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Vangelo nichilista - Luther Blissett
Typology: Summaries
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o: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba [email protected]
<<Renderemo la filosofia pericolosa, ne trasformeremo la nozione, insegneremo una filosofia che sia un pericolo per la vita >> Friedrich Nietzsche <<La “comunicazione” non può avvenire da un essere pieno e intatto a un altro: essa vuole esseri in cui si trovi posto in gioco l’essere – in loro stessi – al limite della morte, del nulla>> Georges Bataille <<Un libro deve frugare nelle ferite, anzi deve provocarle. Un libro deve essere un pericolo >> Emil Cioran
Un libro di meno In questo libro vi spiegherò perchè non sono un mostro crudele, uno stronzo viziato o un assassino di bambini, ma tutte queste cose assieme e molte altre ancora. Attenzione: Questo libro non sarà giudicato da voi, sarà lui a giudicarvi. Questo libro non rappresenta la realtà, ma la costruisce a vostre spese. Questo non è un libro fatto per essere letto, ma è una penna per scrivere cose terribili, e la carta siete voi. Questo non è un libro. E’ libello, calunnia, diffamazione... (Alcuni giù in strada cagano paroloni come <
<< Nichilismo >> è efficace dal punto di vista commerciale, è un ottimo family brand e un azzeccato headline. Io proverò ad avvicinarlo a voi il più possibile, fino a farvi sentire la sagoma degli esplosivi sotto la sua giacca di Prada. Io non sono un cinico. Sono un arrogante come Satana è un vizioso. Ho scritto questo libro per estorcere due lire a voi borghesi. Le mie rime suonano l’assonanza delle monete e l’inflessione scivola lungo la linea del ventre di profilo. Non sono nemmeno un ingordo: in questi tempi con più premi letterari che lettori, io mi accontento di un penny a linea. Queste pagine sono un mucchio di stronzate scritte per coprire il vuoto dei miei pensieri. Non ho scritto un vero libro, ma ho portato le parole e le frasi per farvelo credere. Io non sono un vero nichilista. Il vero nichilista non scrive libri. Io sono un nichilista dalla cintola in su. Sono un nichilista da salotto, da balera, o da dark room. Recito il ruolo dell’eccentrico di regime, del sovversivo di corte. Io sono un integrato, perché i posti da apocalittici erano già tutti occupati. Sono nichilista perché la tv non mi ha insegnato di meglio. Quello che ho scritto, quello che dico, non è detto che lo pensi. Non ho alcun fine pedagogico. Le mie tesi sono buttate lì a caso, per gioco, sono accostate per pura musicalità. Questo libro è quel poco che sono riuscito a salvare dalla mia totalizzante opera di autocensura. Non libro, piuttosto: dadarama. Seguendo il consiglio di cinquanta intellettuali venutimi in sogno armati di kalashnikov futurista, ho deciso di fare un patchwork delle mie idee piuttosto che sistematizzarle, perché la linearità non va più di moda, perché <<su ciò di cui non si può argomentare, bisogna narrare>> (e stronzate simili). Ho tentato di delineare un’enzimatica Teoria del Tutto sotto l’egida dell’adualismo. Ho cercato, da buona macchina postmoderna, di masticare tutti i calcoli necessari e cagare etiche ragionate che spieghino come vivere e come morire, cosa essere e come agire secondo natura e cultura (secondo la moda del momento). Questo libro è il malefico chaperon che vi introdurrà nell’era nichilista, e con un calcio vi spingerà oltre. Nulla si inventa mai; si può solo rubare con più o meno eleganza.
