazione di Colonia: se volesse entrare in Renania non incontrerebbe ostacoli => perde la sua credibilità di guida antirevisionista, Polonia e Cecoslovacchia hanno paura, soprattutto perché dopo Locarno l’automatismo della protezione alla Polonia viene a mancare con l’introduzione delle eccezioni. Italia e Uk, come garanti, avrebbero dovuto mettersi a tavolino e stipulare una convenzione militare per stabilire le aree specifiche da difendere + Uk non ha le risorse per permetterselo, figuriamoci noi. La Germania, protetta a occidente, può rivolgersi a est => la Russia si spaventa e si isola nuovamente, rompe con la Gran Bretagna e paventa una cospirazione imperialista e capitalista ai suoi danni. Così si rivolge ancora alla Germania nel 1926 e ciò costituisce un’arma strategica potentissima nelle mani di Stresemann.

• Nel febbraio 1929, col piano Young, si cerca nuovamente di determinare la reale solvibilità dei pagamenti tedeschi, garantita finora soltanto da prestiti esteri => quote decrescenti per 59 anni, destituzione dell’Agenzia per le riparazioni e creazione a Basilea di una Banca dei regolamenti internazionali + vengono ritirate tutte le forze di occupazione dalla Germania. In apparenza il collegamento debiti-riparazioni veniva spezzato con l’idea di stabilire accordi commerciali bilaterali. La Francia accetta perché deve restituire i debiti agli Americani e ha quindi disperato bisogno della ripresa economica tedesca (il Piano Young passa come una concessione fatta dai Tedeschi!). Piano piano Stresemann stava ottenendo sempre maggiori revisioni concordate di Versailles. Nonostante dopo la lettera pubblicata, Stresemann apparisse come il furbo e Briand come il pirla, Chamberlain li ricordava entrambi come uomini di pace. Briand è la politica estera francese di quell’epoca, da Locarno fino al ’32. Capisce la necessità di mantenere un rapporto privilegiato con la Germania, per evitare che essa faccia lo stesso con Gran Bretagna o Russia + salvaguarda la Piccola Intesa stipulando i trattati bilaterali mancanti con Romani e Jugoslavia nel 1926. Nel frattempo anche l’Italia lo fa con la Romania => l’Urss si incazza perché Francia e Italia paiono confermare la posizione rumena nella disputa Bessarabia + passa dalla difesa attiva alla costruzione della Linea Maginot.

• Agosto 1928, patto Briand-Kellogg (Segretario di Stato) sottoscritto da 57 Stati che mettono al bando la guerra come risoluzione delle controversie (incoerenza con l’art. 16 del Covenant!): ennesimo tentativo di legare gli Usa alla soluzione dei problemi europei e di fare un passo avanti nella normalizzazione franco-tedesca. La Francia voleva solo la garanzia morale e giuridica degli Stati Uniti, rispondendo alla sua solita esigenza di sicurezza, è quindi Kellogg ad estenderlo rifiutando l’intesa bilaterale- trappola. Inoltre, Briand aveva fatto un appello pubblicamente al popolo americano, per cui gli Usa non declinano. Parallelamente al Piano Young e alla Conferenza dell’Aja viene conclusa anche l’evacuazione della Renania nel 1929. Gesto simbolico condannato dai realisti come il duce. Nel frattempo Briand mantiene dialoghi frequenti con la Gran Bretagna, che aveva precedentemente rotto le relazioni diplomatiche con l’Unione Sovietica e non desiderava che quest’ultima scivolasse verso la Germania (infatti è come sempre interessata al mantenimento di una balance

of power). L’URSS firma il Briand-Kellogg, Stalin vuole che la Russia abbia un ruolo nel concerto internazionale.

Nel settembre 1929 Briand tiene un discorso alla Commissione dove presenta il progetto di una unione federale europea subordinata alla Società delle Nazioni, simile ad una nuova Locarno, ma più estesa, con l’obiettivo di restituire all’Europa un ruolo nella politica mondiale. In realtà si trattava di un’idea-forza utile ad indirizzare la diplomazia estera verso il potenziamento della sicurezza francese. Stresemann approva ma l’idea è prematura e destinata ad essere subito affossata: il nazionalismo è ancora troppo radicato ed eccessivo.

• In ottobre Grande Depressione (inoltre, scadenza quinquennale del piano Dawes), che segna il crollo progressivo dei sistemi di Versailles e Washington: la comunità internazionale non è capace di reagire di concerto, prevalgono gli egoismi nazionali e la miopia della politica di potenza => vengono innalzate barriere protezionistiche ed i primi a “chiudersi” sono proprio gli Usa fervidi sostenitori del principio della “porta aperta”. Roosevelt, occupato nell’applicazione del New Deal, invia un messaggio a Ginevra nel quale sostiene che tutti i Paesi del mondo debbano mettere ordine nel PROPRIO sistema economico, per poter in seguito riprendere una collaborazione internazionale --> paura isolazionistica?. Sistema finanziario interdipendente contrapposto ad un sistema commerciale costellato di ostacoli, soprattutto per quanto riguardava l’autonomia economica degli Stati di nuova costituzione. Abbandono del Gold Standard (+ altre 25 monete svalutate) - la Gb e i suoi Dominions si incontrano alla conferenza di Ottawa nel 1932 e danno vita al sistema delle preferenze imperiali = creazione di una zona preferenziale di scambio.

Fiducia nella capacità di recuperare il controllo sociale mediante forme di autoritarismo. Stallo nel meccanismo creato in collegamento con riparazioni-debiti interalleati: es. la Francia, dopo la sospensione delle riparazioni tedesche decretata da Hoover, ha la scusa per smettere definitivamente di pagare i debiti con l’America => cerca di allargare la propria influenza finanziaria nella tradizionale area danubiano- balcanica (∼ conferenza di Ottawa), drenaggio quasi forzato di risorse interne.

• I più colpiti dalla crisi economica sono: l’Austria, che nacque già con problemi economici e richiese prestiti internazionali fin da subito => i Paesi esteri non hanno più la capacità di finanziarla ancora, per questo crolla. Fallimento della Creditanstalt. I socialdemocratici auspicano l’Anschluss perché guardano con ammirazione alla Germania repubblicana e avanzata; la Germania, dove venne amplificata la crisi della democratica Repubblica di Weimar, già in ginocchio dopo l’approvazione del piano Dawes. Reagisce riportando in auge il metodo Stresemann = risoluzione internazionale per impossibilità di pagare le riparazioni, è Hoover ad accollarsi la questione nel 1931. È anche il periodo delle agitazioni sociali e delle nascite della Nsdap e della fronda militare di von Ludendorff. Brüning è il nuovo cancelliere del Zentrum dal marzo 1930, con Stresemann finisce l’epoca della (falsa) collaborazione; la Germania è travolta ormai dalla frenesia revisionistica => per non cadere, il governo deve imprimere alla sua politica estera un chiaro carattere rivendicazionista. Nel marzo 1931 la Germania si accorda con l’Austria per una collaborazione doganale, Angleichung (mirando prossimamente a far sentire il proprio peso economico anche nella penisola balcanica!), che indigna la Francia: la SdN condanna il provvedimento non perché viola Versailles, ma perché viola l’impegno preso dall’Au di rimanere indipendente nel 1922 / La Ger non viene però condannata direttamente, la crisi della Repubblica potrebbe essere aggravata da un’ulteriore umiliazione, inoltre il sistema delle riparazioni sta agonizzando e la Renania è libera da truppe internazionali => il revisionismo tedesco è divenuto una realtà pericolosa. Si crea una nuova situazione nella quale si prova a non mettere in difficoltà i tedeschi per evitare un’esplosione.

