Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Codifica e rappresentazione dell'informazione, Dispense di Reti informatiche

Lacodifica dell'informazione, disciplina che si occupa della trasformazione dell'informazione da analogica a digitale binaria. Vengono presentati i concetti di codice, alfabeto, bit e sistema di numerazione binario ed esadecimale. coperto da copyright e ne è vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale.

Tipologia: Dispense

2022/2023

In vendita dal 22/10/2023

robytur01
robytur01 🇮🇹

4.1

(26)

9 documenti

1 / 382

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Modestino Matarazzo - Codifica e rappresentazione dellinformazione
Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da
copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e
per gli effetti della legge sul diritto dautore (L. 22.04.1941/n. 633).
3 di 14
1. Codifica dell’informazione
Il termine informatica è stato introdotto nel 1957 da Karl Steinbuch Informatik”, deriva dal
francese informatiqueed è la contrazione dei termini: informazione e automatica.
L’informatica è la scienza che si occupa della raccolta, conservazione e trasmissione delle
informazioni attraverso l'elaborazione elettronica, con la quale è possibile gestire le grandi quantità
di dati prodotte dal moderno sviluppo sociale, scientifico e tecnologico.
La parola informazione” deriva da informare” ovvero dare forma.
L’informazione viene, in informatica, associata al concetto di messaggio, anche se esso ha
il solo compito di rappresentarla e trasportarla. Essa può essere rappresentata in due modalità
distinte: analogico e digitale.
In particolare, i sistemi di elaborazione rappresentano l’informazione utilizzando la modalità
digitale, ovvero soltanto con segnali a due valori (binari), quindi affinché un calcolatore riesca ad
elaborare l’informazione è necessario trasformare quest’ultima da analogica in digitale binaria.
Questo processo di trasformazione è definito codifica.
La codifica dell’informazione è una disciplina molto vasta che vede il suo inizio negli anni
50, con l’avvento dei primi calcolatori programmabili.
Oggi la codifica dell’informazione è strettamente legata all’elaborazione automatica e
molte sono le sfumature che essa assume.
Infatti, la stessa informazione può essere codificata in modi diversi a seconda del contesto:
ad esempio, consideriamo la seguente stringa numerica: 12”, espressa in decimale.
L’informazione di tale stringa deve rimanere la stessa se espressa con altri simboli, come espresso in
Figura 1.
Figura 1: modi diversi di rappresentare la stessa informazione.
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28
pf29
pf2a
pf2b
pf2c
pf2d
pf2e
pf2f
pf30
pf31
pf32
pf33
pf34
pf35
pf36
pf37
pf38
pf39
pf3a
pf3b
pf3c
pf3d
pf3e
pf3f
pf40
pf41
pf42
pf43
pf44
pf45
pf46
pf47
pf48
pf49
pf4a
pf4b
pf4c
pf4d
pf4e
pf4f
pf50
pf51
pf52
pf53
pf54
pf55
pf56
pf57
pf58
pf59
pf5a
pf5b
pf5c
pf5d
pf5e
pf5f
pf60
pf61
pf62
pf63
pf64

Anteprima parziale del testo

Scarica Codifica e rappresentazione dell'informazione e più Dispense in PDF di Reti informatiche solo su Docsity!

Modestino Matarazzo - Codifica e rappresentazione dell’informazione

Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).

1. Codifica dell’informazione

Il termine informatica è stato introdotto nel 1957 da Karl Steinbuch “ Informatik ”, deriva dal

francese “ informatique ” ed è la contrazione dei termini: informazione e automatica.

L’informatica è la scienza che si occupa della raccolta, conservazione e trasmissione delle

informazioni attraverso l'elaborazione elettronica, con la quale è possibile gestire le grandi quantità

di dati prodotte dal moderno sviluppo sociale, scientifico e tecnologico.

La parola “informazione” deriva da “informare” ovvero “dare forma”.

L’informazione viene, in informatica, associata al concetto di messaggio, anche se esso ha

il solo compito di rappresentarla e trasportarla. Essa può essere rappresentata in due modalità

distinte: analogico e digitale.

In particolare, i sistemi di elaborazione rappresentano l’informazione utilizzando la modalità

digitale, ovvero soltanto con segnali a due valori (binari), quindi affinché un calcolatore riesca ad

elaborare l’informazione è necessario trasformare quest’ultima da analogica in digitale binaria.

