tesina ''il cinema in europa nel primo dopoguerra''
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tesina di maturità sullo sviluppo del cinema in europa dopo la seconda guerra mondiale, descrizione movimenti: ''nouvelle vague francese'', ''neorealismo italiano'', ''free cinema inglese'' e ''der neue deutsche film ted...
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Indice Introduzione

Francese: - La Nouvelle Vague - Rèsumè du film “Hiroshima Mon Amour’’

Storia - Introduzione storica del neorealismo - “Ladri di biciclette” di Vittorio De Sica

Italiano - Alberto Moravia - “La ciociara” il romanzo ed il film

Inglese

- Free Cinema - John Osborne

Tedesco - Der Neue Deutsche Film

Introduzione “I film trattano di emozioni e rispecchiano la frammentarietà dell’esperienza. Quindi è fuorviante cercare di sintetizzare a parole il significato di un film.” Come citava il regista Stanley Kubrick, il cinema non può essere considerato come una banale sequenza di immagini, perché talvolta è lo specchio della realtà che ci circonda. Molto spesso un film nasconde un messaggio che può essere interpretato in modi diversi, in base alla nostra soggettività. Ho deciso di occuparmi del cinema neorealista perché trovo interessante come un film possa ampliare le conoscenze e la gamma delle esperienze che una persona può fare. Il cinema è un’arte che comunica, come una sorta di lettera animata, racconta una storia che spesso coincide con la quotidianità di ogni giorno, ma ne coglie la profonda bellezza e anche le problematiche, che , forse per paura, ignoranza o distrazione, talvolta trascuriamo. Un film è quindi un importante mezzo di comunicazione, divertimento e riflessione che fonde nel suo insieme tutte le arti, arricchendo chi lo guarda, offendo un nuovo punto di vista per spiegare la realtà. Il mio intento è quello di approfondire il cinema neorealista e di osservare il suo sviluppo nei paesi europei. Infatti, nel secondo dopoguerra, la popolazione aveva bisogno di qualcosa per superare le atrocità del periodo precedente ed è per questo che il cinema è molto importante,in quanto personifica questa necessità.

La Nouvelle Vague

En 1956 une nouvelle conception du cinéma se définit dans la revue “Les Cahiers du cinéma” et on lui donne le nom de Nouvelle Vague. Ensuite le terme "Nouvelle Vague" apparaît sous la plume de Françoise Giroud dans l'Express du 3 octobre 1957, dans une enquête sociologique sur les phénomènes de génération.Ce mouvement est le plus révolutionnaire après la guerre et voit comme protagonistes un groupe de jeunes cinéastes. Le but de ces metteurs en scène était de saisir les éléments de la société et de les traduire dans les films, en fait le cinéma se fait miroir de l’époque. les réactions de l'époque n'étaient pas positifs, en effet le mouvement de la nouvelle vague était considéré comme un concept publicitaire sans cohérence. Le succès arrive lorsqu'en 1959, le film d'Alain Resnais “Hiroshima mon amour” a remporté la Palme d'or au Festival de Cannes. Tous les cinéastes et les acteurs de la Nouvelle Vague n’étaient pas des professionnels, mais ils étaient de jeunes avec l'esprit de mettre en relief la situation sociale. Le cœur du mouvementest représenté par : François Truffaut, Éric Rohmer, Agnès Varda , Jean Eustache, Jacques Rivette, Claude Chabrol et Jean-Luc Godard, Ce mouvement a fait connaître acteurs et actrices toujours célèbres, comme : Jean-Paul Belmondo, Anna Karina, Brigitte Bardot, Alexandra Stewart et d’ autres.

“HIROSHIMA MON AMOUR”

Est un film d’Alain Resnais (1922-2014) sur un scénario de Marguerite Duras sorti en 1959. Une actrice se rend à Hiroshima pour tourner un film sur la paix. Elle y rencontre un Japonais qui devient son amant, mais aussi son confident. Il lui parle de sa vie et lui répète "Tu n’as rien vu à Hiroshima". Elle lui parle de son adolescence à Nevers pendant la seconde guerre mondiale, de son amour impossible pour un soldat allemand et de l’humiliation qu’elle a subie à la Libération. À la fois poème d'amour et de mort, évocation de la première bombe atomique lancée sur la ville et appel à la réconciliation entre les peuples.

