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L'accelerazione sociale e la sua influenza sulla società capitalista moderna, Dispense di Sociologia

L'accelerazione sociale come un fenomeno che collega il microcosmo individuale al mondo sociale, coordinando i nostri atti con gli imperativi della società capitalista moderna attraverso l'applicazione di norme. L'alienazione è il prodotto dell'accelerazione sociale e rappresenta l'ostacolo principale per la realizzazione di una buona vita. L'accelerazione tecnologica, la sua relazione con l'accelerazione sociale e le sue conseguenze, le oasi di decelerazione, la decelerazione internazionale e la natura del rapporto tra i processi di accelerazione e decelerazione nella società moderna.

Tipologia: Dispense

2019/2020

Caricato il 05/03/2024

LeilaRahmouniHassani
LeilaRahmouniHassani 🇮🇹

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ACCELERAZIONE E ALIENAZIONE, Hartmut Rosa
INTRODUZIONE
In questo libro, Hartmut Rosa, riprende due domande fondamentali per gli esseri umani: che
cos’è una buona vita eperché non l’abbiamo?
L’autore parte dall’analisi della seconda domanda. Per poter esaminare la forma e la qualità
della nostra vita è necessario osservarne le strutture temporali. Queste sono molto
importanti perché collegano il microcosmo individuale al mondo sociale: in altre parole i
nostri atti vengono coordinati e associati agli imperativi della società capitalista moderna e
ciò avviene attraverso l’applicazione di norme.
Il soggetto moderno, seppur considerato libero, è dominato e oppresso da un regime
temporale che agisce in modo invisibile.
Il libro è suddiviso in tre parti:
I.L’autore spiega come le strutture temporali moderne mutano in modo specifico e
predeterminato e come siano governate dalla logica dell’accelerazione.
II.Sottolinea l’importanza di un’analisi critica delle norme temporali che governano la nostra
vita.
III.In questa parte del libro introduce il concetto di alienazione. L’alienazione è il prodotto
dell’accelerazione sociale e rappresenta, nella società tardo moderna, l’ostacolo principale
per la realizzazione di una buona vita. Nella terza parte, l’autore delinea una teoria critica
che mostri come l’accelerazione sociale si serva dell’ alienazione e che allo stesso tempo
possa reinterpretare questo falso bisogno diffuso nella società.
Rosa parla di alienazione come negazione di una buona vita quindi la prima domanda
potrebbe essere riformulata in: Che cos’è l’altro dell’ alienazione?, ovvero Che cos’è una vita
non alienata?. Rosa è consapevole che alcune forme di alienazione sono inevitabili e
desiderabili nella vita umana e per questo motivo eliminare l’alienazione risulta essere
pericoloso.
PRIMA PARTE
Capitolo primo, Che cos’è l’accelerazione sociale?
La sociologia e la filosofia sociale sono nate a seguito dell’esperienza con la
modernizzazione: emergono quando gli individui sperimentano cambiamenti drammatici nel
mondo in cui vivono.
La sociologia dopo Marx -nel Manifesto del partito comunista, sostiene che nella società
capitalistica tutto ciò che nell’aria si dissolve-, Durkheim- definisce l’anomia come la
conseguenza di cambiamenti sociali, che avvengono in modo troppo rapido perché si
possono sviluppare nuove forme di moralità e solidarietà-, Weber -condanna il peccato di
perdere tempo-, cerca di proporre una teoria che coinvolge i nostri tempi. Rosa sostiene che
dopo di essi, la sociologia si sia approcciata a concetti statici che non spiegano come le
società premoderne si sono trasformate in moderne e che considerano la società come
qualcosa di immutevole.
Rosa, nella sua analisi, parte dalla domanda che cosa sta accelerando nella società
moderna?
Alcuni osservatori affermano che ogni cosa, nella vita moderna, sembri subire questo
processo di accelerazione, ma,secondo Rosa, non ha senso dire che il tempo sta
accelerando, anche perchè non tutti i processi della vita sociale accelerano. Il tempo infatti
resta lo stesso: un’ora è un’ora a prescindere dal fatto che venga percepita più o meno
rapida.
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ACCELERAZIONE E ALIENAZIONE, Hartmut Rosa INTRODUZIONE In questo libro, Hartmut Rosa, riprende due domande fondamentali per gli esseri umani: che cos’è una buona vita e perché non l’abbiamo? L’autore parte dall’analisi della seconda domanda. Per poter esaminare la forma e la qualità della nostra vita è necessario osservarne le strutture temporali. Queste sono molto importanti perché collegano il microcosmo individuale al mondo sociale: in altre parole i nostri atti vengono coordinati e associati agli imperativi della società capitalista moderna e ciò avviene attraverso l’applicazione di norme. Il soggetto moderno, seppur considerato libero, è dominato e oppresso da un regime temporale che agisce in modo invisibile. Il libro è suddiviso in tre parti: I.L’autore spiega come le strutture temporali moderne mutano in modo specifico e predeterminato e come siano governate dalla logica dell’accelerazione. II.Sottolinea l’importanza di un’analisi critica delle norme temporali che governano la nostra vita. III.In questa parte del libro introduce il concetto di alienazione. L’alienazione è il prodotto dell’accelerazione sociale e rappresenta, nella società tardo moderna, l’ostacolo principale per la realizzazione di una buona vita. Nella terza parte, l’autore delinea una teoria critica che mostri come l’accelerazione sociale si serva dell’ alienazione e che allo stesso tempo possa reinterpretare questo falso bisogno diffuso nella società. Rosa parla di alienazione come negazione di una buona vita quindi la prima domanda potrebbe essere riformulata in: Che cos’è l’altro dell’ alienazione?, ovvero Che cos’è una vita non alienata?. Rosa è consapevole che alcune forme di alienazione sono inevitabili e desiderabili nella vita umana e per questo motivo eliminare l’alienazione risulta essere pericoloso. PRIMA PARTE Capitolo primo, Che cos’è l’accelerazione sociale? La sociologia e la filosofia sociale sono nate a seguito dell’esperienza con la modernizzazione: emergono quando gli individui sperimentano cambiamenti drammatici nel mondo in cui vivono. La sociologia dopo Marx -nel Manifesto del partito comunista, sostiene che nella società capitalistica tutto ciò che nell’aria si dissolve-, Durkheim- definisce l’anomia come la conseguenza di cambiamenti sociali, che avvengono in modo troppo rapido perché si possono sviluppare nuove forme di moralità e solidarietà-, Weber -condanna il peccato di perdere tempo-, cerca di proporre una teoria che coinvolge i nostri tempi. Rosa sostiene che dopo di essi, la sociologia si sia approcciata a concetti statici che non spiegano come le società premoderne si sono trasformate in moderne e che considerano la società come qualcosa di immutevole. Rosa, nella sua analisi, parte dalla domanda che cosa sta accelerando nella società moderna? Alcuni osservatori affermano che ogni cosa, nella vita moderna, sembri subire questo processo di accelerazione, ma,secondo Rosa, non ha senso dire che il tempo sta accelerando, anche perchè non tutti i processi della vita sociale accelerano. Il tempo infatti resta lo stesso: un’ora è un’ora a prescindere dal fatto che venga percepita più o meno rapida.

