tesina maturità. 2017
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tesina maturità. 2017

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tesina maturità liceo delle scienze umane sul viaggio
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LA SINDROME DI WANDERLUST

Il termine tedesco “Wanderlust” deriva dall’unione di due parole, “Wander”

(girovagare) e “Lust” (desiderio), ed è una vera e propria ossessione

caratterizzata dall'incontrollabile impulso di partire per fuggire in qualunque

luogo del mondo, sempre alla ricerca di angoli nuovi, è un impulso sia fisico

che psicologico, il costante bisogno di entrare a contatto con realtà spesso

diverse dalla propria, scoprire posti nuovi, fotografare con la mente scenari

diversi da quelli di casa, spesso si sceglie di partire o a volte si è costretti a

farlo , e per ciascuno il viaggio assume un significato diverso, infatti viaggiare

non significa soltanto spostarsi fisicamente: che la vita è un viaggio è una

delle metafore sulle quali più o meno tutti si trovano d’accordo.

Diverse ricerche scientifiche sembrano aver dimostrato che i malati di viaggi

(i “wanderlaster”) sono tali perché ce l’hanno scritto nel DNA.

A svelare chi sono i veri viaggiatori sarebbe, dunque, il nostro DNA. Il "gene

del viaggio", denominato DRD4 7r, sarebbe il recettore della Dopamina D4 che

regola il livello di curiosità e rende sensibili agli stimoli esterni. La sua

funzione, pertanto, è collegata a quella della Dopamina che svolge un'azione

fondamentale nel determinare gli equilibri dell'umore.

Non viaggiamo per scappare dalla vita ma per fare in modo che la vita non ci

scappi.

Inglese

Nothing behind me,

everything ahead of me,

as is ever so on the road.

Jack Kerouac -On The Road-

Talking about journeys, I will obviously talk about Kerouac.

Jack Kerouac's On the Road is the defining work of the Beat Generation, a youth subculture of the

1940s and '50s that rejected the conformism of its time. It is a book of ideas and characters more

than plot, and through the journeys of the main characters, the reader sees a picture of rebellious

American youth and their attempts to subvert the cultural mandates they had been given in order

to conform to white middle-class life. Kerouac's prose emulates jazz and the energy of the time.

The book documents the four cross-country journeys of two friends, Sal Paradise and Dean

Moriarty--the fictional alter-egos of Kerouac and the Beat writer Neil Cassady--and their cast of

friends, acquaintances, wives, and lovers.

To travel without destination, this is the fundamental theme of the novel of Kerouac, to put on

in trip and to decide at that time whether to go, to travel without staying, to go without

knowing where.

Jack Kerouac was born in Lowel, Massachusetts, in 1922, he decided to be a writer after his

brother Gerard died at the age of nine, during his life Kerouac was influenced by Neal

Cassady, with Cassady, Kerouac started his first hitchhiking crossing of America, which was

to inspire his bestknown novel, “On the Road”, in which he chronicled all that had happened

during his journey with Cassady.

The publicaton of this novel in 1957 marked the beginning of Kerouac’s success: the book was

considered the “Bible” of the Beat Generation. The novel is the story of a friendship and a

diary-like account of Kerouac’s wanderings across North America with Neal Cassady.

However, some structural elements give it cohesion:

 The theme of the journey, symbol of the escape from the city

 The narrator Sal Paradise, who stands for Kerouac himself

 The character of Dean Moriarty, who stands for Kerouac’s friend Neal Cassady

The hero of the book is Dean Moriarty, a fictionalised Neal Cassady, who lives for “kicks”, as

he describes those moments of intense experience and pleasure. He symbolises the

desperate attempt of the post-war generation to live every moment with extreme intensity so

as to overcome the sense of void and fear. It is only on the road that Dean and Sal Paradise

live wild and free. The music the two friends listen to and the people they meet during their

journeys are described in a detailed and fascinating way.

Scienze umane

Sigmund Freud (1856-1939) Il viaggio, per Freud, non è di certo un semplice passatempo turistico: è piuttosto un

ragionato spostamento verso i luoghi del suo desiderio.

Secondo lo psicanalista, il sogno è appunto l’espressione di un desiderio, cioè il modo in cui

il soggetto manifesta una tendenza, un impulso o un bisogno, perlopiù rimossi e rifiutati a

livello cosciente. I sogni sono noti comunemente come “viaggi mentali”, i quali, il più delle

volte, si manifestano spontaneamente come parte integrante del flusso di coscienza .