Questo processo di trasformazione è definito codifica.

La codifica dell’informazione è una disciplina molto vasta che vede il suo inizio negli anni

‘50, con l’avvento dei primi calcolatori programmabili.

Oggi la codifica dell’informazione è strettamente legata all’elaborazione automatica e

molte sono le sfumature che essa assume.

Infatti, la stessa informazione può essere codificata in modi diversi a seconda del contesto:

ad esempio, consideriamo la seguente stringa numerica: “12”, espressa in decimale.

L’informazione di tale stringa deve rimanere la stessa se espressa con altri simboli, come espresso in

Figura 1.

Figura 1 : modi diversi di rappresentare la stessa informazione.

Modestino Matarazzo - Codifica e rappresentazione dell’informazione

Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).

I “simboli” “XII”, “C” e “14” costituiscono tre codifiche diverse della stessa informazione

numerica: nel sistema Romano, nel sistema esadecimale e nel sistema ottale.

Per interpretare le differenti codifiche dell’informazione è necessario conoscere il codice,

ovvero la regola, che a ogni configurazione ammessa associa un’entità di informazione.

Il codice è pertanto un insieme di parole in cui ogni parola è costituita da simboli. I simboli

utilizzati per costruire le parole vengono detti alfabeto.

Quando l’alfabeto e costituito da soli due simboli, si parla di codifica binaria. L’alfabeto a

cui si fa riferimento nell’ambito dell’informatica è costituito dai simboli 0 e 1. L’unità fondamentale

di rappresentazione dell’informazione è il bit.

Possiamo pensare ad un bit come ad una qualsiasi entità che può assumere solo due valori.

Ad esempio pieno/vuoto, 1/0, acceso/spento, etc.

Rappresentando il valore del bit con i simboli 0 e 1 posso creare codici numerici binari. È

possibile calcolare il numero minimo di bit (L) da utilizzare per rappresentare N informazioni,

considerando che deve essere soddisfatta la relazione 2L ≥ N.

Modestino Matarazzo - Codifica e rappresentazione dell’informazione

Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).

In generale, in un sistema posizionale di base b il valore numerico di ogni cifra, espresso nel

sistema decimale, viene moltiplicato per un’opportuna potenza di b il cui esponente, detto ordine

o posizione di quella cifra, è uguale al numero delle cifre che seguono, verso destra, quella

considerata.

Quindi, se x è un numero naturale espresso in base b e se

an an- 1 ……. a 1 a 0

sono le cifre della sua rappresentazione in tale base, allora

x = an • bn^ + an- 1 • bn-^1 + … + a 1 • b^1 + a 0 • b^0

poiché b^0 = 1 si ottiene:

x = an • bn^ + an- 1 • bn-^1 + … + a 1 • b^1 + a 0

I sistemi di numerazione posizionali più utilizzati sono:

  1. Sistema decimale
  2. Sistema binario
  3. Sistema esadecimale
  4. Sistema ottale

2.1 Sistema di numerazione decimale

Il sistema di numerazione decimale, che utilizziamo tutti i giorni per i nostri calcoli, è un

classico sistema posizionale poiché il valore di un simbolo dipende dalla posizione che il simbolo ha

all’interno del numero.

Tale sistema è stato introdotto per la prima volta nel VI secolo in India, si chiama decimale

perché utilizza una notazione posizionale basata su 10 cifre (da 0 a 9) e sulle potenze di 10.

Ad esempio il numero 5028

 La cifra 8, di ordine 0, è associata al valore 8 x 100 = 8 x 1 = 8

 La cifra 2, di ordine 1, è associata al valore 2 x 101 = 2 x 10 = 20

Modestino Matarazzo - Codifica e rappresentazione dell’informazione

Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).

 La cifra 0, di ordine 2, è associata al valore 0 x 102 = 0 x 100 = 0

 La cifra 5, di ordine 3, è associata al valore 5 x 103 = 5 x 1000 = 5000

Quindi il numero 5028 si può scrivere in forma polinomiale così:

5028 = 5x10^3 + 0x10^2 + 2x10^1 + 8 = 5000 + 0 + 20 + 8

2.2 Sistema di numerazione binario

Un sistema di numerazione, molto importante per il calcolatore, è il sistema binario o sistema

di numerazione in base 2 poiché utilizza solo due cifre 0 e 1.

