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peace and war conflicts between belarus and nearby countries
Typology: Exams
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Ne sono venuta a conoscenza grazie ad una lezione a scuola ma ne avevo già sentito parlare in alcuni articoli su Internet e mi informo relativamente a questo argomento sempre grazie a Internet. Prima di tutto gli vengono negati i diritti umani di avere cibo e acqua, un posto sicuro dove vivere e il diritto di asilo ed accoglienza in uno stato estero, in particolare dell’UE. Vengono poi in questo caso anche strumentalizzati dalla Bielorussia e subiscono violenze dalle forze militari, venendo spesso divisi dalle proprie famiglie, derubati o privati dei propri documenti. Alcune testimonianze di migranti hanno raccontato di aver terminato molto presto acqua e cibo e di averli supplicati di farli ritornare verso i centri abitati per comprarne, ma glielo hanno impedito, spesso li prendevano e portavano in punti di raccolta con altri migranti, altre volte le famiglie venivano divise. Una testimonianza di una donna con la propria figlia sola di tre anni molto preoccupata per suo marito da cui è stata divisa. La soluzione è di lasciare le frontiere aperte, in linea tra l’altro con le leggi umanitarie e sui
rifugiati, cosa che però nessuno stato approverebbe. Mi ha colpito il fatto che una persona sola (presidente Lukashenko) possa usare migliaia di vite di persone innocenti e in cerca di una vita migliore come pedine di un gioco politico per sfidare l’Europa, portandole lui stesso lì attraverso voli e pacchetti viaggio promettendo un arrivo sicuro ed un alloggio, un viaggio che può costare la vita pagato migliaia di dollari, affidati ad agenzie di viaggio poco attendibili e trafficanti di esseri umani, tutto questo per rispondere alle sanzioni che l’Unione Europea aveva imposto contro il regime di Minsk per il dirottamento del volo Ryanair della scorsa primavera. L’atto aveva portato all’arresto dell’attivista e giornalista Roman Protasevich, Lukashenko aveva dichiarato che la Bielorussia non avrebbe più contribuito ad aiutare l’Unione Europea nella lotta all’immigrazione clandestina a causa dell’interferenza di Bruxelles in quelli che sarebbero “affari interni”. Il fatto poi che nessuno Stato voglia effettivamente aiutare i migranti o dare almeno supporto di beni di prima necessità. Nata il 31 maggio del 1948 in Ucraina da padre bielorusso e madre ucraina, Svetlana Aleksievic ha iniziato la sua carriera come insegnante e poi come giornalista, raccontando i principali eventi dell’Unione Sovietica. Durante la sua carriera si è specializzata nella creazione di narrazioni basate sulle testimonianze orali di diversi eventi drammatici della storia sovietica: la seconda guerra mondiale, la guerra afgana, la dissoluzione dell'Unione Sovietica e il disastro di Chernobyl. Costretta a lasciare la Bielorussia poiché secondo il regime del presidente Lukashenko è una spia della CIA, ora vive a Parigi. Ha scritto “Ragazzi di zinco”sui soldati caduti, che erano tornati in bare di zinco dalla guerra sovietico-afghana del 1979 – 1985 che fu oggetto di polemiche e accusata di diffamazione e dissacrazione dell'onore dei soldati, “La guerra non ha un volto di donna”, “Incantati dalla morte” e “Preghiera per Chernobyl”, tutti banditi nella sua patria d’origine poiché particolarmente critici nei confronti del regime bielorusso. Ha vinto il Nobel per la Letteratura 2015.