Tutela del valore estetico nel diritto industriale: due casi a confronto., Tesi di laurea di Diritto Industriale. Università di Sassari
eleonora.manca.104
eleonora.manca.1043 agosto 2017

Tutela del valore estetico nel diritto industriale: due casi a confronto., Tesi di laurea di Diritto Industriale. Università di Sassari

PDF (656 KB)
37 pagine
28Numero di visite
Descrizione
CASO STUDIO: FIAT / GREAT WALL MOTORS e CASO STUDIO: FONDAZIONE GIACOMETTI / FONDAZIONE PRADA E JOHN BALDESSARI
20punti
Punti download necessari per scaricare
questo documento
Scarica il documento
Anteprima3 pagine / 37
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 37 totali
Scarica il documento
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 37 totali
Scarica il documento
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 37 totali
Scarica il documento
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 37 totali
Scarica il documento
manca_finale

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SASSARI

DIPARTIMENTO DI SCIENZE ECONOMICHE E AZIENDALI

Corso di Laurea in Economia e Management

LA TUTELA DEL VALORE ESTETICO NEL

DIRITTO INDUSTRIALE: DUE CASI A

CONFRONTO.

Relatore:

Prof. Giuseppe Paolo Alleca

Laureando:

Eleonora Manca

Anno Accademico 2015/2016

1

INDICE. INTRODUZIONE. CAPITOLO 1. CASO STUDIO: FIAT / GREAT WALL MOTORS.

CAPITOLO 2. CASO STUDIO: FONDAZIONE GIACOMETTI /

FONDAZIONE PRADA E JOHN BALDESSARI.

CONCLUSIONE.

Bibliografia.

1. Disegni e modelli. Pag. 4

1.1 Definizione e disciplina dei disegni e modelli. Pag. 4

1.2 Il cumulo delle tutele. Pag. 5

1.3 Disegni e modelli comunitari: il Regolamento CE 6/2002. Pag. 6

1.4 La tutela internazionale: la Convenzione di Unione di Parigi. Pag. 8

2 Fiat/Great Wall Motors. Pag. 9

2.1 Presentazione del caso. Pag. 9

2.2 L’ordinanza del Tribunale di Torino del 15/07/08. Pag. 10

2.3 Conclusione. Pag. 20

1. Diritto d’autore. Pag. 22

1.1 Definizione e tutela del diritto d’autore. Pag. 22

1.2 Definizione giuridica di arte appropriativa e “parodia”. Pag. 25

2 Fondazione Giacometti / Fondazione Prada e John Baldessari.

Pag. 26

2.1 Presentazione del caso. Pag. 26

2.2 L’ordinanza del Tribunale di Milano del 11/12/10. Pag. 28

2.3 L’ordinanza del Tribunale di Milano del 20/06/11. Pag. 28

2.3.1 Il richiamo alla giurisprudenza statunitense. Pag. 32

2.4 Conclusione. Pag. 33

2

INTRODUZIONE.

Le due grandi categorie di creazioni intellettuali sono le opere dell’ingegno(idee

creative nel campo culturale) e le invenzioni industriali (idee creative nel campo

della tecnica).

Le opere dell’ingegno formano oggetto del diritto d’autore. Le invenzioni

industriali a loro volta possono formare oggetto, a seconda dello specifico

contenuto, di brevetto per invenzioni industrialiebrevetto per modelli di utilità

oppure di registrazione per disegni e modelli.

Diritto d’autore e brevetti industriali formano anche oggetto di un’articolata

disciplina internazionale, che integra ed estende la protezione offerta dalle

singole legislazioni nazionali.

La disciplina legislativa delle creazioni intellettuali, anche se diversamente

articolata per le opere dell’ingegno e per le invenzioni industriali, si fonda su

identici principi ispiratori. Principi che tendono a realizzare un punto di

equilibrio fra due opposte esigenze: quella di promuovere ed incentivare l’attività

creativa dei privati e quella di consentire, nel contempo, che tutti possano fruire

del progresso raggiunto evitando che si creino stabili posizioni di monopolio

culturale e tecnologico.

Il primo obiettivo è perseguito riconoscendo all’autore o all’inventore il diritto

esclusivo di sfruttamento economico dell’opera o dell’invenzione. Diritto che

viene tradizionalmente equiparato al diritto di proprietà. Il secondo obiettivo è

perseguito escludendo innanzitutto che una posizione di esclusiva possa essere

riconosciuta rispetto ad alcune creazioni intellettuali particolarmente significative

per la collettività. Per le creazioni intellettuali protette, questi obiettivi di

interesse generale sono poi realizzati attraverso una regolamentazione del diritto

di esclusiva volta a far sì che i progressi conseguiti siano di pubblico dominio e

vengano limitati gli effetti monopolistici insiti nel riconoscimento del diritto di

privativa.

3

Mentre il diritto d’autore si acquista per il solo fatto della creazione dell’opera,

per le invenzioni industriali invece il diritto di esclusiva sorge solo in seguito alla

loro brevettazione o registrazione. Essa, per un verso, permette la piena tutela

dell’invenzione, per altro verso serve a diffondere il contenuto dell’invenzione

stessa. È resa così possibile la conoscenza e la circolazione delle idee inventive.

