tesi di laurea in scienze politiche, sociali e della comunicazione, Tesi di laurea di Diritto Comparato. Università degli Studi di Salerno
valeriadelmastro94
valeriadelmastro9412 giugno 2017

tesi di laurea in scienze politiche, sociali e della comunicazione, Tesi di laurea di Diritto Comparato. Università degli Studi di Salerno

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tesi in diritto comparato dell'informazione e della comunicazione: tra libertà di stampa e lesione della privacy: facebook e i social network
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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO DIPARTIMENTO DI SCIENZE POLITICHE, SOCIALI E DELLA COMUNICAZIONE

CORSO DI LAUREA IN

SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE

TESI DI LAUREA IN DIRITTO COMPARATO DELL’INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE

Tra libertà di stampa e violazione della privacy: Facebook e i Social Network.

Relatore:

Ch.mo Prof.

Virgilio D’Antonio

Correlatore:

ing.

Paolo Rocca Comite M.

Candidata:

Valeria Del Mastro

Matr.: 03122/01248

ANNO ACCADEMICO 2016/2017

Alla mia cara nonna,

che, nonostante non sia più qui,

sarà sempre nel mio cuore

1

Indice

Introduzione ............................................................................................................ 3

Capitolo I: La libertà di stampa .............................................................................. 9

La libertà di stampa in Europa .......................................................................... 14

L’Inghilterra ................................................................................................... 14

La Francia ...................................................................................................... 15

La Germania ................................................................................................... 16

La libertà di stampa negli Stati Uniti ................................................................ 19

La libertà di stampa in Oriente .......................................................................... 20

Capitolo II: Internet e i social network – dall’origine dei Social a Facebook e

Workplace ............................................................................................................. 23

Internet e la sua storia ........................................................................................ 24

Vantaggi e svantaggi di Internet .................................................................... 24

Tabella riepilogativa vantaggi e svantaggi di Internet ................................... 25

Da Internet ai Social ....................................................................................... 28

I Social Network ................................................................................................ 28

L’origine dei Social Network ......................................................................... 28

Google+ .......................................................................................................... 30

Twitter ............................................................................................................ 31

Youtube .......................................................................................................... 32

LinkedIn ......................................................................................................... 34

Instagram ........................................................................................................ 35

Snapchat ......................................................................................................... 36

Facebook ........................................................................................................ 37

Workplace ...................................................................................................... 54

Capitolo III - La normativa della privacy ............................................................. 69

Le leggi in materia di privacy............................................................................ 69

Furto di identità e sostituzione di persona ..................................................... 72

Reato di ingiuria e diffamazione a mezzo Internet ........................................ 74

Furto di dati personali .................................................................................... 76

Pornografia e pedopornografia ...................................................................... 80

2

Furto di immagine ......................................................................................... 83

Capitolo IV– Problematiche aperte in merito ai rischi della rete e al problema

dell’oblio .............................................................................................................. 85

Il problema dell’oblio (Google e Facebook) ..................................................... 87

Cosa si intende per diritto all’ oblio .................................................................. 88

Norme sul diritto all’oblio. ............................................................................... 89

Il problema dell’oblio: google .......................................................................... 92

Il problema dell’oblio: Facebook ...................................................................... 96

Cosa sanno le persone in merito all’oblio, e cosa non sanno? .......................... 97

Capitolo V- come utilizzare correttamente Internet evitando i rischi della

violazione della privacy ..................................................................................... 101

Alcuni accorgimenti ........................................................................................ 104

Come tutelarsi? ............................................................................................... 105

Da chi tutelarsi? .............................................................................................. 106

I trackers ...................................................................................................... 107

Raccolta di metadati .................................................................................... 108

Spionaggio ................................................................................................... 109

Conclusioni ......................................................................................................... 115

Bibliografia ......................................................................................................... 119

Sitografia ............................................................................................................ 121

3

Introduzione

Al giorno d’oggi la tutela della privacy è uno degli argomenti più discussi, in

molti ambiti sociali:

 dal punto di vista costituzionale, con particolare riferimento alla legge del

31 dicembre 1996, abrogata poi dal decreto legislativo del 30 giugno

20031.

 dal punto di vista sociale, può essere considerata come una sorta di “

rispetto “, che ogni cittadino, inteso prima di tutto come persona sociale,

ha degli altri.

 dal punto di vista psicologico, la potremmo definire come uno spazio

personale con delle barriere all’interno delle quali non tutti possono

entrare.

Il problema che si pone oggi, però, è la privacy correlata alle moderne

tecnologie.

Con l’avanzare di queste, infatti, il filo che divide la libertà di pensiero, parola e

scrittura dal diritto a non veder violata la propria privacy, si va assottigliando

sempre di più, fino a diventare quasi intangibile.

