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Fondamenti di Automatica: Esercitazioni 2016 Alessandro Vittorio Papadopoulos [email protected]
Typology: Study notes
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2016
F.d.A.
Algebra delle matrici e numeri complessi
1.1 Definizioni di base
Definizione 1.1 (Matrice (m × n)). Tabella di m righe ed n colonne
a 11 a 12 · · · a 1 n .. .
a m 1 a m 2 · · · a mn
a ij ∈^ R
Definizione 1.2 (Vettore (colonna) (m × 1 )).
b =
b 1 .. . b m
b i ∈^ R
Diamo per scontati i concetti di somma e differenza di matrici, di prodotto di una matrice per uno scalare , di prodotto di matrici , di trasposta di una matrice e di determinante di una matrice quadrata.
1.2 Determinante di una matrice (quadrata)
Definizione 1.3 (Complemento algebrico). Data una matrice A n × n , si dice complemento algebrico (o cofattore) di a ij il determinante ∆ ij della sottomatrice di A ottenuta eliminando la i -esima riga e la j -esima colonna moltiplicato per (−1) i + j^.
Il calcolo è definito in modo ricorsivo:
∑ n j =1 a ij^ ∆ ij^ =^
∑ n i =1 a ij^ ∆ ij
Se det(A) = 0, A si dice matrice singolare (non invertibile).
F.d.A. CAPITOLO 1. ALGEBRA DELLE MATRICI E NUMERI COMPLESSI
1.3 Rango di matrici (rettangolari)
Definizione 1.4 (Rango). Il rango di una matrice (rettangolare) A , rank(A) , è l’ordine della sotto- matrice quadrata di A non singolare di ordine massimo.
Il rango corrisponde al numero massimo di righe (e colonne) linearmente indipendenti tra loro.
Definizione 1.5 (Vettori linearmente indipendenti). Dati n vettori v 1 , v 2 ,... , v n, essi si dicono linearmente indipendenti se e solo se ∀α 1 , α 2 ,... , α n scalari
∑^ n
i =
α i v i 6 = 0, α i ∈ R
Definizione 1.6 (Vettori linearmente dipendenti). Dati n vettori v 1 , v 2 ,... , v n, essi si dicono linearmente dipendenti se e solo se ∃α 1 , α 2 ,... , α n scalari, tali che:
∑^ n
i =
α i v i = 0, α i ∈ R
1.4 Matrice inversa (o reciproca)
Definizione 1.7 (Matrice inversa). Data una matrice quadrata A n × n , la sua matrice inversa A−^1 , se esiste, è una matrice n × n tale che
A−^1 A = AA−^1 = I
Teorema 1.8. Condizione Necessaria e Sufficiente (CNS) per l’esistenza della matrice inversa di A è che la matrice A sia non singolare (cioè che il determinante di A sia non nullo):
∃A−^1 ⇔ det (A) 6 = 0
Di seguito indicheremo con c ij l’elemento sulla riga i-esima e sulla colonna j-esima di una matrice C.
Data una matrice A n × n non singolare, l’elemento b ij della sua matrice inversa B = A−^1 si calcola nel modo seguente
b ij = ∆ ji det A
dove ∆ ji è il complemento algebrico di a ji.
Data una matrice A 2 × 2
A =
[ a 11 a 12 a 21 a 22
] ,
la sua inversa è:
A−^1 =
det A
[ a 22 −a 12 −a 21 a 11
]
. (1.9)
Dimostrazione. La matrice inversa di A
[ b 11 b 12 b 21 b 22
]
F.d.A. CAPITOLO 1. ALGEBRA DELLE MATRICI E NUMERI COMPLESSI
1.5 Polinomio caratteristico
Definizione 1.10 (Polinomio caratteristico). Il polinomio caratteristico di una matrice A n × n è il polinomio di grado n nella variabile complessa λ
p A (λ) = det(λI − A), λ ∈ C
Definizione 1.11 (Equazione caratteristica). L’equazione caratteristica è l’equazione
p A (λ) = 0
Calcolare il polinomio e l’equazione caratteristica della matrice
[ 2 1 1 2
] .
Soluzione
Calcoliamo
λI − A =
[ λ − 2 − 1 − 1 λ − 2
]
da cui possiamo ricavare il polinomio caratteristico
p A (λ) = det(λI − A) = (λ − 2)^2 − 1 = λ^2 − 4 λ + 3
L’equazione caratteristica è quindi λ^2 − 4 λ + 3 = 0.
1.6 Autovalori e autovettori
Definizione 1.12 (Autovalori e autovettori). λ ∈ C si dice autovalore di una matrice A n × n se esiste un vettore v ∈ C n^ con v 6 = 0 tale che
Av = λv.
v è detto autovettore di A associato a λ.
