tesoreria e finanza delle imprese pubbliche, Appunti di Economia Sanitaria
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tesoreria e finanza delle imprese pubbliche, Appunti di Economia Sanitaria

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TESORERIA E FINANZA DELLE IMPRESE PUBBLICHE Docenti: Christian Raniero, Luigi Puddu, Pasquale Ferro

17/09/18

INFORMAZIONI SUL CORSO Materiale didattico

• Slides su Moodle • “Tesoreria e finanza delle aziende pubbliche”, Rainero, 2012 da comprare • “Banca d’Italia e Tesoreria dello Stato: vicende storiche, riforme e prospettive”, Ferro, 2016 PDF su Moodle

INTRODUZIONE DEI CONCETTI CHIAVE DEL CORSO Motto della ragioneria “conoscere per decidere”, di Luigi Einaudi Le conoscenze sono importanti per il processo decisionale.

Approccio antropologico fondato sull’uomo

È l’approccio etico (del bene, del benessere, e non del male). Tutta la ragioneria (privata e pubblica) è rivolta a soddisfare i bisogni delle persone, ben sapendo che non sempre è così (a volte i bisogni delle persone sono messi in secondo piano, o calpestati).

Persona è: 1. chi vuole creare e sviluppare la propria esistenza (concetto di vita), 2. chi vuole riprodursi per perpetuare la specie, 3. chi vuole sviluppo delle conoscenze per vivere in gruppi sociali.

La persona porta anche dei bisogni, che sono sia privati che pubblici -> privati soddisfatti da aziende private e pubblici soddisfatti attraverso le aziende pubbliche.

La soddisfazione dei bisogni avviene attraverso un meccanismo di sussidiarietà, fondato sul principio della libertà della persona. Sussidiarietà vuol dire che quando una persona ha dei bisogni, allora deve essere lasciata libera di soddisfarli prima di tutto da se stessa, poi - per la tipologia del bisogno o del soggetto - se questo è possibile, si passa alla sussidiarietà orizzontale (vicini, amici, familiari). Se non soddisfo il bisogno in questo modo allora mi rivolgo alle aziende non profit presenti -> non costa, la persona non paga. Se poi anche questi intereventi non soddisfano il bisogno, allora si passa alla soddisfazione orizzontale tramite le imprese private con cui ho potere negoziale che con le imprese pubbliche non si può avere (erga omnes -> non c’è possibilità di scelta), e questa è a pagamento. Se anche attraverso l’azienda privata non riesco a soddisfare il bisogno passo alla azienda pubblica, che ha un processo di sussidiarietà verticale, ovvero prima gli enti pubblici più vicini alla persona (Comune, ASL; Università), poi – a salire – aziende pubbliche più lontane (Regione, Stato, UE, Mondo).

Riepilogando, per il meccanismo della sussidiarietà una persona soddisfa i suoi bisogni in questa classifica: • Autonomamente, ovvero da se’; • Vicini, amici, familiari (orizzontale); • Aziende no profit (non costa; orizzontale)); • Imprese private (potere negoziale, a pagamento; orizzontale)); • Azienda pubblica (erga omnes; verticale)

• Più vicina (comune, ASL, università); • Più lontana (Regione, Stato, UE, Mondo).

Il bilancio amministrazione razionale fondata sul bilancio

Programmazione, esecuzione e controllo. Decido cosa fare, poi eseguo, poi controllo in ognuna di queste fasi c’è un bilancio. Prima c’è un preventivo, poi bilancio di contabilità (partita doppia), poi c’è bilancio consultivo.

Si considerano gli aspetti patrimoniali, finanziari, ed economici ciascuno di essi ha il proprio preventivo. Qualunque azienda fa i suoi preventivi, più o meno articolati/profondi, ma li fa per decidere dove percorrere le vie future della gestione. Poi c’è la contabilità in cui c’è l’esecuzione e infine il controllo con rendiconto finanziario (cash flow), stato patrimoniale e conto economico.

Il bilancio è la base dell’amministrazione razionale perché in ogni momento troviamo un bilancio. Nel bilancio bisogna guardare due cose:

1. La quadratura (nasce dalla partita doppia); 2. La rilevanza -> la cosa più difficile per il dirigente è non attribuire nessuna rilevanza alle cose che non hanno

rilevanza; lo dico in base all’entità di risorse che questo fatto amministrativo occupa nel bilancio. I fenomeni non sono tutti uguali: vengono prima quelli rilevanti e poi tutti gli altri.

La differenziazione delle aziende sulla base dei processi di accumulazione e distribuzione delle risorse. Le aziende si dividono in due categorie:

1. Aziende di consumo 1.a.Aziende pubbliche 1.b.Aziende non profit

2. Imprese di produzione 1.c.Commerciali (SPA) 1.d.Cooperative

Li distinguo sulla base della modalità con cui si accumulano e si impiegano le risorse. Una modalità di accumulo delle risorse è:

Fare i debiti è all’ultimo posto perché indebitarsi vuol dire pagare un interesse passivo (onere), vuol dire impegnarsi a una restituzione, mentre le altre forme di acquisizione non costano e non danno origine a un rimborso.

Impiego del capitale: la prima parte è per fare vivere l’azienda, poi per fare investimenti patrimoniali, poi per rimborsare i debiti e poi per rimborsare il capitale sociale e il fondo di dotazione.

Ci sono 4 tipologie di aziende, come detto prima; il bilancio è base dei processi decisionali in tutte queste 4 categorie di aziende (bilancio come amministrazione razionale).

Ma nelle aziende private il bilancio è un macigno, cioè se l’azienda privata va in perdita, allora il capitale sociale viene depauperato ed eventualmente i soci per mantenere in vita la società sono costretti a investire nuove risorse nell’azienda, che sennò fallirebbe, con responsabilità anche penali da parte degli amministratori.

Nelle aziende no profit nonc’è capitale sociale, ma fondo di dotazione -> esso deve essere sempre positivo, perché se viene mangiato dalle perdite della gestione, allora la no profit non può continuare ad operare.

Nelle aziende pubbliche il tema del bilancio e del suo equilibrio è controverso.

Scuole di pensiero C’è una scuola che si rifà all’economista Keynes, che rappresenta il bilancio pubblico in perdita come una opportunità per la spesa che viene erogata a favore di terzi (utile perché distribuisce reddito a persone povere, anche se esse non sono utili).

Oppure c’è l’impostazione tecnica e rigorosa del pareggio di bilancio di un altro economista, Hayek, che dice che lo Stato non deve intervenire nell’economia, sennò fa solo danni, l’economia deve essere libera. Sono i due fuochi opposti.

Oggi la politica è proprio divisa su questi due fuochi: Governo e Europa la quale è sfavorevole a uscite pubbliche.

Dal punto di vista della ragioneria, lavorare con perdite e disavanzi è sbagliato . Infatti (no motivazione scientifica, ma di prassi) tutte le volte che una azienda ha avuto/presentato dei disavanzi pregressi e deficit strutturali pregressi, allora sempre nel tempo è stata costretta al rientro, in un modo più o meno drammatico.Mentre se l’azienda pubblica è in pareggio non c’è mai stato bisogno di rientri. Bisogna valutare l’incidenza sul deficit nelle varie manovre (se non è elevata è sopportabile, se è elevata è aggredibile).

27/09/18 COMUNICAZIONI L’esame invernale si può sostenere, ma non verrà verbalizzato/chiuso, ma ciò verrà fatto a fine febbraio, con le ultimetestimonianze, a cui sarà obbligatorio fare una relazione. Con questa relazione il voto verrà integrato e verbalizzato.

Per i frequentanti, il 29 novembre ci sarà una esercitazione in aula, ovvero un pre-appello, che verrà verbalizzato a dicembre (è un esonero). Chi lo fa a novembre deve comunque iscriversi a all’appello di dicembre.

La frequenza è verificata attraverso dei lavori di gruppo (2-3 persone), a cui viene attribuito un tema di sviluppare che verrà poi presentato in aula nel mese di novembre. Quello che viene presentato in aula non viene chiesto all’esame.

Esame domande aperte, non troppo sintetiche, 1-1:30, mentre nell’esonero ci sono 3 ore a disposizione, 2 domande e 1 esercizio. Bastano gli appunti, si può leggere il libro di Ferro. Tre punti per la presentazione dei lavori di gruppo, mentre la relazione di febbraio va ancora a integrare.

04/10/18 COMUNICAZIONI Il lavoro di gruppo va finito a fine ottobre, dopodiché ci saranno le esposizioni dei lavori in aula. ORARIO del martedì: dalle 12 alle 13

LA TESOREREIA UNICA DELLE AZIENDE PUBBLICHE Modello di tesoreria accentrato = modello tipico di un sistema di finanza derivata delle azienda pubbliche.

Le aziende pubbliche hanno un modello di tesoreria accentrato, tipico del sistema di finanza derivata . Invece le aziende private hanno un sistema di finanza autonomo.

AZIENDE PRIVATE – modello di finanza autonoma Quando parliamo di finanza abbiamo in testa il modello privato, che è un modello autonomo in cui le aziende reperiscono fonti di finanziamento attraverso il mercato, e c’è quindi scambio diretto da fonti che riceviamo e il servizio che eroghiamo ai clienti. Modello di finanza autonoma = rapporto diretto tra imprese/azienda da un lato, e unità di consumo dall’altro lato. Le unità di consumo, in cambio del corrispettivo erogato alle imprese, ottengono beni/servizi modello di finanza privata ma che vale anche in alcune aziende pubbliche (non nelle nostre).