• Questa nuova strategia apre nuove occasioni di intervento alle grandi potenze, soprattutto nell’Europa orientale = esempio di come il quadro internazionale interferisca nella vita politica interna di Paesi minori: le rivalità franco-italiane si acuiscono ed entrano in gioco a sorpresa anche Urss e Germania. La Cecoslovacchia, rivale storica della Polonia, guarda con favore ad una protezione sovietica; la Romania, al contrario, resta legata alla Piccola Intesa ma mantiene buoni rapporti anche con l’Italia; la Jugoslavia è divisa tra la sua prossimità all’Italia, la pericolosa vicinanza all’Austria filotedesca e le sue diatribe interne evolutesi dopo la trasformazione in senso più autoritario; il primo ministro ungherese Gömbös è appoggiato dal duce e guardato di buon occhio dagli Austriaci (questi tre firmeranno un trattato commerciale nel 1932, sancendo un’amicizia più stretta dopo il fallimento di Stresa e l’ascesa al potere di Hitler, e nel 1934 Dollfuss divenne uno strumento nelle mani di Mussolini e sottoscrisse anche un’unione doganale). Tutti questi Stati, a parte la Cecoslovacchia, risentono in maniera minore della crisi economica basandosi prevalentemente sul settore agricolo. Nel 1932 Fra e Gb, essendo gli unici dotati di risorse finanziarie adeguate, promossero una conferenza sui problemi del risanamento di questa zona; l’obiettivo era quello di creare un sistema di vincoli doganali e commerciali tra Au, Un + Cec, Jug, Rom, in modo da parificare le prime due alla Piccola Intesa. Il progetto fu affossato dai Tedeschi. Mussolini si assicurò invece l’avanzamento della posizione italiana a scapito di quella francese: la conquista di una solida base nell’Adriatico e nel Mediterraneo gli permetteva così di concentrarsi sull’espansione in Etiopia, tutto ciò fu possibile poiché approfittò della disattenzione europea, tutta concentrata sull’ascesa del nazismo.

Il loro salvataggio ebbe quindi luogo mediante l’ingresso nella clientela di una delle grandi potenze.

• Nel 1930 si ha un nuovo tentativo di regolamentazione del disarmo navale alla Conferenza di Londra, in relazione all’art.8 della Carta della SdN (parte integrante di Versailles) => se la Ger doveva disarmare, anche le altre potenze erano costrette al medesimo obbligo pena la giustificazione di inadempienze tedesche. Fra e Ita non sottoscrivono l’accordo poiché non riconoscono la reciproca parità --> questione rimandata ad accordi bilaterali tra le due potenze, mentre il Giappone ne esce rafforzato (da 300 a 350 tonnellate) e la parità Gb-Usa viene riconfermata + introduzione di un tetto massimo. Il Jap sta però attraversando una crisi interna, l’opposizione accusa il governo di non aver difeso abbastanza gli interessi nazionali -- > il primo ministro viene assassinato e prevalgono le posizioni di imperialisti e militaristi. Politica estera caratterizzata da una dura competizione economica con la Cina e da affari sempre più fitti in Manciuria, dove il Giappone vedeva riconosciuti interessi speciali sulla ferrovia transmanciuriana e sulle miniere del territorio dalla pace russo-giapponese e delle intese cino-giapponesi. La Manciuria viene occupata nel settembre 1931. Un episodio marginale fa scattare i militari che presidiano le ferrovie, i quali, di loro iniziativa, invadono la capitale Mukden. La Cina si rivolge così a Usa e SdN, ma entrambi tergiversano, nessuno vuole ricoprire il ruolo di garante in tempi di crisi nera né aggravare la posizione del governo legittimo. L’invio della Commissione d’inchiesta Lytton nel giugno 1932 fa cadere indirettamente il governo giapponese liberale Shidehara, che cade nelle mani dei militari. Hoover approva la dottrina Stimson: i territori conquistati con l’aggressione bellica non devono essere riconosciuti e l’America non ammette più lesioni dell’integrità e dell’indipendenza cinese. Un anno dopo, il rapporto Lytton della SdN non riconosce lo stato fantoccio del Manciukuò, ma non definisce direttamente il Giappone come aggressore. Quando l’assemblea ginevrina, nel febbraio 1933, gli chiede di rispettare le sue ultime decisioni, quest’ultimo non fa altro che abbandonare la SdN.

• Febbraio 1932, conferenza di Ginevra per il disarmo terrestre, 62 delegazioni presenti. Brüning chiede il riconoscimento del principio di parità, Gleichberechtigung

= vuole essere sullo stesso piano delle altre potenze a livello di armamenti (riarmo tedesco o disarmo degli altri?), ammetterlo avrebbe significato avere la possibilità di legare la Germania ad accordi vincolanti prima che agisse unilateralmente; lo propone perché le destre minacciavano di far cadere il governo se il Cancelliere non avesse sostenuto con rigore un evidente rivendicazionismo. Legame tra disarmo tedesco e disarmo esteso: violazione dell’impegno preso a Versailles dai vincitori. Gb e Usa propendono per il disarmo, mentre Ita e Urss sono favorevoli al riarmo per dare una spinta alla crescita economica e per evitare che il governo conservatore tedesco cada e dia luogo ad uno molto peggiore. Grandi e Mussolini sono ancora dediti ad una politica estera imperialistica: seguono perciò la linea inglese, sospettando che una via aperta al revisionismo tedesco possa significare uno spiraglio per tutti. Per la Fra, la sicurezza viene prima del disarmo (vuole garanzie prima di fare concessioni: concezione anticipata dal Piano Tardieu, che intendeva dividere il progetto di disarmo in due fasi, una quantitativa e poi una qualitativa, e con il quale i Francesi ipotizzavano ancora una volta prematuramente un esercito internazionale subordinato alla SdN), mentre per la Gb il contrario. In autunno Herriot torna primo ministro e in dicembre firma una dichiarazione tripartita insieme a Gb e Usa, che riconosce il reciproco diritto di parità. Ciò serviva idealmente per spingere la Germania a fare lo stesso con le altre potenze in modo da vincolarla alle altrui decisioni future, il problema è che mentre la Francia ammorbidisce le proprie posizioni, al contrario la Germania le irrigidisce dopo l’elezione di von Papen.

In dicembre la crisi della Repubblica di Weimar era al suo culmine, venne eletto il generale filonazista von Schleicher e i governi delle altre tre potenze si resero conto della necessità di accettare il Gleichberechtigung prima che accadesse qualcosa di irreparabile. Ma il 30 gennaio 1933 Hitler ascese al potere e a Ginevra esigette il disarmo francese come condizione perché la Germania non riarmasse => non venendogli accordato, il 14 ottobre abbandonò la Conferenza e contemporaneamente la SdN.

• Il 30 gennaio 1933 sale al potere Hitler, che tende inizialmente ad una politica estera moderata, dato che non vuole marcare una netta discontinuità con il passato (mantiene al ministro degli Esteri von Neurath) ma rassicurare sulle sue intenzioni. In questo momento, l’Italia è volta alla penetrazione balcanica e coloniale e l’unico suo scopo è di completarla prima della conflagrazione europea + la Gb vede l’Anschluss come inevitabile ed è piuttosto indifferente ad una modifica del quadro orientale, la Francia è l’unica a tenere assieme un fronte antirevisionista, ma senza voler scendere a compromessi. Nel 1934 Hitler cerca di firmare un accordo con la Gran Bretagna e sottoscrive un patto di non aggressione con la Polonia. Il suo comportamento ambiguo divide le altre potenze. Dato che sale più o meno legalmente al potere, la Gran Bretagna ci si avvicina con circospezione, ma senza sbilanciarsi. La Fra, instabilissima e decadente, non si decide mai. Urss e Ita sono inizialmente sfavorevoli: Litvinov, ebreo, desidera la partecipazione russa alla sicurezza collettiva, infatti tra il 1932 e il 1933 firma patti di non aggressione con gli Stati confinanti (compresa la Polonia), con i Paesi dell’Europa orientale e con la Francia + insieme a Roosevelt assodano il riconoscimento reciproco + patto d’amicizia con l’Italia, superando l’ideologia + un anno dopo, entra a far parte della SdN, contrapponendosi simbolicamente all’azione tedesca. Accettare l’idea che per contrastare l’egemonismo tedesco sia necessaria la collaborazione con i nemici di classe??

