
-È conosciuto come colui che rielabora nel modo più originale gli stimoli e l’innovazioni riguardo
l’educazione del 17º e 18º secolo .
-per comprendere la sua pedagogia è necessario indicare il significato del concetto di ” natura”, infatti,
secondo una sua ipotesi intellettuale rimanda allo stato originario dell’essere umano, visto come soggetto
autonomo, destinato a uno sviluppo regolato da leggi inviolabili e fornito di una ricchezza originaria
oscurata dall’evoluzione storica. Questa ipotesi da un lato serve per giudicare negativamente la società
moderna,quindi riflettere sulla storia non come progresso verso forme di vita sociale più complesse ed
evolute, ma come processo di degradazione morale politica. Dall’altro lato è un invito a rispettare le leggi
dell’evoluzione fisica, psicologica e morale del soggetto che cresce, tenendo conto dei suoi bisogni delle
sue inclinazioni.
-nel 1797, scrive un romanzo pedagogico, chiamato EMILIO o DELL’EDUCAZIONE , in cui viene
presentata l’educazione di un immaginario fanciullo, chiamato Emilio, dalla nascita fino all’età adulta.
L’opera è composta da cinque libri :
Analizza la pedagogia della fase d’età dai 0-6 anni
Fa due considerazioni: la 1 è l’affermazione della bontà originaria, allo stato naturale, e poi la
sua degenerazione nei rapporti sociali
La seconda affermazione riguarda l’importanza dell’educazione, gli elementi che impartiscono
l’educazione sono LA NATURA, GLI UOMINI, LE COSE (sono diciamo i “maestri” , e subito
appena nato ci sono la natura e la mamma e solo successivamente il precettore.
Sono fondamentali le sue cure educative, a lei aspetta il
primo allevamento del figlio. Ha un ruolo essenziale per
assicurare il felice sviluppo del piccolo. La madre deve
accompagnare l’apprendimento del linguaggio attraverso
il riferimento a oggetti concreti. Rousseau critica alcune
consuetudini come il bendaggio del neonato…
Analizza la pedagogia della fase d’età dai 6-11 anni
Secondo Rousseau,Emilio impara dalle esperienze dirette
grazie alle situazioni che il precettore organizza
L’educazione indiretta o negativa
In questa fase l’educazione consiste nel rispetto delle leggi della natura. L’apprendimento di Emilio viene infatti a diretto
contatto con l’esperienza naturale: poiché non è ancora in grado di svolgere ragionamenti astratti, le sue conoscenze
dovranno essere associate all’esercizio dei sensi.
Per questo rosso sottolinea l’importanza per il
bambino di scoprire gradualmente, con le proprie
forze, la realtà che lo circonda.
Lo scopo di questa educazione è di rendere il bambino sano, vigoroso,
pronto ad apprendere da sé, anche se il pieno esercizio dell’autonomia è
caratteristico dell’età successiva.
Qui c’è il passaggio dall’apprendimento attraverso i sensi all’apprendimento intellettuale. Il precettore, sempre
utilizzando il metodo negativo, deve valorizzare la curiosità e l’interesse di Emilio attraverso l’esplorazione
dell’ambiente. Lo scopo non è. “ rendere sapiente Emilio.” ma porlo nelle condizioni di trovare in sé stesso i mezzi
per poter ampliare le conoscenze.
Chiamata seconda nascita, perché l’uomo ha raggiunto un’alta conoscenza
Età d’introduzione all’età adulta quindi necessita di cambi di metodi: non è più sufficiente l’approccio diretto, ma
bisogna impartire varie educazioni(sessuale, morale, religiosa) che hanno in comune lo scopo di annullare o
contenere gli effetti dell’amor proprio e di stimolare , quelli dell’amore di sé.
(Centralità sono io) scatena
invidia se io non ho e invece
un’altra persona ha
Una parte molto importante del
quarto libro è quella in cui presenta
le sue convinzioni riguardo la
religione: -nella prima parte vengono
presentati i principi su cui si regge la
religione naturale, e si oppone al
radicalismo scettico di molti
filosophes .
-Nella seconda parte c’è la critica
alle religioni rivelate perché sono
considerati come causa di conflitti
tra gli uomini. Da qui deriva una fede
religiosa razionale, semplice e
naturale basata su dati semplici e
non su dogmi.
Qua viene presentata la futura moglie di Emilio, chiamata Sofia (lei sarebbe la moglie ideale). L’idea di
Rousseau è assolutamente concorde con quella diffusa nella sua epoca, infatti le qualità femminili sono
individuate nella bellezza graziosa, ma non troppo curata, nell’intelligenza non saccente, nel pudore, nello
spirito religioso, nell’amorevole cura della casa, nel marito e dei figli.