AZIENDE PUBBLICHE – modello di finanza derivata accentramento Il modello di nostro riferimento (delle aziende pubbliche) è un modello di finanza derivata , e ciò vuol dire trovarsi nella condizione in cui il rapporto tra le aziende pubbliche e le unità di consumo è intermediato da un soggetto che è lo Stato, che a fronte dei servizi che le aziende pubbliche erogano a cittadinanza/imprese, si pone a metà tra imprese/

aziende e unità di consumo perché finanzia indirettamente queste attività, prelevando le imposte dalle unità di consumo e girando dei trasferimenti a titolo di finanziamento per le attività correnti alle aziende pubbliche. Poi le aziende pubbliche hanno autonomia nel reperire fonti di finanziamento, ma non fanno sì che si abbia equilibrio finanziario perché i servizi erogati sono a prezzo non di mercato (obiettivo aziende pubbliche non è di accumulare capitale).

ACCENTRAMENTO Il modello di finanza derivata è caratterizzato da unaccentramento. È accentrata:

• l’imposizione fiscale (dello Stato, e che finanza le aziende pubbliche), • la possibilità di ricorrere all’indebitamento (cassa depositi e prestiti per accendere mutui o finanziamenti), • il sistema di Tesoreria.

Opposto a modello di finanza autonoma autonomia nei tre punti sopra elencati.

Quale è l’effetto del modello di finanza derivata nella gestione della Tesoreria? La Tesoreria unica delle aziende pubbliche.

Si distingue tra: 1. GESTIONE DI TESORERIA

È la gestione degli incassi e dei pagamenti, è la gestione dei flussi finanziari che derivano dalla gestione del bilancio che nelle aziende pubbliche è un bilancio finanziario, ovvero non un bilancio che esprime costi e ricavi, ma che esprime flussi in entrata e flussi di spesa; bilancio che parte, per legge, da approvazione di un budget (# privato), un bilancio autorizzatorio, che se non approvato non mi permette di gestire, solo ciò che è scritto in bilancio può essere eseguito. Un bilancio di tipo finanziario implica che la gestione dei flussi in entrata e di spesa sia rigida/articolata per fasi. Quando parliamo di gestione entrate/spese parliamo di adempimenti formali che devono essere fatti obbligatoriamente, sennò non permettono di proseguire l’attività della gestione. EX: se dobbiamo fare spesa, dobbiamo prima fare un impegno di spesa (bloccata la disponibilità di risorse di denaro verso un certo soggetto e l’impegno può essere fatto se prima avevo scritto nel previsionale un importo sufficiente). Se voglio acquistare un computer, se non avevo previsto questo acquisto, allora l’impegno non posso farlo. Devo prima fissare a preventivo la spesa e darne opportuna copertura. Dopo che l’ho impegnata (ordine di acquisto), quando ordine va a buon fine (ricevo fattura e bene), allora quella spesa va liquidata (si contabilizza l’acquisto dell’investimento), e dopo aver fatto la liquidazione faccio il pagamento che è sempre un atto formale, ovvero un mandato di pagamento, cioè si dà un ordine di pagare.

Qui entriamo nel tema della Tesoreria: si dà ordine di pagamento a un soggetto. I flussi in entrata devono essere stati previsti a bilancio, devono essere stati inseriti e per potere rilevare un flusso in entrata bisogna fare l’accertamento (accertasi che l’entrata prevista si sta realizzando). Se invece arrivano i soldi sul conto dell’azienda pubblica, allora si esegue l’incasso e verrà gestito in un certo modo. Parlare di Tesoreria significa parlare della gestione del bilancio.

La gestione di tesoreria, nel mondo pubblico, come nel mondo privato, è affidato a un istituto Tesoriere, a una banca (individuata con una gara).

2. TESORERIA UNICA A differenza del privato, nel pubblico c’è una istituzione importante ovvero Banca d’Italia che da sempre è il tesoriere dello Stato.

Funzioni banca d’Italia Gestisce operazioni di tesoreria a valere sul bilancio dello Stato Accentra le disponibilità di liquidità di tutto il sistema pubblico modello di tesoreria unica

Banca d’Italia da un lato gestisce le operazioni di tesoreria a valere sul bilancio dello Stato (gestisce incassi e pagamenti di tutti i dipartimenti statali, attraverso uno strumento che si chiama “conto disponibilità” presso MEF), dall’altro lato svolge anche funzione importante per la gestione del debito pubblico che si riferisce all’accentramento della disponibilità di liquidità di tutto il sistema pubblico.

Infatti presso BdI sono depositate quasi tutte le risorse di liquidità delle istituzioni/aziende pubbliche, attraverso questo modello introdotto in Italia (ma che c’è anche in altri Stati, ma noi siamo benchmark), che è il modello della Tesoreria unica.

MODELLO DI TESORERIA UNICA Sintesi È un modello introdotto negli anni ’80, che ha subìto notevoli evoluzioni nel tempo e che si è adattato ai tentativi di modifica del sistema di finanza verso modelli federalisti, ma che oggi ritroviamo nella sua conformazione originaria di modello di Tesoreria unico puro: tutte le disponibilità liquide sono presso BdI.

Descrizione Il sistema pubblico vede nella BdI il soggetto che gestiste il bilancio dello Stato a livello di incasso/pagamento.

Per tutte le aziende pubbliche che rientrano nel regime di Tesoreria, ci troviamo in presenza di un doppio soggetto che interviene nell’ambito della Tesoreria:

• Banca privata, tesoriere privato gestisce incassi e pagamenti • Banca d’Italia accentra le disponibilità liquide

Il tesoriere privato che è individuato tramite gara (privato) e che si occupa di gestire incassi/pagamenti, e BdI attraverso tesorerie regionali alla quale sono riservate le risorse di disponibilità liquida.

Quindi il tesoriere si interfaccia sempre con BdI per gestire deficit e surplus di tesoreria.

MODELLO DI TESORERIA UNICA – MODELLO PURO Le aziende pubbliche hanno il loro tesoriere, ma ci sono aziende pubbliche che hanno allo stesso tempo un duplice conto corrente:

Tesoriere privato; Presso BdI = contabilità speciale.

Leggendo il bilancio di una azienda pubblica (disponibilità liquide tesoreria) troverò due voci: • Una sarà sempre a zero tesoriere privato L’altra sarà sempre positiva contabilità speciale di Banca d’Italia (disponibilità liquida)

Quella sempre a zero è la voce del tesoriere privato, quella sempre positiva è quella di BdI perché la disponibilità liquida è in mano a BdI.

Questo non vuol dire che l’azienda pubblica ne perde la titolarità, ma avendo BdI in mano tutto il sistema di liquidità del sistema Italia permette una gestione efficiente del debito pubblico (non si costringe lo Stato a fare debito quando non serve).

C’è quindi un rapporto quotidiano tra tesoriere e BdI per gestire i deficit e surplus di liquidità.

Il tesoriere quotidianamente ha degli incassi e dei pagamenti. Quotidianamente si genera un saldo di tesoreria sul conto corrente.

ESEMPIO PRATICO Incasso 100, pago 80, saldo +20 il tesoriere Unicredit si trova su CC per effetto della gestione del bilancio del giorno e questo 20, MA questo +20, tramite un “giro fondi”, deve essere versato in BdI -> si azzera il CC presso Unicredit e si movimenta con segno + il conto di contabilità speciale presso la BdI.

ESEMPIO PRATICO Se invece incasso 80 e pago 100, con saldo passivo -20 quindi deficit di tesoreria -> temporaneo scoperto che deve essere coperto: ci sarà un giro fondi al valere della BdI sul CC di tesoreria, con l’obiettivo di azzerare il saldo del CC.

Complicazione Bisogna distinguere tra incassi e pagamenti e quelli che sono interni ed esterni al sistema delle aziende pubbliche.

EX:Università può fare pagamenti ad una altra azienda pubblica, o a soggetti privati es: dipendenti; la stessa cosa vale per gli incassi che possono essere interni o esterni al pubblico.

• I flussi interni dell’azienda pubblica transitano direttamente all’interno della BdI e i soldi rimangono sempre all’interno di essa. Non si disperde all’esterno il flussi di denaro che rimane all’interno del mondo pubblico. In generale, tutto il movimento di entrate/uscite derivate rimangono all’interno della BdI.

• I flussi estreni all’azienda pubblica, fatti quindi nei confronti di privati e utenti, non vanno nella contabilità fruttifera di BdI bensi’ nel CC del tesoriere privato, il quale però a fine giornata deve essere pari a zero, attraverso i giri positivi o negativi con la contabilità speciale di BdI.

CONTABILITA’ PRESSO BANCA D’ITALIA Essa è articolata in due sottoconti:

Conto fruttifero di interessi TUF Conto infruttifero di interessi TUI

• Tutte le volte che una azienda pubblica gira a una altra azienda pubblica delle risorse finanziarie, allora si movimenta la contabilità infruttifera.

Le risorse del sistema pubblico non producono interessi per l’azienda pubblica (il conto è infruttifero).

• Viceversa, se l’università incassa entrate proprie (tasse studenti che il tesoriere si trova sul CC e deve girocontare in BdI), queste tasse (esterne al sistema pubblico) sono girocontate nella contabilità fruttifera di BdI e il CC del tesoriere privato si azzera (da positivo che era).

Riepilogando: cosa succede quando si paga? • Quando si paga verso un’altra azienda pubblica, allora il denaro non esce dal circuito delle aziende pubbliche,

quindi si fa un giroconto all’interno della contabilità speciale della BdI (giroconto a valere sulla contabilità infruttifera).

• Se invece si paga a valere su una azienda privata/fornitore privato, allora devo vedere quale situazione di fine giornata si verifica: nel caso in cui ci fosse saldo passivo di Tesoreria allora esso deve essere coperto, quindi devo vedere le disponibilità presso la contabilità speciale. Vedo quanto c’è nella fruttifere a nella infruttifera. Prima devo andare a prelevare dalla contabilità fruttifera (è la regola) e non nella infruttifera. Solo se il sottoconto fruttifero non è sufficiente allora si sfora nella contabilità infruttifera. Se la contabilità fruttifera è già stata completamente usata allora vado ad attingere a quella infruttifera.

