Tesi Di laurea triennale , Tesi di laurea di Economia Degli Intermediari Finanziari. Università degli Studi di Roma Tor Vergata
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Tesi Di laurea triennale , Tesi di laurea di Economia Degli Intermediari Finanziari. Università degli Studi di Roma Tor Vergata

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Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" Facoltà di Economia

Corso di laurea in ECONOMIA DEI MERCATI E DEGLI

INTERMEDIARI FINANZIARI

Tesi in Economia degli Intermediari Finanziari L’avvio del Single Resolution Mechanism:

I piani di risoluzione delle Autorità

Il Relatore Chiar.mo Prof. Carretta Alessandro

Il laureando Giacomo Castiglione

Anno accademico 2015/2016

INDICE

INTRODUZIONE

Capitolo 1: IL QUADRO ISTITUZIONALE E NORMATIVO DELL'UNIONE BANCARIA 1.1 Dalla vigilanza armonizzata alla risoluzione bancaria 1.1.1 I punti cardine della Banking Union

1.2 La nuova gestione delle crisi bancarie 1.2.1 Obiettivi e principi della risoluzione

Capitolo 2: LA PROGRAMMAZIONE DELLA RISOLUZIONE 2.1 Le fasi che si andranno a delineare

2.2 I piani di risoluzione delle banche di rilevanza sistemica 2.2.1 Valutazione della possibilità di risoluzione 2.2.2 Piano di risoluzione operativo

CONCLUSIONI

Riferimenti Bibliografici

1

INTRODUZIONE

Il sistema bancario e finanziario è indispensabile per lo sviluppo economico e sociale di un

Paese fornendo, attraverso il sistema dei pagamenti e dei prestiti, i mezzi necessari per lo

scambio di beni e servizi. La recente crisi, ha messo in evidenza l' importanza di mantenere

la stabilità finanziaria, in quanto, per risollevare gli intermediari in difficoltà, sono Stati

necessari finanziamenti da parte degli Stati generando rilevanti impatti sulle finanze

pubbliche.

Sono state attuate misure politiche ed economiche al fine di limitare effetti contagio

derivanti dalla crisi di banche di rilevanza sistemica. Questo ha determinato l'attuazione di

provvedimenti in grado di fronteggiare le difficoltà degli intermediari, con l'obiettivo di

favorire l'integrazione dei sistemi bancari tra i vari Paesi grazie ad unico sistema di

vigilanza e all'armonizzazione delle norme in materia di risanamento e risoluzione degli

intermediari.

Il presente lavoro di tesi, partendo dalle risposte normative alla crisi con la creazione

dell'Unione Bancaria, analizza approfonditamente i piani di risoluzione che le Autorità

dovranno redigere per prevenire le crisi degli intermediari in modo da ridurre il rischio

sistemico, con particolare attenzione alle banche cross-border. L'elaborato è stato redatto in

base alle informazioni contenute in vari working papers e monografie di istituti di ricerca

istituzionali, testimoniando anche il grande interesse internazionale suscitato

dall'argomento.

Più in particolare, la trattazione è suddivisa in due capitoli. Il primo capitolo individua le

caratteristiche dell'Unione Bancaria. Partendo dai fattori di spinta del framework

normativo, si analizzerà, nel dettaglio, il nuovo sistema di vigilanza unico e il meccanismo

unico di risoluzione. Per assicurare in futuro

l'applicazione delle stesse regole a tutte le banche e il monitoraggio permanente del loro

stato, i Paesi dell'Unione Europea hanno creato un organo di vigilanza sovranazionale, il

2

Single Supervisory Mechanism. Il Meccanismo fa capo alla Banca Centrale Europea che

opera in stretta collaborazione con le Autorità nazionali dei Paesi membri. Le sue finalità

sono quelle di salvaguardare la sicurezza e la solidità del sistema bancario europeo e

accrescere l'integrazione dei mercati

Il meccanimo unico di risoluzione è un sistema per la risoluzione degli enti finanziari. Lo

scopo è garantire una risoluzione ordinata delle banche in dissesto, con costi minimi per

l'economia reale.

Nel secondo capitolo si descriveranno dettagliatamente i piani di risoluzione, con

particolare enfasi ai piani redatti per le banche di rilevanza sistemica.

Un istituto viene definito di importanza sistemica se il suo dissesto o l'eventuale fallimento

provoca gravi conseguenze sul sistema finanziario e sulle economie reali dei Paesi.

I piani di risoluzione sono descritti in base al progetto elaborato dall'Autorità Bancaria

Europea seguendo i dettami del Financial Stability Board.

Le Autorità di risoluzione, dovranno determinare se è possibile la liquidazione ordinaria

secondo le normative nazionali. Se questa non è applicabile, le Autorità individueranno una

strategia di risoluzione tra Single o Multiple point of entry in cui valuteranno, se la banca è

risolvibile secondo le nuove direttive, le misure da intraprendere per rimuovere gli ostacoli

che hanno portato al dissesto. Una volta che questi sono stati rimossi, il piano di

risoluzione sarà rielaborato e aggiornato frequentemente per impedire eventuali difficoltà

future.

3

CAPITOLO 1

IL QUADRO ISTITUZIONALE E NORMATIVO DELL'UNIONE BANCARIA

1.1 Dalla vigilanza armonizzata alla risoluzione bancaria

L’odierna evoluzione che sta interessando il sistema dei controlli sulle banche in Europa è

stata in larga parte determinata dalla lunga crisi economica e finanziaria che, innescata

negli Stati Uniti nella seconda metà del 2007 dalla vicenda dei mutui subprime, è esplosa

con il successivo default della Lehman Brothers, verificatosi il 15 settembre 2008, e ha

rapidamente assunto dimensioni e durata comparabili alla Grande Depressione degli anni

301.

Per evitare contagi sistemici, sono Stati necessari interventi di salvataggio pubblici che, se

da un lato hanno evitato danni al sistema finanziario e all'economia reale, hanno però

comportato elevati oneri a danno dei contribuenti, generando in alcuni casi effetti rilevanti

sulle finanze pubbliche dei Stati membri. I dati Eurostat indicano che, alla fine del 2013,

gli aiuti finanziari nazionali hanno accresciuto il debito pubblico di alcuni paesi.

In Germania, ad esempio, di 250 miliardi di euro.2

In tale contesto, la crisi ha fatto emergere l'esigenza di un superamento del modello della

vigilanza nazionale e la necessità di promuovere un modello europeo di vigilanza

pienamente integrato.