La libertà di stampa è fondamentale in questo senso: la stampa a caratteri mobili

esiste dal 1455 ad opera di Gutenberg, ma la libertà di stampa è un diritto che

viene acquistato progressivamente negli anni, l’unica eccezione al

riconoscimento di questo diritto è data dal regime fascista. La libertà di stampa

divenne un vero e proprio diritto sancito dalla costituzione solo nel 1948. In

questo ambito però, essa verrà analizzata in relazione ai mass media e al

cosiddetto quarto potere, cioè quello dei media, infatti, come sappiamo la rete è

la culla della libertà di espressione.

1 Legge n. 675 del 31 dicembre 1996, Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati

personali(testo consolidato con il D. Lgs. 28 dicembre 2001, n. 467). Legge abrogata ai sensi dell'articolo

183, comma 1, lettera a), del Codice in materia dei dati personali

4

In rete si possono esprimere opinioni, fare commenti, creare una vera e propria

vita parallela, e questo è l’aspetto più entusiasmante, se vogliamo, di Internet.

Ma cosa succede quando si vuole eliminare qualche contenuto scomodo? È

pressoché impossibile.

Diritto di pubblicazione (libertà di stampa) e diritto alla riservatezza, quindi,

vanno a scontrarsi tra di loro, creando un circolo vizioso da cui non si esce. Il

vero problema, forse, è la disinformazione degli utenti che si aggirano in rete, il

fatto che anche le persone inesperte e addirittura i minori, possano accedere a

qualsiasi spazio di Internet.

Una soluzione potrebbe essere una maggiore consapevolezza di tutto ciò che

comporta la pubblicazione in rete.

E’ questo il tema che sarà affrontato nelle pagine che seguono e che rappresenta

una problematica molto attuale, presente nella quotidianità di tutti.

Recentemente abbiamo assistito a vere e proprie disgrazie correlate al mondo di

internet; un esempio è rappresentato dal caso della 31enne Tiziana Cantone, che

ha deciso di togliersi la vita lo scorso Settembre, a seguito dell’umiliazione

pubblica dovuta alla diffusione in rete di alcuni filmati hard che la vedevano

protagonista.

Ovviamente riguardando un fenomeno mediatico e quindi virale, ancora oggi, a

distanza di cinque mesi, la legge non riesce ad esprimersi su chi sia il

responsabile, proprio perché come si è detto, i contenuti diffusi in rete si

espandono a macchia d’olio nel giro di pochissimo tempo. E’ stata proprio questa

la rovina di Tiziana, trovarsi di fronte ad un fenomeno più grande di lei e quindi

incontrollabile. Questo è solo uno dei tanti esempi che ci fa capire quanto possa

essere pericoloso approcciarsi ad Internet in modi non sicuri, pensando,

erroneamente, di essere tutelati al cento per cento, cosa, che nel web è pressoché

impossibile. Basti pensare che, ancora oggi, i video della povera Tiziana, non

sono stati cancellati tutti. Il caso della 31enne napoletana ha sicuramente scosso

l’opinione pubblica, che si divide in due grandi blocchi: chi sostiene che Internet,

5

assieme a coloro che hanno distribuito i video siano i responsabili diretti, e chi

d’altro canto molto cinicamente dice: “chi è causa del suo mal pianga se stesso”,

nel senso che bisogna anche pensare prima di diffondere determinati contenuti.

Di sicuro questa ragazza non si aspettava che il fenomeno si sarebbe esteso a tal

punto, ma quel che è certo è che bisogna fare attenzione prima di rendere

pubblico qualcosa, qualsiasi cosa.

A tal proposito, l’obiettivo principale di questo lavoro è “educare” il popolo di

Internet al suo corretto utilizzo, senza incappare in situazioni da cui sarebbe

difficile, se non impossibile, uscire, e “informare” tutti coloro che si avvicinano

al web di quali sono i rischi che si corrono in rete.

Si tratta di una sorta di lavoro di critica sui rischi dell’esposizione della propria

immagine sui social, non badando fino in fondo a chi arriveranno quelle

informazioni.

In rete, insomma, bisognerebbe agire sempre con il senno di poi.

6

La lungimiranza è forse il vocabolo più adatto per descrivere come si dovrebbe

agire ogni qual volta si sceglie di rendere pubblico un qualsiasi contenuto, che

possa essere un pensiero, un commento, una foto o un video. La diade privacy-

social, quindi, è sicuramente una questione attuale e ancora aperta.

Figura 1: Collage liberamente realizzato a partire da ritagli di giornale e notizie dalla rete internet.

È opportuno inserire una frase tratta da una canzone, colonna sonora dell’estate

2016, che riguarda proprio la questione di Internet oggi:

Come faranno i figli a prenderci sul serio, con le prove che negli anni

abbiamo lasciato su Facebook?”2.

Forniamo di seguito un breve riepilogo dei passi che andremo ad affrontare nel

presente lavoro.

2 Dalla canzone “Vorrei ma non posto” di j ax e fedez 2016

7

Si procederà innanzitutto col fornire un excursus di quella che è la libertà di

stampa, non solo in Italia, ma anche all’estero, facendo riferimento anche alla

libertà di espressione, che esiste già da prima della stampa. Questi argomenti

occuperanno tutto il primo capitolo. Il secondo capitolo invece continuerà con

una breve spiegazione riguardante Internet e i suoi aspetti, in particolare

concentrandosi sulla spiegazione dell’origine dei Social Network, fin dai primi

Social fino ad arrivare a quelli più in voga oggi: Facebook e Workplace.