Inoltre, analizzando la relazione tra l’accelerazione e la società stessa, Rosa dice che è difficile capire se l’accelerazione coinvolge l’intera società oppure si può parlare di un’accelerazione che coinvolge solo alcuni processi. E’ chiaro che non esiste un modello unitario e universale di accelerazione che possa far accelerare ogni cosa: molti eventi rallentano, mentre altri resistono ad ogni tentativo di farli andare più in fretta. Inoltre, l’autore si chiede se anche se si riuscisse a dimostrare che i cambiamenti non sono accidentali, è possibile che questi processi così diversi abbiano qualcosa in comune che ci permetta di ricondurli ad un unico concetto di accelerazione. I.Accelerazione tecnologica La prima e più evidente forma di accelerazione moderna è l'accelerazione tecnologica, in particolare dei trasporti, delle comunicazioni e della produzione industriale: ci spostiamo più rapidamente nello spazio, comunichiamo a distanza in tempo reale, produciamo più beni in meno tempo. L’accelerazione tecnologica è l’accelerazione intenzionale di processi orientati a un fine. Essa ha modificato completamente la percezione e l’organizzazione dello spazio e del tempo nella vita collettiva, nella società. Il tempo, nell’epoca della globalizzazione, viene percepito come qualcosa che comprime o che annienta lo spazio. II. Accelerazione dei mutamenti sociali E’ l’accelerazione della società stessa. I fenomeni sociali - come «mode e stili di vita, relazioni e obblighi sociali», «ambienti e linguaggi», comportamenti, abitudini e valori– stanno mutando a ritmi sempre crescenti. In pratica gli stessi ritmi del cambiamento stanno cambiando. In conseguenza di questi ritmi, «le società occidentali vivono una continua contrazione del presente» (p. 12). Questo significa che il passato non tiene più/ non vale più , per orientarci nel presente e offrire schemi di riferimento per il futuro. Con l’espressione «contrazione del presente», l’Autore intende la riduzione dell’arco temporale nel quale «spazio di esperienza e orizzonte di aspettativa coincidono». Si contrae perciò l’arco temporale di relativa stabilità, che consente di inferire dall’esperienza attuale e passata conclusioni valide per il futuro. Per poter comprendere la mutabilità delle esperienze attuali, l’autore domanda: per quanto tempo rimango stati cose come indirizzo o numero di telefono di amici. Per poter applicare empiricamente questo senso di contrazione, consideriamo, ad esempio due istituzioni sociali come la famiglia e il lavoro. In entrambi i casi si è passato 1.dal ritmo intergenerazionale della prima età moderna 2.al ritmo generazionale della modernità classica 3.al ritmo intragenerazionale della tarda modernità «La struttura della famiglia tipo nelle società agricole tendeva a rimanere stabile nei secoli e il cambio generazionale lasciava intatta la struttura di base. Nella modernità classica (all’incirca tra il 1850 e il 1970) la struttura era invece pensata per durare una generazione: era organizzata attorno a una coppia e tendeva a dissolversi con la morte dei coniugi. Nella tarda modernità si osserva una tendenza crescente da parte dei cicli di vita familiare a durare meno della vita dell'individuo: aumento di divorzi e nuovi matrimoni sono la prova più evidente di questo fatto» (p. 14). «Qualcosa di simile vale per il mondo del lavoro. Nell’età pre- moderna e nella prima modernità, l’occupazione del padre veniva ereditata dal figlio, e ciò potenzialmente per più generazioni. Nella modernità classica, le strutture occupazionali tendevano a cambiare con

