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ROBERTO MARTUCCI
Il collasso delle Due Sicilie nel 1860:
un caso di estinzione dello Stato
1. Premessa: «Liberazione del Mezzogiorno»?
Mezzogiorno è denominazione postunitaria delle province del Regno
d’Italia ricomprese nella parte continentale del cessato Regno delle Due Sicilie.”.
Quanto alla “libera-zione”, il termine risente della retorica risorgimentista della
“cacciata dello straniero” dalle terre l’occupazione austriaca
Viceversa, il Regno delle Due Sicilie era uno Stato indipendente e
sovrano, amministrato e governato da nazionali napoletani e non da
funzionari asburgici; la dinastia regnante, si era più che partenopeizzata.
Quel regno si poteva occupare militarma non lo si poteva “liberare”: a
meno che non si riesca a dimostrare che i suoi desiderassero che una
mano esterna li “liberasse” della “sovrastruttura” istituzionale borbonica,
per secoli, prima del Congresso di Vienna) ci si riferiva a due regni distinti con
due diverse capitali e un solo sovrano, dopo il Congresso di Vienna revocare7 la
costituzione siciliana dando vita a un solo e unitario Regno delle Due Sicilie,
Potremmo, utilizzare con prudenza la categoria “liberazione” a proposito della
sola Sicilia: anche se dopo la mancata assegnazione delle terre demaniali i
contadini finirono col diventare ostili alla dittatura di Garibaldi.8
non possa attribuirsi alcun valore al voto plebiscitario manipolato in
alcune realtà locali, coartato in altre, e che accredita la partecipazione al
voto pure in quei co-muni non controllati dall’amministrazione pro-
dittatoriale
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ROBERTO MARTUCCI

Il collasso delle Due Sicilie nel 1860:

un caso di estinzione dello Stato

1. Premessa: «Liberazione del Mezzogiorno»?

Mezzogiorno è denominazione postunitaria delle province del Regno d’Italia ricomprese nella parte continentale del cessato Regno delle Due Sicilie.”. Quanto alla “libera-zione”, il termine risente della retorica risorgimentista della “cacciata dello straniero” dalle terre l’occupazione austriaca

Viceversa, il Regno delle Due Sicilie era uno Stato indipendente e sovrano, amministrato e governato da nazionali napoletani e non da funzionari asburgici; la dinastia regnante, si era più che partenopeizzata. Quel regno si poteva occupare militarma non lo si poteva “liberare”: a meno che non si riesca a dimostrare che i suoi desiderassero che una mano esterna li “liberasse” della “sovrastruttura” istituzionale borbonica, per secoli, prima del Congresso di Vienna) ci si riferiva a due regni distinti con due diverse capitali e un solo sovrano, dopo il Congresso di Vienna revocare 7 la costituzione siciliana dando vita a un solo e unitario Regno delle Due Sicilie,

Potremmo, utilizzare con prudenza la categoria “liberazione” a proposito della sola Sicilia: anche se dopo la mancata assegnazione delle terre demaniali i contadini finirono col diventare ostili alla dittatura di Garibaldi. 8 non possa attribuirsi alcun valore al voto plebiscitario manipolato in alcune realtà locali, coartato in altre, e che accredita la partecipazione al voto pure in quei co-muni non controllati dall’amministrazione pro- dittatoriale

2.? Il fatale 1860: persone, luoghi e cambiamenti istituzionali

Il regno collassa perché la sua classe dirigente non si dimostra all’altezza della si-tuazione, non sa come affrontare una grave emergenza bellica

Quando leggiamo o rivisitiamo vicende d’altri tempi, può capitare che ci si soffermi sui macroeventi senza considerare adeguatamen-te il loro peso sulla vita quotidiana di milioni di uomini e di donne, Questi indi-vidui, all’improvviso vedono scomparire consolidati punti di riferimento istituzionale rischiano il panico,

se assumiamo come maggioritario e dominante l’entusiasmo dei sottoproletari se commettiamo l’errore di ritenere che tale atteggiamento valga per i ceti umili dell’intero Regno, allora ci sarà facile pensare che la transizione, sia stata indolore Se invece, riteniamo che il sottoproletariato partenopeo abbia avuto una identità collettiva a sé, diversa da quella della povera gente delle altre pro-vince napoletane e siciliane, allora dobbiamo anche, le ragioni di una alterità collettiva rispetto alla solu-zione finale unitaria. 12

Anche i luoghi, subiscono cambiamenti declassanti. Napoli; cessando di essere una capi-tale, viene ridotta a semplice capoluogo di provincia: Una capitale declassata deve rinunciare a tante cose, scom- pare il corpo diplomatico. Al posto delle sedi dei avrà l’amministrazione provinciale.

Casa Reale, a sua volta dà lavoro a di persone

3. Il crollo del regno borbonico: un 8 settembre d’altri tempi?

la scomparsa delle Due Sicilie, soggetto indipendente di diritto inter- nazionale da appena centoventisei anni, con la capitolazione di Gaeta del 1861 il regno viene definitivamente cancellato dalle carte geo-grafiche d’Europa,

  • Mentre per la patria italiana l’8 settembre ha significato solo la sanzione definitiva di un crollo di regime – quello monarchico-fascista – già avviato il 25 luglio 1943, per il Regno delle due Sicilie la debellatio dell’estate 1860 ha significato la scomparsa del secolare Stato meridionale

5. Rivoluzione e carriere

Tutti sanno che i grandi cambiamenti di regime investono sia le istitu-zioni che gli uomini. le rivoluzioni sono anche straordinarie occa-sioni per mettersi in vista e creare le premesse di carriere talora fulminee.

Sul versante garibaldino, basti solo pensare a Nino Bixio, una questi comincia la campagna con il grado di capitano ma novanta giorni più tardi, è tenente generale., grazie a potenti appoggi politici – non si dimentichi che il fratello parigino, il finanziere Alexandre Bixio, è amico personale di Ca-vour. Tale carriera richiedeva in genere una trentina d’anni.

Sull’altro versante Il più importante esercito regolare della penisola italiana, , si scioglie come neve al sole. Molti generali di età avanzata e disabituati alla guerra non sanno adottare tempestivamente le misure opportune; spesso, sono paralizzati dal panico.

L’avanzata garibaldina registra la fuga o il dimissiona-mento forzato di, figure amministrative

6. Costituzionalizzare un regime? Impossibile

Il crollo del Regno delle Due Sicilie è indubbiamente frutto di più

cause; ma, , esso appare legato all’avvenuto cambiamento di re-gnante. Ferdinando II, muore all’improv-viso 1859,. Il figlio Fran-cesco II, salito al trono a ventitré anni, non ha alcuna esperienza

Il nuovo re perde del tempo prezioso nel capire come rapportarsi ai suoi collaboratori e quali linee di politica interna ed estera privilegiare;

Dopo lo sbarco garibaldino a, Francesco II), insediando un go-verno che ha il duplice compito di preparare le elezioni legislative e sotto- scrivere un’alleanza con il Regno di Sardegna.

Il nuovo governo napoletano– fallisce entrambi gli obiet-tivi