EVOLUZIONE STORICA DEL MODELLO DI TESORERIA UNICA Questo modello è stato introdotto nell’84, poi ha subito evoluzioni.

Il modello puro, che è quello attualmente vigente è stato introdotto nel ’84.

Dal 2008 al 2011 c’è stato un progressivo e graduale spostamento verso un modello misto per seguire il processo di riforma federalista. Ciò vuol dire dare più autonomia nella gestione delle risorse finanziarie alle aziende pubbliche, ovvero permetterle di avere delle disponibilità fuori dalla BdI, limitare il suo compito nell’accentramento delle disponibilità liquide. E allora, gradualmente, comuni, regione, università, hanno iniziato a modificare il modello di tesoreria, transitando in quello misto, salvo poi cader tutto il sistema -> 2012.

2012 Monti: ripristinato, per esigenze di gestione del debito, il modello puro, ovvero quello descritto a lezione!!

Quale è la differenza del misto rispetto al puro? Si fa riferimento a come vengono gestire le entrate proprie. C’è sempre coesistenza di due soggetti:

• Tesoriere che gestisce incassi e pagamenti nel mondo privato; • BdI che gestisce i flussi in entra e uscita nel mondo pubblico.

MODELLO DI TESORERIA UNICA – MODELLO MISTO Il tesoriere non deve riversare in BdI il surplus di tesoreria del giorno (lo tiene presso il proprio CC). Quindi presso la contabilità speciale in BdI c’era un unico conto, non più un duplice conto solo TUI. Non aveva senso il sottoconto fruttifero, deputato a detenere gli incassi derivanti da proventi propri, che se vengono tenuti interamente, allora tutte le voci fruttifere vengono cancellate. Il modello misto fa sì che le movimentazione tra BdI e tesoriere privato siano limitate a transazioni a copertura di scoperti di CC che si versifica solo se tutte le risorse proprie sono esaurite.

ESERCIZIO TIPO ESAME – modello puro Azienda pubblica, in un MODELLO PURO, con:

c/c di tesoreria pari a 0 ovviamente; presso BdI ha:

contabilità speciale fruttifera di 30;

contabilità speciale infruttifera di 70.

Al GIORNO 1 si verificano i seguenti movimenti: Incasso fondo di finanziamento ministeriale per 20 +TUI Incasso tasse da studenti per 10 +CCTteso +TUF Pagamento fornitori per 5 -CCteso -TUF

Al GIORNO 2 si verificano i seguenti movimenti: Incasso da comune X per attività di ricerca per 5 +TUI Pagamento dipendenti per 10 -CCteso -TUF

Al GIORNO 3 si verificano i seguenti movimenti: Pagamento dipendenti per 40 -CCteso -TUF

SVOLGO GIORNO 1 Il tesoriere nella giornata 1 non vedrà nessun flusso con riferimento all’incasso del fondo ministeriale di 20, perché transiterà direttamente in BdI. Mentre si troverà a gestire tra gli incassi le tasse degli studenti per 10 e tra i pagamenti i fornitori per -5. Quindi il saldo di tesoreria della giornata sarà di +5 (10-5=+5). Al termine della giornata 1, avremo (dovremmo avere) un CC di tesoreria che riporta un saldo pari a 0 (modello puro), mentre ora porta +5 -> contabilità fruttifera e infruttifera che subisce movimentazione. Per effetto dell’incasso del fondo di 20, la contabilità infruttifera da 70 passa a 90, mentre quella speciale fruttifera, che era pari a 30, per effetto del saldo di teso positivo, passa a 35.

GIORNO 2 ci troviamo l’incasso da parte del comune che rimane all’interno della BdI e un pagamento che invece è gestito dal tesoriere. Il tesoriere nel giorno 2 non avrà registrato incassi, mentre avrà registrato solo dei pagamenti di 10, ovvero un saldo passivo di -10 che deve essere coperto. Tale saldo deve andare a valere sulla contabilità in BdI seguendo la regola che prima vado ad aggredire la contabilità fruttifera, poi infruttifera. Il conto di tesoreria deve andare a 0 (da -10) e -10 va in girofondi della contabilità fruttifera che scende quindi a 25 (da 35). La contabilità infruttifera invece da 90 sale di 5 e va a 95 (incasso comune per attività di ricerca che era +5).

GIORNO 3 ho una sola operazione che gestisce direttamente la tesoreria e quindi il tesoriere non rileverà degli incassi (0), ma solo dei pagamenti di -40, avendo quindi uno scoperto di -40, che deve coprire attraverso un girofondi (come prima). Per effetto del girofondi, il CC di tesoreria deve tornare ad essere a 0 e questo girofondi deve aggredire in primis la contabilità fruttifera, che non è sufficiente e che viene quindi azzerata (va a 0), e serve attingere da quella infruttifera per 15. 15 aggrediti dalla contabilità infruttifera che da 95-15 scende a 80.

Modello puro - Tesoriere Modello puro – Banca d’Italia Giorno 1:

• Incasso fondo finanziam. ministeriale per 20 BdI

• Incasso tasse studenti per 10 tesoriere

• Pagamento fornitori per 5 tesoriere

INCASSI = +10

PAGAMENTI = -5

SALDO = +5 girofondi in Tesoreria unica fruttifera

C/C TESORERIA = 0

CONTABILITA’ FRUTTIF. = 30+5 = 35

CONTABILITA’ INFRUTTIF. = 70+20 = 90

Giorno 2:

• Incasso da comune per ricerca per 5 BdI

• Pagamento dipendenti per 10 Tesoriere

INCASSI = 0

PAGAMENTI = -10

SALDO = -10 girofondi in Tesoreria unica fruttifera

C/C TESORERIA = 0

CONTABILITA’ FRUTTIF. = 35-10 = 25

CONTABILITA’ INFRUTTIF. = 90+5 = 95

Giorno 3:

• Pagamento dipendenti per 40 Tesoriere

INCASSI = 0

PAGAMENTI = -40

SALDO = -40 girofondi in Tesoreria unica fruttifera

C/C TESORERIA = 0

CONTABILITA’ FRUTTIF. = 25-25 = 0 (NB: 25-40 faceva -15 che tolgo dalla infruttifera)

CONTABILITA’ INFRUTTIF. = 95-15= 80

Un esercizio del genere ci sarà all’esame

Come cambierebbe l’esempio se avessi avuto un modello di tipo misto? fallo a casa

11/10/18

#CASHLESSGENERATION – Testimonianza UniCredit Intervento Sara Scaiola PRESENTAZIONE Serve clienti ratail e private fino a 5 milioni di euro. Pierluigi Tomatis PRESENTAZIONE Responsabile della rete distributiva di Unicredit Piemonte e Valle d’Aosta. Vedremo come stanno cambiando le banche e le attività all’interno di una filiale.

INNOVAZIONE TECNOLOGICA Qualunque azienda (o banca) e consumatori si confrontano in uno scenario profondamente cambiato. Una volta si giocava con l’aquilone, ora con i tablet, per esempio. Infatti siamo in un momento di rivoluzione digitale: chiunque lavori in azienda e chiunque sia il cliente deve fare conto con questa rivoluzione industriale.

Dati nazionali Di 7,2 miliardi è la popolazione italiana, di cui 3 usano internet, 2 usano social network.

Evoluzione della comunicazione qualunque impresa privata e statale deve tenerne conto. Il mondo è diventato a portata di mano: posso essere in banca quando voglio con l’internet banking (se preferisco)

EVOLUZIONE DELLA BANCA Se si parla di banca, dato che il sistemo bancario è stato granitico per decenni (con una certa organizzazione, nel pensare comune si pensa alla filiale, in cui quando si entra si vedeva un banche (una barriera), c’era il caveau dei soldi (rischio rapine -> Italia è Paese con maggior numero di contante che viene movimentato) -> agenzia bancaria.

Cosa c’era in agenzia settore amministrativo in cui dipendenti selezionati con skills particolari tipo precisione, settore famiglie, settore affidamenti (alle famiglie c’erano i mutui e non il credito al consumo, dei mutui c’era soprattutto l’acquisto della casa o a tasso fisso o variabile; e alle imprese). Qualunque cliente che fosse fisica o rappresentante di azienda entrava solo ed esclusivamente da una porta fisica.

Cosa c’è oggi in agenzia con l’evoluzione del mercato, comunicazione, innovazione è tutto cambiato. La rete viene ottimizzata. Prima bisognava essere territorialmente vicini al clienti (bene avere tante filiali una volta). Oggi con internet è sempre importante, ma molto bene. Quindi la rete delle filiali si sta riducendo. Se ne vedono di meno, ma le strutture sono fatte in maniera diverse. Ora le grandi azienda (corporate) hanno uffici dedicati. Oggi c’è una segmentazione della clientela che prima non c’era (le esigenze erano più basic). Il look delle nuove filiali è diverso: non ci sono più banconi o comunque verranno a breve tolti. Più consulenza e meno barriere. La movimentazione dei pagamenti non è più sul denaro contente, ma ci sono molti strumenti che hanno ridotto il numero di contante che c’è in giro. Gli assegni e le cambiali anni fa andavano molto più di moda rispetto ad oggi. Le ricevute bancarie lo steso discorso (ora ci sono i MAV e quelle elettroniche). Si sta rinnovando anche il formato delle filiali: si stanno automatizzando le casse, ovvero l’operatività. La nuova filiale non è più scrivanie e uffici, ma c’è l’ATM, una banca telefonica che non vediamo, ma che sono dipendenti che parlano a distanza con clienti; c’è anche l’internet banking (usato sia da computer che soprattutto da smartphone). UniCredit per poter essere nel maggiore tempo possibile a contatto con cliente, se cliente apre un CC apre un CC; ma se vuole una carta, allora il rapporto cambia perché cliente può movimentare al di fuori dell’agenzia, quindi condizione necessaria per il cliente è avere un cellulare -> rapporto che anni fa sarebbe stato impensabile. 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.

