La tesi di laurea: passo dopo passo, Study Guides, Projects, Research of Economics

Questo documento fornito dall'universit`a ca’ foscari di venezia di m. Cristina molinari offre una guida passo dopo passo per scrivere una tesi di laurea. Il documento copre il processo di definizione della domanda, la scelta del taglio, la preparazione della bibliografia e l'utilizzo degli strumenti di ricerca bibliografica.

Typology: Study Guides, Projects, Research

2014/2015

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Versione 2.0 gennaio 2012
L’abc della tesi di laurea
M. Cristina Molinari
Dipartimento di Economia
Universit`a Ca’ Foscari di Venezia
Indice
Introduzione 2
1 Passo dopo passo... 2
Primo passo: qual `e la domanda? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2
Secondo passo: la scaletta degli argomenti . . . . . . . . . . . . . . 5
Terzo passo: mano alla penna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
2 . . . dalla biblioteca . . . 8
Bibliografia ............................... 9
Libri................................ 9
Articoli pubblicati in riviste . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
Articoli pubblicati in raccolte . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
Working paper o articoli non pubblicati . . . . . . . . . . . . 10
Articoli tratti da quotidiani o settimanali . . . . . . . . . . . 10
Articoli da riviste solo digitali . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10
Pagineinternet .......................... 11
Gli strumenti di ricerca bibliografica . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
EconLit Full Text (e Business Source Premier) . . . . . . . . 12
Ideas................................ 13
Googlescholar .......................... 13
Catalogo.............................. 14
3 . . . alla copisteria 15
Introduzione e conclusioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15
Gliultimidettagli ........................... 16
Si ringrazia Marco Li Calzi per utili consigli e suggerimenti su una versione precedente.
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L’abc della tesi di laurea∗

M. Cristina Molinari

Dipartimento di Economia Universit`a Ca’ Foscari di Venezia

  • Versione 2.0 gennaio
  • Introduzione Indice
  • 1 Passo dopo passo...
    • Primo passo: qual `e la domanda?
    • Secondo passo: la scaletta degli argomenti
    • Terzo passo: mano alla penna
  • 2 dalla biblioteca
    • Bibliografia
      • Libri
      • Articoli pubblicati in riviste
      • Articoli pubblicati in raccolte
      • Working paper o articoli non pubblicati
      • Articoli tratti da quotidiani o settimanali
      • Articoli da riviste solo digitali
      • Pagine internet
    • Gli strumenti di ricerca bibliografica
      • EconLit Full Text (e Business Source Premier)
      • Ideas
      • Google scholar
      • Catalogo
  • 3 alla copisteria
    • Introduzione e conclusioni
    • Gli ultimi dettagli

Introduzione

Una tesi di laurea e ben scritta se raccoglie informazioni che sono: (i) affi- dabili e circostanziate e (ii) organizzate in un ordine logico coerente. Lo sforzo di soddisfare questi requisiti affina capacita che risultano pre- ziose in ogni tipo di lavoro: per questo motivo conviene pensare alla tesi come ad un esercizio utile non solo per cio che si impara sui contenuti, cioe sullo specifico argomento della tesi, ma soprattutto per cio che si impara sul metodo. Questo vademecum dovrebbe aiutarvi a capire qualcosa di piu sul metodo e contribuire a rendere piu facile l’esperienza di scrivere la vostra tesi. Ho suddiviso questa guida in tre parti. La prima parte ripercorre i passi iniziali nella preparazione di una tesi, illustrandone gli obiettivi e le difficolta. La seconda parte introduce i fondamenti di una corretta ricerca bibliografica e introduce brevemente alcuni strumenti di cui ci si pu`o avvalere. Infine, la terza parte spiega come scrivere introduzione e conclusioni e come preparare il manoscritto finale.