Si può anche ben capire che secondo lui l’uomo è superiore rispetto alla donna,
nonostante crede che loro due sono complementari
-secondo lui c’è una netta differenza tra l’essere umano naturale e quello civile:
-QUELLO NATURALE, è creato dalle mani del creatore e per questo è considerato “buono”
-QUELLO CIVILE, risente dell’influenza negativa della società(non si apprezza niente di come è fatto in natura).
L’obiettivo dell’Emilio è quindi di dimostrare la necessità di abbandonare le modalità educative
tradizionali(poiché non rende l’essere umano capace di cavarsela da sé) con lo scopo di adottare una pedagogia
rispettosa degli interessi e delle abilità, ma anche di valorizzare le risorse e ascoltare i bisogni dei bambini e
delle bambine.Rousseau credeva che l’essere umano impara grazie all’imitazione per questo motivo vuole
offrire al discepolo dei modelli esclusivamente positivi. I genitori e i precettori devono scandire l’idea temporale
dell’educazione(secondo lui), formata da tre tipi di educazione che regolano lo sviluppo di ogni essere umano:1)
quella naturale(sviluppo del corpo e degli organi),2) quella delle cose(cioè l’esperienza),3) quella degli
uomini(la cultura e tutti gli apprendimenti ricevuti dai propri simili). Secondo secondo lui lo sviluppo fisiologico
non dipende dall’individuo quindi bisognava rispettarlo e assecondarlo, per questo nella prima parte del
romanzo illustra le pratiche igieniche e di puericultura(utili per preservare la salute fisica e psichica del
bambino). Successivamente si sofferma sul metodo per educarlo e istruirlo, essendo seguace del
sensismo(dottrina in cui le nostre facoltà e conoscenze derivano dalla sensazione) per lui era importante basare
ogni apprendimento sulla pratica. Secondo questa prospettiva, un buon educatore mette il proprio allievo nella
situazione di compiere esperienze utili e positive per la sua crescita. secondo lui bisognava educare lontano
dalla società(perché era molto improbabile che le relazioni con adulti e coetanei fossero state propedeutiche
per l’insegnamento), secondo lui bisognava educare in campagna con lo scopo di conservare più a lungo
l’integrità e l’ingenuità del bambino. Lontano dai suoi simili, il lavoro del precettore è facilitato nell’orientare
positivamente l’esperienze del bambino.sfruttando la sua curiosità innata, prima bisogna condurre
nell’esplorazione delle sue facoltà sensoriali poi bisogna iniziare lo studio delle scienze esatte che considerava
più facili da apprendere per poi completare la sua istruzione con le materie umanistiche. Ogni lezione doveva
essere impostata a partire dalla pratica, e il precettore avrebbe dovuto creare appositamente delle situazioni.
- I meriti dell’opera di Rousseau :1)ha reso chiare le trasformazioni che regolano lo sviluppo dell’essere umano
e le loro implicazioni educative, divulgando le teorie sensistiche (cioè legati ai sensi), secondo Rousseau tra la
nascita e i 2 i sensi del bambino sono indifferenziati.tra i 2-12 anni l’essere umano raggiunge un livello di
sviluppo dei sensi paragonabile a quello di un uomo selvaggio: i sensi restano principali strumento cognitivo,
dato che l’individuo non riesce ancora a fare un uso adeguato della razionalità.tra i 12-15 anni è vicino al
completamento dello sviluppo cognitivo(diventa autosufficiente).la sua coscienza morale non è del tutto
sviluppata e l’utilità rappresenta il movente principale del suo agire.dopo c’è la “seconda nascita” fino al
matrimonio 15-25 anni. la definizione delle tappe dello sviluppo cognitivo del bambino divulgata da Rousseau
mise in crisi la logica ad autistica che solitamente accompagnava l’educazione dei figli e Rousseau insegnò a
rispettare i tempi e le modalità di crescita fisica e psichica dell’infanzia e della giovinezza, la pedagogia di
Rousseau entrò nella cultura pedagogica europea solo con l’inizio del novecento.2)la tesi secondo cui ciascun
individuo è portatore di capaci originali(cioè le potenzialità soggettive). Il compito dell’educazione è quello di
favorirne lo sviluppo in modo che ogni bambino abbia davvero l’opportunità di “ divenire se stesso” da adulto. A
quell’epoca sembrava una cosa molto strana poiché si immaginava che il processo educativo fosse finalizzato
solo all’acquisizione di comportamenti di valori predeterminati, in nome dell’utilità sociale e familiare.3)
riguardo la figura dell’educatore: Rousseau si oppone all’immagine tradizionale del genitore del precettore, il
quale era una figura autoritaria e direttiva, lui pensava all’adulto come colui che organizza le situazioni
educative più idonee per far maturare l’allievo.questo tipo di modalità viene comunemente definita come
educazione indiretta o “ negativa” perché non è basata sull’impostazione di un modello o di contenuti a cui
l’educatore deve più o meno aderire, ma valorizza l’esperienza dell’allievo chiamato Harry elaborare in modo
autonomo e soggettivo gli apprendimenti acquisiti con la pratica.