Nel linguaggio informatico le cifre binarie vengono indicate con il termine bit , dalla

contrazione delle due parole inglesi Binary digiT (cifra binaria).

Poiché i dati all’interno del computer sono rappresentati utilizzando le cifre binarie, il bit

diventa l’unità elementare per la misura dell’informazione o la più piccola unità di informazione.

Così come nel sistema decimale, le cifre del sistema binario 0 e 1 assumono un valore

posizionale nella scrittura del numero binario con riferimento alle potenze di 2, piuttosto che alle

potenze di 10.

Ad esempio il numero 100111 espresso in notazione binaria rappresenta il valore 39 in base

decimale, come si può facilmente vedere:

100111 = 1 x2^5 + 0 x 2^4 + 0 x 2^3 + 1 x 2^2 + 1 x 2^1 + 1 x 2^0 = 39

2.3 Sistema di numerazione esadecimale

Come il sistema binario e quello decimale anche Il sistema esadecimale fa parte della

categoria dei sistemi numerici posizionali ma con base 16.

Modestino Matarazzo - Codifica e rappresentazione dell’informazione

Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).

3. Cambiamenti di base

Per cambiamento di base o conversione di base si intende la trasformazione della

rappresentazione di un numero da una base ad un’altra, in particolare vedremo come convertire

la rappresentazione di un numero dalla base 10 a qualsiasi altra e viceversa.

Per effettuare cambiamenti di base da un sistema di numerazione qualunque al nostro

sistema decimale ci viene in aiuto la regola dei pesi, descritta dall’equazione seguente:

N d r d 1 r ... d r d r

k k

k

 k        

Equazione 1 : regola dei pesi

Dove “r” è la base del sistema in cui viene espresso il numero N.

3.1 Cambiamento di base da binario a decimale

Dato il seguente numero espresso nel sistema di numerazione binario: 11012 , si ha,

applicando la regola dei pesi espressa in Equazione 1:

11012 = 1 × 2^3 + 1 × 2^2 + 0 × 2^1 + 1 × 2^0 = 8 + 4 + 0 + 1 = 1310

Si consiglia per le prime volte di seguire il seguente schema:

Peso 3 2 1 0

Cifra 1 1 0 1

evidenziando su ciascuna cifra il relativo peso, a partire da destra con 0, per poi eseguire la

somma espressa in Equazione 1.

Modestino Matarazzo - Codifica e rappresentazione dell’informazione

Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).

3.2 Cambiamento di base da decimale a binario

Si supponga di avere l’informazione numerica rappresentata nel sistema di numerazione

decimale e di volerla rappresentare nel sistema di numerazione decimale. La regola di

conversione prende il nome di regola delle divisioni successive ovvero:

  1. Dividere il numero da convertire per 2, calcolando il quoziente e il resto della divisione;

  2. Se il quoziente della divisione è diverso da 0, dividerlo per 2 e continuare a dividere ogni

nuovo quoziente per 2 fino a quando non si ottiene 0 come quoziente

  1. Scrivere i resti delle divisioni in ordine inverso rispetto a come sono stati calcolati, l’uno di

seguito all’altro.

Il numero così ottenuto è la conversione in base 2.

Esempio:

Convertire il numero 12 da Base 10 a Base 2:

12 : 2 = 6 con resto= 0 cifra meno significativa

6 : 2 = 3 con resto = 0

3 : 2 = 1 con resto = 1

1 : 2 = 0 con resto = 1 cifra più significativa

quindi: (12) 10 = (1100) 2

Come vedete la cifra (resto) ottenuto dalla prima divisione rappresenta la cifra meno

significativa e, di conseguenza, il numero finale è letto dal basso verso l’alto.

Modestino Matarazzo - Codifica e rappresentazione dell’informazione

Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).

4. Operazioni aritmetiche

L’aritmetica nei vari sistemi di numerazione segue le stesse regole dell’aritmetica in base

decimale. La differenza è che anziché eseguire un riporto quando un risultato è maggiore o

uguale a 10, lo si esegue quando un risultato è maggiore o uguale alla base utilizzata. Ovviamente

tratteremo il sistema di numerazione binario.