1 Passo dopo passo...

Nei giorni immediatamente successivi all’assegnazione di un argomento di tesi si prova spesso grande incertezza. Essa e dovuta principalmente a tre ostacoli: conoscerli puo aiutare a non scoraggiarsi e a superarli. Essi sono: (i) la definizione della domanda a cui la tesi intende rispondere, (ii) la scelta del taglio che si vuole dare alla risposta e (iii) la stesura delle prime pagine.

Primo passo: qual `e la domanda?

Il modo migliore per garantire che le informazioni contenute nella tesi siano scritte in modo ordinato e coerente^1 e avere una bussola che vi guidi durante la scrittura. Questa bussolae rappresentata dalla domanda a cui la tesi cerca di rispondere o dal problema che essa cerca di risolvere. Diversamente da come pensano molti studenti, il passo piu difficile none individuare un argomento ma trovare questa bussola. Di norma, all’inizio del suo lavoro lo studente conosce molto poco l’argomento della tesi e quindi e all’oscuro del tipo di risposte che sono presenti in letteratura. Per questa ragione, trova molto difficile immaginare a quali domande sia ragionevole pensare di poter rispondere nei tempi tecnici di una tesi. La ricerca della propria bussola none un processo lineare. Si pu`o co- minciare a formulare una domanda precisa soltanto leggendo la letteratura

(^1) Un ovvio principio di accuratezza scientifica impone anche di riportare in modo rigoroso le informazioni e la loro fonte, senza inventare, distorcere o offuscare i fatti. Va da s´e che una persona che non sia in grado di soddisfare questo requisito non `e pronta per laurearsi.

volete dare alla vostra domanda. Ecco alcuni esempi relativi alla domanda gi`a vista sopra:

Rispondiamo analizzando quali sono i compiti che la legge at- tribuisce all’Autorit`a, i suoi poteri ed i vincoli a cui essa deve sottostare. (Taglio giuridico)

Rispondiamo analizzando l’attivita dell’Autorita dalla sua istitu- zione ad oggi. (Taglio storico)

Rispondiamo analizzando alcuni casi antitrust trattati dall’Auto- rit`a negli ultimi anni. (Taglio empirico)

Rispondiamo analizzando quali sono i presupposti economici che giustificano l’attivit`a antitrust. (Taglio economico-teorico)

Rispondiamo confrontando l’attivita dell’Autorita con l’attivit`a antitrust in altri paesi. (Taglio economico-comparato)

Quanto detto fino a qui richiede alcune precisazioni nel caso di una tesi di laurea triennale molto breve, come quella di soli 3 cfu prevista a Ca’ Foscari nei corsi di laurea economico-aziendali. Per una tesi cosı brevee importante evitare di scegliere un argomento molto generale (e poi perdere tanto tempo per capire come analizzarlo) ed e consigliabile partire subito da un quesito molto circoscritto e, possibilmente, da uno o due riferimenti bibliografici precisi. Per il resto, gran parte di cio che `e stato detto fino a qui e di quello che segue vale anche per le tesi di laurea triennali.

E’ utile sapere che...

(1) Individuare il tipo di risposta che volete dare definisce in gran parte la difficolta della tesi, e quindi i suoi tempi e lo sforzo che vie richiesto. In generale vale il principio che capire e descrivere fatti e piu facile che capire e descrivere teorie con cui interpretare i fatti: il secondo esercizio, infatti, richiede maggiori capacit`a di astrazione.

(2) Se volete scrivere una buona tesi pensatela come una risposta ad una domanda e preparatevi ad usare le vostre migliori argomentazioni per far in modo che la risposta sia chiara e convincente.

(3) Applicate due semplici regole, preziose per la tesi (ma anche per la vita): (i) scegliete un argomento che solletica il vostro interesse: rendera il lavoro meno pesante (a voi e anche al vostro relatore); (ii) usate il vostro buon senso e la vostra creativita.