Il diritto di esclusiva è inoltre limitato nel tempo. Trascorsi i termini di legge,

l’opera dell’ingegno è liberamente riproducibile, l’invenzione liberamente

sfruttabile.

Per capire le differenze nella tutela delle diverse forme di creazione intellettuale,

vengono di seguito illustrati due diversi casi: uno relativo alla tutela dei disegni e

modelli industriali ed uno relativo alla tutela delle opere dell’ingegno.

Dal confronto tra i due casi emerge come, pur trattandosi in entrambe le

circostanze di opere con valore creativo, la decisione verta su aspetti differenti.

Nel caso Fiat S.p.A./Great Wall Motors assume rilievo soprattutto il carattere

commerciale del design industriale del quale si assume intervenuta la

contraffazione, mentre nel caso Fondazione Giacometti/Fondazione Prada e John

Baldessari viene in evidenza in particolare il valore artistico dell'opera d'arte.

4

CAPITOLO 1. CASO STUDIO: FIAT / GREAT WALL MOTORS.

1. DISEGNI E MODELLI.

1.1 Definizione e disciplina dei disegni e modelli.

In base all’art. 31 del Codice della protezione industriale, il “disegno o modello”

è definito come “l’aspetto dell’intero prodotto o di una sua parte quale risulta,

in particolare, dalle caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della

forma, della struttura superficiale e/o dei materiali del prodotto stesso e/o del

suo ornamento”. La registrazione protegge quindi l’aspetto esterno del prodotto,

ma non è necessario che questo presenti una specifica gradevolezza estetica.1

La norma recepisce la tradizionale ripartizione tra disegni e modelli che si

contrappongono in funzione del fatto che i primi sono bidimensionali ed i

secondi sono tridimensionali e propone la distinzione tra la creazione intellettuale

oggetto della protezione ed il prodotto al quale la creazione stessa inerisce.2

I requisiti di accesso alla registrazione sono la novità ed il carattere individuale.

La novità è intesa come assenza di divulgazione del modello anteriormente alla

data della domanda di registrazione, ma vi sono alcune ipotesi di predivulgazione

non distruttive della novità.3

Il secondo requisito è definito con l’espressione “carattere individuale”. Questo si

ha “se l’impressione generale che suscita nell’utilizzatore informato differisce

dall’impressione generale suscitata in tale utilizzatore da qualsiasi disegno o

modello che sia stato divulgato prima della data di presentazione della domanda

1 Vanzetti A. - Di Cataldo V., Manuale di diritto industriale, 2012. 2 Floridia G., Diritto industriale: proprietà intellettuale e concorrenza, 2005. 3 Vanzetti A. - Di Cataldo V., Manuale di diritto industriale, 2012.

5

di registrazione” (art. 33, c.p.i.).4 Per l’accertamento di questo requisito, si

ricorre al parametro dell’utilizzatore informato; questa figura risulta

particolarmente ambigua poiché è difficile stabilire se l’utilizzatore sia tale

perché utilizza il prodotto oppure perché percepisce il design che caratterizza il

prodotto.5

La registrazione dei modelli e disegni ha efficacia per cinque anni e può essere

prorogata fino ad un massimo di venticinque anni. È consentito il deposito

plurimo per più disegni e modelli, purché destinati ad essere attuati o incorporati

in oggetti della stessa classe merceologica.

Oggetto del brevetto è una forma e non un’idea; pertanto, si ha contraffazione

solo se si ha la ripresa, integrale o parziale (degli elementi più significativi) del

modello brevettato. I diritti conferiti dalla registrazione si estendono a qualunque

modello o disegno “che non produca nell’utilizzatore informato un’impressione

generale diversa” (art. 41, comma 3, c.p.i.).6

1.2 Il cumulo delle tutele.

In attuazione alla Direttiva n. 71/98/CE7, è prevista la possibilità di cumulo tra

tutela della registrazione come disegno o modello e tutela d’autore. L’art. 44

c.p.i. prevede, per il diritto d’autore su disegni e modelli, una durata di

settant’anni dalla morte dell’autore.

La regola del cumulo vale però solo per i disegni e modelli che presentano i

requisiti del carattere creativo e del valore artistico. Il requisito del valore

artistico ha lo scopo di riservare la tutela d’autore alla “fascia alta” delle opere di

design, nelle quali la forma non serve solo ad attuare una efficace

differenziazione sul mercato, e quindi per una efficace “personalizzazione” del

4 Vanzetti A. - Di Cataldo V., Manuale di diritto industriale, 2012. 5 Floridia G., Diritto industriale: proprietà intellettuale e concorrenza, 2005. 6 Vanzetti A. - Di Cataldo V., Manuale di diritto industriale, 2012. 7 Direttiva recepita con il d.lg. 2.2.2001, n.95.