Il vasto tappeto di citazioni con cui ricoprivo i miei pensieri era evidente segno di insicurezza. Era come il cercare l’assoluzione argomentando sull’antichità e il pregio dell’arma usata per il delitto. Ero altresì ossessionato dall’incomunicabilità. Non tolleravo che i miei pensieri fossero travisati e che il mio messaggio fosse confuso. Poi finalmente capii come centrare il bersaglio e scrissi un libro immune da tutto questo. Decisi semplicemente di togliere i target e sparare a caso. Quello che state leggendo è un testo che non può in alcun modo essere frainteso. I miei intenti verranno sicuramente realizzati e le mie frasi raggiungeranno il loro fine. Io non ho intenti, io non ho fini, io non sto inseguendo la comprensione. I miei discorsi sono tutti sofismi e paralogismi. Giuro che non voglio dirvi niente e che ho niente da dire. Il mio scopo è suggestionarvi, perché sono suggestionato a farlo. E poi che cazzo di utilità può avere una storia? Può essere una bella giornata, e puoi avere la pancia piena e i coglioni vuoti. Può essere che ti hanno appena lucidato il SUV, e dici: <
Sombart ho ferito una volta un operaio, mentre con un grosso volume di Lefebre ho staccato il naso ad un marmo. Questo libro è stato concepito per colpire di taglio o di punta. Potete staccare la parte seghettata di questa pagina e tagliare i polpastrelli della gente, oppure potete aprire il libro a metà e richiudervelo sul cazzo. Questo è un libro da consumare. Consumate il mio libro e siate felici. Consumate, mettete in circolo i fluidi corporei e l’economia sapendo che tutto questo non ha senso, e siate felici. Ho scritto questo libro perché l’unica cosa meglio di una grande aspettativa è la sua soddisfazione. Se fossi vissuto 100 anni fa avrei scritto un importante libro sul nichilismo ma poi, accorgendomi di non aver inventato niente, avrei detto: <<se fossi vissuto 100 anni fa…>>. L’artista è considerato la malattia della società, ma non ne è che il sintomo. L’arte è una forma sociale di onirismo. L’artista è quello che si occupa della notte, quando la ragione va a letto. I libri sono i sogni dell’umanità, scaricano nell’immaginario la tensione collettiva accumulata dalle nostre società. Il poeta è quello che permette all’inconscio di manifestarsi, alla tensione di venire in superficie e di scaricarsi. Le opere sono Kunstwollen. Le idee, le passioni, le catastrofi sono già nel mondo, lo scrittore è solo quello che si prende il merito e la colpa di evocarle. Non spaventatevi quindi per la loro violenza: la loro manifestazione è anche il loro esorcismo. P.S. Tutto ciò che ho scritto è vero, lo giuro su questa copia di Bollito Misto con Mostarda.
per il grande evento; residui del biglietto che è esploso; l'odiato requiem non richiesto. Il breviario errato di filosofia politica; il male peggiore; l'oltredanno; l'università assassina, la diagnosi che non lascia scampo; la stanca e inefficace affabulazione biscotto; il manifesto becero del transnichilismo bloccato; il laccio che non dà tregua allo stremato; l'atto perpetuo; il più ripetuto; l'amara bocca amara che canta le frasi; il lirico verso che si fa azione e che torna verso in sintesi. Dadarama è metafora cosmologica e casogonica. E’ un sardonico coacervo di spuria cacofonia junk. E’ la dura iperrealtà, la prova che il balzo si può avvertire tanto con il drastico regresso che col graduale progresso. Dadarama è la bestia da stile che mi divora, che divora chi non la sa domare, che non indietreggia di fronte a queste bazzecole. Dadarama è transnichilismo in nuce; troneggiare sulla ragione inutile; trattato di tanatologia; sentenze universali come pass per la loggia dei massoni felici. Dadarama è colei che, folgorante in solio, splenderà dove non ci sarà nessuno a guardarla, e morderà asce di euristiche banalità, e tutti son morti, e non voler intendere, e guai a chi ripeterà queste parole infami. Verrà irreversibile, nella fantasia di qualche artista di strada, il tempo in cui un aedo acerbo di sussiego distillerà acri gocce di lirica che schiacceranno senza remore i bardi blasfemi e non si pentirà del suo mendace atto d'accusa ai falsi.