Ce film, participe du devoir de mémoire et rappelle, même si cela peut paraître dérisoire par rapport aux souffrances des blessés d' Hiroshima, l'injustice qui a frappé, à la libération de Nevers, le soldat allemand, tué, et la Française, tondue, pour avoir été coupable d'amour. Présenté à Cannes, primé par la presse, le film était une commande des production Argos qui avaient choisi Resnais pour réaliser une œuvre sur la paix. Terme difficile dans une époque où l’ancienne guerre, après avoir refondé une société traumatisée, menaçait d’en faire naître une nouvelle. Terme difficile aussi dans un cinéma français qui s’était échiné à glorifier la Résistance tout autant qu’à effacer les démons d’une Europe martyrisée, coupée en deux, et oublieuse. Son intérêt se porte sur les effets de la mémoire, sur ses multiples strates, qu’il adapte à l’écran en superposant différentes couches temporelles, mettant en évidence l’impossibilité de la renaissance sans la mort, l’impossibilité de l’oubli sans la mémoire.Hiroshima mon amour est pourtant avant tout un film sur le présent, tout comme Resnais est un réalisateur du présent : il s’entoure alors de Marguerite Duras au scénario, fleuron de la nouvelle littérature française, ayant grandi en Indochine et dont la style ressassant, vif, cru, correspondait parfaitement aux désirs d’Alain Resnais. “Hiroshima mon amour” est considéré par la majorité des critiques comme un chef- d’œuvre. Jean-luc Godard a dit d'être jaloux : “« Je me souviens avoir été très jaloux de Hiroshima mon amour. Je me disais : "ça c'est bien et ça nous a échappé, on n'a pas de contrôle là dessus."

Introduzione storica del neorealismo Nel secondo dopoguerra l’Italia andò incontro ad una ricostruzione sociale ed economica.Sebbene la struttura industriale non fosse del tutto danneggiata,il grande problema sussisteva nel riconvertire la produzione da militare a civile. Ben più disastrosa era la situazione nelle città italiane, distrutte dai bombardamenti e carenti di materie prime per la sopravvivenza. Inoltre la disoccupazione andava crescendo e il costo della vita era diventato venti volte maggiore rispetto al 1938. L’ordine pubblico era difficile da ristabilire a causa della presenta di bande organizzate di stampo mafioso. La ripresa economica si comincia a vedere solo dal 1954, grazie agli effetti del piano Marshall , che nel 1957 permise all’Italia di entrare nel mercato comune. Nel giro di pochi anni l’Italia divento uno dei paesi più industrializzati. Nonostante questo notevole sviluppo economico, in Italia restava molto evidente il divario sciale tra ricchi e poveri.

“Ladri di biciclette”

Ladri di biciclette è un film del 1948 diretto e prodotto dal regista Vittorio De Sica. Questo film rappresenta una ''pietra miliare'' del cinema neorealista, in quanto ne rispetta tutte le caratteristiche, cioè la raffigurazione della drammaticità di una vicenda quotidiana della vita delle classi popolari interpretata da attori non professionisti. Antonio Ricci è un uomo sposato,con due figli: il piccolo Bruno e una neonata.Quest'uomo è disoccupato e vive in un quartiere nella periferia di Roma, ma finalmente trova lavoro come attacchino comunale. Questo lavoro però necessita di una bicicletta, che Antonio e Maria, la moglie, riescono a riscattare al monte di pietà. Nel mentre che stava attaccando un manifesto cinematografico, ad Antonio viene rubata la bicicletta, il malcapitato cerca di rincorrere il ladro ma è tutto inutile. Antonio si reca dalla polizia, ma non viene aiutato per quel piccolo furto, così decide di mettersi alla ricerca della sua bici con il figlio Bruno. Il resto della vicenda è un susseguirsi di eventi negativi, in quanto la prima volta che Bruno e il padre rivedono il ladro cercano di inseguirlo ma questo riesce a sparire lasciando i due sotto un violento nubifragio. Ricci si rivolge anche ad uno santona, un'altra azione inutile. Alla fine della giornata i due protagonisti si trovano per caso davanti ad uno stadio dove Antonio cerca di rubare una bicicletta, ma viene preso dal proprietario e da alcuni passanti che inteneriti dal pianto di Bruno decidono di non denunciare il padre.

