Tesi f. s. fitzgerald, Tesi di laurea di Letteratura Americana. Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano
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sophia.kite115 gennaio 2016

Tesi f. s. fitzgerald, Tesi di laurea di Letteratura Americana. Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano

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Ai miei genitori e a M.,

sempre vicini in ogni traguardo della mia vita.

Grazie per la fiducia, la comprensione, l'Amore

1

Indice

Introduzione........................................................................................................p. 3

Capitolo primo: Vita e opere

1.1 La Vita............................................................................................................p. 4

1.1.1 L'infanzia e gli studi........................................................................p. 4

1.1.2 L'età del jazz....................................................................................p. 7

1.1.3 Gli anni in Europa….......................................................................p. 9

1.1.4 L'ultimo Fitzgerald..........................................................................p. 10

1.2 I romanzi........................................................................................................p. 12

1.3 la fortuna e l'accoglienza della critica...........................................................p. 17

Capitolo secondo: Il rapporto con la moglie

2.1 Il ritratto di Zelda, l'incontro con Scott e gli sfavillanti anni

dell'Età del Jazz..................................................................................................p. 21

2.2 I Fitzgerald in Europa e l'alba di un declino.................................................p. 24

2.3 La deriva esistenziale di F. Scott Fitzgerald e gli ultimi anni.......................p. 32

Capitolo terzo: The great Gatsby

3.1 L'evoluzione di una nuova maturità letteraria..............................................p. 37

3.2 La storia........................................................................................................p. 40

3,3 L'Arte della narrazione attraverso le sue peculiarità stilistiche....................p. 44

Considerazioni conclusive................................................................................p. 49

Bibliografia........................................................................................................p. 50

2

Introduzione

Questo breve elaborato mira a ripercorrere la storia di uno degli autori più

rappresentativi dell'Età del jazz: una vera e propria leggenda americana che

ancora oggi costituisce una eco viva e influente. Il connubio tra racconto e

citazioni bibliografiche permette un cammino profondo e consapevole nella

suggestiva ed eclettica biografia dell'autore.

Il primo capitolo racconta i momenti salienti nella vita dello scrittore con un

approfondimento finale relativo al panorama critico concernente la sua opera; la

seconda parte ci rende, invece, partecipi della travolgente storia d'amore che unì

Zelda e Scott in uno splendido idillio – non a lieto fine – .

Il terzo, ed ultimo, capitolo analizza l'opera The Great Gatsby, considerato

l'eccellenza stilistica, capolavoro di tutti tempi e punto d'arrivo della sua carriera;

nel 1940, commentando in una lettera alla figlia il declino della propria

ispirazione, scrisse:

I never wanted to let go or look back, but he said, at the end of The Great Gatsby: "I found my way, from now on this is first and foremost. This is my immediate duty - without this I am nothing.1

La vita di Fitzgerald non cela misteri: possiamo sviscerarne le vicende,

raccontarne i traumi, i momenti essenziali e le derive esistenziali, “Il vero mistero

è come nacque la sua arte”2. In uno dei periodi più controversi della sua esistenza,

lo scrittore maturò un'incredibile identità artistica e letteraria, leggeva autori come

Keats e Conrad, la sua dinamicità creativa custodiva al suo interno una tremenda

lotta nervosa e un tremendo sacrificio.

Le condizioni di una vita artisticamente creativa sono così ardue, che ad esse posso paragonare soltanto i doveri di un soldato in tempo di guerra.3

1FRANCIS SCOTT KEY FITZGERALD, A life in letters, traduzione di M. Bacigalupo, Lettere a Scottie, Archinto, Milano 2003«Non avrei mai voluto lasciarmi andare o guardare indietro, ma aver detto, alla fine de The Great Gatsby: “Ho trovato la mia via, da ora in poi questo viene prima di tutto. Questo è il mio dovere immediato – senza questo io sono niente». 2F. PIVANO, Leggende Americane, Bompiani, Milano 2011, p. 194.

3PIETRO CITATI, La morte della farfalla, Mondadori, Milano 2006.

3

Capitolo primo:

Vita e opere

1.1 La vita

1.1.1 L'infanzia e gli studi

Francis Scott Key Fitzgerald nacque il 24 settembre 1896 a St. Paul, Minnesota,

nel cuore del Midwest. Figlio di Edward, un impeccabile gentiluomo del sud

nonché presidente di un mobilificio e Mary McQuillan, donna dal temperamento

irrequieto e romantico. La madre apparteneva a una famiglia irlandese immigrata e

arricchitasi grazie al commercio all'ingrosso di generi alimentari, negli anni del

boom che seguirono la Guerra Civile.

I genitori, entrambi credenti e fedeli alla Chiesa Cattolica, educarono il proprio

figlio nella ligia osservanza della religione, da cui però egli prese definitivamente

le distanze all'età di ventun anni.

Se il giovane Scott fu da sempre attratto dal mondo aristocratico del Sud e dai

valori che il padre gli aveva trasmesso, gli anni del fallimento lavorativo paterno e

il conseguente disagio economico lo portarono ad osservare con grande

ammirazione i successi dei nonni materni e la nuova borghesia americana; un

mondo, però, non privo di ombre e di risvolti oscuri: la corruzione e l'apatia, che

caratterizzavano spesso questi ambienti, condussero il giovane a maturare un

profondo rigetto che prese voce anche nella sua produzione letteraria.

Nel 1903 intraprese gli studi elementari al Holy Angels Convent di Buffalo, che fu

costretto ad abbandonare nel 1908 per il licenziamento del padre e il conseguente

ritorno a St. Paul. Da allora la famiglia visse, sempre meno agiatamente, con le

sole risorse economiche della nonna materna ormai vedova.

Nonostante le grandi difficoltà, Scott cercava di supplire alle limitate possibilità

economiche della famiglia col dono di una fantasia stupefacente: se il padre non

poteva comprargli un pony, lui se lo figurava tratteggiando, con l'immaginazione,

4

quei particolari sorprendenti che riuscivano a trarre in inganno anche la nonna.

Nello stesso anno Scott entrò alla St. Paul Academy, dove riuscì a pubblicare

alcune storielle e racconti brevi sulla rivista studentesca Now and Then che

segnarono il suo debutto come scrittore; il giovane non ebbe una carriera

accademica particolarmente brillante, né negli istituiti scolastici della prima

formazione né alla Newman School di Hackensack, New Jersey, e neppure alla

Princenton University, abbandonata nel 1913 senza laurearsi.

Tuttavia gli anni alla Newman School si rivelarono particolarmente importanti per

l'incontro con una figura che assunse una grande rilievo nel suo percorso umano e

formativo; tra i corridoi del Collegio Cattolico, infatti, incontrò e fece amicizia con

Padre Fay, il quale comprese subito la spiccata intelligenza e la sensibilità

imperante nell'animo dello studente. Un rapporto d'amicizia significativo a cui

Scott non mancò di riconoscerne il peso determinante, dedicandogli il suo primo

romanzo This Side of Paradise,che costituì in molti tratti un'opera marcatamente

autobiografica.