Cosa potrei aggiungere Andate affanculo tu, il tuo cazzo moscio e il tuo romanzo di merda La gente sa tantissime cose qui, sa veramente un sacco di cose; e gli studiosi in particolare hanno letto un sacco di riviste. Se mi dessero una borsa di studio passerei anch’io un lustro a studiare. Andrei poi a teatro e tutti ammirerebbero la mia mantella in cachemire. Tutti elogerebbero l’elegante leziosità del mio pamphlet sul compimento definitivo della razza con l’ossessione della compiutezza. Cosa potrei aggiungere in questa sehnsucht buddhista, in questa logica ascensionale che val bene una notte di sesso? Potrei aggiungere il crollo delle mie logiche, quindi il mio crollo, e lo schiacciamento di qualcuno. Non serve creare nuove immagini, dire che le società moderne sono come grossi ragni meccanici tentacolari che muoiono inchiodati alla loro stessa tela. No, i ragazzi ora vogliono manuali per farsi drizzare il cazzo (o per tenerlo sempre moscio). Il mercato chiede libri di guerriglia e di eutanasia, volumi pratici per fabbricare figli e per truccare il motore delle automobili. Tutti sono conformisti. Tutto è stato già detto e già fatto. Io voglio che tutti siano delle pulci mediocri, e voglio finire di dire ciò che resta per togliere ogni residua speranza. Lascerò cenere dietro i miei passi, e spargerò il terreno di sale affinché non possa nascere più nulla. Creerò deserto dove prosperano fighetti cercatori di novità e intellettuali alla moda. E tutti di me diranno: è lui quello che ha distrutto l’orizzonte e che ci ha portato via ogni cosa. E i bambini aggiungeranno: è lui quello che non voleva farci nascere. Non mi piace niente qua intorno. Tutto puzza di sperma. E’ il mio sperma. La pioggia continua a cadere ininterrottamente. Per comprare un dollaro ormai occorrono seimila marchi. La tensione a tratti è insostenibile. Sembra di essere arrivati alla fine di tutto. E chi se lo immaginava che le cose sarebbero peggiorate ancora mille volte. Sono incontenibile. Il mio segreto è voler essere ciò che sono: incontentabile. Se è vero che l'urlo è morente, il mio è un grido di passione e morte, un
Non posso confutare Kant, posso solo distruggerlo. E allora sarei il solo ad aver detto la verità; una verità inconfutabile perchè inconstatabile; una realtà definitiva e insuperabile. Voglio essere saccheggio. Voglio essere il vecchio saggio che non riuscendo ad arrivare in cima al monte della conoscenza decide di tagliarne la vetta; il ricercatore che mette fuoco agli archivi quando realizza di non poter visionarne tutti i documenti. Voglio sostituire Kant con un bicchiere di vino e Fidia con una scopata. Voglio vincere l’ultima mano e poi spaccare il tavolo da gioco. Vorrei fare terra bruciata dietro di me. Non so cosa ci sia su quella valle e non ho alcun modo di capirlo, perciò dilaniato dal dubbio decido di bombardarla per avere la certezza di quello che ci sarà dopo la mia azione: niente. Vorrei distruggere tutto e lasciare deserto, così che anche salire sulle mie spalle (da gigante) non vi servirà più a un cazzo. La cultura come business Per chi è stufo delle rapine a mano armata <<La cosa più importante è come impacchettiamo la nostra immagine: ed è qui che intervengo io. Sono pagato per parlare. Non sono laureato né in medicina, né in legge. Sono diplomato in colpire sotto la cintura e incassare insulti. Avete presente il tipo che può farsi qualsiasi ragazza? Io sono quello… fatto di crack>> Christopher Buckley <<Voglio essere un Business-Man dell’arte, o un’Artista del Business>> Andy Warhol Qui vi narrerò la maniera di farsi ricco, ma senza rinunciare alla propria buona azione quotidiana, alla coerenza stilistica e all’eleganza formale. Il modo più elementare per fare soldi nell’industria culturale è facile trovarlo in qualità di autore. L’autore non deve occuparsi di contenuti generici ma di comunicazione e marketing del proprio prodotto intellettuale. L’autore è l’artefice della strategia di vendita e di speculazione. Il mezzo, la forma, sono i messaggi principali su cui operare.