Nel prosieguo si andranno a rilevare i vari vantaggi e svantaggi del web 2.0, con

annessa tabella riepilogativa.

Proseguendo, si ripercorrerà il passaggio da Internet ai Social per poi

concentrarsi su questi ultimi, andando a spiegarne gli aspetti generali di alcuni di

quelli più utilizzati oggi, con un approfondimento riguardante la normativa sulla

privacy di Facebook e Workplace, due delle piattaforme più usate e allo stesso

tempo più violate oggi.

Il lavoro continuerà con il terzo capitolo, in cui si ci concentrerà sulle varie leggi

in materia di privacy, con una tabella nella quale si andranno ad illustrare tutte le

normative vigenti, riguardanti il diritto alla riservatezza.

Il quarto capitolo si concentrerà sull’evidenziazione delle varie problematiche

aperte in merito ai rischi e al problema dell’oblio, specialmente in correlazione a

Google e Facebook, per poi chiudere con il riscontro di ciò che gli utenti sanno e

non sanno in merito a tale argomento.

Infine, il quinto ed ultimo capitolo rappresenterà una sorta di guida, tramite la

quale gli utenti potrebbero trarre vantaggi dall’uso del web e dei vari Social,

tenendo presente quali sono i rischi di questi sempre riguardo la violazione della

privacy.

Il lavoro terminerà con la spiegazione degli obiettivi di questa tesi, e con delle

brevi considerazioni personali.

Se da un lato abbiamo la violazione della privacy, dall’altro ci troviamo di fronte

alla libertà di stampa, questi due aspetti sono sicuramente l’uno la conseguenza

8

dell’altro, nel senso che senza libertà non ci può essere violazione della privacy,

perché non ci sarebbe espressione di se, ma allo stesso modo senza libertà di

stampa non ci sarebbe libertà di pensiero e quindi ci troveremmo comunque a

veder violato un nostro diritto primitivo, la possibilità di esprimere se stessi in

ogni forma. Bisogna sottolineare, a questo proposito, il fatto che per libertà di

stampa non si intende solo scrittura, ma qualsiasi pubblicazione, che possa essere

un disegno, un brano musicale, qualsiasi forma di arte e non che possa descrivere

noi stessi e il nostro modo di pensare e di affacciarci alla vita pubblica. L’uomo è

un animale sociale, come scrisse il filosofo greco Aristotele3 nella sua “Politica”,

e da tale deve poter avere la possibilità di integrarsi all’interno di una società la

quale lo riconosca e lo accetti. La libertà di stampa genericamente è il diritto di

rendere pubblico qualsiasi pensiero e opinione che abbiamo voglia desiderio o

necessità di rendere pubblico, sempre rispettando i limiti descritti dalla legge.

Essa è sicuramente un arma a doppio taglio, perché se da una parte ci rende liberi

dall’altra ci rende soggetti deboli e facilmente perseguibili, è proprio attraverso i

nostri pensieri e le nostre opinioni, che talvolta vengono espresse pubblicamente

senza remore, che incappiamo nel pericolo di veder violati i nostri spazi

personali. A questo punto c’è il riferimento ai Social e alle varie piattaforme che

permettono di esprimere se stessi e quindi in questo ci rendono liberi, ma

permettono anche di violare la libertà altrui e quindi di veder violata la propria, e

nel corso di questo lavoro vedremo come.

Il prossimo capitolo invece, sarà quello che andrà a descrivere nel dettaglio la

libertà di stampa in tutti i suoi aspetti.

3 Aristotele fu un filosofo greco vissuto durante il IV secolo a.c., esso in uno dei suoi scritti più famosi definisce l’uomo come animale sociale, in quanto tende ad aggregarsi con altri individui e a costituirsi in

società.

9

Capitolo I: La libertà di stampa

La libertà di stampa, ossia la garanzia che lo Stato dà all’individuo, di rendere

pubblico il proprio pensiero con qualsiasi mezzo, da non confondere con la

libertà di parola, cioè la facoltà dei cittadini di esprimere la propria opinione.

In Italia la libertà di stampa viene sancita dall’articolo 21 della costituzione:

art 21: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero

con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità

giudiziaria, nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa

espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la

legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il

tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa

periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che

devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia

all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore

successive, il sequestro s'intende revocato e privo d'ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi

noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre

manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce

provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.4

L’articolo stabilisce quindi che la stampa non può essere soggetta a censure se

non per motivazioni di interesse nazionale o di sicurezza. Infatti, per atto

motivato dalla legge, si può decidere di non rendere note determinate

4 La costituzione, parte 1 (diritti e doveri dei cittadini), titolo 1 (rapporti civili), art. 21

10

pubblicazioni, sono comunque pochi i casi in cui le pubblicazioni vengono

censurate.

