Notes for term papers, Summaries of Italian

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2022/2023

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Tesina Mass media
I mass media hanno portato all’interno della società una vera e propria
rivoluzione e rendono possibile una comunicazione “da-uno-a-molti”.
Comprendono: televisione, radio, quotidiani, praticamente ogni forma di
comunicazione. Con questi strumenti moltissime persone possono essere
informate di quello che accade nel mondo. I mass media e i new media,
influenzano notevolmente la vita di ognuno di noi. Assumono un carattere
manipolatorio, come succedeva per esempio negli anni del fascismo:
* La radio assunse un ruolo di primo piano. Venivano trasmesse discorsi
tenuti dal duce o conversazioni sul nazismo.
* La stampa: i quotidiani dipingevano il periodo fascista come un modello
storico di pace e moralità. In questo periodo la stampa fu sottoposta ad un
controllo formale. Nonostante Mussolini avesse il controllo sulla maggior
parte dei giornali, alcuni quotidiani d’opposizione come La stampa e il
Corriere della sera riuscirono a sopravvivere. Con le “Leggi fascistissime”,
Mussolini dispose che ogni giornale prima di essere pubblicato fosse
sottoposto ad un controllo.
* Cinema, un altro strumento fondamentale di propaganda.
Un altro mass media fondamentale è la televisione. Se la radio si può
ascoltare facendo altro (per esempio lavorando, guidando un’auto), la
televisione richiede un’attenzione esclusiva. Alla base di ciò nascono delle
critiche nei confronti di questo mezzo di comunicazione per quanto
riguarda l’abbuso eccessivo dei bambini.
Marshall McLuhan, sociologo canadese, si è dedicato allo studio dei mezzi
di comunicazione di massa soprattutto per verificare l’influenza sul
comportamento individuale. 1E’ stato il primo a creare la teoria dei media.
Il suo pensiero è fortemente influenzato dal determinismo tecnologico,
secondo cui la struttura mentale e la cultura delle persone sono
condizionate dal tipo di tecnologie che la società dispone.
Oggi abbiamo a disposizione anche altri strumenti di comunicazione
chiamati “nuovi media”, come i computer, i tablet, i cellulari, in grado di
diffondere ancora più velocemente le informazioni nonostante le
circostanze.
Questi strumenti regalano infinite possibilità di crescita e divertimento: si
può scoprire il mondo, acquisire conoscenza, divertirsi e socializzare. Le
nuove tecnologie, tuttavia, hanno anche un lato oscuro, che può portare i
giovani a isolarsi, a perdere la capacità di concentrarsi, studiare e
interagire normalmente.
Secondo una ricerca compiuta dal Centro per la Salute del bambino onlus:
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Tesina Mass media I mass media hanno portato all’interno della società una vera e propria rivoluzione e rendono possibile una comunicazione “da-uno-a-molti”. Comprendono: televisione, radio, quotidiani, praticamente ogni forma di comunicazione. Con questi strumenti moltissime persone possono essere informate di quello che accade nel mondo. I mass media e i new media, influenzano notevolmente la vita di ognuno di noi. Assumono un carattere manipolatorio, come succedeva per esempio negli anni del fascismo:

