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Istituto Tecnico Commerciale Statale

“Pier Fortunato Calvi”

Anno scolastico 2013/2014

Esame di Stato

LEGO: mattoncini per sognare

Martina Garon

5^bp

INDICE DEI CONTENUTI

1. Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 2

2. Mappa del percorso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 3

3. Storia di un gruppo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 4

4. Economia Aziendale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 7

Il sogno diventa un incubo

5. Matematica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 13

Vendite inaspettate

6. Scienza delle Finanze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 16

Il Fisco tra i giocattoli

7. Inglese . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 20

Legoland

8. Informatica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 22

Robot e cubetti

9. Curiosità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 26

10. Conclusione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 27

11. Bibliografia e sitografia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 29

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1. INTRODUZIONE

LEGO: solo un giocattolo? I LEGO sono giocattoli, forse i primi giochi "da grandi", con i quali, da bambini, abbiamo passato

molte ore, che hanno lasciato un ricordo indelebile della nostra infanzia.

Questo passatempo, però, continua ad invitarci, in qualche modo, ad incastrare quei pezzi di plastica: sarà per il colore attraente, per la voglia di creare miniature di oggetti reali o per il semplice desiderio di incastrare, tanto che sembra, quasi, un impulso automatico.

Oltre ad un mero passatempo, quei famosi mattoncini aiutano il bambino ad imparare, testare, costruire e distruggere di sua iniziativa, senza che ci siano obblighi o regole vincolanti.

Un'eccezione sono le cosiddette “istruzioni”, basilari per la costruzione di “opere” meno infantili, che possono essere modificate in qualsiasi momento, permettendo la nascita di qualcosa di nuovo: un po' di immaginazione ed anche la costruzione meno artistica trova un senso.

Se si approfondisce l'argomento, però, si scopre che non è solamente un giocattolo, ma che trova l'attenzione sia di ragazzi, sia di persone più mature, che lo descrivono quasi come una forma d'arte, se non un mezzo utile a scopi tutt'altro che ludici.

Inizia, quindi, un viaggio tra i mattoncini più famosi del mondo, che risalta il valore delle cose semplici, necessarie per progetti più ampi e funzionali, non solo a livello educativo, ma anche a livello economico e sociale.

Questo cammino comincia con la nascita e la crescita di una grande azienda, nata dalla fantasia, passando per un successivo periodo di declino, descritto in termini economici aziendali.

La situazione, poi, è migliorata, anche rispetto a quella iniziale, affermazione confermata dal trend vendite e dal grafico che si è potuto ricavare, analizzato nella parte di Matematica.

L'imposizione fiscale, a cui è sottoposta questa società, è descritta nella sezione dedicata alla Scienza delle Finanze, mentre i parchi a tema LEGO, presenti in mezzo mondo, sono presentati in Inglese.

Infine, i mattoncini sono applicati alla robotica che, insieme al sito web (supporto della presentazione dell'elaborato), viene descritta nella sezione Informatica.

Il percorso si conclude con delle piccole curiosità, che risultano molto interessanti.

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2. MAPPA DEL PERCORSO

LEGO: mattoncini per sognare

ECONOMIA AZIENDALE

Analisi delle cause che portarono alla

crisi aziendale

MATEMATICA Analisi del trend di

serie storiche

SCIENZA DELLE FINANZE

Regime fiscale

INGLESE Legoland

INFORMATICA Robotica e software

open-source, sito Web

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3. STORIA DI UN GRUPPO

“Costruire è molto importante.

Permette di ascoltare l'intera persona.”

Valeria Maltoni,

Direttore delle Comunicazioni Cerexagri Inc., USA

Da mobili a giocattoli I mattoncini colorati sono nati dalla mente di Ole Kirk

Christiansen (7 aprile 1891 – 11 marzo 1958), un falegname danese, che, nel 1916, aprì a Billund (Danimarca) una piccola falegnameria, nella quale costruiva abitazioni ed arredi interni per le fattorie della regione, grazie all'aiuto di una squadra di apprendisti.

Nell'arco della storia, quest'attività è stata colpita da molte sfortune, la prima delle quali fu accidentale: nel 1924, infatti, la piccola bottega fu oggetto di un incendio, causato accidentalmente dai due figli.

Christiansen non si abbatté e ne costruì un'altra, più grande della precedente, che dovette affrontare la Grande Depressione del '29.

Quest'ultima provocò una crisi economica (e non solo, perché fu anche sociale, industriale ed istituzionale), che colpì tutti gli Stati a livello mondiale e che mise a dura prova le attività dell'epoca: le alternative, infatti, non erano molte e consistevano nel chiudere l'attività od abbassare drasticamente i costi di produzione.

La falegnameria in questione decise, quindi, di fabbricare versioni in miniatura dei prodotti, producendo principalmente giocattoli, che, però, venivano acquistati raramente dalle famiglie, che, non avendo denaro per comprarli, pagavano con cibo.

Una breve prosperità fu data dalla produzione degli arredi e degli yo-yo, che, se rimanevano invenduti, diventavano ruote per i camion giocattolo.

Nel frattempo, il figlio Godtfred iniziò a lavorare col padre e, successivamente, nacquero i primi mattoncini, nominati LEGO, termine ispirato da leg godt ("gioca bene" in danese); da altre possibili fonti,

traduzioni potrebbero derivare da l go ĕ (dal latino "metto insieme", "assemblo") o legot (in finlandese, termine gergale per indicare i denti umani, che richiamano la forma dei mattoncini).

Nel 1949, grazie alla diffusione della plastica, fu utilizzato l'acetato di cellulosa come materia prima dei mattoncini, che componevano il primo camion scomponibile (ispirato dai prodotti brevettati da Hilary "Harry" Fisher Page, per la società Kiddicraft): questi avevano una forma simile a quelli attuali e vennero denominati "LEGO Mursten" (mattoncini LEGO).

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3. STORIA DI UN GRUPPO

Rivenditori e consumatori, però, rimasero scettici nei confronti del nuovo materiale, facendo sì che molte scatole fossero restituite per scarsa vendita; inoltre i mattoncini in sé avevano problemi di duttilità, che limitavano gli incastri tra loro.