-L’obiettivo della sua educazione era quella di formare Emilio prima di tutto come essere umano e non con
lo scopo di ricoprire una certa funzione. Quindi l’intenzione era quella di valorizzare le capacità e i desideri
del bambino invece delle aspettative familiari e sociali, questo perché il filosofo aveva fiducia nell’essere
umano e anche molta sfiducia nei confronti dell’educazione pubblica(nel settecento si intendeva
l’istruzione che i bambini ricevevano in comune con altri coetanei all’interno di scuole che erano gestite
dalla chiesa), essa era contrapposta all’educazione privata o domestica, cioè quella che si riceveva in
famiglia per mezzo di precettori, anche questi molto spesso appartenevano al clero. Ci furono vari dibattiti
sui pregi e sui difetti di queste due educazioni, Rousseau sicuramente era a favore dell’istruzione privata.
Inoltre, lui lasciava capire che le idee di “ patria” e di “cittadino” si dovevano sviluppare all’interno di Stati
repubblicani, quindi disprezzava la monarchia assoluta in cui si rende i sudditi estranei alla vita pubblica. A
causa di queste teorie, pochi mesi dopo la pubblicazione dell’opera, essa venne messa al bando da parte
del parlamento di Parigi, il quale condannò al carcere il filosofo, costretto ad abbandonare la capitale
Francese e cercare il rifugio in Svizzera. Poi fu cacciato per gli stessi motivi anche da Ginevra e
successivamente si stabilì in un piccolo paese del nord della Francia dove ha vissuto gli ultimi anni della sua
vita. Intanto acquisiva sempre più fama in tutta Europa tant’è che dove si trovava la sua ultima casa, molti
lettori svolgevano pellegrinaggio nelle sue terre. Oltre alle sue teorie politiche, anche le tesi relative
all’insegnamento della religione non erano particolarmente apprezzate, infatti nella sua opera dichiarava
inutile l’insegnamento di ogni precetto morale che non fosse stato sperimentato empiricamente. Perché
reputava necessario convincere nella pratica il discepolo per comportarsi correttamente nei confronti dei
propri simili, lui proponeva di fare leva sul desiderio di ogni uomo di essere apprezzato dagli altri per
spingerlo a comportarsi in modo eticamente corretto.
-Giacinto Sigismundo Gerdil scrisse la più riuscita confutazione dell’opera di Rousseau: con l’opera del
1763 “ riflessioni sulla teoria e la pratica dell’educazione, contro i principi del signor Rousseau” ho
chiamata anche con il titolo di “ anti-Emilio”. I temi su cui si concentra la critica sono due=1) l’importanza
dell’istruzione religiosa, come base di ogni altro apprendimento. secondo lui i sensi non favoriscono
sempre stimoli corretti e tendono a portare l’essere umano a privilegiare le sensazioni legate al piacere
rispetto a quelle connesse al dovere o comunque non piacevoli.quindi per natura l’individuo è portato a
fare un uso errato dei sensi e di conseguenza non possono essere utilizzati per trasmettere le basi del
sapere. Inoltre, lui utilizzava in maniera ambigua i concetti di sensorialità(quindi l’attività dei sensi) e
sensualità (ciò che riguarda il piacere dei sensi), per spiegare come i sensi già dall’infanzia portano alla
ricerca del piacere. Sulla base di queste prove, quindi continua a porre la religione come l’unico sapere in
grado di moderare gli stimoli potenzialmente perversi offerti dai sensi.2) secondo Jerryll, la scelta di
educare il fanciullo in solitudine non era praticabile nella realtà. Infatti, il lungo isolamento avrebbe
impedito al giovane di rientrare positivamente all’interno della società, causando la sua emarginazione e
negandogli la possibilità di partecipare alla vita pubblica. Sarebbe stato meglio continuare a dare fiducia ai
collegi e all’educazione pubblica, considerata da lui l’unica in grado di risultare accessibile alla maggior
parte della popolazione e soprattutto di fornire insegnamenti sicuramente affidabili dal punto di vista
politico e religioso. La sua opera invitando i lettori a non cadere nel fascino di modelli educativi
apparentemente innovativi, ma in realtà utopici e pericolosi. Secondo lui era opportuno invece credere a
quelli che si basavano su una solida e sperimentata tradizione, magari meno vincenti. L’esperienza ha
dimostrato che tra le proposte pedagogiche dell’Emilio, alcune, come l’isolamento dell’allievo o
l’applicazione dell’educazione negativa in tutti i contesti di vita, in realtà sono inapplicabili. Molte però non
solo si rivelarono esatte, ma contribuirono a modificare sostanzialmente l’idea di infanzia e di educazione,
facendo dell’opera di Rousseau uno dei capostipiti della moderna letteratura pedagogico europea.