Un ruolo molto importante di questo film è attribuito alla città di Roma, che viene rappresentata nella sua realtà sociale dell'immediato dopoguerra. Le strade sono quasi sgombre da auto, anche nelle zone del centro, rappresentando la povertà dell'Italia dopo la fine della guerra. Infatti, in quel periodo il mezzo di trasporto più utilizzato era appunto la bicicletta. Roma condivide con i suoi cittadini le necessità e la miseria. Nel corso di tutto il film, Antonio si imbatte in una serie di eventi rappresentativi la realtà sociale dell'epoca:l a stazione di polizia, le dame di carità che aiutano i poveri, la figura del carabiniere che non può aiutare in assenza di prove e i ricchi che banchettano senza ritegno al tavolo della trattoria. Durante tutto il film i due protagonisti attraversano la città di Roma, mostrando l'elevata contrapposizione tra la ricchezza e la povertà. Questo film riscosse un enorme successo vincendo tra il 1949 e il 1950 premi come: l'Oscar, il Golden Globe e il nastro d'argento. Il film fu molto apprezzato anche dal ''padre spirituale'' del movimento neorealista francese della Nouvelle Vague: André Bazin, che affermò che ''ladri di biciclette'' è un modello di cinema ''senza cinema'', cioè capace di far passare la pura realtà sociale senza bisogno di mediazioni.

Alberto Moravia

Alberto Moravia, per l'anagrafe Alberto Pincherle, nasce nel 1907 a Roma da una famiglia borghese. All'età di nove anni si ammala di tubercolosi ossea, una malattia da cui guarisce verso i diciassette anni, anche se rimanendo leggermente claudicante. In seguito a questo avvenimento, i suoi studi si interrompono al liceo, anche se questo non gli impedisce di leggere molti libri, tra cui classici come: Goldoni, Leopardi, Molière, Dostoevskij, Shakespeare e Joyce. Inoltre scrive anche versi in francese e studia il tedesco.

Il suo più grande lavoro è il romanzo ''Gli indifferenti'' che lo inserisce definitivamente nell'ambiente letterario e giornalistico. In seguito all'uscita di questo romanzo, il conflitto con il fascismo si intensifica, allora per liberarsi da quel clima oppressivo comincia a viaggiare molto. Durante i suoi soggiorni conosce personaggi come: Wells, Yeats, Valèry. Tra il 1935 e 1936 viene anche invitato da Giuseppe Prezzolini, direttore della rivista italiana della Columbia University of New York, a discutere di grandi autori italiani, quali: Manzoni, Verga, Fogazzaro e D'Annunzio. Nel 1941 sposa Elsa Morante, dopo il matrimonio i due sono costretti a scappare dal regime fascista perché considerati dalla polizia fascista come ''sovversivi''. Nel 1943, fugge da Roma e giunge a Fondi in Ciociaria dove nasce appunto il romanzo ''La ciociara''.

“La ciociara” il romanzo e il film

Cesira e sua figlia Rosetta, dopo la perdita del marito e padre, lottano per sopravvivere a Roma nel corso della seconda guerra mondiale. Quando i Tedeschi sono alle porte di Roma, Cesira prepara il necessario per partire con la figlia e tornare nella sua terra natale, la Ciociaria. La donna è accolta con molto entusiasmo al suo ritorno nella terra natale. Durante la sua permanenza incontra Michele, un giovane partigiano che le fa vedere un futuro migliore, purtroppo di lui si perderà ogni traccia dopo la sua cattura da parte di un gruppo di tedeschi. Per mesi le due donne sopravvivono alla fame e al freddo attendendo la liberazione, però quando questa arriva porta con sé anche un'altra tragedia: Rosetta e Cesira vengono violentate da un gruppo di soldati marocchini in servizio nell’esercito francese. Cesira, più che per sé, è addolorata per la figlioletta, che dopo questo avvenimento si è chiusa in un silenzio agghiacciante. Dopo questa vicenda la vita delle due donne cambia in modo permanente.