Per risolvere questi problemi, venne modificata la struttura del giocattolo, aggiungendo un altro cilindro nella parte inferiore, che assicurava maggiore stabilità e più possibilità di combinazioni.

Alla morte del padre, avvenuta nel 1958, il figlio Godtfred fu a capo della società, integrandola con una nuova sezione interna, denominata “Futura”, con il compito di sviluppare nuove idee.

Nel '60 l'azienda, che contava 450 dipendenti, fu colpita da un altro incendio, che bruciò il magazzino dei giocattoli in legno: si decise, quindi, di abbandonare la produzione con questo materiale.

Da questo momento, inizia la storia dei LEGO come li conosciamo oggi: l'introduzione delle ruote (1962), i mattoncini adatti anche ai più piccoli e, nel '63, l'abbandono della cellulosa, per essere sostituita dalla plastica ABS (acrilonitrile butadiene stirene), che è atossica, meno soggetta a deformazioni ed alla perdita di colore e più resistente a calore, acidi ed altri agenti chimici: una prova ne è la loro compatibilità con quelli attuali e la conservazione delle forme e dei colori originali.

Furono, inoltre, introdotti i manuali d'istruzione, che decretarono il successo del sistema “Treno”, con motore originale a 4,5 volt.

Infine, furono creati il il Parco a tema “Legoland” a Billund (inaugurato il 7 giugno 1968) e mattoncini della linea Duplo, adatti ai bambini più piccoli.

Il mito si fa strada Negli anni Settanta, la produzione venne particolareggiata grazie all'introduzione di parti di mobilio

per le case delle bambole e alle navi dagli scafi realmente galleggianti, per rendere felici sia le femminucce che i maschietti.

Nel frattempo il figlio di Godtfred, Kield Kirk Kristiansen (con la "k" a causa di un errore anagrafico del certificato di nascita, mai corretto), entrò a far parte dell'azienda,che contava oltre 900 dipendenti.

Kristiansen, dopo varie specializzazioni in business, sia in Svizzera, sia in Danimarca, fu parte attiva dell'azienda, anche se partecipava sin da bambino, comparendo nelle immagini pubblicitarie e progettando nuovi modelli.

La sua attenzione si concentrò nella creazione di nuovi stabilimenti di produzione e di dipartimenti per la ricerca e lo sviluppo, per mantenere un costante aggiornamento sulla produzione, e nelle prime

figure umane, inserite nelle scatole LEGO family (diventando così la linea più venduta in assoluto).

Le prime confezioni per "costruttori esperti" risalgono al 1975, con parti mobili come ingranaggi, differenziali, cremagliere, leve, assi e perni per riprodurre le vere automobili, dotate addirittura di sterzo, cilindri e pistoni in movimento.

L'aggiunta degli "omini" decretò il successo, con gambe e braccia orientabili, un bel sorriso e il classico viso giallo, che popolarono abitazioni, strade e veicoli, razzi e Rover lunari.

LEGO cercò però di soddisfare le esigenze delle più piccole con la produzione di animaletti e elementi di gioielleria da assemblare.

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3. STORIA DI UN GRUPPO

Nel 1979, Kristiansen divenne il presidente della società e l'anno dopo istituì la "Divisione Prodotti Educativi", per rendere più istruttivo questo semplice giocattolo, continuando sempre ad aprire nuovi stabilimenti in Europa ed in America (ad esempio, quello nello Jutland, Danimarca, competente nella sola produzione di pneumatici).

La seconda generazione Tutto era pronto per la nascita di una seconda generazione, che sperimentava ancor di più: da treni

con motori a 12V (con luci, scambi, segnali e sistemi di frizione), alla definizione degli attuali “LEGO Technic”, con automobili e fuoristrada che puntavano più sulla struttura meccanica che all'estetica in sé, a mattoncini dedicati ai bambini piccoli tali da evitare il soffocamento, senza contare i castelli con tanto di principesse protette da cavalieri e le navi dei pirati, pronte a salpare verso nuove isole, senza dimenticare l'introduzione dei primi LEGO controllabili da un computer, con pezzi speciali gestiti dal linguaggio di programmazione LOGO.

Intanto, il parco “Legoland” a Billund contava più di un milione di visitatori, l'azienda diventò una tra le dieci maggiori industrie produttrici di giocattoli (l'unica europea in classifica) ed, al “professore di Dinamiche di Business LEGO”, Xavier Gilbert, fu assegnata la cattedra all'International Institute for Management Development a Losanna, Svizzera.

Nel 1991, fu attuato un processo di standardizzazione dei componenti elettrici, per renderli utilizzabili con qualsiasi altro componente, e nel '92 furono stabiliti due Guinness World Record: un castello composto da 400.000 mattoncini, di 4,45m per 5,22m (costruito e pubblicizzato dalla televisione svedese), ed una ferrovia lunga 545m, con tre locomotive.

Le innovazioni, però, continuarono, con l'aggiunta di viti, dati e chiavi inglesi per piccoli carpentieri e dei colori pastello per le signorine.

L'importanza del particolare I colori base dei mattoncini sono stati fin da sempre rosso, giallo, blu, nero, bianco e grigio chiaro,

che vennero accompagnati da altri negli anni Novanta, grazie al rinnovamento degli stampi.

La curiosità è il rifiuto, per molto tempo, della produzione di mattoncini di colore verde, per evitare la costruzione di mezzi militari in miniatura e l'associazione dell'azienda ad immagini di guerra; questa ideologia venne, poi, modificata con la produzione dei personaggi armati (indiani, pirati, cavalieri ed i protagonisti di “Guerre Stellari”).

Il colore degli omini rimase sempre il giallo, con qualche cambio di tonalità, che li riavvicinava alla realtà, e solamente con le linee “Guerre Stellari” ed “Harry Potter” furono introdotti i personaggi ispirati a figure cinematografiche.