6

proprio marketing, ma è il risultato di un importante contributo dal punto di vista

della evoluzione estetica della produzione industriale.8

Questa norma deroga alle regole generali del diritto d’autore. Infatti la tutela del

diritto d’autore viene concessa ad ogni opera indipendentemente dal suo valore

artistico mentre, nell’ambito dell’arte applicata e del design, un diritto di

privativa tanto esteso non può essere applicato senza un controllo di

meritevolezza. 9

1.3 Disegni e modelli comunitari: il Regolamento Ce n.6/2002.

Il Regolamento (CE) 6/2002 istituisce un nuovo e particolare strumento di tutela

giuridica di disegni e modelli, noto come disegno o modello comunitario, che

rappresenta un titolo unitario valido in tutta l'Unione Europea. Questo coesiste

con i disegni e modelli nazionali, con i quali condivide comunque le stesse

norme sostanziali di protezione giuridica.10

La disciplina11 è estremamente simile a quella nazionale: il disegno o modello

comunitario protegge la forma di un prodotto o parte di esso ma non i disegni

contrari all'ordine pubblico o ai principi della moralità, le parti non comunemente

visibili, le caratteristiche della forma di un prodotto imposte unicamente dalla

funzione tecnica del prodotto stesso e le interconnessioni obbligate, mentre

vengono tutelati i disegni e i modelli che consentono la connessione multipla o

l'assemblaggio di prodotti intercambiabili con un sistema modulare.

I disegni e modelli comunitari si presentano in due forme, registrato e non

registrato, entrambi comunque necessariamente dotati dei due requisiti

fondamentali (comuni anche ai disegni e modelli nazionali) di novità e carattere

individuale.

8 Floridia G., Diritto industriale: proprietà intellettuale e concorrenza, 2005. 9 Vanzetti A. - Di Cataldo V., Manuale di diritto industriale, 2012. 10 Vanzetti A. - Di Cataldo V., Manuale di diritto industriale, 2012. 11 Consultabile sul sito www.euipo.europa.eu

7

La procedura di registrazione di un disegno o modello comunitario registrato è

uniforme in tutto il territorio dell'UE; essa richiede la presentazione di apposita

domanda presso l’Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale

(EUIPO)12 con sede ad Alicante (Spagna); il titolare di tale registrazione ha il

diritto esclusivo alla realizzazione e allacommercializzazione del disegno o

modello protetto, per un periodo di 5 anni, prolungabile fino a 25 anni con

rinnovi successivi.

Il disegno o modello comunitario non registrato è un diritto di modello o disegno

comunitario di fatto, che viene acquisito dall'autore gratuitamente e

automaticamente, senza presentazione di domanda. A un disegno o modello

comunitario non registrato viene conferita una protezione per un periodo di tre

anni dalla data in cui il disegno o modello è stato divulgato al pubblico per la

prima volta nell'Unione europea. Passati questi tre anni, la protezione non può

essere prolungata. La tutela conferita dal disegno o modello non registrato è

meno articolata rispetto al suo corrispettivo registrato e protegge il disegno o

modello soltanto dalla copiatura: il titolare invoca il diritto dinanzi ai tribunali

nazionali provando che il presunto contraffattore conosceva o non poteva non

conoscere il disegno o modello da lui divulgato.

L'istituzione del disegno o modello non registrato mira pertanto a tutelare

giuridicamente i prodotti con vita commerciale di breve durata, molto

rappresentati nei settori della moda, del tessile o dei giocattoli; anche se rapida e

non particolarmente costosa, la registrazione è infatti una procedura comunque

poco idonea per prodotti destinati a rimanere sul mercato per periodi spesso

inferiori ad un anno, per i quali il titolo di disegno o modello non registrato offre

un'adeguata protezione dalla copiatura, senza richiedere alcun costo o procedura

formale per la sua costituzione.

Il disegno o modello non registrato ha un'altra importante finalità: esso infatti

offre tutela contro la copiatura ai disegni e modelli per i quali è stata fatta

12 Prima U.A.M.I., Ufficio per l’armonizzazione del mercato interno.

8

domanda di registrazione ma che nell'anno precedente alla presentazione di

quest'ultima, attraversano un periodo di sperimentazione durante il quale, se non

esistesse il disegno o modello comunitario non registrato, potrebbero essere

impunemente copiati in quanto non ancora registrati. Questo periodo di

sperimentazione della durata di un anno è previsto dalle nuove normative

comunitarie ed è mirato ad evitare che le divulgazioni del disegno o modello

precedenti alla data del deposito, effettuate dal creatore stesso o con il suo

consenso, distruggano la novità del disegno o modello depositato. Nell'anno

successivo alla prima divulgazione, infatti, contrariamente a quanto accadeva con

la normativa nazionale preesistente, qualsiasi divulgazione del disegno o modello

da parte del creatore, o con il suo consenso, non distrugge il carattere di novità

della creazione, che può così essere commercializzata e testata in termini di

successo commerciale, senza compromettere la validità di una registrazione

richiesta entro un anno; in questo periodo di sperimentazione della durata di un

anno il disegno o modello non registrato pertanto protegge il prodotto dalla

copiatura, che altrimenti non sarebbe perseguibile.

Le azioni di contraffazione e le azioni di nullità dei disegni e modelli comunitari

sono di competenza esclusiva dei Tribunali dei marchi e dei disegni e modelli

comunitari.13 Questi agiscono come strutture internazionali, legittimate a

dispensare una tutela extra-territoriale sulle privative comunitarie con

provvedimenti immediatamente validi in tutto il territorio dell’UE.14

1.4 Tutela internazionale: la Convenzione di Unione di Parigi.

In campo internazionale, la tutela della proprietà industriale è disciplinata dalla

Convenzione di Unione di Parigi, firmata a Parigi il 20 marzo 1883 e ancora in

vigore nella sua versione aggiornata - più volte - nel corso del tempo.15

13 In Italia sono le Sezioni Specializzate dei Tribunali e Corti d’Appello istituite dal d.lgs. n. 168/2003 e dal

d.l. n. 1/2012. 14 Guizzardi S., Giurisprudenza commerciale, 2009. 15 Sena G., I diritti sulle invenzioni e sui modelli industriali.