Nell’opera “l’Interpretazione dei Sogni si individua una via privilegiata di accesso verso il

viaggio nell’inconscio: il sogno. Esso consente di risalire a ricordi, desideri, pulsioni e

tendenze che sono oggetto di rimozione, una reazione di difesa verso ciò che si avverte come

inaccettabile, il sogno è l’espressione camuffata di un desiderio infatti presenta due livelli: il

contenuto manifesto ossia la scena onirica come viene ricordata al risveglio e il contenuto

latente: ossia l’insieme delle tendenze inconsce che si esprimono in forma “travestita” nella

scena onirica. L’inconscio è quella parte della psiche umana in cui risiedono ricordi, desideri

e impulsi sottratti alla consapevolezza del soggetto, tutto questo viene sviluppato attraverso

l’analisi dei sogni, dei lapsus e degli atti mancati.

Nei sogni i desideri non vengono espressi direttamente ma in una forma allusiva e simbolica.

Nell’elaborazione del sogno viene utilizzata la tecnica della drammatizzazione, che implica la

conversione del pensiero astratto in scene concrete, da cui sono esclusi i nessi logici.

Freud elabora nel 1900 una prima descrizione della psiche che viene definita “prima topica”

perché individua diverse zone all’interno della personalità dell’uomo. Esse sono tre:

 la coscienza, cioè la parte consapevole del nostro pensiero

 l’inconscio, cioè la zona inconsapevole, in cui vengono rimosse le pulsioni e i ricordi

inaccettabili

 preconscio, caratterizzato da contenuti temporaneamente inconsapevoli, ma passibili

di accedere alla coscienza

Nel 1920 Freud elabora una seconda topica, essa individua tre istanze fondamentali: l’es, il

super-io e l’io. L’es rappresenta le nostre pulsioni che non conoscono ne il bene ne il male ma

ubbidiscono soltanto al principio di piacere. Il super-io è la coscienza morale, l’insieme dei

divieti e delle prescrizioni che fin da bambini ci sono stati imposti dai genitori e dal mondo

circostante e che noi abbiamo introiettato. L’io infine è il luogo della mediazione e della

sintesi tra le due parti che si contrappongono, l’es e il super-io.

Italiano

Il viaggio non è soltanto qualcosa di fisico, vi è anche il viaggio spirituale, il

viaggio dell’inconscio all’interno di sé, di tutto questo ce ne parla il letterato

italiano Italo Svevo, con il viaggio nella coscienza di Zeno.

Il viaggio nell’inconscio

Per quanto riguarda la letteratura italiana Italo Svevo, autore del primo Novecento, scrive “La

coscienza di Zeno”: un viaggio nella coscienza con l’aiuto della psicoanalisi; una lunga

confessione del protagonista, Zeno Cosini, al proprio psicoanalista, a cui “racconta molte

bugie e da cui sa bene che non sarà mai guarito”. Zeno Cosini è fragile, emotivo, nevrotico,

impegnato in una costante ricerca della tranquillità ed i suoi incontri sono dettati dal bisogno

di protezione e di sicurezza. Il romanzo non vuole essere altro che una memoria inviata da

Zeno stesso allo psicoanalista che lo ha in cura, il dottor Costui, che lo ha indotto a scrivere

una storia della sua malattia, con la convinzione che questo possa essere un ottimo metodo

per la sua cura. Ma Zeno delude il dottor Costui che, per vendetta, decide di pubblicare la

memoria del paziente.

Il romanzo comunque parla proprio della crisi del concetto tradizionale di “Coscienza”.

Quando, nel 1919, Svevo comincia a pensare alla Coscienza, la guerra mondiale era appena

terminata, ma l’entusiasmo dei triestini che avevano voluto l’entrata in essa dell’Italia è

raffreddato dalla crisi economica dovuta proprio al suo esito vittorioso. In Italia ancora

spirano i venti del fascismo e l’Europa è profondamente mutata, sia nel suo aspetto

geopolitico che nelle sue strutture economiche.

Completamente diverso è il contesto culturale: non siamo più nell’epoca del positivismo, ma

in quella dell’intuizionismo, della psicoanalisi.