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4. ECONOMIA AZIENDALE

Fra il 1999 e il 2003, l’azienda non aveva alcuna idea di quanto costasse produrre la maggior parte dei suoi mattoncini. Addirittura, i kit con micromotori e fibra ottica costavano di più rispetto a quanto l’azienda incassasse dalla vendita. In pratica, si trattava di referenze in perdita di cui nessuno era a conoscenza.”

Mark Stafford,

uno dei designer selezionati presso la base di fan

Il sogno diventa un incubo Sembrava che LEGO potesse continuare a produrre e confezionare i suoi blocchetti ad oltranza,

riscuotendo il successo meritato e rallegrando i pomeriggi di miliardi di bambini, e perché no, anche degli adulti... Ma non aveva fatto i conti proprio con i suoi clienti migliori.

E mentre la British Association of Toy Retailers nominava questo prodotto “il giocattolo del secolo”, alcuni dei loro “clienti” decisero di approdare nel mondo dei videogiochi, facendo crollare le vendite dei mattoncini.

Fu così che l'anno 2004 fu l'apice delle perdite, dato che LEGO dovette dichiarare che, in bilancio, figurava un deficit di 188 milioni di euro.

Le prime conseguenze furono le dimissioni del presidente Poul Plougmann e l'immediato ritorno di Kjeld Kirk Kristiansen, che provò a salvare l'azienda con un migliaio di licenziamenti di dipendenti e con la modifica di alcune tonalità di colore (grigio, grigio scuro, marrone e viola): questa manovra però non risollevò il risultato economico dell'impresa, che l'anno successivo accusava perdite maggiori, nonostante le vendite ammontassero a 100.000.000 euro (1,35 miliardi di dollari); Kristianses, quindi, si dimise, versando alla società più di 100.000 euro del suo patrimonio personale.

L'antefatto Tra il 1998 ed il 2004, la società aveva continuamente perso soldi, fino a quando le vendite

diminuirono del 30% nel 2003 e del 40% l'anno successivo, tanto che i dirigenti di LEGO Group stimarono di distruggere 250.000 euro (337.000 dollari) ogni giorno.

Nel 2004, la Danske Bank A/S smise di concedere fido all'azienda, date le numerose perdite, prestiti di cui Kjeld usufruì dal 1997 al 2001.

Nonostante l'introduzione di nuove serie, come i “LEGO Technic”, che prevedono la costruzione di macchine e robot con ingranaggi azionabili con motori a carica manuale o elettrica, o i “Mindstrom”, in collaborazione con il Mit di Boston, la crisi fu pesante e colpì tutti i settori dell'azienda.

Incastri fatti male Le cause possono essere molte, come la troppa

diversificazione della linea di prodotti, dato che erano stati fatti parchi a tema e gadget senza, però, rinnovare il prodotto in sé, oppure l'avanzata dei videogiochi o la concorrenza a basso costo cinese.

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4. ECONOMIA AZIENDALE

Forse, però, le cause andrebbero ricercate nell'organizzazione della società, nello specifico nell'innovazione e nella catena di fornitura.

Ad esempio, nel 2004 vigevano gli stessi sistemi di approvvigionamento di 10 anni prima, con l e aggravanti di un servizio clienti scadente e della poca organizzazione della vendita prodotti.

La vendita, infatti, era rimasta focalizzata verso i piccoli dettaglianti, che richiedevano la merce LEGO quand'era necessaria ed in piccole quantità, proprio come accadeva nel 1950, sistema che venne, però, surclassato dai grandi rivenditori come “WalMart” e “Carrefour”.

L'azienda, quindi, non aveva perso in qualità del prodotto, dato che il suo brand building era uno dei principali riconosciuti in tutto il mondo, ma in qualità d'organizzazione, che venne sorpassata da chi analizzava meglio ciascun cost driver per fornire la merce just-in-time.

La situazione poteva essere salvata solamente eliminando le inefficienze, allineandosi, quindi, al mercato e limitando gli sprechi dovuti ai trasporti tra due stabilimenti e tre centri d'imballaggio, ciascuno localizzato in uno Stato diverso; all'Amministratore delegato d'allora, Jorgen Vig Knudstorp, fu affidato questo compito.

Il problema di fondo era uno: LEGO era incapace di gestire i propri costi; iniziarono, così, analisi su livelli diversi, che portarono alla ricostruzione dell'azienda, mattone dopo mattone.

Product development La produzione dei nuovi mattoncini era diventata molto particolareggiata, tanto che, ad esempio,

dai due colori primari originari (bianco e nero), si era passati a più di cento tonalità diverse, oppure una scatola per costruire una nave pirata comprendeva otto pirati, con dieci tipi di gambe diversi ed altrettanti abiti: tutto ciò dimostrava la cura dei dettagli, indispensabile in una produzione artigianale, ma anche che i progettisti non avevano tenuto conto dei costi dei materiali e per la produzione in sé.

Inoltre, l'aumento della diversificazione dei nuovi prodotti, non è fatto negativo, ma ha portato ad uno scoordinamento con la strategia di business che era stata attuata: infatti, solamente trenta prodotti hanno generato l'80% delle vendite, facendo sì che gli altri non fossero più fabbricati. Ogni anno, quindi, venivano sostenuti costi per prodotti che non venivano venduti, fatto continuato per anni.

Sourcing LEGO aveva più di undicimila fornitori, che procuravano le materie prime necessarie: un numero

quasi doppio del personale di cui necessita la “Boeing” per costruire i suoi aerei.

Inoltre, ogni ingegnere aveva i suoi fornitori di fiducia, fatto che costituiva un problema, data l'espansione a livello mondiale dell'azienda.

Infine, ogni prodotto aveva il suo specifico materiale, che veniva ordinato in quantità ridotte ed ad intervalli irregolari, dato lo specifico utilizzo, creando così molto spreco, sia di tempo, che di denaro.

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4. ECONOMIA AZIENDALE

Manufacturing Fin dall'inizio, LEGO ha avuto un grosso vantaggio a livello produttivo, con i più sofisticati processi

di stampaggio ad iniezione di tutto il mondo, grazie ad ottocento macchine solo nelle sedi danesi.