9

La Convenzione si applica alla proprietà industriale nel senso più ampio ed

include brevetti, modelli di utilità, marchi, disegni e modelli.

Secondo l'art.2 del trattato, i paesi firmatari si impegnano a riconoscere ai

cittadini degli altri Stati dell'Unione gli stessi diritti in materia di proprietà

intellettuale, riconosciuti ai propri cittadini. Ciò garantisce l'uguaglianza di

trattamento in tutti paesi.

L’art. 4 disciplina invece il diritto di priorità, per cui chiunque abbia depositato in

uno dei paesi dell'Unione una domanda di brevetto d'invenzione, di modello

d'utilità, di disegno o modello industriale, di marchio di fabbrica o di commercio,

godrà di un diritto di priorità per eseguire il deposito negli altri paesi.

Prima della convenzione di Parigi era necessario scegliere, al momento del

deposito, tutti i mercati di interesse e affrontare i costi delle tasse di deposito e

della traduzione nella lingua di ciascuno Stato.

2. FIAT /GREAT WALL MOTORS.

2.1 Presentazione del caso.

Nel 2003, Fiat lanciava sul mercato una autovettura denominata “Nuova Panda”

e, a protezione della vettura presentava domanda di modello comunitario, ai sensi

del regolamento CE 6/200216, con rivendicazione della priorità della domanda

italiana, conseguendo il certificato di protezione n. 000447220001 dell’11

novembre 2003.

La Fiat aveva inoltre esteso il modello nazionale con rivendicazione di priorità ai

sensi della Convenzione di Parigi, nei principali paesi extra-europei, tra i quali la

Cina.

16 Consultabile in Giurisprudenza annotata di diritto industriale, 2006.

10

Nel dicembre 2006, la Great Wall Motors introduceva sul mercato cinese un

modello di autovettura denominato “Peri”, modello all’apparenza molto simile

alla “Nuova Panda”.

Il 28 giugno 2007, Fiat auto S.p.A. citava in giudizio Great Wall Motors Co. Ltd

per violazione del brevetto registrato in Cina relativo al design dell’automobile

“Nuova Panda”. Inoltre, durante lo svolgimento del processo in Cina, inoltrava

un ricorso al Tribunale di Torino.

2.2 L’ ordinanza del Tribunale di Torino del 15/07/2008.17

Ricorrente: Fiat Auto S.p.A.

Resistente: Great Wall Motors co. ltd

La società Fiat auto S.p.A. affermava che la società Great Wall Motors co. ltd,

uno dei principali costruttori cinesi di autoveicoli, aveva pubblicizzato e

propagandato, attraverso il proprio sito internet, annunci stampa ed interviste, la

prossima introduzione sui mercati internazionali, compreso quello europeo, di

una vettura denominata “Peri” e che tale vettura non produceva nell’utilizzatore

informato una impressione generale diversa rispetto alla vettura “Nuova Panda” e

interferiva quindi con il modello comunitario n. 000447220001.

Fiat auto S.p.A. chiedeva quindi al Tribunale di Torino18 di:

- inibire alla società Great Wall Motors co. ltd la pubblicizzazione, la

promozione, l'offerta in vendita, l'importazione e la commercializzazione in

qualunque forma nell'intero territorio dell'Unione Europea delle vetture

denominate Peri;

- fissare una somma dovuta per ogni violazione o inosservanza successivamente

constatata e per ogni ritardo nell'esecuzione dell'emanando provvedimento;

17 Consultabile in Giurisprudenza commerciale, 2009. 18 Tribunale dei disegni e modelli comunitari, individuato con il d.lgs. n. 168 del 2003.

11

- ordinare il sequestro delle vetture eventualmente importate o commercializzate

sul territorio dell'Unione Europea in violazione del divieto;

- disporre la pubblicazione del provvedimento.

Great Wall Motors si costituiva in giudizio, eccependo la nullità della notifica del

ricorso e l’insufficienza del termine a comparire, il difetto di giurisdizione

dell’A.G. italiana, la propria carenza di legittimazione passiva, l’incompetenza

del Tribunale di Torino e, nel merito, l’inesistenza dei requisiti del periculum in

mora e del fumus boni iuri.

Riguardo queste eccezioni si osserva:

- Nullità della notifica del ricorso ed insufficienza del termine a comparire:

sono aspetti che si considerano superati dal momento che la Great Wall si

è costituita e ha presentato le proprie difese nel corso del procedimento,

questi vizi perciò, anche se sussistenti, sarebbero comunque sanati.