Svevo si trova in una situazione singolare: lui in realtà è stato il precursore del campo della

sperimentazione letteraria e il suo interesse per la psicoanalisi è dato dall’attività di

divulgazione del freudismo del dottor Weiss. Pertanto, la conoscenza della teoria freudiana è

alla base della Coscienza, che coincide, ora, con il tentativo, da parte dell’intelligenza, di

comprendere il flusso vitale.

La nevrosi di Zeno, inoltre, viene rappresentata nella sua manifestazione più tipica: la

dilazione, il continuo rimandare. Ad esempio, dopo il Preambolo, Zeno scrive di volersi

liberare dal vizio del fumo, e dei suoi buoni propositi sono testimonianze le innumerevoli

scritte “Ultima Sigaretta”, ovunque presenti nel suo taccuino. In realtà, ciò porta Zeno ad

assaporare meglio, ogni volta, la sua “ultima sigaretta”.

Per quanto riguarda l’analista, nel primo Novecento questa figura cominciava a godere di

grande prestigio, perché era il “Medico dell’anima”: quello che risolveva i conflitti provocati

dalla nevrosi all’ordine borghese. Ma Svevo non riconosceva questo ruolo dello

psicoanalista. A causa di alcuni fraintendimenti (ad esempio, il suo parente curato da Freud si

era ucciso) non

aveva fiducia nella psicoanalisi come terapia. Il romanzo, comunque, a prova del fatto che

l’analisi è sempre incerta, si conclude con una guarigione solo apparente. Alla fine della

narrazione, Zeno sembra aver acquistato un suo equilibrio, dovuto alla consapevolezza che

solo rinunciando a capire e controllare la vita si può raggiungere un compromesso con

questa stessa. In realtà Zeno, diventando profittatore di guerra, non fa che preparare la

catastrofe dell’umanità provocata da chi costruisce, compra e vende ordigni. La sua

“malattia” viene a far parte della malattia di un’intera civiltà, destinata alla scomparsa per

autodistruzione.

Spagnolo

Salvador Dalì (1904-1989)

Un altro protagonista di una corrente artistica con alla base il viaggio

all’interno di sé è Salvador Dalì. Il surrealismo è l’ultimo movimento di

avanguardia storica, esso non generò un vero e proprio stile, ma un

atteggiamento particolare nei confronti dell’arte e della realtà. Il bersaglio dei

surrealisti era il pensiero tradizionale, a cui venne opposto il mondo profondo

e sconfinato dell’inconscio e del sogno, grazie agli studi sulla psicanalisi di

Freud.

Salvador dalì y el surrealismo daliniano

Dalí, Salvador (1904-1989), pintor y escultor español, uno de los máximos exponentes del

movimiento surrealista en su país.

Nació en Figueras, Girona, el 11 de mayo de 1904. En 1921 ingresó en la Escuela de Bellas

Artes de San Fernando (Madrid), de donde fue expulsado en 1926. En esa época vivió en la

Residencia de Estudiantes de Madrid, donde se relacionó con Federico García Lorca, Luis

Buñuel, Rafael Alberti, José Moreno Villa y otros artistas. En 1929, durante su estancia en

París, conoció a Pablo Picasso y en 1930 se adhirió al movimiento surrealista, del que más

tarde fue relegado por sus ideas comerciales. La producción de Dalí de este periodo se basa

en su método 'paranoico-crítico', inspirado en buena parte en las teorías de Freud:

representación de imágenes oníricas y objetos cotidianos en formas compositivas

insospechadas y sorprendentes, como los relojes blandos de La persistencia de la memoria

(1931, Museo de Arte Moderno, MOMA, Nueva York). Dalí se trasladó a Estados Unidos en

1940, donde permaneció hasta 1948. Sus últimas obras, a menudo de contenido religioso,

poseen un estilo más clásico, entre ellas cabe citar la Crucifixión (1954, Museo Metropolitano

de Arte, Nueva York) y La última cena (1955, National Gallery, Washington)..

La técnica pictórica de Dalí se caracteriza por un dibujo meticuloso, una minuciosidad casi

fotográfica en el tratamiento de los detalles, con un colorido muy brillante y luminoso. Dalí

realizó varias películas surrealistas en colaboración con Buñuel como Un perro andaluz

(1929) y La edad de oro (1930), libros ilustrados, diseños de joyería así como escenografías y

vestuarios teatrales. También escribió libros autobiográficos como La vida secreta de

Salvador Dalí (1942) y Diario de un genio (1965). Fue miembro de la Academia Francesa de

Bellas Artes desde 1979. Murió el 23 de enero de 1989 en Figueras.

