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Ewa Nicewicz-Staszowska

Uniwersytet Kardynała Stefana Wyszyńskiego w Warszawie e.nicewicz@uksw.edu.pl

“EDUCARE ALL’AMORE DEL BELLO”*. L’ILLUSTRAZIONE ITALIANA PER L’INFANZIA

FRA XIX E XX SECOLO

Assirelli Silvia (2012). Paradigma Bemporad. Percorsi e linee evolutive dell’illustrazione nel libro per l’infanzia in Italia tra Ottocento e Nove- cento. Firenze: Nerbini, pp. 397.

La letteratura per l’infanzia, fino a poco tempo fa considerata la Cene-rentola delle letterature, sembra riconquistare oggi la propria digni- tà. Da alcuni anni assistiamo infatti al crescente proliferare di ricerche e di studi incentrati sui diversi, sempre più vasti aspetti dell’argomento. Accanto all’approccio teorico (di descrizione e classificazione), storico-

Nicewicz-Staszowska, E. (2017). “Educare all’amore del bello”. L’illustrazione italiana per l’infanzia fra XIX e XX secolo. [Review of the book Paradigma Bemporad. Percorsi e linee evolutive dell’illustra- zione nel libro per l’infanzia in Italia tra Ottocento e Novecento, by S. Assirelli]. Italica Wratislavien- sia, 8 (2), 199–206. DOI: http://dx.doi.org/10.15804/IW.2017.08.25

Published: 15/11/2017 ISSN 2084-4514 e-ISSN 2450-5943

* La citazione proviene dal Supplemento al Bollettino Bibliografico Bemporad del 1923 riportato da Assirelli a pagina 155: “I nostri libri per la gioventù, scritti in ottima lingua, con scopi eminentemente educativi e morali, in corrette ed eleganti edi- zioni, sono dovuti ai più illustri scrittori che si sono dedicati anche alla letteratura per i piccoli. Comprendono inoltre inappuntabili traduzioni e riduzioni delle migliori ope- re straniere in fatto di letteratura infantile. La superiorità delle nostre edizioni è dovuta anche alle copiosissime e ricche illustrazioni artistiche, molte a colori, colle quali ab- biamo voluto educare i giovani lettori all’amore del bello. Possiamo così offrire opere perfette e di costo sempre modico”.

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letterario (l’evoluzione letteraria) o tematico (la ricostruzione per temi), l’attenzione degli studiosi va a comprendere anche le aree strettamente legate alla produzione per ragazzi, quali la traduzione o l’illustrazione. A quest’ultima è dedicato l’imponente volume di Silvia Assirelli, Para- digma Bemporad, frutto del lavoro svolto sotto la guida di Anna Ascenzi nell’ambito del Dottorato di ricerca in “Storia dell’educazione e della letteratura per l’infanzia”, pubblicato all’interno di una serie dedicata alla storia della stampa periodica per l’infanzia e la gioventù, “La Col- lana Nerbiniana”1.

L’originalità del volume risiede soprattutto nell’adottamento dei nuovi criteri interpretativi e nel tracciare nuovi percorsi di indagine ri- spetto a quelli già esistenti. Assirelli, partendo dall’attuale stato degli studi dedicati alla questione – basato soprattutto su tre colonne portan- ti, ossia i classici di Faeti (1972), Pallottino (1988), Boero e De Luca (1995) – conduce la propria ricerca sul ruolo e sull’evoluzione dell’il- lustrazione nei libri di amena lettura da posizioni inconsuete. Decide, cioè, di concentrare la propria attenzione sulla figura dell’editore, inteso come il motore principale, il cui lavoro determina gli orientamenti della letteratura per l’infanzia assai più delle tendenze artistiche o delle ca- pacità tecniche degli illustratori. Come dichiara nella sua Introduzione:

il presupposto teorico di base di questa ricerca coincide con l’esigenza di riconsiderare lo sviluppo dell’illustrazione per l’infanzia nel libro non scola- stico collocato nel suo contesto produttivo, in una prospettiva tesa a rilevare quale sia la portata e l’estensione dell’opera di mediazione attuata da tale contesto e in quale misura le convenzioni educative, le inclinazioni ideo- logiche, il gusto artistico e le esigenze di natura commerciale dell’editore incidano sull’evoluzione dei figurati (p. 14).

