Tesina into the wild
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Tesina into the wild

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tesina a partire dal film into the wild sul rifiuto della società ed il conseguente ritrovamento della natura
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FUGA DALLA SOCIETà E RIFUGIO NELLA NATURA

In molti sentono il bisogno di fuggire dal contesto sociale, culturale e politico nel quale sono immersi

spesso molte persone trovano un’enorme difficoltà nel riconoscersi nella società in cui vivono, fondata su una serie di valori considerati da loro ipocriti, non autentici, difficilmente condivisibili. In pochi hanno tuttavia il coraggio di allontanarsi dalla loro solita routine quotidiana, dall’apparente solidità e sicurezza che la vita “comune” sembra darci.

Un ragazzo, che ha invece avuto il coraggio di allontanarsi, è rimasto nella mente di tutti coloro i quali non si sentono rappresentati al meglio nella società, e personalmente mi riconosco nel suo discorso ideologico.
Si tratta di Christopher Johnson McCandless. Christopher nasce il 12 febbraio del 1968 nel sud della California, i genitori sono molto facoltosi, per via delle diverse implicazioni che il padre ha con la NASA.

Dopo una laurea a pieni voti, in storia e antropologia, chris scene andò e i genitori non lo videro mai più. Egli infatti decise di allontanarsi da quella società così borghese, materialista e 
consumista che pian piano lo stava portando verso quel tipo di vita che tutti si aspettavano da lui, ma che egli invece disprezzava profondamente. Così dopo aver donato tutti i suoi risparmi in beneficenza parte, con uno zaino e pochi soldi, in un viaggio straordinario che lo portò ad attraversare una buona parte dell'America in una peregrinazione di due anni in stile “Sulla Strada” di Jack Kerouac

L’obiettivo di McCandless era semplice,: raggiungere le terre selvagge ed incontaminate dell’Alaska, in una sorta di ascesi spirituale e fisica che lo purificasse interamente dalla mentalità materialistica ed utilitaristica della società per immergersi nella natura selvaggia.

Qualche tempo dopo Christopher fu ritrovato morto nel suo “Magic Bus”, il riparo che aveva trovato nel parco nazionale del Denali, in Alaska, con una grande quantità di libri tascabili di Lev Tolstoj, Jack London ed Henry David Thoreau.

ITALIANO: PIRANDELLO Sin dall'inizio Christopher McCandless viene presentato come un tipico ragazzo americano, appartiene ad una buona famiglia, frequenta il college con risultati, vive un esistenza che da molti potrebbe essere considerata positiva. Egli però, al contrario di molti, sente su di lui l'incombere della così detta maschera, la maschera che la sia la società e la famiglia gli costringono ad indossare. E sarà proprio questa che lo porterà a tagliare i rapporti con tutto e a partire. è proprio Pirandello a parlare in modo approfondito della maschera, secondo lui tutta la realtà è vita, è un eterno divenire ed in continua trasformazione e così anche l'uomo è parte di questo flusso. l'essere umano però, per sua natura tende a inserirsi in forme individuali, a darsi una forma, una personalità, e come noi ci limitiamo in una forma, così anche gli altri tendono a darci una forma. Queste forme però, secondo Pirandello, non sono altro che delle maschere fittizie e illusorie che vengono imposte dalla società, ma in particolare dalla famiglia e dal lavoro. la società infatti caratterizzata ormai dalle grandi metropoli e dall'industria dominata dall'avvento delle macchine e del sistema capitalistico, avvilisce l'io, il quale non si sente più creatore e padrone del proprio destino. L'identità personale quindi secondo Pirandello non esiste come una forma fissa e definita ma è una maschera e quindi una trappola. Questa trappola, descritta da Pirandello come un "carcere" dal quale l'uomo cerca di divincolarsi, senza successo si manifesta essenzialmente nell'opprimente ambiente familiare ed anche nel sistema socio-economico, rappresentato sopratutto dal lavoro il pessimismo di Pirandello è totale, non evidenzia infatti un modello di società alternativa, però allo stesso tempo ammette due possibili vie di uscita; da un lato la follia e dall'altro l'immaginazione, e proprio in quest'ultima ipotesi egli in alcune sue opere propone la tematica del viaggio, messa in pratica da Chris McCandless" Sono evidenti infatti vari parallelismi nel "uno nessuno centomila ed " il fu Mattia Pascal" Nel primo romanzo infatti, il protagonista Vitangelo Moscarda, venuto a conoscenza che la gente attorno a lui ha un immagine diversa da quella che lui aveva dato a se stesso, e di non essere "uno", ma "centomila " (per gli altri) e di conseguenza "nessuno", attua una crisi sconvolgente. Cadute infatti tutte le certezze e le sue convinzioni si libera di tutte le immagini che gli altri hanno di lui e diventare finalmente "uno per tutti". vende così la sua banca e devolve tutti i suoi averi ad un ospizio per poveri, dove si farà ricoverare. Un simile comportamento è evidente anche in Chris McCandless, egli infatti venuto a conoscenza della maschera che la società, ma sopratutto la famiglia gli imponeva, ossia quella dello studente, circondato dagli agi e dalla ricchezza, si spoglia di ogni suo avere, dona i suoi risparmi in beneficenza e abbandona ogni cosa, assieme ad i rapporti famigliari. Si imbarca così in un viaggio attraverso l'America, volto alla ricerca del suo io, della sua vera forma.