• Inizialmente il duce non si fida di Hitler e vuole circoscrivere la sua potenza. Negli anni ’20, opponendosi a Francia e Jugoslavia, aveva appoggiato l’Ungheria e la Bulgaria revisioniste. Dal 1932 Mussolini ricopre la carica di ministro degli Esteri: è l’inizio della politica del peso determinante o del pendolo, nella quale il peso effettivo è molto minore di un eventuale peso conquistato (si basa sulla contrapposizione latente nella vita europea, ma sottovaluta gli Stati Uniti). Il duce

punta a far diventare l’Italia più di una media potenza => aumentare il proprio potere negoziale sfruttando le divisioni, mai prendere una posizione ma anzi oscillare tra cosa è più conveniente + dominato dal senso di urgenza, impazienza, è incapace di attendere il maturare degli eventi => vuole eliminare la concezione di vittoria mutilata espandendosi nei Balcani e conquistare l’Etiopia per consolidare internamente il regime, ma per fare ciò ha bisogno dell’approvazione internazionale. Dal 1931-2-3 (avvento nazista) la Francia è praticamente costretta ad avvicinarsi alle posizioni italiane per un accordo comune, essendo anche l’Italia confinante con l’Austria: per la prima volta, e fino al ’35, l’Italia ha davvero un peso determinante, più per i caratteri generali del quadro europeo che per i meriti di una diplomazia capace. Per non schierarsi, Mussolini si erge ad arbitro e mediatore e propone il Patto a 4 (Gb, Fra e Ger) del marzo 1933, che vorrebbe creare un meccanismo di consultazione permanente costituendo una sorta di direttorio europeo + imposizione alla Germania dell’accettazione graduale del Geichberechtigung. Il Patto doveva diventare una gabbia giuridica entro il quale razionalizzare le richieste eversive tedescheaccontentandole in parte (non prevenendole, come a Locarno!), ma anche rispondendo agli altrui interessi. L’Italia è a favore del revisionismo concertato (“sì revisionismo, ma..”), sebbene più di tutto tema l’Anschluss. Il progetto fallisce per colpa di Francia, Cecoslovacchia e Polonia: queste ultime mettono il veto, essendo alleate e sentendosi vulnerabili.

• Mussolini e Hitler si incontrano nel giugno 1934 e colloquiano senza interprete (compensi coloniali dalla Francia o alleato tedesco per fare pressione?). Hitler sembra sostenere di accontentarsi che il Partito nazista prenda il potere esautorando Dollfuss (amicissimo del duce). Il fuhrer fraintende una frase del dittatore italiano: “L’Austria non deve costituire un ostacolo al dialogo tra i nostri due Paesi” e, nel luglio 1934, si sente autorizzato ad un colpo di Stato, nel quale Dollfuss viene ucciso. Mussolini si indigna e muove alcune truppe verso il Brennero, si accorge che non ha più molto tempo per decidere da che parte stare + impedire l’Anschluss da solo era diventato praticamente impossibile.

• All’inizio del 1934 Barthou, conservatore e antibolscevico, imprime una direzione alla politica estera francese (ormai in décadence = condizione psicologica di impotenza, formula blasonata della sicurezza, incapacità di rinnovamento nel post-Briand, coalizioni di governo fragilissime). La Francia etichetta la Germania come una minaccia, ma evita prese di posizione ideologiche. Egli è convinto che la SdN sia uno strumento inefficace e priva di utilità concreta. Interrompe la linea di assecondamento della Gran Bretagna, ancorata alle conferenze per il disarmo --> non accetta più che si negozi con i tedeschi. Adozione di una realpolitik: si rivolge a Italia e Russia, scevro di pregiudizi di natura ideologica. Nel 1932 era già stato firmato un patto di non aggressione tra Russia e Francia, rinforzato nel 1934 da un accordo commerciale; non si era però andati oltre a causa del problema Polonia (che si intimorisce e nello stesso anno sottoscrive un patto di non aggressione con la Germania). Nasce l’idea di una Locarno orientale tra Germania, Urss e Paesi balcanici (Pol, Cec, Jug e Rom). La Francia l’avrebbe patrocinata (ovviamente), in cambio dell’adesione russa alla Locarno originale. L’Inghilterra eterna scettica propone ancora il tema del disarmo + Germania e Polonia rifiutano, a maggior ragione quest’ultima che poteva trovarsi in mezzo tra due fuochi. Non resta che guardare all’Italia: in comune hanno la posizione riguardo all’Anschluss, ma conducono politiche concorrenziali nei Balcani, in più vi sono in sospeso la questione tunisina e quella delle colonie in Africa. Barthou è disposto a pagare un prezzo politico, sa che è necessario. Innanzitutto cerca un’intesa con Belgrado, per regolare i reciproci rapporti con l’Italia, ma quando il re Alessandro I giunge a Marsiglia in ottobre i due vengono assassinati da un ustaša croato.

• Nel 1935 è Laval a prendere il posto di Barthou. Si fanno numerosi passi indietro e viene ri-cercato un accordo coi Tedeschi. Nella Saar è il momento del plebiscito dopo

15 anni: Barthou voleva in cambio delle garanzie con cui negoziare, invece Laval cede e interrompe la propaganda francese per ammansire la Germania. Il plebiscito determina infatti l’annessione tedesca in gennaio. La normalizzazione dei rapporti non viene affatto raggiunta. Il 7 gennaio, con gli accordi Mussolini-Laval i due si impegnano a mantenere la pace nell’Europa centrale, specialmente in Austria, promuovono un patto di stabilità nell’Europa centro-orientale in vista di un patto di consultazione in caso di aggressioni e affermano l’obbligo di concerto in caso di ulteriori modificazioni unilaterali di Versailles da parte tedesca. Inoltre la Francia riconosce uno status privilegiato per i cittadini italiani in Tunisia e concede fasce (insignificanti) di Somalia e Libia. In un protocollo (per poco) segreto dichiara invece di avere interessi SOLO economici in Etiopia (la ferrovia Gibuti-Addis Abeba). Hitler andava contenuto a costo di fare piccole concessioni territoriali, ovviamente non esplicitate. In realtà il piano militare era chiaro già nel dicembre 1934: l’azione doveva essere rapida ed efficace per prevenire reazioni franco-inglesi; i piani diplomatici oscillavano in base alla risposta internazionale, ma quelli militari erano stabiliti da tempo (un protettorato era meno costoso e avrebbe risparmiato preziose risorse militari). In giugno Badoglio e Gamelin, capi di Stati maggiori, si accordano anche su alcune clausole militari: come agire insieme in caso di guerra --> per Mussolini tappa obbligatoria per il consenso all’impresa abissina, per Laval un punto di partenza dal quale ramificare alleanze diverse e più affidabili (ambiguità!).

• La Germania viola Versailles reintroducendo la coscrizione obbligatoria a metà marzo del 1935. La reazione si coagula a Stresa, in aprile. Francia, Italia e Uk decidono di operare di concerto nel caso Hitler violasse ancora il Trattato del 1919. Nella Dichiarazione finale è specificata la protezione della pace in Europa --> N.B. occupazione dell’Abissinia. Il fronte di Stresa rimane un esperimento effimero, la convergenza è momentanea e quasi casuale, le potenze continuano imperterrite nella loro azione unilaterale

• Nello stesso anno, a maggio, viene siglata l’alleanza franco-sovietica sulla spinta del riarmo tedesco, che fa affondare Stresa. Laval, che aveva reintrodotto una certa diffidenza ideologica, si convince perché la potente Armata rossa era stata decimata dalle purghe. Inoltre, il Fronte popolare francese si è già costituito, e ciò non potrebbe rafforzarlo? Il patto entra in vigore soltanto in caso di aggressione NON provocata, ma subita e riconosciuta come tale dalla Società delle Nazioni (ciaone). Manca del tutto un piano d’azione, questa convenzione militare non è negoziata dalle due potenze ma soltanto ipotizzata. Laval ha anche paura di scontentare Gb e Polonia, che in caso di guerra sarebbe attraversata per forza dall’Armata + non considera l’ipotesi di attacco giapponese. Il ministro francese firma infine perché ha disperato bisogno di un’alleanza, qualsiasi essa sia. Subito dopo viene suggellata l’alleanza tra Urss e Cecoslovacchia: la prima interverrebbe in aiuto della seconda, ma soltanto dopo l’intervento della Francia.

