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Collasso Due Sicilie - PDFffff
Typology: Summaries
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Mezzogiorno è denominazione postunitaria delle province del Regno d’Italia ricomprese nella parte continentale del cessato Regno delle Due Sicilie.”. Quanto alla “libera-zione”, il termine risente della retorica risorgimentista della “cacciata dello straniero” dalle terre l’occupazione austriaca
Viceversa, il Regno delle Due Sicilie era uno Stato indipendente e sovrano, amministrato e governato da nazionali napoletani e non da funzionari asburgici; la dinastia regnante, si era più che partenopeizzata. Quel regno si poteva occupare militarma non lo si poteva “liberare”: a meno che non si riesca a dimostrare che i suoi desiderassero che una mano esterna li “liberasse” della “sovrastruttura” istituzionale borbonica, per secoli, prima del Congresso di Vienna) ci si riferiva a due regni distinti con due diverse capitali e un solo sovrano, dopo il Congresso di Vienna revocare 7 la costituzione siciliana dando vita a un solo e unitario Regno delle Due Sicilie,
Potremmo, utilizzare con prudenza la categoria “liberazione” a proposito della sola Sicilia: anche se dopo la mancata assegnazione delle terre demaniali i contadini finirono col diventare ostili alla dittatura di Garibaldi. 8 non possa attribuirsi alcun valore al voto plebiscitario manipolato in alcune realtà locali, coartato in altre, e che accredita la partecipazione al voto pure in quei co-muni non controllati dall’amministrazione pro- dittatoriale
2.? Il fatale 1860: persone, luoghi e cambiamenti istituzionali
Il regno collassa perché la sua classe dirigente non si dimostra all’altezza della si-tuazione, non sa come affrontare una grave emergenza bellica
Quando leggiamo o rivisitiamo vicende d’altri tempi, può capitare che ci si soffermi sui macroeventi senza considerare adeguatamen-te il loro peso sulla vita quotidiana di milioni di uomini e di donne, Questi indi-vidui, all’improvviso vedono scomparire consolidati punti di riferimento istituzionale rischiano il panico,
se assumiamo come maggioritario e dominante l’entusiasmo dei sottoproletari se commettiamo l’errore di ritenere che tale atteggiamento valga per i ceti umili dell’intero Regno, allora ci sarà facile pensare che la transizione, sia stata indolore Se invece, riteniamo che il sottoproletariato partenopeo abbia avuto una identità collettiva a sé, diversa da quella della povera gente delle altre pro-vince napoletane e siciliane, allora dobbiamo anche, le ragioni di una alterità collettiva rispetto alla solu-zione finale unitaria. 12
Anche i luoghi, subiscono cambiamenti declassanti. Napoli; cessando di essere una capi-tale, viene ridotta a semplice capoluogo di provincia: Una capitale declassata deve rinunciare a tante cose, scom- pare il corpo diplomatico. Al posto delle sedi dei avrà l’amministrazione provinciale.
Casa Reale, a sua volta dà lavoro a di persone
la scomparsa delle Due Sicilie, soggetto indipendente di diritto inter- nazionale da appena centoventisei anni, con la capitolazione di Gaeta del 1861 il regno viene definitivamente cancellato dalle carte geo-grafiche d’Europa,
Tutti sanno che i grandi cambiamenti di regime investono sia le istitu-zioni che gli uomini. le rivoluzioni sono anche straordinarie occa-sioni per mettersi in vista e creare le premesse di carriere talora fulminee.
Sul versante garibaldino, basti solo pensare a Nino Bixio, una questi comincia la campagna con il grado di capitano ma novanta giorni più tardi, è tenente generale., grazie a potenti appoggi politici – non si dimentichi che il fratello parigino, il finanziere Alexandre Bixio, è amico personale di Ca-vour. Tale carriera richiedeva in genere una trentina d’anni.
Sull’altro versante Il più importante esercito regolare della penisola italiana, , si scioglie come neve al sole. Molti generali di età avanzata e disabituati alla guerra non sanno adottare tempestivamente le misure opportune; spesso, sono paralizzati dal panico.
L’avanzata garibaldina registra la fuga o il dimissiona-mento forzato di, figure amministrative
Il crollo del Regno delle Due Sicilie è indubbiamente frutto di più
cause; ma, , esso appare legato all’avvenuto cambiamento di re-gnante. Ferdinando II, muore all’improv-viso 1859,. Il figlio Fran-cesco II, salito al trono a ventitré anni, non ha alcuna esperienza
Il nuovo re perde del tempo prezioso nel capire come rapportarsi ai suoi collaboratori e quali linee di politica interna ed estera privilegiare;
Dopo lo sbarco garibaldino a, Francesco II), insediando un go-verno che ha il duplice compito di preparare le elezioni legislative e sotto- scrivere un’alleanza con il Regno di Sardegna.
Il nuovo governo napoletano– fallisce entrambi gli obiet-tivi