Negli Stati di diritto, il principio di libertà di stampa implica che tutte le persone

debbano avere il diritto di esprimersi tramite lo scritto o qualsiasi altro modo di

espressione delle opinioni personali. La dichiarazione universale dei diritti

dell'uomo lo afferma chiaramente con l’articolo 19:

“Chiunque ha il diritto alla libertà di opinione ed espressione; questo

diritto include libertà a sostenere personali opinioni senza interferenze ed

a cercare, ricevere, ed insegnare informazioni e idee attraverso qualsiasi

mezzo informativo indipendentemente dal fatto che esso attraversi le

frontiere”5

Ufficialmente la libertà di stampa nasce il 10 Dicembre 1948, quando appunto

viene proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la “Dichiarazione

Universale dei Diritti dell’Uomo”. Comunque i primi provvedimenti a favore

della libertà di stampa in Italia si ebbero tra il 1847 e il 1848. Tali misure ebbero

l'effetto di limitare la censura preventiva sulla stampa. In particolare, lo Statuto

Albertino e il successivo Editto sulla stampa di Carlo Alberto di Savoia furono la

base della legislazione sulla libertà di stampa nel Regno d'Italia. La libertà di

stampa, oppressa dal regime fascista di Benito Mussolini, fu poi

progressivamente ripristinata ed è stata pienamente affermata nella Costituzione

repubblicana del 1948.

Altro documento che si sviluppa a partire dall'analisi dell'articolo 19 della

Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo è il “Patto internazionale relativo

ai diritti civili e politici” del 16 dicembre 1966. Anche qui è all'articolo 19 che

ritroviamo la libertà d'espressione:

“Ogni individuo ha diritto a non essere molestato per le proprie opinioni.

Ogni individuo ha il diritto alla libertà di espressione; tale diritto

comprende la libertà di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee

di ogni genere, senza riguardo a frontiere, oralmente, per iscritto,

5 Dichiarazione universale dei diritti umani, art 19.

11

attraverso la stampa, in forma artistica o attraverso qualsiasi altro mezzo

di sua scelta. L’esercizio delle libertà previste al paragrafo 2 del presente

articolo comporta doveri e responsabilità speciali. Esso può essere

pertanto sottoposto a talune restrizioni che però devono essere

espressamente stabilite dalla legge ed essere necessarie: a) al rispetto dei

diritti o della reputazione altrui; b) alla salvaguardia della sicurezza

nazionale, dell’ordine pubblico, della sanità o della morale pubbliche”. 6

Il primo comma si occupa della libertà d'opinione che non può essere suscettibile

a vincoli o limitazioni di nessun genere. È interessante notare come già qui si

possano incontrare alcuni problemi derivanti dalla traduzione nelle due lingue

ufficiali, francese e inglese: nonostante entrambe affermino l'importanza della

libertà di opinione, il testo inglese si limita ad affermare il diritto di ciascuno di

avere le proprie opinioni senza subire nessuna forma di ingerenza “everyone

shall have the right to hold opinions without interference”; mentre il testo in

francese sviluppa il problema in maniera più ampia affermando che non ci sarà

nessuna conseguenza negativa per colui che manifesterà le proprie idee:

“nul ne peut ȇtre inquiété pour ses opinions”. 7

Proseguendo l'analisi, è nel secondo comma che ritroviamo una somiglianza più

evidente alla Dichiarazione Universale insieme ad un ampliamento del concetto

di libertà d'espressione. Essa infatti viene definita non solo come la capacità di

diffondere informazioni ma anche come il diritto di cercare, ricevere queste sotto

ogni forma e senza alcuna limitazione. Infine il terzo comma si occupa della

materia delle restrizioni; tali restrizioni devono essere previste dalla legge e

comportano “doveri e responsabilità speciali”. L'articolo però non enuncia quali

siamo, lasciando dunque larga discrezionalità agli Stati nel delinearne l'ambito. A

tal proposito il Comitato per i diritti dell'uomo ha affermato come, le limitazioni

imposte alla libertà di espressione, debbano essere per i motivi sopra riportati,

giustificate sulla base di criteri molto rigidi e debbano soddisfare i requisiti

prescritti dal comma 3 dell'articolo 19. Oltre alle limitazioni dell'ultimo comma,

6 Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, pdf 7 Parisi, Rinofi, Profili di diritto europeo dell'informazione e della comunicazione, Napoli, Editoria Scientifica, 2003, p.31

12

è necessario ricordare che la libertà di espressione è soggetta ad altre restrizioni:

innanzitutto essa non rientra nei diritti per i quali le deroghe sono escluse

specificatamente dall'articolo 4 paragrafo 2. Infine è nell'articolo 20 che è

possibile riscontrare un'altra importante restrizione, quando afferma che:

“Qualsiasi propaganda a favore della guerra deve esser vietata dalla legge 2.