• In giugno l’accordo navale anglo-tedesco von Ribbentrop-Edensconvolge tutto (primo grande successo della diplomazia hitleriana, poiché gli conferiva una rispettabilità, e primo segnale di appeasment): l’Inghilterra permette il parziale riarmo della flotta tedesca, fino ad una dotazione pari al 35% di quella britannica. Per quanto riguarda i sottomarini, al 45%. La revisione di Versailles è concessa da UNA sola potenza. Il Fronte di Stresa cade in ginocchio. La Gb si giustifica affermando che il principio di parità può valere sia in negativo che in positivo (riarmo/disarmo), si sente costretta a scegliere tra il revisionismo tedesco in Eu e quello italiano nel Mediterraneo e in Africa. McDonald quell’anno comincia investire nella difesa, suscitando polemiche interne. In teoria, sa che Hitler avrebbe preso unilateralmente la decisione del riarmo, l’unica cosa da fare era contenerlo --> il proposito è simile a quello che mosse Mussolini per il Patto a 4. In giugno, l’accordo viene firmato dal nuovo primo ministro conservatore Baldwin, con Anthony Eden responsabile dei

rapporti con la SdN. È quest’ultimo a suggerire una consultazione popolare sulla “SdN exit”, chiamata peace ballot: il popolo inglese è per il 90% a favore della SdN e del mantenimento della pace internazionale, inoltre si pronuncia largamente a favore delle sanzioni economiche rispetto a quelle militari. I cittadini non vogliono la guerra e i governi dovranno tenerne conto nelle loro scelte future.

• In ottobre ha inizio l’impresa etiopica, prima impresa bellica su larga scala dopo la fine della Prima e ultima di conquista coloniale. Il duce non pensa assolutamente di far morire il fronte di Stresa, ma anzi crede che possa essere la giusta ricompensa in cambio del suo appoggio alla causa antitedesca. Nel 1906 Fra, Ita e Uk si erano già spartiti gli interessi economici; nel 1925 l’Italia riconosce alla Gb il diritto di tutela dei propri interessi, mettendo su un piano di parità le due potenze => è l’inizio di un’intimità, a partire da Chamberlain. Con gli accordi Mussolini-Laval la Francia aveva dichiarato di non avere interessi se non economici = cavillo che Laval sfrutterà quando gli scambi di note verranno resi pubblici. A Stresa il silenzio-assenso britannico sulla questione etiopica + la pace in Europa nella Dichiarazione finale, convincono Mussolini nonostante la valenza degli accordi Badoglio-Gamelin. Grandi, allora ambasciatore a Londra, lo aveva avvertito che però la Gran Bretagna non sarebbe rimasta indifferente!

Quando l’Italia non fa più mistero dei suoi progetti imperialistici, l’Inghilterra continua una politica estera altalenante e incoerente. Eden viene inviato a Roma per proporre la cessione di una parte della Somalia britannica all’Etiopia, come eventuale “consolazione”. Mussolini rifiuta, ma non sa che i britannici lo avrebbero lasciato fare dopo aver posto un velo di legalità con quell’eventuale accordo. In settembre la SdN aveva deliberato sull’incidente dei pozzi di Ual-Ual, concedendo all’Italia una specie di mandato. Il duce rifiuta ancora il compromesso. Ad attacco perpetrato, la Gran Bretagna appoggia la Francia per le sanzioni economiche (escluso petrolio ecc.) => indignazione solo perché considerata una reazione ECCESSIVA ad un caso discutibile e perché l’Etiopia faceva parte della SdN. Compromesso Hoare-Laval: propongono in gran segreto a Mussolini la sovranità sui 2/3 di Etiopia, ma la stampa lo viene a sapere e i due sono costretti a dimettersi. Lo Uk nutre interessi divergenti sull’Etiopia: da una parte il dominio italiano sulle fonti del Nilo blu avrebbe compromesso le risorse idriche degli inglesi Egitto e Sudan e avrebbe potuto interrompere le comunicazioni con i Dominions bloccando Suez; dall’altra, l’Italia era necessaria per non far crollare del tutto Stresa, da tenere ostinatamente in piedi dopo che l’opinione pubblica si era espressa a favore della pace (anche se, nel frattempo, non accettava che la propria nazione volesse accordarsi con un dittatore che agiva senza scrupoli). L’aiuto militare di Hitler giunse dopo gli innumerevoli tentativi Uk-Fra, giusto per opporsi a questa ingerenza dal carattere antitedesco.

• Il 9 maggio 1936 l’Etiopia è conquistata. Mussolini dice all’ambasciatore tedesco Von Hassel che Stresa è morto, l’Italia non intende lasciarsi pietrificare al Brennero. Ciò esaurisce le possibilità di fare affidamento sull’Italia per un fronte di contenimento (sbilancia completamente gli equilibri!) e lascia un margine di libertà a Hitler, che in marzo rimilitarizza la Renania: significato più politico che militare = se gliel’avessero impedito, probabilmente sarebbe caduto. Sul piano giuridico il fatto è ancora più grave, viola sia Versailles (artt. 42 e 43) sia Locarno. Sul piano strategico, rende quasi impossibile un’eventuale penetrazione francese e fa venire meno le garanzie che la Francia aveva promesso ai suoi alleati della Piccola Intesa. Il fuhrer si giustifica tirando in ballo l’alleanza franco-sovietica e sostenendo che anch’essa aveva violato Locarno introducendo una terza eccezione: la Germania poteva essere automaticamente accerchiata da Francia e Russia. Sa che comunque Italia e Russia non sarebbero intervenute: Stresa è morto, l’Italia ha spostato il suo asse, il peace ballot in Gran Bretagna e la sua violazione avrebbero fatto cadere il governo. Conscio che l’esercito francese >>> esercito renano, Hitler osa: se la Francia avesse

attaccato, la Germania si sarebbe ritirata. Ma i francesi avevano puntato tutto sulla DIFESA, costruendo la linea Maginot, e i DGSE avevano stimato una presenza di militari tedeschi tre volte superiore + anche l’opinione pubblica francese a quel tempo era molto poco bellicista e le elezioni si stavano avvicinando. La decisione francese di non reagire, però, crea diffidenza e le fa perdere la poca credibilità rimasta => il Belgio torna neutrale + Eden continua negoziati per il riarmo aereo tedesco, si fida delle promesse di Hitler perché il suo obiettivo primario è quello di costituire un fronte antisovietico.

Germania e Italia cominciano ad avvicinarsi nel gennaio 1936, dopo la mancata solidarietà inglese e francese in Etiopia: se avessero dato il loro consenso il fronte di Stresa sarebbe sopravvissuto + la Germania, non facendo più parte della SdN, non aveva appoggiato le sanzioni + l’Italia non interviene dopo la questione renana. Il legame con la Gran Bretagna è molto più complicato da spezzare. In giugno Ciano, notoriamente filotedesco, presiede gli Esteri. La prima vittima sacrificale sarà l’Austria, che, senza la Francia, l’Italia è convinta di non riuscire a difendere da sola. In luglio, Hitler e Schussnigg sottoscrivono la dichiarazione tedesca di rispettare l’indipendenza austriaca, con l’appoggio del duce; in cambio l’Austria promette di riconoscere l’innegabile carattere tedesco della nazione e di rimuovere il bando dal partito nazista: è l’ultimo tentativo di mediazione.

• In luglio scoppia la guerra civile spagnola (scacchiere vicino a differenze dell’impresa abissina, che non aveva lasciato particolari strascichi emotivi), che termina nel marzo 1939. Fino a quel momento la paura del bolscevismo aveva costituito un ostracismo ideologico monodirezionale; cambio di direzione con la nascita dei fronti antifascisti. La guerra civile non si inserì in un contesto statico, ma agitato dalla recente azione italiana in Etiopia.

