Tecnica e tecnologia dei sistemi edilizi, Sintesi di Tecnologia Dei Materiali
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Tecnica e tecnologia dei sistemi edilizi, Sintesi di Tecnologia Dei Materiali

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Progetto e costruzione- edizione 2015 e successive. Elenco puntuale con dettaglio della norma UNI 8290 ed analisi del sistema tecnologico
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STRUTTURE PORTANTI Unità tecnologiche ed elementi tecnici che appartengono al sistema edilizio, sostengono l’edificio e ripartiscono i carichi che l’edificio deve sopportare. Tradizionalmente si costituisce di: setti murari, solai, pilastri e travi.

Le unità tecnologiche che compongono la struttura portante sono: • Strutture di fondazione • Strutture di elevazione • Strutture di contenimento

2.1 Strutture di fondazione Insieme degli elementi tecnici del sistema edilizio che trasmette i carichi verticali e orizzontali dell’edificio al terreno. Il comportamento del terreno dipende dalle sue caratteristiche morfologiche, tecnologie dell’edificio e dalle sue fondazioni.

Cedimenti differenziali cause principali del dissesto delle strutture di elevazione Lo studio del terreno è tra le prime fasi da effettuare per sviluppare il progetto.

Il sottodimensionamento può provocare dissesti e richiede così interventi di consolidamento e ripristino per garantire sicurezza. Forma e dimensioni vanno considerate in base ai carichi della natura del terreno e della tipologia della struttura di elevazione

• Struttura di fondazione diretta diretto contatto col terreno • Struttura di fondazione indiretta aggiunti dispositivi- pali, tiranti, chiodature- che danno

stabilità e sicurezza alle fondamenta.

Per morfologia: • Fondazioni discontinue plinti su cui poggiano le strutture verticali • Fondazioni continue elementi collegati tra loro- travi rovesce

2.1.1 Fondazioni superficiali Dette anche fondazioni dirette. Si usano quando il terreno ha valori di portanza soddisfacenti.

• Strutture di fondazione superficiali discontinue terreno con portanza elevati ed omogenei. Struttura di elevazione puntiforme.

• Strutture di fondazione superficiali continue ripartire il carico sul terreno Fondazioni superficiali discontinue – Plinti Realizzate con elementi tecnici puntuali (plinti), quando le strutture di elevazione sono del tipo a telaio. Plinti distribuiscono il carico delle strutture su una superficie più ampia così da diminuire l’impatto ed evitare sprofondamento del terreno degli elementi puntiformi della struttura di elevazione. Elemento rigido a forma di dado, può essere in calcestruzzo armato o non armato. Nel caso in cui non è armato viene usato meno calcestruzzo e viene assimilato ad una piastra con ali soggette flessione. Ne esistono di vari tipi:

• Parallelepipedi rapidità esecutiva, maggiore armatura per ovviare alle sollecitazioni di taglio.

• Tronco-piramidali minore rapidità esecutiva, minore uso di armature perché sono ridotte le dimensioni (compensate da maggiore uso di calcestruzzo nello spiccato del pilastro)

Le fondazioni non poggiano direttamente sul terreno, ma su uno strato di calcestruzzo detto magrone spessore 10-25 cm, base livellante per poggiare le strutture di fondazione. Evitare il contatto diretto delle armature col terreno e limitare l’umidità di risalita (ossidazione delle armature).

Possono essere usati plinti prefabbricati ottimazione dell’uso dei materiali, generalmente di forma tronco piramidale. Lo stampo viene posto capovolto rispetto all’elemento tecnico in opera permettendo rapidità dell’esecuzione del getto. Il pilastro viene posto sul plinto attraverso un alloggiamento detto bicchiere con il supporto di elementi di centraggio in acciaio, poi si fa un getto per dare continuità strutturale. Per strutture di elevazione con colonne in acciaio il profilo nella parte inferiore di appoggio al plinto viene saldato con una piastra orizzontale forata. Il pilastro viene posizionato sul plinto e fissato con barre di ancoraggio nella fondazione (tirafondi). Tirafondi barre piegate ad uncino nella parte inferiore e filettate nella parte superiore, posizionate prima del getto di calcestruzzo mediante una piastra che garantisce precisione negli ancoraggi. Pilastri posizionati con bulloni che danno solidità e mantengono sollevata la colonna dal plinto di 2/3 cm. La continuità strutturale viene assicurata con un getto di malta espansiva.

Plinti di fondazione possono essere collegati con cordoli in calcestruzzo armato o con travi di collegamento.

Travi di collegamento possono essere usate anche da appoggio per le pareti perimetrali e dei solai a terra (realizzati successivamente). Quando le analisi geotecniche hanno bassi valori di carico a rottura possiamo usare fondazioni discontinue a plinti, in questo caso bisogna usare fondazioni di tipo indiretto per ripartire i carichi negli gli strati più in profondità.

Fondazioni superficiali continue – travi rovesce e platee. Aumentano la superficie resistente sul terreno e collegano le strutture di elevazione sovrastanti. Si possono usare sia per le strutture portanti puntiformi che con strutture di elevazione a pareti portanti. Per terreni poco resistenti i plinti sono molto ravvicinati tra loro e conviene realizzare un’unica struttura di fondazione. Cordoli di fondazione si usano nelle murature portanti in elevazione, ripartiscono i carichi in maniera omogenea sul terreno Trave rovescia ripartisce sulla superficie di appoggio i carichi trasmessi dalle strutture sovrastanti. Sopportano carichi maggiori ed in altezza hanno dimensioni ingombranti e richiedono una quantità alta di calcestruzzo. Possono essere a parallelepipedo, a T rovescia o L. possono essere armate o non armate. Le fondazioni a trave rovescia possono essere collegate con cordoli o strutture secondari oppure formano un reticolo ortogonale di travi (fondazioni a zattera aree ricavate nelle maglie di travi poi impermeabilizzazione e getto in calcestruzzo armato con rete elettrosaldata).

Travi rovesce e cordoli non poggiano direttamente sul terreno ma su uno strato detto magrone, altrimenti se devono essere realizzate strutture con carichi rilevanti si realizzando fondazioni a platea con una dimensione superficiale di contatto.

Fondazioni a platea facilità di messa in opera, notevole quantità di calcestruzzo e di ferro di armatura per realizzare la soletta con spessore elevato (40/80 cm) dato che deve ovviare alle sollecitazioni imposte dalla struttura dell’edificio.

Platee nervate reticolo di travi rovesce, diminuiscono lo spessore della soletta. Possono essere poste nell’estradosso della soletta e nell’intradosso. Bisogna tenere in considerazione la consistenza del terreno, manodopera e condizioni atmosferiche. Viene preparato il piano di posa con uno sbancamento e livellamento, si realizza il magrone per regolarizzare il piano di posa e si crea quindi lo strato di interposizione fra terreno ed armature. Dopo aver poggiato il magrone si posizionano le armature usando reti elettrosaldate e gabbie di barre di acciaio, infine si getta la platea ed il livellamento. Si può gettare le fondazioni e le strutture in elevazione in momenti successivi attraverso i ferri di ripresa per dare continuità strutturale.

2.1.2 Fondazioni profonde Fondazioni profonde discontinue- Pali

Usate per trasferire il carico degli edifici fino ad arrivare in profondità spesso importanti attraverso la costruzione di pali. Essi devono essere distanziati almeno 3 volte il loro diametro perché se sono troppo vicini si possono creare diminuzioni di attrito sul terreno. Pali Realizzati in opera oppure prefabbricati, generalmente in calcestruzzo armato o in acciaio. Hanno lunghezza tra i 6 e 20 metri. Vanno posti sotto le strutture di fondazione (plinti- travi rovesce o platee), vanno collegati da strutture come cordoli o travi di collegamento per ripartire il carico della struttura sovrastante. I pali possono essere non armati fatti di calcestruzzo gettato in opera oppure armati con ferri e staffe come se fossero un pilastro. Pali in calcestruzzo gettati in opera fondazioni che poggiano su uno strato resistente, costo inferiore, tempi maggiori. Si può realizzare con infissione se non di raggiungono quote maggiori o tramite trivellazione per diminuire piccole frane interne.

2.2 Strutture di elevazione Insieme degli elementi tecnici del sistema edilizio che sostiene i carichi verticali e orizzontali, trasmettendoli alle strutture di fondazione.

• Strutture di elevazione verticali: pilastri, setti o paramenti murari, pareti ad angolo e/o incrociate

• Strutture di elezione orizzontali e inclinate: travi, solai, insieme pareti-solaio. Oppure comprendono sia i solai piani e inclinati per i collegamenti verticali che gli elementi di copertura piani e inclinati

• Strutture di elezione spaziali: elementi piani variamente articolati e connessi. Per luci ed ambienti di grandi dimensioni

Strutture puntiformi Pilastri tozzi/ snelli Strutture lineari Travi/ Cordoli Strutture piane Solai/ Pareti-pannelli-setti portanti

Strutture spaziali Elementi tridimensionali/ Reticolari-geometriche

Rispetto dei requisiti: resistenza meccanica, sicurezza al fuoco, benessere termo-igrometrico, benessere acustico, durabilità, protezione agenti esterni, integrabilità dagli elementi tecnici, conformabilità degli spazi.

UNI 8290 articola le strutture di elevazione in strutture di elevazione verticali e strutture di elevazione orizzontali e inclinate.

2.2.1 Strutture di elevazione a telaio Ricevono, sopportano e trasferiscono alle fondazioni i carichi verticali e orizzontali derivati dai pesi proprio e dal peso di esercizio. Queste soluzioni possono essere svolte da elementi tecnici ch3 forano un sistema puntiforme (elementi verticali come pilastri) con funzione di sostenere l’edificio, le funzioni di contenimento e di involucro sono destinati ad elementi tecnici non portanti ad essi connessi.

Insieme composto da due pilastri per una trave connessi. Più telai orizzontalmente, connessi con elementi piani di solaio e sovrapposti formano lo schema strutturale di un edificio a struttura puntiforme. Struttura intelaiata schema a maglie rettangolari dove le trsvi sono messe lungo un’unica direzione secondo le luce inferiore della maglia, i solai sono disposti ortogonalmente alle travi e lungo la luce maggiore.