come dirà egli stesso " Due anni lui gira per il mondo: niente telefono, niente piscina, niente cani e gatti, niente sigarette. Libertà estrema, un estremista, un viaggiatore esteta che ha per casa la strada. Così ora, dopo due anni di cammino arriva l'ultima e più grande avventura. L'apogeo della battaglia per uccidere il falso essere interiore, suggella vittoriosamente la rivoluzione spirituale. Per non essere più avvelenato dalla civiltà lui fugge, cammina solo sulla terra per perdersi nella natura selvaggia."

Proprio nel "Il Fu Mattia Pascal" è ben evidente il tema del viaggio inteso come una forma di liberazione dalle maschere. il protagonista, appunto Mattia Pascal, eredita una fortuna dal padre, ma viene ridotto in povertà da un avido amministratore, la prima trappola è rappresentata quindi dalla situazione economica. Pascal, pensando di vendicarsi, decide di mettere incinta la nipote dell'amministratore, egli però è costretto poi a sposarla, ritrovandosi nella seconda trappola, ossia un matrimonio infernale ed oppressivo. Giunto a conoscenza del meccanismo che lo imprigiona tenta di romperlo attraverso la fuga, egli così lascia il paese e giunge in America, dove (grazie alla vincita alla roulette e una sua finta morte) riesce al liberarsi della sua doppia trappola, di colpo infatti non è più povero ed è libero dalla famiglia. da Pirandello però è considerato un eroe provvisorio in quanto egli troppo attaccato al concetto di identità, compie il suo unico errore e se ne crea un altra falsa. anche Chrstopher McCandless, cambia il suo nome in Alexander Supertramp, in questo modo però egli non si da un altra identità, anzi questo nome (che significa super vagabondo) sottolinea quanto, proprio come un vagabondo, rifiuti ogni identità ed ogni luogo fisso

FILOSOFIA : SCHOPENHAUER Un discorso va fatto invece riguardo le forti influenze filosofiche che indirizzano il giovane McCandless verso una scelta così radicale.