Nella parte finale del libro scrisse:

Here was a new generation, shouting the old cries, learning the old creeds, through a revery of long days and nights; destined finally to go out into that dirty gray turmoil to follow love and pride; a new generation dedicated more than the last to the fear of poverty and the worship of success; grown up to find all Gods dead, all wars fought, all faiths in man shaken. There was no God in his heart, he knew; his ideas were still in riot; there was ever the pain of memory; the regret for his lost youth — yet the waters of disillusion had left a deposit on his soul, responsibility and a love of life, the faint stirring of old ambitions and unrealized dreams. He stretched his arms to the crystalline, radiant sky. "I know myself," he cried, "but that is all.4

Nel frattempo, le frequenti visite a New York svelarono allo scrittore

quell'incantevole e scintillante mondo della metropoli che divenne, nelle sua

narrativa, un mito ricco di possibilità e fascino: “I was Dick Whittington up from

4FRANCIS SCOTT KEY FITZGERALD, This Side of Paradise, traduzione di V. Raimo, Minimum Fax, Roma 2011. «Vi era una nuova generazione che lanciava le antiche grida...destinata a finir per uscire in quello sporco tumulto grigio per seguire l'amore e l'orgoglio; una nuova generazione dedita più della prima alla paura della povertà e all'adorazione del successo; cresciuta per accorgersi che tutti gli dei erano morti, tutte le guerre combattute, tutte le fedi umane scosse...Non c'era Dio nel suo cuore, lo sapeva, le sue idee erano ancora in tumulto, c'era sempre il dolore del ricordo; il rimpianto per la gioventù...perduta, eppure...non avrebbe saputo dire perché la battaglia valeva la pena di essere combattuta. Tese le braccia al cielo cristallino, splendente. Conosco me stesso, esclamò, ma nient'altro».

5

the country gapimg at the trained bears, or a youth of the Midi dazzled by the

boulevards of Paris”5.

Gli anni alla Princenton, nonostante gli insuccessi accademici, costituirono un

momento importante per il suo sviluppo, non solo grazie alle numerose letture in

ambito poetico e letterario (Rupert Brooke, Walter Pater, Oscar Wilde, H.G. Wells,

Bernard Shaw, Booth Tarkington, Compton Mackenzie) ma anche perché riuscì a

distinguersi come grande ballerino e scrittore di commedie musicali del “Triangle

Club”, un'importante associazione studentesca d'America.

Inoltre l'amicizia di uomini come Edmund Wilson e John Peale Bishop ricoprì un

ruolo importante nella sua formazione artistica: la brillante intelligenza critica di

Wilson lo aiutò ad approcciarsi a un concetto più consapevole relativo all'arte dello

scrivere; Bishop, poeta e filosofo, gli fece invece comprendere, in breve tempo, la

differenza tra ciò che è poesia e ciò che non lo è.

Nel 1917 l'entrata in guerra degli Stati Uniti poneva fine a tutti i suoi fallimenti

scolastici trasformandolo in un sottotenente e spedendolo a Fort Leavenworth, nel

Kansas, per l'addestramento militare6. L'intenzione originaria era quella di partire

come volontario per l'Europa ma, mai chiamato al fronte, rimase nel Kansas dove

riuscì a revisionare e ultimare la prima stesura (rifiutata) di This Side of Paradise.

Nell'estate del 1918, a una festa da ballo del “Country Club” di Montgomery in

Alabama, Fitzgerald incontrò Zelda Sayre dalla quale rimase subito ammaliato; la

bellezza, la signorilità e la vitalità della giovane donna lo incantarono e i due

giovani si fidanzarono dopo breve tempo.

La guerra finì prima che la sua unità potesse imbarcarsi per l'Europa, agli inizi del

1919 Fitzgerald venne congedato e assunto in un'agenzia pubblicitaria di New

York, la “Street Railway Advertising Company” che lo pagava circa 90 dollari al

mese, mentre la rivista Smart Set gli dava un piccolo contributo per ogni racconto.

In questi mesi decise di presentare il manoscritto The Romantic Egoists a Scribner,

ma venne rifiutato dall'editore stesso che lo incoraggiò, però, a non demordere; la

5FRANCIS SCOTT KEY FITZGERALD, La mia città perduta, in L'età del jazze altri scritti, traduzione di Domenico Tarizzo, Il Saggiatore, Milano 1960, p. 41. 6La sua domanda fu accolta ad ottobre, il 20 novembre partì per Fort Leavenworth.

6

rottura del legame con Zelda, che non era disposta a concedere la sua mano a un

romanziere “squattrinato”, lo gettò nello sconforto. Fitzgerald si ritrovava, inoltre,

a vivere in una New York teatro di manifestazioni socialiste, gli scioperi

aumentavano, i prezzi si alzavano senza che i salari venissero adeguati al mutato

costo della vita, il paese collassava in una difficile crisi operaia e si adottarono

misure drastiche di repressione per le proteste popolari. Il giovane decise, allora, di

ritornare nella sua città d'origine per riscrivere il romanzo che venne accettato da

Scribner e, infine, pubblicato il 26 marzo 1920.

1.1.2 Fitzgerald e l'Età del Jazz

L'opera godette subito di numerosi consensi, l'autore divenne portavoce di

un'intera generazione, i suoi racconti iniziarono ad essere richiesti dal florido

mercato delle slick magazines – le riviste in carta patinata – e le ristrettezze

economiche, vissute sino ad allora, diventarono solo un lontano ricordo. Zelda

decise finalmente di sposarlo, la cerimonia venne celebrata nella cattedrale di San

Patrizio a New York; iniziò la vita frenetica di quella che è stata considerata la

coppia più rappresentativa dell'Eta del Jazz: i primi anni di matrimonio trascorsero

nella Grande Mela tra lustrini, decapottabili e alberghi alla moda. Il susseguirsi

ininterrotto di feste, burle, viaggi all'estero e racconti gli lasciavano ben poco

tempo, che però Fitzgerald riuscì a sfruttare pienamente per la stesura del suo

secondo romanzo.

Il 10 settembre 1920 venne pubblicata la sua prima raccolta di racconti dal titolo

Flappers and Philosophers, leprotagonisti dell'opera sono le giovani “maschiette”

a cui fanno da pendant i “filosofi”, personaggi in netto contrasto, dal punto di vista

ideologico e morale, con il proprio ambiente d'origine. In questo contesto emerse

un mondo giovane che voleva sottrarsi alle regole della tradizione, la raccolta

rappresentò un ritratto di quell'America tanto amata dai giovani dell'epoca:

anticonformista, spregiudicata, frivola e non priva di tonalità “romantiche”.