Nella sua ricerca Assirelli assegna il ruolo paradigmatico alla più importante casa editrice dell’epoca, la fiorentina R. Bemporad & Figlio, operante nell’arco temporale compreso tra il 1889 (l’anno in cui i fratelli Paggi cedono la loro libreria editrice a Roberto Bemporad e a suo figlio

1 Attualmente, oltre al volume di Assirelli, la collana comprende i seguenti titoli: Loparco, 2011; Mattioni, 2011, 2012; Meda, 2013.

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Enrico) e il 1938 (l’anno di cambiamento della ragione sociale in Mar- zocco Società). La scelta risulta giustificata da almeno cinque fattori: l’interesse storico del periodo di attività (dalla realtà postunitaria alla vigilia della Seconda guerra mondiale), il legame con la Libreria Edi- trice Fratelli Paggi, la vasta specializzazione nel settore della letteratura amena, l’importanza data alle illustrazioni e, infine, la forte componente di tipicità rispetto al panorama editoriale italiano (la struttura dell’azien- da, gli orientamenti culturali).

Uno degli aspetti più interessanti del lavoro di ricerca portato avanti dalla studiosa riguarda certamente la sua meticolosa analisi dei materiali archivistici riuniti presso l’Archivio storico Giunti di Firenze e le biblio- teche Marucelliana e Nazionale di Firenze. L’indagine sulla Bemporad si è ivi svolta in tre tappe: la ricostruzione di tutte le collane non scola- stiche per l’infanzia, l’analisi materiale dei singoli esemplari e, alla fine, lo studio di documenti come la stampa specializzata (ad es. Giornale della libreria), materiale promozionale (cataloghi, estratti), come pure fonti inedite contenenti corrispondenza dell’editore con autori, illustra- tori, ecc., nonché le scritture sociali (verbali, libro delle adunanze, ecc.). Il risultato non è soltanto una vasta opera descrittiva e di catalogazione dei libri di amena lettura pubblicati dalla casa editrice fiorentina in quasi mezzo secolo di attività – finora conosciuti grazie al contributo di Lucia Cappelli (2008) – ma anche la collocazione degli esiti ottenuti all’in- terno di un quadro completo e dettagliato che riporta la realtà dell’uni- verso della Bemporad in relazione al panorama editoriale nazionale. Di valore inestimabile risultano infine l’apparato iconografico composto di novantasei riproduzioni di copertine, frontespizi e immagini riprodotti a mo’ di illustrazione del tema, nonché il dettagliato catalogo delle fonti consultate.

Oltre alle sezioni già menzionate, il volume è strutturato in quattro articolati capitoli, di cui il primo, Il paradigma Bemporad, è dedicato ad alcune questioni preliminari e introduttive, quali il riferimento all’at- tuale stato degli studi ma anche la motivazione della scelta come ogget- to di studio della casa editrice fiorentina e del libro non scolastico per ripercorrere le tappe del sviluppo e le linee evolutive dell’illustrazione destinata all’infanzia nel passaggio tra i due secoli. Nel capitolo c’è spa-

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zio pure per stimolanti riflessioni sulle relazioni tra editore, autore e il- lustratore e sullo stato dell’editoria in generale, sulle maggiori correnti artistiche dell’epoca, o meglio, sulla loro mancata corrispondenza nello stile dei libri per ragazzi e infine sull’affermazione del libro come og- getto di consumo che deve far fronte alla concorrenza dei nuovi mezzi, cioè la stampa e il film: “Oramai la crisi del libro è avviata a un punto tale che nelle famiglie, invece di comprare un libro di divertimento per ragazzi, si preferisce condurli al cinematografo”, sostiene nel 1928 En- rico Bemporad in una lettera rivolta allo scrittore Dante Giromini, citata a pagina 72. A completare il quadro della situazione contribuiscono in- fatti ampi, spesso molto divertenti passi – come dimostra, ad esempio, la corrispondenza dell’editore agli illustratori, Aldo Molinari o Giusep- pe Rondini – riportati dalle fonti inedite. Frammenti di lettere, verbali, annunci e simili saranno citate altrettanto generosamente negli altri tre capitoli che ricostruiscono in ordine cronologico l’evoluzione e il ruolo delle illustrazioni per l’infanzia sullo sfondo delle accese vicende edi- toriali della Bemporad e che corrispondono alle tre fasi di vitalità della casa editrice: l’ascesa (1889–1914), il periodo d’oro (1915–1925) e la regressione (1926–1938).