Nel 2012 il Consiglio Europeo ha pertanto deciso di “spezzare il circolo vizioso tra banche

e debito sovrano”3 creando nuove istituzioni che costituiscono gli elementi portanti della

cosiddetta Unione Bancaria. L'Unione Bancaria è indispensabile complemento del

processo iniziato con L'Unione Economica e Monetaria (EUM); essa si pone l'obiettivo di

conseguire le seguenti finalità: contrastare la tendenza alla frammentazione dei mercati su

base nazionale armonizzando le norme che regolano il settore finanziario; assicurare

l'utilizzo del medesimo set di regole in materia di vigilanza all’interno dell’area Euro; 1. Mancini M. (2013) :”Dalla vigilanza nazionale armonizzata alla Banking Union”, Quaderni di Ricerca Giuridica della Consulenza Legale 2. Banca D'italia (2015),”Che cosa cambia nella gestione delle crisi bancarie” Approfondimenti 3. Parlamento Europeo, note sintetiche sull'Unione Europea,2016

4

creare le condizioni per il rifinanziamento diretto degli intermediari garantendo la solidità

delle banche e la loro capacità di superare in futuro eventuali crisi finanziarie; tutelare i

singoli risparmiatori ed evitare situazioni in cui il denaro dei contribuenti è utilizzato per

salvare banche in dissesto.

1.1.1 I punti cardine della Banking Union

La capacità dell'Unione di essere un fattore di integrazione richide la realizzazione di tre

pilastri:

Il primo pilastro, il Single Supervisory Mechanism, è un sistema che affida alla BCE la

vigilanza diretta sulle banche europee più rilevanti “significant banks” e compiti di

vigilanza decentrata alle Autorità Nazionali (NSAs) per quanto riguarda le banche di

rilevanza minore “less significant banks”, al fine di contribuire alla sicurezza e alla solidità

degli enti creditizi e del sistema finanziario dell’Unione.

Gli istituti, per essere definiti di rilevanza sistemica, devono avere alcune caratteristiche

basate sul totale degli assets:

-Le attività devono essere superiori a 30 miliardi di Euro

-Il rapporto tra attività e Pil dello Stato superiore al 20% (con almeno 5 miliardi di attivi)

-La banca è tra le tre banche più importanti dello Stato Membro in cui è situata

-La banca esegue attività transfrontaliere4

La BCE può per qualsiasi ente creditizio adottare misure particolari quando le banche

vigilate non rispettino i requisiti prudenziali o vi siano elementi nella situazione finanziaria

e organizzativa della banca che non permettono una gestione solida. Tra le materie

cosiddette “concorrenti”, ovvero di competenza della Banca Centrale ma che possono essere delegate alle Autorità nazionali, rientrano quelle che prevedono compiti di ordinaria

supervisione, come il processo di revisione e valutazione prudenziale, esecuzione degli

stress test per accertare la solidità di un istituto tramite la simulazione di diversi scenari

economici e finanziari e la valutazione del loro impatto. (Figura 1)

Per le banche di rilevanza sistemica i compiti saranno svolti dalla BCE avvalendosi del 4Wiggins R., Wedow M., Metrick A. (2014): The European Banking Union A: “The Single Supervisory Mechanism”Yale program on financial stability case study 2014-5A-v1

5

“Joint Supervisory Teams”(JST), guidati dal personale della BCE e composti anche da

dipendenti delle Autorità nazionali. Per le banche “less significant” i medesimi compiti

saranno svolti dalle Autorità nazionali che continueranno a svolgere un’attività volta a

verificare il rispetto delle regole armonizzate a livello europeo che incidono sull’intera

attività e organizzazione degli enti creditizi. Bisogna evidenziare, come la BCE, con il

consenso delle Autorità nazionali, possa decidere di esercitare direttamente tutti poteri di

vigilanza anche sulle banche “less significant” al fine di “garantire l’applicazione coerente

di standard di vigilanza elevati”5.

Banche significative Banche non significative

BCE

Supervisione diretta Vigilanza consolidata + vigilanza

individuale dell’istituto di credito con

sede in uno Stato membro

partecipante

Supervisione indiretta -emetti regolamenti, linee guida o istruzioni generali per l'Autorità nazionale per determinare come svolgere i loro compiti di vigilanza -decide di esercitare direttamente i poteri di vigilanza in caso di necessità per assicurare la coerenza di elevati standard di vigilanza -la richiesta di informazioni alle istituzioni di Autorità e di credito nazionali - esegue ispezioni nelle sedi degli istituti -sorveglia il funzionamento del SSM

5 . Art. 6, paragrafo 5, lett. b. del Regolamento UE 1024/2013 6

NSAs

Ruolo di assistenza (soggetto alle istruzioni della BCE) -partecipano al JST

-preparano ed implementano le

decisioni della BCE

-fanno rispettare le decisioni di

vigilanza intraprese dalla BCE

Supervisione diretta

Figura 1. Single Supervisory Mechanism: distribuzione delle competenze, Banca Centrale

Europea, Novembre 2014

La BCE ha piena indipendenza nell’esercizio della sua funzione. Inoltre, è previsto che

essa risponda al Parlamento e al Consiglio Europeo e trasmetta annualmente una relazione

sull’esecuzione dei suoi compiti a tali organi, nonché alla Commissione Europea,

all’Eurogruppo e ai Parlamenti nazionali degli Stati membri partecipanti, secondoe regole

di accountability6.

L'altro caposaldo, che sarà discusso nel successivo paragrafo (1.2), è il Single Resolution

Mechanism, un nuovo meccanismo che ha l'obiettivo di preservare la stabilità finanziaria

dell’eurozona mediante una gestione efficiente delle procedure di risoluzione delle banche

in crisi.

Sottoporre una banca a risoluzione significa avviare un processo di ristrutturazione gestito

da Autorità indipendenti, le Autorità di risoluzione, che mira a evitare interruzioni nella

prestazione dei servizi essenziali offerti (ad esempio, i depositi e i servizi di pagamento), e

a ripristinare condizioni di sostenibilità economica della parte sana della banca e a

liquidare le parti restanti.7

Il terzo pilastro, il Deposit Guarantee Scheme (DGS), approvato dal Parlamento Europeo

nel 2014, è un sistema di garanzia che assicura, in tutti gli Stati membri, il rimborso dei

depositi fino a un ammontare di 100.000 € nel caso in cui la banca sia in dissesto.