Christopher McCandless nasce nel XXXX, appartiene quindi alla società capitalistica dei primi anni ’90. Com’è noto e detto a parole semplici, questo sistema economico si basa sul possesso ed il desiderio. L’uomo, spinto dalla brama di possedere, si muove in una corsa frenetica per ottenere ciò che vuole. È qui che s’inserisce la figura di Schopenhauer, egli ci spiega come il desiderare sia un imperativo che da sempre affligge l’uomo, e che secondo lui s’identifica perfettamente con la volontà di vivere. La volontà di vivere, ossia una forza irrazionale che anima il Tutto, è descritta come; -come un impulso irrefrenabile a esistere ed agire, -come una forza incausata e senza scopo, questa, infatti, non ha nessun fine e nessuna meta oltre se stessa. Secondo Schopenhauer, la volontà di vivere , è un eterno desiderare, e proprio perché è eterno, l’uomo vive in una condizione di permanente dolore e tensione. La vita secondo Schopenhauer è come “un pendolo” che oscilla fra dolore e noia, e che solo alle volte trova un piccolo momento di gioia. L’uomo, infatti, quando ottiene la cosa tanto desiderata, conquista allo stesso tempo ciò che egli definisce piacere. In realtà non è altro che una cessazione momentanea del dolore, che presto però tornerà.

“Ogni volere scaturisce da bisogno, ossia da mancanza, ossia da sofferenza. A questa da fine l'appagamento; tuttavia per un desiderio che venga appagato, ne rimangono almeno dieci insoddisfatti; inoltre la brama dura a lungo, le esigenze vanno all'infinito; l'appagamento è breve e misurato con mano avara.Nessun oggetto del volere, una volta conseguito, può dare appagamento durevole... bensì rassomiglia soltanto all'elemosina, la quale gettata al mendico prolunga oggi la sua vita per continuare domani il suo tormento.”

La volontà, anche se incosciente nella materia, è cosciente nell’uomo. Schopenhauer non considera l’uomo solo come un soggetto conoscente ma anche come essere dotato di un corpo. 
 infatti come egli afferma “non ci limitiamo a vederci dal di fuori, bensì ci viviamo anche dal di dentro, godendo e soffrendo.” Ed è perciò che l’uomo può strappare “il velo di Maya” ossia una lo strato oltre il quale si trova la volontà di vivere. Eliminato questo velo d’illusione, si scopre il vero volto delle cose.

Il giovane ragazzo si avvicina alla filosofia schopenhaueriana anche per la visione che ha dell’amore. In più passi estratti dal libro, si nota come, seppur il giovane fosse attratto dal sesso opposto, si tenesse lontano dai rapporti sessuali, accorpandoli a tutti gli altri piaceri superflui come il denaro.

Infatti, Schopenhauer, parlando di amore inteso come eros, ritiene che sia solo un mezzo, uno stratagemma utilizzato dalla volontà di vivere, con l’unico scopo di perpetuare la specie e di generare dolore. Il filosofo tedesco elenca cosi le varie tappe da seguire per liberarsi dal dolore e dalla volontà di vivere; queste consistono innanzitutto nell’arte, la morale e infine l’ascesi. Il primo passo per l’Ascesi è la castità, questo è anche il più difficile poiché è la prima manifestazione della voluntas. Raggiunta la castità, l’uomo comincerà a privarsi di tutti gli altri piaceri superflui fino ad arrivare al Nirvana, a un nulla. È evidente come Christopher McCandless abbia intrapreso un viaggio ascetico, fatto di privazioni e rinunce e allo stesso tempo, come afferma lui stesso “una rivoluzione spirituale, per uccidere il falso essere interiore”

Un viaggio, simile ed allo stesso tempo viene intrapreso dai membri della beat generation

So the new Chris McCandless, so Alexander supertramp,undertakes a journey, to discover himself, this is a journey that best express his rejection against the society e and his desire to discover new places. As he himself say in a page of his diary "Non dovremmo negare che l'essere nomadi ci ha sempre riempiti di gioia. Nella nostra mente viene associato alla fuga da storia, oppressione, legge e noiose coercizioni, alla liberà assoluta, e la strada porta sempre a Ovest." his thoughts under some point of view is very similar to the one of the Beat Generation.