7

No, no, it's not me, it's them—that old time that I've tried to have live in me. These were just men, unimportant evidently or they wouldn't have been 'unknown'; but they died for the most beautiful thing in the world—the dead South. You see," she continued, her voice still husky, her eyes glistening with tears, "people have these dreams they fasten onto things, and I've always grown up with that dream. It was so easy because it was all dead and there weren't any disillusions comin' to me. I've tried in a way to live up to those past standards of noblesse oblige—there's just the last remnants of it, you know, like the roses of an old garden dying all round us—streaks of strange courtliness and chivalry in some of these boys an' stories I used to hear from a Confederate soldier who lived next door, and a few old darkies.7

Nell'estate del 1921 la coppia fece il suo primo viaggio in Europa, visitando

Inghilterra, Italia e Francia e il cui resoconto letterario prese forma nel 1934 in

Accompagna i signori F. al numero...

Dopo il ritorno a St. Paul, nell'autunno dello stesso anno (1921), nacque la figlia

Frances Scott, chiamata affettuosamente “Scottie” e alla quale Fitzgerald si dedicò

sempre con molta cura e dedizione, specialmente dopo il delirio improvviso della

moglie. L'animo irrequieto di Zelda però non trovava pace in una St. Paul

tradizionalista che poco si conciliava con i suoi atteggiamenti anticonformisti ed

eclettici; la coppia decise di trasferirsi a New York in Long Island, una località alla

moda che ispirerà allo scrittore l'ambiente sociale de The great Gatsby. Iniziò un

periodo vissuto all'insegna del lusso, dello sfarzo, della fuga dalle responsabilità,

dal tempo, dai vecchi e dalla morte. Tutto ciò che lo scrittore aveva guadagnato

con il suo successo venne totalmente sperperato, indebitandolo in modo

preoccupante.Fitzgerald dovette chiedere retribuzioni anticipate agli editori8 e si

ridusse a scrivere, con ritmi serrati, racconti mediocri per le riviste più popolari.

Il 4 marzo 1922 venne pubblicato il secondo romanzo, The Beautiful and Damned,

quadro di un declino morale e psicologico che visse nell'America degli anni Venti;

il 22 settembre dello stesso anno uscì una nuova raccolta contenente i migliori

7FRANCIS SCOTT KEY FITZGERALD, Flappers and Philosophers, traduzione di Pietro Meneghelli, Newton Compton, Milano 1996, p.132. «No, no, non si tratta di me, ma di loro... dei tempi passati che ho tentato di tenere vivi dentro di me. Non erano che uomini qualsiasi, senza alcuna importanza evidentemente, altrimenti non sarebbero stati 'ignoti'; ma sono morti per la cosa più bella del mondo... il morto Sud. Sai – aggiunse con la voce ancora velata e gli occhi lucidi di lacrime – la gente ha certi sogni che lega alle cose, e io sono sempre cresciuta con il mio sogno. Mi era molto facile perché tutto era morto e non poteva provocare in me alcuna delusione. Ho tentato, in un certo modo, di vivere all'altezza di quei criteri di noblesse oblige del passato...non ne rimangono che gli ultimi resti, sai, come le rose di un vecchio giardino che ci muoiono intorno». 8Lo scrittore fu sempre debitore a Harold Ober, il suo agente, e a Maxwell Perkins, redattore di Scribner.

8

racconti della sua produzione, Tales of the Jazz Age, tra i quali possiamo

menzionare The Curious Case of Benjamin Button; nel 1923 venne messa in scena

la commedia The Vegetable, or from President to Postman che fu un incredibile

insuccesso.

Allo stesso periodo si può far risalire l'amicizia con lo scrittore Ring Lardner, uno

scrittore dalla vita dissoluta e tragica che divenne la sua “musa ispiratrice” per la

caratterizzazione del personaggio di Abe North, il compositore cinico di Tender is

the Night.

1.1.3 Gli anni in Europa

Nel 1924, dopo il fallace tentativo di risanare le proprie finanze dissestate con

un'incursione nel mondo del teatro che si rivelò un fiasco clamoroso, la coppia,

nell'illusione di ridurre le spese, si trasferì in Francia. La prima tappa fu Parigi,

dove conobbero Gerald e Sara Murphy, una coppia ricchissima di “espatriati”

americani che li convinsero a passare l'estate con loro sulla Costa Azzurra; si

fermarono poi a Hyères, Nizza, Avignone e Saint Raphael. Scott si buttò a

capofitto nella stesura de The great Gatsby e Zelda, che si annoiava quando il

marito lavorava, s'innamorò di un aviatore francese; fu la prima grossa incrinatura

nella vita affettiva della coppia che lasciò un ferita profonda e sempre aperta:

iniziarono, da quel momento, incomprensioni, tensioni e litigi che li

accompagnarono fino alla fine della loro esistenza.

Dopo un breve soggiorno a Roma, la coppia tornò a Parigi dove il 10 aprile 1925

venne pubblicato The great Gatsby, che però non godette dell'accoglienza e del

successo avuto con il romanzo precedente. Fu in questi mesi che Fitzgerald

conobbe il grande Ernest Hemingway, allora un semplice scrittore debuttante a cui

riuscì a far ottenere un contratto con Scribner. Ne nacque un'amicizia profonda,

contraddittoria e controversa; si trattava di due talenti eccezionali che per carattere

e ambizioni erano al tempo stesso affini e opposti. Nell'agosto dello stesso anno

Zelda e Scott furono ospiti dei Murphy a Villefranche, dove lo scrittore iniziò la

sua quarta, e importante, opera dal titolo Tender is the Night; per Zelda, però,

9

iniziarono i primi sintomi di squilibrio mentale che la portarono per breve tempo,

nel 1926, in una clinica psichiatrica.

Nel gennaio 1927, dopo essere stati sul Conte Biancamano, la coppia partì alla

volta di Hollywood dove lo scrittore lavorò per la “United Artists” e scrisse (senza

successo) una sceneggiatura di Constance Talamadge, attrice statunitense

appartenente all'epoca del muto. Al ritorno negli Stati Uniti, con la vendita dei

diritti cinematografici de The great Gatsby e la pubblicazione dell'ennesimo

volume di racconti, le difficoltà economiche sembrarono risolte; ma Zelda, che in

Europa aveva cominciato a dipingere e in America tentò di intraprendere – troppo

tardi – la carriera da ballerina, iniziò a dare segni di squilibrio sempre più

inquietanti, inequivocabili e preoccupanti.

Gli Stati Uniti intanto iniziavano ad affondare nella grande depressione, inaugurata

con il crac in borsa del '29; la coppia tornò in Europa, dove il 23 aprile 1930 i

medici diagnosticarono a Zelda un caso di grave schizofrenia, seguito da un

tentato suicidio. La ricoverarono a Parigi e, successivamente, a Montreux;

Fitzgerald, intanto, gravemente preoccupato per la malattia della moglie, ebbe un

forte tracollo emotivo che gli impedì di proseguire serenamente alla stesura

definitiva di Tender is the Night.