Secondo passo: la scaletta degli argomenti

Dopo avere scelto il taglio della tesi, che e la forma della scatola,e tempo di guardare al suo contenuto. Cio richiede di esaminare in modo piu attento la letteratura rilevante per capire nel dettaglio quali argomenti o libri o aspetti si devono analizzare affinch´e la risposta alla vostra domanda sia esauriente e convincente. Adesso la letteratura deve essere letta in modo approfondito, con lo scopo di capire anche i dettagli. Di conseguenza, prendete note piu lunghe. Il vostro obiettivoe individuare i possibili modi di suddividere e organiz- zare il materiale: da un lato, si deve decidere che cosa mettere nella tesi e che cosa lasciare fuori; dall’altro, si deve riflettere sull’ordine piu logico con cui presentare i vari elementi. Alla fine di questa fase dovrete avere una scaletta (scritta) degli argo- menti che intendete trattare. La scalettae una specie di indice che descrive la struttura della tesi e la sua suddivisione in capitoli e, all’interno di questi, in sezioni. La scaletta deve essere corredata da poche righe che spieghino il contenuto di ciascun capitolo e, se gia noti, i riferimenti bibliografici che intendete usare. A questo stadio, la scaletta non puo essere ancora definitiva: quindi non preoccupatevi se molti aspetti appaiono ancora “fumosi”. Disporre di una scaletta costituisce un’utile base di partenza per cominciare a scrivere e vi costringe ad organizzare le idee.

E’ utile sapere che...

(4) Non perdete di vista la domanda che motiva l’intero lavoro. Pensare a ci`o che state scrivendo come una risposta approfondita ad una domanda ben formulata vi aiuta a costruire un filo logico ed un ordine coerente.

(5) Tenere ben presente la domanda a cui si cerca di rispondere permet- te anche di risolvere molti dubbi su come procedere. Ad esempio, quando vi sorgera la tipica domanda “ma di questo devo parlare?”, rispondete “sı” se vi serve a rispondere alla domanda e “no” se vi conduce verso problemi o domande diversi.

Terzo passo: mano alla penna

Sono passati un po’ di anni dall’ultimo tema che avete scritto, per guada- gnarvi la maturita. Di solito si scopre chee passato troppo tempo... e di solito non e facile ricominciare a scrivere. Due sono le principali difficolta che incontra la maggior parte degli studenti: (i) scrivere in buon italiano; e (ii) scrivere in modo chiaro, convincente e “scientifico”.

informazioni che citate e fa in modo che il vostro lavoro sia un anello nella lunga catena della ricerca e del sapere. Ci sono due modi di dare credito:

  1. direttamente, ad esempio: “Hahn (1997) sostiene che... ”;
  2. indirettamente, aggiungendo alla fine del paragrafo che illustra un certo lavoro/posizione/teoria una menzione che includa il cognome dell’autore e, fra parentesi, l’anno di pubblicazione. Ad esempio, “... aumenta l’inflazione. Si veda Hahn (1997).” o semplicemente “... aumenta l’inflazione. (Hahn, 1997).

Il lettore potra risalire al lavoro indicato con Hahn (1997) grazie al rife- rimento bibliografico preciso che dovrete inserire in bibliografia (nel modo spiegato oltre.) Quando un lavoro ha tre o piu autori, la citazione nel testo riporta espli- citamente solo il cognome del primo, seguito dalla dicitura latina abbreviata et al. e dall’anno fra parentesi; ad esempio, “Aumann et al. (2005)”.

Ecco una lista di alcune regole generali che `e utile ricordare.