El surrealismo daliniano

Cuando Dalí se incorporó al grupo surrealista, el movimiento atravesaba momentos de

fuertes contradicciones internas. La vitalidad y extravagancia de aquella joven promesa

española resultó decisiva para la renovación y proyección del grupo, del que también por su

parte absorbió energías que resultaron en la etapa más apreciada de su obra. En teoría, sus

mejores cuadros fueron el fruto de la aplicación del llamado "método paranoico-crítico", que

Dalí definió como un sistema espontáneo de conocimiento irracional "basado en la asociación

interpretativo-crítica de los fenómenos delirantes".

Tal metodología propugna un alejamiento de la realidad física en favor de la realidad mental:

gracias a un uso controlado de la alucinación y del sueño, los objetos de la vida cotidiana se

convierten en iconos de los deseos y temores del ser humano. A través de sus obras y

siguiendo los dictados de las teorías freudianas, el artista saca a la luz los aspectos más

ocultos de su vida erótica, sus fantasías y sus deseos. Dalí pretendía que sus telas fueran

contempladas como sueños pintados; sus imágenes de relojes blandos, miembros

hipertróficos sostenidos por muletas y elefantes de patas zancudas, por citar algunas de las

más conocidas, son a la vez expresión y liberación de las obsesiones sexuales y de la

angustia ante la muerte.

Diritto

Immigrazione in Italia negli anni 60/70/80

 C’è chi viaggia per volontà, per evadere dal posto in cui si trova e scoprire nuove realtà differenti dalla propria, chi invece è costretto a spostarsi

anche solo per poter godere dei diritti umani fondamentali come la libertà

e l’uguaglianza, tutto ciò appartiene ad un fenomeno molto attuale, quello

dell’immigrazione.

L’immigrazione è un fenomeno di spostamento da un paese all’altro per cause sociali,

economiche o politiche. A differenza degli altri paesi europei, come la Germania, la Francia o

la Gran Bretagna, l’Italia fino agli anni sessanta contava una presenza esigua di stranieri. Solo

negli anni settanta si verifica un vero e proprio movimento immigratorio, con l’arrivo dei

lavoratori dal Nordafrica impiegati soprattutto in agricoltura, di collaboratrici domestiche

provenienti dalle filippine e dall’isola di Capoverde, di rifugiati politici dal Cile e

dall’Argentina. Ma è negli anni ottanta che il fenomeno cresce notevolmente, gli immigrati

provengono, oltre che dal Nordafrica, dall’America latina e dall’Asia. Poco più di 10 anni fa

sono cominciati gli sbarchi dall’Albania. Oggi l’incidenza degli immigrati sulla popolazione è

vicina alla media europea (5%),anche se in paesi come la Francia e la Germania si registrano

percentuali superiori alla media. L’Italia ha affrontato con notevole ritardo i problemi

riguardanti l’immigrazione e solo pochi anni fa ha adottato provvedimenti legislativi che

hanno stabilito anche i diritti sociali e civili dell’immigrato.

Gli stranieri che nel loro paese di origine non possono godere di valori universali, come

l’eguaglianza, la giustizia e la libertà, hanno diritto all’asilo politico da parte dello stato

italiano, come viene sancito nell’articolo 10 della Costituzione italiana: L’ordinamento

giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei

trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio

delle libertà democratiche garantite dalla costituzione italiana , ha diritto d’asilo nel territorio

della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l’estradizione

dello straniero per reati politici.

Gli stranieri in Italia lavorano soprattutto come domestici, per l’assistenza di persone non

autosufficienti, nella ristorazione e nei servizi alberghieri, svolgono attività stagionali in

campo agricolo, nell’edilizia e nella pesca.

Lavori che la maggior parte degli italiani, al giorno d’oggi, non è disposta a svolgere perché

troppo faticosi e poco retribuiti, però è vero anche che molti stranieri immigrati in Italia per

loro volontà o per cause di forza maggiore, svolgono attività illegali come la prostituzione,

furti e spaccio di sostanze stupefacenti. Un immigrato può essere legale, cioè entrato

regolarmente in Italia e possessore di permesso di soggiorno, ma può essere anche illegale

quando pur essendo entrato legalmente come turista o studente, successivamente non ha

rispettato le norme del nostro Paese, inoltre l’immigrato può anche essere definito

clandestino quando è entrato in Italia in maniera illegale e non possiede nessun tipo di

documento ufficiale.