1.1.4 L'ultimo Fitzgerald

Dopo essere stata dimessa ed essersi stabilita con il marito a Montgomery, Zelda

subì un'ulteriore ricaduta, dovuta alla morte del padre, fu ricoverata in un ospedale

di Baltimora, dove scrisse in sei settimane il romanzo marcatamente

autobiografico Save me the Waltz, nel quale incolpa Fitzgerald di aver fatto fallire

il loro matrimonio.

Tender is the Night rappresenta la risposta dello scrittore alle accuse della moglie,

l'opera, pubblicata nel 1934, ottenne uno scarso successo; Scott stava entrando in

un vortice depressivo che oltre a renderlo disperato e svilito per l'aggravarsi delle

condizioni di salute della moglie, lo videro vittima di un grave attacco di

tubercolosi che lo trascinò su un letto d'ospedale, prima a Tryon, poi a Asheville e,

10

infine, a Baltimora. Non era ancora quarantenne, la depressione lo avvinghiava e

metteva a rischio una salute già minata dall'alcol; testimonianza della sua lenta e

inesorabile deriva furono tre articoli che pubblicò nel 1936 su Esquire (The Crack-

up, Pasting it Together e Handle It with Care)9, ribattezzati dall'autore Trilogy of

failure. Raccontò con grande lucidità la storia della depressione che lo aveva

condotto sino a quel punto, cercò di trovarne una ragione e il senso, raccontò con

incredibile sincerità le ossessioni e i timori, seguiti ai primi anni di successo, e

descritti con immagini che facilmente si imprimono nella mente del lettore:

The cracked plate has to be retained in the pantry, has to be kept in service as a household necessity. It can never be warmed on the stove nor shuffled with the other plates in the dishpan; it will not be brought out for company but it will do to hold crackers late at night or to go into the ice-box with the left over. [...]I had a strong sudden instinct that I must be alone. I didn’t want to see any people at all. I had seen so many people all my life -- I was an average mixer, but more than average in a tendency to identify myself, my ideas, my destiny, with those of all classes that came in contact with. I was always saving or being saved -- in a single morning I would go through the emotions ascribable to Wellington at Waterloo. I lived in a world of inscrutable hostiles and inalienable friends and supporters.10

Nel 1937 lavorò come sceneggiatore a Hollywood per la Metro Goldwyn Mayer –

una storica compagnia privata di cineproduzione degli USA – e qui si innamorò

della giornalista inglese Sheilah Graham, si impose di non bere, ridusse al minimo

la vita di società e iniziò un nuovo romanzo. Collaborò in questi mesi, senza

successo, a diverse sceneggiature tra cui Women11e Three Comrades12;

quest'ultima però non verrà considerata dal produttore che la riscrisse, causando a

Fitzgerald un ulteriore tracollo emotivo, che ricominciò a bere e venne ricoverato

dopo breve tempo in un ospedale di New York.

9Pubblicati postumi nel 1945 da Edmund Wilson. 10FRANCIS SCOTT KEY FITZGERALD, The CrackUp, traduzione di Ottavio Fatica, Il Crollo, Adelphi, Milano 2010. «Il piatto incrinato deve essere conservato in dispensa, deve essere tenuto in servizio come una necessità delle famiglie. Non può mai essere scaldato sul fuoco, né mescolato con gli altri piatti in bacinella; non sarà portato fuori. […] Ho avuto un forte istinto improvviso che devo rimanere da solo. Non volevo vedere nessuno. Avevo visto così tante persone in tutta la mia vita - possedevo una tendenza a identificare me stesso, le mie idee, il mio destino, con quelli di tutte le classi con cui venivo in contatto. Era sempre salvare o essere salvato - in una sola mattina vorrei andare attraverso le emozioni riconducibili a Wellington a Waterloo. Ho vissuto in un mondo di nemici imperscrutabili e amici inalienabili e sostenitori». 11Uscito nel 1939, del regista George Cukor. 12Del regista Frank Borzage.

11

Nel complesso l'ultimo periodo della sua vita non fu certo il peggiore, lo scrittore

era ormai diventato un uomo più maturo, responsabile e consapevole, queste le

parole che scrisse alla figlia Scottie prima di morire: “You have got two beautiful

bad examples of parents. Just do everything we didn't do and you will be perfectly

safe”13.

Nonostante un attacco di cuore nel novembre del 1940 la stesura del quinto

romanzo procedette quasi fino alla fine, The Last Tycoon14fece emergere un

Fitzgerald ormai stanco e disilluso, l'opera fu la più significativa nel mondo

cinematografico e, rimasta incompiuta, venne pubblicata nel 1941. La morte lo

sorprese il 21 dicembre 1940, a un passo dalla conclusione. Zelda morì

tragicamente nell'incendio della clinica che la ospitò per otto anni, il 10 marzo

1948.

1.2 I romanzi

Come scrisse Sergio Perosa15ne L'arte di F. Scott Fitzgerald, la vita di questo

autore fu profondamente divisa: agli anni del giovanile e fulmineo successo si

contrapposero periodi densi di eventi storici privati che nel 1940 lo condurranno a

una morte prematura. La vita dell'autore sembrò attraversata da una continua

dialettica in gioco tra polarità opposte, un animo, da un lato, dedito alla sua

vocazione artistica e, dall'altro, disposto a concedersi alla voga del momento. Se

con una mano scrisse le opere più ammirate e ispirate, con l'altra si rese autore di

bozze e novelle, definite da lui stesso “robaccia”, per far fronte al suo incredibile

tenore di vita.

Durante uno scambio epistolare, risalente al 1918, l'autore aveva confidato

all'amico Edmund Wilson alcune previsioni su un'opera che stava ultimando

proprio in quel periodo:

13FRANCIS SCOTT KEY FITZGERALD, A life in letters, traduzione di M. Bacigalupo, Lettere a Scottie, Archinto, Milano 2003. «Hai avuto due magnifici cattivi esempi come genitori, basta che tu ti comporti diversamente da noi e farai sempre bene». 14L'opera è conosciuta in Italia con il titolo Gli ultimi fuochi. 15Docente Ordinario di Letteratura anglo-americana all'Università Ca' Foscari di Venezia.

12

If Scribner accepts I will wake up one morning and find out that the rookies have made me famous overnight. I believe that no one else could write so well penetrating the story of young people of our generation.16

This Side of Paradise, l'opera pubblicata nel 1920 che lo proiettò a soli vent'anni

nel firmamento della letteratura americana, divenne un vero e proprio best-seller e

manifesto dell'epoca, specchio di un'emancipazione sessuale ante litteram e, al

contempo, la rivelazione di un mondo controverso. Un'intera generazione si

specchiò nel protagonista e l'autore divenne, da un giorno all'altro, il simbolo della

gioventù americana.

