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Tesina terza media sulla Luna, Temi di Italiano

Tesina di terza media basata sul tema della luna. 1 Scienze:la conquista della Luna, la Luna, i movimenti della Luna, le fasi lunari, le maree, eclissi di Luna e di Sole, il sistema solare. 2 Francese:le Mont-Saint-Michel 3 Italiano: Giacomo LeopardI, opere, Romanticismo, “Alla luna”. 4 Arte : Caspar David Friedrich, "Sorge la luna". 5 Musica: Beethoven, "Al chiaro di Luna". 6 Storia: la guerra fredda, la corsa allo spazio 7 Geografia: gli USA 8 Tecnica: energia e combustibili. 9 Baseball

Tipologia: Temi

2019/2020

In vendita dal 08/03/2020

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alessia_pontiggia 🇮🇹

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La Luna
“La Luna, appena s’affaccia nei versi dei poeti,
ha avuto sempre il potere di comunicare una sensazione
di levità, di sospensione,
di silenzio e calmo incantesimo”.
Italo Calvino “Lezioni Americane”
Alessia Pontiggia
Classe 3^ B
Anno scolastico 2013/2014
Scuola secondaria di I° grado “Don A. Giussani” Baruccana di Seveso
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La Luna

“La Luna, appena s’affaccia nei versi dei poeti, ha avuto sempre il potere di comunicare una sensazione di levità, di sospensione, di silenzio e calmo incantesimo”. Italo Calvino “Lezioni Americane” Alessia Pontiggia Classe 3^ B Anno scolastico 2013/ Scuola secondaria di I° grado “Don A. Giussani” Baruccana di Seveso INDICE

1 Scienze

  • Introduzione
  • 1.1 La conquista della Luna
  • 1.2 La Luna “il nostro satellite”
  • 1.3 I movimenti della Luna
  • 1.4 Le fasi lunari
  • 1.5 Le maree
  • 1.6 Eclissi di Luna e di Sole
  • 1.7 Il sistema solare
  • 2.1 Le Mont-Saint-Michel 2 Francese
  • 3.1 Giacomo Leopardi 3 Italiano
  • 3.2 Le opere
  • 3.3 Il Romanticismo in letteratura
  • 3.4 La poetica leopardiana
  • 3.5 “Alla luna”
  • 3.6 Parafrasi
  • 3.7 Commento e struttura
  • 4.1 Caspar David Friedrich 4 Arte
  • 4.2 “Sorge la luna”
  • 5.1 Ludwig van Beethoven 5 Musica
  • 5.2 Stile musicale di Beethoven
  • 5.3 “Al chiaro di luna”
  • 5.4 La sonata
  • 6.1 La guerra fredda 6 Storia
  • 6.2 L’equilibrio del terrore
  • 6.3 Morte di Stalin e rivolte nei Paesi dell’Est Europa

degli uomini, il simbolo più classico e più affascinante del paesaggio naturale. L’uomo l’ha posta al centro dei suoi studi scientifici e l’ha resa immortale in letteratura, arte e musica. Anche se ora non è più avvolta dal mistero, prima la Luna era presente in miti e leggende o ne era la protagonista e i popoli antichi la veneravano, in quanto dea. Studiata attraverso osservazioni durante il corso della storia, venne addirittura formulato un calendario in base alle sue fasi. Nel secolo scorso, il nostro satellite divenne motivo di contesa tecnologica, che si concluse il 20 luglio 1969, quando l’uomo per la prima volta calpestò il suolo lunare. 1 SCIENZE 1.1 La conquista della Luna