4.1 Somma

La somma di due numeri binari viene eseguita sommando tra loro i bit partendo dai meno

significativi, in ordine di peso crescente. In particolare le regole dell’addizione in binario sono le

stesse del sistema decimale. Dati due cifre binarie, A e B, l’addizione segue la seguente regola:

A B A + B Ripoto (Carry)

0 0 0 0

0 1 1 0

1 0 1 0

1 1 0 1

Da notare: 1 + 1 = 10

Esempio:

0 1 0 0 1 1 1 riporti

Modestino Matarazzo - Codifica e rappresentazione dell’informazione

Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).

4.2 Sottrazione

Come per il sistema decimale si ha un prestito quando la sottrazione delle due cifre porta

ad un risultato negativo.

Dati due cifre binarie, A e B, la sottrazione segue la seguente regola:

A B A - B Prestito

(borrow)

0 0 0 0

0 1 1 1

1 0 1 0

1 1 0 0

Esempio:

0 1 0 0 0 1 1 1 prestiti

Modestino Matarazzo - Algoritmi, Linguaggi e Programmi

Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).

 essere eseguibile : le istruzioni devono poter essere eseguite materialmente

dall’esecutore;

 essere non ambiguo : le istruzioni devono essere espresse in modo tale da essere

interpretate da tutti allo stesso modo;

 essere generale : deve essere valido non solo per un particolare problema, ma per

una classe di problemi;

 essere deterministico : partendo dagli stessi dati iniziali deve portare sempre allo stesso

risultato finale indipendentemente dall’esecutore;

 essere completo : deve contemplare tutti i casi che si possono verificare durante

l’esecuzione.

Gli algoritmi possono venire classificati in:

  • algoritmi deterministici : se per ogni istruzione esiste, a parità di dati d'ingresso, un solo

passo successivo; in pratica esiste uno e un solo possibile percorso dell’algoritmo e

quindi a fronte degli stessi dati di partenza produrrà gli stessi risultati.

  • algoritmi non deterministici : se contiene almeno un’istruzione che ammette più passi

successivi che hanno la possibilità di essere scelti: l'algoritmo potrà produrre risultati

diversi a partire da uno stesso insieme di dati compiendo percorsi diversi

Tra gli algoritmi non deterministici troviamo quelli probabilistici nei quali almeno un’istruzione

ammette più passi successivi, ognuno dei quali ha una certa probabilità di essere scelto.

Modestino Matarazzo - Algoritmi, Linguaggi e Programmi

Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).

2. Rappresentazione degli Algoritmi

Affinché un algoritmo sia interpretato ed eseguito correttamente da un’altra persona o da

una macchina, è necessario rappresentare i comandi (o istruzioni ) che lo compongono in modo

preciso e non ambiguo.

Considerando che l’algoritmo da dare al computer subirà un successivo passaggio

( codifica ) che lo convertirà da algoritmo a programma, in fase di progettazione del procedimento

risolutivo, è importante utilizzare un linguaggio appropriato, che rappresenti in modo efficace

l’algoritmo e ne faciliti la successiva traduzione.

Per soddisfare questo requisito, abbiamo due opzioni per descrivere un algoritmo:

Diagramma di Flusso o flow-chart

Pseudolinguaggio di programmazione o linguaggio di pseudo codifica

2.1 La pseudo codifica

Per descrivere algoritmi in modo chiaro, ordinato e corretto si fa uso del linguaggio di

pseudo codifica, in cui si devono effettuare in ordine le seguenti fasi:

Intestazione: riga iniziale che assegna un nome all’algoritmo. Si usa la parola

Algoritmo seguita da un nome a piacere che lo identifica. Ad esempio, supponiamo

di volere effettuare la somma di 2 numeri, un nome appropriato per l’algoritmo può

essere Algoritmo Somma

Fase dichiarativa: prima di iniziare l’algoritmo è necessario dichiarare i dati che

entrano in gioco specificando il nome e il tipo di dato. I dati si distinguono in dati

variabili e dati costanti. Si usa la parola dichiara seguita dal nome o nomi del dato e

dal loro tipo. Nel caso dell’algoritmo per la somma si ha:

Variabili

Dichiara X, Y somma come numeri interi

Modestino Matarazzo - Algoritmi, Linguaggi e Programmi

Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).