L’Italia come molti paesi europei, ha introdotto nel 2002 l’obbligo ella rilevazione delle

impronte digitali che dovranno essere rilevate sia al cittadino extracomunitario che entra per

la prima volta all’interno del paese sia a coloro che richiedono il rinnovo del permesso di

soggiorno. Dopo gli attentati terroristici si è diffusa in Occidente la paura di introdurre

terroristi all’interno del paese, infatti molti paesi hanno messo a punto sistemi più efficaci di

raccolta dati e informazioni sugli stranieri, per consentire un veloce accertamento delle loro

identità.

Educazione Fisica

Viaggio interiore attraverso lo yoga Lo yoga è una disciplina molto antica, nata in India. Affonda le sue radici nella millenaria

filosofia vedica, che a sua volta è alla base di tradizioni tra cui l’induismo, il buddismo e il

tantra.

La parola yoga deriva dal termine sanscrito yuj, che significa “unire”, “unione”. Lo yoga è il

legame che unisce il corpo e la mente, ma anche gli individui tra di loro e l’individuo con la

coscienza universale.

Lo yoga è una pratica spirituale di crescita personale, una sorta di viaggio spirituale/mentale.

Molte persone in Occidente si avvicinano allo yoga come a una forma di ginnastica, uno

stretching per tonificare il corpo e ridurre lo stress. Lo yoga porta indubbiamente molti

benefici a livello psicofisico, lavorando sia sulle ossa, i muscoli e le articolazioni, ovvero la

struttura del nostro corpo, che sugli organi interni e sulla circolazione.

I tanti modi di praticare lo yoga includono gli esercizi di respirazione, la meditazione, il

mantra e naturalmente la postura, che è di certo l’aspetto dello yoga più familiare e

riconoscibile.

Le posizioni in sanscrito sono chiamate asana. Il loro esercizio consente alle energie vitali di

fluire al meglio e va eseguito nei limiti delle proprie capacità, senza sforzo.

Non è una religione, ma piuttosto una pratica spirituale e può ben affiancarsi alla religiosità di

un fedele, così come costituire una forma di spiritualità laica.

Oggi c’è chi si avvicina allo yoga ricercandone i benefici per la forma fisica, chi con

l’intenzione di condurre una vita più sana, chi per placare la mente, chi per rispondere a un

bisogno spirituale. Qualunque sia il motivo di questo incontro e qualunque sia la via yogica

intrapresa, lo yoga sarà “un’avventura nella consapevolezza” .

Yoga in aereo

Al giorno d’oggi è diventato quasi normale vedere passeggeri che praticano lo yoga in piedi

o seduti, conferma che questo stile di vita si sta diffondendo sempre di più, anche in ambienti

non yogici. Una tra le motivazioni, in questo contesto, è che la sedentarietà è diventata uno

dei peggiori fattori di rischio per la salute, sitting is the new smoking, ed essere intrappolati

per ore, tra l’altro immobili in uno spazio ristretto, può causare dei disagi che vanno oltre la

semplice scomodità. Per i Frequent flyer e viaggiatori internazionali, si apre una nuova

possibilità, una tecnica millenaria applicata al presente: la pratica yoga in volo.

«Lo yoga non è solo un’attività di fitness, ma è una disciplina di unione dello spirito e della

materia dove le posture, dette asana, utilissime per mantenere un corpo sano, sono solo un

tramite per accedere allo spirito, al nostro io interno prendendosi cura di esso, liberandolo

da limiti convenzionali e arrivando a ottenere un risveglio energetico incredibile”» spiega

Paola Lucchesi.

I viaggiatori sono spesso costretti a stare per lunghi periodi di tempo seduti: in aereo, in

pullman, in spazi ristretti, attraverso questo sport riescono a rendere più piacevole i viaggi

più lunghi e stressanti.

Indice

 Introduzione: la “sindrome di Wanderlust”  Inglese: Jack Kerouac, “On The Road” (1957)  Scienze Umane- Psicologia, il viaggio nell’inconscio di Freud  Italiano: Italo Svevo, “La Coscienza di Zeno”  Spagnolo: Salvador Dalì e il surrealismo  Educazione Fisica: viaggio interiore attraverso lo yoga  Diritto: il fenomeno dell’immigrazione dagli anni sessanta agli anni ottanta

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