Ciascun stabilimento produttivo era gestito, però, come una sede indipendente da tutti gli altri, senza coordinazione all'interno di tutto il sistema: ad esempio, gli ordini non erano organizzati e non era possibile creare un quadro affidabile delle esigenze della domanda, dell'inventario e della capacità di fornitura; inoltre, i siti produttivi erano collocati in Danimarca, Svizzera e Stati Uniti d'America, dove le spese di trasporto sono maggiori.

Ciò rendeva la programmazione a lungo termine molto difficile e gli ordini dovevano essere fatti all'esigenza, aumentandone i costi.

Distribution Il Gruppo LEGO ha dato, fin dalla nascita, molta attenzione ai piccoli rivenditori, che costituivano un

terzo dei grossisti totali, senza dare molta importanza alle grandi catene di distribuzione.

Così, l'azienda aveva grandi spese per fornire i piccoli negozi, che richiedevano poca merce, dato che il 7% delle richieste consisteva in meno di una scatola piena: quindi, non c'erano solamente i costi logistici, ma anche di confezionamento per una quantità ridottissima di merce, oltre a quelli per la tenuta degli inventari e dei piccoli magazzini in ciascuna località.

Un nuovo inizio Era, quindi, palese la necessità di trasformazione.

Knudstorp creò un gruppo eterogeneo di dirigenti e senior management che doveva sviluppare una strategia per la ripresa, mentre un altro gruppo, formato da progettisti, rappresentanti di vendita, logistica, IT e manifatturieri, doveva modificare il sistema a livello operativo.

Questo portò certamente a nuove strategie, che portavano sempre ad accusare qualcun altro d'inefficienza.

I lavoratori La situazione era grave e le soluzioni dei numerosi problemi richiedevano molto tempo, che, però

non era disponibile.

Furono, comunque, fissati degli obiettivi da raggiungere, tramite un'analisi approfondita della supply-chain, della produttività, della pianificazione e del controllo.

Il progetto, dopo essere stato approvato, sarebbe stato modificato solo in caso di difetto, garantendo la rigidità del lavoro che si stava svolgendo.

Inoltre, LEGO Group era nata come impresa familiare: era, quindi, necessario mantenere la fedeltà del gruppo lavoro, attuando una totale trasparenza con i dipendenti.

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4. ECONOMIA AZIENDALE

I lavoratori furono messi a conoscenza della grave situazione dell'azienda e furono partecipi delle decisioni aziendali, anche a sacrificio delle loro occupazioni.

Le squadre di lavoro riuscirono a trovare un accordo, tanto che la produzione fu spostata dal nord America al Messico, così da abbassare i costi a scapito di grandi licenziamenti.

Strategie d'impresa leadership di costo Oltre ad un programma per la pianificazione della produzione, ne fu fatto uno sui costi, che

rendesse il sourcing più strategico.

Così, furono pianificati gli acquisti delle resine e scartati i fornitori più onerosi, dando un nuovo slancio alla produzione.

Furono anche creati dei nuovi vincoli, che potessero essere la base del motto “solo il meglio è abbastanza buono”, che si rifà al famoso Leg Godt.

I termini, infatti, erano nati per dare orgoglio al prodotto, ma si erano trasformati nella pura produzione di giocattoli e giustificazione per difendere

una qualità, che non poteva essere modificata: ad esempio, se erano necessarie delle variazioni, non potevano essere apportate, perché infierivano sulla qualità.

Furono ridotti la gamma di personaggi, le sfumature e i costi d'acquisto, che permisero di abbassare questi ultimi dell'80%.

Inoltre, ai progettisti furono dati dei vincoli per la realizzazione di nuovi personaggi e l'utilizzo di nuove materie prime, utilizzando le forme ed i colori in modi nuovi, anziché crearne altri.

Il senior manager scrisse “i migliori cuochi non sono quelli che hanno tutti gli ingredienti di fronte a loro. Sono quelli che vanno in qualunque cucina e lavorano con quello che hanno” : ciò permise di aumentare la creatività, con una contemporanea diminuzione dei costi.

Altra innovazione riguardava la produzione: furono tagliati i cicli produttivi, adattando le macchine a tutti i mattoncini, riducendo i costi di riattrezzaggio, ed impostando con una ciclicità di fabbricazione da quattro a dodici settimane.

Infine, le vendite avrebbero avuto una cadenza mensile verso lo stesso cliente, abbassandone i costi.

Se erano necessarie delle modifiche alle macchine, dovevano essere coordinate anche con il team di imballaggio, dato che ciascuna scatola ha un packaging diverso.

Fu modernizzata anche l'esternalizzazione: LEGO, in passato, aveva già optato per l'outsourcing per il 10% della produzione, ma era convinta a non dare la produzione ad aziende cinesi; scelse, quindi, la Repubblica Ceca, dato che era più vicina ai mercati orientali.

La logistica fu migliorata, oltre per questo aspetto, anche perché il numero di fornitori

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4. ECONOMIA AZIENDALE

scese da ventisei a tre o quattro: questa fu un adattamento alle politiche della concorrenza, dato che altre aziende avevano apportato queste modifiche anni prima.

La vera novità fu quella di creare un unico centro di produzione in Repubblica Ceca, chiudendone cinque tra Danimarca, Germania e Francia: ciò permise di essere vicino alla grande distribuzione, grazie all'apparato logistico rinnovato, e di avere buona traccia delle scorte.

Fu chiara la consapevolezza che i clienti avevano esigenze diverse e che era necessario mantenere un contatto continuo con i rivenditori più grandi, con la gestione delle scorte e con la personalizzazione del prodotto.

I rivenditori più piccoli sarebbero stati ancora forniti, ma a condizioni più regolari e standardizzate, aggiungendo sconti per i primi ordini e rifiutando l'invito di cartoni non a pieno carico.

Anche i clienti furono partecipi allo sviluppo del prodotto, rendendoli più felici e dando maggiore attenzione all'acquirente stesso, che poteva trovare un assortimento migliore ed un'esclusiva molto limitata di alcuni prodotti.