- Difetto di giurisdizione dell’A.G. italiana ed incompetenza del Tribunale

di Torino: la competenza internazionale o giurisdizione vanno determinate

sulla base della prospettazione e, in questo caso, la ricorrente ha

prospettato l’avvenuto compimento di atti di contraffazione nell’ambito

territoriale della Comunità europea. Inoltre, Fiat ha agito a tutela del

modello comunitario di cui ha ottenuto la registrazione. La giurisdizione

spetta quindi ad uno dei Tribunali dei marchi e dei disegni e modelli

comunitari designati dagli stati membri e, tra quelli designati dall’Italia

(con d.lgs. n.168 del 27 giugno 2003), vi è quello di Torino. Tali tribunali

hanno competenza esclusiva per le azioni in materia di contraffazione e

minaccia di contraffazione di disegni o modelli comunitari che vanno

proposte davanti ai tribunali: dello Stato membro in cui il convenuto ha il

domicilio o una stabile organizzazione o, in assenza, dello Stato membro

dove l’attore ha il domicilio o una stabile organizzazione o, ancora, dove

l’atto di contraffazione è stato commesso o minaccia di essere commesso.

In questo caso, la resistente non ha domicilio o stabile organizzazione nel

12

territorio di alcun Stato membro, quindi la competenza spetta

correttamente al Tribunale di Torino, dove ha sede la ricorrente.19

- Carenza di legittimazione passiva: questa eccezione è infondata perché, in

caso, riguarderebbe il merito non la legittimazione.

L’art. 19 comma 1 del Regolamento n. 6/2002 assicura al titolare del modello

comunitario il diritto di vietarne a terzi l’utilizzo senza il suo consenso e precisa

che sono da intendersi atti di utilizzazione la fabbricazione, l’offerta, la

commercializzazione, l’importazione, l’esportazione o l’impiego di un prodotto

realizzato secondo il modello. Inoltre, lo stesso Regolamento20, attribuisce ai

tribunali comunitari competenza esclusiva non solo per le azioni in tema di

contraffazione ma anche per quelle fondate sulla minaccia di contraffazione

purché siano ammesse dalla legislazione nazionale. Nell’ordinamento italiano, è

previsto nell’art. 131 del Codice della Proprietà Industriale21, che l’inibitoria

cautelare può essere proposta nei confronti di qualsiasi violazione imminente,

che quindi non si è ancora verificata, di un diritto di proprietà industriale.

Secondo la giurisprudenza maggioritaria, inoltre, costituisce contraffazione ogni

attività che si ponga in qualunque punto della catena distributiva di un prodotto,

compresi i relativi atti preparatori e prodromici.22

La resistente si è difesa sottolineando che non è ancora stato venduto nessun

esemplare della “Peri”, in nessuna parte del mondo, e che la decisione di

commercializzare la vettura sul mercato europeo non è ancora definitiva.

Tuttavia, la ricorrente ha prodotto articoli di stampa23 in cui vi sono dichiarazioni

rilasciate dai vertici aziendali della Great Wall riguardo l’intenzione di esportare

19 Guizzardi S., Giurisprudenza commerciale, 2009. 20 Art. 80, par. 1 lettera a). 21 Così modificato in seguito al recepimento dell’art. 9 della Direttiva CE n. 48/2004 secondo cui “gli Stati

membri assicurano le competenti autorità possano su richiesta dell’attore ((…)) emettere nei confronti

del presunto autore della violazione un’ingiunzione interlocutoria volta a prevenire qualsiasi violazione

imminente”. 22 Guizzardi S., Giurisprudenza commerciale, 2009. 23 Sulla rivista “Automotive News Europe” del 12 novembre 2007 vi è un articolo intitolato “here comes

Great Wall” ove si riferisce l’intenzione di Great Wall di iniziare la vendita della “Peri” e del minivan

“Cowry” in Europa dal 2008.

13

la “Peri” nei principali mercati mondiali, compreso quello europeo. Vi sono

inoltre foto delle vetture in corso di fabbricazione. Dal sito della casa

automobilistica24 si evince, inoltre, che alcune centinaia di “Peri” sono già state

esportate in Russia e in Algeria.

Tali dichiarazioni, insieme alla realizzazione degli impianti necessari alla

produzione della vettura, rappresentano certamente una “minaccia di

contraffazione”. Le dichiarazioni sono infatti certamente attendibili poiché

provengono dai vertici aziendali. Inoltre, essendo gli impianti di produzione già

operativi ed essendovi già stata esportazione, il comportamento della Great Wall

non è certamente rimasto nell’ambito privato, non commerciale o sperimentale.

Riguardo il requisito del “periculum”, secondo la resistente questo non sussiste,

sia per il fatto che le dichiarazioni dei vertici aziendali riguardo i progetti di

espansione nel mercato europeo sono vaghe e generiche e quindi non possono

considerarsi una minaccia di lesione dei diritti di Fiat Auto S.p.A., sia per il

notevole lasso di tempo intercorso tra l’esposizione della “Peri” (2006) e l’azione

cautelare. Quanto al primo profilo, alla luce degli elementi evidenziati

precedentemente, la violazione è comunque da considerarsi imminente poiché si

tratta di un requisito che non ha portata assoluta ma va rapportato alle circostanze

del caso concreto. Riguardo il secondo profilo, questo non è di per sé

determinante né dimostra un atteggiamento di acquiescenza da parte di Fiat Auto.