Necessario contrastare le forze orizzontali che agiscono sull’edificio, si agisce quindi sui singoli telai dotando gli elementi di connessioni rigide o affidando il compito alle strutture di irrigidimento e controventamento. Queste funzioni le svolgono aste incrociate connesse ai nodi strutturali oppure parei portanti in modo che irrigidiscono i telai.

Strutture di elevazione a telaio in calcestruzzo armato

Realizzate da elementi lineari (pilastri e travi-) connessi tra loro attraverso la continuità delle armature in acciaio e del calcestruzzo (che può essere gettato anche in momenti diversi)

Pilastri realizzati con armature formate da barre di acciaio longitudinali all’asse del pilastro, lungo il perimetro della pianta in corrispondenza delle fibre tese, e da staffe trasversali che formano una gabbia rigida che verrà cosparsa dal getto in calcestruzzo nelle casseforme. Travi in calcestruzzo armato si creano con una gabbia di barre e staffe, una parte delle barre posta nell’intradosso viene piagata e si ottimizza così l’impiego dell’acciaio e la quantità del calcestruzzo. I pilastri hanno generalmente sezione quadrata o rettangolare per rispondere meglio alle sollecitazioni, le travi hanno sezione rettangolare con dimensione maggiore nel senso verticale. In genere queste ultime sporgono sotto l’intradosso del solaio ed hanno sezione a T oppure L rovescia. Hanno sezione rettangolare e sono disposte in senso orizzontale per permettere il passaggio degli impianti

I ferri delle armature devono essere protetti dagli agenti atmosferici e distanziati dal corso del manufatto attraverso uno struttura di calcestruzzo detto copri-ferro. La costruzione della struttura di elevazione a travi e pilastri si sviluppa creano telai portanti, le pareti di controventamento e poi gli impalcati per completate il piano.

Modi di produzione: • In opera attrave4rso posa delle armature e getto in casseri • In opera con elementi semi-prefabbricati e getti di completamento • In stabilimento e montate in impera con getti di integrazione

Per quelle in opera si usano le casserature dove si alloggiano le armature, vincolati ai ferri di attesa delle strutture realizzate in precedenza, successivamente si getta il calcestruzzo per completare l’elementi costruttivo. Successivamente Si posano i solai. Il getto si esegue in due momenti: il rimo per realizzare tutti i pilastri collegando le armature del piano inferiore a quelle del piano in formazione, successivamente si gettano le travi con il getto di completamento dei solai. Infine, si procede alla scasserature delle carpenterie. Si può ottimizzare la dimensione dei pilastri col diminuire del carico sovrastante, variando la sezione dei pilastri si adattano alla planimetria e si cerca di inserirli nelle pareti, inoltre diminuisce la sezione aumentando di piano quindi le armature dei pilastri si sagomano cos’ da mantenere continuità con i ferri.

Due tipologie di casseforme: • Reimpiegabili: maggiormente usate, formate da pareti- distanziatori- strutture esterne.

Le superfici vanno trattate per garantire la impermeabilizzazione, durabilità e facilità di montaggio e smontaggio.

• A perdere: minori costi e tempi più rapidi di lavorazione. Possono essere: ■ Formate da blocchi cavi: usati materiali leggeri come fibre di legno mineralizzato in

impasto cementizio. Si creano pareti o pilastri cavi dove si inseriscono le armature e successivamente si effettua il getto di calcestruzzo

■ Formate da pannelli di materiali isolanti • Rampanti: usati per vani cale, ascensori e blocchi bagno, in un solo elemento realizzano

entrambi paramenti del setto. Vengono traslati verticalmente con la maturazione delle pareti gettate.

Strutture di elevazione con getto in opera attraverso elementi semi-prefabbricati usati elementi costruttivi già parzialmente formati in stabilimento. Si mantengono le stesse caratteristiche di produzione in cantiere ma si aumentano i cicli di lavorazione, i componenti sono più leggeri e si risparmia nei costi di trasporto. Vengono posizionati gli inerti in calcestruzzo verticali, a questi si appoggiano le travi e si predispongono le armature verticali interate con quelle già alloggiate negli elementi di trave semi-prefabbricate. Si getta il calcestruzzo che completa gli elementi costruttivi con un getto di completamento.

Strutture di elevazione prefabbricate in stabilimento e montate in opera, si ha un risparmio economico e si velocizza il cantiere limitano i tempi alle fasi di montaggio. Vengono assemblati elementi di testata e predisposti alloggiamenti e ferri di attesa e di ripresa, poi si salda e si bullonano piastre di fissaggio, con interposizione di malte o strati materiali plastici oppure ad umido attraverso il getto di calcestruzzo (getto integrativo) Sui pilastri poggiano le travi in cemento armato vibrato tralicciato ad armatura lenta, successivamente si posizionano i ferri e le reti elettrosaldate. Quindi, si esegue il getto di integrazione degli elementi strutturali ed eventualmente il getto di completamento dei solai. I pilastri pluripiano possono avere mensole sporgenti per poggiare le travi oppure hanno sezioni con ferri scoperti in corrispondenza delle travi, si usano le superfici come appoggio provvisori e si prevede un geto integrativo per connettere il nodo. Si possono usare mensole provvisori in acciaio per agevolare le fasi di predisposizione dei getti integrativi.

Le fondazioni delle strutture a telaio prefabbricate possono essere realizzate anche con plinti prefabbricati in questo caso si avranno alloggiamenti a bicchiere dove il pilastro viene posizionato poi, il componente verticale viene fissato con un getto di malta espansiva.

Strutture di elevazione a telaio in acciaio Generalmente hanno profilati di sezione e dimensione standard ottenuti per laminazione. Le più comuni sono sezioni a T, doppio T, L, C. la sezione a doppio T è molto efficiente, ottimizza la resistenza agli sforzi di flessione, ha poco materiale in corrispondenza dell’asse neutro e maggiore dove ci sono maggiori sollecitazioni Le colonne vengono realizzare con elementi a doppio T e prendono il nome di profilati ad H. i profilati ad H sono del tipo HE sempre in base allo spessore delle ali avremo HEA più sottili e HEB normali. Le travi vengono realizzate a doppio T e devono denominati profilati a I. generalmente si utilizzano profilati di tipo IPE. Ci sono anche profili a sezione scatolare: quadrata, rettangolare o circolare, l’uso di profilo a T, L, C origina elementi strutturali a sezione composita.

Gli elementi strutturali verticali, orizzontali e t4rasversali si uniscono attraverso connessioni con bullonature e saldature. Con la bullonatura si possono smontare gli organismi edilizi realizzati. In cantiere è prevista una fase di pre-assemblaggio a piè di opera degli elementi singoli, il montaggio in opera attraverso un primo serraggio delle piastre di giunzione e la messa a piombo. La connessione degli elementi con saldatura permette di realizzare strutture intelaiate rigide e si esegue fondendo le parti aggiungendo ulteriore materiale pe realizzare cordonature visibili nelle strutture saldate. Controventamenti realizzati attraverso connessioni rigide fra gli elementi attraverso profili predisposti in diagonale fra i telai oppure con pareti a setti portanti. Viene irrigidita con elementi come piastre e squadre di connessione fra travi e pilastri. I solai sono gli elementi di controventamento orizzontale.

Gli irrigidimenti verticali sono realizzati da pareti portanti in calcestruzzo armato. I nuclei strutturali, si sviluppano in verticale dalle fondazioni alle coperture, sono indicati per collocare scale ed ascensori oppure servizi tecnici e locali igienici cos’ da collocare le canalizzazioni impiantistiche.

Le luci tra i pilastri nelle magli strutturali a trama larga arrivano a max 18 metri con profilli normali. Con solai che poggiano alle travi secondarie si arriva a luci tra 4 e 10 metri. Per carichi orizzontali si usano travi principali più corte e pozze.

I pilastri si producono ad altezze di piano oppure per più piani, in genere fino a tre elevazioni per ogni elemento prefabbricato. Le travi principali e secondari si connettono all’interno dello spessore principale della trave così da contenere l’altezza di ingombro dell’9impalcato. Gli elementi del solaio vengono poggiati sull’ala superiore della trave secondari a e realizzato tutto il pacchetto dell’impalcato nello spessore della trave principale.

Strutture di elevazione a telaio in legno Si classificano in base alle diverse tecniche di produzione a seconda delle modalità di assemblaggio delle componenti verticali e orizzontali che li costituiscono,

• Sistemi a pareti portanti di tipo massiccio • Sistemi a telaio: ■ Ossatura portante i carichi sono assorbiti da elementi strutturali di tipo lineare che

possono essere lasciati a vista a prescindere dagli elementi di tamponamento ■ Intelaiati realizzati i piani senza separare elementi portati da quelli di

tamponamento. Sistemi a telaio in legno si basano sull’uso di elementi strutturali lineari e sul principio di combinazione di travi, colonne e montanti uniti ad elementi piani per formare solai e pareti.

Alla struttura portane che forma lo scheletro dell’edificio sono uniti gli elementi portanti secondari, travi e puntoni, e gli elementi del solaio sono sostenuti sulle travi. I tamponamenti possono essere usati anche loro come elementi intelaiati oppure con tutti i sistemi costruttivi delle pareti perimetrali verticali come murature e facciate trasparenti.

♦ Sistemi lineari a X-Lam si possono realizzare edifici di grandi dimensioni come spazi commerciali o espositivi. Le luci delle travi variano dai 3 agli 8 metri. Hanno buon comportamento duttile come richiesto ai sistemi in legno.

♦ Telaio di legno “timber frame”hanno sezione variabile in base alle altezze dell’interpiano. Le tavole di rivestimento formano il rivestimento dei telai permettono di garantire stabilità e funzionalità strutturale ed hanno anche funzione di controventamento. il collegamento tra pannellatura e intelaiatura è eseguito con connettori meccanici come chiodi o viti.