  • Sono da evitare le parole in lingua straniera per le quali esista un equivalente vocabolo in italiano. E’ molto comune il caso di chi na- sconde la povert`a delle proprie idee dietro l’uso smodato di anglicismi. Ad esempio, invece di “environment” si dica “ambiente” o “contesto”. Quando usate una parola straniera, scrivetela in corsivo.
  • Si mettono in nota le informazioni non essenziali, la cui lettura puo essere omessa senza incidere sulla comprensione del testo. Prima di inserire una nota, considerate con attenzione il suo contenuto: cio che e veramente importante puo probabilmente essere integrato nel testo e cio che non loe puo essere spesso eliminato del tutto senza grossa perdita. Questo criterioe sufficiente ad assicurare che il numero di note sia ragionevole, come anche la loro lunghezza.
  • Se fate una citazione, riportatela fra virgolette lasciando il testo iden- tico all’originale fin nei minimi particolari (errori ed enfasi tipogra- fiche inclusi). Se omettete qualcosa, segnalate l’omissione inserendo il simbolo “[...]”. Lunghe parafrasi troppo simili all’originale sono da evitare, perch´e prendono il nome di plagio se non si `e dato credito e di “minestra ribollita” altrimenti.
  • Grafici, tabelle e figure devono sempre avere un titolo che individui chiaramente che cosa rappresentano. In genere hanno anche un numero per poterle individuare univocamente. Per le tabelle compilate da voi indicate in calce la fonte delle informazioni o dei dati su cui si basano. Per le tabelle, le figure o i grafici di altri fornite in calce il riferimento

bibliografico. Grafici, tabelle e figure vanno messi, preferibilmente, nella stessa pagina in cui sono commentati o all’inizio della pagina o alla fine. Alcuni programmi di scrittura posizionano automaticamente le figure, se usati in modo adeguato.

  • Nel testo non si scrive “nella figura qui sotto” (per motivi di impa- ginazione poi potreste spostarla) ma “nella Figura 3”. Notate l’uso delle maiuscole: Figura 3 funziona come un nome proprio e richiede l’iniziale maiuscola, ma se subito dopo scrivete “come si vede nella fi- gura” senza ripetere il numero, figura va minuscolo. Lo stesso vale per tabelle, sezioni, capitoli, ecc. Quindi si scrive nel “capitolo precedente’ ma nel “Capitolo 1”.
  • Le liste (ne trovate molte in queste pagine) hanno due stili a seconda della lunghezza degli elementi che elencano. Se gli elementi sono brevi, la frase che precede la lista termina con i due punti, ciascun elemento della lista inizia con la minuscola e i vari elementi sono separati da un punto e virgola. Se, invece, come nella lista a cui appartiene questa descrizione, ciascun elemento e lungo,e meglio precedere la lista con un punto, iniziare ciascun elemento con la maiuscola e chiuderlo con un punto. Naturalmente, in entrambi i casi la lista termina con un punto.

E’ utile sapere che...

(6) Quando si comincia a scrivere, non si conosce ancora l’esatto svi- luppo della tesi. Per questo motivo, una volta giunti al termine, `e spesso necessario rivedere in modo sostanziale quanto si era scritto all’inizio. D’al- tra parte, iniziare a scrivere aiuta a fissare meglio le idee e per questo motivo conviene non rimandare troppo la stesura delle prime pagine.

(7) L’introduzione offre la chiave di lettura di tutta la tesi. Dunque, puo essere scritta solo quando se ne conoscono gia tutti gli sviluppi e pertanto si scrive per ultima. Si veda la Sezione 3 per alcune informazioni su come scrivere l’introduzione.

2... dalla biblioteca...

Per usare bene la biblioteca bisogna saper distinguere le varie fonti bibliogra- fiche e si bisogna sapere come utilizzare gli strumenti di ricerca bibliografica. Qui trattiamo solo i rudimenti.

Le informazioni essenziali sono: autore(i), anno di pubblicazione (fra parentesi), titolo (fra virgolette), nome del curatore della raccolta, seguito da “(a cura di)”, titolo della raccolta (in corsivo), casa editrice, luogo di pubblicazione, intervallo delle pagine.