Il fine è quello di evitare prelievi dettati dal panico da parte dei cittadini cercando di

contribuire così alla stabilità del mercato unico. 6. Mancini M. (2013), ”Dalla vigilanza nazionale armonizzata alla Banking Union”, Quaderni di Ricerca Giuridica della Consulenza Legale, Banca D'Italia 7. Banca D'italia (2015), ”Che cosa cambia nella gestione delle crisi bancarie” Approfondimenti

7

Le principali novità introdotte dalla direttiva riguardano i requisiti finanziari minimi, che

devono rappresentare almeno lo 0.8% dell’importo dei depositi coperti entro il 3 luglio

2024, la riduzione dei termini per il rimborso che passa dai 20 giorni ai 7 giorni lavorativi e

il finanziamento dei fondi dei sistemi di garanzia che è affidato al settore bancario.8

Il quadro normativo si completa con la Bank Recovery and Resolution Directive (BRRD)9

che introduce in tutti Paesi europei regole e strumenti per prevenire e gestire le crisi delle

banche e delle imprese di investimento, garantendo una risoluzione ordinata in caso di

dissesto con il minimo impatto sull’economia reale e sulle finanze pubbliche. La direttiva

da alle Autorità di risoluzione poteri e strumenti per: pianificare la gestione delle crisi,

intervenire per tempo prima della sua completa manifestazione, gestire al meglio la fase di

risoluzione.

Già durante la fase di normale operatività della banca, le Autorità di risoluzione dovranno

preparare appositi piani che individuino le strategie e le azioni da intraprendere in caso di

crisi, potranno intervenire per creare le condizioni che facilitino l’applicazione degli

strumenti di risoluzione per migliorare la resolvability delle singole banche. Inoltre,

tutti gli intermediari nell'UE, devono elaborare i proprio piani di risanamento e aggiornarli

ogni anno. Questi devono includere misure cui le banche potrebbero ricorrere qualora la

situazione subisse un grave deterioramento.

Il principale strumento che introduce la direttiva è quello del bail-in o “salvataggio

interno” che consiste nel potere delle Autorità di disporre della riduzione del valore delle

azioni e dei crediti per assorbire le perdite dell’intermediario, in modo che non sarà

necessario un salvataggio da parte dello Stato. Secondo Binder (2015)10 il bail-in è lo

strumento più complesso e di conseguenza la sua applicazione è probabilmente

accompagnata da complesse decisioni procedurali che riguardano le quantità rilevanti e la

combinazione con altri strumenti.

8. Wiggins R. , Wedow M. , Metrick A. (2014), The European Banking Union A: “The Single Supervisory Mechanism”Yale program on financial stability case study 2014-5A-v1 9. Direttiva 2014/59/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio 10. Binder J.H. (2015), “Resolution: Concepts, Requirements and Tools”,Binder J.H. and Dalvinder S. “Bank Resolution: The European Regime, Oxford University Press, 2015/2016”

8

1.2 La nuova gestione delle crisi bancarie

Il Single Resolution Mechanism(SRM) è un nuovo sistema europeo per la risoluzione

ordinata degli enti finanziari in dissesto o a rischio fallimento con l'obiettivo di assicurare

una parità di condizioni e rafforzare la fiducia nel settore bancario all'interno dell'Unione

Europea.

Il campo di applicazione è allineato al sistema di vigilanza unico a causa

dell'interdipendenza delle funzioni e dei compiti svolti e si applica quindi agli istituti di

credito e alle imprese di investimento che rientrano nella sfera di competenza del Single

Supervisory Mechanism.

Il funzionamento del meccanismo si basa su una stretta collaborazione tra le Autorità

nazionali degli Stati Membri e il Comitato unico di risoluzione: il Single Resolution Board.

Il Board, come si può vedere nella figura 2, è al centro del processo decisionale ed

operativo del sistema e l'organo di direzione esecutivo è composto da, un Presidente, un

vicePresidente ,quattro membri a tempo pieno, un rappresentante per ciascun Stato e da

due osservatori permanenti che provengono dalla BCE e dalla Commissione Europea.

Questi soggetti operano in stretta collaborazione con le Autorità nazionali (NRAs).

Figura 2: Gli attori del Single Resolution Mechanism. Commissione Europea, 2014.

9

Commissione e Consiglio UE

Comitato unico di risoluzione (SRB)

BCE NRAs

Fondo unico di risoluzione (SRF)

Più in dettaglio il Single Resolution Board opera con:

-Il Parlamento Europeo: Il Comitato manterrà un dialogo aperto e trasparente con i

rappresentanti del Parlamento. Il Presidente Esecutivo del Board presenterà la relazione

annuale di attività al Parlamento e risponde alle interrogazioni parlamentari ;

-Il Consiglio dell'UE: il SRB proseguirà le discussioni con il Consiglio di cooperazione ai

vari livelli; vi è una continua partecipazione del presidente alle riunioni del Consiglio

ECOFIN e definisce la cooperazione in materia di partecipazione del Consiglio nello

schema di risoluzione;

-La Banca Centrale Europea: Un obiettivo chiave è quello di condividere le informazioni

con il Comitato assicurando che esse vengano raccolte una sola volta e fare in modo che in

qualsiasi momento collaborino al fine di assolvere ai loro compiti.

-La Commissione europea: il SRB continuerà a mantenere stretti contatti con la

Commissione europea sia nella realizzazione dei processi di risoluzione, sia nei possibili

miglioramenti da apportare al quadro giuridico e normativo.11

I principali compiti che deve svolgere il nuovo istituto sono:

-effettuare la valutazione di risolvibiltà delle banche e adottare i piani di risoluzione;

-adottare misure di intervento;

-stabilire un requisito minimo di passività soggette al bail-in

-adottare decisioni in merito alla risoluzione e scegliere gli strumenti più idonei;

-di cooperare e dare istruzioni alle Autorità nazionali di risoluzione.