La fine del sodalizio Stato -chiesa nella gestione della scuola
Per comprendere l’opera di roset dobbiamo tenere presente il contesto politico e culturale, infatti l’Emilio
uscì nel 1762 anno in cui in Francia arrivò la sentenza definitiva riguardo al processo in cui incolpa vano i
gesuiti di corrompere la gioventù con insegnamenti che favorivano il regicidio(cioè l’uccisione del re) e
all’eresia. Queste vicende distruggevano la credibilità dei discepoli di Ignazio di Loyola, di conseguenza
viene posto il problema di sostituire la gestione dei collegi a qualcun altro. Nello stesso tempo si apre il
dibattito in Francia in Austria riguardo la gestione dell’istruzione, fino ad allora affidate alle congregazioni
religiose(quindi spesso lo Stato delegava la creazione di collegi alle congregazioni religiose), di
conseguenza si rovina il secolare sodalizio Stato-chiesa nella vita della scuola, il quale prevedeva che la
chiesa formasse dei cittadini rispettosi delle leggi preparati(i cittadini erano pensati come dei buoni
cristiani).. La prima forma di laicizzazione scolastica si verifica nel regno di Sardegna nel 1729, quando
Vittorio Amedeo II di Savoia avviò un riordinamento del sistema d’istruzione, attribuendo alla vigilanza di
tutti gli ordini di scuola al magistrato della riforma(sarebbe ai giorni d’oggi il ministro della pubblica
istruzione). Prima il ruolo di questo magistrato della riforma era considerato di poco conto solo
successivamente viene assunta come modello in tutta Europa. Anche nelle aree protestanti, il dibattito sul
rapporto tra Stato e chiesa fu intenso. I pedagogisti con idee illuministe contestavano l’autorità delle
chiese protestanti sui processi educativi, entrando in conflitto con i protestanti e ortodossi. La figura
favorevole all’iniziativa dello Stato in campo scolastico fu Johann Bernhard Basedow il fondatore della
corrente illuministica del filantropismo(in cui si ritiene necessaria l’istruzione popolare, la modernizzazione
dei metodi di insegnamento e la cultura pratica). Lui era In contrapposizione con gli ortodossi luterani
anche per le sue idee a favore della religione naturale razionale. Influenzato da Domenico e da Rousseau,
sostenne che ogni bambino aveva il diritto all’istruzione e propose un rinnovamento didattico coerente con
questo principio.di conseguenza c’era l’obiettivo di formare dei nuovi maestri e scrivere nuovi libri(per
poter permettere la realizzazione della sua idea).nel 1774 pubblica l’Elementarwerk(cioè il libro
elementare), in cui c’erano illustrazioni con le cose e gli oggetti del mondo naturale della società in cui
vivevano, ma anche concetti morali. Questo libro era scritto in tedesco, perché era rivolto a tutti, anche se
di fatto solo i fanciulli ricchi potevano acquistarlo. Nel 1774, lui aprì a Dessau una scuola chiamata
philantopinum , in cui metteva in pratica tutti i suoi metodi. Questo era un istituto a pagamento, che però
accoglieva anche allievi meno abbienti. Inizialmente tutte i suoi temi erano solo teorizzati questo perché la
creazione di un sistema scolastico nazionale era un’operazione molto costosa. per questo motivo quando
l’ordine dei gesuiti fu soppresso si preferì affidare l’istruzione secondaria ad altre congregazioni, come gli
scolopi, anziché formare degli insegnanti laici. Solo nel XIX secolo fu creato un sistema secondario statale.
Maria Teresa d’Austria interessata molto alla scuola elementare fornì l’occasione per la prima grande
iniziativa dello Stato in campo scolastico.