Il contenuto deve essere funzionale alla sua comunicazione, non viceversa. Ora, per motivi di sponsor, denomineremo l’autore in questione <
vendo simboli, grammatiche, stili di vita, weltanshaung, religioni, sistemi morali, gerarchie di valori, mode, sport, frasi fatte. Scolpisco chiavi, disegno matrici, vendo codici enigma. Vendo analisi di qualità, le migliori sul mercato. Discreta filosofia a prezzi irrisori, letteratura d’evasione con gadget autolesionisti. Vendo a prezzi altissimi ma trasvalutati. Cedo anticonformismo alle masse. Vendo confezioni di Prudhon, barattoli di anarchismo, assicurazioni contro il liberismo e saponi per pulirsi le mani dal sangue. Spaccio monete, ricchezze, scatole cinesi, palle di vetro, idee originali. Commercio in indulgenze, tratto lenti colorate. Vendo anche libbre della mia carne lacerata. Vi vendo tutto ciò di cui avete bisogno per farvi appassionare a questa vita, ma allo stesso tempo compro voi. La grande truffa del nichilismo Come l’attentato diventa happening L’etica dell’opulenza è l’elemento più autenticamente genuino della spregiudicatezza e del cinismo nichilista moderno. La plutocrazia è la nuova aristocrazia morale. <
condizioni materiali e ai nostri sistemi di produzione, e viceversa accade per i nostri stili di vita secondo logiche di feedback. Il nichilismo contemporaneo potrebbe essere considerato un frutto culturale del capitalismo avanzato o il suo necessario supporto ideologico. Ma queste sono solo chiacchiere e sociologismi e miserabili speculazioni. Il nichilismo è molto meglio di un alibi e molto più di una sovrastruttura. In questa società secolarizzata e smaliziata nulla ha più valore nemmeno per le masse. E’ esteticamente accettabile sia ritirarsi in Nepal, sia giocare a farsi ricchi e famosi speculando sulle paure di vecchietti incontinenti e dei loro nipoti invasati. Cosa tratterrebbe, mi chiedo, questi ultimi dal compiere innominabili attentati o atrocità in nome di un libello sfogliato in qualche noiosa domenica d’Ottobre? Non importa di Dio, della terra, degli uomini, di un futuro in cui non ci saremo. Ciò che conta sono i soldi, il benessere, il benessere materiale, l’illusione della potenza (e della volontà). I valori si svuotano, perdono l’aura: benvenuti nel supermarket dei valori. Qui il socialismo è una t-shirt, il cristianesimo una collana, l’altruismo un adesivo sul cruscotto e l’ambientalismo un marchio registrato. Nel reparto intellettuali rivoluzionari si acquistano lunghe sciarpe e maglioni a collo alto. Nell’angolo contestazione ci sono le lacche per farsi la cresta. I valori si cuociono al microonde e sono pret-a-manger. Fuori produzione e fuori commercio i valori a lunga conservazione. Insomma: se, caduta la metafisica, la filosofia, la religione e l’arte non hanno più senso, proviamo almeno a ricavarci qualche Euro. La vecchia formula: Denaro-Merce-Denaro è ora divenuta: Denaro- Denaro-Denaro. Il danaro è il totipotente sostituto edo-nichilista dei valori. Il denaro è il simulacro sotto cui si nasconde il nulla. Io amo il denaro come amo il nichilismo, come amo mammona e le sue figlie. Il mio simbolo è questo: $, e lo porto cucito sul petto come un supereroe. E’ il mio stemma perché è lo stemma di chi ha riposto la propria causa nel nulla; perché è il simbolo dell’edonismo nichilista, ed io intendo farmi santo in nome dell’edonismo; intendo elargire quanto posso sotto questo nome e accendere falò alti più dei pinnacoli. Il danaro è l’assenza di scopo, l’essenza della potenza fine a se stessa. Col denaro io compro aure, semantiche e valori di cui non posso saziarmi. Col danaro metto in moto l’economia e la società, e le lancio bendate verso