È la storia di un percorso formativo ed esistenziale, di successi e fallimenti; il

protagonista è Amory Blaine, giovane brillante, ben conscio del suo fascino e del

suo acume mentale, bello, ricco, presuntuoso ed arrivista17. Il ragazzo frequenta

l'Università di Princeton, ma l'esperienza si rivelerà un insuccesso, soprattutto

dopo il sogno infranto dell'amore eterno con Isabelle. Inizia così un periodo

costellato dal declino economico, fallimenti accademici, delusioni d'amore, e

traumi emotivi legati alla tragica morte di un amico. Con l'inizio della Grande

guerra Amory viene mandato al fronte e, al suo ritorno, sarà costretto a

confrontarsi con la giovinezza perduta e il fallimento dei suoi sogni; un epilogo

tutto fuorché amaro perché nonostante tutto l'uomo deve continuare a combattere

per conoscere almeno se stesso.

The regret for his lost youth — yet the waters of disillusion had left a deposit on his soul, responsibility and a love of life, the faint stirring of old ambitions and unrealized dreams. And he could not tell why the struggle was worth while, why he had determined to use the utmost himself and his heritage from the personalities he has passed. He stretched his arms to the crystalline, radiant sky. "I know myself," he cried, "but that is all — .18

16A. TURNBULL, The letters of Francis Scott Fitzgerald, Scribner's, New York 1963. «Se Scribner lo accetta mi sveglierò una mattina e scoprirò che le debuttanti mi hanno reso famoso in una notte. Credo che nessun altro avrebbe potuto scrivere in modo così penetrante la storia dei giovani della nostra generazione». 17La prima edizione si intitolava Il romantico egoista. 18FRANCIS SCOTT KEY FITZGERALD, This Side of Paradise, traduzione di V. Raimo, Di qua dal Paradiso, Minimum Fax, Roma 2011. «C'era sempre il dolore del ricordo; il rimpianto per la gioventù perduta, eppure... non avrebbe saputo dire perché la battaglia valeva la pena di essere combattuta... tese le braccia al cielo cristallino, splendente: conosco me stesso – esclamò – ma nient'altro».

13

L'opera presentava note marcatamente autobiografiche: se in Amory proiettò se

stesso, Rosalind rappresentava Zelda, Isabelle un amore giovanile dello scrittore,

Father Darcy indubbiamente Padre Fay. I temi, ricorrenti anche nelle opere

successive, erano quelli del denaro, della bellezza, del desiderio e dell'inevitabile

dialettica tra disillusione e sogno. Il romanzo fotografava l'America negli anni

della prima guerra mondiale e la gioventù delle classi medio-alte: giovani che

frequentano l'università, belle ragazze sfuggenti, locali costosi; un ritratto

apparentemente positivo che finiva, però, per delineare una generazione alla

deriva, da una parte ancora legata al passato ma anelante, al contempo, alla

modernità e a una vita diversa.

Le donne descritte nel romanzo erano le flappers del momento, le “maschiette”

con i capelli corti e la sigaretta in bocca, che fecero correre un brivido lungo la

schiena dell'America puritana; il fine era quello di mettere in risalto l'atmosfera di

un'epoca con i suoi costumi e atteggiamenti. Non un testo lineare ma un “dedalo”

di versi, prosa, dialoghi e vivacità che svelano, già, il talento in nuce dell'autore.

A breve distanza dal successo della sua prima opera, Fitzgerald affrontò, con The

Beautiful and Damned (1922)19, una tematica molto complessa: l'opera delineava

la dissoluzione morale e psicologica di una coppia che si ritrovava a vivere

nell'America degli anni Venti; è la storia di un declino morale causato dalla

ricchezza, un'analisi critica di quegli anni che ha per oggetto la morale nazionale

americana.

I protagonisti sono Antony Patch, un giovanotto di ottima famiglia, viziato e

bellissimo, che vive in un lussuoso appartamento sulla cinquantaduesima strada di

New York e che già a 25 anni sente il peso dell'esistenza; uniche sue occupazioni:

oziare nella vasca da bagno, progettare un'indefinita Storia del medioevo, portare

avanti disquisizione di carattere filosofico e letterario al Bar del Ritz e attendere la

ricchissima eredità del nonno Adam Patch, riformatore e filantropo. Dopo un

iniziale tentativo di tenere a debita distanza qualsiasi rapporto con l'altro sesso che

19Il testo prima di essere stampato come libro venne pubblicato, a puntate, sul Metropolitan Magazine; la revisione dell'elaborato portò a un taglio di 40.000 parole del quale l'autore non fu per nulla entusiasta.

14

possa turbare la sua stabilità emotiva, arriva come un uragano quella che poi

diventerà la compagna di una vita: Gloria Gilbert, splendida fanciulla originaria

del Kansas. La leggerezza della gioventù e della bellezza viene a tratti oscurata da

anni vissuti all'insegna dell'alcool e dell'avidità; uno stile di vita tipico della storica

“generazione perduta” che anche Fitzgerald e Zelda si ritrovarono a vivere.

Il romanzo narra una storia d'amore vissuta tra litigi, alcool, travagli, tradimenti,

fuga dalle responsabilità e lontananza, dovuta allo scoppio della Grande Guerra e

alla conseguente partenza del protagonista per il fronte militare; la storia delinea

un'esasperata ricerca di un momento bello e perfetto che sembra una meta quasi

irraggiungibile. Quest'opera, a differenza della prima, rinuncia alla ricerca di un

senso dell'esistenza, per riposarsi su una rappresentazione della realtà amara e

disincantata: alla fine, quando l'estate della bellezza è ormai giunta al termine

arriva la tanto agognata eredità; la coppia, ormai stanca e infelice, comprende che

non resta più nulla per sognare.

And that taught me you can't have anything, you can't have anything at all. Because desire just cheats you. It's like a sunbeam skipping here and there about a room. It stops and gilds some inconsequential object, and we poor fools try to grasp it - but when we do the sunbeam moves on to something else, and you've got the inconsequential part, but the glitter that made you want it is gone.20

Fu con The great Gatsby, iniziato nell'estate del 1923 in America e concluso l'anno

dopo in Europa, che l'autore scrisse il suo capolavoro. Il romanzo narra la storia di

un oscuro ricco americano e di vari intrecci amorosi che vedono coinvolti i

personaggi principali del romanzo: Nick Carraway, Daysy, Tom Buchanan e

Jordan Baker. L'opera fu pubblicata nel 1925 e fu un successo più di critica che di

pubblico, le recensioni furono eccellenti, le vendite invece non raggiunsero le cifre

sperate. Per far fronte ad eventuali ristrettezze economiche Fitzgerald ritornò a

lavorare come novelliere per le riviste più popolari, a questo lavoro rimase molto

legato fino a quando la pubblicazione del romanzo di Zelda provocò una reazione

20FRANCIS SCOTT FITZGERALD, Beautiful and Damned, traduzione di F. Pivano, Belli e Dannati, Mondadori, Milano 2007. «E questo mi ha insegnato che non si può avere niente, non si può avere assolutamente niente. Perché il desiderio inganna.È come un raggio di sole che guizza qua e là in una stanza. Si ferma e illumina un oggetto insignificante, e noi poveri sciocchi cerchiamo di afferrarlo: ma quando lo afferriamo il sole si sposta su qualcos'altro e la parte insignificante resta, ma lo splendore che l'ha resa desiderabile è scomparso».