Dal ’31 governava il Fronte popolare, prima solida vittoria nell’Europa occidentale vs. Falange. Il 17 luglio i militari guidati da Franco insorgono. L’Europa si spacca in due e si forma un fronte antifascista europeo. È meglio precisare che la contrapposizione militare-ideologica che emerge è bolscevismo vs. antibolscevismo. La volontà di internazionalizzazione viene dagli stessi soggetti: il governo madrileno si appoggia a Parigi (anche lì Fronte popolare al potere, guidato da Leon Blum), che all’inizio invia aiuti ma poi, constatando l’opposizione britannica e di alcuni partiti della coalizione come i radicali, smette non desiderando ulteriori polarizzazioni. Per salvare la faccia, propone così il non-intervento firmato da 27 Paesi ma non rispettato da Ita, Urss e Ger. La Francia rimane isolata: promuove l’intervento delle Brigate internazionali ma non aiuta il governo legittimo permettendo l’avvicinamento tra Gb, Ita e Ger. Franco non è ancora un dittatore e non è collocabile nell’ideologia nazifascista, ma Hitler agisce perché: vuole testare le nuove tecnologie in fatto di armamenti, la Spagna è ricca di materie prime come ferro e wolframio (il Paese autorizza il rifornimento e contemporaneamente lo nega alla Gran Bretagna!), questo schieramento pone la Germania come bandiera dell’antibolscevismo, avvicinandola alle posizioni di Eden. E Mussolini agisce perché: il trionfo dell’ispanità franchista ci serve per non finire domani assediati nel nostro mare (sarebbe stato in inferiorità in prospettiva di un’alleanza franco-spagnola nel Mediterraneo, appoggiata magari dall’Urss), non per la base nelle Baleari né per amicizia o solidarietà alla causa di Franco; sa però che spostando tutta la sua attenzione nel Mediterraneo dovrà trascurare in particolare la situazione austriaca e susciterà probabilmente la reazione inglese => divario ancora più profondo tra la politica della Gb e quella di Fra e Ita. Stalin non si schiera apertamente, a differenza di Hitler, non volendo la propria immagine sovrapposta a quella del governo legittimo, poiché sarebbe stato dannosissimo per il risultato. L’Inghilterra si astiene, da qualche anno è costante e solida l’avversione per il bolscevismo ma prevalgono le ragioni di una realpolitik: se avessero vinto i Fronti, Gibilterra sarebbe stata a rischio + non voleva mettersi contro l’Italia per

salvaguardare il suo dominio nel Mediterraneo (linea di rappacificazione sommaria). La collaborazione tra Italia e Germania è indiretta e non ideologica, l’unico obiettivo in comune è la difesa dell’antibolscevismo.

Protocolli di ottobre: Ciano incontra von Neurath e riconoscono quello di Franco come governo legittimo + l’Italia avalla l’accordo austro-tedesco. Dopo, il duce parla di Asse, che non è certamente un’alleanza: rispondendo alla politica del pendolo, egli non vuole farli passare come accordi chiusi e bilaterali (diaframma) ma come aperti a qualunque Stato fosse animato dai loro stessi principi.

• Gennaio 1937, Gentlemen’s agreement tra Ita e Gb per mantenere lo status quo nel Mediterraneo e, per quanto riguarda la Gran Bretagna, contenere il ruolo italiano in esso. Baldwin è molto favorevole, ma non si può dire lo stesso di Eden, anti-italiano e anti-tedesco. Si completa l’“accerchiamento” della Francia. Prevale la strategia dell’appeasment che lascia sempre una porta aperta, offre un’alternativa --> Neville Chamberlain è il massimo rappresentante di tale linea. Nel frattempo, l’appeasment è adottato anche con la Germania, con la quale i negoziati procedono fino all’inizio del 1938, seguendo la proverbiale politica del disarmo e della ricerca di garanzie. Si avanzano le ipotesi di una nuova Locarno e di concessioni coloniali ai tedeschi, per questo motivo von Ribbentrop viene convocato a Londra. Il proposito è quello di scalfire l’unità interna tedesca, essendo ancora presenti correnti fortemente contrarie a Hitler. Il progetto più ampio e sperato era quello di costituire un fronte antibolscevico insieme ad Italia e Germania, infatti fino al 1938 il dittatore tedesco evita azioni clamorose e si mostra conciliante. Egli sogna una globale spartizione di responsabilità: alla Germania terre coloniali, mentre alla Gran Bretagna una parte di Europa.

• Il Giappone sarebbe un ottimo alleato tedesco, considerando il suo progetto espansionistico nel Pacifico: avrebbe distratto lo Uk, che lì aveva dei possedimenti, e preoccupato la vicina Russia. Gli asiatici però non vogliono, in vista di una guerra che, tramite questa pericolosa alleanza, li avrebbe potuti condurre prima contro la Gran Bretagna (accordi del 1902, punto di riferimento nel Pacifico) e poi contro gli Usa. Inoltre, in passato, i Tedeschi avevano avuto grossi interessi economici nella nemica Cina. Allo stesso tempo, desiderano rafforzarsi sul piano internazionale per contrastare i Sovietici (hanno più paura di loro che degli Usa), perciò si sbilanciano a firmare il Patto Anticomintern nel 1937. Intanto il duce continua a rifiutare le avances tedesche in settembre: un’alleanza potrebbe contraddire la politica del pendolo e, come per i Giapponesi, trascinare il Paese in una guerra contro Gb e poi Usa + rottura con la Francia e crisi con Austria e Ungheria. Rilancia promettendo, nel caso di un’alleanza futura, il carattere offensivo. A novembre l’Italia firma il Patto Anticomintern.

Nel novembre 1937 Hitler tiene un discorso davanti ai suoi principali collaboratori = aveva già deciso tutto… Due tendenze furono presenti fino alla fine del 1938 nel gruppo dirigente tedesco: quella meno bellicista (motivazioni soprattutto economiche) propugnata da von Neurath e Göring e l’altra simboleggiata da Himmler, Goebbels e von Ribbentrop, che sostituisce agli Esteri von Neurath nel gennaio 1938 --> fino alla Conferenza di Monaco, Hitler esita.

• La Germania, con l’idea di isolare la Cecoslovacchia, si mostra benevolente nei confronti della Polonia autocratica smettendo di rivendicare il corridoio di Danzica => propone un’alleanza antisovietica, che viene accettata dopo aver fatto leva sulla questione Teschen. Si pone quindi il problema di come accordarsi con il resto della Piccola Intesa --> agisce su due fronti: piano economico, instaurando rapporti commerciali dopo il 1929 con Jugoslavia e Romania e diplomatico, sfruttando il revisionismo prima ungherese e poi bulgaro, indirizzandoli contro la Cecoslovacchia. In questo modo creava divergenze tra i tre alleati, facendo leva anche sull’alleanza

franco-russa, spingendoli ad avvicinarsi al disegno tedesco. I Tedeschi puntavano ai Sudeti, Hitler aveva previsto di attaccare prima la Cecoslovacchia, alla fine del 1937, e poi l’Austria, secondo quanto riportato sul Memorandum Östbach. Il mutamento della posizione italiana gli fece invertire la strategia: in novembre il duce fece sapere a Ribbentrop di essere stanco di combattere per l’indipendenza austriaca + firmò il patto Anticomintern. Nel frattempo Schussnigg venne a conoscenza di un colpo di Stato architettato dai nazisti austriaci e patrocinato dallo stesso Hitler; per questo motivo il cancelliere austriaco vuole incontrare direttamente il fuhrer. L’incontro nel febbraio 1938 è fallimentare e addirittura Schussnigg, piegato, accetta di nominare il nazista Seyss-Inquart ministro degli Interni. Quest’ultimo dopo poco diventa Cancelliere e come prima iniziativa del suo governo permette l’ingresso delle truppe tedesche nel Paese (il popolo è in festa). Nel marzo 1938 ha effettivamente luogo l’Anschluss, terza violazione del trattato di Versailles: Fra, Gb (dove a Eden è succeduto lord Halifax, creando non pochi dissidi interni + quest’ultimo fece sapere a Hitler che avrebbe accettato modificazioni nel quadro orientale a patto che fossero avvenute pacificamente) e Ita non sono in grado di reagire. Per molti, il fatto rappresentava un’evidente e inevitabile applicazione del principio di nazionalità. Mussolini, avendo rinunciato l’anno prima a fare da garante all’Austria, fa buon viso a cattivo gioco e risponde con due iniziative parallele: l’annessione dell’Albania (tentativo di affermare l’autonomia italiana nell’Asse, ma in realtà ridicola imitazione del dinamismo tedesco ed ennesima prova della politica del pendolo) e gli Accordi di Pasqua del 16 aprile con la Gran Bretagna in funzione antitedesca => appare evidente che Chamberlain sta continuando con l’appeasment. Gli Accordi prevedono il mantenimento dello status quo nel Mediterraneo, il riconoscimento dell’impero italiano e la volontà di non ostacolare reciprocamente le proprie azioni nel Medio Oriente e in Arabia Saudita. Per gli Inglesi si trattava di una tappa nel percorso di normalizzazione, per gli Italiani della sanzione dell’impresa etiopica e di quella spagnola. La Francia, allineandosi con gli inglesi, intraprende ulteriori negoziati con l’Italia per tenerci lontani dai guai e con l’obiettivo di resuscitare una parvenza di Fronte di Stresa. Il problema è che l’indipendenza austriaca da quel momento smetteva di essere il cemento potenziale di ogni intesa antirevisionistica o politica di contenimento. Oltretutto, durante una visita di Hitler a Roma in maggio, Mussolini aveva garantito il suo appoggio alla causa germanica nei Sudeti.