  • La radio assunse un ruolo di primo piano. Venivano trasmesse discorsi tenuti dal duce o conversazioni sul nazismo.
  • La stampa: i quotidiani dipingevano il periodo fascista come un modello storico di pace e moralità. In questo periodo la stampa fu sottoposta ad un controllo formale. Nonostante Mussolini avesse il controllo sulla maggior parte dei giornali, alcuni quotidiani d’opposizione come La stampa e il Corriere della sera riuscirono a sopravvivere. Con le “Leggi fascistissime”, Mussolini dispose che ogni giornale prima di essere pubblicato fosse sottoposto ad un controllo.
  • Cinema, un altro strumento fondamentale di propaganda. Un altro mass media fondamentale è la televisione. Se la radio si può ascoltare facendo altro (per esempio lavorando, guidando un’auto), la televisione richiede un’attenzione esclusiva. Alla base di ciò nascono delle critiche nei confronti di questo mezzo di comunicazione per quanto riguarda l’abbuso eccessivo dei bambini. Marshall McLuhan, sociologo canadese, si è dedicato allo studio dei mezzi di comunicazione di massa soprattutto per verificare l’influenza sul comportamento individuale. E’ stato il primo a creare la teoria dei media. Il suo pensiero è fortemente influenzato dal determinismo tecnologico, secondo cui la struttura mentale e la cultura delle persone sono condizionate dal tipo di tecnologie che la società dispone. Oggi abbiamo a disposizione anche altri strumenti di comunicazione chiamati “nuovi media”, come i computer, i tablet, i cellulari, in grado di diffondere ancora più velocemente le informazioni nonostante le circostanze. Questi strumenti regalano infinite possibilità di crescita e divertimento: si può scoprire il mondo, acquisire conoscenza, divertirsi e socializzare. Le nuove tecnologie, tuttavia, hanno anche un lato oscuro, che può portare i giovani a isolarsi, a perdere la capacità di concentrarsi, studiare e interagire normalmente. Secondo una ricerca compiuta dal Centro per la Salute del bambino onlus:
  • Il 38% dei bambini di due anni gioca e guarda video su dispositivo mobile.
  • Il 63% dei bambini sotto gli otto anni utilizza quotidianamente smartphone e tablet dei genitori.
  • Il 44% dei bambini tra 5 e 13 anni navigano abitualmente in rete. La tecnologia è cosi’ diffusa e naturale per i bambini, che i genitori spesso non sanno come gestirla e reagiscono sottovalutando il problema o vietando di utilizzare internet. Bisogna fare un buon uso di queste tecnologie. Navigare in rete può essere un’esperienza entusiasmante, che permette ai bambini di ampliare le loro conoscenze e approfondire i propri interessi: ascoltare storie e canzoni in una lingua straniera, consultare enciclopedie digitali, conoscere culture lontane e affascinanti. La rete non deve necessariamente portare ad isolarsi, al contrario può diventare un luogo di socializzazione, dove interagire con gli amici o fare attività in famiglia. Un classico esempio sono i videogiochi: quando genitori e figli giocano e si divertono insieme si rafforzano anche i legami familiari. Senza un’adeguata guida i bambini tendono a trascorrere troppo tempo utilizzando smartphone, tablet e pc ; ciò può provocare rischi per la salute. Troppe ore trascorse davanti ad uno schermo, ad esempio, possono provocare danni fisici e psicologici:
  • Sovrappeso
  • Sedentarietà
  • Danni alla vista e all’udito per il volume eccessivo
  • Scarsa capacità di conoscenza e difficoltà nello studio
  • Comportamenti aggressivi e asociali. Oltre a questi rischi, inoltre, i bambini potrebbero accedere a contenuti inappropriati, violenti o pericolosi, che loro non sono ancora in grado di comprendere pienamente e che possono sconvolgerli o influenzarli negativamente. I genitori devono insegnare ai figli ad utilizzare internet in modo sicuro, impegnandosi prima di tutto a conoscere questo strumento loro stessi. Essere un buon cittadino digitale significa comportarsi con correttezza nella società digitale esattamente come avviene nella società “fisica. È