ceneri. Il fatto stesso di trattare la cultura, i valori, l’intera logica come una merce è un primo atto terroristico, un primo gettare lo sguardo nell’assenza di fondamento. Ragazzi, vi invito a fare soldi in fretta. Tutti possono farlo; e cosa c’è di meglio dei soldi? Fate come me e sarete famosi, sarete ricchi e avrete schiere di odalische che vi sciacqueranno le palle e vi ficcheranno rotoli di banconote in culo. Ragazzi: vi spiego io come fare a diventare ricchi: create (è fin troppo facile, non aspettano altro) un esercito di pazzi che perpetri il vostro mito a spese della società borghese. Un manipolo di bombaroli che scateni guerre in vostro nome e faccia vendere i vostri libri a milioni. Plotoni di studenti annoiati e pronti a tutto. Gente assurda da cui sarà fin troppo facile prendere le distanze mentre, dal vostro attico d’avorio, vi godrete l’inebriante spettacolo della distruzione. Io ho scritto un manuale di guerriglia ed ora aspetto la reazione a catena. Maggiore sarà il danno e più ci divertiremo. L’artista è quello che fa qualcosa in più nell’ambito della distruzione. Il progresso nell’arte è una dépense in cui vince chi raddoppia la posta, chi alza il tiro, chi fracassa qualcosa più dell’altro fin quando non ci sarà più niente da rompere. Ecco un esempio di performance che i maligni additeranno come cinica, nichilista e turborelativista, ma che in compenso vi regalerà rapida fama. Vi mostro come prendersi gioco impunemente della comunità che vi ha sfamato finora e delle sue convinzioni: qui sotto potete ritagliare un coupon che attesta ufficialmente la mia approvazione per qualsiasi azione vogliate compiere in mio nome. IO, LUTHER BLISSETT, MI ASSUMO LA RESPONSABILITA’ MORALE E POLITICA DEL SEGUENTE ATTO: ….…….………………………………………… .…………………………………………………. .…………………………………………………. IN FEDE, Luther Blissett.
Beato me quando mi insulteranno, mi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di me per causa vostra. Usate questo libro come spauracchio, come falso documento ideologico in modo da dare un fittizio carattere artistico-politico alle vostre rapine. Usatelo per depistare le forze dell’ordine, per confondere i vostri intenti e far sembrare tutto molto più complesso di un banale assassinio privato. Le nostre società sono affascinate da questo genere di cose. Sono affascinate dagli uomini circonfusi da ideali e da tutto ciò che sembra trascendere il loro spicciolo pragmatismo borghese. Ma a te non frega niente. Vuoi che ti dica cose che già sai. E al posto della tua faccia vedo quella di Washington o della Montessori. E mentre ti narro di eroi e martiri, di piramidi e di fuochi sacri, tu raggrinzi gli occhi convinto di aver capito tutto. Sorridi pensando che siano le solite storielle messe insieme per racimolare due lire, o forse lo speri. Ti spaventa l’ipotesi che siano loro: le storie, le preghiere e gli esorcismi a nascondersi dietro il pretesto del business affaristico. Che sia l’innominabile follia a celarsi dietro i falsi calcoli di spregiudicato ed opportunistico edonismo. Io voglio far diventare il nichilismo una barzelletta da avanspettacolo. Voglio che il nichilismo si riduca a copertine su settimanali, programmi il sabato sera, viaggi organizzati e tatuaggi sugli avambracci. Voglio vedere il nichilismo nelle vetrine dei supermercati e voglio ascoltarlo nelle radio. Voglio che anche l’ideologia del vuoto sia svuotata e perda tutto il suo potenziale, così che non rimanga davvero nulla: nulla per cui terrorizzare, e nulla di cui avere terrore. In verità vi dico: io non voglio persuadervi al suicidio o ad altre amenità. Voglio solo montare uno scandaluccio che faccia da volano alla mia popolarità. Voglio raggiungere il vacuo successo di una stagione a scapito di qualche adolescente esagitato, per poi passare il resto della vita nell’ombra di me stesso e dei miei rimpianti, crogiolandomi per aver sostituito l’amore con una casa al mare, una targa d’argento ed un’auto sportiva. In verità io non voglio speculare su di voi. Io non auguro sofferenze a nessuno. Il male è già nel mondo, nessuno inventa mai niente; quello che possiamo fare è solo dargli un nome, scriverci su un libro. Perché in fondo ciò che conta è come interpreti la linea. Ciò che cambia è solo il nome che dai a quel rumore che persiste in sottofondo.