Distinzione per tipologie di connessione: tradizionali o meccaniche.

Per assicurare le colonne allo zoccolo o al solaio di calcestruzzo si usano sistemi di connessioni e di lamiere ad angolari d’acciaio come rinforzo ed ancoraggio. I connettori cilindrici si usano per collegare aste tese perni, bulloni e bulloni calibrati. Per connettere legno-acciaio si usano perni speciali. Il giunto è fatto di un profilo metallico con un’estremità saldata ad una flangia metallica, unita ad un elemento di legno lamellare o massiccio attraverso barre incollate e una lama incollata in una fresatura nella testa dell’elemento ligneo.

Tutti i prodotti in legno ottenuti attraverso segagione ed essiccatura soni tabellati in base alla loro resistenza e possono essere usati e dimensionati in base ai parametri definiti per ogni modello. Segati si distinguono in listelli, tavole, tavoloni e legname squadrato.

Nel caso dei segati di tipo lineare vengono giuntati longitudinalmente attraverso il giunto a pettine realizzando così un prodotto di maggiore lunghezza. Incollando le superfici possono essere uniti più elementi trasversalmente e si hanno sezioni maggiori, inoltre si possono produrre elementi piani di legno massiccio e tavole di compensato.

Legno massiccio da costruzione e legno massiccio sono prodotti tramite abete rosso e ma si possono realizzare anche attraverso altre essenze come pino, abete bianco e larice. ♦ Travi DUO/TRIO prodotto di legno incollato. Formate da 2/3 elementi di legname squadrato

o tavoloni, essiccati artificialmente, classificati per resistenza e poi incollati.

Legno lamellare incollato un prodotto composito, formato da lamelle di una specie legnosa ed incollate parallelamente alla fibratura. Hanno spessore tra 32 e 40 mm.

2.2.2 Strutture di elevazione a pareti portanti Sono strutture continue, gli elementi piani verticali trasferiscono i carichi verticali alle strutture verticali e agli impalcati sottostanti. Le pareti portanti hanno funzione di resistere ai

carichi orizzontali, si hanno quindi pareti di controventamento ortogonale alle pareti portanti principali. Pareti portanti fatte con elementi sovrapposti in strati (murature) oppure costruendo elementi piani continui (pareti in opera o pannelli prefabbricati). Alla fine del 800 si usavano principalmente pietra, laterizio e legno poi subentrano acciaio e calcestruzzo armato.

Strutture portanti trasversali usate nelle tipologie a schiea, o anche in edifici in linea. Necessitano maggiore trasparenza dei prospetti. Strutture a pareti portanti longitudinali lungo le linee di sviluppo di facciata degli edifici e permettono di massimizzare la resistenza termica dell’organismo edilizio. Per entrambe le soluzioni le pareti di controvento poste nell’interno del corpo di fabbrica oppure a delimitazione delle unità immobiliari p vani scala e ascensori. I solai sono orditi in unica direzione appoggiano direttamente sui setti, per luci oltre i 5 metri i solai poggiano su travi a loro volta insistenti sulle pareti portanti.

Strutture di elevazione a pareti portanti in muratura Realizzate con piccoli elementi di armatura in acciaio e getti di integrazione in calcestruzzo, vale sia per i laterizi che per i blocchi in calcestruzzo. Gli elementi vengono posti in opera per ricorsi sovrapposti con interposizione di malte con funzione legante e di ripartizione dei carichi. Si lavorava soprattutto sullo spessore della muratura altrimenti usando due paramenti murari esterni con riempimenti a sacco di materiali inerti. In quest’ultimo ocaso gli elementi esterni facevano da cassero a perdere o da strato portante, venivano collegati tramite malte contenute nel riempimento oppure attraverso ammorsamenti fra le murature.

Murature in pietra naturale elementi non squadrati posti in opera in strati e legati dalla malta interponendo risorsi di regolarizzazione di mattoni di laterizio. Usati blocchi squadrati, conci, posti in opera per filari regolari con spessori variabili in base ai carichi.

La pietra oggi viene usata principalmente come rivestimento, ha un alto valore di trasmittanza termica e alta inerzia termica nella notte disperde il calore accumulato nel giorno, e viceversa.

Murature in laterizio realizzate sovrapponendo ricorsi regolari di elementi, collegati attraverso la malta. Sono definiti mattoni quegli elementi che non superano i 7500 m. cubi, altrimenti si chiamano blocchi. I mattoni tradizionali hanno misure che on separano i 14/15 cm di larghezza, da considerare lo spessore della malta da 1 cm.

MattoniSecondo la norma UNI il mattone ha dimensioni nel rapporto 1-2-4 considerando 1 cm di malta 5,5x12x24 oppure 12x12x25. Questo tipo di mattoni è usato principalmente per murature portanti, hanno fori verticali in percentuale minore rispetto a volume ecco perché si chiamano mattoni semipieni. I fori non devono superare la percentuale del 55% o del 45% in zone sismiche.

Blocchi semi pieni 30x25x15 oppure 25x30x19 cm. Hanno fori di dimensione maggiore per la presa e il posizionamento a mano.

• Mattone a pasta molle: più leggero e poroso, assorbe maggiore quantità di acqua • Mattone estruso: impasto più secco, trafilato attraverso una filiera che sagoma la

superficie di piatto e poi viene tagliato ad altezza stabilità.

Blocchi di laterizio alleggerito impasto di argilla e grani di minerale espanso, buona resistenza strutturale con peso limitato Blocchi di laterizio alveolare l’argilla viene mischiata con particelle di materiale. Blocchi compositi paramento interno portante e formati da un paramento esterno per proteggere lo strato di isolante interposto. Hanno funzione strutturale ma anche quella di chiusura verticale.

Murature portanti in blocchi comprendono materiali come calcestruzzo, calcestruzzo alleggerito e calcestruzzo cellulare. Blocchi di calcestruzzo alleggerito prodotti con inerti di piccola granulometria e hanno porosità a celle aperte offrendo prestazioni di resistenza termica, vanno usati per murature protette dall’umidità perché assorbendo l’acqua diminuiscono le prestazioni termiche. Blocchi di calcestruzzo cellulare porosità a celle chiuse, scarsa permeabilità usati particolarmente per climi umidi e freddi. Blocchi pieni: foratura fino al 15% Blocchi forati: foratura tra 15% e 45%. I fori sono presenta iper consentire il riempimento con materiali isolanti, per la posa di ferri di armatura e di getti integrativi di calcestruzzo per fare mutuare armate.

Murature armate inserite armature metalliche nella muratura per realizzare un concatenamento dei paramenti murari creando resistenza nel sistema strutturale.

Strutture di elevazione a parati perimetrali in calcestruzzo armato Realizzate in opera con casseformi a perdere o reimpiegabili oppure prefabbricate in stabilimento o prefabbricate a piè di opera, nel caso in cui le dimensioni non permettono il trasporto dello stabilimento.

• Pareti in calcestruzzo armato gettate in opera: con casseri a perdere in lastre. Usati pannelli modulari in legno o lastre di polistirene espanso. i materiali che formano i casseri permettono di realizzare pareti portanti coibentate. Le lastre di polistirene sono connesse con fili di acciaio che formano l’intercapedine. All’interno ci possono essere reti di acciaio per l’armatura mentre all’esterno reti elettrosaldate sottili che ripartiscono i carichi per applicare l’intonaco a cappotto su entrambi i lati. Le armature sono sia orizzontali che verticali. I casseri servono a contenere la spinta del calcestruzzo, maturato il getto le pareti sono scasserate e predisposte le reti impiantistiche realizzando le tracce nello spessore del polistirene. Poi viene realizzato l’intonaco. Gli elementi semi-prefabbricati sono formati da lastre sottili in calcestruzzo e armature di reti elettrosaldate legate da tralicci metallici con getto superiormente. Queste pareti sono posate in opera con ganci predisposti in officina, poi sono sigillate e gettate con getto di completamento per realizzare la parete portante mono strato Le pareti realizzate con casseri a perdere in blocchi prevedono misure modulari standard e sono prodotti con giunti ad incastro ed elementi speciali per il montaggio. Data la leggerezza cono previsti blocchi con misure variabili in altezza, lunghezza fino a 150 cm. Per realizzare pareti portanti in calcestruzzo gettate in opera, le armature vengono messe in opera pertanto attenzione al fissaggio delle gabbie così si impediscono movimenti nel getto e nella vibratura. Garantita umidito fino alla maturazione del getto.

• Pareti in calcestruzzo armato prefabbricate: sono sistemi chiusi di prefabbricazione pesante. I cicli di produzione sono veloci per il montaggio in opera di elementi completi che devono essere giuntati con getti integrativi. I pannelli hanno altezza di piano e lunghezza che permette di creare un vano ambientale, generalmente sono prodotti con solaio a piastra prefabbricati (pannelli mono strato pieni, cavi oppure pluriseriato). ■ Pannelli mono strato pieni realizzati con casseri in acciaio orizzontali basculanti.

Prima del getto si fanno le contro maschere per creare vani/porte/finestre. Poi si effettua il getto fondo cassero, si posiziona e si fissa la gabbia di armatura e si fa il secondo getto. Il cassero viene vibrato per compattare il getto. Il pannello viene spostato e stoccato.

■ Pannelli mono strato alveolari forature verticali a tutta altezza diminuiscono il peso. I vuoti possono essere riempiti di schiume poliuretaniche per isolare nel caso si pannelli involucro per esterno degli edifici. I calcestruzzi hanno basso contenuto d’acqua. Il getto viene eseguito con la vibratura dei casseri poi messi nei forni dove avviene la maturazione accelerata. Infine, vengono stoccati all’esterno dello stabilimento, dove eventualmente viene inserito l’isolante nella cavità. I giunti devono limitare ponti termici che si verificano quando le superfici esterne ed interne in calcestruzzo comunicano.