Infatti, l’esigenza di tutela non è sorta per il fatto in sé della presentazione del

prodotto, ma solo nel momento in cui è stata accertata l‘intenzione di esportare il

prodotto sul mercato europeo. Bisogna inoltre considerare che, la sola prospettiva

dell’ingresso della “Peri” sul mercato europeo, prospettiva che oltretutto ha avuto

grande risonanza sulla stampa internazionale e su vari siti internet, è tale da

introdurre una turbativa del mercato e da influenzare le scelte dei consumatori,

con possibili effetti dannosi irreversibili a scapito di Fiat Auto.

Passando al merito, il Regolamento n. 6/2002 prevede che:

24 Il sito è www.gwm.com.

14

- In base all’art. 4, un disegno o modello è protetto come disegno o modello

comunitario se ed in quanto nuovo e dotato di carattere individuale.

- In base all’art. 5, un disegno o modello si considera nuovo quando non sia

stato anteriormente divulgato al pubblico nessun disegno o modello

identico o differente solo per dettagli irrilevanti.

- In base all’art. 6, ricorre il carattere individuale se l’impressione generale

che il disegno o modello suscita nell’utilizzatore informato differisce in

modo significativo dall’impressione generale suscitata in tale utilizzatore

da qualsiasi disegno o modello in precedenza divulgato al pubblico e,

nell’accertamento di tale requisito, occorre prendere in considerazione il

margine di libertà dell’autore nel realizzare il disegno o modello.

- In base all’art. 10, la protezione si estende a qualsiasi disegno o modello

che non produca nell’utilizzatore informato un’impressione generale

diversa, pur presentando delle differenze.

Quanto al significato da attribuire all’espressione “impressione generale”,

occorre in primo luogo considerare che essa si crea per effetto della

complessiva interazione delle singole parti con il tutto. “Impressione”

esprime, poi, una modalità percettiva di tipo istintivo ed emotivo, che porta a

recepire l’essenza dell’oggetto percepito, per cui l’impressione generale è il

frutto di un giudizio immediato e sintetico e non di un giudizio analitico

basato sulla scomposizione e sull’analisi dei singoli elementi che

compongono il tutto. Nel campo degli autoveicoli, il giudizio di interferenza

concerne la sagoma del singolo prodotto vista in modo dinamico nelle varie

angolazioni e posizioni in cui il veicolo si espone concretamente alla

percezione dell’utilizzatore informato, e cioè di chi ha un certo livello di

confidenza con il prodotto.25

L’impressione generale rilevante è, poi, quella che si produce

nell’”utilizzatore informato”, ma sull’identificazione di tale figura non vi è

25 Floridia G., La minaccia di contraffazione come criterio di protezione extraterritoriale e il design

automobilistico, Il diritto industriale, 2009.

15

unanimità di vedute. Una parte della giurisprudenza è propensa ad

identificarlo con un consumatore dotato di una certa esperienza nell’utilizzo

del prodotto, attento alle novità di mercato e conoscitore delle tendenze

stilistiche del settore. Vi sono, invece, altre opinioni secondo le quali

l’utilizzatore informato è un operatore del settore che, in virtù del suo ruolo,

ha conoscenza ed esperienza del settore merceologico pur senza essere un

esperto altamente professionale.26

Occorre poi chiedersi da dove derivi il carattere individuale e l’impressione

generale del modello in questione, ovvero la “Fiat Panda”. Secondo il

consulente tecnico della ricorrente, il carattere individuale deriverebbe dalle

forme generali del volume tridimensionale che costituisce il volume globale

dell’autovettura, al di là della conformazione specifica di particolari quali i

gruppi ottici o la mascherina frontale. Questo riguarda, non solo il “modello

fisico” dell’autovettura, ma anche i disegni che corredano la domanda di

registrazione. Infatti, l’autoveicolo ritratto in tali disegni presenta linee

sostanzialmente semplici e lineari e, inoltre, non prevede singole componenti

di forma particolarmente elaborata, affidando invece la propria individualità

all’armonia del design generale.

È peraltro pacifico che la “Peri” non è identica ai disegni che corredano la

domanda di registrazione e che vi sono alcune differenze che riguardano, in

particolare, la conformazione del frontale e la particolare configurazione del

gruppo ottico posteriore ed altre differenze di minor rilevanza nelle fiancate e

di rilevanza intermedia nella parte posteriore.

Le differenze riscontrate hanno portato il consulente tecnico a concludere che,

se l’impressione generale suscitata fosse limitata alle due fiancate, senza

dubbio vi sarebbe interferenza con il modello registrato e non sarebbe

sufficiente ad escluderla la diversità nei due prolungamenti del vetro della

portiera posteriore a modificare tale impressione.

26 Guizzardi S., Giurisprudenza commerciale, 2009.

16

Se invece il confronto fosse limitato ai due frontali, si giungerebbe alla

conclusione opposta; nel caso del confronto delle due parti posteriori, la

conclusione sarebbe discutibile.

Il consulente tecnico d’ufficio ha concluso, però, che non vi sia interferenza con

il modello registrato per via delle diversità non trascurabili tra i due modelli e per

l’affollamento del relativo settore di mercato.

La conclusione del C.T.U. non è stata però condivisa dai giudici.

17

Confronto tra le auto “Peri” (a sinistra) e “Panda” (a destra).