• Sempre in aprile, il partito che rappresentava la minoranza tedesca nei Sudeti (guidato da Konrad Henlein) e che fino ad allora aveva agito nel rispetto della legge, da quel momento e su indicazione di Hitler, inizia a rivendicare con forza l’autonomia. L’alleata Francia si preoccupa ma Polonia vs. Cecoslovacchia e ondate di revisionismo, Chamberlain si muove per evitare a tutti i costi lo scontro bellico: riafferma perciò la propria garanzia alla Fra ma NON nel caso che essa dichiari guerra alla Germania per difendere la Cec. Contemporaneamente, bluffa con il dittatore tedesco sostenendo il contrario. Hitler cerca di far passare l’idea che la parziale distruzione della Cecoslovacchia sia necessaria alla pace, viceversa aiutare la Cec significherebbe dichiarare indirettamente guerra alla Germania. Si cerca perciò un compromesso e la Gb fa pressione su Beneš perché negozi con Henlein, Hitler sa che se avesse dato l’impressione di volere a tutti i costi la guerra, avrebbe favorito la nascita di una coalizione contro la quale avrebbe avuto non poche difficoltà. In settembre viene concessa l’autonomia, ma solo perché Beneš desidera smascherare le mire di Hitler. Quest’ultimo, in un discorso, accusa pubblicamente il governo cecoslovacco di aver maltrattato la minoranza tedesca e si presenta come loro garante => così facendo, fa assumere alla questione un aspetto internazionale: Chamberlain vuole mediare e così in settembre chiede di incontrare direttamente il fuhrer. Il primo ministro inglese convincerà poi il suo governo che cedere i Sudeti alla Germania sarà necessario per evitare la guerra. La Francia non approva questo provvedimento e in compenso la Gran Bretagna, a concessione avvenuta, assume il ruolo di garante. La Cecoslovacchia

dà l’assenso in seguito ad un ultimatum congiunto Fra-Gb. Al secondo incontro, Hitler pretende l’annessione immediata della regione entro il primo ottobre e vuole che i territori cecoslovacchi contestati vengano annessi a Polonia e Ungheria. Alla fine di settembre, Chamberlain accetta, e chiede aiuto a Mussolini.

• Così viene convocata la Conferenza di Monaco tra il 29 e il 30 settembre 1938 alla quale siedono i quattro, ad esclusione di Urss e Cec. In questa sede vengono ratificate le volontà tedesche, Gb e Fra si impegnano a garantire i nuovi confini contro un’aggressione non provocata e viene concesso il diritto di opzione entro sei mesi, la Gb firma un patto di non aggressione con la Germania al quale aggiungono anche un accordo bilaterale per la salvaguardia della pace internazionale. Questa conferenza viene giudicata l’apice dell’appeasment. I veri sconfitti furono la Francia, isolata dopo l’inevitabile rottura con la Piccola Intesa, e l’Italia, che aveva lasciato l’Europa orientale nelle sole mani del fuhrer.

• Monaco aveva segnato la progressiva dissoluzione della Cecoslovacchia: Beneš si dimise, il 6 ottobre nasceva la Ceco-Slovacchia con un governo a Praga e uno a Bratislava presieduto da Tiso = ciò che accadeva era il frutto degli orientamenti tedeschi. In quei mesi Polonia e Ungheria avevano iniziato a rivendicare con forza i territori contesi, l’appoggio italiano al revisionismo ungherese sospingeva Bratislava verso la Germania, l’unica che potesse assicurarle una qualche protezione. L’invasione tedesca della Boemia-Moravia ha luogo tra il 15-16 marzo del 1939, il governo Hacha versava in condizioni critiche ed egli accettò spontaneamente l’intervento tedesco come restaurazione dell’ordine. Hitler infrangeva così i suoi solenni impegni pangermanistici costringendo le altre potenze ad una revisione radicale. Memel viene occupata la settimana successiva.

• L’appeasment è una strategia utilizzata dall’Inghilterra verso la Germania (e più in generale verso l’Europa) dagli anni ’20, attraverso Versailles, Genova e i vari piani per la gestione delle riparazioni, ma praticata davvero dal 1933, nei confronti di Hitler. Da allora l’Inghilterra era stata meno forte e più succube e dal 1935 aveva fatto di tutto per evitare l’ingresso in guerra a causa della debolezza economica (raggiungere la stabilità prima di compiere spese massicce per la difesa), militare (con l’appeasment si poteva guadagnare tempo in preparazione) e strategica + bisognava tenere conto di una preponderante opinione pubblica, anche di quella dei Dominions. La Francia infatti è poco affidabile, l’Italia ancora meno e gli Usa sono ancora isolati. Il congresso americano aveva approvato nel 1935 il primo Neutrality Act = imposizione dell’embargo sulle armi per gli Stati partecipanti all’eventuale conflitto, l’Act viene rinnovato ogni anno fino al 1937, quando viene inserita la clausola cash&carry. Roosevelt è mosso da profonda antipatia verso nazismo e antisemitismo, è per questo motivo che nel gennaio 1939 impone agli Usa di aiutare i Paesi aggrediti con ogni mezzo possibile short of war; di fatto promuove solo pallide iniziative diplomatiche, gravato dal peso politico degli isolazionisti, e lascia negli Europei la convinzione che nelle future decisioni gli Stati Uniti siano un elemento privo di rilievo. Inoltre Chamberlain teme ancora di più un’apertura verso l’Urss (che affiancava ad una politica societaria continui segnali a Hitler per la ripresa della politica di Rapallo) + i Dominions non hanno simpatia verso il crudele dittatore tedesco (così lontano da loro poi) + su di lui grava il peso del peace ballot. Nel gennaio 1939 si accorge, dopo una visita a Roma, che il duce non ha più alcuna influenza sul suo alleato e che quindi sarebbe inutile associarlo alla propria politica verso i Tedeschi (pace a costi < conflitto che aprirebbe TRE fronti, credeva ciecamente nel compromesso con Hitler e nelle svolta di Monaco!). La Gb aveva gli strumenti per educare il suo popolo all’esigenza di un intervento ma, perseverando a tal punto nel compromesso, a guerra iniziata tutti sarebbero stati convinti che l’ingresso fosse inevitabile e senza altre alternative. Churchill ha una visione negativa dell’appeasment come colpevolezza e

corresponsabilità, trasmessa all’opinione pubblica e alla storiografia successiva, ma questo atteggiamento viene rivalutato dopo la pubblicazione di documenti relativi.

• La Francia rimane isolata definitivamente, la sua influenza finanziaria nell’area danubiano-balcanica è ormai priva di valore, il tentativo in extremis di avvicinamento all’Italia la avvelena maggiormente dopo alcune manifestazioni imperialistiche da parte nostra. Ribbentrop incontra il primo ministro francese Daladier nel dicembre 1938 e firmano un patto di non aggressione simile a quello sottoscritto dagli Inglesi subito dopo Monaco (tentativo di appeasment anche da parte loro?): secondo i Tedeschi Bonnet aveva riconosciuto l’Europa orientale come zona di influenza germanica, secondo i Francesi essi avevano approvato prettamente le mire sulla Cecoslovacchia => la rinuncia alla difesa della Cecoslovacchia crea il presupposto per argomentare qualsiasi ulteriore sopraffazione (occupazione di Praga come frutto della main libre francese?). Le due potenze occidentali, piuttosto che rivolgersi costruttivamente a Mussolini, preferirono accontentare Hitler. Il Patto anticomintern del novembre 1936 acquista i caratteri antibritannico, antifrancese (inevitabilmente la prima vittima) e antisovietico.