Da questo segue che
p A (λ) = det(λI − A)
Dimostrazione. λ è autovalore se esiste v 6 = 0 tale che Av = λv. Questa equazione è equivalente a (λI − A)v = 0 che ha soluzioni diverse da v = 0 se e solo se det(λI − A) = 0.
p A (λ) =
∏^ μ
i =
(λ − λ i ) ni
CAPITOLO 1. ALGEBRA DELLE MATRICI E NUMERI COMPLESSI F.d.A.
Calcolare gli autovalori della matrice
A =
[ 2 1 1 2
] .
Soluzione
L’equazione caratteristica di A calcolata nell’esempio precendente
λ^2 − 4 λ + 3 = 0
consente di determinare gli autovalori di A:
λ 1 , 2 = 2 ±
{ λ 1 = 3 λ 2 = 1
Data una matrice A n × n con elementi reali, valgono le seguenti proprietà
La matrice A ha μ autovalori, ognuno con molteplicità algebrica n i , i = 1,... , μ
∑ μ i =1 n i^ =^ n, ossia la matrice^ A^ di ordine^ n^ ha^ n^ autovalori in campo complesso, ognuno contato con la sua molteplicità algebrica
n 1 1 λ
n 2 2 · · ·^ λ
nμ μ
tr (A) :=
∑^ n
i =
a ii =
∑^ μ
i =
n i λ i
g i := n − rank(λ i I − A)
CAPITOLO 1. ALGEBRA DELLE MATRICI E NUMERI COMPLESSI F.d.A.
Verificare che la matrice
A =
è diagonalizzabile e calcolare la matrice di similitudine per porla in forma diagonale.
Soluzione
λI − A =
λ − 2 − 1 0 − 1 λ − 2 0 0 0 λ + 1
da cui det(λI − A) =(λ − 2)^2 (λ + 1) + 0 + 0 − (0 + 0 + (λ + 1)) = =
( (λ − 2)^2 − 1
) (λ + 1) =
( λ^2 − 4 λ + 4 − 1
) (λ + 1) = =(λ − 3)(λ − 1)(λ + 1)
Gli autovalori sono quindi (^)
λ 1 = λ 2 = λ 3 = − 1
Dato che gli μ = 3 autovalori calcolati sono distinti, la matrice è diagonalizzabile. Calcoliamo quindi gli autovettori associati agli autovalori
Av 1 = 3v 1 ⇒ v 1 =
α β γ
2 α + β = 3α α + 2β = 3β −γ = 3γ
2 α + α = 3α β = α γ = 0
{ β = α γ = 0
Si può quindi scegliere un qualunque valore per α e ottenere un autovettore associato a λ 1. Scegliamo α = 1 e otteniamo l’autovettore
v 1 =
Av 2 = v 2 ⇒ v 2 =
α β γ
2 α + β = α α + 2β = β −γ = γ
2 α − α = α β = −α γ = 0
{ β = −α γ = 0
Si può quindi scegliere un qualunque valore per α e ottenere un autovettore associato a λ 2. Scegliamo α = 1 e otteniamo l’autovettore
v 2 =
F.d.A. CAPITOLO 1. ALGEBRA DELLE MATRICI E NUMERI COMPLESSI
Av 3 = −v 3 ⇒ v 3 =
α β γ
2 α + β = −α α + 2β = −β −γ = −γ
{ β = − 3 α α − 6 α = − 3 α
α = 0 β = 0 γ Si può quindi scegliere un qualunque valore per γ e ottenere un autovettore associato a λ 3. Scegliamo γ = 1 e otteniamo l’autovettore
v 3 =
Ora possiamo ricavare la matrice di similitudine
,^ det(T^ −^1 ) = 3,^ T^ =
.
e diagonalizzare la matrice A
A d = T AT −^1 =
Osservazione 1. Se avessimo scelto altri autovettori il risultato sarebbe stato lo stesso.
Osservazione 2. L’ordine con cui gli autovettori sono accostati per ottenere la matrice di similitudine, definisce l’ordine con cui appaiono gli autovalori nella matrice diagonalizzata A d.
Diagonalizzare la matrice
.
Dimostrare che la matrice
non è diagonalizzabile.
1.8 Esponenziale di matrice
Data la matrice A n × n, l’esponenziale della matrice A · t è definito come
e A · t^ := I + A · t +
(A · t)^2 +
(A · t)^3 +... +
k!
(A · t) k^ +...
con I matrice identità di dimensione n × n.
F.d.A. CAPITOLO 1. ALGEBRA DELLE MATRICI E NUMERI COMPLESSI
Data la matrice
A =
[ 0 1 0 λ
]
determinare e At.
Soluzione
e At^ =
[ 1 0 0 1
]
[ 0 1 0 λ
] t +
[ 0 λ 0 λ^2
] t^2 2!
[ 0 λ^2 0 λ^3
] t^3 3!
1 t + λ
t^2 2!
t^3 3!
0 1 + λt +
(λt)^2 +
(λt)^3 +...