Tutte e tre le sezioni prendono le mosse dall’analisi approfondita del panorama storico e delle condizioni socio-economiche della Bem- porad, per procedere poi verso la descrizione delle collane pubblicate in un determinato arco del tempo e infine il commento dei singoli vo- lumi. Nel capitolo II, 1889–1914: dall’eredità ottocentesca alla nascita di una nuova identità, tra la molteplicità dei fili argomentativi toccati da Assirelli emerge prima di tutto la questione del netto legame tra la Bemporad e la Libreria Editrice Paggi, quest’ultima attiva nel settore dal 1841 e operante anche attraverso la fondazione della collana “Biblioteca scolastica”, con il preciso scopo di “favorire il processo di unificazione culturale della nazione attraverso la trasmissione di elevati valori morali e civili e la diffusione del corretto uso della lingua italiana contro l’anal- fabetismo” (p. 79). Oltre agli autori di spicco “ereditati”, che per molti anni a venire determineranno parte della fortuna della Bemporad (ad esempio Carlo Collodi o Ida Baccini), dalla tradizione trasmessa deriva pure l’idea che l’apprendimento – per essere efficace – deve associarsi

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al diletto. Già Alessandro e Felice Paggi intuiscono il cruciale ruolo che, nel raggiungere il primato del principio “educare dilettando”, hanno le illustrazioni: i loro libri didattici sono infatti i primi in Italia a essere pubblicati con immagini. In base a quest’esperienza la Bemporad chiari- sce progressivamente la propria identità culturale e imprenditoriale. Nel 1893, anno in cui compare la “Collezione azzurra” (trasformata suc- cessivamente in “Biblioteca azzurra”), la prima collana riservata esclu- sivamente alla letteratura amena, avviene la definitiva separazione tra produzione scolastica e non scolastica. Proprio nel settore di “amena lettura”, che col passar degli anni sarà destinato ad assumere il ruolo sempre più rilevante nel catalogo dell’editore fiorentino si svilupperà “la straordinaria avventura illustrativa che per lungo tempo vede la Bempo- rad tra le case editrici all’avanguardia nel contesto nazionale” (p. 106). Con l’inizio del XX secolo le collane per l’infanzia si moltiplicheranno e si specializzeranno, e l’illustrazione assumerà una sempre maggiore autonomia, affermando pian piano anche il proprio valore estetico.

Alla fase di massima espansione dell’azienda e di massima fioritura dell’illustrazione per l’infanzia è dedicato il capitolo III, 1915–1925: l’apice. Dopo un rallentamento dovuto agli avvenimenti storici, la Bem- porad – che, grazie al felice intuito commerciale del suo direttore, af- fronta comunque il periodo bellico in una relativa tranquillità – entra nella fase più vitale di tutta la sua storia. Il periodo d’oro, preceduto dal- la vasta operazione di riorganizzazione finanziaria nonché dallo svilup- po del piano pubblicitario e di propaganda, è testimoniato dall’amplia- mento e dalla diversificazione dei cataloghi, soprattutto delle collane di letteratura amena. I progetti apparsi in quell’arco del tempo confermano “l’autonomia significante dell’immagine che non è più solamente mez- zo di trasposizione di un messaggio scritto, ma diviene (...) strumento essenziale di formazione al bello” (p. 373). Infatti, uno degli emblemi su cui si fonda l’identità della collana più importante di questo periodo, “Biblioteca Bemporad per i ragazzi” – pubblicata dal 1914 come ideale proseguimento della “Biblioteca azzurra” – sono la qualità e la quantità delle figure.

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(...) la “Biblioteca Bemporad per i ragazzi” rappresenta un apice per omoge- neità e coerenza linguistica, strutturale e morfologica, perché rivela non solo gli esiti di una lunga evoluzione che ha condotto alla progressiva assunzione di autonomia dell’immagine nei confronti del testo, ma diviene quadro ide- ale di sperimentazione e aggiornamento degli stili illustrativi e afferma una concezione nuova, che nell’unità di contenuto, figurazione e decorazione rende plausibile la possibilità di affidare la trasmissione dei messaggi educa- tivi a una molteplicità di linguaggi di pari dignità (p. 202).