• 17 marzo 1939 fine dell’appeasment. Dopo Monaco e dopo la promessa inesaudita di non occupare interamente la Cecoslovacchia (due giorni prima la Ger aveva invaso la Boemia-Moravia), Chamberlain fa un discorso al proprio elettorato definendo i limiti che Hitler era stato appena in grado di valicare. Egli non può più rappresentare un interlocutore, è una scheggia impazzita e la diplomazia non serve più; non può più mascherarsi dietro il principio di autodeterminazione sancito da Wilson. Il 31 marzo il primo ministro si rivolge al Parlamento e si assume la responsabilità come garante della Polonia, impegnandosi indirettamente anche ad entrare in guerra contro i Tedeschi (e così i Francesi!). Egli non desidera difendere l’integrità territoriale polacca, desiderando lasciare aperta una possibilità di compromesso sul Corridoio di Danzica, ma la sua indipendenza (essa era sempre stata fonte di instabilità poiché aveva annesso territori appartenenti a Germania, Russia, ecc., anche manu militari). L’Uk si interessa per la prima volta di questo Paese, ma soprattutto dell’area danubiano-balcanica. Chamberlain reintroduce la coscrizione obbligatoria e inizia ad attrezzarsi. Dopo l’occupazione italiana dell’Albania, estende la propria garanzia a Romania e Grecia nell’aprile 1939.

• Il controllo del territorio polacco, dall’Ottocento, era stato il segno del dominio nell’Europa centro-orientale. Già in marzo Hitler aveva chiara l’intenzione di risolvere militarmente la questione della Polonia nel suo complesso entro il primo settembre. Gli Inglesi modificano la loro politica verso l’Urss reputando inevitabile l’avanzata nazista, ma prima si occupano di garantire la Polonia insieme ai Francesi (pur senza credere nelle sue capacità di resistenza). L’estremo recupero dell’appeasment si ha in estate con la visita di Göring a Londra: gli Inglesi sono poco convinti e quasi subito capiscono che non c’è proprio più nulla da fare, Hitler NON ripugna l’idea di una vittoria sanguinosa. Per il fuhrer si chiudono gli spazi per una manovra incruenta! Anche Roosevelt comunica la volontà degli Usa di sostenere le potenze europee contro l’aggressività tedesca: è un monito diretto a Tedeschi e Italiani, che dovrebbero ricordare con orrore l’intervento risolutivo del 1917. Daladier tenta gli ultimi negoziati per ammansire Mussolini in gennaio, ma non è ancora disposto a discutere su Suez, la Tunisia e la ferrovia di Addis Abeba => lascia fino alla fine l’Italia in bilico fra Germania e Gb. Oltretutto non possedeva più alcuna influenza nei Balcani e la garanzia diretta alla Polonia/l’accordo con l’Urss erano entrambi condizionati dall’azione Inglese.

• L’Unione sovietica diventa il male minore, ma è diffidente dopo l’esclusione da Monaco. Il 10 marzo Stalin afferma che la sua politica estera deve essere priva di pregiudizi ideologici e che è stufo di risolvere i problemi europei senza mai essere ripagato. In maggio agli Esteri c’è Molotov. Si rivolge quindi alla Germania, come ai

tempi di Rapallo, e dà inizio alla celebre politica del doppio binario, negoziando nel frattempo anche con Gb e Fra. Il primo ostacolo per questa seconda opzione è l’indecisione tra un’alleanza a tre oppure una garanzia unilaterale sovietica estesa a tutta l’Europa (arbitro della pace europea?) => impegni troppo vasti; l’approccio politico viene accantonato e, data l’urgenza, si passa a quello militare, ma il secondo errore viene commesso dalla Gb che invia i suoi delegati privi di pieni poteri e via mare, dando l’impressione all’Urss di temporeggiare. Il terzo ostacolo è costituito dalla Polonia, che rifiuta di collaborare data la sua diffidenza storica verso i sovietici, temono più l’Armata rossa della Wermacht. La Francia in agosto decide di calpestare le loro volontà e la mette da parte per patteggiare in extremis con la Russia, ma nel frattempo viene a conoscenza del patto Molotov-Ribbentrop.

• Dopo l’occupazione di Praga Mussolini si rende ben conto di aver perduto il ruolo guida nell’Asse/il breve ruolo di arbitro svolto a Monaco. Il 22 maggio Patto d’acciaio che sancisce il termine della politica del pendolo = manca l’altro polo verso la quale oscillare e non esiste più un fronte di contenimento (=> isolamento!), inoltre il duce credeva che la posizione italiana potesse essere rafforzata rispetto a quella Inglese e Francese. Mussolini ignora la svolta britannica di fine marzo e tiene presente solo due esigenze italiane: controllare Hitler attraverso la consultazione obbligatoria e totale e non entrare assolutamente in guerra prima del 1942-4. Obiettivo politico: essere in grado di guadagnare tempo per programmare con gradualità le mosse successive. L’articolo 3 determina però un’alleanza offensiva + nulla viene detto riguardo penisola balcanica, Alto Adige e Polonia, Ciano firma nonostante Mussolini non abbia letto un testo redatto dalle sole mani tedesche. Mussolini, attraverso uno scambio di note precedente con Ciano, aveva chiarito di aver bisogno di una pace “triennale” perché prima bisognava sistemare militarmente Libia, Albania ed Etiopia, realizzare l’autarchia, organizzare l’Expo ’42 e industrializzare adeguatamente il sud. Egli sosteneva di accettare sia un’alleanza a 2 che una a 3, secondo l’orientamento di Tokyo.

Attolico li mette in guardia (“è una bomba!”), Ciano pensa che Mussolini sia d’accordo sulla base di volatili affermazioni non scritte. Cercano poi di mettersi ai ripari con il memoriale Cavallero, essendo il patto così diverso da quanto era stato discusso ed essendo stati avvertiti da Attolico che la Germania stava mobilitando le truppe già in agosto (non viene aggiunto al Patto) => potrebbero esserci i presupposti per una denuncia, ma Mussolini protesta (e basta) presso Hitler sentendosi ripetere che la consultazione riguarda solo il caso di una guerra generalizzata e non circoscritta. Il 25 agosto il duce sa del Molotov-Ribbentrop (la guerra per forza sarà diffusa..) e Ciano si accorge con orrore di ciò verso cui si stanno dirigendo => ribadiscono l’impreparazione e Mussolini invia al fuhrer la ridicola lista del molibdeno.

• In maggio, l’unico obiettivo tedesco era quello di isolare la Polonia e cogliere la prima occasione per sferrare un attacco fulmineo, impedendo di far scivolare subito il conflitto polacco in uno generale. Hitler aveva tre possibilità: rivalutare l’appeasment inglese, modificare il Patto Anticomintern in una vera e propria alleanza in senso antisovietico (gradito a Giappone e favorito dalla Polonia, che non avrebbe ricevuto aiuti da un Oriente concentrato sulla situazione asiatica / ma se il Giappone avesse esitato, possibilità di una coalizione anglo-franco-russo-polacca), accordo con l’Urss superando l’ideologia e mettendo da parte per poco la politica di potenza (N.B. Molotov-Ribbentrop dopo le incertezze giapponese e italiana). Hitler sopravvaluta le sue alleanze, insicure, ma soprattutto sottovaluta la loro esitazione + da quando non usava più mezzi pacifici lo spazio di manovra era diminuito di parecchio e lo condizionava alle scelte degli altri.

• Il 23 agosto viene firmato il patto Molotov-Ribbentrop, espressione della cieca urgenza dei rispettivi obiettivi a breve termine (Polonia/cordone sanitario), costituito da un patto di non aggressione e da alcuni protocolli segreti: i due Paesi spartiscono le

tre Repubbliche baltiche ecc. a ovest/est del confine settentrionale lituano + la Polonia orientale e occidentale, divise dai fiumi Vistola, San e Narew + i Tedeschi riconoscono l’interesse sovietico in Bessarabia e sanciscono il proprio totale disinteresse verso quella zona. Hitler immagina di fare concessioni transitorie ma la consegna dell’Europa orientale all’influenza sovietica (fino agli anni ’80!!) fu il risultato imprevisto della sua politica.