Ad esempio, quando ci si rese conto che esistevano problemi anche con i designer, furono assunti altri trenta laureati provenienti dalle migliori scuole di design europee: questi, però, non sapevano nulla né del giocattolo in questione, né della filosofia di fondo dell'impresa.

In questo modo, la produzione di mattoncini raddoppiò, da seimila a dodicimila, aumentando le problematiche relative allo stoccaggio ed al trasporto di merce, che non dava ritorno economico; nel 2006, quindi, venne fatto il primo workshop per reclutare veri appassionati, sia bambini, che adulti (quest'ultimi denominati “Afol”).

Un solo obiettivo Tutti questi radicali cambiamenti hanno portato dei risvolti positivi: hanno salvato 50 milioni di euro

(67 milioni di dollari) dal 2004 e si prevede che si possano risparmiarne altri 100 milioni di euro (135 milioni di dollari), nei prossimi due anni.

Nonostante l'aumento dei prezzi del petrolio sui materiali e sui mezzi di trasporto, il fatturato è aumentato del 12% nel 2005, anno in cui il gruppo ha registrato i suoi primi profitti, che ammontavano a 61.000.000 di euro (72 milioni di dollari).

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4. ECONOMIA AZIENDALE

Nel 2006 il fatturato è aumentato dell'11% ed i profitti del 240%, rispetto a quelli dell'anno precedente: Knudstorp disse, addirittura, che l'azienda sarebbe stata “un po' troppo avanti rispetto alla concorrenza in alcuni parametri”.

Secondo Bloomberg, infatti, LEGO è diventato il primo produttore di giocattoli, capitalizzando, nel 2012, 14,6 milioni di dollari, superando il maggiore concorrente, il produttore di Barbie Mattel, con 14,4 milioni di dollari, e Hasbro, che con i giochi in scatola capitalizza 5,4 miliardi di dollari; il tutto grazie a 45,7 miliardi di mattoncini prodotti, mentre le vendite quadruplicavano negli ultimi anni.

Al giorno d'oggi... Oggi, Kjel Kirk Kristiansen ha un patrimonio netto di 5,9 miliardi di dollari.

La famiglia controlla LEGO Group per il 75% attraverso la società d'investimento “Kirkbi A / S”, mentre il 25% è detenuto da “LEGO Foundation”, associazione fondata nel '86 che raccoglie fondi da destinare ai bambini più poveri.

Riuscire ad ottenere il prodotto giusto, nel momento e nel luogo giusti, ha permesso a LEGO Group di dedicarsi nuovamente allo sviluppo del business, che non era possibile quando l'intero sistema era arretrato di 10-15 anni.

Ora, quindi, rimane un unico obiettivo: fare meravigliosi giocattoli.

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5. MATEMATICA

“Il nostro obiettivo è: zero richiami di prodotto – sempre.”

Kjel Kirk Kristiansen

Vendite inaspettate La felicità dei bambini aumentò con la

contemporanea crescita delle vendite, che è possibile analizzare tramite l'interpolazione statistica.

Quest'ultima indica i legami che esistono tra due variabili x e y, permettendo di determinare la funzione il cui grafico si “accosti” il più possibile ai dati osservati, senza però attraversare i punti noti.

Ciò è possibile grazie a diversi procedimenti, tra cui il più diffuso è il

metodo dei minimi quadrati, che consiste nella determinazione dei valori che rendano minima la somma dei quadrati delle differenze fra i valori osservati y i ed i valori teorici : ŷ quindi, ∑(yi - ŷi)2 da rendere minimo.

In questo caso, è stata utilizzata la perequazione per medie mobili (o meccanica), che sostituisce i valori reali con altri teorici, ottenuti mediante medie semplici, o ponderate, di tre, cinque, … termini, di cui quello considerato occupa il posto centrale, per rendere l'andamento dei dati più regolare: in questo modo, viene eliminato il movimento ciclico, che riguarda le oscillazioni periodiche, o non periodiche, dovute ai “cicli economici” (prosperità, recessione, crisi, ripresa).

In questo modo, i risultati sono più livellati, ma bisogna tenere conto di alcuni inconvenienti: la perdita del primo e l'ultimo termine e l'arbitrarietà con la quale si sceglie il numero di dati da sommare.

Analisi È stata considerata una parabola d'equazione y=a+bx+cx2 come funzione interpolante, ottenuta

con il metodo dei minimi quadrati.

Dati, quindi, i dati dei fatturati (iscritti nei bilanci di Lego Group A / S) relativi agli esercizi compresi tra gli anni 1995 e 2013, sono stati livellati sette dati per volta, facendone una media semplice.

In seguito, sono stati calcolati i valori dei coefficienti di a, b e c, che sono stati sostituiti nell'equazione, per poi ricavarne i dati teorici.

A dimostrazione che è stata fatta una buona interpolazione, è stato calcolato l'indice quadratico medio di scostamento (I2), che deve essere minore di 0,1 per accettare la funzione interpolante.

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5. MATEMATICA

Funzione parabola interpolante: y=a+bx+ cx2

n=13

na+b∑x+c∑x2=∑yi a∑x+b∑x2+c∑x3=∑xyi a∑x2+b∑x3+c∑x4=∑x2yi

{ 13a+130b+1.482c=124,31859 130a+1.482b+18.460c=1.327,98009 1.482a+18.460b+243.750c=16.118,94853