Il romanzo è stato adattato cinematograficamente da Vittorio De Sica nel 1960. Il film è la raffigurazione dell'Italia nei nove mesi dell'occupazione tedesca, nell'anno 1943. La storia passa dalla totalità italiana alla particolare vicenda che ha coinvolto Cesira e la figlia.

Dopo molti anni di inattività, Vittorio De Sica torna alla regia con il film ''La Ciociara'' facendolo diventare un evento cinematografico. Il film è caratterizzato da una fluida spontaneità e naturalezza nella rappresentazione di una realtà drammatica. Le due protagoniste rappresentano l'Italia in questo periodo di fame e miseria: anche quando ormai tutto sembra finito in realtà sta per arrivare un'altra disgrazia. I personaggi sono interpretati da attori e attrici del Neorealismo e della Nouvelle Vague, come: Sophia Loren e Jean-Paul Belmondo.

Free Cinema

Free cinema was a documentary film movement that emerged in England in the mid-1950s. The cinema is free in the sense that it was not produced within the film industry, but the filmmakers were freelancers. All movies were made cheaply, some of them cost few hundred pounds in total. Sometimes they were sponsored by the British film instituite Experimental Film Fund and others from Ford Motor Company. The purpose of the Free Cinema directors was to represent the English working class. The movement began with a programme of three short films at the National Film Theater in London in 1956. The programme was successful, and five successive programmes were approved. The founders of the free cinema movement are Lindsday Anderson, Karel Reisz, Tony Richardson and Lorenza Mazzetti.

John Osborne

John Osborne was born in London in 1929; he soon developed interest for the theater and in 1948 he began to work as an actor and playwright. He became famous When “Look Back in Anger” was produced at the Royal Court Theater in London, directed by Tony Richardson. Osborne also wrote for television, and wrote the film script for “Tom Jones” which received the Film Academy Oscar Award in 1964. With his plays the old distinction between tragedy and comedy disappeared, and in this way a new form of drama.

Die Filmkunst Nach dem 1. Weltkrieg wurde der Film zum Massenmedium In den Berliner UFA- Studios (Universum Film Aktiengesellschaft ) erlebt der deutsche Film seine Glanzzeit. Neue Stilmittel werden von deutschen und osterreischischen Regisseuren erfunden. Expressionistische Stimmfilme sind erfolgreich : Kriminalfilme, Science-Fiction-Filme, Vampirfilme. Die meisten Filmpioniere emigrierten nach 1933 nach Hollywood. Die Nachkriegsfilme waren durch die Staats- und Parteifunktionare in der DDR kontrolliert. In Westdeutschland (BRD) war das Kino der 50er Jahre banal : Es gab fast nur Heimatfilme und Komodien. Die grossten Talente waren ausgewandert. Die Kinobrauche erlebte eine Krise , immer mehr Kinos mussten schliessen.

