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Il concetto di empatia secondo il modello multidimensionale di feshbach. L'autore descrive come l'empatia si compone di capacità cognitive e emotive, e come essa può essere utilizzata in modi positivi o negativi. Vengono presentate tre componenti specifiche dell'empatia: la capacità di decodificare gli stati emozionali di altre persone, la capacità di assumere la loro prospettiva e la capacità di rispondere affettivamente. Il documento anche discute il ruolo di martin hoffman nell'evoluzione della teoria dell'empatia di feshbach.
Typology: Study notes
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Può essere tan� aspe�, tante cose, tan� vol� in uno solo. Spesso nel corso dei secoli è stata collegata ad elemen� nega�vi. La maschera è ciò che si fa vedere agli altri, ciò che si vuole veicolare di sé a coloro che ci stanno a�orno.
La condizione di Senza maschera rischieremmo di essere aggressivi, violen�, egois�, impulsivi fino all’autolesionismo… L’Io è il grande tessitore di maschere. La maschera dice molte cose, a dispe�o di quello che pensiamo di solito, racconta tante cose e aiuta a capire la persona, a guardare il tanto decantato volto, a comprendere le inclinazioni, le paure e i desideri di un sogge�o...la maschera aiuta a capire la persona insomma.
Bisogna stare a�en� alle maschere che ci stanno dentro. Una grande maschera che ha a�raversato la volgarizzazione della psicologia (e non solo) è il conce�o di empa�a che viene definito, con formula fissa (e rigida) come “capacità di me�ersi nei panni dell’altro”, “capacità di prendere il suo posto”. E giù tu� a declamare questa qualità come elemento essenziale della relazione con l’altro. Empa�a non è la capacità di me�ersi nei panni dell’altro o di prendere il suo posto (questa è una visione di onnipotenza e di presunzione).
assumere il suo male.
Nel ruolo di operatori di cura si è chiama� a me�ersi vicini all’interlocutore che manterrà i suoi panni ed il suo posto ma ci aiuterà a vedere, se lo vorrà, cosa si vede da quel posto e con quei panni consentendoci di accompagnarlo senza maschere nel suo percorso.
Il discorso dell’empa�a non è solo radicato nella psicologia, ma c’è un aspe�o legato al nostro funzionamento celebrale (sistema di neuroni specchio , i quali immediatamente simulano nel nostro cervello quello che sta succedendo nell’altro, prima ancora che noi lo capiamo emo�vamente e cogni�vamente).
L’empa�a coniuga dentro di sé elemen�:
Per esercitare le capacità empa�che sono necessari entrambe le componen�. Empa�a può essere u�lizzata sia in modo posi�vo che nega�vo.
L’ empa�a composta da tre componen� che coincidono con altre�ante abilità che svolgendo un‘azione integrata, possono generare comportamen� empa�ci: due fanno parte delle abilità cogni�ve, e una fa parte dell’abilità emo�va.
Solo soltanto se si prova dentro di sé l’emozione che l’altro vive si può compiutamente parlare di esperienza empa�ca.
Per andare vicino all’altro e vedere la sua prospe�va devo spostarmi da dove mi trovo, bisogna decentrarsi.
Vi è il decentramento cogni�vo (mi aiuto a far capire da lui cosa si vede dove sta) e il decentramento emo�vo (se l’altro porta delle tema�che molto sco�an� per me emo�vamente, corro il rischio di non seguire l’altro, perché se sono troppo coinvolto considererò solo quello che sta a cuore a me, rischio così di diventare egocentrico). La capacità di decodificare i suoi processi emo�vi avviene in un lasso di tempo ampio. Dobbiamo mol�plicare i tempi di sguardo per capire per davvero quello che vede l’altro. La decodifica avviene per tempo, non una volta per tu�e. Non c’è per forza stabilità della situazione dell’utente (prima può essere contento e poi tris�…).
Non neutralità dello sguardo:
Tre variabili che definiscono la vulnerabilità complessiva:
Facendo cadere una bambola, essa si romperà più o meno facilmente a seconda di tre variabili:
Personalmente credo che la metafora della bambola spezzata sia più veritiera nel senso che mette in evidenza le diversità umane, nessuno è uguale a nessun altro. È quindi importante vedere che il materiale da cui siamo composti è ciò che ci permette o di superare il trauma o mutarlo in patologia. Nel lavoro sociale è importante riuscire a riconoscere questi tre aspetti di “rottura” in quanto saremo chiamati a lavorare con la sofferenza e quindi con persone che probabilmente si sono rotte per causa di uno o di tutti questi tre aspetti: ambiente, forza del trauma e propria resistenza. Infatti, l’intervento educativo potrebbe variare in base alla causa della rottura (si pensi ad esempio ad una persona che crolla poiché l’ambiente è sfavorevole). Queste
tre variabili sono da considerare un unico elemento che interagiscono tra loro. Ad esempio : bambina con disabilità o bambino sono fatti di porcellana o di vetro, dovuto al loro minor sviluppo cognitivo, incapacità di chiedere aiuto o di elaborare il trauma. Il problema può esserci quando noi vediamo la persona come responsabile e quindi il nostro “pavimento” si indurisce..