-richiedere informazioni agli enti o ai singoli dipendenti o a terzi anche attraverso le NRA

-eseguire ispezioni generali attraverso la richiesta di documenti anche contabili, in via

diretta o collaborando con le NRA.12

Il SRB nell'espletare le sue funzioni opera sia in una sessione esecutiva che in una sessione

plenaria. La sessione esecutiva è pensata fondamentalmente per le operazioni del Comitato

giorno per giorno e le decisioni che riguardano i singoli intermediari, relative alla

preparazione, valutazione e approvazione dei piani di risoluzione per le banche importanti,

e la determinazione delle passività soggette al bail-in. Nella sessione esecutiva, che

11. Single Resolution Board, “Work programme 2016” ,2015 12.Zavvos G. , Kaltsouni S. (2015), The Single Resolution Mechanism in the European Banking union: legal foundation, governance structure and financing.

10

comprende il presidente, i quattro membri a tempo pieno e i rappresentanti di quegli Stati

membri in cui si trova una banca in difficoltà, il SRB può anche decidere sull'utilizzo delle

risorse finanziarie (fino a 5 miliardi di euro) nei singoli casi di risoluzione.

Nel corso della sessione plenaria, che viene convocata almeno due volte l'anno, con i

rappresentanti delle Autorità di risoluzione nazionali di tutti gli Stati partecipanti, il SRB

decide su questioni di importanza generale, ad esempio, il programma di lavoro annuale, il

bilancio annuale, regole e procedure interne, accordi di cooperazione con gli istituti

nazionali e i problemi relativi al finanziamento. Se le somme necessarie per avviare le

operazioni sono superiori a 5 miliardi di euro, qualsiasi membro della sessione plenaria

può, entro tre ore dalla presentazione del progetto di risoluzione, convocare la sessione e

votare tramite la maggioranza semplice le decisioni da intraprendere13

Per finanziare le operazioni, il principio di base è che le perdite dovrebbero essere

sostenute prima da parte degli azionisti e successivamente dai creditori. Se queste quantità

sono insufficienti, per esercitare i propri compiti, il Board può attingere a risorse

aggiuntive fornite dal Fondo Unico di Risoluzione (SRF), finanziato principalmente da

contributi ex ante erogati a livello nazionale dal settore bancario.

Una condizione preliminare per l'accesso al Fondo è l'applicazione delle norme del bail-in

e dei principi stabiliti nella Bank Recovery and Resolution Directive. Si tratta di una

condizione necessaria per garantire il rispetto di uno dei principi fondamentali dell'Unione

bancaria: le conseguenze dei dissesti bancari non deveno ricadere sui cittadini.

Il Single Resolution Fund verrà costituito nell'arco di 8 anni a partire dal 1 Gennaio 2016 e

dovrebbe raggiungere l'1% dell'importo dei depositi di tutti gli enti creditizi autorizzati in

tutti gli Stati membri dell'Unione Europea. Il suo importo stimato sarà di circa 55 miliardi

di euro. Il singolo contributo, dovuto da ciascuna banca, sarà calcolato in percentuale

dell'ammontare delle sue passività, in relazione alle passività aggregate di tutti gli enti

creditizi autorizzati nel Stati Membri partecipanti .

I contributi saranno calcolati in proporzione ai rischi assunti da ciascun istituto. In ogni

caso, le pre-condizioni per l'uso del SRF sono che le perdite, per un totale di non meno

dell'8% delle passività totali sono già state assorbiti da parte degli azionisti e creditori, e 13.Magnus M., European Parliament (2015), “ BRIEFING Single Resolution Mechanism, Single Resolution Board, and Single Resolution Fund, Main Features, Oversight and Accountability”.

11

che il finanziamento fornito dal SRF è limitato al 5% del totale del passivo. 14

Vi è inoltre un trattamento speciale per gli istituti di credito di piccole dimensioni, che

contribuiscono solo con un pagamento forfettario.

Il trasferimento e la messa in comune dei fondi sono definiti in un accordo

intergovernativo (IGA) distinto tra gli Stati membri che aderiscono all'Unione bancaria.

Questa decisione è stata presa dal Consiglio per fornire massima certezza giuridica, tenuto

conto delle preoccupazioni di natura giuridica e costituzionale in alcuni Stati

membri15.L'accordo definisce:

-La creazione di compartimenti nazionali. Ogni Stato membro partecipante deve depositare

i contribui raccolti a livello nazionale nel comparto nazionale. Questi comparti saranno

raccolti in uno solo durante la fase di transizione di otto anni, secondo uno schema di

mutualizzazione progressiva, per scomparire completamente nel 2024

-Il trasferimento al Fondo. Gli Stati membri devono irrevocabilmente trasferire

annualmente ,entro il 30 giugno, circa il 12,5 % del livello stabilito. I contributi raccolti nel

2015 sotto la BRRD sono Stati trasferiti entro il 31/01/2016

-le regole per l'uso delle somme raccolte durante i primi otto anni e la progressiva

mutualizzazione. (tabella 1)

14. BBVA Research ( 2014), “ Regulation Flash,Single Resolution Fund: Agreement signed”. 15. Consiglio europeo, Consiglio dell'Unione europea, 2016

12

Anno Fase 1:

comparti interessati

Fase 2:

mutualizzazone dei

comparti

Fase 3:

ritorno ai comparti

interessati 2016 100% 40% Se sono necessari

ulteriori fondi,

dovranno essere

utilizzati i mezzi

rimanenti dei

comparti nazionali

2017 60% 60%

2018 40% 66,70%

2019 33,30% 73,40%

2020 26,60% 80,10%

2021 19,90% 86,80%

2022 13,20% 93,50%

2023 6,50% 100%

2024 0% 100%

Tabella 1: impiego ex ante dei mezzi del fondo unico durante la fase di transizione, BVVA

Research (2014)

1.2.1 Obiettivi e principi della risoluzione

Le Autorità, quando intervengono per porre inizio alla risoluzione, sono tenute a rispettare

dei principi e degli obiettivi che rispondono alle nuove normative, da prendere come linee

guida generali per progettare tutte le fasi e soprattutto per intervenire in modo rapido ed

efficace.

Alla luce della recente crisi finanziaria, il regolamento SRM identifica “la continuità delle

funzioni essenziali”come obiettivo primario di risoluzione. Per funzioni essenziali si

intendono quelle attività,servizi o operazioni la cui interruzione procherebbe, in uno o più

Stati Membri, ripercussioni sull'economia reale e sui mercati finanziari.16

Le conseguenze saranno più significative nel caso in cui il soggetto coinvolto è un istituto

di credito di “rilevanza sistemica”, a causa della sua operatività globale. Tanto maggiore 16. Binder J.H. (2015), “Resolution: Concepts, Requirements and Tools”,Binder J.H. and Dalvinder S. “Bank Resolution: The European Regime, Oxford University Press, 2015/2016”

13

sarà la quota di mercato di attività e passività internazionali, tanto più difficile sarà

coordinare gli interventi di risoluzione delle crisi che la riguardano e tanto più diffusi

risulteranno gli effetti di contagio derivanti da un suo eventuale fallimento. 17

L’altro obiettivo da perseguire è legato al precedente ed è quello di “evitare effetti

significativi sulla stabilità finanziaria”, in particolare attraverso la prevenzione del

contagio, anche delle società attive nei mercati finanziari, e il mantenimento della

disciplina di mercato.