comporta da bullo proprio per attirare le attenzioni dei mass-media, per riscuotere, cioè, dal mondo esterno tutte quelle attenzioni che non riceve quotidianamente all'interno della famiglia o all'interno del gruppo di amici. Gli studi di psicologia sociale, in proposito, hanno decretato che la "distanza sociale" possa essere il movente per il compimento di atti violenti e orribili. Gli studiosi hanno definito i giovani come dei vasi di murano, straordinari, perfetti, ben vestiti che hanno dei punti di minore resistenza e basta toccarli perché vadano in frantumi e, sembra impossibile ricostruirli.Quotidianamente i mass media riportano episodi di aggressività tra ragazzi di età sempre più precoce: episodi che procurano alle vittime gravissimi danni psicologici che spesso portano al suicidio. Nel documentario “ the social dilemma” sono stati intervistati alcuni esponenti che hanno favorito lo sviluppo dei social network ritraendo delle problematiche tal volta sottovalutate , paragonandoli a delle droghe. Molte persone pensano che google sia solo un motore di ricerca e Facebook un posto per vedere che fanno gli amici e le loro foto; ma non capiscono che queste società competono per attirare la nostra attenzione. Non ci rendiamo conto che questi social network ci manipolano. Se ci facciamo caso ogni volta che manifestiamo interesse verso determinate informazioni vediamo che ci escono sempre dei suggerimenti inerenti a ciò. Talvolta utilizziamo applicazioni che sembrano gratuite ma in realtà non è cosi’. Da ciò nasce l’espressione “se non staipagando il prodotto, allora il prodotto sei tu”. Tal volta, vengono diffuse informazioni false che dall’inglese prendono il nome di “fake news”, poiché fanno guadagnare alle aziende molto più denaro rispetto a quelle vere perché spesso la verità è noiosa. Un mezzo che garantisce la diffusione di queste notizie false sono proprio i mass media. Non riusciamo più a distinguere ciò che è reale e ciò che non lo è. In seguito all’espansione della pandemia mondiale, si sono diffuse diverse disinformazioni online al riguardo. L’idea che bere più acqua elimini il covid dall’organismo è una delle tante dicerie che circolano sui social media. Alla base di ciò deduciamo che i social media diffondono dicerie e pettegolezzi e per questo motivo la democrazia sta affrontando una crisi di sfiducia. Gli intervistati spiegano che il creare una sorta di dipendenza verso i social è una caratteristica voluta e non un errore. Queste tecnologie non sono state progettate dagli psicologi infantili che vogliono proteggere i bambini, ma per realizzare algoritmi bravi a consigliare video o a convincere a scattare una foto con un filtro. In particolare, i social media iniziano a scavare sempre più a fondo nel tronco encefalico e prendono il controllo dell’autostima e dell’identità dei bambini in particolare. Ciò ha portato un numero maggiore di depressione e di ansia tra i ragazzi, ma soprattutto di suicidi.

I suicidi tra le ragazze più grandi tra i 15 ai 19 anni sono aumentati del 70%. Invece, quelle delle preadolescenti, il cui tasso iniziale era molto basso, sono aumentati del 151 % e questo andamento è collegato ai social media. Gli intervistati mostrano preoccupazione per il cambiamento dei propri figli, causato da queste tecnologie che spingono le persone a suicidarsi. Un esempio importante è la Blue whale, il gioco della morte costituito da 50 regole. Una regola per ogni giorno, che prevede cose terrificanti da fare tra cui vedere film horror mandati dal curatore, saltare da un edificio all’altro, incidersi sulla mano una balena, ecc. Questo gioco trascina soprattutto giovani deboli, che hanno bisogno di un ruolo, di tirare fuori il dolore e il vuoto che hanno dentro. Il termine “Blue whale “viene dalla Russia e ha portato più di 150 vittime. È un “gioco” ideato da uno studente russo di psicologia che defini’ le sue vittime come degli scarti che meritavano di morire perché avrebbero procurato danni a loro stessi e alla società. Questo gioco intende manipolare la mente dei ragazzi facendocapire la propria inutilità e li porta a sacrificarli. Ci sono state anche altre challenge che consistevano nel riportare danni al proprio corpo sorvegliati da una telecamera. Accanto alle interviste troviamo alcune scene inventate con protagonista un adolescente di nome Ben, che mostra una chiara dipendenza da social media, che, costretto dalla madre a non utilizzare il cellulare per una settimana, entra in uno stato di crisi. L’astinenza da a Ben una sensazione di disagio psicofisico e cerca in tutti i modi di sfuggire all’attenzione della madre per connettersi. Si dice che ci adatteremo, impareremo a vivere con questi nuovi dispositivi proprio come abbiamo fatto con la radio e la televisione, ma adesso c’è qualcosa di diverso. La cosa più pericolosa è che tutto è mosso dalla tecnologia, che si sta sviluppando esponenzialmente. Per quanto riguarda invece l’essere umano, i nostri cervelli non si sono evoluti affatto. Uno sguardo all’innovazione nel mondo digitale è dato dall’intelligenza artificiale (IA). Per IA si intende la capacità di un computer di elaborare ragionamenti tipici della mente umana. Essa permette ai sistemi di capire il proprio ambiente, mettersi in relazione con quello che percepisce e risolvere problemi, e agire verso un obiettivo specifico. Il computer riceve i dati (già preparati o raccolti tramite sensori, come una videocamera), li processa e risponde. Possiamo distinguere due tipologie di IA:

  • Software: assistenti virtuali, software di analisi di immagini, motori di ricerca, sistemi di riconoscimento facciale e vocale