CONTO CORRENTE La base di un rapporto con la banca è il CC (privati e imprese). Esso ha un numero, identificato con una sigla, IBAN, che l’indirizzo a livello univoco mondiale di quel conto, dal macro al micro. Tutti iniziano da IT (Italia), poi c’è l’”AB”I (Associazione bancaria italiana) = per esempio 2008 per UniCredit, poi banca assegna codice per la filiale (CAB) ovvero codice di controllo, e infine il conto corrente con numero ulteriore. Da qui si innesta l’operatività che un soggetto può avere con la banca. È la base di partenza per lavorare in banca: è un mandato fiduciario! Se siamo privati, con il CC, posso fare pagamenti con assegno, carte, bonifici, posso riceve stipendio o pensione. Se sono azienda allora sono la base di tesoreria su cui ho la liquidità, quindi ci saranno IBAN autorizzati a pagamenti multipli

CARTE DI PAGAMENTO Ce ne sono di diversi tipi, sia per privati che per aziende: carta di credito, carta di debito, carta prepagata (anche business per impresa, oltre che per privato singolo). La prepagata non è legata al CC e il consumatore non ha accesso al conto, quindi non è a rischio di frode in caso di furto. La carta di credito se sono privato può avere diversi circuiti come Mastercard, Visa, American Express; queste carte possono essere utilizzate in maniera poco differente anche per le imprese (carta di credito corporate che sarà appoggiata a CC privato). La carta di debito (privato e azienda) posso pagare solo se ho i soldi sul conto. Il rapporto banca impresa nasce dal CC, e c’è uno scambio tra banca privata e azienda.

Perché si chiama Bancomat? Il Bancomat o PagoBancomat è il nome di un circuito interbancario nazionale che permette alle banche di scambiarsi i dati. Se internazionali l’ente è Visa, Mastercard, America Express (circuiti di pagamento internazionali); non è sinonimo di carta di debito, ma è il circuito di una carta di debito. Devo avere soldi per poter spendere. In quella di credito l’addebito non è immediato, ma a inizio del mese dopo (la banca ha fatto una linea di credito per poter fare dei pagamenti non immediati).

Al giorno d’oggi qualunque privato o azienda deve fare fronte a pagamenti digitali: Satispay, digital wallet, app sul cellulare, ecc… . In Cina c’è grande piattaforma (I-Pay) che permette di fare pagamenti da una app dello smartphone. Tiger, Italy hanno dovuto adottare nuove tecnologie proprio per poter soddisfare i clienti cinesi.

IL DIALOGO BANCA – IMPRESA L’azienda di riferimento è quella familiare (la più semplice). Una azienda non ragione in modo molto diverso, ma è più complessa. Azienda produce e per farlo deve acquistare bene e servizi per trasformarli creando valore aggiunto, guadagnandoci. La banca verifica che l’azienda sia sostenibile nel tempo. Se azienda sostiene dei costi, deve pagare: dal CC escono dei soldi, che se li ha no problem, sennò paga con carta di credito che dovrà rimborsare all’inizio del messe successivo (banca ha dato credito), onorando i suoi debiti. La banca controlla ciò tanto più approfonditamente quinto più è complessa l’impresa. Tutto ciò riguarda TFR, stipendi, TFS.

L’azienda deve gestire il flusso finanziario. Ci può essere una azienda in fabbisogno finanziario: se c’è sfasamento tra pagamenti e incassi o si finanzia con mezzi propri oppure ricorre al mercato (parenti, bond (dipendenti), banca). Ciò riguarda aziende familiari, imprese e amministrazioni pubbliche. La base di partenza è sempre il CC e il rapporto di fiducia che si crea tra banca e impresa (o consumatore).

Se privato con impresa entra in banca e chiede 100.000 euro di fido per azienda deve chiedere perché li chiede. Ovvero il soggetto deve aver preparato un business plan. La banca guarda il sito, i suoi clienti, il mercato in cui opera. Poi chiede a cosa servono i soldi (acquisti, ristrutturazioni, tesoreria, garanzie. Inoltre la banca chiede all’imprenditore se ci mette qualcosa? Ovvero la banca diventa finanziatore al 100%-80%-50%-30%. Poi si delibera, dopo approfondimento.

Logiche di valutazione del merito creditizio e del ciclo di fabbisogno finanziario Ci sono tre cose da chiedere: • Quanti me ne dai; • Cosa te ne fai; • Come me li garantisci.

Fido = fiducia. La relazione tra banca e impresa deve essere impostata sulle fiducia. Serve conoscere “visivamente” l’impresa per la banca.

Per distinguere il fabbisogno di una impresa, bisogna capire se impresa ha necessità sul circolante (forbice incassi e pagamenti-> squilibrio da finanziare); se ha necessità di investire a MLT ci sono altre forme di affidamento più adeguate. Il rischio da evitare è mischiare le due cose: linee di credito a BT e a MLT. Bisogna capire la necessità: circolante o no?

Prestare soldi è il mestiere della banca, che vive sul prestare soldi che non sono suoi (raccoglie per prestare): interessi e commissioni vanno alla banca. La banca è soggetta a dei rischi:

• economici -> se le somme prestate non tornano indietro; • finanziari -> se ho scadenziatura di incasso e non vengono rispettati con tempistiche diverse o proprio non

avvengono; • migrazione -> devo nel tempo, monitorare l’impresa: se migliora o peggiora -> gestire il monte prestiti che ha

fatto.

La banca dà l’ombrello quando fuori piove” essendo banca un intermediario (raccolta e impiego dei fondi), fa molta attenzione quando dà soldi:

• ha un regulator che verifica; • sono i soldi del CC di tutti i clienti (privati e aziende) della banca.

Una banca è sana se dà credito a aziende sane! Ecco perché tutta questa attenzione nell’analisi delle domande di credito, anche e soprattutto riguardo al ciclo del credito che deve essere monitorato in maniera precisa.

IL CICLO DEL CREDITO Banca chiede sempre aggiornamenti sul rendiconto trimestrale, FC, investimenti delle imprese che finanzia! Inoltre, adottando tutte le attenzioni e monitoraggio, c’è momento in cui azienda può avere difficoltà -> portafoglio deteriorato! Vedi anche quanto scritto nel paragrafo precedente.

VALUZIONE DI IMPRESA Aspetti qualitativi e quantitativi. Si guardano i dati di impresa (forma giuridica e attività). Guardo il bilancio (storico, ma importante), anche il trend dei bilanci (evoluzione degli ultimi anni) da paragonare con previsioni e business case. Si guarda composizione di patrimonio e dei crediti (se ce ne sono di non buoni). Si guarda il business (può avere sviluppo o è già maturo). Guardo le modalità di incasso di impresa (metodo evoluto o difficoltà della gestione degli incassi). Guardo come impresa gestisce i sui clienti.

C’è la centrale rischi di banca d’Italia (CRI) dove tutte le banche comunicano (a BdI) le linee di credito di tutte le imprese, in base alla loro partita IVA.

Se concedo affidamento per l’acquisto di un immobile -> impegno mensile di pagare quelle rate -> guardo se impresa mi genera cash flow a sufficienza. Se impegno permette a impresa di produrre di più, produce più liquidità -> affidamento sano.

GARANZIE Garanzie che azienda può lasciare al sistema bancario. Esse sono sempre collaterali. Tutta questa analisi si sintetizza in un rating interno, per capire quanto è affidabile l’azienda per la banca. In base a quel voto avrò appoggio per concessione/rinnovo (uguale o diverso) di linea di credito.

Le linee di credito sono a breve se ho fabbisogno di coprire forbice tra incassi e pagamenti, ovvero per coprire dei problemi di cassa.

Nel MLT una impresa vuole comprare un macchinario per esempio, in questo caso deve e spendere un TOT che però non rientra subito nel ciclo produttivo di impresa, ma rientra nel tempo -> impresa restituirà i soldi alla banca in modo graduale nel tempo.

SETTORE PUBBLICO Nelle aziende pubbliche ci sono due livelli di tesoreria: gestione quotidiana fatta dal tesoriere privato e accentramento delle risorse in Banca d’Italia!

Per le aziende pubbliche rientrano: • Le aziende corporate (public utilities -> ENEL, ENI, IREN); • Le istituzioni/enti locali (comuni, province, regioni).

Se comune vuole aprire un CC come deve fare? Hanno un bilancio diverso da una corporate no SP, no CE, ma unico bilancio diviso in due parti:

• Entrate; • Uscite (spese).

Il comune/regione deve fare bilancio: • Di previsione -> prima che inizi l’anno • Conto consuntivo -> 1/1-31/1

Esso deve tenere conto di una serie di entrate che devono coprire le spesa che vuole fare durante l’anno (simile corporate):

• Spese correnti (stipendi, affitti, bollette, canoni); • Spese in conto capitale (investimenti).

Un ente non dovrebbe avere bisogno di un supporto bancario, in teoria.

Comune di Torino quanto potrebbe avere come linea a breve? Quanto immagina di spendere in un anno? 1 miliardo e 200 milioni. Se fossi un’azienda quando gli darei? Non è qualcosa di soggettivo: ci ha pensato la legge (Testo Unico degli Enti Locali) che stabilisce che

per i comuni (enti locali) si può chiedere anticipazione di Tesoreria di 3/12 delle entrate proprie (tributarie, trasferimenti, extratributarie incasso ordinario). 3/12 di 1,2 miliardi ciò che viene anticipato al Comune di Torino.

Spesso gli Enti Locali ritardano la data di approvazione del bilancio preventivo (non si riescono a quantificare i conferimenti dello Stato).