■ Pannelli tipo sandwich (pluristrato) strato interno portante, uno di isolamento termico, uno strato di calcestruzzo esterno che protegge l’isolamento. Lo strato di conglomerato cementizio ha spessore variabili, quello di coibentazione è fatto di polistirene espanso mentre la crosta esterna con armatura di rete elettrosaldata e finitura superficiale. Gli strati in calcestruzzo sono separati e uniti attraverso staffe metalliche. Viene gettato lo strato strutturale e vibrato il cassero, posti i dispositivi per la maturazione accelerata a vapore.

Strutture di elevazione a pareti portanti in legno “Baloon frame” e “Platform frame” erano basati sulla realizzazione di pareti portanti formate da intelaiatura a portanti e travetti di sezione ridotta, irrigiditi con tavole di legno massiccio o pannelli di compensato. Baloon frame montanti pluripiano, necessita di montanti di controventamento interni alle temperature e di incastro per le strutture orizzontali. Si creano pareti ad altezza di piano su cui poggiano gli elementi strutturali orizzontali. Limitato sviluppo in altezza (2/3 piani max)

pannelli portanti multistrato in legno massiccio creano un sistema strutturale ma sono più leggeri. Sono prefabbricate in stabilimento montate in opera riducendo tempi e mezzi d’opera.

• Pareti ad intelaiatura in legno: sistema strutturale piano, si creano strutture portanti controventamento e chiusura verticale. Le pareti sono fatte di telai in legno massiccio con sezione ridotta, distanziati poco e correnti ad altezza di piano. I montanti si collegano ai correnti superiori e inferiori (sot6to l’intradosso del solaio), il telaio viene tamponato con pannelli attraverso chiodature così che si ottiene controventamento lungo la parete. Possono essere in legno o in gesso. I giunti sono in corrispondenza dei montanti con fissaggi metallici e fasce adesive di tenuta all’aria. Gli elementi verticali e orizzontali son uniti con piastre angolari in acciaio ed avvitate sui montanti. Le fasce di gomma permettono di insonorizzare le strutture, dato che il legno ha capacità di risonanza da correggere in fase di progettazione. Sono portanti tutte le pareti esterne, le campate interne sono fatte con pareti inter4ne di spina altrimenti con telai di pilastri e travi. Le pareti di divisione con le unità ambientali sono portanti così da limitare gli ingombri fissi. Le aperture per porte e finestre sono fatte con architravi di legno massiccio o lamellare (luci portanti). Il solaio è fatto da un’orditura di travetti ed elementi di contentamento ortogonali ai travetti, infine avviene il rivestimento strutturale. I travetti sono chiodati ai travetti di testata. I travetti, per limitare l’ingombro nella struttura, poggiano su elementi chiodati sul fianco della trave. Il solaio viene rivestito con tavole di compensato strutturale o pannelli in scaglie di legno. All’intradosso del solaio viene posto un controsoffitto in pannelli di cartongesso o tavole di legno. Il pacchetto della pavimentazione prevede la stesura di una guaina per isolare acusticamente e la finitura a secco con massetto cementizio posato su guaina impermeabilizzate e pavimentazione a colla.

• Pareti ad elementi piani in multistrato di tavole di legno: per realizzare piccoli edifici a piano. Struttura portante con legno massiccio, questo materiale strutturale detto “X- lam”viene fatto con strati di lamelle disposte con orditure incrociate. Costruzioni fino a 5/7 piani e tempo di montaggio contenuto. Pareti portanti in corrispondenza delle facciate esterne e all’interno degli edifici, possono essere connessi con travi lamellare per gli spazi interni. Possono essere usati come lastre per solaio strutturale. Si possono evitare sistemi di architrave per porte e finestre nei vani. Partendo dal primo spiccato fuori terra i pannelli poggiano su pareti interrate in calcestruzzo armato elevate fino a 10 cm fuori terra o direttamente su platee in calcestruzzo armato. Connessioni con tavole di legno o guaine di protezione all’acqua, assemblaggi con piastre e lamiere poste nei getti o imbullonate con tasselli/ barre. Prevedere impermeabilizzazione con guaina bituminose per umidità di risalita e allontanamento delle acque meteoriche. Le giunzioni verticali sono realizzate attraverso ammorsamenti mentre per connessioni verticali/orizzontali si usano piastre in acciaio. Le fasce di gomma insonorizzano le strutture, dove ci sono giunzioni di mettono strisce per tenuta all’aria.

2.2.3 Strutture di elevazione orizzontali e inclinate Strutture per impalcati piani

Elementi tecnici che trasferiscono carichi verticali e orizzontali alle strutture di elevazione verticale. Hanno funzione di chiusura orizzontale superiore o inferiore oppure partizione interna orizzontale. Due funzioni principali:

1. Sorreggere i carichi li trasmettono alle strutture sottostanti 2. Strutture di controventamento collegano le strutture di elevazione verticali per

contrastare le spinte orizzontali. I solai raccolgono e distribuiscono le sollecitazioni e le trasmettono alle strutture inferiori.

♦ Elementi lineari: travi ♦ Elementi piani: piastre o lastre In base alle luci da coprire si hanno strutture principali che gravano sulle strutture di elevazione verticali o secondarie. Queste poggiano alle strutture orizzontali principali.

♦ Impalcati monodirezionali carichi trasmessi in unica direzione, si hanno impalcati a semplice orditura o doppia orditura (travi principali e secondarie). Le travi portanti sono disposte secondo la luce minore ed i solai sono ortogonali ad esse

♦ Impalcati bidirezionali carichi in entrambe le direzioni ortogonali. Travi poste in entrambe le direzioni, solai in una o entrambe le direzioni. Si usano per luci diverse, così si concatenano le strutture di elevazione.

Travi Travi principali trasferiscono il carico direttamente alle strutture di elevazione verticale. Travi secondarie trasferiscono i carichi degli impalcati sulle travi principali.

Hanno sezione piena o alleggerita PrecompressioneL’armatura metallica viene stirata prima che l’elemento prefabbricato sia posto in opera ♦ Pre-tensione i cavi posti nello stampo sono stirati. Successivamente quando il getto ha

resistenza, si rilasciano i cavi. Usato per elementi di piccola dimensione. I cavi sono formati da trecce o trefoli in acciaio. La conformazione dei cavi migliora l’aderenza con il calcestruzzo. Quest’ultimo deve avere alta resistenza a compressione evitando fessurazioni dovuti allo sforzo nel rilascio. Le travi in cls precompresso sono fatte in stampi con tensionamento fissi. Massima lunghezza 35 metri per luci superiori a 9 metri.

♦ Post-tensione i cavi sono posti nelle guaine predisposte prima del getto nello stampo, raggiunta la maturazione del cls si sottopongono i cavi a tensione, si inietta nelle guaine una malta cementizia che protegge i cavi a corrosione.

Travi reticolari Formate da un corrente superiore e un corrente inferiore unite con aste poste in diagonale o verticale longitudinalmente. Le aste possono essere snelle, in lacune soluzioni j acciaio sono sostituite da cavi o trefoli ♦ Travi reticolari leggere in acciaio ♦ Travi reticolari pesanti in acciaio ♦ Travi reticolari autoportanti (travi REP)

Solai Impalcati ♦ Legno buon isolamento termico, scarsa resistenza al fuoco e scarso potere fono isolante.

Sono necessarie protezioni e dispositivi per isolare gli ambienti. Realizzato con travi, pannelli multistrato, massetto in calcestruzzo alleggerito ed armato con rete elettrosaldata ed eventualmente controsoffitto per resistenza al fuoco ed isolamento termo-acustico ed impianti

♦ Acciaio usati come partizione orizzontale delle strutture a telaio metallico, si possono realizzare grandi luci con spessori limitati e pesi ridotti specialmente per settore terziario. Realizzati con travi profilate a doppio T alle quali si sovrappongono lastre di acciaio (lamiere grecate) che danno resistenza. Queste si collegano alle travi per saldatura o chiodatura, si completa con un massetto in calcestruzzo armato con rete elettrosaldata. Il massetto garantisce resistenza al fuoco ed isolamento acustico. Le lamiere possono poggiare sulle travi oppure all’interno della loro altezza.

♦ Latero cementoper maglia strutturale regolare. I travetti di calcestruzzo armato possono essere gettati in opera, prefabbricati o prefabbricati precompressi. I blocchi di alleggerimento sono formati da pignatte con conformazione varia, soletta di completamento- ▲ Travetti in calcestruzzo gettato in opera e blocchi di alleggerimento tipo pignatte:

sugli impalcati poggiano le pignatte che fanno anche da casseri per il getto, si posizionano i ferri per l’armatura. Sull’estradosso delle pignatte si collega la rete elettrosaldata, infine viene gettato il calcestruzzo.

▲ Travetti in calcestruzzo semi prefabbricati in cls e pignatte: elementi di travetto semi prefabbricati formati da un fondello in calcestruzzo in cui si pone l’armatura. Le pignatte hanno sezione con alette o rientranze per poggiare sui travetti.

▲ Travetti in calcestruzzo semi prefabbricati in cls con fondello in laterizio e pignatte ▲ Travetti prefabbricati in calcestruzzo armato o precompresso e pignatte:

i travetti poggiano sulle strutture portanti verticali, i ferri fuoriescono e con il getto si collegano alle travi. Dove avviene l’attacco con le travi si elimina un corso di pignatte per aumentare la resistenza.