18

Infatti, il carattere individuale della “Panda” deriva dalle linee generali e dalla

proporzione tra i singoli volumi e questo carattere è stato quasi integralmente

ripreso dalla “Peri”. Dalle sovrapposizioni tra le immagini delle due auto risulta,

infatti, che i due corpi vettura sono pressoché coincidenti, a parte alcune

differenze secondarie.

Great Wall Peri Fiat Panda

Sovrapposizione con filtro per evidenziare le differenze.

19

Great Wall Peri Fiat Panda

Sovrapposizione

Great Wall Peri Fiat Panda

Sovrapposizione

20

Le differenze presenti nel modello cinese non sono tali da creare un’impressione

complessivamente differente,27 appunto perché il design complessivo della

“Panda” appare comunque riconoscibile. In sostanza, l’impressione generale

suscitata non è quella di un autoveicolo differente, ma quella di una “panda” con

un frontale differente. Le linee della parte frontale ricordano, inoltre, quelle di

altri veicoli noti (in particolare: Nissan Note e Renault Modus) e, quindi,

l’utilizzatore informato che conosce i vari modelli presenti sul mercato

automobilistico, è portato a percepire le linee generali della “Panda” nonché

l’innesto di un design che ricorda un diverso modello a lui noto.

2.3 Conclusione.

Il Tribunale di Torino accoglie il ricorso di Fiat auto ed alla resistente è inibito di

pubblicizzare, promuovere, offrire in vendita, importare e commercializzare

nell’intero territorio dell’Unione europea la vettura denominata “Peri”. Viene,

inoltre, fissata la somma di € 15.000,00 per ogni vettura in seguito importata e di

€ 50.000,00 per ogni altra violazione. Viene, poi, disposta la pubblicazione (su

La Stampa, Il Corriere della Sera, Quattroruote, Automotive News Europe e Wall

Street Journal) di un estratto del provvedimento.

La Great Wall Motors sporge reclamo ma, con ordinanza del 03/09/2008, il

tribunale di Torino rigetta il reclamo e conferma integralmente la precedente

ordinanza. In questa ordinanza, in particolare, il Tribunale di Torino mette in

evidenza il principio del “margine di liberta dell’autore nel realizzare il disegno o

modello”28 ed afferma che esso “era assai ampio ed è stato disatteso: le variazioni

introdotte nella parte frontale della vettura della reclamante29, infatti, non

costituiscono altro che modifiche o ritocchi di dettaglio, inidonei a dotare tale

prodotto di un proprio carattere individuale ed inidonei a produrre

27 Le similitudini tra le due auto non si limitano agli esterni, risultano estremamente simili anche gli

interni. 28 Il concetto di margine di libertà nella realizzazione di un disegno o modello industriale è previsto

all’art. 10, comma 2 del Regolamento CE 6/2002, che afferma: “nell’accertare l’estensione della

protezione (conferita da un disegno o modello comunitario) si prende in considerazione il margine di

libertà dell’autore nel realizzare il disegno o modello” 29 Sono le parti che godono di un autonomo brevetto cinese.

21

nell’utilizzatore informato una impressione generale diversa rispetto alla vettura

del modello”.

Mentre in Italia il reclamo di Fiat Auto S.p.A. viene accolto, l’Alta Corte della

provincia di Habei ha respinto il ricorso presentato da Fiat ritenendo che

l’autovettura “Peri” non integri alcuna contraffazione del design della “Panda”

(registrato anche in Cina), consentendo così alla Great Wall Motors la

produzione e la commercializzazione della propria autovettura su tutto il mercato

cinese.

22

CAPITOLO 2. CASO STUDIO: FONDAZIONE GIACOMETTI /

FONDAZIONE PRADA E JOHN BALDESSARI.

1. DIRITTO D’AUTORE.

1.1 Definizione e tutela del diritto d’autore.

Il diritto d’autore tutela le opere dell’ingegno di carattere creativo riguardanti le

scienze, la letteratura, la musica, le arti figurative, l’architettura, il teatro, la

cinematografia, la radiodiffusione e, da ultimo, i programmi per elaboratore e le

banche dati30, qualunque sia il modo o la forma di espressione. Per la tutela non

vi è nessun onere di deposito, come invece si richiede per le invenzioni

industriali. Il contenuto del diritto d’autore si articola in diritto morale e diritto

patrimoniale d’autore, disciplinati entrambi dalla legge n. 633/1941 e successive

modifiche e integrazioni.31

Il diritto morale d’autore è un diritto personale, inalienabile e intrasmissibile. Si

compone di una serie di facoltà, tra cui il diritto di rivendicare la paternità

dell’opera e di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione o altra

modificazione dell’opera stessa che possa essere di pregiudizio al suo onore o

alla sua reputazione. Tale diritto è inalienabile e dopo la morte dell’autore può

essere fatto valere dagli eredi. Il diritto morale d’autore si concreta anche nella

facoltà di non pubblicare l’opera (diritto di inedito), di non rivelare la propria

identità al momento della pubblicazione dell’opera e di ritirare l’opera dal

commercio.32

30 Ai sensi della Convenzione di Berna sulla protezione delle opere letterarie e artistiche. 31 Sirotti Gaudenzi A., Il nuovo diritto d’autore, 2014. 32 Sez. II, Protezione dei diritti sull’opera a difesa della personalità dell’autore, Artt. 20-24 della legge n.