this movement, called beat by Jack Kerouac, it was formed by many young guys. these crossed america using makeshift equipment often jumping from one train to another and hitchhiking , si they met in a city and then make a date in another, they only live with few dollars and visionary ideals. the journey for them was an escape from bourgeois society, from work, from the city, from a familial condition, and at the same time a journey to discover of new values, of new experiences, as long as everything happen without plans. The journey according to the beat generation was free, spontaneous and without a precise destination. just as Jack says kerouac in his book on the road "LET'S GO. WHERE ARE WE GOing MAN? I DON'T KNOW, BUT WE GOTTA GO". the book in wich it's expressed at the most the concept of the journey as a liberation, is On the Road, written by Kerouac in 19

ARTE

Evidente è la felicità, la gioia immensa, che il giovane Christopher McCandless prova nei confronti della natura selvaggia, viaggia attraverso luoghi diversi fra loro, dal fiume XXX, al deserto del messico, per poi arrivare nelle lande desolate dell'Alaska. Si immerse nella natura con lo stretto indispensabile affermando spesso nelle pagine del suo diario che non bisogna " possedere niente di più diquello che si riesce a caricare sulle spalle correndo alla massima velocità." è evidente il rapporto paritario che instaura con la natura, un rapporto fatto di rispetto ed ammirazione. il suo ultimo viaggio, quello che lo porterà maggiormente a conoscere se stesso, sarà anche quello che lo porterà a cambiare in parte idea nei confronti della natura. Non la vedrà più solo come un luogo sicuro in cui rifugiarsi, ma molto spesso, come un luogo sconfinato, infinito ed alle volte perfino ostile nei confronti dell'uomo, L'idea che alex ha della natura è comune anche a pittori romantici come Friederich. la natura per i pittori romantici, con la sua bellezza scaturisce nell'uomo sentimenti contrastanti in grado di terrorizzarlo quanto di rasserenarlo Sono proprio queste emozioni, ossia il senso di disperiosne e debolezza nei confronti dell'immensità misteriosa della natura, che fiederich vuole esprimere. Viene così ritratto di spalle un’uomo, il viandante solitario, la quale posizione simboleggia proprio la parte inconscia e nascosta dell'uomo, che affacciato sul mare di nebbia è li ad osservare il tutto. L’uomo, li sulla scogliera, ci permette di capire quanto è piccola la dimensione umana rispetto alla dimensione della natura. Vi è anche un’uso mirato della prospettiva, infatti guardando il quadro, ci si riesce quasi ad immedesimare nelle sensazioni dell'uomo. Si avverte inconfondibilmente un senso di sublime meraviglia e sgomento di fronte all’immensità dell’universo. Questo senso ci è dato anche dall’uso di colori con tonalità tali da creare uno stacco tra il primo piano e lo sfondo. L’uomo sta di fronte all’infinito come innanzi a qualcosa di assolutamente inaccessibile, ma ad un tempo ne è affascinato, attratto.Tutti sentimenti che Chris prova e sperimenta nelle terre selvagge dell'Alaska.

SENECA- LA COMMUTATIO LOCI

Christopher McCandless, come già detto in precedenza, sente il bisogno di fuggire, di cambiare luogo, di fare nuove esperienze, di conoscere nuove persone ma sopratutto se stesso. Secondo Seneca, spesso l'uomo ha l'inclinazione a "se fugere" ossia a fuggire se stesso, questo desiderio nasce dal così detto "taedium vitae". Uno stato d'animo angosciante e doloroso per l'uomo e che lo stesso Seneca descriverà come:

"quella noia, quella scontentezza di sé, quell'inquietudine dello spirito che non trova pace in nessun luogo, una rassegnazione penosa e amara alla propria inattività."