▲ Prefabbricati di latero cemento in pannelli con sezione variabile ♦ Calcestruzzo armato elementi integrati nelle strutture di elevazione verticale se sono

realizzati in opera altrimenti con elementi prefabbricati si prevedono soluzioni a semi incastro. ▲ Soletta piana: getto di calcestruzzo in opera su casseri reimpiegabili, predisposte le

armature principali e secondarie e collegate alle travi e ai cordoli ▲ Nervati: luci oltre i 7 metri, per alleggerire il solaio. Sono previsti casseri a perdere per ▲ Lastre prefabbricate: per grandi luci e portate. In calcestruzzo armato precompresso ▲ Lastre alveolari: cavità lungo il pannello che alleggeriscono la sezione, si realizzano in

stabilimento. Si collegano alle travi ed ai cordoli con ferri di ripresa, si prevede la posa di un getto di integrazione eventualmente con rete elettrosaldata

♦ Lastre semi prefabbricate permettono una successiva predisposizione delle armature e il getto di calcestruzzo di completamento. Rapidità e costi contenuti. ▲ In calcestruzzo armato ▲ In fibra di legno mineralizzato

2.3 Strutture di contenimento Insieme degli elementi tecnici connessi con il sistema delle strutture di elevazione, con funzione di sostenere i carichi derivanti dal terreno. Contrastano le spinte delle terre. Si usano quando si richiedono caratteristiche geomorfologiche e orografiche o per ambenti sotto al piano di campagna. Strutture di contenimento verticali Rispondono alle sollecitazioni orizzontali (muri controterra o di contenimento). Formate da pareti che contrastano la spinta del terrapieno. In base alle sollecitazioni si realizzano in muratura eventualmente armata o in calcestruzzo eventualmente armato

Quando si devono realizzare scavi di notevole altezza si costruiscono muri diaframma realizzati in opera oppure con elementi prefabbricati in acciaio e calcestruzzo armato. Si creano palancolate con pali in calcestruzzo armato È necessario prestare attenzione alla protezione dalle acque ed impermeabilizzare l’elemento tecnico. ♦ Drenaggio ♦ Impermeabilizzazione

CHIUSURE 3.1 Chiusure verticali Elementi tecnici del sistema edilizio che separano verticalmente lo spazio interno dall’organismo edilizio dall’ambiente esterno. Realizza condizioni di benessere in relazione alle condizioni ambientali esterne. Possono essere classificate in base al filtro rispetto all’illuminazione naturale ♦ Opache ♦ Trasparenti

Analisi esigenziale-prestazionale alla base delle scelte progettuali, le principali classi sono: ♦ Sicurezza resistenza ai carichi, agli urti, controllo dilatazioni termiche, sicurezza in caso di

incendio, resistenza alle intrusioni ♦ Benessere termo-igrometrico, acustico, visivo e atmosferico. Controllo dell’isolamento

termico, inerzia termica, condensa, permeabilità dell’aria, tenuta all’acqua, isolamento acustico, controllo livello illuminamento.

♦ Gestione in esercizio requisiti del ciclo di vita degli edifici come manutenzione, durabilità degli elementi, consumi energetici

Parete inserita La parete perimetrale può essere posta nella struttura portante e poggiare su di essa, a filo con il bordo della struttura o arretrata. Parete a cortina posta all’esterno della struttura Parete semi inserita parete poggiata alla struttura che elimina ponti termici e protegge la struttura di elevazione degli agenti atmosferici.

3.1.1 Pareti perimetrali opache Formate da materiali e da superfici non trasparenti, vengono predisposti vani di apertura e integrazione con l’infisso verticale. Sono formate da varie stratificazioni

Strati funzionali Vanno scelti gli elementi che avranno funzione portante e quali avranno funzione portata. Portante funzione strutturale. Deve assicurare anche la funzione strutturale dell’edificio. Portata compito di chiusura (di tamponamento). Deve resistere al proprio carico.

In base a dove viene posto l’isolante, all’interno o all’esterno, questo avrà funzione di barriera o diffusione al vapore. ♦ Materiali idrofili: assorbono l’acqua, quando l’isolante è in ambiente protetto dall’umidità ♦ Materiali idrofughi: resistono alle azioni dell’acqua.

Parete isolata dall’interno Detta anche parete “a cappotto interno” è efficace quando si interviene su edifici esistenti e non si può migliorare dall’esterno le prestazioni termo-igrometriche ed acustiche senza cambiare l’aspetto architettonico. Non risolve ponti termici in facciata, ha rischi di condensa in climi freddi ed umidi, lo spessore rilevante può ridurre la superficie delle unità immobiliari. ♦ Cappotto a contatto: i tamponi adesivi di gesso sono infissi direttamente sullo strato

resistente. ♦ Cappotto su struttura di supporto: posizionamento di guide e montanti entro il cui spessore

si posizionano lastre o pannelli isolanti. Se ci sono forti escursioni termiche bisogna usare un isolante idrofugo e proteggere la superficie interna con barriera al vapore.

Parete isolata nell’intercapedine Controllo dell’isolamento e dell’inerzia termica della parete perimetrale opaca rispetto al cappotto interno. Lo strato di isolamento si realizza con materiali isolanti ma può essere affiancato da un’intercapedine d’aria che riduce carichi estivi e dispersioni per gli invernali. Spessore maggiore dovuto al doppio strato di materiale resistente e all’isolamento termico. Lo strato resistente interno poggia sulla struttura di elevazione mentre quello esterno può aggettare rispetto alla struttura. Aumentano le prestazioni quando lo strato resistente esterno è completamente all’esterno della struttura portante (a cortina). Generalmente lo strato interno si realizza con blocchi semipieni in laterizio o cls oppure con pareti in calcestruzzo in opera o prefabbricate, mentre il paramento esterno si realizza con laterizi o pannelli leggeri altrimenti con elementi sottili di calcestruzzo o mattoni faccia vista. Se lo strato isolante non è fatto con pannelli rigidi o semirigidi non occorre una camera d’aria ma è possibile utilizzare una barriera a vapore nella parte interna dell’isolante. I due paramenti murari si collegano con sistemi di appoggio in acciaio fissati al solaio o con marcapiani in calcestruzzo. ♦ Modalità di realizzazione in cantiere: ▲ Paramento interno poggiante su struttura portante- gli interni procedono con gli esterni ▲ Isolamento

▲ Camera d’aria ▲ Paramento esterno agganciato ▲ Strati di protezione e finitura ▲ Montaggio di infissi

♦ Pannelli tipo sandwich ▲ Strato portante interno ▲ Strato di protezione in cls alleggerito ▲ Strato di isolante passante- elimina ponti termici

Parete isolata all’esterno L’isolante posto all’esterno rispetto allo strato portante e protetto dagli agenti esterni con uno strato di protezione. Definita “a cappotto”. L’intento è accumulare energia termica proveniente dall’interno mentre l’isolamento ferma il flusso termico prodotto dall’ambiente circostante. Si utilizza particolarmente nei paesi del Nord Europa. L’isolamento termico è affidato allo spessore dell’isolante e controlla eventuali dispersioni mentre l’inerzia termica deriva dalla massa dello strato portante. Con questa soluzione si eliminano i ponti termici dati dalla discontinuità delle chiusure verticali e diminuiscono i consumi energetici (riscaldamento- raffreddamento). ♦ Soluzione a véture pannello isolante in polistirene rivestito da una protezione. Gli elementi

vengono fissati con tasselli passanti o con graffe, staffe. La soluzione a cappotto prevede di realizzare lo strato di protezione con intonaco armato realizzato con strati sottili a base cementizia altrimenti con intonaco a base di leganti idraulici.

Parete ventilata Strato resistente interno e strato sottile di rivestimento e protezione esterno, divisi da un’intercapedine d’aria. In quest’ultimo si producono moti convettivi dovuti alle aperture poste al piede e in sommità dello strato esterno. Queste aperture permettono all’aria dal basso di entrare facendo uscire l’aria dall’apertura posta sulla sommità. ♦ Strato di ventilazione in esso si innescano i moti convettivi d’aria e si modificano le

prestazioni della parete in base alle condizioni esterne e interne.

♦ Fase estiva: ▲ Di giorno temperatura alta nello strato di ventilazione e l’aria tende a salire, dal basso

entra l’aria fredda e fa fuoriuscire quella calda dall’alto mantenendo basso il livello di temperatura della parete interna.

▲ Di notte l’aria esterna è più calda rispetto all’interno, la parete fa da isolante mentre la camera d’aria permette l’espulsione dell’umidità

♦ Fase invernale: ▲ Di giorno il calore è trattenuto dall’isolante posto all’esterno. Con l’intercapedine si

disperde l’umidità ▲ Di notte l’aria fredda resta ferma e isola la parete

Fondamentale controllare l’umidità che può provocare condense e quindi sviluppare muffe, per controllarla bisogna considerare: ♦ Temperatura dell’aria ♦ Pressione di saturazione ♦ Umidità relativa

Vantaggi della parete ventilata controllo dei ponti termici in facciata (riduzione dispersioni), riduzione carico termico nella stagione calda, aumento della durabilità della parete da parte del rivestimento che la protegge da agenti atmosferici, evacuazione acque meteoriche. I sistemi di rivestimento vengono montati alla parete con perni, staffe, tasselli, viti.

Parete leggera a sacco Classe di chiusure verticali costruite “a secco”, sono composte da strati uniti con connessioni meccaniche. Con i materiali a secco si può procedere alla smontabilità dei materiali permettendo una facile dismissione. Gli strati sono composti da base in legno, cemento o polimerici. La struttura è fatta di profili in lamiera di acciaio o elementi in legno realizzati con montanti oppure con lastre sottili in

cemento fibro-rinforzato su cui si assemblano i componenti. Le finiture sono realizzate con sigillanti siliconici, guarnizioni. ♦ Pareti leggere a pannelli sandwich metallici ♦ Pareti leggere con struttura a telaio metallico e rivestimento in lastre ♦ Pareti leggere con struttura resistente in calcestruzzo fibro-rinforzato

Parete in legno Elementi costruttivi leggeri ad elevate prestazioni di carattere strutturale, solo per basso sviluppo verticale. Questa tecnologia ha maggiore diffusione nei paesi nordici. ♦ Pareti ad intelaiatura in legno ♦ Pareti ad elementi piani multistrato di tavole di legno

3.1.3 Pareti perimetrali trasparenti Elementi modulari, realizzato a secco attraverso ganci all’esterno delle strutture. Le pareti, dette a cortina, si identificano con il materiale costituente. Definisce l’aspetto formale dell’edificio, la membrana continua mette in comunicazione i due ambienti e può oltrepassare il concetto di chiusura verticale/orizzontale, o di parete/copertura. Può anche assumere il compito di barriera per regolare gli scambi termo-igrometrici, luminosi e acustici. ♦ Strato di protezione ♦ Strato resistente La qualità del vetro definisce il requisito di benessere. Bisogna considerare l’orientamento dell’edificio, l’esposizione delle facciate, le prestazioni termo-igrometriche, l’illuminazione. L’isolamento termico si ha dalle stratificazioni del vetro, vanno eliminati i ponti termici fra l’elemento della facciata e la struttura portante dell’edificio e fra il telaio dei pannelli vetrati e l’elemento resistente

Parete trasparente Parete di tamponamento non portante, formata da elementi appeso dall’esterno alla struttura portante ♦ Strato di protezione (barriera trasparente) ♦ Struttura della facciata ♦ Aggancio dell’elemento tecnico alla struttura portante. I diversi modelli funzionali si differenziano per aggancio e supporto.