L’anticipo di Tesoreria di un ente locale non è debito -> dovrebbe sopperire a momentanee carenze di cassa a fronte di entrate non ancora incassate dal comune stesso.

Le entrate più grosse di un Comune (IMU…) -> le entrate sono posticipate rispetto all’inizio dell’anno, quindi è possibile che ricorra ad una anticipazione di Tesoreria.

Ci sono due bilanci: • Di competenza -> stabilisce per competenza di anno tutto ciò che stabilisce di incassare e di vendere; • Di cassa -> non è detto che si incassi la data giusta.

È possibile che non combaci -> viene dichiarato il dissesto o il predissesto. Comune di Alessandria, per 3 anni, ha incorso in stato deficiatario: ha nominato organismo di liquidazione che doveva mettere a posto i conti dei tre anni. Fino all’anno scorso la banca di Alessandria doveva insinuarsi nel passivo del comune di Alessandria: ma oggi non è più così, perché il dissesto NON costituisce debito.

Una regola impone all’ente, a fine anni, se è vero il bilancio di previsione, di rientrare dell’anticipazione di Tesoreria presso il Tesoriere.

Con quali strumenti mobilizziamo il nostro CC? Carte, MAV, bonifici.

Il Comune NON usa nessuno di questi strumenti movimenta attraverso due istituzioni: Mandati: per fare pagamenti; Reversali: per registrare incassi.

Adesso avviene tutto in modalità informativa e telematica. In più lo Stato ha stabilito due cose importanti due forme di concentrazione di pagamento da un lato e di incasso dall’altro.

Tutti incassi di ente locale deve passare attraverso una piattaforma (PagoPA); Tutti i pagamenti devono transitare attraverso altra piattaforma (SIOPE+).

In questo modo avviene il monitoraggio sia di entrate che di uscite.

Il Conto Corrente di Tesoreria è accentrato in Banca d’Italia -> grande cash pooling -> stato in unico conto ha accentrato tutti gli enti locali di Tutta Italia.

Un comune riceve da PAGOPA le entrate che andranno poi al Tesoriere. Un comune dice a BdI di dire al Tesoriere di pagare stipendi a favore di dipendenti, per esempio.

15/10/18

Amministrazione razionale fondata sul bilancio già visto

Differenziazione di aziende sulla base di: • consumo (pubbliche e no profit) produzione (commerciali SPA e cooperative)

Fontidi accumulazione del capitale Sono elencate in ordine SCIENTIFICO: per prime le fonti che non devono essere restituite/rimborsate (capitale sociale), poi i ricavi di mercato (ciò che è introito non deve essere restituito), i tributi, i contributi donativi, disinvestimenti patrimoniali (limitati, una volta fatto investimento non lo ripeto, una tantum), debiti (va successivamente rimborsato, a differenza delle prime voci elencate).

Impieghi di accumulazione di capitale Vengono distinti in ordine SCIENTIFICO + principio di DURABILITA’: capitale per sostenere i costi di gestione, investimenti patrimoniali, per rimborsare i debiti, per remunerare il capitale sociale. Questa articolazione è anch’essa scientifica, MA applicata ad un modello che filtra queste operazioni in relazione al principio di DURABILITA’ dell’azienda. Chi amministra azienda (privata o pubblica), deve tendere a conferire durabilità alla sua amministrazione: egli non deve amministrare per fallire, ma per dare continuità e durabilità: ecco perché mettiamo prima i costi di gestione -> ESEMPIO: se non pago i fornitori questi non mi danno materiali; se non pago dipendenti questi non lavorano, se non pago utenze mi vengono tagliate le comunicazioni con i soggetto che erogano le utenze. Sono costi strategici per la durabilità dell’impresa. Dopo i costi di gestione, un’altra modalità di impiego, dal punto di vista di durabilità, è quella per gli investimenti patrimoniali: tale impiego viene prima del rimborso dei debiti. Consideriamo incapace di conferire durabilità all’azienda un investimento rispetto a un rimborso di debito. Vero è anche che se devo rimborsare un debito giunto a scadenza, per i quali ci sono istanze di fallimento, devo prima ottemperare a questa spesa ovviamente! Ma in linea di principio viene prima investimento di rimborso del debito. Infine rimborso del capitale e del fondo di svalutazione (se rimborso il capitale sociale allora tolgo risorse all’azienda).

Perché investimento patrimoniale viene prima del rimborso dei debiti? Ci ricolleghiamo al concetto di persona: • conservare e sviluppare la propria esistenza DURABILITA’ così come esiste nell’impresa; • riprodursi per perpetuare la specie non c’è in azienda; • sviluppare la capacità di vivere in società è presente in azienda nella struttura organizzativa che se è buona

consente agli organi di lavorare apprendendo (“nulla die sine liena”). In azienda lo sviluppo della conoscenza si esamina attraverso il concetto teorico della CURVA DI ESPERIENZA.

Riassunto di ciò che ci sarà scritto più avanti Per l’azienda, così come per la persona, è fondamentale conservare e sviluppare la propria esistenza, per questo motivo si antepongono gli investimenti patrimoniali al rimborso dei debiti (a meno che non ci sia un debito che è giunto a scadenza e che causerebbe il fallimento dell’azienda stessa). Inoltre così come la persona per vivere deve sviluppare la capacità di vivere in società, allo stesso modo l’azienda deve avere una buona struttura organizzativa che consenta alle persone che ci lavorano di operare al meglio, sviluppando anche la loro conoscenza. È qui che si inserisce il concetto di “curva di esperienza”. Infatti investendo, l’azienda si sposta nella curva di esperienza a un gradino più alto. Investimento può anche voler dire “ricambio generazionale”: esso è fondamentale perché nuove persone giovani portano nuove conoscenze sempre più aggiornate e valide all’interno della azienda, attraverso un ricambio della conoscenza all’interno della struttura organizzativa. La curva di esperienza è utile inoltre per

comprendere l’andamento di costi varabili. Infatti nelle aziende ci sono costi fissi e costi variabili. I costi fissi unitari, all’aumentare della produzione, diminuiscono. Invece il costo variabile unitario, all’aumentare della produzione, non varia. Sempre all’interno del concetto della curva di esperienza si inserisce il cosiddetto “Principio di Peter”, il quale afferma che inserire all’interno della struttura organizzativa una persona che non padroneggia le conoscenze necessarie (livello massimo di inesperienza) è comunque qualcosa di positivo in quanto stimola le altre persone a ragionare secondo ottiche e punti di vista innovativi.

Investimenti prima di debiti se investo mi sposto sulla curva di esperienza. Se faccio investimenti cambio il mio modo di vivere (se cambio PC devo imparare il nuovo PC).

Importante è che nelle aziende ci sia il ricambio generazionale: se ne vanno i vecchi che non hanno più voglia di lavorare e arrivano i giovani che sono preparati ricambio della conoscenza nella struttura organizzativa.

È curva che spiega andamento dei costi variabili.

Nelle aziende che costi abbiamo? Come si distinguono? Costi fissi e variabili.

I costi fissi unitari come variano al variare della produzione? I costi fissi unitari, al variare della quantità prodotta come variano? Aumentano, diminuiscono, sono costanti? (Costante è il costo fisso totale). Esempio di costo fisso è l’ammortamento. Se l’impianto produce 100 pezzi, questo costo fisso viene diviso per 100 (se 1000 -> 1000), ovvero l’andamento se divido per 100 rispetto a 1000 si abbassa. Il costo unitario medio fisso si riduce. Grande è bello -> più è grande lo sfruttamento della capacità produttiva e più si riducono i costi unitari fissi.

In azienda ci sono anche i costi variabili: essi variano al variare della produzione, ma il costo unitario variabile – al variare della produzione – non varia! Per fare una automobile il costo variabile è dato da: ruote di scorta quante sono? Il costo unitario è costante, ma varia sul numero di automobili.

Secondo la teoria della curva di esperienza, il costo unitario variabile ha quell’andamento decrescente (SLIDE): • per quantità basse di produzione, il costo unitario variabile è alto! • se crescono le quantità prodotte, il costo unitario variabile decresce!

Se per produrre un auto ho 4 ruote (4*100 = 400), per produrre 1000 auto, il costo unitario variabile si abbassa (non 4000, ma meno) perché ad esempio:

• ho sconti di quantità, • inoltre perché c’è in mezzo il personale -> il personale che deve mettere sulla scocca le 4 ruote, la prima volta

che fa l’operazione, ci impiega due minuti, ma l’ennesima volta ci mette molto di meno perché ha più esperienza.

Se faccio un investimento mi sposto nella curva di esperienza e questo è positivo perché obbligo il personale addetto al nuovo investimento a studiare/impratichirsi/cambiare il proprio mestiere/cambiare il posizionamento all’interno della curva di esperienza sperando vada in fascia più bassa: si riduce il costo unitario. Ma potrebbe anche essere in una fascia più alta.

Questo principio organizzativo è anche chiamato PRINCIPIO DI PETER: si fonda sulla curva di esperienza e per verificare che la curva di esperienza sia correttamente applicata nella struttura organizzativa, bisogna verificare che i vari organi (anche di direzione) siano occupati da persone al loro livello massimo di INESPERIENZA -> è un paradosso: non metto la persona giusta al posto giusto, ma metto la persona che non ha mai fatto quel mestiere in quel compito -> farà disastri, ma bene -> studierà e obbligherà tutta la struttura a cambiare. Questo da un punto di vista aziendale è positivo.

ESEMPIO PRATICO principio di Peter: C’era Montezemolo alla Ferrari, poi è arrivato Marchionne e cosa ha fatto? È uno nuovo, quindi cambia la leadership, ma per farlo come fa? Ha cambiato tutte le linee di direzione, “decapitandole” -> ha messo altre persone che portano forza e vitalità. Questo è un paradosso.