  • Working paper o articoli non pubblicati

Rust, J. (1992),“Do people behave according to Bellman’s principle of optimality?”, manoscritto non pubblicato. Le informazioni essenziali sono: autore(i), anno di pubblicazione (fra parentesi), titolo (fra virgolette) e indicazione “manoscritto non pub- blicato”. Nel caso di un working paper, l’ultima indicazione e sostituita dal nome dell’Universita (o ente di ricerca) e dall’eventuale numero del working paper. Pedersen, C.D. e S.E. Satchell (1998), “Utility functions with parame- ters depending on initial wealth”, University of Cambridge, Working Paper 9819.

  • Articoli tratti da quotidiani o settimanali

Questi articoli non sono generalmente inseriti in bibliografia. Si citano in nota al paragrafo che li menziona nella forma seguente: M. Cecchini, “Euro ai minimi storici contro il dollaro USA”, Corriere della Sera, 17 febbraio 1999. Le uniche informazioni necessarie sono: autore, titolo (fra virgolet- te), titolo del quotidiano o settimanale (in corsivo), data nella forma “giorno, mese (in lettere), anno”.

  • Articoli da riviste solo digitali.

Alcuni articoli dispongono del DOI (Digital Object Identifier), un para- metro di identificazione permanente che aggiunto a http://dx.doi.org/ permette di aprire il documento nel browser. In questo caso si usa la stessa forma degli articoli pubblicati su riviste seguita, pero, dal DOI: Bar-Isaac, H. (2012), “Transparency, career concerns, and incentives for acquiring expertise”, The B.E. Journal of Theoretical Economics, 12 :1–13, DOI: 10.1515/1935-1704.1796. Quando il DOI none disponibile esso e sostituito dalla URL: Visentini, A. (2012), “Sulla parita non bastano i buoni propositi”, in LaVoce.info. http://www.lavoce.info/articoli/-famiglia/pagina1002816.html.

  • Pagine internet Spesso ci si puo limitare ad una menzione nel testo. Ad esempio “La pagina internet del Partito Democratico pubblicava nel gennaio 2012 una lista di 12...”. See necessario inserire un riferimento piu formale, si possono usare gli esempi seguenti: Paoli, M. (2012), “Il differenziale mannaro: lo spread e altri “mostri” della finanza”, Accademia della Crusca. (Ultimo accesso: 24 febbraio). www.accademiadellacrusca.it/faq/faq risp.php?id=8851&ctg id=44. Wikipedia (2011), “DreamWorks”. (Ultima modifica: 20 novembre). http://en.wikipedia.org/wiki/DreamWorks. L’idea di questi esempie di avvicinarsi quanto piu possibile alla forma classica “autore-anno-titolo-editore”, ma non sempre tutte le infor- mazioni sono disponibili. Ad esempio, l’autore o il titolo potrebbero mancare. Nel primo caso si segue l’ordine “editore-anno-titolo”, come nel secondo esempio. Se invece a mancaree il titolo, lo si sostituisce con quanto meglio l’approssima. Poich´e il contenuto delle pagine internet e soggetto a frequenti cambi, si deve inserire la data dell’ultima modifica alla pagina o, se questa none indicata, la data del vostro ultimo accesso. Se la pagina internet ha avuto una citazione formale questa viene in- serita nella bibliografia. Nella sitografia, invece, si elencano tutte le homepage dei siti consultati. Se quest’ultimi sono pochi, per`o, me- glio indicare tutto in bibliografia. Una classica voce della sitografia potrebbe essere la seguente: Unioncamere, http://www.unioncamere.net/.

E utile sapere che...^ `

(8) Se la tesi `e redatta in italiano, la bibliografia deve essere scritta in italiano, con l’ovvia eccezione dei titoli e dei nomi delle riviste. Dunque, non si scrive “(eds.)” ma “(a cura di)”; non si scrive “London” ma “Londra”.