Il primo aspetto rispecchia la finalità di proteggere le funzioni essenziali dette

precedentemente, mentre il secondo aspetto si riferisce agli stakeholders della banca

stabilendo una struttura valida a rispettare un rapporto corretto e trasparente nei confronti

della clientela.

Nell'applicare gli strumenti ed esercitare i poteri, il Comitato Unico deve inoltre

salvaguardare i fondi pubblici riducendo al minimo il ricorso al sostegno finanziario

pubblico.18

La Direttiva, in realtà, non esclude un aiuto finanziario straordinario. Nel caso di

un’eccezionale crisi sistemica l’Autorità di risoluzione può tentare di reperire

finanziamenti da fonti alternative ricorrendo agli “strumenti pubblici di stabilizzazione”

che rappresentano poteri che gli Stati membri hanno nel ricapitalizzare l’ente o sottoporre a

se la proprietà pubblica temporanea eseguendo uno o più ordini di trasferimento

azionario.19

Per ricorrere a questi strumenti è necessario che siano soddisfatte delle condizioni:

a) gli azionisti e i detentori di altri titoli di proprietà, i detentori degli strumenti di capitale

pertinenti ed altre passività ammissibili dell’ente soggetto a risoluzione abbiano fornito,

tramite svalutazione, conversione o altrimenti, un contributo per l’assorbimento delle

perdite e la ricapitalizzazione per un importo non inferiore all’8 % delle passività totali,

b) ciò sia subordinato all’approvazione preventiva e finale a titolo della disciplina degli

aiuti di Stato dell’Unione20

17.Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (2011),Banche di rilevanza sistemica globale: metodologia di valutazione e requisito addizionale di assorbimento delle perdite 18. Articolo 31 (2) (b), Direttiva BRRD 19. Articolo 56 direttiva BRRD 20. Articolo 37 direttiva BRRD

14

Questi strumenti però, devono rappresentare una soluzione di ultima istanza e posso essere

presi in considerazione solo dopo aver valutato e utilizzato gli altri strumenti di

risoluzione21.

Un certo numero di principi guidano poi la Commissione, il Consiglio e il Board

nell’applicazione e nell’esecuzione della politica di risoluzione. Tra i principali:

- Gli azionisti dell'ente sopportano per primi le perdite

- I creditori devono sopportare le perdite dopo gli azionisti in conformità con l'ordine di

priorità dei loro crediti

- i creditori della stessa categoria, di norma, sono trattati in modo equo

- nessun creditore sostiene perdite più ingenti di quelle che avrebbe sostenuto se l’ente in

crisi fosse stato liquidato con la procedura ordinaria di insolvenza, si tratta del principio

“no creditor worse off”.

Da quanto detto si evince che gran parte dello sforzo politico e normativo è dedicato ad

abbassare la probabilità di un rischio sistemico, cercando di non far propagare la crisi di un

intermediario ad altri istituti e a tutto il sistema finanziario.

Una delle principali idee che ha portato l'introduzione dell'Unione Bancaria Europea è

quella di sostituire il tradizionale regime di insolvenza con un regime speciale di

risoluzione pensato appositamente per l’attività bancaria e soprattutto di più veloce

attuazione, per l’importanza che le banche hanno all’interno del sistema economico.

Il processo di risoluzione sarà spiegato strutturando il lavoro in 3 fasi, dalla fase normale in

cui la banca svolge regolarmente la sua attività, alla fase di intervento in cui l’Autorità di

risoluzione cerca di ripristinare la situazione dell’istituto attraverso i vari strumenti che ha

a disposizione. Durante la fase normale le Autorità dovranno redigere dei piani di

risoluzione volti ad indicare le azioni da intraprendere nel caso in cui l’ente si trovi in

difficoltà e se è necessario avviare una risoluzione.

21. Vedere capitolo 2 pg 21-22 15

CAPITOLO 2

LA PROGRAMMAZIONE DELLA RISOLUZIONE

2.1 La progressione degli interventi

Tra le risposte alla crisi globale, negli ultimi anni, è stato necessario armonizzare le

normative per riorganizzare il sistema bancario soprattutto per gli intermediari attivi a

livello internazionale. Il motivo che ha spinto il legislatore europeo a questo tipo

d’intervento è di evitare gli errori e i difetti di sistema che la dura lezione della crisi

finanziaria ha posto in rilievo, ma anche quello di indurre comportamenti più virtuosi degli

operatori al fine di ridurre il moral hazard derivante dalla relativa certezza che al

manifestarsi della crisi, si può fare sicuro affidamento sull’intervento dello Stato.22

In questo contesto, la banca è tenuta a prendere misure precauzionali pensando alla

possibilità del suo fallimento ed evitare il dissesto nella fase iniziali.

Analizzando la Bank Recovery and Resolution Directive si può notare questo cambiamento

di prospettiva.