MIX Noa, Corinne, JJ
Operatorio formale (a par�re dai 12 anni) Organizzazione sistema�ca delle conoscenze e pensiero ipote�co-dedu�vo. L’adolescente inizia a fare delle ipotesi astra�e. (es. pendolo: Piaget ha chiesto come far cambiare l’oscillazione del pendolo=cambiare lunghezza…)
MARTIN HOFFMAN Dice che non esiste soltanto un’empa�a, l’empa�a di quando si nasce è diversa di quella di quando si è adolescen� e adul� (me�e l’empa�a in un’o�ca evolu�va). Parliamo di empa�e, di stadi diversi dello sviluppo ema�co lungo tu�o l’arco della vita.
Il terzo elemento aggiunto da Hoffmann^ a Feshback all’empa�a è che ha una componente^ mo�vazionale^ (oltre a quella cogni�va ed emo�va), ovvero siamo mo�va� e dispos� a fare in modo che il male degli altri si riduca. Siamo generosi ma anche interessa� alla riduzione di questo male perché fa male anche a me.
L’empa�a si manifesta fin dai primi giorni di vita, nelle prime manifestazioni empa�che la componente affe�va ha il ruolo di maggior rilevanza di quella cogni�va, procedendo nello sviluppo la componente cogni�va acquisterà un’importanza crescente e si compenetrera’ sempre più con quella affe�va perme�endo lo sviluppo di forme sempre più evolute di empa�a
EMPATIA EGOCENTRICA EMPATIA NON EGOCENTRICA 1-2 anno 2 -6 anno Il bambino offre all’altro bambino che piange il proprio orse�o per consolarlo
Il bambino cerca l’orse�o del bambino che piange glielo offre per consolarlo
16 MIX Noa, Corinne, JJ
Un bambino, mentre si sente molto felice, si accorge di un suo compagno che é triste perché escluso dal gioco, il bimbo sarà empatico se, anziché rimanere in uno stato d‘animo felice, si dispiacerà per l‘amico o proverà rabbia per l‘ingiustizia che questi ha subitostato d’animo piu consono al vissuto dell’altro che al proprio
L‘empa�a diventa un‘abilità che evolve, che cambia forma, che si differenzia progressivamente, perdendo la dimensione monoli�ca che la Feshbach e gli autori preceden� le avevano a�ribuito, per la prima volta l‘empa�a é inserita in un‘o�ca di sviluppo.
VARIABILE PEZZOLI:
La variabile che cambia tutto è il tempo e può compromettere l'intervento educativo, pur avendo tutte e tre le componenti dell'empatia. Quando manca il tempo non si vedono le necessità e i bisogni dell'altro. Pur essendo esperti di empatia, se non si ha tempo non si vede la richiesta d'aiuto, specialmente se è in codici a noi lontani e non comprensibili.
Tempo: disponibilità di fare spazio all’altro dentro di noi (se siamo di fre�a non ascolteremo mai l’altro). Il tempo può non fare entrare in relazione. Se manca non si vedono i bisogni, le necessità, le sofferenze.
Esperimento di persone in formazioni come curan� a cui è stato de�o di una riunione all’ul�mo a cui dovevano presenziare (lieve ritardo, grave ritardo, in tempo). Gli sono state date le informazioni in diversi momen� (quelli che sono arriva� in tempo hanno ricevuto l’info il giorno prima e così via). Per strada è stata messa una persona senzate�o che chiedeva ai passan� aiuto. L’esperimento ha dimostrato che quelli che erano in ritardo non sono accorsi in soccorso alla persona, mentre quelli che avevano “più tempo” si sono ferma�, indipendentemente dal fa�o che fossero tu� curan� e quindi professionalmente indo� a fermarsi.
ETOLOGIA = DISCIPLINA BIOLOGICA , fondata da Konrad Lorenz che studia le abitudini e i costumi degli animali , e l'adattamento delle piante all'ambiente. Ha permesso una maggiore comprensione dell'empatia. L'empatia non è una caratteristica della sola specie umana. L'empatia appartiene all'uomo, ma anche ad alcune specie animali. Come regredendo nella vita di un
uomo l'empatia è più generalizzata, allo stesso modo regredendo a livello filogenetico (processo di ramificazione delle linee di discendenza nell'evoluzione della vita) l'empatia è più arcaica nelle specie.
Secondo gli etologi le dimensioni sono:
quando noi vediamo che l‘altro sta facendo qualcosa, in lui alcuni neuroni si sono a�va� e gli stessi neuroni si a�vano in noi. Lo stesso succede quando l’altro prova determinate emozioni (questo ci perme�e di capire la situazione dell’altro, prima ancora di averla capita cogni�vamente).