Nel settembre 1959 la Luna venne raggiunta per la prima volta da una sonda spaziale sovietica e dieci anni dopo il 20 luglio 1969, vi sbarcarono i primi astronauti americani. Nel 1969 l'umanità raggiunse finalmente l'obiettivo che per millenni aveva solo sognato, spesso considerandolo irraggiungibile: conquistare la Luna. Il volo storico dell'Apollo 11 iniziò il 16 luglio 1969. Dopo essere entrati in orbita lunare, gli americani Edwin Aldrin e Neil Armstrong si trasferirono nel LEM, il modulo per l'allunaggio, mentre il modulo di comando era affidato al pilota Michael Collins. Il modulo lunare toccò la superficie del satellite il 20 luglio 1969, nei pressi del margine del Mare della Tranquillità. L'emozione non era descrivibile e forse nemmeno immaginabile sulla Terra. Poche ore dopo Armstrong mise piede sul suolo lunare, pronunciando le storiche parole: "Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un balzo da gigante per l'umanità". L'astronauta emozionatissimo venne raggiunto quasi subito da Aldrin, altrettanto ansioso di posarsi sul suolo lunare e, insieme, i due camminarono per due ore sulla superficie della Luna, quasi come due bambini, sperimentando una forza di gravità pari a un sesto di quella terrestre; raccolsero 21,5 kg di campioni del suolo, scattarono fotografie e installarono un apparato sperimentale per l'analisi del vento solare, un riflettore laser e un laboratorio per misure sismiche; piantarono quindi una bandiera statunitense e

La Luna è il corpo celeste più vicino alla Terra ed è l’unico suo satellite naturale. Essa non brilla di luce propria, ma della luce riflessa dal Sole. La Luna ha una forma pressochè sferica, con un diametro di 3.476 km. Essa ci appare grande perché vicina, ma in realtà ha dimensioni molto ridotte rispetto alla Terra (poco meno di un terzo). La prima particolarità che si nota osservando la superficie della Luna a occhio nudo è l’esistenza di zone più scure affiancate a zone più chiare, che gli antichi astronomi chimarono “mari” e “terre”, pensando che, come sulla Terra, si trattasse di ampie distese di acque e di terraferma. Oggi sappiamo che sulla Luna non c’è acqua, ma quella antica terminologia è rimasta. I mari sono le vaste pianure, mentre le terre sono gli altipiani dalla superficie molto accidentata. Ci sono anche numerosissime conche, che sono crateri dovuti all’impatto di meteoriti. La forza di gravità della Luna è poca rispetto a quella terrestre (circa 1/6). Per questo motivo, la Terra ha trattenuto i gas, mentre la Luna no e quindi su di essa non c’è atmosfera. Inoltre la sua superficie è caratterizzata da enormi sbalzi di temperatura : si passa dai -100°C nella parte non illuminata dal Sole, ai +120°C nella parte rivolta verso il Sole. Sulla Luna quindi, non esiste nessun tipo di vita.

1.3 I movimenti della Luna La Luna compie tre movimenti, che sono: di rotazione , di rivoluzione e di traslazione: Il moto di rotazione è quello che compie ruotando su se stessa, intorno al proprio asse da ovest verso est. Il moto di rivoluzione è quello che compie ruotando intorno alla Terra in senso antiorario, secondo un’orbita ellittica, di cui la Terra occupa uno dei fuochi. Il punto di minima distanza dalla Terra è il perigeo , quello di massima distanza è l’ apogeo. Il moto di traslazione è quello che compie ruotando intorno al Sole assieme alla Terra. I movimenti di rotazione e rivoluzione hanno la stessa durata e avvengono in 27 giorni, 7 ore e 43 minuti ; per tale motivo la Luna presenta alla Terra sempre la stessa faccia. 1.4 Le fasi lunari Durante il mese lunare l’aspetto della Luna non è sempre uguale, in quanto cambiano le dimensioni della parte illuminata dal Sole. I diversi aspetti con cui la Luna appare nel cielo nel corso di un mese vengono chiamati fasi lunari , e hanno una durata di una settimana (circa) ciascuna. 1^ fase: Luna nuova o novilunio