λ
( −1 + 1 + t + λ^2
t^2 2!
t^3 3!
)
0 1 + λt +
(λt)^2 +
(λt)^3 +...
^1
λ
( e λt^ − 1
)
0 e λt
(^).
Se A è una matrice diagonalizzabile
T AT −^1 = A d
e At^ si può ottenere come
e At^ = T −^1 e Adt T
con e Adt^ matrice diagonale data da
e Adt^ =
e λ^1 t^... 0 0
0... e λnt
Dimostrazione. Si osservi che A = T −^1 A d T. Allora
e At^ = I + At +
(At)^2 +
(At)^3 +...
= T −^1 T + T −^1 A d T t +
(T −^1 A d T t)^2 +
(T −^1 A d T t)^3 +...
= T −^1 T + T −^1 A d T t +
T −^1 A d T T −^1 A d T t^2 +
T −^1 A d T T −^1 A d T T −^1 A d T t^3 +...
= T −^1 T + T −^1 A d T t +
T −^1 A^2 d T t^2 +
T −^1 A^3 d T t^3 +...
= T −^1
[ I + A d t +
(A d t)^2 +
(A d t)^3 +...
] T
= T −^1 e Adt T
CAPITOLO 1. ALGEBRA DELLE MATRICI E NUMERI COMPLESSI F.d.A.
1.9 Numeri complessi
Definizione 1.16 (Numero complesso). Un numero complesso z ∈ C è determinato da due numeri reali a ∈ R e b ∈ R , detti rispettivamente parte reale e parte immaginaria_. Il numero complesso si esprime nella_ forma algebrica : z = a + b,
dove è l’ unità immaginaria_. Dato_ z = a + b , si indicano a = < (z) e b = = (z).
Definizione 1.17 (Unità immaginaria). Il numero complesso è detto unità immaginaria_. L’unità immaginaria gode della seguente proprietà:_
^2 = · = − 1
L’insieme dei complessi è indicato con C. Il sottoinsieme dei complessi a parte immaginaria nulla si identifica con l’insieme dei numeri reali R. I numeri complessi con parte reale nulla si dicono numeri immaginari o numeri immaginari puri. L’insieme C non è ordinato: non ha alcun senso scrivere z 1 < z 2 o z 1 > z 2 con z 1 , z 2 ∈ C.
Si determini la parte reale e immaginaria del numero complesso
z = 1 − 2
Soluzione
La parte reale di z è < (z) = 1, mentre la parte immaginaria è = (z) = − 2.
Definizione 1.18 (Coniugato). Dato un numero complesso z = a+b , si definisce il numero complesso coniugato
¯z = a − b
Una notazione alternativa per il coniugato è anche z∗
Dato il numero complesso z = 1 − 2 , determinare il suo coniugato.
Soluzione
Il coniugato di z è dato da z¯ = 1 + 2.
Definizione 1.19 (Inverso moltiplicativo di un numero complesso). Dato un numero complesso z = a + b , con z 6 = 0 , il suo inverso moltiplicativo si ottiene come
1 z
z¯ z z¯
a − b a^2 + b^2
a a^2 + b^2
b^2 a^2 + b^2
Osservazione 4. Si noti che se z = , il suo inverso è
1
CAPITOLO 1. ALGEBRA DELLE MATRICI E NUMERI COMPLESSI F.d.A.
Si consideri il numero complesso z = b. Dalla definizione, si può ricavare che
e b^ =
∑^ ∞
k =
(b) k k!
∑^ ∞
k =
(−1) k^
β^2 k (2k)!
∑^ ∞
k =
(−1) k^
β^2 k + (2k + 1)!
Nelle due sommatorie si riconoscono le serie di Taylor delle funzioni cos(b) e sin(b). Si può ricavare così, la formula di Eulero e b^ = cos(b) + sin(b). L’esponenziale di un numero complesso immaginario puro è strettamente legato alla rappresenta- zione polare dei numeri complessi. Basta osservare che per z ∈ C
z = a + b = ρ (cos(φ) + sin(φ)) = ρe φ^ = |z|e ] z
Analogamente, si può dimostrare che il coniugato di z è dato da
¯z = a − b = ρ (cos(φ) − sin(φ)) = ρe− φ^ = |z|e− ] z
Trovare la rappresentazione polare ρe φ^ del numero complesso z = 1 − .
Soluzione
Per ottenere la rappresentazione polare basta calcolare
ρ =
√ 1 + (−1)^2 =
φ = atan
( − 1 1
) = −
π 4
Quindi, si ha che z =
2 e− ^
π (^4).
Dalla formula di Eulero per e α^ e e− α , è possibile ricavare le seguenti relazioni
cos(α) = e α^ + e− α 2 sin(α) =
e α^ − e− α 2
F.d.A. CAPITOLO 1. ALGEBRA DELLE MATRICI E NUMERI COMPLESSI