15

molto violenta.

Lo scrittore cominciò originariamente il suo quarto romanzo nell'estate del 1925, il

suo intento non era comporre opere “drammatiche” – come le precedenti – ma

qualcosa di simile a Vanity Fair, un libro che fosse al contempo ritratto sociale da

un lato, e studio psicologico dall'altro. Fitzgerald si ritrovava però a vivere un

lungo periodo travagliato, il testo venne ripreso sette anni dopo e ultimato nella

forma che conosciamo ora21. Una versione che riprese e si portò dietro il fardello

di quegli anni: la tragica vacanza sulla Costa Azzurra, i deliri di Zelda, la corsa

nelle cliniche psichiatriche, la sua battaglia contro l'alcool e il disincanto.

Tender is the Night22, ultimato in venti mesi di lavoro23 nelle circostanze forse più

complesse e difficili della sua vita e, successivamente, rimaneggiato almeno dodici

volte, non beneficiò del consenso unanime della critica ottenuto in precedenza con

The great Gatsby: le vendite furono modeste e non raggiunsero i risultati che

l'autore, con tanta sicurezza, aveva pronosticato: “È ora di scrivere un romanzo che

incontri il favore di critici e pubblico, per poi ritornare a New York e farmi

vezzeggiare con cene e festeggiamenti della migliore società”.

Il romanzo è in realtà la più intima e personale opera dell'autore che, in quelle

pagine disegnò un quadro spregiudicato e, al contempo, ricolmo di commozione

umana. Uno scenario popolato da uomini ricchi e grotteschi impegnati nei loro

viaggi tra Parigi, Svizzera, Costa Azzurra e Roma; tra questi anche quelli dotati

d'animo e intellettualmente falliscono per la mancanza di una solida costruzione

morale. Protagonisti del romanzo lo psichiatra Dick Diver e la consorte Nicole

Warren, una sua ex paziente molto ricca; la loro storia, da sempre condizionata

dalla malattia e dal benessere economico della moglie, viene messa alla prova da

Rosemary Hoyt un'avvenente e giovane attrice; il protagonista comprende, però,

l'importanza di rimanere accanto a Nicole e si allontana dalla fanciulla. A far da

sfondo alla loro esistenza la Costa Azzurra, dove sono circondati da ricchezza,

lusso e amici americani, appartenenti al loro stesso ceto sociale.

Dick si abbandona all'alcool e lascia la gestione della clinica, aperta in quegli anni,

21 Lo scritto fu rimaneggiato più volte: vi furono diciassette stesure di tre differenti versioni. 22Dai versi dell'Ode all'usignolo di John Keats: “Already with tee!Tender is the night”. 23Dal luglio 1932 al febbraio 1934.

16

al socio Franz Gregorovious, la moglie invece si riprende rapidamente dalla

malattia con una velocità inversamente proporzionale al declino del marito;

l'energia e la vitalità ritrovata la portano a lasciare Dick e a sposarsi con Tommy

Barban, un amico di quegli anni. Il protagonista non si oppone, lascia la costa

azzurra e torna alla sua professione di medico in una cittadina della provincia

americana.

Tender is the Night è la storia del dissolvimento di un mondo dalla superficie

dorata e dal nucleo marcio, di una generazione dannata dal collasso morale di un

intero stile di vita; la voce dello scrittore si incarna nella denuncia relativa al

potere distruttivo del denaro, della bramosia che corrode e dell'ambizione sfrenata

che frustra e annienta.

La storia di un cannibalismo spirituale, che porta la moglie malata ad assorbire

tutta la vitalità del marito medico, sembra ripercorrere un momento autobiografico

dell'autore: quello di un Fitzgerald impegnato nella stesura del proprio romanzo a

attaccato, come uomo e scrittore, da Zelda in Save me the Waltz.

The Last Tycoon, ultimo romanzo dello scrittore, rimasto incompiuto e pubblicato

postumo (1941) dopo la sua morte, è la denuncia più spietata, esatta e umana del

sistema hollywoodiano. Il romanzo è la storia di un produttore vedovo americano

Stahr che incontra un'attrice, incredibilmente somigliante alla donna perduta,

Kathleen. Il protagonista, però, non sa che la fanciulla è già promessa a un altro e

saprà solo l'indomani, grazie a un telegramma mandato dalla donna, del

matrimonio imminente, Stahr è un uomo che potrebbe avere molte amanti, ma

rimane fedele allo spettro della moglie che cerca – invano – nelle donne che lo

circondano.

1.3 La fortuna e l'accoglienza della critica

La portata dell'opera di Francis Scott Fitzgerald non sembra essere sempre stata

compresa a fondo in tutta la sua radicalità, spesso la si è confusa con l'apparente

superficialità dei temi trattati nei suoi romanzi, scorgendone solo l'aspetto più

17

arido e vistoso.

Dietro pagine ricolme di eterne “maschiette”, automobili sportive, lusso sfrenato

si nascose un'artista che viveva la sua vita come spettacolo e dramma:

all'emozione immediata e sensibile di fronte al teatro sfavillante di lustri e

ricchezze si contrapponeva la consapevolezza della contraddizione insita in quel

mondo.

Come Poe, come Melville, come Hawthorne, come quei grandi della tradizione americana a cui la sua opera implicitamente si richiama, Fitzgerald si sforzava di cogliere la realtà sia nella sua sostanza fisica sia nella sua essenza spirituale.24

Lo sfondo che lo accompagnò nel suo percorso esistenziale e letterario fu

sicuramente un sentimento tipicamente romantico: la figura dell'idealista che

insegue il suo sogno di giovinezza è tipico di quella tradizione; l'opera di

Fitzgerald però non divenne mai astratta e decontestualizzata, non si trattò di un

romanticismo estemporaneo, bensì sempre legato al contesto storico dell'epoca

con i valori che la società gli metteva a disposizione. Se Keats si commosse

davanti a un'urna greca e al canto di un usignolo, Fitzgerald provò la stessa

intensità emotiva difronte al primo ballo di una debuttante; lo scrittore decantò e,

al contempo, condannò quel mondo oggetto dei suoi romanzi, denunciandone con

un senso dell'ironico e del tragico, la pochezza e lo squallore.

Se all'inizio la sua opera si dovette scontrare con rigidi moralisti che avrebbero

voluto un'ipocrita e totale condanna di quel mondo, dopo molti anni riuscì,

finalmente, a raggiungere una piena dignità letteraria epurata dagli avvenimenti

autobiografici che in nulla potevano oscurarne l'indiscusso talento.

Nel 1920, a seguito della pubblicazione di This Side of Paradise, pochi furono i

giudizi positivi della critica; con The Beautiful and Damned, considerato un passo

avanti rispetto al romanzo precedente, iniziarono, invece, le prime recensioni

critiche di rilievo.

24BARBARA NUGNES, Invito alla lettura di Fitzgerald, Mursia Editore, Milano 1967.