Qualsiasi appello all'odio nazionale, razziale o religioso che costituisca

incitamento alla discriminazione, all'ostilità o alla violenza deve essere vietato

dalla legge”. È evidente che queste ulteriori limitazioni permettono agli Stati, in

relazione alla loro ideologia politica, un ampio margine d'azione nel reprimere

quelle attività che possono essere considerate corrispondenti alle attività proibite

dall'articolo 20. Anche riconoscendo la corretta motivazione di queste limitazioni

è chiaro però che, il diritto fondamentale alla libertà d'espressione e

d'informazione, viene ulteriormente limitato. Questi documenti sono sempre

oggetto di aggiornamento, proprio a causa della loro natura. Infatti nel 1978,

sulla base della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e del Patto sui

diritti civili e politici, l'UNESCO ha approvato il progetto di “Dichiarazione sui

mezzi di comunicazione di massa”. Tale dichiarazione sostiene che

l'informazione sia materia internazionale, che debba essere governata dal

principio di libertà e che i giornalisti devono avere la libertà d'informare e per

farlo al meglio deve essere semplificata la loro attività di raccolta delle notizie.

Negli ultimi tempi l'UNESCO si è concentrato sull'indipendenza dei mezzi di

comunicazione e nella ricerca della tutela del pluralismo delle fonti. Ciò è stato

sottolineato e, in seguito sottoscritto, in tre Dichiarazioni: quella di Sana'a nel

1996, di Sofia nel 1997 e di Kabul nel 2002. Gli Stati firmatari di queste

dichiarazioni hanno fermamente sostenuto la necessità che tutti gli Stati tutelino

la libertà di manifestazione del pensiero, di un pensiero che dovrà poter essere

pluralista e fermamente opposto ad ogni tipo di censura.

Bisogna comunque tener presente che la libertà di stampa è un diritto che è stato

conquistato progressivamente nel corso degli anni, tutto parte con la libertà di

13

parola, strettamente correlata alla libertà di stampa, anche perché senza la prima

non vi può essere la seconda.

La libertà di esprimere liberamente il proprio pensiero nasce già da prima

dell’invenzione della scrittura, essa risale infatti alla polis greca con regime

democratico, in cui la libertà di parola era intesa come il diritto dei cittadini di

esprimere liberamente la propria opinione durante le assemblee pubbliche che si

tenevano nell’agorà (piazza pubblica). In età repubblicana si passa ad un altro

tipo di libertà di espressione: quella politica, in pratica i senatori avevano il

diritto di esprimere pubblicamente le proprie strategie e i propri piani politici. Lo

stesso non valeva per i letterati, che hanno dovuto conquistare il pieno diritto di

espressione nel tempo, infatti anche se potevano scrivere liberamente, erano

sempre controllati da qualcuno al potere, questo si verifica soprattutto nell’età

imperiale, in cui erano i principi o i re a controllare tutto, comprese le

pubblicazioni, in particolare nell’età di Diocleziano, la stampa viene censurata

definitivamente, non solo gli imperatori, ma anche la Chiesa, nell’età del basso

medioevo operava una forte censura sulle pubblicazioni, e non solo, anche sulla

libertà di espressione ci sono forti restrizioni. Una svolta si ha con l’invenzione

della stampa a caratteri mobili ad opera di Gutenberg nel 1455, anche se la

completa libertà ancora non viene raggiunta.

Con l’epoca dell’illuminismo nascono le prime forme di giornalismo in

Inghilterra, romanzi e giornali raggiungono un pubblico sempre più vasto.

Va inoltre sottolineato che l’intero processo di diffusione del sapere che

caratterizza l’età dei lumi, vede le sue radici nello sviluppo della libertà e nel

diritto di stampa, principio questo che, assieme alla libertà di parola, caratterizza

l’Europa dei pensatori liberali del XIX secolo.

Come già accennato prima, la libertà di stampa e di parola si concretizza solo nel

XX secolo con la Dichiarazione dei diritti dell’uomo. O almeno, in Italia.

Proseguiamo con una panoramica sull’Europa, sugli Stati Uniti e sull’Oriente.

14

La libertà di stampa in Europa

L’Inghilterra

Da sempre un popolo controllato da un sovrano, che deteneva tutto il potere nelle

sue mani, iniziò ad avvicinarsi ad uno stile di governo liberale solo nel 1688, con

l’avvento del liberalismo, prima di allora non esisteva alcuna libertà di

espressione ne orale ne scritta, con il potere trasferito al parlamento le cose

cambiarono, fino al 1694, l'Inghilterra aveva un elaborato sistema per la

concessione delle licenze di stampa. Nessuna pubblicazione veniva consentita

senza la bolla di una licenza rilasciata dal governo. Il Re era da considerarsi al di

sopra di qualsiasi critica pubblica ed ogni affermazione che criticasse il governo

era proibita. La svolta si avrà solo nell'ottobre del 1689 si firmerà il Bill of

Rights, la “carta dei diritti”, che oltre a limitare il potere del sovrano riconoscerà

alcuni diritti individuali, tra cui la libertà d'espressione. Con questo documento,

anche se la stampa rimarrà sottoposta al controllo giudiziario, si contribuirà a

diffondere nella società l'idea di stampa libera e pluralista. Solo cinque anni dopo