Vetro delle facciate continue Lastre di vetro ottenute su un bagno di stagno fuso. Le lastre così prendono il nome di vetro float. Non devono rompersi in frammenti taglienti danneggiando gli utenti. I vetri stratificati hanno almeno due lastre di vetro float con una pellicola in PVB che trattiene i frammenti fino alla sostituzione del vetro. Per garantire migliori prestazioni termiche i pannelli di vetro sono realizzati con vetro camera formato da due lastre di vetro con intercapedine d’aria.

Facciata continua a montanti e traversi Struttura resistente di supporto nella quale si inseriscono moduli di facciata fissati con elementi di ritenuta. La presenza del telaio in vista caratterizza la facciata. Le facciate sono caratterizzate anche in base al tipo di vetrazione usato. Costituite da: ♦ Aggancio della facciata con staffe fissate alle strutture portanti ♦ Montanti in genere di alluminio, estrusi e giuntati. Si agganciano alla struttura portante. ♦ Traversi assemblati ai montanti ♦ Pannelli vetrati

Facciata continua a cellule indipendenti Sequenza di moduli autoportanti prodotti in stabilimento. Hanno struttura propria di supporto assemblata al pannello vetrato. I moduli sono assemblati alla struttura di elevazione con staffe al solaio. Le cellule vengono montate direttamente dall’interno dell’edificio. Si usano per grandi superfici vetrate. I telai possono essere lasciati a vista oppure i pannelli vetrati possono essere fissati con silicone strutturale.

Facciata continua con vetro strutturale

Possono essere con supporto ♦ A montanti ♦ A traversi I pannelli vengono posizionati negli alloggiamenti predisposti dalla sagomatura dei telai e sono tenuti attraverso incollaggio, così si nasconde il sistema di supporto e la facciata è omogenea. Il telaio subisce un taglio termico perché il sistema di fissaggio permette di eliminare ogni ponte termico e si attenuano le vibrazioni sonore. Deve garantire: ♦ Tenuta all’acqua e al vento ♦ Taglio termico fra pannello esterno e telaio interno

Facciata continua con fissaggi puntuali Strutture di supporto che trasmettono alle strutture di elevazione orizzontale i carichi propri e quello accidentali scaricati dalle lastre sospese. Alla struttura è richiesto solo il fissaggio puntuale negli angoli delle lastre. La soluzione più efficace è formata da montanti verticali in acciaio di sezione scatolare all’esterno della struttura portante.

Facciata a doppia pelle Livello maggiormente complesso delle pareti trasparenti. Formata da due pareti perimetrali verticali trasparenti che si installano con una camera d’aria. Il funzionamento dinamico della chiusura è dato dalle relazioni tra ambiente esterno e ambiente interno dell’edificio tramite l’intercapedine d’aria. Con il movimento dell’aria cambiano le condizioni del clima. Composta da: ♦ Struttura principale isolata termicamente (barriera tra interno ed esterno) ♦ Seconda struttura che determina l’intercapedine all’interno. In essa circola l’aria e si

possono mettere le schermature.

3.1.3 Infissi esterni verticali Serramenti di chiusura dei vani praticati sulle pareti esterni dell’edificio. Integrano le prestazioni di benessere termo-igrometrico e acustico delle chiusure verticali. Permettono di controllare flussi di luce e aria naturale. Hanno funzione di schermatura e oscuramento, regolano il passaggio di persone e cose tra esterno ed interno. Ha diverse esigenze in base alla destinazione d0uso degli ambienti e in base alle variazioni solari e della temperatura tra interno ed esterno. Costituito da: ♦ Controtelaio: vi si ancora il telaio fisso ♦ Telaio fisso: struttura resistente dell’infisso ♦ Telaio mobile: ante apribili attorno ai cardini ♦ Vetro

Infissi in legno Resistenza termica ottima. Discreta resistenza meccanica ma hanno costo maggiore e manutenzioni periodiche. Profilati di profili semilavorati incollati per formare il telaio. Si può usare anche il legno lamellare per dare maggiore snellezza dei profili. Infissi in alluminio Si ottengono profili sagomati con sezioni complesse attraverso l’estrusione. Caratteristiche di inossidabilità, resistenza a corrosione e agli agenti atmosferici. ♦ Sistema a taglio termico per isolamento termico. Si separa il profilato in due parti ♦ Sistema del giunto aperto maggiore tenuta ad infiltrazioni dell’acqua. Infissi in acciaio Usati per manufatti di grandi dimensioni. Profili prodotti per laminazione a caldo o freddo. Infissi in PVC Resina termoplastica sintetica. Resistenza agli agenti aggressivi, umidità, corrosione, abrasione. Buona resistenza termica e basso costo. Profili ottenuti da estrusione a caldo del PVC. Bisogna prevedere accorgimenti per limitare l’assorbimento di energia termica per irraggiamento solare.

3.2 Chiusure orizzontali inferiori

3.2.1 Solaio e attacco a terra Locali sotto il piano stradale sono soggetti a livelli di falda acquifera e diversi tipi di aggressione come il contatto col fondo umido. Il contatto col terreno umido avviene quando il terreno ha scarsa permeabilità all’acqua o elevata ritenzione idrica. In base alla destinazione d’uso dei locali sono richiesti diversi tipo di impermeabilizzazione ♦ Aree di parcheggio o locali destinati ad impianti ♦ Locali di stoccaggio o locali tecnici per impianti elettrici ♦ Abitabilità ♦ Ambienti speciali come archivi o locali con ambienti controllati Fino al grado 3 si possono usare calcestruzzi e malte impermeabili e sigillatura dei giunti. Per arrivare al grado successivo si usano manti impermeabili sintetici posati a secco. Nel caso di acqua a contatto con le strutture si adoperano misure di drenaggio per allontanarla dal contatto diretto. Nel caso di terreni asciutti, i solai a terra venivano realizzati posando pavimentazioni su un letto di malta sopra un vespaio. Adottando sistemi di ventilazione con casseri a perdere in propilene (igloo) si usa anche una soletta in calcestruzzo armato. La ventilazione si realizza con fori sulle travi e nei condotti di ventilazione generando una ventilazione ad effetto camino. Nei locali interrati e nelle intercapedini si predispone una rete di raccolta delle acque meteoriche. Nei locali destinati ad autorimesse si installano pompe di sollevamento.

3.3 Chiusure superiori ♦ Tetto inclinato evacua le acque meteoriche e permette di usare piccoli elementi

discontinui posti uno sopra l’altro così che l’acqua non risale e non si infiltra nella copertura. L’inclinazione diminuisce l’incidenza dei raggi solari nelle ore più calde ed in inverno capta l’energia.

♦ Tetto piano membrana continua, impermeabile, l’acqua viene fatta fluire attraverso una debole pendenza. In inverno si accumula l’energia mentre in estate si può usare l’acqua per raffrescare. Richiesto l’uso di materiali di produzione industriale. È abitabile.

La chiusura superiore si divide in ♦ Coperture ▲ Piane 1,5-2% ▲ Sub orizzontali 2-5% ▲ Inclinate 5% oltre

Requisiti in base alla sicurezza, benessere e gestione. Sono necessari strati funzionali organizzati in base a: ♦ Funzione svolta rispetto alla resistenza, isolamento, pendenza, tenuta, protezione ♦ Presenza e rilevanza dello strato

♦ Infissi esterni orizzontali.

3.3.1 Coperture piane Minima inclinazione della superficie che deve far evacuare le acque, sono identificabili per presenza di uno strato continuo di tenuta all’acqua. ♦ Strato di tenuta all’acqua gli agenti atmosferici attaccano il manto impermeabile e

possono entrare nelle strutture di elevazione. Si usano due prodotti principalmente: ▲ Membrane bituminose ▲ Membrane sintetiche

♦ Strato di protezione protegge la membrana di impermeabilizzazione dagli agenti atmosferici e dalle azioni meccaniche dei carichi. Accessibilità: ▲ Manutenzione ▲ Manutenzione anche di impianti installati in copertura ▲ Pedonabile ▲ Carrabile per veicoli leggeri ▲ Carrabile per veicoli pesanti ▲ Giardino pensile: previsti pacchetti per realizzare coperture con spessori ridotti. Hanno

elementi termo-isolanti, l’isolante ha delle tasche che permettono di mantenere l’acqua all’interno dando umidità al terreno vegetale.

Tre fattori caratterizzano i modelli delle coperture piane: • Presenza dell’isolamento termico • Strato di impermeabilizzazione • Strato di ventilazione.