18

He has the gift of imagination, but lacks intellectual rigor, has the sense of beauty but lacks an aesthetic ideal; has a natural ability of expression but does not have many ideas to express.25

Molti continuarono a vedere in lui un adolescente frivolo e immaturo, anche

quando di banale aveva ben poco; ne furono un esempio lampante alcuni giudizi

postumi alla pubblicazione de The great Gatsby e di Tender is the Night. La

ragione dei riflettori divenne la condanna, da parte del grande pubblico, della

famosa “Eta del Jazz”. Chi era restato a casa, immerso fino al collo nelle

difficoltà economiche, trovava ben poco interessanti i problemi di un gruppo di

ricchissimi, espatriati sulla Riviera francese. Fitzgerald era, ancora una volta,

sinonimo di età del jazz e la condanna verso questa epoca si traduceva in una

condanna verso la sua opera.

Negli ultimi anni della sua vita fu pressoché ignorato e a tratti etichettato come “il

cronista degli anni venti”, solo nel 1941 iniziò ad essere rivalutato con la

pubblicazione postuma de The Last Tycoon. Cadevano i primi pregiudizi, il

talento tanto osteggiato in vita iniziò a ritrovare piena dignità e riconoscimento

nel mondo della critica. Nel 1945 furono pubblicati, a cura di E. Wilson, una

raccolta di saggi e testi dell'autore: The Crack-up e, in seguito, The Portable Scott

Fitzgerald; le reazioni degli “addetti ai lavori” furono entusiastiche, i temi che

all'epoca apparivano intrisi di una materica superficialità si rivestivano di nuove

interpretazioni simboliche: se nei primi libri la ricchezza fu un “lasciapassare”

carico di fascino, con le opere della maturità divenne un'avventura verso la

conoscenza più profonda. La sua opera, rinata sotto una nuova luce, svela

finalmente un profondo impegno morale.

Rich of Fitzgerald does not resemble the rich Dreiser and do not resemble the rich to James. Maybe they do not even resemble the real rich, Fitzgerald uses them as Melville had used a whale: they are a myth, a symbol, the embodiment of all the ambiguities of life, lies and charm, enchantment and

25E. WILSON, Bookman, marzo 1922. «Egli ha il dono dell'immaginazione, ma manca di rigore intellettuale, ha il senso della bellezza ma manca di un ideale estetico; è dotato di una naturale capacità espressiva ma non ha molte idee da esprimere».

19

horror.26

Negli anni Cinquanta divenne un vero e proprio fenomeno letterario, nel 1949

venne pubblicata l'esemplare biografia The Far Side of Paradise (a cura di A.

Mizener), – opera di riferimento molto importante – e altri scritti che diffusero

saggi e racconti non ancora apparsi in volume. Nel decennio degli anni Sessanta

l'interesse dei critici non accenna a diminuire, uscirono ben dieci monografie

dedicate allo scrittore e una grande quantità di saggi critici.

La tendenza dell'epoca era quella di collocare l'opera dello scrittore in un contesto

più ampio, mettendola a confronto con quella di contemporanei e predecessori in

modo da poterne valutare contributi e limiti. Se le tematiche e i contenuti

assumono tratti tipicamente americani, il linguaggio a cui attinge è tipicamente

europeo (Keats, Conrad, Eliot, Joyce, etc.). La pubblicazione, nel 1963

dell'epistolario di Fitzgerald distrusse nell'immaginario comune la figura di uno

scrittore di istinto, rivelando un autore studioso e attento all'arte dello scrivere,

giudice sensibile della propria e dell'altrui opera; aldilà della polemica sui

contenuti, l'autore venne riconosciuto come “maestro di stile”.

In Italia le sue opere arrivarono con notevole ritardo, si dovette attendere fino al

1949 per la traduzione di Tender is the Night e l'anno seguente per The great

Gatsby. Solo nel 1957 con il famoso articolo di Nemi D'Agostino su «Studi Americani»Fitzgerald fece il suo ingresso nella “rosa dei grandi”, nel 1961 uscì la monografia di Sergio Perosa, uno degli studi più completi sullo scrittore

americano.

26LESLIE FIEDLER, Some Notes on F. Scott Fitzgerald, 1951. «I ricchi di Fitzgerald non somigliano ai ricchi di Dreiser e non somigliano ai ricchi di James. Forse essi non somigliano neppure ai veri ricchi, Fitzgerald si serve di loro come Melville si era servito di una balena: sono un mito, un simbolo, l'incarnazione di tutte le ambiguità della vita, menzogna e fascino, incanto e orrore».

20

Capitolo secondo:

Il legame con Zelda Fitzgerald

2.1 Il ritratto di Zelda, il primo incontro con Scott e gli sfavillanti

anni dell'Età del jazz

Zelda Sayre nacque in Alabama, a Montgomery, il 24 luglio 1900. Fu una

pubblicista, scrittrice statunitense e icona dei ruggenti anni Venti dagli

atteggiamenti anticonvenzionali e spregiudicati che, spesso, dipinsero il ritratto di

una tenace proto-femminista.

La bellezza di un volto incorniciato da capelli color oro, la profondità di occhi

severi e mascolini ma non tristi, il volto dal colorito vivace e mai spento; il

fascino della donna non apparteneva alla sola superficie di un corpo ma penetrava

in profondità: Zelda era un uragano di vitalità, energia e dinamismo, era l'esatta

immagine speculare e rovesciata del marito.

Se Fitzgerald faticava a velare le sue incrinature, Zelda non presentava

apparentemente alcuna crepa; gli innumerevoli ritratti, presenti nella storia della

letteratura, ce la descrivono nei primi anni della sua vita come una bambina

instancabile, giocava per ore e ore senza cappello e cappotto anche nei mesi più

freddi, amava arrampicarsi sugli alberi, ballare durante la notte e sognare amori

impossibili.

Non aveva paura di niente: cose, persone, avventure o idee. Il suo coraggio inflessibile era fatto, in parti eguali, di puerilità, egoismo, fredda intelligenza, violenza, smoderatezza. Osservava volentieri solo se stessa. Quando ascoltava gli altri, ad un tratto, inesplicabilmente, le passava sul viso uno strano sorrisetto di disprezzo e indifferenza. Era il suo segreto. Non doveva nulla a nessuno: la sua parte era quella di ricevere regali, regali, regali dal banco inesauribile della vita. Il mondo era un'immagine della sua bellezza, e lei possedeva il mondo, grazie alla bellezza.27

27P. CITATI, La morte della farfalla, Mondadori, Milano 2006.