Le maree sono periodici cambiamenti del livello del mare. Esse sono causate dalla forza di attrazione che la Luna e il Sole esercitano sulle masse d’acqua presenti sulla Terra e dalla forza centrifuga, dovuta al moto di rivoluzione compiuto dal sistema Terra-Luna attorno al Sole. Le maree consistono nell’alternarsi di un sollevamento ( alta marea o flusso) e di un abbassamento ( bassa marea o riflusso) dell’acqua del mare; ciò avviene ogni 6 ore circa_._ L’ampiezza delle maree, cioè la differenza tra i livelli raggiunti durante l’alta marea e la bassa marea, varia da luogo a luogo. Quando una parte della Terra si trova esattamente allineata con la Luna e il centro della Terra, in quella parte e agli antipodi si ha un’alta marea. Invece quando la Terra forma un angolo di 90° con la Luna e il centro della Terra, in quella parte e agli antipodi si avrà una bassa marea. Questo fenomeno risulta intensificato o attenuato a seconda della posizione del Sole rispetto al sistema Terra-Luna. In fase di congiunzione le acque si innalzano maggiormente, perché si sommano le forze di attrazione del Sole e della Luna, che sono allineati con la Terra; in fase di quadratura l’innalzamento delle acque è minore, perchè Sole e Luna formano un angolo di 90° con la Terra e la forza complessiva di attrazione risulta minore. 1.6 Eclissi di Luna e di Sole

La parola eclisse significa oscuramento di un corpo celeste ad opera di un altro corpo celeste. Quando la Terra s’interpone tra Sole e Luna, si ha una eclisse lunare. Il cono d’ombra della Terra può coprire totalmente o parzialmente la Luna dando origine ad un’ eclisse totale di Luna oppure ad un’ eclisse parziale di Luna. Perché avvenga un’eclisse lunare occorre che la Luna sia in opposizione e che il Sole, la Terra e la Luna siano perfettamente allineati. La durata di un’eclisse di Luna è uguale al tempo impiegato dal satellite ad attraversare il cono d’ombra della Terra. Durante l’eclisse lunare la Luna appare come un disco rossastro. Si ha l’ eclisse solare quando la Luna s’interpone tra il Sole e la Terra. L’eclisse di Sole può essere totale per i punti della Terra che si trovano nel cono d’ombra proiettato dalla Luna, o parziale per i punti che sono in penombra. Perché avvenga un’eclisse solare occorre che la Luna sia in congiunzione e che Sole, Terra e Luna siano perfettamente allineati. Quando la Terra si trova alla minima distanza dal Sole e la Luna alla massima distanza dalla Terra, si verifica l’ eclisse anulare, nella quale il disco lunare appare più piccolo del disco solare e non riesce a coprirlo completamente, neppure se sono ben allineati e quindi rimane visibile solo un anello. Non avviene un’eclisse ad ogni novilunio e ad ogni plenilunio perché Luna, Terra e Sole non

1.7 Il sistema solare La Luna essendo il satellite della Terra, fa parte anch’essa del sistema solare. Il sistema solare è formato da 8 pianeti, che ruotano attorno ad una stella, il Sole, descrivendo orbite ellittiche. A partire da quello più vicino al Sole i pianeti sono: Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno. I pianeti di dimensioni minori, quali: Mercurio, Venere, Terra e Marte sono situati vicino al Sole e sono in gran parte rocciosi, mentre quelli più grandi, ossia: Giove, Saturno, Urano e Nettuno sono i più lontani dal Sole e sono formati da materiali gassosi, soprattutto idrogeno ed elio. Plutone, roccioso e con la superficie ghiacciata, dal 2006 è stato “declassato” a nano pianeta a causa delle sue ridotte dimensioni.