Perché sottoscriverlo ad un così alto prezzo politico? L’Urss aveva tre opzioni (∼ Hitler): allearsi con la Germania (e conquistare territori tali da garantire una sicurezza a medio termine?), con Gb-Fra o restare neutrale. Il Paese non era minacciato concretamente da Hitler perché Uk e Fra erano costrette ormai ad attaccare nel caso di occupazione di Polonia o Romania => poco interesse ad accordarsi perché erano già due “alleati indiretti”; inoltre, alleandosi con loro, sarebbe dovuto entrare subito in guerra e il M.-R. rimandava l’aggressione. Spartendosi l’Europa danubiano-balcanica l’Urss aumenta lo spazio del cordone sanitario “inverso”. Ma in caso di attacco tedesco successivo alle convenienze?! --> I servizi segreti, tanto, avevano scoperto che la Ger, dopo la Polonia, avrebbe attaccato le due democrazie occidentali. L’incubo tedesco era affrontare un blocco Fra-Uk-Urss, soprattutto considerando la riluttanza giapponese ad un’alleanza (la Russia era troppo vicina!).

In realtà questo Patto non isolerà nemmeno la Polonia, ma anzi faciliterà la nascita di un sistema integrato di garanzie.

• Il 2 settembre l’Ita dichiara la non belligeranza, più temporanea della neutralità (voleva dare questa impressione) anche se inesistente a livello giuridico. Viola il Patto d’acciaio, cosa che già Hitler aveva fatto gravemente più volte. A fine settembre la Polonia è sconfitta – una anno prima Lipski era stato ricevuto a Berlino: le condizioni tedesche prevedevano Danzica tedesca, un mutuo riconoscimento dei confini e l’adesione della Polonia al patto Anticomintern; già priva di contrappesi ad occidente, sarebbe diventato una Stato dipendente dalla politica germanica e circondato da Paesi ostili => RIFIUTA anche le richieste formulate sottoforma di ultimatum nel marzo 1939, il patto di non aggressione del 1934 non è più rinnovato = sono gli ultimi rapporti ufficiali. Mussolini e Chamberlain si presentarono come i pacificatori dell’ultima ora, ma egli sostenne che il rifiuto polacco di negoziare (le proposte ultimative!!) andava inevitabilmente punito. Ma il patto di non aggressione tra Urss e Pol rinnovato nel 1938? La Russia giustifica debolmente il proprio intervento sostenendo la difesa delle minoranze bielorusse e ucraine, sottratte nella guerra russo-polacca del 1920-1. Dopo la notizia del Molotov-Ribbentrop i Paesi balcanici sanno di non essere più protetti, l’Urss non aveva più alcun interesse a mantenerne lo status-quo => la loro unica speranza è formare un blocco di Paesi neutrali con l’Italia dichiaratasi non-belligerante.

• In ottobre i protagonisti rimangono ancora Gb, Fra, Ger (e Pol). Carattere ideologico del primo biennio di guerra: aggressori i regimi autoritari Ger-Ita-Urss e aggredite le democrazie dell’Atlantico settentrionale Pol-Nor-Dan-Ola-Bel-Fra-Gb. Hitler crede in una guerra circoscritta, vinta con la sua effettiva capacità di mettere in campo a breve termini reparti d’assalto; ma non si accorge che ciò che conta davvero è il potenziale teorico di mobilitazione delle risorse nazionali (la coalizione antitedesca, senza Francia, aveva un potenziale bellico del 66% globale).

• Dopo la sconfitta polacca, la Ger riforma il Molotov-Ribbentrop con gli Accordi tedesco-sovietici del 28 settembre cedendo la Lituania per poter in cambio allargare il territorio polacco d’influenza (Hitler indirizza l’espansionismo sovietico nel Mar Baltico!) + impegno a non tollerare agitazioni placche + fornitura Urss Ger di materie prime pagate con manufatti => da intesa bilaterale ad alleanza di guerra?. Davanti al Reichstag Hitler lancia l’offensiva di pace: chiede la pace a Gran Bretagna e Francia in cambio del mantenimento in vita (in senso politico) della Polonia e della promessa di

non volere altre modificazioni della carta europea --> aveva l’idea bislacca di ricreare un futuro fronte antibolscevico. Aggiunge la proposta di una conferenza economica tra le grandi potenze europee. Se tutto ciò non si fosse realizzato la Germania avrebbe continuato la guerra fino in fondo! Si sbaglia perché dà per scontato un sì che in realtà non arriverà mai: la svolta inglese del marzo ’31 è definitiva, soprattutto dopo l’ingresso al governo dello stesso Churchill. Se la Gb, essendo il principale avversario, avesse accettato la Germania si sarebbe rivolta a est concordando la pace con la Polonia e ritrattando il patto nazi-sovietico: in partica, il mondo sarebbe stato riorganizzato a spese dei Russi. RIFIUTO e conseguente riversamento delle responsabilità della guerra su Gb-Fra.

• Dopo questo rifiuto si apre una nuova fase del conflitto indicata come drôle de guerre = guerra per burla, Gb e Fra rimangono ferme per tutto l’inverno e sembra lascino a Hitler il tempo per fare ogni mossa a suo piacimento. In questo periodo l’Urss firma trattati di mutua assistenza con Estonia, Lettonia e Lituania, inviando truppe dell’Armata rossa nelle basi locali per prepararne l’annessione prossima), e rivolge la sua attenzione alla Finlandia = guerra d’inverno, dove incontra parecchie difficoltà e diffonde l’idea che l’esercito sovietico sia assai debole. Il duce ne approfitta per esporre a Hitler le sue riserve: il Molotov-Ribbentrop beneficia soltanto i Russi, supposti fragili => stravolge il fronte anti-bolscevico + fa notare che un attacco da parte di Ger e Ita alla Gb potrebbe provocare gli Usa => altro grave errore di valutazione del fuhrer. Apice della diffidenza fra i due con la pronuncia concomitante di un discorso da parte di Ciano che condanna il Molotov-Ribbentrop, non critica le potenze occidentali e afferma il solido carattere antibolscevico della politica italiana (Italia spaventata dal blocco navale inglese che impediva anche i nostri rifornimenti). Hitler risponde dopo 2 MESI nel marzo 1940 sostenendo che Ger e Urss hanno obiettivi comuni, essendo entrambi fortemente nazionalisti, e mercati complementari, inoltre si arrischia a imporre a Mussolini di fare una scelta = o con noi o isolato. Se la Francia avesse perso, saremmo rimasti gli unici sul continente ad essere neutrali…

• Affrettandosi, il 10 giugno, dopo aver preso la sofferta decisione all’inizio di marzo, Mussolini dichiara guerra ad una Francia sicura sconfitta. Il 9 maggio Reynaud e Chamberlain si dimettono (quest’ultimo lascia il posto a Churchill che forma un governo di unità nazionale), il giorno successivo l’esercito tedesco penetra nelle Ardenne, il 14 prende Parigi. Il legame tra Gb e Fra era stato rafforzato dalla decisione di non firmare paci separate, patto decaduto poco dopo per l’esigenza francese di negoziare un accordo successivo alla disfatta.

Entrambe minano le acque norvegesi, dato che la Norvegia neutrale (e non solo lei) riforniva la Germania di minerali di ferro: in questo modo le navi da Narvik erano costrette ad uscire in mare aperto ed a soccombere sotto la superiorità inglese => Hitler ne approfitta per giustificare un attacco a Norvegia e Danimarca in aprile, azione di contrasto dell’espansionismo sovietico evidentemente diretto a rafforzare le difese contro la Germania e ad imporsi rispetto ai Paesi scandinavi. Il 10 maggio i Francesi vengono attaccati e sconfitti velocemente, i militari inglesi si rifugiano a Dunkerque. L’ingresso italiano muta gli equilibri ed apre nuovi fronti, tra i quali i primi fuori dall’Europa = in Grecia, nei Balcani, e in Egitto, nel Nord Africa.

Dopo la sconfitta francese, la Gb rimane isolata, perciò entrambe non riescono più a tenere sotto controllo le colonie nell’Estremo Oriente. Il Giappone ne approfitta e nel 1941 realizza persino l’invasione dell’Indocina. Questa debolezza congiunta convincerà presto gli Stati Uniti ad intervenire; nel novembre 1939 Roosevelt aveva emanato il quarto Neutrality Act ma mirava già ad un obiettivo duplice: conservare la neutralità e impedire insieme la vittoria della Germania, la regola cash&carry indicava di fatto già una propensione alle esigenze britanniche (e di conseguenza francesi).

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