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Tema sull'importanza artistica del Rinascimento italiano, Esercizi di Arte e territorio

Tema di arte con seguente consegna: "Organizzare un testo che tratti degli autori del primo Rinascimento affrontati a lezione. Scegliere alcune delle opere studiate (Brunelleschi/Masaccio/Donatello…) e descriverne la carica innovativa: perché sono considerati “fondatori di un nuovo linguaggio”?"

Tipologia: Esercizi

2021/2022

In vendita dal 07/07/2024

matteo-scattolini
matteo-scattolini 🇮🇹

21 documenti

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Scarica Tema sull'importanza artistica del Rinascimento italiano e più Esercizi in PDF di Arte e territorio solo su Docsity! Testo Rinascimento Consegna Organizzare un testo che tratti degli autori del primo Rinascimento affrontati a lezione. Scegliere alcune delle opere studiate (Brunelleschi/Masaccio/Donatello…) e descriverne la carica innovativa: perché sono considerati “fondatori di un nuovo linguaggio”? Testo Nei primi anni del Quattrocento a Firenze si assiste a una svolta che influenzerà la cultura e l’arte europea dei secoli successivi. Gli artisti riscoprono l’arte antica, la studiano, la imitano, osservano la realtà con una rinnovata attenzione. L’uomo è posto dagli intellettuali del tempo al centro delle loro riflessioni, in quanto capace di pensare, di agire nel mondo di cui vuole conoscere le leggi naturali. Da Firenze la nuova arte si espande in Italia dando vita a quella fioritura culturale, tipica dei secoli XV e XVI, che prenderà il nome di Rinascimento. Lo studio della realtà conduce gli artisti alla rappresentazione dello spazio in modo realistico, attraverso l’uso della prospettiva e i principi della proporzione. Filippo Brunelleschi elabora un metodo razionale per raffigurare su superfici piane paesaggi e oggetti, dando la percezione della profondità e della tridimensionalità del reale. Questa invenzione rivoluzionerà il modo di rappresentare lo spazio e le figure, basandosi su principi geometrici e non su intuizioni come nel passato. Con lui si afferma una nuova figura di “inventore”, che oltre a progettare e ideare, risolve anche problemi tecnici, relativi alla costruzione, grazie alle sue conoscenze, matematiche e geometriche, molto approfondite. La cupola del duomo di Santa Maria del Fiore, rimasto interrotto verso la metà del Trecento, presentava enormi problemi tecnici, in quanto serviva un progetto in grado di ricoprire un diametro di 43 metri. Brunelleschi vinse il concorso che era stato indetto, grazie alla rivoluzionaria proposta di costruire una cupola autoportante. Al posto delle grandi armature di legno, che sostenevano generalmente la struttura nella fase di lavorazione, gli operai lavorarono su impalcature di tipo aereo, che si innestavano a mano a mano nella muratura della cupola. Brunelleschi progettò una cupola ottagonale a sesto acuto, tenendo conto delle leggi statiche dell’architettura gotica, ma la realizzò in base a proporzioni classiche, per adeguarla ai nuovi ideali rinascimentali. Diametro e altezza avevano uguali dimensioni, così la cupola si poteva iscrivere in un quadrato. Progettò una doppia copertura: una interna, la “vera” cupola piccola e robusta, e una esterna, con funzione di rivestimento, separata da una intercapedine sempre più stretta, percorsa da una scala ripida. La costruzione si concludeva con un tempietto marmoreo, utile a contenere le spinte dei costoloni e a mantenere in equilibrio le forze. Una volta ultimata, colpì per le sue dimensioni e per il suo impatto visivo e dimostrava la potenza di Firenze anche da lontano. Amico di Brunelleschi, Donatello viaggiò e studiò con lui la scultura antica, ammirando l’intenso realismo delle sculture romane, riprendendolo con originalità e scolpendo figure e volti in pose e gesti naturali. Recuperò la scultura a tutto tondo , poco usata nel periodo medioevale, che consentiva di osservare le statue da più punti di vista. Ne è un esempio il “San Giorgio”, originariamente realizzato con altre statue per decorare le pareti esterne della chiesa fiorentina di Orsanmichele. Nell’esecuzione dei bassorilievi, Donatello inventò la tecnica dello stiacciato, a cui applicò le ricerche prospettiche di Brunelleschi. Questo nuovo metodo consisteva nel realizzare un rilievo su più piani, distinti da un minimo spessore, riuscendo a produrre un senso di profondità. Un esempio di stiacciato è proprio presente nel basamento che in origine reggeva la statua di San Giorgio, in cui il cavaliere libera la principessa e uccide il drago. Con un rilievo appena accennato, l’artista è riuscito a
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