si avrà un'effettiva libertà di manifestazione del pensiero, nella forma di libertà

negativa, cioè con l'abolizione della censura. Su questa scia che anni dopo

nascerà in Inghilterra il primo quotidiano: Daily Courant. Il giornalismo troverà,

nel Regno Unito, un terreno molto fertile tanto che il principio di libertà di

stampa rimarrà sempre molto radicato nella cultura britannica. Tra i quotidiani

che raccoglieranno maggior seguito, è d'obbligo menzionare il Times, che verrà

fondato nel 1785 da John Walter. Il Regno Unito subirà fortemente l'influenza

dei regimi dittatoriali dei paesi europei e dunque la stampa anglosassone, nel

primo dopoguerra, sarà contraddistinta dalla catena giornalistica rappresentata

dal Daily Express. Attualmente, nel Regno Unito, sia la stampa a diffusione

locale, che quella a diffusione nazionale rappresenta il prodotto di un sistema che

si basa sulla libera iniziativa: non esiste nessuna legge generale sulla stampa,

sebbene esistano alcuni regolamenti e decisioni dei tribunali che danno una certa

protezione in materia di responsabilità civile e/o penale. Il Monopolies and

15

Mergers Act del 1964 ne è un esempio, esso vieta l'unione di due quotidiani la

cui tiratura superi un certo numero di copie per evitare la creazione di monopoli.8

La Francia

I primi giornali e periodici si diffusero in Francia nella prima metà del 1600, e, di

pari passo si affiancarono i primi casi di censura da parte del governo. Fu infatti

con il completamento del regime assolutistico di Luigi XIV che la stampa iniziò

ad essere vincolata al potere politico attraverso lo strumento della censura

preventiva. Per un significativo punto di svolta, si dovrà aspettare il 1789 con la

Rivoluzione francese: con essa infatti si andranno a sciogliere i vincoli che

avevano, fino ad allora, pesato sulla stampa e inizieranno ad affermarsi nuove

forme di giornalismo. Nonostante la Rivoluzione, però, le autorità in parte

continuarono a prendere provvedimenti per limitare la libertà di stampa, tanto

che nel 1792 il giornale Le Patriote Français fu soppresso e il suo direttore fu

condannato al patibolo. L'anno successivo Robespierre aumenterà ulteriormente

questa limitazione alla libertà di stampa dando vita ad un'alleanza tra alcuni

giornalisti francesi con lo scopo di modificare la rigida legislazione. La legge

francese dell'Ottocento, in materia di libertà di stampa, prevedeva infatti una

cauzione per l'apertura di nuovi giornali e una censura preventiva; si distingueva

fra “reati di stampa” che consistevano nella pubblicazione di giornali senza

autorizzazione e “reati a mezzo stampa” cioè reati scaturiti da qualsiasi forma di

offesa come diffamazione, oltraggio al re, ingiuria, attentato contro le leggi e la

morale. Venne inoltre individuato un direttore responsabile che doveva

rispondere dei contenuti degli articoli.9 Sulla base di ciò dunque, la libertà di

stampa era tutelata e garantita e ad essere puniti e limitati erano invece gli abusi:

questo concetto poteva essere usato però in maniera molto soggettiva,

censurando laddove non fosse necessario; in questo modo si permetteva di

oltrepassare i limiti previsti dalla legge. Arrivando poi al periodo della guerra

possiamo dire che Il giornalismo francese del periodo interbellico può essere

descritto come una via di mezzo tra quello anglosassone e quello italiano: sarà

8 Livio Paladin, La libertà d'informazione, studi di diritto comparato, Torino, 1979, p.142. 9 Paola Savino, Storia del giornalismo, Napoli, Edizioni giuridiche simone, 2009, pp. 44-45

16

autonomo da una parte e condizionato dall'altra; sarà caratterizzato inoltre dalla

necessità di contrastare un “nuovo nemico”, la radio. La radio inizierà a trasmette

dal 1922, anche se, a causa dei boicottaggi imposti dal sindacato degli editori

della carta stampata, diffuse inizialmente solo musica e intrattenimento. La

libertà di informazione in Francia dovrà aspettare ancora molto per trovare una

buona stabilità, nel secondo dopoguerra sarà ancora caratterizzata da caratteri

restrittivi derivanti dal fenomeno della concentrazione: il panorama informativo

francese finì sotto il controllo di cinque editori. Altro elemento fondamentale è

quello riguardante l'ordinanza del 2 novembre 1945 che stabilisce il regime

generale delle agenzie di stampa. In Francia, le agenzie di stampa sono perlopiù

private; la loro attività dunque è limitata per ragioni economiche in quanto

nessuna di esse sarebbe in grado di esercitare. Un altro punto importante è la

legge del 10 gennaio 1957 la quale afferma che l'agenzia è amministrata da un

consiglio di amministrazione, in cui i rappresentanti dello stato sono largamente

minoritari, e da un presidente generale eletto dal consiglio stesso; in parallelo il

consiglio superiore dell'agenzia France Presse ha il compito esclusivo di vigilare

sul rispetto dell'indipendenza e dell'obiettività.10

La Germania

La Germania può vantare il periodico con la diffusione maggiore di tutto il

Seicento: il “Frankfurter Journal”. Le prime forme di diffusione

dell'informazione che caratterizzano la Germania tra la fine del Settecento e gli

inizi dell'Ottocento, si ispirano al modello francese, proprio per l'influenza che la