Tuttavia il successo raggiunto negli anni Venti porta con sé anche i primi sintomi di crisi che condurranno al tramonto dell’universo Bem- porad, descritto nel capitolo IV, 1926–1938: cronaca di un declino. Alla metà del secondo decennio cominciano a palesarsi problemi finanziari dovuti non solo alle manovre sbagliate, quali investimenti falliti, ma anche alla sempre più complicata situazione del settore libraio e all’ul- teriore aggravarsi della situazione economica del Paese. Non solo il li- bro – malgrado varie strategie di promozione – resta “oggetto di lusso” e esercita scarso fascino sul pubblico dell’epoca. L’ascesa del fascismo incentiva anche la dinamica trasformazione del panorama editoriale ita- liano che dall’assetto tradizionale transita inesorabilmente verso quello industriale. Nonostante gli sforzi di adeguarsi alla nuova realtà, ad esem- pio attraverso la pubblicazione delle collane di regime, la Bemporad – costruita su un impianto obsoleto – non regge il confronto con la mutata realtà produttiva. La sua affascinante storia, ricostruita accuratamente dalla Assirelli, si chiude il 17 ottobre del 1938, sigillata dal mutamento del nome in Casa Editrice “Marzocco” S.A. Come nel periodo di asce- sa, la crisi della Bemporad si riflette nei suoi progetti editoriali. L’im- poverimento delle collane per l’infanzia di quel periodo è testimoniato dalla drastica riduzione delle novità, dalla pubblicazione delle opere di sicura resa commerciale, dalle ricopertinature delle giacenze dei magaz- zini, dalla rilegatura economica e, ovviamente, dal risparmio sulla veste grafica. A dominare è “un sistema di valori profondamente mutato, in cui i concetti di «diletto» della lettura, di bellezza delle immagini e di organicità progettuale di collana sembrano perdere l’essenziale ruolo formativo guadagnato nei decenni precedenti” (p. 284). Le manovre di retromarcia riducono il ruolo delle illustrazioni al modello pressappoco ottocentesco:

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Il processo evolutivo culminato nei primi anni Venti, che progressivamente aveva liberato l’illustrazione dal dominio del testo, affermandone l’autono- mia significante e interpretativa e attestando il ruolo educativo della bellezza e della qualità artistica, si arresta per naufragare nella ripetitività, nell’esi- guità dei cicli figurativi, confinati spesso a poche tavole fuori testo, nella frequenza con cui si opta per le riproduzioni fotografiche, e quasi regredisce, nel ritorno a modalità rappresentative in cui di nuovo dominano la chiarezza, la fedele traduzione del testo, la frontalità, la descrizione, l’assenza di inter- pretazione (p. 332).

Dopo il 1930 la produzione della Bemporad quindi non può essere più considerata il modello di sviluppo dell’illustrazione italiana per l’in- fanzia e il paradigma si scioglie.

Nel panorama delle recenti pubblicazioni sui libri figurati, dedicate soprattutto ai picturebooks (Campagnaro, 2012; Hamelin, 2012), il vo- lume di Assirelli – l’esito di una ricerca ambiziosa e ben riuscita – resta una proposta innovativa e preziosa, destinata a riscuotere il sicuro inte- resse degli addetti ai lavori.

BIBLIOGRAFIA

Boero, P., De Luca, C. (1995). La letteratura per l’infanzia. Roma–Bari: La- terza.

Campagnaro, M. (2012). Narrare per immagini: uno strumento per indagine critica. Lecce: Pensa Multimedia.

Cappelli, L. (2008). Le edizioni Bemporad. Catalogo 1889–1938. Milano: FrancoAngeli.

Faeti, A. (1972). Guardare le figure. Gli illustratori italiani dei libri per l’in- fanzia. Torino: Einaudi.

Hamelin (2012). Ad occhi aperti. Leggere l’albo illustrato. Roma: Donzelli Editore.

Loparco, F. (2011). I bambini e la guerra: il Corriere dei piccoli e il primo conflitto mondiale (1915–1918). Firenze: Nerbini.

Mattioni, I. (2011). Da grande farò la santa: modelli etici e valori religiosi nel- la stampa cattolica femminile per l’infanzia e la gioventù (1950–1979). Firenze: Nerbini.

Mattioni, I. (2012). Inchiostro e incenso: Il Giornalino: storia e valori educa- tivi di un periodo cattolico per ragazzi (1924–1979). Firenze: Nerbini.

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Meda, J. (a cura di). (2013). Falce e fumetto. Storia della stampa periodi- ca socialista e comunista per l’infanzia in Italia (1893–1965). Firenze: Nerbini.

Pallottino, P. (1988). Storia dell’illustrazione italiana. Libri e periodici a figu- ra dal XV al XX secolo. Bologna: Zanichelli.

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