Quando manca lo strato di isolamento termico le prestazioni di benessere termo-igrometrico vengono affidate alle caratteristiche dello strato resistente realizzato con strutture pesanti combinata agli strati di tenuta e di protezione La posizione dell’isolamento rispetto al manto di tenuta all’acqua determina ♦ Copertura a tetto caldo copertura isolata in tutti i luoghi con permanenza di persone,

strato termoisolante sotto l’impermeabilizzante. L’isolamento termico richiede una barriera al vapore o uno strato di diffusione al vapore, posto sotto l’isolante. ▲ Strato di pendenza ▲ Barriera al vapore ▲ Isolamento termico ▲ Desolidarizzante ▲ Tenuta all’acqua ▲ Protezione

♦ Copertura a tetto freddo (rovescio) l’isolamento termico viene messo sopra la membrana impermeabilizzante. Viene protetto il manto impermeabilizzante dagli eccessivi riscaldamenti, essendo permeabile all’acqua, nei mesi estivi contribuiscono al raffrescamento mentre in quelli freddi l’acqua ristagnante diminuisce le capacità termiche dello strato isolante. Questo tipo viene usato soprattutto nei climi caldi. Aggiungendo una guaina si aumenta la durabilità. ▲ Strato di pendenza ▲ Strato di tenuta all’acqua ▲ Strato di desolidarizzazione ▲ Strato di isolamento termico ▲ Strato di desolidarizzazione ▲ Strato di protezione

3.3.2 Coperture inclinate Definite coperture discontinue perché hanno un manto di protezione fatto di elementi posti uno agli altri. Necessario fare una pendenza della copertura che evita la penetrazione dell’acqua fra gli elementi e che evacua le acque meteoriche, che verranno raccolte nei canali di gronda e smaltite con discendenti fino agli impianti di raccolta e smaltimento a terra. L’inclinazione delle falde varia alle condizioni climatiche e alla cultura materiale locale. ♦ Colmo: parte sommitale della copertura ♦ Parte terminale in aggetto per proteggere le pareti perimetrali dall’acqua sotto la pressione

del vento. Vi si accede per manutenzione. Sono realizzate con una serie di travi inclinate e poggiate sulle strutture perimetrali e poste perpendicolarmente ad esse. Le travi poggiano su una struttura di elevazione a spinta o su travi principali. ♦ Copertura discontinua isolata ♦ Copertura discontinua non isolata

3.3.3 Coperture trasparenti Impiegate per chiusura superiore dello spazio interno che per copertura di spazi aperti. Hanno requisiti di: ♦ Resistenza meccanica ♦ Tenuta all’acqua ♦ Controllo dell’illuminazione naturale ♦ Benessere termo-igrometrico ♦ Acustico La membrana trasparente accentua i fenomeni di surriscaldamento dovuto ai raggi e all’inclinazione zenitale. Pul esserci isolamento termico e schermature all’irraggiamento creando vetri camera e trattando le lastre controllando riflessività e coibenza. Possono essere previste schermature.

Schermature Sono gli elementi tecnici che intercettano l’energia solare prima che raggiunge gli spazi dell’edificio. È necessario conoscere l’orientamento o la posizione della facciata rispetto al percorso del sole durante la giornata E nel corso dell’anno. Le aperture al Nord non richiedono in genere un tipo di schermatura solare, solo oscuramento per gli ambienti dedicati al riposo. Questi ambienti avranno una luce diffusa nel corso dell’anno mentre sarà assente il surriscaldamento durante il periodo estivo. ♦ Schermature orizzontali esterne: per le superfici esposte a sud, sono le più efficaci.

Impediscono alle radiazioni nelle ore estive calde e permettono la penetrazione del sole durante l’inverno, quando il sole è molto inclinato.

♦ Schermature verticali: per superfici esposte ad est ed ovest, bloccano le radiazioni molto inclinate in estate Durante le prime e le ultime ore del giorno.

♦ Schermatura integrate all’interno dell’infisso: si trova all’interno del vetro camera, migliorano la prestazione di controllo.

♦ Schermature esterne: sono le più efficaci per proteggere e modulare l’energia solare e luminosa trattengono percentuali anche rilevanti prima che questi arrivino alla superficie dell’involucro

PARTIZIONI INTERNE Hanno funzione di dividere, collegare, articolare e conformare gli spazi interni dell’edificio o nel caso di partizioni inclinate collegano spazi e delle unità ambientali poste a quote diverse. Assemblaggio di componenti prevalentemente a secco, Compatibili tra loro e con gli elementi strutturali perché sono svincolati rispetto alla configurazione delle strutture portanti di elevazione.

Partizioni verticali Hanno funzione di separare o collegare spazi che possono o devono entrare in relazione, determinano le interazioni e definiscono schemi funzionali e distributivi interni agli edifici. Partizioni orizzontali Sono un pacchetto stratificato in grado di svolgere funzioni di isolamento termico e acustico, Di superficie di calpestio, di protezione e di finitura.

Tecniche a umido elementi uniti con malta cementizia e collanti, non è necessario manodopera specializzata. Tempi di posa maggiori e realizzano integrazioni con impianti che non permettono ispezionabilità e non facilitano manutenzione e sostituzione. Tecniche a secco usati elementi tecnici leggeri, montabili e smontabili. Tempi di cantiere accelerati e ampie gamme di finiture superficiali. Accorgimenti per migliorare le prestazioni fisico-tecniche.

La posa ad umido avviene sul piano grezzo delle strutture di elevazione orizzontali usando blocchi posati con malte a base cementizia e successiva finitura con intonaco Le tecniche a secco prevedono che le partizioni possono essere realizzate anche sopra lo strato di finitura delle pavimentazioni usando telai ed elementi di partizione fissandoli con mezzi meccanici puntuali, poi finiti con rasature o con pellicole superficiali.

4.1 Partizioni interne orizzontali Devono offrire prestazioni di resistenza all’usura in relazione agli usi prolungati nel tempo. A questa unità tecnologica si riferiscono: ♦ Solai ♦ Soppalchi ♦ Infissi interni orizzontali

4.1.1 Solai Separa due piani sovrapposti e ne costituisce il supporto e la delimitazione. I requisiti variano in base alla destinazione d’uso dell’ambiente da realizzare. ♦ Resistenza meccanica ♦ Resistenza ai carichi sospesi ♦ Resistenza al calpestio o usura ♦ Controllo della reazione al fuoco

♦ Resistenza al fuoco (REI) ♦ Attrezzabilità impiantistica ♦ Isolamento termico ♦ Controllo inerzia termica ♦ Impermeabilità all’acqua ♦ Resistenza alla luce I modelli funzionali possono essere

• Partizioni interne orizzontali attrezzabili alloggiamento a pavimento e/o soffitto degli impianti

• Partizioni interne orizzontali compatte si possono alloggiare solo alcune reti impiantistiche

Solai stratificati Nelle pavimentazioni isolate pluristrato, tra la pavimentazione (strato di finitura) e lo strato portante, si realizza una serie di strati per ottenere le prestazioni richieste. Alcuni strati sono formati da pannelli, lastre, guaine o teli con funzione di impermeabilizzare o barriera al vapore stratificazione a secco

♦ Massetti “a secco” e “a umido” Massetto è lo strato di irrigidimento e di ripartizione dei carichi, nelle tecniche tradizionali viene realizzato “a umido”. Spessore vario tra 4 e 10 cm.

Viene chiamato massetto anche lo strato di supporto della pavimentazione che funge da livellamento per dare la superficie piana massetto di posa Massetti a umido realizzati con cemento, acqua e inerti (pesanti o alleggeriti) oltre che eventuali additivi. Massetti a secco migliorano o specializzano le prestazioni e si possono realizzare in tempi ridotti evitando infiltrazioni. Si realizzano senza uso di acqua. Sono generalmente pannelli disposti su più strati in modo sfalsato, oppure in unico strato, permettendo un sormonto e favorendo la posa. È opportuno creare strati di completamento dei solai dopo la posa delle partizioni interne, ogni ambiente deve avere una striscia di isolamento e desolidarizzante fra il pacchetto di finitura e le strutture oppure bisogna far girare una guaina elastica creando una “pavimentazione galleggiante”

Pavimenti radianti Strato di integrazione impiantistica che annega una serpentina di distribuzione per acqua riscaldata o refrigerata dentro tubi di polietilene reticolato ad alta densità posti in uno spessore solido, che distribuisce il liquido ad una temperatura inferiore o superiore. Il calore viene diffuso per irraggiamento tramite lo spessore del massetto che fa da piastra radiante, rendendo omogenea la temperatura della pavimentazione. Esistono soluzioni ad umido e secco. Sullo strato sagomato vengono posate le tubazioni, poi si getta il massetto di malta cementizia, viene posata la pavimentazione. Con la soluzione a secco si usano pannelli completamente prefabbricati, si abbinano lastre in acciaio zincato che assicurano la diffusione della temperatura e supportano la posa della pavimentazione.

Pavimentazioni Mono-strato mostrano la finitura finale della superficie. Realizzate con conglomerato

cementizio, lisciato e trattato superficialmente. Si usa per ambienti dove non è necessaria un’alta finitura come locali tecnici e le autorimesse.

In getto con resinerealizzate con miscele di resina e pigmenti colorati aggiunti all’impasto. Per pavimentazioni esterne e finiture per interni.

Pavimentazioni pluri-strato con varie sequenze di strati di interposizione in base alle prestazioni che devono offrire e del materiale che forma lo strato di finitura superficiale ♦ A secco poggiate: a secco su un letto di sabbia ♦ A secco fissate meccanicamente: strato di finitura in legno o doghe, listoni fissati con

chiodature o viti su un supporto di listelli

♦ A collante: collante sintetico o su letto di malta di sottofondo di elementi come mattonelle in gres porcellanato

♦ Sopraelevate: realizzato un’intercapedine della pavimentazione per posa di cablaggi e impianti. Poi viene posato il pavimento

4.1.2 Controsoffitti Possono avere funzioni di contenitori delle reti impiantistiche e possono essere usati per alloggiare i terminali degli impianti con sensori e attuatori (bocchette d’aria). Realizzati con tecnologia a secco e l’elemento di tamponatura è formato da lastre di materiali vari I controsoffitti con intercapedine sono formati da una struttura primaria di fissaggio del solaio, da una struttura secondaria di fissaggio dello strato di tamponamento. Il collegamento delle lastre o dei pannelli può essere di tipologia: ♦ Appoggiati ovvero a vista ♦ Fissati a scatto ♦ Avvitati conviti usando un telaio a scomparsa

• non ispezionabili • chiusi ispezionabili • aperti

Controsoffitti climatizzanti Hanno uno strato di integrazione per impianti realizzato nel paramento di tamponamento che permette di diffondere l’aria dell’impianto di climatizzazione.