633/1941.

23

Il diritto patrimoniale d’autore consiste nel diritto esclusivo di sfruttamento

economico dell’opera protetta. Si compone di una serie di facoltà, tutte

indipendenti tra loro, tra cui la facoltà di riprodurre, distribuire, comunicare al

pubblico, tradurre in altra lingua o rielaborare l’opera. Tali facoltà spettano, salvo

casi particolari, all’autore o ai suoi aventi causa e hanno una durata limitata nel

tempo, potendo lo sfruttamento in esclusiva essere esercitato solo per tutta la vita

dell’autore e sino al termine del settantesimo anno dopo la sua morte.

Diversamente dal diritto morale d’autore, tutte le facoltà che compongono il

diritto patrimoniale possono formare oggetto di atti di trasferimento, anche

separatamente, per mezzo di contratto di licenza o di cessione.33

Se alla realizzazione dell’opera hanno contribuito più soggetti, la protezione si

articola diversamente, a seconda che l’opera sia collettiva, composta o in

comunione. La prima è un’opera risultante da un disegno complessivo e

organico, che rende l’opera individuabile in quanto tale (per esempio,

un’enciclopedia), e da singoli contributi interni. La tutela autoriale, in questo

caso, è doppia e riguarda tanto l’opera complessiva, quanto le singole parti che la

compongono, se a loro volta connotate da carattere creativo. L’opera composta è

un’opera strutturalmente composta da più elementi scindibili, ma fruibile per il

suo scopo finale solo se tutte le parti che la compongono sono combinate in

modo unitario. È il caso, per esempio, dell’opera lirica o dell’opera

cinematografica. A ciascun autore è riconosciuta la titolarità del diritto d’autore

sulla propria creazione; regole specifiche, poi, disciplinano la titolarità e

l’esercizio del diritto patrimoniale d’autore nel caso di utilizzo combinato delle

varie parti. Nell’opera in comunione, invece, i contributi dei partecipanti siano

indistinguibili e inscindibili. In questi casi i diritti patrimoniali d’autore

sull’intera opera appartengono, salvo diverso accordo, a tutti i coautori in parti

uguali.

In aggiunta, o separatamente, alla tutela delle opere creative è prevista la

protezione dei risultati derivanti da alcune attività tecnico-artistiche, quali la 33 Sez. I, Protezione della utilizzazione economica dell’opera, artt. 12-17, della legge n. 633/1941.

24

produzione di dischi, di fotografie non artistiche, di progetti di ingegneria; o

ancora l’interpretazione ed esecuzione di opere dell’ingegno da parte di attori o

cantanti. Si parla in questo caso di diritti connessi al diritto d’autore, consistenti

non nel diritto esclusivo di sfruttare l’opera, ma nel diritto ad un equo compenso

da parte di chi tragga beneficio dall’utilizzazione concreta del risultato prodotto

dall’autore. Spesso, inoltre, tale diritto è subordinato al rispetto di particolari

formalità di deposito o di menzione sui supporti contenenti il frutto dell’attività

dell’autore.

Quale che sia il tipo di diritto di autore sussistente, l’ordinamento riconosce ai

terzi alcune libere utilizzazioni delle opere tutelate. Si tratta di facoltà,

tassativamente indicate agli art. 65-71 octies l. 633/1941, realizzabili a

prescindere dall’autorizzazione del titolare della tutela, e votate a salvaguardare

interessi superiori e generali, quali per esempio il diritto di cronaca, di

informazione o all’educazione.

La tutela dei diritti d’autore rientra fra le attività della Società Italiana degli

Autori ed Editori, ed è stata oggetto di una serie di convenzioni internazionali,

con lo scopo di conseguire un regolamento uniforme in materia. Si ricordano, in

particolare, quella firmata a Ginevra da quaranta paesi il 6 settembre 1952, nel

corso di una conferenza indetta dall’UNESCO, ed entrata in vigore il 16

settembre 1955 per effetto della ratifica o dell’adesione di dodici stati, quattro dei

quali non erano parti della precedente convenzione di Berna del 9 settembre

1886. In Italia la convenzione di Ginevra è stata ratificata con legge 923/ 1956 ed

è entrata in vigore il 24 gennaio 1957. Successivamente, vi è stata la convenzione

internazionale per il diritto d’autore adottata a Parigi il 24 luglio 1971 e ratificata

con legge 306/ 1977, nonché la convenzione di Berna per la protezione delle

opere letterarie e artistiche ratificata con legge 399/1978.34

34 Le Convenzioni si fondano sul c.d. principio di assimilazione, in base al quale ogni Stato aderente

assicura ai cittadini stranieri una tutela del diritto d’autore corrispondente a quella riconosciuta agli

autori nazionali. Realizzano inoltre, in ogni Stato aderente, una protezione minima comune dei cittadini

degli Stati convenzionati, qualunque sia il trattamento che le singole legislazioni nazionali riservano ai

propri cittadini. A riguardo si veda Ubertazzi, Diritto d’autore: internazionale e comunitario.

commenti (0)
non sono stati rilasciati commenti
scrivi tu il primo!
Questa è solo un'anteprima
3 pagine mostrate su 37 totali
Scarica il documento