2.2 Diagramma di flusso

Un diagramma di flusso è una rappresentazione grafica di un algoritmo. In tale

rappresentazione ogni passo è descritto attraverso l’utilizzo di una serie di simboli standard

ciascuno avente un significato ben specifico.

In particolare il diagramma consente di visualizzare:

 Le operazioni da compiere: rappresentate da forme quali ovali, rettangoli etc…

 La sequenza in cui compiere tali operazioni, rappresentata da frecce.

Nella Tabella 1 sono elencati gli elementi propri di un diagramma di flusso.

Simbolo Significato

Inizio e fine della sequenza di istruzioni

Inserimento ed emissione dei dati

Istruzioni di Lettura o Scrittura

Istruzione da eseguire

Istruzione che implica una scelta tra due

possibili percorsi a seconda della valutazione di

una certa condizione

Tabella 1 : Simboli diagramma di flusso

Inizio

Fine

Modestino Matarazzo - Algoritmi, Linguaggi e Programmi

Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).

o Facciamo un esempio: pensiamo ai passi da fare quando prepariamo una camomilla:

  1. scalda l’acqua;
  2. sistema un filtro in una tazza;
  3. versa nella tazza l’acqua calda;
  4. lascia in infusione per qualche minuto;
  5. aggiungi zucchero.

Proviamo a disegnare il relativo diagramma di flusso:

Inizio

Scalda l’acqua

Metti filtro nella tazza

Versa acqua nella tazza

Lascia in infusione

Aggiungi zucchero

È dolce?

NO

SI

Camomilla pronta

FINE

Modestino Matarazzo - Algoritmi, Linguaggi e Programmi

Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).

3.2 Classificazione dei linguaggi di programmazione

La classificazione dei linguaggi di programmazione è utile al fine di evidenziare le

caratteristiche di ciascun linguaggio così da capire se un linguaggio è più idoneo a risolvere un

problema rispetto ad un altro.

Le classificazioni più utilizzate sono:

 Classificazione per paradigma (approccio alla soluzione del problema)

 Classificazione per formato del codice

 Classificazione per livello

Uno stesso linguaggio può essere inquadrato contemporaneamente in più classificazioni

In questa discussione analizzeremo la classificazione per livello.

Nella classificazione per livello, i linguaggi vengono suddivisi in:

 Linguaggio macchina

 Linguaggi di basso livello

 Linguaggi di alto livello

3.2.1 Il linguaggio macchina

Il Linguaggio macchina è quel linguaggio di programmazione strettamente dipendente

dall’hardware, utilizzato per eseguire le istruzioni direttamente da un processore o CPU di un

computer.

Ogni istruzione compilata seguendo le regole di questo codice potrà eseguire

solamente un’operazione ben precisa come ad esempio:

 Scrivere dati in una cella di memoria;

Modestino Matarazzo - Algoritmi, Linguaggi e Programmi

Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).

 Saltare una cella di memoria e passare alla successiva;

 Svolgere un’operazione logico-aritmetica, etc…

Essendo un linguaggio strettamente legato all’architettura del calcolatore, ha come

grande svantaggio, quello che un programma scritto in linguaggio macchina per un'architettura,

non funziona in un'altra architettura.

3.2.2 Il linguaggio di basso livello

Per ovviare alle problematiche presentate dal linguaggio macchina, sono stati introdotti i

linguaggi di basso livello che risultano essere comunque linguaggi orientati alla macchina ma con

un linguaggio più elementare.

Un esempio di linguaggio a basso livello è il linguaggio assembly.

Tale linguaggio consente al programmatore di ignorare il formato binario del linguaggio

macchina, sostituendo ogni codice operativo del linguaggio macchina con una sequenza di

caratteri che lo rappresenta in forma mnemonica; per esempio, il codice operativo per la somma

potrebbe essere trascritto come ADD e quello per il salto come JMP.

Dal momento che le istruzioni sono molto semplici, per raggiungere un buon grado di

astrazione è necessaria una grossa mole di istruzioni, che rendono il programma molto lungo e di

difficile comprensione per un programmatore; per questo motivo, in un programma a basso livello

è molto più difficile effettuare i controlli sugli errori e la manutenzione del codice.

3.2.3 Il linguaggio di alto livello

Un linguaggio di alto livello è un linguaggio più vicino al linguaggio umano che permette al

programmatore di scrivere programmi che sono più o meno indipendenti da un particolare tipo di

computer.