• Impianti a tutta aria dall’unità centrale e distribuita poi attraverso la rete di canalizzazioni per essere immessa negli ambienti.

• Impianti misti due fluidi termoconvettori. Si hanno notevoli risparmi energetici ♦ Controsoffitti radianti a liquido, senza aria ♦ Controsoffitti radianti a liquido, con aria.

4.2 Partizioni interne verticali Insieme degli elementi tecnici che conformano spazi interni dell’organismo edilizio e controllano la comunicazione tra di essi. Separano o mettono in comunicazione tra loro diverse unità ambientali di un edificio. Devono rispettare: ♦ Fruibilità ♦ Benessere ♦ Sicurezza ♦ Durata ♦ Utilizzazione delle risorse

La partizione mobile non sia riferibile esclusivamente agli elementi tecnici degli infissi interni tradizionali (porte).

4.2.1 Pareti interne verticali Sono strutture piane rigide, opache, trasparenti o traslucide, determino una frontiera fisica e possono svolgere funzioni di supporto degli infissi interni verticali.

• Portanti • Portate • Attrezzate • Isolate acusticamente • Isolate termicamente • Tagliafuoco

Combinando questi elementi funzionali si creano soluzioni tecniche complesse. ♦ Pareti a piccoli elementi

Previsto l’uso di mattoni, blocchi pieni, semipieni o forati, in laterizio, calcestruzzo, calcestruzzo alleggerito. Hanno buona resistenza al fuoco. La messa in opera “a umido” non permette rapidità in esecuzione.

Composta da: ▲ strato di finitura in intonaco di malta cementizia o di base di gesso ▲ rasatura e pittura reimpiego previsto solo previa demolizione. Se vengono usati mattoni pieni, l’isolamento acustico risulta soddisfacente ma incide negativamente sul solaio per il peso elevato. Per creare tramezzature in mattoni: ▲ elementi murari forati di piccole o grandi dimensioni per rapidità e facilità di messa in

opera, spessore tra 8-15 cm possono essere usati blocchi con tre, quattro o sei fori. Le cavità permettono di collocare le tubazioni impiantistiche di piccolo calibro in traccia

Pareti a grandi elementi Necessità di velocizzare la messa in opera, si usano blocchi e tavelloni di grande lunghezza oppure pannelli ad altezza di parete. Di solito questi blocchi sono di gesso e si posano con collanti ad incastro. Hanno scarso potere fono-isolante ed è necessario usare uno strato doppio di isolante acustico nell’intercapedine. Composta da: ▲ blocchi forati di laterizio e malta oppure calcestruzzo alleggerito, spessore tra 8-15 cm,

oppure lastre di gesso alveolato con forature verticali. ▲ Fissaggio al solaio e alle pareti laterali con profili metallici. ▲ Sigillatura con guaine sintetiche.

Pareti con struttura interna a telaio Assemblaggio a secco con pannelli collegati ad un telaio realizzato in opera. I montanti si fissano sia al pavimento che al soffitto. Hanno spessore variabile, lo spessore della parete può essere usato per un isolante acustico oppure per le reti impiantistiche in corrispondenza dei cavedi

Pareti trasparenti Montante dotato di forature che permettono l’inserimento dei pannelli ed il passaggio dei cavi. Questi poggiano su un corrente che segue tutta la parete. Sui correnti si mette una guarnizione.

4.2.2 Infissi interni verticali Elementi di partizione che realizzano il collegamento tra ambienti contigui. Inserendo una porta in una parete diminuisce il potere fono-isolante quindi bisogna usare porte fono- assorbenti. Le porte che comunicano tra ambienti diversi possono contribuire all’isolamento termico o proteggere dal fuoco. Bisogna considerare l’ingombro creato durante l’apertura e gli spazi di manovra necessari Composto da: ♦ Anta ♦ Controtelaio ♦ Telaio fisso ♦ Copri-profilo ♦ Elementi di manovra ♦ Elementi di vincolo del movimento

In base alla morfologia si hanno ♦ Porte a battente ♦ Porte scorrevoli ♦ Porte a libro ♦ Porte a soffietto

4.3 Partizioni interne inclinate Sono gli elementi tecnici, rampe, gradonate e scale, che mettono in relazione le unità spaziali a quote diverse e consentono il superamento di dislivelli tra ambienti sia interni che esterni ad altezze diverse. Fondamentale il rapporto alzata-pedata (2a+p=62/64 cm)

4.3.1 Scale e rampe interne ♦ 1% a 8% rampe. Piano inclinato senza gradini per eliminare barriere architettoniche

♦ 8-26% gradonate. Hanno alzata di 10 cm e pedata per compiere un passo completo ♦ 100% (45°) ▲ scale leggere ▲ scale normali ▲ scale ripide

non superare le 12 alzate consecutive per rampa.

In base alle caratteristiche costruttive e ai materiali: ♦ scale in acciaio ♦ scale in calcestruzzo armato gettato in opera ♦ scale in calcestruzzo armato prefabbricate ♦ scale in acciaio e vetro ♦ scale in legno ♦ scale in muratura portante

PARTIZIONI ESTERNE Elementi tecnici che proteggono, articolano e collegano gli spazi esterni di un sistema edilizio (secondo norma UNI 8290). Parapetti, balconi e logge sono identificati come elementi orizzontali e verticali che articolano o proteggono l’involucro esterno e garantiscono la sicurezza degli occupanti. Scale, rampe e passerelle esterne collegano e raccordano gli spazi esterni a quote diverse. 5.1 Partizioni esterne inclinate Mettono in collegamento i livelli interni con l’ambiente esterno. 5.1.1 Scale e rampe esterne ♦ rampe pedonali mettono in relazione luoghi posti a livelli diversi nel rispetto delle barriere

architettoniche. Bisogna garantire negli spazi esterni almeno un percorso di collegamento fino all’accesso dell’edificio per persone con ridotta/impedita capacità motoria. All’interno degli spazi pubblici o aperti al pubblico deve essere garantito almeno un percorso accessibile con ▲ larghezza minima di 90 cm ▲ pendenza massima 5%. Altrimenti prevedere una sosta ogni 15 metri. ▲ Cambi di direzione ▲ Ostacoli sul percorso ▲ Dislivelli fino a 2,5 cm

♦ rampe carrabili di tipo aperto destinate al transito di autoveicoli possono avere pendenze fino a 20% con larghezza di 3 metri per senso unico e 4,5 per doppio senso. Mettono in relazione unità ambientali come autorimesse o depositi nei livelli interrati degli edifici e gli accessi esterni. Viene effettuato lo scavo poi realizzate pareti portanti contro terra, collegata una soletta in cls e messa una guaina impermeabilizzante. Fondamentali sono i dispositivi di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche, la superficie dell’estradosso va trattata con finitura antisdrucciolo.

5.2 Schermature esterne Elementi tecnici di partizione esterna e completano l’involucro edilizio e consentono un controllo della radiazione solare incidente sull’edificio. L’uso di schermature comporta ricadute nella ventilazione e sul benessere acustico degli ambienti interni. Per progettare la protezione solare di un edificio bisogna definire logiche e requisiti richiesti dall’edificio in base al contesto ambientale. 5.2.1 Schermature solari Regolano il comfort termico e luminoso interno nella stagione estiva ed invernale, riduce il consumo energetico attraverso una risposta alle radiazioni solai incidenti sull’involucro di un edificio. Una schermatura solare è un sistema che permette una modulazione variabile e controllata dei paramenti energetici e ottico-luminosi rispondendo alle sollecitazioni solari. Bisogna considerare: ♦ contesto climatico ♦ movimento e posizione del sole ♦ caratteristiche morfologiche e distribuzione degli ambienti

Classificazione delle schermature

La scelta della soluzione più appropriata tra le diverse tipologie di schermature esterne può essere fatta valutando la radiazione solare filtrata (non trasferita nell’ambiente abitativo). Necessario definire la morfologia di schermo più adatta allo scopo. Si possono classificare in sei categorie

1. funzione 2. forma della superficie e materiali 3. tipologia 4. movimentazione degli elementi 5. posizione, piano e disposizione degli elementi rispetto all’involucro 6. integrazione degli impianti

Orizzontale Orizzontale aggettante Verticale Verticale veletta

Verticale aggettante Verticale contrapposto

A sud c’è una quantità di luce maggiore durante tutta la giornata sia nei mesi invernali che estivi. Essendo costante l’inclinazione del sole è facile controllare l’ombreggiatura con un aggetto orizzontale sopra la finestra (balcone, sporto del tetto) In inverno c’è un’inclinazione dei raggi solari inferiore, la radiazione può contribuire al riscaldamento degli ambienti. Quando c’è luce solare diretta di mattino e di pomeriggio con variazione dei raggi di incidenza ci si trova in una situazione più complessa. Bisogna prevedere quindi una schermatura mobile che eviti un riscaldamento eccessivo nei mesi estivi e regolino l0immissione della radiazione solare nella giornata.

Bisogna evitare grandi superfici vetrate ad ovest, altrimenti si possono usare “elementi aggiunti” oppure creando una rientranza della superficie vetrata rispetto al filo della muratura. Le schermature in generale sono efficaci se usate nella facciata a sud.

Le schermature verticali (persiane esterne) sono efficaci in ogni orientamento perché viene intercettato l’angolo di incidenza. Gli schermi verticali contrapposti sono una soluzione per salvaduardare l’introspezione intera senza compromettere il benessere negli ambienti.

Influenza delle radiazioni sui materiali La radiazione incidente si compone di tre componenti:

• trasmittanza trasmessa attraverso il materiale • riflettanza riflessa dal materiale • assorbanza assorbita dal materiale

Trasmittanza della luce fattore da 1 a 0 dove 0 sta ad indicare che nessuna luce viene trasmessa nella stanza mentre 1 è l’intera radiazione visibile. Le schermature poste verso l’interno o fissate all’esterno dell’involucro verticale. Nel caso di schermature interne viene regolato il flusso luminoso. Nel caso di schermi esterni la soluzione efficace per controllare l’apporto termico dell’energia solare.

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