Vita e opere Giuseppe Ungaretti, Sintesi di Italiano
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Vita e opere Giuseppe Ungaretti, Sintesi di Italiano

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Riassunto vita di Ungaretti più appunti sulla sua poetica, l'allegria e il porto sepolto
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GIUSEPPE UNGARETTI

GIUSEPPE UNGARETTI (1888-1970)

VITA: Ungaretti nacque il 10 febbraio del 1888 ad Alessandria d’Egitto, da genitori italiani, e trascorse la sua infanzia in Egitto. Frecuentó scuole molto celebri mettendo la famiglia in condizioni precarie. Il fatto di avere una formazione internazionale sarà molto importante per Ungaretti. Mentre è a Parigi conosce Bergson, Mallarmé e Apollinaire e insieme a Papini, Soffici e Marinetti. Quando scoppia la guerra, Ungaretti, combatte come soldato; per lui la guerra sarà un’esperienza centrale nella sua formazione poetica e umana. Nel 1916 pubblica la prima raccolta di poesie, “Il porto sepolto”, che allude al fatto che la sua poesia sia protesa verso l’irrazionale, verso l’io profondo, sepolto in noi. Finita la guerra torna in Italia dove pubblica il suo volume “Allegria di naufragi” (1919), che comprende anche la raccolta precedente e il cui titolo definitivo sarà “L’Allegria”. Le edizioni definitive di tutte le poesie di Ungaretti saranno raccolte sotto il titolo complessivo “Vita d’un uomo”. Ungaretti muore a Milano il 1 giugno del 1970.

LA POETICA: La poetica di Ungaretti è legata a quella dei simbolisti francesi, perché per lui la parola è rivelatrice della realtà assoluta delle cose, per lui la poesia è posta quando porta in sé un segreto. Per Ungaretti la poesia è un’urgenza, infatti molte poesie le scriverà in trincea su qualunque cosa che trovava, come foglietti, pezzi di giornale, e che in un certo senso giustificava la lingua con cui scriveva. La poesia di Ungaretti si divide in tre stagioni, noi studieremo solamente la prima, quella dell’Allegria dove alla condizione dell’uomo corrispondeva una poesia spoglia di ogni sovrastruttura culturale. Legata alle esperienze avanguardistiche del primo Novecento: adotta versi liberi, rinuncia alla punteggiatura, isola le parole per farle risuonare nella mente del lettore. Queste scelte che adottò Ungaretti risentiranno della poetica simbolista, ma anche di quella futurista, con la riduzione della sintassi, e con parole-immagini). Ungaretti decise di raccogliere tutte le sue poesie in un’unica raccolta, “Vita di un uomo”, perché era come se tutte queste descrivessero la sua vita.

L’ALLEGRIA: Il nucleo centrale dell’Allegria (prima chiamata Allegria di naufragi, che è un ossimoro) è costituito dal “Porto sepolto”, dedicato tutto alla guerra e alla precarietà dell’uomo, che la presenza costante della morte rende dolorosamente evidente. Ma nel pieno della tragedia Ungaretti sente nascere in sé un istinto vitale, di cui la poesia è la manifestazione, come in Veglia. L’uomo dopo la catastrofe è pronto a riprendere il cammino come in Allegria di naufragi, riprendendo la fiducia in se stesso. La guerra in Ungaretti è una situazione emblematica, visto che fa emergere la precarietà e il dolore che caratterizzano la condizione umana, quindi Ungaretti attribuisce a una condizione storicamente determinata un valore universale. Mentre il suo atteggiamento nei confronti della natura è contrassegnato dallo stupore, e anche il paesaggio assolato della terra natale o quello del Carso è immerso nel silenzio di una contemplazione stupita. Il titolo finale della prima raccolta di Ungaretti, L’Allegria, può sembrare strano per un libro che parla della Prima guerra mondiale, in cui l’autore si definisce un uomo di pena. Però per Ungaretti grazie alla sofferenza l’uomo può recuperare il sentimento della felicità. Questa raccolta contienen molte innovazioni appartenenti alla poesia simbolista francese e agli stili di avanguardia, in opposizione alla poesia decadente italiana: -il verso libero; -l’assenza della punteggiatura; -la riduzione della poesia a poche parole essenziali; - l’uso dell’analogia

IL PORTO SEPOLTO: (p.112) In questa poesia Ungaretti racconta che aveva sentito una tradizione secondo la quale ad Alessandria esisteva un porto sepolto, mangiato dal tempo. Per Ungaretti la poesia aveva un legame stretto con le sue origini, cioè la parte più antica di se stesso. Con questa poesia porta in superficie un pezzetto di un segreto sepolto in lui. Metrica è libera, senza punteggiatura e la rima. Le poesie dell’Allegria hanno tutte la data e il luogo sotto il titolo, infatti queste poesie di configurano come una sorta di diario poetico di guerra, come espressione lirica e poetica dell’esperienza della guerra. (la sua lingua diventa ridotta alle esigenze minime della guerra). La poesia inizia con un verbo di movimento utilizzato anche nei seguenti due versi della prima strofa (arriva, torna, disperde). Nel secondo verso introduce la figura della “luce” dove la poesia è contrapposta al nulla. Nella seconda strofa a differenza della prima il poeta diventa Io, e utilizza un verbo di stasi (resta). Negli ultimi due versi Ungaretti dice che grazie poesia è riuscito a portare fuori quel nulla segreto trovato nelle profondità del cuore.

-Veglia -Sono una creatura -San Martino del Carso -Mattina -

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