{ Matrice denominatore

= 4.736.732

Matrice a

= 74.249.368,09 a= 15,67523

Matrice b

= -9.658.422,05 b = -2,03905

14

Anno x xy

1995 0 6,844 0,00000 0 0 0 0,00000 0,00000 0,00000 0,000 1996 0 7,534 0,00000 0 0 0 0,00000 0,00000 0,00000 0,000 1997 0 7,616 0,00000 0 0 0 0,00000 0,00000 0,00000 0,000 1998 4 7,680 8,27843 16 64 256 33,11372 132,45488 9,52300 1,549 1999 5 9,808 8,67229 25 125 625 43,36145 216,80725 8,61118 0,004 2000 6 9,467 8,56314 36 216 1.296 51,37884 308,27304 7,94985 0,376 2001 7 9,000 8,37443 49 343 2.401 58,62101 410,34707 7,53902 0,698 2002 8 9,601 8,28114 64 512 4.096 66,24912 529,99296 7,37869 0,814 2003 9 6,770 7,99400 81 729 6.561 71,94600 647,51400 7,46885 0,276 2004 10 6,295 7,78829 100 1.000 10.000 77,88290 778,82900 7,80950 0,000 2005 11 7,027 7,86343 121 1.331 14.641 86,49773 951,47503 8,40065 0,289 2006 12 7,798 8,15771 144 1.728 20.736 97,89252 1.174,71024 9,24230 1,176 2007 13 8,027 9,47829 169 2.197 28.561 123,21777 1.601,83101 10,33444 0,733 2008 14 9,526 11,25486 196 2.744 38.416 157,56804 2.205,95256 11,67707 0,178 2009 15 11,661 13,55029 225 3.375 50.625 203,25435 3.048,81525 13,27020 0,078 2010 16 16,014 16,06229 256 4.096 65.536 256,99664 4.111,94624 15,11383 0,900 2011 0 18,731 0,00000 0 0 0 0,00000 0,00000 0,00000 0,000 2012 0 23,095 0,00000 0 0 0 0,00000 0,00000 0,00000 0,000 2013 0 25,382 0,00000 0 0 0 0,00000 0,00000 0,00000 0,000

TOTALE 130 207,876 124,31859 1.482 18.460 243.750 1.327,98009 16.118,94853 124,31859 7,072

Reddito

(mDKK)

Dati Perequati/y

i

x2 x3 x4 x2*y ŷi (yi-ŷi)^2

13,00000 130,00000 1.482,00000 130,00000 1.482,00000 18.460,00000

1.482,00000 18.460,00000 243.750,00000

124,31859 130,00000 1.482,00000 1.327,98009 1.482,00000 18.460,00000

16.118,94853 18.460,00000 243.750,00000

13,00000 124,31859 1.482,00000 130,00000 1.327,98009 18.460,00000

1.482,00000 16.118,94853 243.750,00000

5. MATEMATICA

Matrice c

= 593.263,78 c= 0,12525

Equazione parabola interpolante: y=15,67523-2,03905x+0,12525x2

Indice quadratico medio di scostamento: ∑ ( y i- ŷ i) 2 n√ 7,07 2 13√

I2= = = 0,077125 ∑ ŷ i 124,32 n 13

I2 è minore di 0,1, quindi i valori teorici rappresentano in modo ottimale quelli originali.

15

13,00000 130,00000 124,31859 130,00000 1.482,00000 1.327,98009

1.482,00000 18.460,00000 16.118,94853

1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 0

2

4

6

8

10

12

14

16

18

Trend serie storica - fatturati "Lego Group A / S" anni 1998-2010

Reddito (mDKK) Dati Perequati/yi ŷi Anni

Fa ttu

ra ti

(m D

D K)

6. SCIENZA DELLE FINANZE

“La separazione degli interessi dei proprietari da quelli della dirigenza non costituisce una debolezza per l'azienda, poiché i proprietari sono membri del consiglio di amministrazione e sempre al corrente delle attività quotidiane.”

Codice di Condotta Aziendale

Il Fisco tra i giocattoli LEGO Group A / S è una holding danese, con una forma giuridica che equivale alla società per azioni

italiana.

Come le ApS (società a responsabilità limitata danese), è soggetta ad imposta sui redditi che grava sulla persona giuridica, a differenza delle società di persone, dove la tassazione avviene in capo ai soci.

In generale, l'onere fiscale è molto elevato ed è una caratteristica che accomuna tutti i Paesi scandinavi, dato l'alto livello di benessere della popolazione.

Imposta sul reddito Le imposte sui redditi sono imposte dirette, che colpiscono le

manifestazioni direte ed immediate di ricchezza, cioè il conseguimento di redditi o il possesso di patrimonio.

Le imposte riguardanti i redditi di persone fisiche sono molto alte in Danimarca, ma questo compensa il numero ridotto di contributi sociali e

previdenziali richiesti dallo Stato.

Queste imposte sono formate da altre cinque: contributo al mercato del lavoro, imposta statale, imposta municipale, oneri sanitari e imposta ecclesiastica.

Queste valgono sia per i residenti, che per i non: per essere considerati domiciliati, si deve avere la residenza in Danimarca o vi si deve risiedere per più di sei mesi.

Imposte sui redditi di persone fisiche Il presupposto per applicazione di quest'imposta è il possesso di redditi, in denaro o natura, da

parte di una persona fisica, che comprendono i redditi da lavoro dipendente e da lavoro autonomo; i soggetti passivi sono sia i residenti, che i non residenti, per quest'ultimi solamente per i redditi prodotti all'interno dello Stato.

Per i lavoratori autonomi danesi c'è una particolarità, dato che il reddito imponibile è calcolato con le stesse regole che riguardano i redditi di società, al quale verranno aggiunti gli altri redditi, di fonte diversa.

Esistono deduzioni per gli interessi passivi, per oneri per i figli a carico, per i contributi previdenziali (fino a 50 mila corone), per i contributi per il fondo di disoccupazione e per le spese per il trasporto riguardanti il tragitto casa-lavoro (a seconda del chilometraggio).

Inoltre, viene riconosciuta un'ulteriore deduzione del 6,95% sulla remunerazione totale, fino ad un massimo di 22.300 corone: la base imponibile, quindi, è formata dal reddito complessivo del contribuente, al netto degli oneri deducibili.

16

6. SCIENZA DELLE FINANZE

È individuata l'esenzione per le prime 46.630 corone di reddito, cifra che, per le coppie sposate o conviventi, può essere riconosciuta sul reddito del partner, se non se ne usufruisce; la quota si riduce a 31.500 corone per i minorenni.

