La vita degli adulti giovani: il bellevissimo e il complicato ventesimo anno, Study notes of Accelerator Physics

La vita e le sfide dei giovani adulti alla soglia dei vent'anni, quando si rendono conto delle responsabilità e delle difficoltà della crescente età. La crisi economica in italia e la mancanza di opportunità di lavoro sono solo alcuni dei problemi affrontati, ma l'autore invita i lettori a non lasciarsi vincere dalla tristezza e a investire le loro forze per creare un futuro migliore.

Typology: Study notes

2014/2015

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Antonio.Cuba
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Avere vent’anni è il periodo più bella della vita, si è giovani ma anche adulti; ci sono anche mille problemi e
sfide, ma è la vita che è fatta così e in questa età ci si comincia rendere conto come le cose stanno per
davvero, assumendosi le responsabilità delle proprie azioni. Dunque venti anni sono o no il momento più
bello della vita? Secondo Nizan no e mi chiedo cosa lo abbia portato ad una tale affermazione. Infatti,
secondo me, avere vent’anni ha lati positivi e negativi, proprio come tutte le altre cose che caratterizzano la
nostra vita.
Questa è l’età dove cominciamo a costruire la nostra strada e dove potremo far diventare i nostri sogni realtà
ma avere vent’anni al giorno d’oggi è diventato molto complicato. Il futuro di questa generazione è incerto e
sempre più lontano.
Una tremenda crisi economica sta colpendo l’Italia, sono molte le persone che stanno perdendo il loro posto
di lavoro e per noi giovani non c’è posto. E, se non c’è un lavoro (il posto fisso non è più un diritto, ma è
diventato ormai un miraggio), come posso crearmi un futuro? Per quanto tempo ancora dovrò pesare sulle
spalle dei miei genitori? Qualche ministro ci ha definiti “bamboccioni”, ma non è colpa nostra se non
riusciamo a trovare una nostra indipendenza. È lo Stato che non riesce più a garantire il nostro futuro.
Eppure, siamo noi giovani il futuro!
Ma non lasciamoci vincere da questa negatività e tristezza dei media e dello Stato con le sue false speranze,
viviamoci al massimo questi giorni di gioventù, investendo le nostre forze per crearci un futuro migliore che
sia in Italia o altrove. Combatterò tutte le avversità. Sicuramente sbaglierò, cadrò, ma saprò rialzarmi,
imparerò dai miei errori. Del resto sono ancora giovane e voglio vivere fino in fondo la mia vita. Sarò
responsabile delle scelte che farò e, quando riuscirò ad arrivare dove mi sono prefisso, ricorderò tutti i
sacrifici che ho fatto per giungere al mio scopo e sarò fiero di me perché ci sarò riuscito con le mie sole
forze. Ed è proprio questo che dico ai miei coetanei quando si abbattono e perdono fiducia nel domani:
continuare a combattere sempre per i propri sogni e ideali. Bisogna vivere e non sopravvivere

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Avere vent’anni è il periodo più bella della vita, si è giovani ma anche adulti; ci sono anche mille problemi e sfide, ma è la vita che è fatta così e in questa età ci si comincia rendere conto come le cose stanno per davvero, assumendosi le responsabilità delle proprie azioni. Dunque venti anni sono o no il momento più bello della vita? Secondo Nizan no e mi chiedo cosa lo abbia portato ad una tale affermazione. Infatti, secondo me, avere vent’anni ha lati positivi e negativi, proprio come tutte le altre cose che caratterizzano la nostra vita.

Questa è l’età dove cominciamo a costruire la nostra strada e dove potremo far diventare i nostri sogni realtà ma avere vent’anni al giorno d’oggi è diventato molto complicato. Il futuro di questa generazione è incerto e sempre più lontano.

Una tremenda crisi economica sta colpendo l’Italia, sono molte le persone che stanno perdendo il loro posto di lavoro e per noi giovani non c’è posto. E, se non c’è un lavoro (il posto fisso non è più un diritto, ma è diventato ormai un miraggio), come posso crearmi un futuro? Per quanto tempo ancora dovrò pesare sulle spalle dei miei genitori? Qualche ministro ci ha definiti “bamboccioni”, ma non è colpa nostra se non riusciamo a trovare una nostra indipendenza. È lo Stato che non riesce più a garantire il nostro futuro. Eppure, siamo noi giovani il futuro!

Ma non lasciamoci vincere da questa negatività e tristezza dei media e dello Stato con le sue false speranze, viviamoci al massimo questi giorni di gioventù, investendo le nostre forze per crearci un futuro migliore che sia in Italia o altrove. Combatterò tutte le avversità. Sicuramente sbaglierò, cadrò, ma saprò rialzarmi, imparerò dai miei errori. Del resto sono ancora giovane e voglio vivere fino in fondo la mia vita. Sarò responsabile delle scelte che farò e, quando riuscirò ad arrivare dove mi sono prefisso, ricorderò tutti i sacrifici che ho fatto per giungere al mio scopo e sarò fiero di me perché ci sarò riuscito con le mie sole forze. Ed è proprio questo che dico ai miei coetanei quando si abbattono e perdono fiducia nel domani: continuare a combattere sempre per i propri sogni e ideali. Bisogna vivere e non sopravvivere