(9) Non aspettate l’ultimo momento per scrivere la bibliografia in modo ordinato. Gli ultimi giorni sono meglio spesi a rifinire l’introduzione. La preparazione della bibliografia `e un lavoro lungo ma abbastanza riposante che conviene fare nei ritagli di tempo.

bliografici degli articoli e al loro riassunto (abstract) ma spesso non trovate la versione digitale completa dell’articolo. In genere questa e disponibile solo per le riviste di editori no profit e comunque i lavori pubblicati negli ultimi due o tre anni non sono accessibili (questa carenza prende il nome di moving wall). L’interfaccia attraverso cui accedete a EconLit, a cura di Ebsco, mostra un’icona Pdf quando il full texte disponibile; altrimenti compare il tasto “Trovalo” che, attivando il motore di ricerca “Trova il full text”, vi permet- ter`a di sapere se Ca’ Foscari ha un abbonamento che renda accessibile la versione digitale. La stessa interfaccia Ebsco permette di consultare Business Source Pre- mier, un database di articoli di marketing, economia aziendale e finanza. Di interesse per gli economisti potrebbe essere anche MathSciNet, il data- base bibliografico per i maggiori articoli di matematica, inclusa economia matematica e matematica finanziaria.

Ideas

IDEAS e il piu grande database ad accesso libero mirato specificamente agli studi economici. Consultabile all’indirizzo http://ideas.repec.org/, include working paper, articoli e libri. Sebbene le possibilita di ricerca siano meno raffinate di quelle di Econlit, per il materiale recente, e in particolare per i lavori non ancora pubblicati, esso puo essere molto utile. Ricordate che non tutto cio che IDEAS indicizzae disponibile in for- mato digitale: ad esempio, alcuni articoli pubblicati potrebbero avere re- strizioni di copyright. In questo caso, se usate il link permanente (DOI) ricordatevi che dovete essere riconosciuti come studenti di Ca’ Foscari (e sperare che l’universita abbia un’iscrizione per accedere all’articolo). Se invece il DOI none fornito, adesso che conoscete gli estremi del lavoro po- tete tornare al motore di ricerca “Trova il full text” che trovate all’indirizzo aire.cab.unipd.it:9003/unive/cgi/core/citation-linker.cgi?.

Google scholar

Google Scholar e una versione del famoso motore di ricerca specializzata per le pubblicazioni scientifiche e accademiche. A differenza dei due strumenti precedenti, none mirato agli economisti; quindi quando fate ricerche per parole chiave dovete inserire termini piu precisi. Google Scholar presenta due grossi vantaggi. Il primoe che riesce spes- so a trovare sentieri nascosti verso risorse che avrebbero accesso ristretto: quando conoscete gia il titolo esatto del lavoro che vi interessa, ma i vostri tentativi di accedere al full text non hanno avuto fortuna, provate Google Scholar. Il secondo vantaggioe che riporta, per ogni documento, i link agli altri documenti che lo citano.

Per i tre strumenti di ricerca bibliografica che vi ho presentato fino ad ora e utile ricordare che ad essere indicizzati sono soprattutto articoli di riviste economiche internazionali. Pertantoe bene sapere che:

  • si tratta di lavori quasi esclusivamente in lingua inglese; se fate una ricerca per soggetto usando termini in italiano non troverete quasi nulla;
  • gli articoli scientifici sono rivolti ad un pubblico specializzato, cioe sono spesso lavori piuttosto tecnici la cui lettura potrebbe non essere immediata per uno studente di triennale. La tesi di laurea triennale, pertanto, potrebbe includere solo alcuni articoli e piu facilmente fare riferimento ai libri.