Normalmente le persone che si avvicinano agli aspetti organizzativi ragionano pensando che si possono raggiungere quei ruoli se ha un buon CV qui si dice che più il CV è povero e più la persona è adatta. È un paradosso.

Nella realtà ci vuole una via di mezzo: sia CV che inesperienza. La verità però sta nel mezzo. Importante non eccedere, ma è importante il cambiamento.

Sempre riferito alla durabilità, c’è un altro concetto (ultima riga) DIFFERENZIAZIONE delle varie aziende rispetto alla durabilità e al default.

IL DEFAULT PER LE IMPRESE PPRIVATE Imprese private: una impresa fino a quando dura? Quando una impresa deve entrare in default? Quando impresa fallisce? Quando, con le sue perdite, ha eroso il capitale sociale, o - peggio ancora - il patrimonio netto! Non ho più captale sociale o PN -> fallisco.

Art. 2446 C.c. responsabilità degli amministratoriQuando risulta che il capitale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite, gli amministratori o il consiglio di gestione, e nel caso di loro inerzia il collegio sindacale ovvero il consiglio di sorveglianza, devono senza indugio convocare l'assemblea per gli opportuni provvedimenti. All'assemblea deve essere sottoposta una relazione sulla situazione patrimoniale della società, con le osservazioni del collegio sindacale o del comitato per il controllo sulla gestione. La relazione e le osservazioni devono restare depositate in copia nella sede della società durante gli otto giorni che precedono l'assemblea, perché i soci possano prenderne visione.

Art. 2447 C.c.se le perdite intaccano il capitale facendolo diminuire oltre 1/3 (limite legale), allora bisogna ricostituire questo minimo legale.

• Qualora gli amministratori o il collegio sindacale che amministrano o controllano una società che ha superato questi limiti di legge senza prendere alcun provvedimento, allora entrano nel CIRCOLO DELLA FALLIBILITA’, rispondendone matrimonialmente! Essi avranno quindi la responsabilità patrimoniale delle perdite, e tale responsabilità è un responsabilità soggettiva (in quanto si risponde con il proprio patrimonio personale)!!

IL DEFAULT PER LE IMPRESE NO PROFIT Nelle società no profit non c’è capitale sociale, bensì il cosiddetto fondo di dotazione. Una no profit subisce default quando, similarmente alle imprese commerciali, erode il fondo di dotazione con le perdite. Il principio organizzativo della responsabilità è del tutto similare alle imprese private: gli operatori della no profit in default hanno responsabilità patrimoniale (ovvero rispondono con il loro patrimonio)

IL DEFAULT PER LE AZIENDE PUBBLICHE Nelle aziende pubbliche quando si ha il default? Non abbiamo fondi di capitale sociale! Ma c’è un PN contabile, dato dalla differenza tra il totale attività – totale passività. Poiché nelle imprese pubbliche non c’è capitale sociale, il default avviene semplicemente quando le passività superano le attività. Però, quando c’è default, ovvero le passività superano le attività, questo non comporta automaticamente che lo Stato fallisca! ESEMPIO: Argentina è fallita, ma ha continuato a esistere, perché le persone e il territorio continuano ad esserci. Esempio di Stati che anche se sono in default continuano ad esistere? Default se deficit patrimoniale è alto: totale attivo 10 e totale passivo 1000 -> default. Però essere in default non vuol dire chiudere, ma si può continuare l’attività. La Grecia è andata in default, è stata dichiarata fallita. L’Italia è l’esempio migliore: noi abbiamo PN negativo, perché attivo è più basso dei debiti! Abbiamo 200mila miliardi di debito, però l’Italia funziona ancora, opera! Quindi la chiave di lettura della ragioneria non è sufficiente per dire “c’è default”.

• La ragioneria può fare una affermazione, però non vale il contrario: “prendo gli Stati per i quali si è dichiarato il default (Grecia, Argentina), vado a vedere quali erano in quegli stati le condizioni che hanno portato al default e vedo che quegli Stati avevano un eccesso di indebitamento”. La ragioneria dice: “secondo analisi storica, tutti coloro che sono andati in default avevano tanti debiti”! MA cosa non può dire la ragioneria, al contrario? Se hai tanti debiti allora vai in default -> non lo posso dire. Italia ha tanti debiti e non va in default, ma è sulla strada… . Dal punto di vista pratico non ci piace tutto questo indebitamento perché è sulla strade del default. Questo è l’approccio della prassi della ragioneria: allerta se ci sono meccanismi di debito molto elevati -> si può cadere nel default, ma NON NECESSARIAMENTE.

Nel bilancio dello Stato non si parla di utili o perdite, bensì di avanzo o disavanzo (il bilancio chiude in avanzo o in disavanzo).Noi, come ragioneria, preferiamo che il bilancio chiuda in avanzo, ma potrebbe chiudere in disavanzo.

La politica economica cosa dice della teoria dell’avanzo o del disavanzo dello Stato? Ci sono due scuole:

• Quella che dice che il disavanzo può essere usato per fare investimenti, allora il giudizio è positivo Keynes che ha teorizzato che il disavanzo pubblico aiuta lo sviluppo perché può aiutare gli investimenti, oppure la domanda aggregata. Questa scuola propende per il deficit standing, ovvero un disavanzo che dà origine a spesa.

Teoria del pareggio di bilancio che fa capo alla scuola austriaca (Von Mises e Von Haiek) -> vogliono assenza dello Stato nell’economia.

Si tratta di una valutazione politica: si potrebbe dire che ha ragione uno oppure l’altro.

La ragioneria, come prassi, tende al principio del postulato di bilancio con pareggio di bilancio, altrimenti ci si mette nella linea del default. Non c’è automaticamente il fallimento, ma siamo in quella linea. Così ragionano anche i soggetti istituzionali di controllo dell’economia, i cosiddetti soggetti REGOLATORI.

Ragioneria e soggetti regolatori vogliono il PAREGGIO DI BILANCIO

ESEMPI DI SOGGETTI REGOLATORI: Banca d’Italia, MEF, BCE, Unione Europea, Fondo Monetario Internazionale, ONU attraverso la Banca Mondiale. Essi ragionano come la ragioneria, intesa come scienza. I forti disavanzi possono portare a forti PN negativi e sono una concausa del fallimento.

Perché questi soggetti sono soggetti regolatori che apprezzano bilanci in avanzo o in cauto disavanzo? • Unione europea perché essa tende a chiedere ai Paesi componenti l’Europa un controllo? Per dare una

stabilità del mercato europeo da un punto di vista dell’inflazione, ma più precisamente ancora l’UE deve proteggere la moneta, l’EURO. UE non vuole che euro si svaluti.

• Banca centrale europea è strumento di politica monetaria tra gli istituti di emissione e controlla che non ci siano disavanzi per dare solidità al sistema bancario -> se c’è disavanzo il sistema bancario deve sottoscrivere il debito fatto dagli Stati (loro tutelano il disavanzo per tutelare gli istituti di credito -> se lo stato fallisce, fallisce anche il sistema bancario). In altre parole: La BCE è strumento di politica monetaria fra gli istituti di emissione e controlla che non ci siano disavanzi per dare solidità al sistema bancario perché esso sottoscrive il debito fatto dagli Stati (loro tutelano il disavanzo per tutelare gli istituti di credito, se fallisce lo Stato, fallisce il sistema bancario).

• Il MEF ha responsabilità nel mantenere i conti in ordine, questa responsabilità, in gergo tecnico, sia chiama RESPONSABILITA’ DEL BOLLINO: ogni provvedimento di spesa che il governo e il Parlamento approvano viene registrato dal ragionerie generale dello Stato e deve dare conferma della copertura finanziaria del provvedimento.

• Se il ragioniere generale dello Stato conferma la copertura finanziaria mette un bollino • Se il ragioniere non dà il bollino allora quel provvedimento non ha copertura finanziaria.

Cosa succede se un provvedimento non ha copertura finanziaria? • Se al presidente della repubblica viene presentato un provvedimento di legge con il bollino promulga • Se al presidente della repubblica viene presentato un provvedimento di legge senza il bollino non

promulga ma se il presidente della repubblica promulgasse una legge senza bollino (per lui è atto dovuto) allora sarà investito di responsabilità personale!

INSOLVENZA SOVRANA da Wikipedia “In finanza pubblica l'insolvenza sovrana (o nazionale) è la condizione in cui viene a trovarsi uno Stato sovrano che non è più in grado di restituire completamente il suo debito pubblico ai creditori (insolvenza, fallimento o default). Può essere accompagnato da una dichiarazione formale di un governo circa l'intenzione di pagare solo in parte (o non pagare) i propri debiti (un taglio parziale dei debiti è detto haircut), oppure consistere in un comportamento concludente, in cui uno stato cessa de facto i pagamenti dovuti alle scadenze stabilite”. Il default si ha quando uno Stato non riesce più a pagare. Il default si può configurare in due modalità:

• un provvedimento di legge in cui si legifera che non si paga più FORMALE • un comportamento “concludente”, ovvero non c’è la legge, però nei fatti lo Stato non paga SOSTANZIALE

[EX: lo stato deve pagare gli stipendi, e a fine mese non li paga -> comportamento concludente]

E da qui si vede come per la ragioneria, il pareggio sia - nella prassi - anche la procedura da seguire perché: • il PAREGGIO di bilancio è VINCOLANTE E OBBLIGATORIO per quanto riguarda il BILANCIO

DI CASSA.

Il bilancio di cassa dello Stato deve obbligatoriamente chiudere il pareggio! Sì, perché gli incassi devono per forza coprire i pagamenti. Nel bilancio di cassa, è obbligatorio come minimo un pareggio, oppure nella cassa ci deve comunque essere un avanzo!

NON può, nella cassa, aversi un disavanzo di cassa!! Perché? Perché non si può pagare più di quanto si ha. ESEMPIO: se ho incassi per 10, posso pagare fino a 10, e se devo pagare 12 non pago, ma taglio (qualcosa -> valutazione politica).