21

Un'ondata di energia che suscitava sgomento e stupore, soprattutto, nel primo dei

suoi corteggiatori, Fitzgerald, per il quale rappresentò uno spettacolo, al

contempo, tremendo e bellissimo; l'irrequietezza di Zelda prendeva forma anche

in conversazioni e lettere che facevano da specchio a un tormentato flusso di

coscienza: quando esprimeva un concetto evocava immagini particolari,

utilizzava espressioni rare e paragoni inattesi, formulava un'idea ben precisa per

poi capovolgerla l'istante dopo, l'abisso che la abitava era celato da una dinamicità

apparentemente spensierata. La sua malattia sembrava affondare le radici in un

destino comune che caratterizzò la vita di molti suoi familiari: figlia di un padre

vittima di una grave depressione, nipote di una nonna che si era condannata al

suicidio e sorella di un fratello che aveva voluto per se stesso la medesima fine.

Francis Scott Key Fitzgerald e Zelda Sayre si incontrarono nel 1918, ad un ballo

del Country Club in Alabama. Lo scrittore, allora, era primo luogotenente di

fanteria, nel giugno dello stesso anno il suo reparto era stato trasferito a Camp

Sheridan in Alabama, dove conobbe poco dopo quella che poi sarebbe diventata

la compagna di una vita: la bella fanciulla appena diciottenne, figlia di uno dei più

stimati giudici dell'Alabama.

In quella calda sera d'estate la futura coppia, simbolo dell'Età del Jazz, si unì in un

ballo che sembrava non finire mai; per Fitzgerald fu un colpo di fulmine: la

vivacità, l'intelligenza e la sicurezza dei suoi modi lo attrassero quanto la sua

fama di “bella del Sud”.

Nel 1919 Scott andò a cercare un'occupazione a New York, cercò di vendere i

suoi racconti ma trovò solo un lavoro mal pagato in un'agenzia di pubblicità, i

suoi sogni di successo e ricchezza svanirono ben presto. Ogni singolo giorno

scriveva a Zelda; di questa corrispondenza, ricolma di passione e tormento,

andarono perdute tutte le lettere, tranne un telegramma che venne gelosamente

custodito da lei stessa:

There’s nothing in all the world I want but you and your precious love. All the material things are nothing. I’d just hate to live a sordid, colorless existence because you’d soon love me less and less and I’d do anything — anything — to keep your heart for my own. I don’t want to live—I want to love first, and live incidentally… Don’t—don’t ever think of the things you can’t give me. You’ve trusted me with the dearest heart of all—and it’s so

22

damn much more than anybody else in all the world has ever had.28

Le lettere piene di attenzioni, i regali soffici e splendenti non colmavano la

distanza e il vuoto che separavano New York da Montgomery, la giovane donna

cedeva alle lusinghe di altri uomini – ufficiali e non – e Scott, travolto dalla

gelosia, sentiva di doverla perpetuamente riconquistare.

Dopo qualche mese di inutili tentativi, Fitzgerald tornò a Montgomery

supplicando Zelda di sposarlo, la donna fu inflessibile alle sue richieste, non esitò

a rompere il fidanzamento abbandonandosi, ben presto, a un vortice di feste,

appuntamenti e danze. Scott tornò a New York, lasciò il lavoro e si ubriacò

disperatamente per giorni per poi ritornare, improvvisamente, nella casa di

famiglia a St. Paul dove riprese furiosamente la stesura del suo primo romanzo:

The Romantic Egoists, che prese il nome di This Side of Paradise e venne

pubblicato nel 1920.

Come scrisse in una delle lettere alla propria figlia, negli ultimi anni della sua

vita, era conscio della superiore forza interiore che Zelda, a differenza sua,

possedeva: una fiamma intensa e prorompente che traeva alimento dalla follia.

Nonostante questo la donna era al contempo la regina delle farfalle, una bambina

che aveva bisogno della protezione del marito perché solo lui le rendeva la realtà

visibile e palpabile.

Forse, non esistevano né forti né deboli, né bambini né adulti. Zelda e Fitzgerald erano troppo vicini: vicini come furono raramente esseri umani; e l'eccesso della vicinanza tra gli dei e gli uomini, come tra gli uomini e le donne, brucia i cuori e le vite. Erano la stessa persona, con due cuori e due teste; e questi cuori e queste teste si volgevano appassionatamente l'una verso l'altra, l'una contro l'altro, fino ad andare in unico rogo.29

Scott e Zelda si sposarono il 3 aprile 1920 nella Cattedrale di San Patrizio a New

York; cominciò così la leggenda di un'epoca, l'epopea che li condusse

dall'America all'Europa e, di nuovo, all'America, nella ricerca vana di una felicità 28.. R. BRYER, C. W. BARKS, Dear Scott, Dearest Zelda, traduzione di M. Premoli, Caro Scott, carissima Zelda. Le lettere d'amore di F. Scott e Zelda Fitzgerald, La tartaruga, Milano 2012. «Tutte queste morbide, calde notti di andare a sprecare quando dovrei essere sdraiato in braccio sotto la luna - le più care braccia in tutto il mondo - armi tesoro che amo sentire intorno a me - Quanto ancora - prima di essi saranno lì per restare? Quando faccio arrivare di nuovo a casa, vi sarà certamente avere un momento più terribile mai me lo spostamento di un pollice da te». 29P. CITATI, La morte della farfalla, Mondadori, Milano 2006.

23

irraggiungibile. All'epoca nessuno si sarebbe immaginato che dietro quel fascino

travolgente, la bella fanciulla ereditava dalla famiglia una distruttiva tendenza alla

schizofrenia.

2.2 I Fitzgerald in Europa e l'alba di un declino

In quegli anni New York era un palcoscenico continuo di feste e divertimenti, i

guadagni di Fitzgerald crescevano esponenzialmente, possedevano ville immense

e automobili, il denaro non bastava mai; Zelda spendeva il denaro con incredibile

noncuranza, era disordinata, inquieta, imprevedibile e morbosamente gelosa del

lavoro e del successo del marito.

Nel maggio 1924 la coppia partì per la Francia sul piroscafo Minnewas, portando

con sé una quantità incredibile di bauli, valigie e la piccola figlia Scottie che

all'epoca non aveva ancora compiuto tre anni; visitarono Parigi, dopo qualche

giorno affittarono Villa Marie a Valescure, vicino a Saint-Raphael, da lì

raggiunsero Montecarlo, Cannes, Cap d'Antibes, dove Gerald e Sara Murphy, i

loro elegantissimi amici, si fecero costruire una casa.

Lawton Campbell incontrò i due coniugi sugli Champs Elysées:

They were dressed in an elegant way and were shot ... They were beautiful - beauty ... In a complete impeccably cut, Scott walked alongside Zelda beating on the sidewalk a silver-headed cane. Zelda wore a tunic most innocent, color powder blue, he had drawn with her hands.30

30C. L. CAMPBELL, Scott and Zelda were his Friends, The Villager, New York 1971. «Erano vestiti in maniera così elegante e facevano colpo... Erano belli – la bellezza... In un completo dal taglio impeccabile, Scott camminava a fianco di Zelda battendo sul marciapiede un bastone dal pomo d'argento. Zelda portava una tunichetta innocentissima, color azzurro polvere, che aveva disegnato con le sue mani».

24

1. Fitzgerald, Zelda e Scottie.

25

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