La nuova direttiva presenta una serie di principi generali cui le legislazioni degli Stati

membri dovranno attenersi, e una serie di strumenti di cui tali legislazioni dovranno

necessariamente dotarsi per prevenire le crisi bancarie e per gestirne la soluzione in modo

da evitare ripercussioni nel sistema economico e finanziario. Ciò si traduce sia nella

previsione di una serie di obblighi di pianificazione, sia nella previsione di poteri di

intervento in caso di crisi dell’intermediario, particolarmente incisivi e graduati in

relazione alla sua gravità.23

Il corpo della nuova direttiva, è composto da tre parti ben distinte: la parte dedicata alla

fase di prevenzione, alla fase di intervento ed infine alla risoluzione. 24 (Figura 3)

22. Santoro V. (2015), “ Prevenzione e “risoluzione” della crisi delle banche”, in www.regolazionedeimercati.it 23. Binder J.H. (2014), “Resolution Planning and Structural Bank Reform within the Banking Union”,SAFE Working Paper N°81 24.Greco G.L (2015), “La tutela del risparmiatore dopo la direttiva BRRD” Paper presentato al 1° Convegno dell'Associazione dei Docenti di Diritto dell'Economia (ADDE)

16

Prevenzione

Figura 3: le nuove fasi previste dalla direttiva BRRD, Luigi Donato (2015)

La fase di prevenzione si riferisce ai tempi di ordinaria operatività. Durante questi periodi

l’intermediario, deve prepararsi ad affrontare una possibile situazione critica al fine di

mantenere la liquidità e la continuità delle funzioni essenziali per la sua operatività. Tra gli

strumenti che il legislatore mette a disposizione ci sono i piani di recupero o “recovery”

che la banca dovrà redigere sotto il controllo dell’Autorità di vigilanza competente. Questi

piani contengono la programmazione delle misure da adottare per reagire a un significativo

deterioramento della situazione finanziaria in modo da ristabilire l'equilibrio.

In particolare, il piano dovrà identificare possibili ostacoli alla sua realizzazione, le

funzioni essenziali che dovranno essere conservate nell'interesse della stabilità finanziaria,

così come le fonti di finanziamento di emergenza, e dovrà illustrare in che modo

l'istituzione si propone di ripristinare la sua base di capitale, ridurre il rischio e la leva

finanziaria, ristrutturare le passività, garantire la continuità dei sistemi operativi essenziali,

e facilitare la vendita di beni o rami d'azienda.25

Se inadeguati, la BCE o l’Autorità nazionale può chiederne la revisione e, in caso di

persistente inadeguatezza, imporre all’ente di adottare specifiche misure come ad esempio

25. Wiggins R., Wedow M, Metrick A(2014), The European Banking Union B: “The Single Resolution Mechanism”Yale program on financial stability case study 2014-5B-v1 november 1

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Avvio di intervento Risoluzione

-Sale of business

-Bridge bank

-Asset separation tool

-Bail-in

-Recovery plans (a cura dell’intermediario)

-Resolution plans (a cura dell’Autorità di risoluzione)

-Trasferimenti infragruppo

-Misure di intervento precoce (attuando misure previste nel recovery plan)

-Temporary administrator

-Special manager

ridurre il profilo di rischio, attivare misure di ricapitalizzazione, riesaminare la strategia, la

governance e la struttura del gruppo; migliorare la solidità finanziaria e organizzativa delle

principali linee di business e delle funzioni essenziali. I piani devono essere redatti almeno

una volta all'anno e modificati dopo una variazione della struttura giuridica e organizzativa

dell'ente.26

Le Autorità di risoluzione, dal canto loro, dovranno redigere appositi piani, che

rappresentano un altro strumento preventivo per indicare le azioni che le Autorità dovranno

porre in essere se è necessario avviare una procedura di risoluzione.

Questi piani, che saranno ampiamente discussi e approfonditi nel paragrafo successivo

(2.2) devono contenere l’elenco delle funzioni essenziali separabili, una stima dei tempi di

attuazione delle misure previste dal piano, la dimostrazione di come le funzioni essenziali e

le linee di business principali possono essere separate dalle altre in modo da garantire la

continuità in caso di dissesto dell'ente, i piani di comunicazione con i mezzi di

informazione e con la clientela.27 Esso deve altresì contenere l’indicazione dei fondi propri

e delle passività che possono essere utilizzate per il “bail-in”. L’intermediario deve

assicurare la necessaria cooperazione al fine di consentire di redigere il piano.

Il resolution plan deve essere aggiornato con cadenza almeno annuale, oltre che in

occasione di cambiamenti significativi nella struttura o nell’attività dell’intermediario.

Per i gruppi, l’Autorità o le varie Autorità incaricate della resolution coinvolte nei paesi in

cui operano le controllate dovranno redigere un piano complessivo, che contempli sia la

risoluzione della capogruppo europea, sia la risoluzione delle singole controllate. In caso di

gruppi con operatività in più Stati membri, il piano non potrà prevedere azioni che abbiano

un impatto sproporzionato nei suddetti Stati.

La direttiva, inoltre, prevede la liceità di accordi di sostegno finanziario infragruppo.

Il Regolamento Tecnico e le Linee Guida dell'EBA specificano le condizioni che devono

essere rispettate da una entità facente parte di un gruppo bancario per fornire supporto

finanziario ad un'altra dello stesso gruppo in difficoltà economica. In particolare le Autorità

nazionali competenti valutano dei requisiti per il rilascio dell'autorizzazione tra cui:

26 .Thole C. (2014), “Bank Crisis Management and Resolution - Core features of the Bank Recovery and Resolution Directive” 27. Articolo 10 (7) direttiva BRRD

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l'interesse del gruppo ed i rischi che si potrebbero generare nel caso in cui il supporto non

sia dato; i termini e l'eventuale risultato positivo atteso e il possibile impatto sulla stabilità

finanziaria dell'ente che richiede l'autorizzazione.28

L'accordo deve essere approvato dalle Autorità dei vari paesi membri interessati, e deve

quindi essere approvato dagli azionisti di ogni singola società coinvolta.

Gli accordi prevedono un sostegno finanziario sotto forma di prestito, prestazione di

garanzie, fornitura di attività da utilizzare come garanzie reali o qualsiasi combinazione di

queste, in una o più operazioni, tra il beneficiario del sostegno e un terzo29.

Quando la situazione finanziaria di una banca inizia a deteriorarsi, o si prevede che possa

succedere, per la violazione di uno dei requisiti patrimoniali stabiliti a livello europeo30, le

Autorità di supervisione possono esercitare determinati poteri di intervento precoce.

Gli indicatori del deterioramento della situazione finanziaria possono essere costituiti dalla

riduzione della liquidità o da una crescita dell'indebitamento, dai crediti deteriorati o dalla

concentrazione dei rischi.