Per fare questo calcolo non si prendono solo gli incassi, ma incassi + giacenza di tesoreria = limite massimo dei pagamenti. Ecco perché si privilegia il bilancio in pareggio. Se bilancio non è in pareggio default.

Come mai se c’è disavanzo riesco a non tramutare un disavanzo di bilancio in un disavanzo di cassa? Chiedo i soldi a prestito, aumentano il debito (fino a che qualcuno me li presta). Se nessuno mi presta il capitale non posso proseguire, perché il bilancio di cassa DEVE chiudere in pareggio!

CONTO DI CASSA RIASSUNTIVO DEL TESORO (fino al 31 agosto 2018) cash flow

La cassa del Tesoro si divide in due categorie: • Gestione di bilancio: tesoreria effettua incassi e pagamenti a valere sul bilancio dello Stato; • Gestione di tesoreria: tesoreria effettua incassi e pagamenti a valere su se stesso, e non come ministero del

tesoro, ma come soggetto che - nell’ambito dello Stato - gestisce la cassa.

Quale è il più importante delle due gestioni? Quella di bilancio! Questo potrebbe non sembrare coerente dato che, numericamente, la gestione di bilancio incide meno della gestione di tesoreria -> il Tesoro gestisce FC superiori a quelli dello Stato!

La gestione del bilancio quanto incide? 491 miliardi! La gestione di tesoreria invece è 1668 miliardi!

Ma questo non è coerente il Tesoro gestisce i flussi di incassi e pagamenti superiori a quelli dello Stato: quelli dello Stato sono poca cosa rispetto a quelli fatti dal Tesoro. Non c’è coerenza: FC incassi e pagamenti di Tesoro sono superiori rispetto a quelli dello Stato. Totale generale 2.159 miliardi.

Nella gestione del bilancio: • le entrate finali sono date da le entrate correnti (tributi) + disinvestimenti = 313 • le spesa finali sono date da spese correnti + spese per investimenti = 337

Gestione di bilancio = entrate correnti + disinvestimenti – spese correnti – investimenti Gestione di bilancio = 313 – 337 MA IL BILANCIO DI CASSA DEVE ESSERE IN PAREGGIO vuol dire che lo Stato ha chiesto prestiti! Dunque, il Tesoro per pagare 337 – a fonte di incassi minori – ha chiesto a incassato PRESTITI!

Ma i prestiti non sono stati della differenza, perché 123 è una altra spesa! 123 è la spesa per il “rimborso prestiti” e allora lo Stato cosa ha dovuto fare? Per pagare le spese finali, per pagare il rimborso dei prestiti giunti a scadenza (337 e 312), ha usato l’autofinanziamento di entrate e i prestiti (per la differenza), ovvero pago prestiti facendone di nuovi! Ciò non è sano!

Inoltre nella gestione di tesoreria, si incassa per 1352 miliardi sui debiti di tesoreria. Faccio debiti di tesoreria per 1352 e questi sono gli incassi.

Poi c’è rimborso debiti di tesoreria per 1336 miliardi, quindi ho rimborsato di più dei nuovi debiti, per 5 miliardi e questo sono riuscito a farlo perché ho trovato delle risorse nei crediti di tesoreria, ovvero crediti del tesoro verso altre istituzioni pubbliche.

71 miliardi che è la cassa dello stato.

Il Tesoro è più importante come operatore di mercato (chiede prestiti) rispetto a come operatore che gestisce il bilancio dello Stato. Questo, per la prassi, non è corretto.

18/10/18 RIEPILOGO Default, modalità fallimento Stato ha situazione particolare perché esso si realizza se c’è disavanzo prolungato della gestione.

Dato che bilancio di cassa non può chiudere in disavanzo, è necessario ottenere entrate con il debito.

Disavanzo = debito. Se debito diventa enorme allora non riesce più a rimborsarlo, quindi lo Stato dichiara il default o per legge o per dato di fatto (non paga). Se non paga stipendi, oneri gestioni, interessi passivi, rate di debiti Stato non scompare, è un territorio, una popolazione; quindi, su basi nuove, viene ricostituito e rigenerato.

Ci sono - a livello economico - due scuole: • Scuola keynesiana disavanzo positivo perché accresce la domanda del sistema, migliorando le condizioni

della domanda aggregate e fa lavorare il sistema creando un moto al sistema; • Scuola austriaca il disavanzo non va bene e lo Stato non deve intervenire in economia.

La valutazione è politica: non c’è scuola più giusta.

La ragioneria invece è per l’equilibrio di bilancio. • Il bilancio di cassa non può non chiudere in equilibrio.

Inoltre per la ragioneria vale una constatazione di prassi: essa studia i vari eventi di disavanzo e ha notato che in tutti gli eventi di fallimento/disavanzo, lo Stato presentava tanto debito e tanti disavanzi.Quindi, la presenza del debito e dei disavanzi non porta al fallimento, ma mette sulla strada del fallimento.

EX: Italia/Giappone/USA ha tanti debiti, MA non è fallito! Oggi il governo vuole fare un disavanzo, ma Europa non vuole è una opinione!

CONTO RIASSUNTIVO DEL TESORO Nel Tesoro ci sono degli uffici che fanno cose di ragioneria, producendo questo prospetto (titolo), che riporta incassi e pagamenti.

• Il conto riassuntivo del Tesoro è un prospetto che riporta incassi e pagamenti.

Questo conto riassuntivo del tesoro viene costruito ogni mese positivo: mole di incassi e pagamenti dello Stato sono pronti ogni mese!

Ma non abbiamo solo i dati della cassa del pubblico mese per mese, bensì abbiamo anche una altra cosa: abbiamo i dati di cassa giorno per giorno! Nel settore pubblico, la cassa chiude giorno per giorno. Possiamo conoscere i risultati di cassa del settore pubblico chiusa ieri. Come facciamo? Perché questo è possibile? C’è un programma che raccoglie questi dati: SIOPE +! Noi la useremo per il lavoro di gruppo, perché ci consente di avere subito le informazioni (info di quanto ogni amministrazione pubblica incassa e paga).

Riepilogando: Il conto riassuntivo del tesoro è un prospetto che riporta incassi e pagamenti dello Stato, ed esso è aggiornato con cadenza mensile. Tuttavia, nel settore pubblico la cassa chiude ogni giorno ed è pertanto possibile avere le informazioni di incasso e pagamento giornalmente attraverso la piattaforma Siope+.

MISURE DI EFFICIENZA DEL SETTORE PUBBLICO Se voglio misurare efficienza di una amministrazione pubblica, è utile guardare il CE per verificare se c’è profitto o perdita?

• IMPRESA COMMERCIALE utile guardare il conto economico, ovviamente (se utile: accumulazione di capitale; se perdita: si sta mangiando il patrimonio bene o male amministrazione).

• AMMINISTRAZIONE PUBBLICA Il conto economico viene redatto, ma se da esso ne deriva una utile piuttosto che una perdita è pressoché irrilevante, non è importante questo perché un Comune non ha obiettivo di accumulazione di capitale!

• NO RPOFIT Così come, se vado in azienda del terzo settore no profit, che ha CE e chiude in perdita, non è importante se va male, non è significativo! In questo caso non c’è nemmeno meccanismo di accumulazione.

TUTTAVIA non possiamo dire che la ragioneria non ha parametri per misurare l’efficienza del settore pubblico e del non profit la ragioneria ha parametri per verificare l’efficienza del settore pubblico e del no profit! Anche se non c’è utile, molti studiosi dicono che non si può misurare efficienza (non ci sono prezzi di vendita dei prodotti). Invece c’è un altro livello di verifica dell’efficienza! Di cosa si tratta? La famiglia è una azienda non profit: se si vuole misurare l’efficienza della mia famiglia ovviamente ci deve essere pareggio di entrate e uscite. Pertanto, per misurare l’efficienza cosa guardo? Cosa si cerca di fare? Sto attento ai consumi: cerco di non sprecare o di consumare di più delle possibilità questo misura efficienza nelle non profit e nel settore pubblico: cercare di contenere gli sprechi, soprattutto con riferimento a un aspetto (banalizzato politicamente) taglio stipendi ai politici.

Riepilogando: Non è vero che la ragioneria non ha strumenti per misurare l’efficienza del settore pubblico o del no profit: infatti essa è misurabile attraverso l’attenzione agli sprechi. In altre parole un’azienda pubblica è efficiente se è in grado di contenere gli sprechi. Questo vale alla luce del fatto che per essa non importante una valutazione qualitativa/quantitativa del CE (il quale infatti, a differenza del settore privato, potrebbe anche essere “negativo”) in quanto essa non ha obiettivi di accumulazione del capitale. Un aspetto di cui si discute molto oggi riguarda i tagli agli stipendi dei politici al fine di ridurre gli “sprechi”, ma si tratta di un’opinione politica (operazione demagogica che nasconde un principio scientifico). Per valutare se un’azienda pubblica sta sprecando oppure no è necessario osservare e valutare quanto sono state le spese generali, ovvero i costi di struttura della stessa, ovvero le cosiddette “spese per missioni e programmi” (termine tecnico), tuttavia si tratta di voci piuttosto ignorate e tralasciate.

Esiste inoltre un altro ente, COFOG (gestito dall’ISTAT), che racchiude tutte le spese di tutte le amministrazioni pubbliche di tutta Europa. Si tratta tuttavia di dati a noi non accessibili (non sono disponibili in maniera aggregata, non c’è una centrale), se non in loco presso il comune di competenza.

Attuali governanti, rispetto ai politici, vogliono taglio degli stipendi ai politici -> operazione demagogica che nasconde un principio scientifico -> il politico rappresenta la classe dirigente del pubblico. Obiettivo è ridurre e contenere i costi di struttura questo è il livello di efficienza!