2 FRANCESE

2.1 Le Mont-Saint-Michel Le Mont-Saint-Michel est une commune française située dans le département de la Manche en région Basse-Normandie qui tire son nom d’un îlot rocheux où s’élève une abbaye consacrée à saint Michel Archange. L’ îlot, en forme de cône, est le théâtre des plus grandes marées d’ Europe. À marée basse on peut y arriver à pied, car une digue le réunit à la terre ferme. La marée et l’ abbaye du Mont- Saint-Michel sont deux des attractions de la Normandie. La première église du Mont a été construite en 709 à la demande de l’Archange Michel, apparu dans un rêve à Aubert, l’ évêque d’Avranches. Antérieurement à cette date, l’îlot était désert et connu sous l’appellation de « mont Tombe ». Plus tard en 966, à la demande du Duc de Normandie, une communauté de bénédictins s’établit sur le rocher pour en faire un monastère et en 1020 commence la construction de l’abbaye. Les travaux sont durés huit siècles. En 1987 une grosse statue de saint Michel a été placée au sommet du clocher de l’abbaye. Au XIIème siècle l’abbaye du Mont- Saint-Michel est nommée « merveille de l’Occident » parce qu’elle abonde en merveilles architecturales en style romain et gothique, et en 1979, avec tout l’îlot, a été classée au patrimoine mondial de l’UNESCO.

indistintamente l’intero mondo dei vivi. A Recanati rimane fino al 1825; poi si trasferisce a Milano, Bologna, Firenze e Pisa ed infine, privo dei mezzi per poter vivere lontano dalla famiglia, ritorna nella casa paterna. Nel 1830 si stabilisce a Firenze, dove si apre una nuova fase della sua vita: partecipa attivamente ai dibattiti politici, intreccia nuovi rapporti sociali e stringe una fraterna amicizia con un giovane esule napoletano, Antonio Ranieri. Nel 1833 si trasferisce a Napoli, nella speranza che il clima più mite possa giovare al suo precario stato di salute; in quella città muore nel 1837, a soli 39 anni, e lì è sepolto. 3.2 Le opere Tra le sue opere ricordiamo: lo Zibaldone : è una raccolta di pensieri sulla vita, sul mondo e sulla filosofia, annotati tra il 1817 e il 1832. le Operette morali : composte quasi tutte nel 1824. Sono una raccolta di ventiquattro prose, per lo più scritte sotto forma di dialoghi tra personaggi reali o immaginari_._ Si tratta di un’opera filosofica, in cui Leopardi illustra la sua concezione pessimistica della vita. Alcuni dei temi che ricorrono nell’opera sono la condizione umana, la morte, il destino e la vana ricerca della felicità. i Canti : il libro dei canti è un volume di poesie, pubblicato nel 1831. Il testo comprende due importanti gruppi di liriche: i piccoli idilli e i grandi idilli. Nella poesia greca era definito idillio un breve poemetto ambientato nella quiete della natura. Leopardi chiama idilli queste sue poesie, perché prendono spunto da un elemento del paesaggio, anche se poi diventano occasione per una meditazione interiore. · i Piccoli Idilli : sono un gruppo di cinque poesie in cui Leopardi esprime i propri stati d’animo. Tra i piccoli idilli ricordiamo Alla luna” , “ L’infinito” , “La sera del dì di festa” , “Il sogno” e “La vita solitaria”.

· i G randi Idilli : sono poesie come gli idilli, in cui il poeta continua la riflessione sul senso della vita, con l’unica differenza di essere più lunghe. 3.3 Il Romanticismo in letteratura Nella prima metà dell’Ottocento nasce in Germania il Romanticismo, una nuova corrente artistica e culturale, che poi si espande in tutta Europa. I più importanti autori italiani di questa corrente sono Leopardi e Manzoni. I generi letterali di questo periodo sono la lirica e il romanzo. Viene chiamata lirica un nuovo modo di fare poesia, in cui i poeti esprimono i propri sentimenti. Inoltre il linguaggio si rinnova, il componimento tende a diventare breve e a rifiutare la metrica tradizionale. Il maggiore poeta lirico italiano è Giacomo Leopardi. Invece, il romanzo storico è un opera letteraria nella quale vengono narrate vicende inventate, ma inserite in un contesto storico reale, oppure vicende storiche reali, arricchite con elementi romenzeschi. Il principale romanzo storico italiano è “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni. 3.4 La poetica leopardiana La poesia di Leopardi è tutta pervasa da una concezione pessimistica della vita. L’uomo, sin dalla nascita vive in una condizione continua di infelicità e di dolore, che gli procura inquietudine e angoscia. Il poeta individua la causa di tutto ciò nella natura, che ha creato l’uomo con un profondo desiderio di felicità, pur sapendo che egli non l’avrebbe mai raggiunta. Così, di fronte alla natura, il Leopardi ne sente allo stesso tempo il fascino e la repulsione. Ne è affascinato per i suoi spettacoli di bellezza e di armonia, ma la vede anche come una matrigna crudele e indifferente alle sofferenze delle sue creature. Altri temi presenti nella poesia leopardiana sono quelli della memoria, dello scorrere inesorabile del tempo, della nostalgia e del rimpianto.