Rivoluzione del 1789 ha avuto oltre i suoi confini nazionali. Nel progetto della

“Costituzione della Chiesa di S. Paolo”, elaborato a Francoforte, abbiamo i primi

cenni sulla la libertà di manifestazione del pensiero, quando l'assemblea

costituente si riunì per dare una costituzione alla Confederazione Germanica e

creare uno stato unitario tedesco. Durante questa assemblea i costituenti

dedicarono molta attenzione ai diritti umani fondamentali tra cui appunto il

diritto alla manifestazione del pensiero. L'attuazione di questo testo si avrà però

solo trent'anni dopo. Fino al 1863 la stampa della Germania unita rimarrà

10 Livio Paladin, La libertà d'informazione, studi di diritto comparato, Torino, 1979, p. 85

17

sottoposta alle decisioni dell'autorità giudiziaria che avrà la facoltà di abolire quei

quotidiani ritenuti “pericolosi per il bene comune” e nello stesso tempo darà il

potere al Parlamento di revocare tale provvedimento qualora esso l'avesse

reputato non giusto. Dal 1848 in poi, la stampa conquisterà un ruolo stabile nella

vita politica non solo come portabandiera delle diverse posizioni ma anche come

centro di aggregazione per movimenti e partiti.11 L'età dell'oro della stampa

tedesca arriverà solo con il nuovo secolo, e soprattutto nel primo dopo guerra.

Solo con la costituzione della Repubblica di Weimar si darà il via ad una rottura

profonda con il passato. Da questo momento in poi, fino alla caduta del regime

nazista la stampa sarà sempre più soggetta a censure, siamo nel 1949 quindi,

quando la stampa tedesca sarà libera. Sempre nel 1949 verrà redatta la “Legge

fondamentale tedesca”, grundgesetz, che all'articolo 5 riportava:

“Ognuno ha il diritto di esprimere e diffondere liberamente le sue

opinioni con parole, scritti o immagini, e di informarsi senza ostacoli da

fonti accessibili a tutti. Sono garantite la libertà di stampa e la libertà

d’informazione mediante radio e film. Non esiste censura. Questi diritti

trovano i loro limiti nelle disposizioni delle leggi generali, nei

provvedimenti legislativi per la difesa della gioventù e nel diritto

all’onore personale. L’arte e la scienza, la ricerca e l’insegnamento sono

liberi. La libertà d’insegnamento non esime dalla fedeltà alla

Costituzione”.12

Oggi, in Germania, i giornalisti, per bilanciare il potere degli editori, in grado di

assumere in piena libertà senza condizionamenti di alcun genere, hanno dato vita

a quattro sindacati, chiamati a partecipare alla stipulazione di contratti di lavoro

differenziati per categorie: quotidiani, periodici, agenzie, radio-televisione.

11 Giovanni Gozzini, Storia del giornalismo, Milano, Mondadori, 2011, p.79. 12 Legge fondamentale tedesca, articolo 5.

18

Tabella 1

19

La Tabella 1 è stata ricavata da una pubblicazione del 15 febbraio 2015,

esattamente un anno fa, è stata stilata all’interno di un articolo dell’autore Viral

Shah, per la rivista Cafebabel.13

Il 2015 World Press Freedom Index, stilato da Reporter senza frontiere, mostra

un'immagine sempre più negativa della libertà di stampa in Europa. Gli attacchi

a Charlie Hebdo e a Copenaghenappaiono come la punta dell'iceberg di questo

calo di autonomia e libertà di espressione nel Vecchio Continente.

I paesi colorati di bianco nella mappa soprastante hanno un grado di libertà più

alto rispetto a quelli in giallo e arancione, mentre nelle nazioni rosse ci sono forti

problemi e limitazioni della stampa libera. Come negli anni precedenti, in cima

alla classifica c'è la Finlandia. I finlandesi sono seguiti da Norvegia, Danimarca,

Olanda e Svezia al quinto posto.

La libertà di stampa negli Stati Uniti

La nascita della nozione di "libertà di stampa", viene generalmente fatta risalire

alla sentenza emanata il 5 agosto 1735 per il caso «Zenger, governatore coloniale

di New York».14 Durante la Rivoluzione americana, la stampa libera venne

identificata dai leader rivoluzionari come uno degli elementi della libertà che essi

desideravano preservare. La Dichiarazione dei diritti della Virginia (1776)

proclamò che "la libertà di stampa è uno dei più grandi bastioni della libertà e

non potrà mai essere ristretta se non da governi despotici." Allo stesso modo, la

Costituzione del Massachusetts (1780) dichiarava: "La libertà non dovrebbe

essere ristretta in questo Commonwealth".