Le Autorità di risoluzione hanno a disposizione una serie di strumenti di intervento sugli

amministratori dell’intermediario: esse potranno ordinare la rimozione di esponenti

aziendali, singoli manager o tutto il management, se sono state commesse gravi irregolarità

che hanno compromesso la sana e prudente gestione. Si potrà inoltre ordinare agli

amministratori di convocare gli azionisti, o farlo direttamente, ordinare la sostituzione di

esponenti aziendali, imporre l’adozione di un piano di ristrutturazione del debito con tutti o

parte dei creditori, ordinare cambiamenti di strategia o di struttura, raccogliere tramite

ispezioni,informazioni utili alla redazione del piano di risoluzione. Qualora la sostituzione

dell'alta dirigenza o dell'organo di gestione sia ritenuta insufficiente per porre rimedio alla

situazione, in un'ottica di progressività rispetto alle altre misure, vi è la possibilità di

nominare uno o più amministratori temporanei con poteri di sostituzione o anche solo di

affiancamento rispetto al management originario. La durata del temporary administrator è

di 1 anno ed è prorogabile solo in casi eccezionali. 31 28. EBA (2015), “Guidelines specifying the conditions for group financial support under Article 23 of Directive 2014/59/EU” 29. Articolo 19 (5 ) (b) direttiva BRRD 30. Vedere regolamento sui requisiti patrimoniali (CRR) e direttiva sui requisiti patrimoniali (CRD IV) 31. Stanghellini L.(2013), “La disciplina delle crisi bancarie: la prospettiva europea”, Quaderni di Ricerca Giuridica della Consulenza Legale “

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Il Board può anche nominare uno special manager per ripristinare la situazione finanziaria

della banca. La BCE o l'Autorità nazionale di vigilanza deve comunicare al Board quando

esercita uno dei poteri di intervento precoce. Dopo aver ricevuto tale comunicazione, il

Board informa la Commissione Europea e può cominciare a fare un progetto preliminare

nel caso di risoluzione dell'intermediario.

Nel caso in cui la situazione finanziaria di un ente o di un gruppo si sta deteriorando e le

azioni correttive non hanno determinato il verificarsi degli effetti attesi, la risoluzione può

essere avviata mediante le procedure previste dal SRM. Il SRB accerta le condizioni per

procedere valutando se la banca sta fallendo o è a rischio fallimento e, se non ci sono

misure alternative provenienti dal settore privato, assumono potere decisionale nei

confronti degli azionisti e dirigenti della banca.

Il Board, in via coattiva, ha a disposizione un numero di strumenti specifici da utilizzare

senza il consenso degli azionisti e dei creditori:

-Sale of business: La vendita degli asset prevista dalla direttiva può avere ad oggetto le

azioni e altri titoli di proprietà emessi da un ente soggetto a risoluzione, intervenendo

dunque sulla sua struttura proprietaria. Lo strumento per la vendita dell’attività consente

alle Autorità di vendere l’ente o rami della sua attività a uno o più acquirenti senza il

consenso degli azionisti. Nell’applicare tale strumento le Autorità dovrebbero procedere

alla dell’ente o di rami della sua attività in adoperandosi nel contempo per ottenere il

prezzo di vendita più alto possibile. Quando tale procedura non sia possibile per ragioni

d’urgenza, dovrebbero intraprendere azioni per ovviare a possibili effetti negativi sulla

concorrenza e sul mercato interno. 32

-Bridge bank: é un veicolo costituito per acquisire le azioni ovvero le attività e passività di

uno o più enti in resolution, in vista di una successiva cessione sul mercato.

In questo caso l'ente è totalmente o parzialmente posseduto da soggetti pubblici, inclusa la

Resolution Authority o il Resolution Fund che ne nomina il management.

Proprio per la sua funzione, la banca ponte, è per definizione temporanea, ed è destinata a

cessare con la fusione con un’altra entità, con la vendita di tutto o larga parte del

patrimonio, con la liquidazione ordinata del patrimonio oppure, in mancanza, per effetto

32. Direttiva BRRD (61) 20

della scadenza del termine di due anni.

-Bad bank: il terzo strumento è la separazione delle attività, che consiste nel trasferire

attività deteriorate a un veicolo di proprietà pubblica. Il veicolo gestisce le attività ad esso

cedute al fine di massimizzarne il valore attraverso la vendita finale.

-Bail-in: il bail-in è uno strumento che consente di disporre della conversione obbligatoria

di strumenti di debito o la riduzione del valore delle passività (write down), determinando

perdite agli azionisti e ad alcune categorie di creditori.

Per l'applicazione dello strumento si individua una gerarchia secondo un determinato

schema di priorità di intervento in base alla rischosità degli strumenti finanziari detenuti.

Le categorie di titoli emessi dalla banca che sono interessati, in successione, dal bail-in

sono: le azioni e altri strumenti assimilati al capitale come le azioni di risparmio e le

obbligazioni convertibili, i titoli subordinati senza garanzia, i crediti non garantiti ed infine

i depositi superiori a 100.000 € delle persone fisiche e delle piccole e medie imprese.

Altre passività invece, ne sono escluse, come le obbligazioni bancarie garantite (es:covered

bond), i titoli depositati in un conto titoli, le disponibilità della clientela in custodia presso

l'istituto, i debiti della banca verso i dipendenti, i fornitori, fisco ed enti previdenziali. Le

passività non espressamente escluse possono essere sottoposte al bail-in.

In circostanze del tutto eccezionali, quando ad esempio l'applicazione dello strumento

comporta un rischio per la stabilità finanziaria compromettendo la continuità delle funzioni

essenziali, le Autorità possono escludere ulteriori passività dopo avere avuto

l'approvazione della Commissione Europea. Le perdite non assorbite dai creditori esclusi in

via discrezionale possono essere trasferite al Fondo di risoluzione che può intervenire nella

misura massima del 5 per cento del totale del passivo, a condizione che sia stato applicato

un bail-in minimo pari all’8 per cento delle passività totali.33

33. Associazione Bancaria Italiana (2016): “In altre parole tu e il bail-in” 21

2.2 I piani di risoluzione delle banche di rilevanza sistemica

La risoluzione di una banca può essere un processo molto complesso. Gli enti che

eseguono le operazioni, durante questa fase, hanno più probabilità di raggiungere i loro

obiettivi se, in anticipo, hanno effettuato una robusta pianificazione delle strategie e delle

soluzioni da attuare per affrontare gli eventuali problemi futuri. Tutto ciò ha portato il

legislatore ad introdurre i piani di risoluzione.