3.6 Parafrasi Oh graziosa luna, mi ricordo che, un anno fa, venivo su questo colle, pieno d’angoscia a contemplarti: e tu sovrastavi quel bosco, proprio come fai ora, rischiarandolo tutto. Ma il tuo volto mi appariva offuscato e tremolante a causa delle lacrime che mi bagnavano gli occhi, perché la mia vita era piena di dolore: e continua ad esserlo tutt’ora e non cambia mai, o mia cara luna. Eppure mi fa bene ricordare e raccontare il tempo del mio dolore. Oh com’è piacevole negli anni della giovinezza, quando davanti c’è ancora tanta speranza e poco da rammentare, ricordare le cose passate, sebbene il ricordo sia triste, e il dolore duri ancora e ci faccia soffrire.

3.7 Commento e struttura La poesia “Alla luna” fu scritta da Giacomo Leopardi, tra la fine del 1819 e l’inizio del 1820, dopo il fallimento delle sua tentata fuga da Recanati. In questa poesia che fa parte dei Piccoli Idilli, il poeta, dal monte Tabor, contempla la luna, che splende sopra il bosco, e si rivolge ad essa come ad una creatura cara, confidandole il suo stato d’animo. Il tema che domina la lirica è il ricordo, o meglio la “ricordanza”, che fu anche il primo titolo dato a questo idillio. Il ricordo viene messo in evidenza da alcuni verbi e parole chiave, quali: “io mi rammento” (v. 1), “la ricordanza” (v. 11), “la speme” (v. 14), “il rimembrar” (v. 15). Il poeta ricorda che anche l’anno prima era salito su quel colle, ma l’immagine della luna era apparsa tremolante ai suoi occhi velati di pianto. Da allora nulla è cambiato, l’animo del poeta è sempre colmo di sofferenza; ricordare il passato, sebbene sia triste e doloroso, ha un potere consolatorio, perché si rievocano le illusioni degli anni della giovinezza, quando davanti c’è ancora tanta speranza e le cose da ricordare sono poche. Il componimento può essere diviso in due parti: nella prima parte (vv. 1-10) il poeta rievoca l'angoscia, il pianto e la sua immutata situazione di sofferenza, mentre nella seconda parte (vv. 10-16) predomina la riflessione del poeta sulla funzione consolatrice del ricordo e sulla sensazione di pace che esso può dare. Il genere della poesia è lirico, perché esprime i sentimenti. L’idillio è formato da un’unica strofa, composta da 16 versi endecasillabi sciolti. La metrica è costituita da molte figure retoriche. Dal punto di vista fonico, colpisce l’allitterazione (ossia il ripetere) della consonante “l” (luna-volge-colle-allor-selva- nebuloso-tremulo-dolore-diletta), che crea un’atmosfera d’intimità e di raccoglimento. Sono presenti diversi enjambements (vv. 1-2; vv. 6-7; vv. 7-8; vv. 10-11, vv. 11-12, vv. 13-14), che danno un senso di musicalità al brano. Troviamo inoltre un’anafora “O graziosa luna” (v. 1) “O mia diletta luna” (v. 10), poi c’è una metonimia “ma nebuloso e tremulo dal pianto” (v. 6), in cui “pianto” sta ad indicare le “lacrime”. Infine vi è una metafora: “alle mie luci” (v. 7), cioè ai miei occhi.