L'imposta ha carattere progressivo: ciò significa che viene calcolata sulla quota di reddito corrispondente ad una determinata fascia, applicando l'aliquota specifica, mentre la parte che ne eccede viene applicata un'aliquota diversa.

Reddito imponibile (DKK) Reddito imponibile (€) Aliquota

Da 0 a 46.630 Da 0 a 6.265 0%

Da 46.630,01 a 423.804,01 Da 6.265,01 a 56.945 40.23%

Oltre 423.804,01 Oltre 56.945,01 55%

Una volta sottratte le detrazioni, gli acconti versati in precedenza ed i crediti d'imposta, si avrà l'imposta netta.

I ricercatori, o simili, stranieri sono sottoposti ad un'imposizione fiscale diversa: per i primi tre anni di permanenza in Danimarca, viene applicata un'imposta che sostituisce tutte le altre, con aliquota fissa del 26%, senza però il beneficio di deduzioni, che può variare a seconda del tipo di lavoro, del reddito percepito e della durata del soggiorno.

Allo scadere di questo periodo, vengono concessi altri quattro anni a tassazione ordinaria: nel caso in cui il contribuente non lasci il Paese in questo lasso di tempo, deve restituire i benefici che ha ricevuto nell'arco dei primi tre anni.

In Italia... L'imposta sul reddito di persone fisiche è denominata “Irpef” ed è molto simile a quella applicata in

Danimarca: l'unica differenza consiste nell'individuazione degli scaglioni.

Reddito imponibile (€) Aliquota

Fino a 15.000 23%

Da 15.000,01 a 28.000 27%

Da 28.000,01 a 55.000 38%

Da 55.000,01 a 75.000 41%

Oltre 75.000,01 43%

A questo deve essere aggiunta l'addizionale regionale, con un'aliquota media del 1,73%, e quella comunale, con aliquota compresa tra 0,5% e 0,8%.

17

6. SCIENZA DELLE FINANZE

In questo modo, si può notare come l'imposizione fiscale sia diversa nei due Stati:

Categoria Reddito imponibile (€) Imposte in Italia (€)

Imposte in Danimarca (€)

Pensionato 20.000 5.206 5.526

60.000 20.068 22.068

100.000 38.040 44.068

Sportivo 500.000* 216.606 264.068

1.5 milioni* 874.703 -

2 milioni - 1.089.068

Manager 200.000 83.640 99.068

1.5 milioni* 655.337 814.068

Libero professionista 300.000 128.869 154.068

1 milione* 435.912 539.068

*sui redditi superiori a 300.000€ si applica un contributo di solidarietà pari al 3% sulla parte eccedente ai 300.000€;

è stato utilizzato il cambio medio per il periodo gennaio 2012-novembre 2012 pari ad Euro 7,442247

Imposte sui redditi di società In Danimarca, sono esonerati dall'applicazione delle imposte sui redditi di di società ne sono

esonerate le comunità religiose riconosciute e le istituzioni ecclesiastiche collegate alla religione di Stato, la Banca Centrale danese, i servizi sanitari industriali, le imprese di risanamento urbano ed i fondi pensione.

I redditi che derivano da compagnie di assicurazione sono tassati solamente se eccedono 1 milione di corone.

Inoltre, sono esenti i dividendi che derivano da società controllate per più del 10% e le perdite, iscritte in bilancio, possono essere dedotte per i cinque anni immediatamente successivi all'anno d'imposta nel quale sono conseguite.

L'imposta italiana corrispondente si chiama “Ires” e non è molto diversa.

Imposta sul Valore Aggiunto Quest'imposta viene applicata a tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, avvenute sia nel

Paese, sia con le importazioni; in Danimarca sono esenti i servizi sanitari, educativi e finanziari ad un'aliquota del 25%, senza altri scaglioni.

In Italia, invece, l'aliquota base è del 22%, che si riduce al 10% per i servizi offerti da alberghi, bar, ristoranti e altri prodotti turistici, determinati prodotti alimentari, i prodotti fitosanitari e particolari opere di recupero edilizio; diventa del 4% per i generi alimentari di prima necessità, la stampa quotidiana o periodica, i libri, le opere per l'abbattimento delle barriere architettoniche, alcuni tipi di sementi ed i fertilizzanti.

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6. SCIENZA DELLE FINANZE

Rapporti fiscali Italia - Danimarca Per evitare doppie tassazioni e l'evasione fiscale, esistono diversi accordi stipulati tra la Repubblica

Italiana ed il Regno di Danimarca:

• Convenzione del 5 maggio 1999 , firmata a Copenaghen e ratificata in Italia con legge n. 745 dell'11 luglio 2002 ed entrata in vigore il 27 gennaio 2003;

• Accordo operativo tra i Ministeri delle Finanze dei due Paesi, per l'applicazione delle disposizioni sulla scambio di informazioni previsto dalla suddetta Convenzione, firmato a Roma il 26 ottobre 2004;

• Accordo amministrativo tra i due Ministeri delle Finanze, per l'effettuazione di verifiche simultanee, firmato a Copenaghen il 26 febbraio 1980.

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7. INGLESE

“Everything is awesome”

LEGO Movie Music

Legoland Legoland (mark registered as "LEGOLAND")

is a chain of amusement parks by LEGO.

It isn't exclusive property of LEGO Group, since it has only 30% of the total shares, but it is managed by Merlin Entertainments, a British amusement-parks chain.

All the attractions of the park are built by LEGO bricks and are perfect for families with little children, until eleven years old and, for

example, the roller coasters aren't so extreme.

In each park there are many areas specialized in a specific activity: for example, in “Explorer Land” there is a safari with LEGO animals, a school for driving mini-electric cars for children and a mini- monorail.

Also, “Legoredo” is a small far-west-village, where there is a reconstruction of Mount Rushmore with the four Presidents (built with 2.500.000 bricks).

There is “Pirateland”, with pirates and small ships, “Castleland” with LEGO knights and “Duploland”, for babies.

The most important area, and the one that is in each park, is “Miniland”, with the representation of the most famous palaces and points of interest of all the world.