L’ Autorità Bancaria Europea (EBA), riprendendo gli standard tecnici e qualitativi elaborati

dal Financial Stability Board34 per gli istituti finanziari di importanza sistemica (Globally

systemically important banks -GIFIs), rimanda agli articoli della direttiva BRRD le

disposizioni che devono rispettare le Autorità di risoluzione per redigere i piani, in cui

vengono specificati i contenuti, le questioni e i criteri per la valutazione della risolvibilità

di una singola istituzione o di un gruppo di intermediari, e soprattutto la strategia che si

deve adottare nel caso in cui l’ente si trovi in difficoltà. Questo indica che la resolvability

può essere coerentemente valutata se viene identificata una strategia, un processo graduale

in cui viene esaminata la fattibilità e la credibilità del piano.

Il FSB ha fornito indicazioni, circa la redazione dei piani dei gruppi bancari, in base a due

differenti modalità: Single point of entry (SPE) o Multiple point of entry (MPE).35

In base al primo modello le fasi di risoluzione sono effettuate esclusivamente dalle Autorità

in cui la società capogruppo ha sede (Home Autority), non considerando la parte all'interno

del gruppo che ha portato al fallimento. I vantaggi evidenti di questo approccio sono che

agisce un solo ente in modo tale che i problemi relativi al coordinamento si riducono,

anche se non vengono totalmente eliminati, e che la resolution Authority avrà un maggiore

incentivo a massimizzare il valore del gruppo.36 Questo metodo è appropriato se la struttura

operativa e il modello di business dell’istituzione è altamente integrata in riferimento alla

gestione della liquidità, al risk management e alla gestione della tesoreria.

Il secondo modello implica che, le Autorità di risoluzione dei paesi nei quali operano 34 FSB (2012), “Recovery and Resolution Planning: Making the Key Attributes Requirements Operational Consultative Document” 35 EBA Final Draft Regulatory Technical Standards (2014), “on the content of resolution plans and the assessment of resolvability” 36 Davies P. (2014), “Chapter 11: Resolution of Cross-border Groups”, Oxford Legal Studies Research Paper No. 89/2014

22

sussidiarie di rilevanza sistemica ( Host Autority) , possono gestire le fasi da intraprendere

quando quest'ultime rischiano di fallire e si suppone che non ci sia un sostegno finanziario

da parte della capogruppo. 37

Il contrasto centrale con il primo modello è che non è più una questione dell'Autorità in cui

ha sede la capogruppo, ma coinvolgerà una serie istituzioni in base alla natura e

all'estensione del dissesto. Il gruppo potrebbe essere suddiviso su base nazionale secondo

linee funzionali dove i poteri applicati alle parti separate non devono essere gli stessi e

quindi includono diverse opzioni per le diverse parti della società.

Il Multiple-point-of-entry ha molteplici implicazioni durante la risoluzione. In primo luogo,

vi è un problema di coordinamento fra le Autorità dei due paesi e inoltre ogni società

controllata deve avere sufficienti capacità di assorbimento delle perdite (TLAC) in base

alle disposizioni del Financial Stability Board.38

Gli enti preposti ad eseguire le operazioni devono valutare se la strategia da loro pensata è

idonea a raggiungere gli obiettivi prefissati date le caratteristiche dell’intermediario

coinvolto e il regime di risoluzione che si deve applicare. La strategia deve contenere il

campo di applicazione e le condizioni per l’attivazione del piano e le modalità di

finanziamento degli approcci in modo chiaro e puntuale. Le Autorità, poi, dovranno

decidere quale dei due metodi adottare tra Single o Multy point of entry in relazione

all’importo e al rischio connesso che le passività emesse contribuiscano o meno

all’assorbimento delle perdite o all’eventuale ricapitalizzazione della banca.

Per i contenuti dei piani di risoluzione, l'approccio adottato dal progetto Regulatory

Technical Standards (RTS) elaborato dall’EBA, è quello di fornire una categorizzazione

delle informazioni coerenti con la BRRD e con le linee guida del FSB. Si propone un

requisito generale per tutte le informazioni necessarie per consentire l'applicazione delle

delle procedure di risoluzione preferite da includere in ogni categoria, nonché i requisiti

specifici di ogni categoria.

Le categorie di informazioni sono:

-Una sintesi del piano di risoluzione inclusa una descrizione della struttura o del gruppo.

37. BBVA Research (2015), “The multiple-point-of-entry resolution strategy for global banks” 38. BBVA Research (2014), “Compendium on Resolution Strategies: a multiple-point-of-entry view”

23

Vengono indicate come le funzioni essenziali e le attività core possono essere separate

dalle altre, in modo da garantire continuità durante il periodo in cui l’intermediario si trova

in difficoltà

-La valutazione della risolvibilità e le misure necessarie per rimuovere gli eventuali

impedimenti a questa valutazione

-una descrizione della strategia di risoluzione considerata nel piano, identificando le varie

azioni previste e la relativa tempistica, i dettagli delle varianti per affrontare tutte le

circostanze in cui la strategia preferita non può essere applicata.

Per i piani di risoluzione dei gruppi di intermediari, bisogna indicare le modalità di

cooperazione e coordinamento fra le Autorità di risoluzione e gli enti competenti dello

Stato membro in cui si trova il gruppo e le varie succursali.

-Disposizioni per assicurare le informazioni necessarie per l'esecuzione della strategia e per

intraprendere misure preparatorie .

-Le modalità per garantire la continuità operativa durante la risoluzione.

-Stima dei tempi di esecuzione e le modalità di finanziamento per la risoluzione. Questo

dovrebbe prendere in considerazione le necessità di finanziamento durante e identificare le

fonti che sono disponibili per soddisfare tali esigenze, comprese le fonti di finanziamento

private e l’accesso alle strutture della banca centrale

-I piani per la comunicazione con i gruppi di stakeholder

-Il requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili (MREL) soggette al bail-in: per

impedire che gli istituti di credito strutturino le passività in modo tale da compromettere

l’efficacia del bail-in o di altri strumenti di risoluzione, il legislatore richiede che gli enti

soddisfino in qualsiasi momento un requisito minimo di fondi propri e passività

ammissibili39. Il requisito minimo è espresso in percentuale delle passività e dei fondi totali

dell'ente. Questo requisito non è rappresentato da una cifra predefinita ma va stabilito caso

per caso dall’ente che esegue le operazioni. Le Autorità devono applicare dei criteri

comuni stabiliti dagli standard tecnici elaborati dall’EBA. Gli standard chiariscono come i

requisiti di capitale debbano essere collegati all’ammontare di MREL necessario ad

assorbire le perdite e, dove necessario, a ricapitalizzare l’istituto dopo la risoluzione.

39. Articolo 45 BRRD 24

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