Nel settore pubblico e non profit il costo dei servizi generali e istituzionali vanno contenuti. Voglio che, fatta 100 la spesa generale, la spesa per l’attività generale non sia abnorme ideale 15-20% della spesa totale (oltre la spesa generale sarebbe troppo elevata). Se in una no profit, per organizzarla, spendo tantissimo (organi, direzione), non va bene.

Forte di questa necessità di contenimento delle spese generali, ci chiediamo: nel settore pubblico, di cosa abbiamo bisogno (se voglio contenere spese generali), cosa voglio conoscere? La contabilità cosa mi deve fornire? Motto della ragioneria: conoscere per decidere -> devo tenere sotto controllo le spese generali. Quindi di cosa ho bisogno? Che la contabilità mi dica quanto ho speso per le spese generali! Mi serve contabilità analitica che mi dica quanti sono i costi di struttura. Questa contabilità analitica, affinchè possa conoscere i costi di struttura, esiste, MA non la guarda nessuno.

Essa si chiama in termine tecnico -> spese articolate per missioni e programmi .

SPESE ARTICOLATE PER MISSIONI E PROGRAMMI + COFOG La missione 1 è quella delle spese generali: se voglio conoscere, del comune di Torino, quale è il costo delle spese generali del Comune, basta che legga la missione 1.

Ma c’è di più, non solo le missioni e programmi dei comuni mi danno informative su spese generali, ma c’è altro sistema contabile europeo, che si chiama COFOG, che classifica tutte le spese di tutte le amministrazioni pubbliche per presentarle all’Unione Europea. Tale sistema COFOG è gestito dall’ISTAT.

Nel sistema contabile, ci sono degli elementi per conoscere le spese generali? Sì, gli elementi sono dati da una articolazione delle spese dei Comuni per missioni. E la missione delle spese generali è la numero 1. La numero 1 ha anche classificazione di costi del sistema chiamato COFOG.

Però questi elementi, che per noi sono importantissimi per verificare che il comune non spenda cifre enormi e per confrontare spazio-temporali con Milano, Venezia, Roma, sono rilevati MA non sono disponibili! Se voglio sapere il costo delle missione 1 del comune di Torino devo andare nel comune di Torino: non sono disponibili in maniera aggregata, manca centrale di questi dati. Devo recarmi in loco (comune). COFOG ha questi dati, ma li pubblica con notevole ritardo, ma in modo aggregato (ora siamo al 2012, troppo lontano!!).

• Da qui la proposta dell’istituto di ragioneria pubblica: rendere obbligatoria l’indicazione nei bilanci delle spese generali, ovvero pubblicare il dato delle missione 1, possibilmente in dato elettronico, in modo da poterlo elaborare! esprime efficienza della gestione ed è modo scientifico per dire che la politica non deve costare (demagogia)!

Nelle non profit non c’è, però c’è una bozza di CE, che era stata studiata diversi anni fa, un CE costruito per natura e destinazione (# civilistico per natura), individuando nella destinazione i costi generali e di struttura.

CONTO RIASSUNTIVO DELLO STATO sito del Tesoro Incassi e pagamenti di tesoreria:

Movimenti sul bilancio dello Stato piccoli Movimenti di Tesoreria grandi

Le cifre sono quadrate al centesimo di euro (no approssimazione) si rispetta il principio della ragioneria, ovvero il principio (non rilevanza) di quadratura. La quadratura nei conti del tesoro è fatta fino a due decimali.

Poi cosa cerco di particolare (oltre a verificare la quadratura)? Devo verificare due cose: • Distinzione delle spese per missioni verifico quanto costa allo Stato la missione delle spese generali; • Quanto incide il sistema di tesoreria unica (che è una parte del sistema di tesoreria).

C’è una determinata articolazione per quanto riguarda la missione delle spese generali: Organi costituzionali Consiglio dei ministri Amministrazione generale

Queste sono missioni.

SPESE GENERALI La spesa (somma finale delle prime tre voci) è di 1.60438365,72 è alta o bassa? È bassa, ovvero la missione delle spese generali è bassa e potrei abbassarla ancora di più, ma non seguo il principio manageriale della rilevanza.

TESORERIA UNICA Adesso vado a vedere se c’è informazione che riguarda il conto di tesoreria unica, ovvero devo vedere quanto incide la tesoreria unica come totale generale, che nel nostro Paese al 31/12/17 valeva 83 miliardi di euro entrate 268 per i primi 8 mesi, uscite 256 per i primi 8 mesi, con saldo di 96.165.544,53 cifra importante.

Tesoreria unica = operazione amministrativa – operazione contabile di rilevanza strategica! Se la elimino, tolgo efficienza su circa 90 miliardi di euro.

C’è una determinata articolazione per quanto riguarda la tesoreria unica: Presidenza del consiglio dei ministri 4 miliardi Agenzie fiscali 3.643 miliardi Amministrazioni locali 70 miliardi

NB: che i comuni con popolazione maggiore di 10.000 abitanti giocano per 14 miliardi, PERO’ i comuni piccoli (meno di 10.000 abitanti) giocano una cifra di rilevanza, ovvero 4 miliardi.

Questa lettura è difficile da capire? No, si segue un approccio conoscitivo nella logica di avere strumenti per decidere.

Ci sono ancora due argomenti da trattare e sono: lo SPLIT PAYMENT dell’IVA e la FATTURAZIONE ELETTRONICA importanti per la ragioneria pubblica (e in senso lato) perché riguardano dei comportamenti che investono tutti gli operatori economici.

LA FATTURAZIONE ELETTRONICA Definizione

Caratteristiche La fatturazione elettronica è importante perché rende standard tutta la circolazione delle fatture attive e passive. C’è razionalizzazione nel processo del ciclo attivo e del ciclo passivo delle imprese.

Con la fatturazione elettronica non si prendono più in mano le fatture, perché una volta emesse, esse circolano in formato elettronico -> si leggono a video, senza stamparle. Una volta lette, si mette un “visto”, si passa in contabilità generale e la contabilità generale rileva in maniera automatica la fatturazione elettronica senza bisogno di reimmetterla nel sistema.

Se io sono ufficio acquisti e ricevo la fattura elettronica, cosa devo fare che invece non viene fatto? Non la devo stampare, ma la tratto in maniera informatica. Ufficio acquisti usa sempre meno carta (in teoria). Si dovrebbe seguire il tutto online, sennò è una perdita di tempo, devo trattare il formato elettronico attraverso un apposito programma. (Invece le aziende private la stampano, la mettono nei dossier, e la trattano come una cartacea).

In generale gli operatori sono favorevoli o contrari a questo nuovo metodo? Sono contrari, perché devono imparare una cosa nuova, è una innovazione. Essi vogliono ritardare questa legge: dovrebbe partire i 2019 e la vogliono fare partire dopo, ovvero nel 2020, chiedendolo al nuovo governo. Le lobby che non vogliono le fatture elettroniche spingeranno sul governo per avere il rinvio -> è molto probabile.

Chi è favorevole a tale sistema? A favore del sì ci sono tutte le società di software che devono vendere i nuovi programmi, VS tutte le imprese che devono cambiare gli archivi, i commercialisti, ecc… .

Chi presidia il tema della fatturazione elettronica? A presidiare questo argomento non ci sono i partiti politici (si disinteressano totalmente, ma sentono chi urla più forte), ma c’è lo staff di gabinetto del Ministero delle Finanze (esso pensa di ridurre molto l’evasione che deriva dalla stampa di fatture false, scaricando un credito di IVA).

Fattura elettronica e settore pubblico La fattura elettronica (che c’è già, ma dal 1/1/19 sarà per tutti) è anche molto importante (soprattutto) perché è obbligatoria per il pubblico.

• Se io (fornitore) rendo un servizio/bene al comune, quando mi devo fare pagare, emetto una fattura elettronica e lo Stato riceverà solo più fatture elettronica.

Il pubblico è il pioniere di questo movimento di riforma. Settore pubblico è all’avanguardia -> ce la farà quindi di conseguenza anche il privato che è più elastico/efficiente in tutto (che non si potrà opporre).

22/10/18 RIEPILOGO Ci sono due flussi nella Tesoreria:

• Flusso della Tesoreria flussi con cui il Tesoro si finanzia (e non è debito pubblico), sono anticipazioni di cassa.

• Flussi sul bilancio dello Stato quando non riesce a pagare, si indebita, emettendo BOT -> non è l’indebitamento dello Stato.

• SPESE GENERALI Abbiamo verificato quanto incide il flusso di incassi e pagamenti per le spese istituzionali, esse vanno contenute, e contenerle è positivo perché è una misura di efficienza, perché nel pubblico non c’è il profitto verifico quando incidono gli overhead (i quali devono incidere poco, ovvero circa il 15-20%).

• FLUSSI DI TESORERIA UNICA Poi abbiamo fatto un’altra verifica: quanto incide la tesoreria unica, ovvero verificare quanti sono i flussi di tesoreria unica. Ci interessa sapere se si tratta di flussi rilevanti o meno (principio della rilevanza, non della quadratura). Se sono flussi rilevanti allora vuol dire che la tesoreria unica è un fatto importante; se non sono rilevanti invece non conta nulla. Questi flussi sono 96 miliardi, ovvero una cifra alta.

QUADRATURA Per la quadratura questo prospetto ha una particolarità: quadra a due decimali! Non c’è semplificazione presente nel settore privato in cui si quadra all’euro, bensì ai due decimali.

FATTURA ELETTRONICA e SPLIT PAYMENT Sono due argomenti importati per il settore pubblico perché sono stati introdotti prioritariamente per primi in Italia nelle aziende pubbliche.

FATTURA ELETTRONICA (continuazione) Adesso la fattura elettronica, dopo la sperimentazione con le aziende pubbliche, è passata a TUTTE le aziende.

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