Catalogo

Anche se la letteratura economica e ora largamente disponibile in formato digitale, non dimentichiamoci delle risorse cartacee. Lo strumento principa- le per la ricerca dei librie il Catalogo (http://catalogo.unive.it/) che puo essere interrogato per autore o titolo del libro. Se invece state cercan- do un articolo in raccolta, ricordate che dovete cercare a catalogo sotto il titolo della raccolta (non dell’articolo) o sotto il nome del curatore (non dell’autore). Il Catalogo copre soltanto i libri disponibili del polo veneziano (Ca’ Fo- scari, IUAV e Marciana). Per allargare la vostra ricerca potete consultare via internet i cataloghi di molte delle biblioteche universitarie italiane e stra- niere. I libri che non sono disponibili a Ca’ Foscari spesso possono essere chiesti con il servizio di prestito interbibliotecario (a pagamento). Nel Catalogo trovate anche tutte le riviste di cui l’universita possiede la versione cartacea. Se tutti i vostri tentativi di accedere alla versione digitale di un articolo sono falliti, provate a reperire il cartaceo cercando a catalogo il titolo della rivista (nel gergo bibliotecario si tratta di un periodico). Se la voce cercata compare, apritela per vedere quali volumi sono posseduti da Ca’ Foscari e la biblioteca presso cui li potete trovare. Questa strada ha successo soprattutto in tre casi: (i) per lavori molto vecchi (non digitaliz- zati), (ii) per lavori pubblicati recentemente che ricadono nel moving wall e (iii) per lavori su riviste italiane (ad oggi ancora scarsamente disponibili in versione elettronica). Infine, se non avete trovato n´e la versione digitale n´e quella cartacea, potete rivolgervi alla BEC per reperire l’articolo presso altre biblioteche attraverso il servizio di Fornitura di articoli.

E’ utile sapere che...

  • si chiude con le conclusioni che potete trarre dalla vostra risposta. Questa parte, se e piu lunga di una o due pagine, puo essere spostata alla fine della tesi in un breve capitolo intitolato “Conclusioni”. Queste poche pagine sono le uniche in cui chiedo, inderogabilmente, uno sforzo di originalita.

In genere indice e conclusioni non sono numerati. Se non e strettamente ne- cessario, evitate di dividere l’indice in sezioni; eventualmente potete staccare due o piu parti con una doppia interlinea. Nelle pagine del libro di Booth et al. potete trovare ulteriori consigli utili su come scrivere introduzione e conclusioni.

Gli ultimi dettagli

Se dovete presentare una versione cartacea della tesi, scegliete una rilega- tura fronte e retro (salviamo gli alberi!). Questo richiede alcune semplici avvertenze durante la stampa e la preparazione del manoscritto finale, in modo da consentire di trattare le fotocopie con l’alimentatore automatico. Ecco alcuni semplici accorgimenti da seguire per una copia fronte e retro.

  • Ogni capitolo deve cominciare sulla destra, ovvero su una pagina con numero dispari. Se il capitolo precedente finisce su pagina dispari, dovrete includere una pagina bianca che finir`a a sinistra e aggiustare la numerazione.
  • In base allo stesso principio per cui l’inizio di qualcosa cade sempre sulla destra, fate seguire alla prima pagina (che contiene una copia del frontespizio) ed eventualmente alla terza (che contiene i ringraziamenti o le dediche, che sono facoltativi) una pagina bianca. Lo stesso vale per l’indice, che va collocato prima della tesi vera e propria, se questo occupa un numero dispari di pagine.
  • E’ meglio numerare le pagine in basso ed al centro, in modo da non dovervi preoccupare se i numeri si trovano sulla destra o sulla sinistra della pagina.

Prima di salvare la versione finale del manoscritto, ci sono ancora un paio di cose da controllare:

  • l’indice deve contenere il titolo del capitolo (in neretto), seguito dai paragrafi che compongono il capitolo (numero e titolo per ciascuno di essi), ciascuno con l’indicazione della pagina in cui iniziano. Ai fini della compilazione dell’indice, trattate la bibliografia e la sitografia come un capitolo;
  • assicuratevi di avere riportato in bibliografia tutti i riferimenti biblio- grafici citati nel testo. Il modo piu velocee una ricerca automatica delle stringhe di testo “19” e “20” che appaiono in (quasi) tutte le date che accompagnano le vostre citazioni.