Today, there are some parks all over the world, such as:

• Legoland Billund (Denmark): it is the oldest of all parks and it is visited by 1.6 million of people every year, so it is the biggest attraction in Denmark, along with Copenhagen;

• Legoland Windsor (UK): it is the first park that was founded in 1994; it has been built where there used to be the “Windsor Safari Park”;

• Legoland Deutschland (Günzburg, Germany): born in 2002; in Sierksdor (north Germany); there was also a second park, opened on 1973, but closed by 1976: now it has been sold and it is called “Hansa-Park”;

• Legoland California (Carlsbad, USA): opened on 20th March 1999 and it holds also the Water Park “Sea Life” (the same as Gardaland);

• Legoland Florida (Winter Haven, USA): it was started on 15th October 2011, the biggest of the world;

• Legoland Malaysia (Nusajaya, Malesia): the attractions that compose Miniland are very interesting, because there are all points of interest of Asia; it is the first LEGO's park of the Middle East and it was inaugurated on 15th September 2012.

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7. INGLESE

Today, there is work in progress in Dubai (United Arab Emirates), Japan and South Korea.

In Italy, in 2007, Nick Varney, CEO of Merlin Entertainments, has revealed a project for inserting a “Legoland Discovery Center” in Gardaland, but the project failed.

The 75% of shares of Gardaland are property of Merlin.

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8. INFORMATICA

"Fantastico, ho appena ricevuto un regalo da Lego!"

Shubham Banerjee, dodicenne californiano

Robot e cubetti La robotica è la disciplina dell'ingegneria che

studia e sviluppa metodi che permettano ad un robot di eseguire dei compiti specifici, riproducendo il lavoro umano...

Ed i mattoncini?

Esistono particolari set di gioco, denominati “LEGO MINDSTORMS”, che permettono di costruire dei robottini, nei quali sono inseriti dei particolari componenti.

Quest'ultimi possono essere ingranaggi, servomotori, sensori di colore, contatto e infrarossi che sono all'interno della costruzione finale, il tutto gestito da un dispositivo, che fa da “cuore” all'intero sistema: questi sono solamente le parti basilari, perché è possibile aggiungere misuratori di energia, sensori giroscopici, di suono, di temperature ed ad ultrasuoni.

Il risultato sarà un robot di mattoncini, in grado di muoversi ed interagire con l'ambiente

circostante, secondo le indicazioni impartite tramite il telecomando ad infrarossi.

Il “mattoncino intelligente”, che fa da nucleo, è chiamato “EV3” (evoluzione 3) ed è la terza generazione di queste costruzioni programmabili, preceduta da NTX e NTX 2.0: ha delle porte USB e microSD ed, inoltre, è in grado di collegarsi via Bluetooth e Wi-Fi con altri dispositivi.

All'interno contiene un processore che utilizza una piattaforma Linux.

Esiste anche un linguaggio di programmazione, molto simile a C (linguaggio programmazione ad alto livello), chiamato ROBOTC, che viene applicato alla robotica, inclusi i LEGO, con tanto di competizioni a livello mondiale.

Comunque, il software, scaricabile dal sito, è open-source, quindi è protetto da licenza GPL ed possibile vederne il contenuto.

22

8. INFORMATICA

Robot tra i bambini “LEGO Education” è un progetto, promosso dall'azienda, che vede i mattoncini applicati nella

robotica per l'educazione dei bambini.

Il “mattoncino intelligente” è indicato per le scuole secondarie, ma le costruzioni con ingranaggi sono adatte anche ai bambini più piccoli, con tanto di corsi per istruire gli insegnanti in queste competenze.

A livello europeo, questa possibilità è offerta dal “Progetto TERECoP”, proprio per introdurre la robotica e l'informatica nell'educazione nell'apprendimento.

In Italia, questo è promosso dal museo civico di Rovereto, dove si svolgono anche i “FIRST LEGO Legue”, il campionato riservato ai ragazzi con età compresa tra gli 11 e 16 anni.

Inoltre, l'Università di Padova collaborerà all'incontro internazionale “Teaching Robotics & Teaching with Robotics” (TRTWR) ed alla conferenza internazionale “Robotics in Education” (RIE), che si terranno a Padova il 18 luglio 2014.

23

8. INFORMATICA

Giocando s'impara Shubham Banerjee è un dodicenne californiano che ha realizzato un prototipo di stampante di

caratteri Braille, punzonati su una striscia di carta simile a quella usata dalle calcolatrici portatili: usa una traballante testina di stampa formata da qualche rondella e una puntina da disegno, che scorre lungo gli assi incastonati in una struttura di mattoncini colorati.

La stampante è stata testata da un amico non vedente, che ne conferma il corretto funzionamento: con un gioco da 350 euro, si può creare una stampante da 2.000 euro.

Questo è uno dei tanti esempi, come il Guinness World Record ottenuto con la risoluzione del cubo di Rubik in 3,253 secondi da parte una struttura completamente in mattoncini, o quello per la pista di un trenino LEGO lunga più di quattro chilometri.

I mattoncini possono essere usati anche tra i computer e la fantasia non manca: dai case, alle tastiere e mouse, fino ad arrivare agli switch.

Il viaggio in HTML La presentazione di questo lavoro di tesina è supportato da un sito internet, che permette di

cogliere i principali aspetti che caratterizzano questa nicchia del mondo dei giocattoli.

Il sito web è scritto in linguaggio standard HTML (HyperText Markup Language), che permette di creare ipertesti da rendere disponibili nel World Wide Web.

É molto particolare, perché non descrive l'aspetto finale del documento, ma solamente l'aspetto logico: in questo modo è possibile definire il layout del documento a seconda del dispositivo dal quale si accede e rendere più facile la manutenibilità.

Inoltre, non è quindi un linguaggio di programmazione (in quanto non definisce variabili, funzioni o strutture di controllo), ma di formattazione.

Il documento viene salvato su dischi fissi, che possono fungere anche da server, per renderlo accessibile ad un numero ampio di utenti.

La scrittura è basata sui tag, delle marcature che permettono di specificare il browser le

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