Prendendo spunto da questi esempi, il primo Emendamento della Costituzione

degli Stati Uniti pose misure restrittive al Congresso che impedirono porre dei

limiti alla libertà di stampa e al diritto di libertà di parola. Nel 1971, la Corte

suprema, nella sentenza relativa al Watergate, stabilì un livello molto alto di

protezione della libertà di stampa:

13 Cafébabel è il primo web-magazine partecipativo realizzato per la generazione di giovani europei senza frontiere. Cafébabel è pubblicato in 6 lingue – inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo e polacco - e

si basa su una rete di 1.500 autori, traduttori, fotografi e videomaker volontari, presenti in tutta Europa. 14 John Peter Zenger (26 ottobre 1697 - 28 luglio 1746) è stato uno scrittore tedesco e giornalista

americano a New York City. Zenger pubblicò il New York Weekly Journal

20

« Nel primo emendamento i padri fondatori hanno dato alla libera stampa

la protezione che essa deve avere per realizzare il suo essenziale ruolo

nella nostra democrazia. La stampa doveva servire i governati, non i

governanti. Il potere del governo di censurare la stampa fu abolito

affinché la stampa rimanesse per sempre libera di censurare il governo.

La stampa fu protetta affinché potesse rivelare i segreti del governo ed

informare il popolo. Solo una stampa libera ed indomita può

effettivamente svelare gli inganni del governo. »15

Arriviamo infine nel 2005, anno in cui negli Stati Uniti, una certa interpretazione

del Bipartisan Campaign Reform Act potrebbe considerare le dichiarazioni

politiche da parte di "personaggi rilevanti" come l'equivalente di donazioni alla

campagna elettorale. Dal momento che l'accesso alle affermazioni su Internet è

debolmente monitorato, il valore politico in campagna di certe prese di posizione

non è noto in anticipo e se si determinasse che il valore monetizzabile ultimo

fosse elevato, questo potrebbe scatenare grosse multe per la violazione della

legge sui contributi elettorali. Questa visione minaccia particolarmente le prese di

posizione manifestate su Internet da parte dei singoli individui, e le definizioni

ambigue di appartenenza alla stampa rendevano i possibili effetti legali molto

ambigui.

La libertà di stampa in Oriente

La questione del Medio Oriente è molto diversa da quella che troviamo in Europa

e negli Stati Uniti, in Oriente infatti non è mai esistita e ancora oggi non c’è una

totale libertà di stampa.

Fatta eccezione per i soli sistemi statali post-rivoluzione affermatisi in

Libia, Egitto e Tunisia, la stampa locale nel mondo arabo continua a

soffrire dei soliti vincoli di autocensura, attenzione a evitare critiche da

parte del governo e marcato rispetto per ampie “linee di demarcazione”

nella copertura delle notizie che semplicemente non vengono mai

15 Sentenza della corte suprema americana del 1971.

21

oltrepassate. Di fatto, la reazione del governo in molti Paesi è stata quella

di rivedere e delimitare ulteriormente le leggi in materia di media e

comunicazione per essere certi di soffocare la libertà d’espressione sia tra i

mezzi di informazione ufficiali che tra gli esponenti del cosiddetto

giornalismo civico impegnati nel tentativo di veicolare le notizie da cui i

media generalisti si tenevano alla larga.

Le classifiche internazionali in materia di libertà di stampa mostrano come

i mezzi di informazione in Medio Oriente operino ancora oggi in un

contesto pesantemente viziato da vincoli e restrizioni. Dei diciannove

Paesi monitorati dalla Freedom House di Washington, D.C., solo Egitto,

Libia, Libano, Kuwait e Tunisia si sono meritati il titolo di “parzialmente

liberi”. Gli altri quattordici e i territori palestinesi occupano saldamente la

parte “non libera” della classifica. Soltanto Israele si è aggiudicato la

definizione di “libero”, e comunque la sua è una posizione in bilico legata

alle preoccupazioni inerenti la censura militare.16

Possiamo quindi osservare come sia stato difficile in quasi tutto il mondo

aggiudicarsi una libertà di parola prima e di stampa poi: è stato un processo

fortemente difficile e contrastato, un diritto che le persone sono riuscite a

guadagnarsi progressivamente. Ancora oggi, le legislazioni che regolano questo

diritto sono poche e ci sono ancora paesi in cui la libertà di stampa non è

garantita, come abbiamo appena visto in Medio Oriente. Negli altri paesi che

abbiamo analizzato, invece, la libertà di stampa ha raggiunto il suo culmine con

l’entrata in gioco dei Social Network, che sono il luogo per eccellenza in cui

chiunque può esprimere il proprio parere, la propria opinione. In essi si possono

esternare le idee più intime.

Da questo momento in poi proseguiremo proprio con l’analisi dei Social, dalla

loro origine fino a quelli più in voga oggi, ma non prima di aver analizzato quelli

che sono i vantaggi e gli svantaggi del web.

16 http://arabmediareport.it/la-liberta-di-stampa-nel-mondo-arabo/

commenti (1)
buona tesi

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