Ed è proprio nelle Epistule ad Lucilium che tratta a fondo questo tema.G Le epistole sono l’opera filosofica più importante di Seneca, in cui egli esprime nel modo più maturo e personale la sua visione della vita e dell’uomo. E’ una raccolta di 124 lettere distribuite in 20 libri, composte dopo il ritiro dalla vita politica con ogni probabilità tra il 62 ed il 65. Le lettere sono indirizzate a Lucilio, caro amico di Seneca, del quale si conoscono solo le poche notizie che ci dà il filosofo, Le lettere sono una appassionata riflessione su problemi di filosofia morale, egli scrive per giovare non solo all’amico e a se stesso, ma anche per i posteri. Gli spunti per le lettere sono tratti dalla vita quotidiana e utilizzati in funzione morale, infatti in tono dell’esposizione è familiare e colloquiale. le epistole non sono un'opera sistematica, ma piuttosto un'insieme di spunti e di temi diversi, fra questi emerge quello della commutatio loci, ossia il tema degli spostamenti. l'uomo spesso infatti mosso dal desiderio di porre fine al suo tedio, di cambiare la propria condizione, addirittura la propria esistenza, cerca rifugio nel viaggio. Egli così si sposta con la speranza di trovare luoghi in cui la felicità può essere possibile, e vivere, nel senso pieno della parola, dimenticando così il peso dell'esistenza che prima lo affliggeva. Seneca, però rivolgendosi all'amico Lucilio cerca più volte di evidenziare quanto questo sia un inutile "remedium". Un uomo infatti, secondo Seneca, può spostarsi ovunque, muoversi da un luogo all'altro, ma i suoi problemi,che in principio lo hanno spinto a muoversi, lo seguiranno sempre. egli afferma infatti che "bisogna cambiare animo, non cielo". Quando invece l'uomo in questione avrà imparato a guardare dentro se stesso e avrà individuato la radice dei suoi problemi, solo a quel punto, potrà viaggiare in piena tranquillità, solo a quel punto potrà apprezzare appieno ogni luogo visitato, fino a quel momento però il suo non sarà un viaggiare ma come dice lo stesso seneca un "vagabondare". Un passo tratto dall'epistola numero 28 esprime perfettamente questo concetto

Pensi che sia capitato solo a te e ti stupisci come di un fatto inaudito, perché, pur avendo viaggiato a lungo e in tanti posti diversi, non ti sei scrollato di dosso la tua tristezza e il tuo malessere spirituale? Devi cambiare animo, non cielo. Attraversa pure il mare, lascia, come dice il nostro Virgilio, che Scompaiano terre e città, all'orizzonte, i tuoi vizi ti seguiranno dovunque andrai. 2 Socrate, a un tale che si lagnava per la stessa ragione, disse: "Perché ti stupisci se viaggiare non ti serve? Porti in giro te stesso. Ti perseguitano i medesimi motivi che ti hanno fatto fuggire". A che possono giovare nuove terre? A che la conoscenza di città e posti diversi? Tutto questo agitarsi è vano. Chiedi perché questa fuga non ti sia di aiuto? Tu fuggi con te stesso.

Ecco quindi che Seneca dimostra di avere un opinione del tutto diversa da quella di Christopher McCandless, egli infatti dall'inizio alla fine rimane convinto della grande utilità che ha il suo viaggio e probabilmente è così.

Partito infatti con l'intenzione di lasciare la società, ma anche tutti gli amici, la famiglia, i suoi affetti, alla fine comprende, come scriverà su una pagina del suo diario: "happiness is real only when shared", anche anche se può sembrare banale, egli arriva ad una conclusione importante. Capisce finalmente che la felicità non risiede nei luoghi isolati, che seppur bellissimi, isolano l'animo umano. La felicità invece è ovunque, nei rapporti con le persone. Proprio in Alaska, in quel luogo aspro ed impervio, egli capisce cosa desidera, leggendo Tolstoy

"Ho vissuto molto, e ora credo di aver trovato cosa occorra per essere felici: una vita tranquilla, appartata, in campagna. Con la possibilità di essere utile alle persone che si lasciano aiutare, e che non sono abituate a ricevere. E un lavoro che si spera possa essere di una qualche utilità; e poi riposo, natura, libri, musica, amore per il prossimo. Questa è la mia idea di felicità. E poi, al di sopra di tutto, tu per compagna, e dei figli forse. Cosa può desiderare di più il cuore di un uomo?"

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