Der Neue Deutsche Film

Die 1960er Jahre repräsentieren eine Umwälzung in der Geschichte des deutschen Films: Eine Gruppe von jungen, noch nicht bekannten Filmemachern , begann neue Filme zu drehen, die auf den Idealen der französischen Nouvelle Vague basirete.Sie wurden auch durch die 68-er Studentenbewegung inspiriert.Die jungen Regisseure behaupteten 1962: “Papas kino ist tot!” Rainer Werner Fassbinder, Werner Herzog, Alexander Kluge und Wim Wenders wurden die ersten Regisseure des neuen deutschen Films. Die Themen kommen aus dem Alltag, die “Helolen” sind durchschnittliche Menschen, die Probleme des wirklichen Lebens stehen im Mittelpunkt. Auch das Thema der Sexualität wird oft behandelt. Mit dem Manifest von Oberhausen (1962) begann der junge deutsche Film, und damit auch eine gesellschafts politische mestiche Filmkultur. Die engangierten Filme wollten Zeitdokumente sein und sich kritisch mit der bundesdeutschen Gesellschaft und deren nationalsozialistischen Vergangenheit ( Volkermord an den Juden) auseinandersetzen. Oberhausener Manifest vom 28. Februar 1962 Der Zusammenbruch des konventionellen deutschen Films entzieht einer von uns abgelehnten Geisteshaltung endlich den wirtschaftlichen Boden. Dadurch hat der neue Film die Chance, lebendig zu werden. Deutsche Kurzfilme von jungen Autoren, Regisseuren und Produzenten erhielten in den letzten Jahren eine große Zahl von Preisen auf internationalen Festivals und fanden Anerkennung der internationalen Kritik. Diese Arbeiten und ihre Erfolge zeigen, daß die Zukunft des deutschen Films bei denen liegt, die bewiesen haben, daß sie eine neue Sprache des Films sprechen. Wie in anderen Ländern, so ist auch in Deutschland der Kurzfilm Schule und Experimentierfeld des Spielfilms geworden. Wir erklären unseren Anspruch, den neuen deutschen Spielfilm zu schaffen. Dieser neue Film braucht neue Freiheiten. Freiheit von den branchenüblichen Konventionen. Freiheit von der Beeinflussung durch kommerzielle Partner. Freiheit von der Bevormundung durch Interessengruppen. Wir haben von der Produktion des neuen deutschen Films konkrete

geistige, formale und wirtschaftliche Vorstellungen. Wir sind gemeinsam bereit, wirtschaftliche Risiken zu tragen. Der alte Film ist tot. Wir glauben an den neuen. Oberhausen, 28.2.1962

Am 18. April 1971 wurde in München der "Filmverlag der Autoren" gegründet, der Verleih und Produktion der Filmemacher organisieren sollte. Die neuen Produktionen haben geringes Budget, Viele Regisseure schreiben ihre Drehbücher selbst: Der Autorenfilm ist bestimmt die Szene 90 Jahre lang und machte da deutsche Kino international bekannt.

Conclusione Questo lavoro è stato molto interessante, prima di tutto mi ha dato modo di arricchire le mie conoscenze rispetto ad un argomento che mi affascina, il cinema, in secondo luogo mi ha fatto notare alcuni aspetti a cui prima non davo importanza. Il cinema neorealista italiano o la Nouvelle Vague francese, il Free Cinema inglese e il Neue Deutsche Film tedesco sono movimenti che mostrano la realtà sociale del secondo dopoguerra e il loro spirito nel superare questo periodo. Grazie a questa ricerca mi sono resa realmente conto di ciò che le persone hanno dovuto passare anche dopo la fine della guerra, costretti ad affrontare una società dilaniata dalle atrocità di guerra e alla seguente ricostruzione. Infine per concludere vorrei dire che, anche se ormai sono passati anni dalla fine della seconda guerra mondiale, questo non deve far dimenticare ciò che la popolazione mondiale ha dovuto attraversa per poter ricostruire una società tale da poter permettere a tutti di vivere pacificamente.

Bibliografia M. Ansaldo, S. Bertoli, A. Mignani , “Visiting Literature” De Agostini Scuola SpA-

gennaio 2010. S. Doveri, R. Jeannine, “Au fil des pages”,Europass,Febbraio 2007.

A. Brancati, T. Pagliarani, “Dialogo con la storia e l’attualità”, RCS Libri S.p.A, Milano, gennaio 2012.

Sitografia www.wikipedia.org www.dw.de www.italialibri.net www.treccani.it

Filmografia Ladri di biciclette, Vittorio De Sica (Italia 1948). La ciociara, Vittorio De Sica (Italia 1960). Hiroshima mon amour, Alain Resnais (Francia, Giappone 1959).

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