L’accelerazione tecnologica è certo la condizione che rende possibile l’accelerazione sociale, ma non è in se stessa causa dell'accelerazione. Ciò è confermato anche dall’evidenza storica: le rivoluzioni tecnologiche che hanno caratterizzato l’era industriale e quella digitale erano spinte dal desiderio di tempo e furono la risposta alla sua mancanza. Questo significa che prima delle invenzioni tecnologiche, l’uomo già tentava di velocizzare i processi.

  1. Il motore sociale: la competizione Il secondo motore dell’accelerazione è la competizione sociale. Questa è ben radicata nell’economia capitalistica in quanto la competitività, che potrebbe consistere nel risparmiare tempo o spendere di meno, oppure accelerare la produzione o la circolazione del denaro, è necessaria per la crescita. Nella società moderna, il principio della competitività si è trasformato nel modo di distribuzione in tutti gli ambiti della vita sociale. In particolare si tratta dell’allocazione di potere, status o riconoscimento sociale che non sono predeterminati alla nascita, bensì sono frutto di una competizione. Il metro di misura per distribuire riconoscimenti sociali è il principio di prestazione. La prestazione «è definita come lavoro compiuto nell’unità di tempo,quindi velocizzare e risparmiare tempo sono fattori connessi all’acquisizione di vantaggi, o al mantenimento della propria posizione» (p. 25). 2.Il motore culturale: la promessa dell’eternità Ad oggi, gli individui indirizzano le proprie aspirazioni verso offerte e ricchezze. Nel mondo occidentale, secondo la logica culturale dominante, la pienezza o la qualità della vita può essere determinata a partire dalla somma delle esperienze fatte nel corso della vita. Di conseguenza, una vita buona è una vita realizzata, ricca di esperienze. Ciò presuppone la realizzazione del maggior numero di esperienze tra innumerevoli possibilità offerte dal mondo. A causa dell’aumento delle possibilità offerte dalla tecnologia, la somma delle opzioni realizzabili rimane in eccesso rispetto alle possibilità realizzate. Quindi, se sono aumentate le possibilità, ma non il tempo per realizzarle, la velocità appare come il solo rimedio possibile: permette di raddoppiare la somma delle esperienze, a patto che diminuisca il tempo per ogni esperienza. L’accelerazione del ritmo di vita è perciò la risposta culturale al problema perché aumentando la velocità della vita, dovremmo riuscire a realizzare tutte le opzioni che ci vengono proposte. In realtà non è così perché l’uomo è «imprigionato nella ruota del criceto, mentre la sua fame di vita e di mondo non è mai soddisfatta, ma anzi gradatamente sempre più frustrata» (p. 28).
  2. Il ciclo dell’accelerazione Nella tarda modernità, infine, l’accelerazione si è trasformata in una forza che alimenta se stessa, ovvero in un circolo vizioso. In particolare, le tre categorie di accelerazione hanno costituito un sistema di feedback interdipendente.
  1. l’accelerazione tecnologica produce l’accelerazione delle trasformazioni sociali; l’accelerazione tecnologica porta ad una serie di mutamenti nelle pratiche sociali, nelle strutture di comunicazione. Di conseguenza, l’accelerazione tecnologica conduce all’accelerazione dei mutamenti sociali, intesa come il cambiamento delle strutture e degli schemi sociali. Inoltre, dato che l’accelerazione dei mutamenti sociali implica una contrazione del presente, essa porta ad un’accelerazione del ritmo di vita. (2) il ritmo dell’accelerazione sociale (cioè il costante processo di trasformazione delle istituzioni sociali) fa sì che gli individui, se non vogliono restare indietro, devono tenersi al

passo con la velocità di cambiamento. «Fare una lunga pausa significa diventare fuori moda, antiquati, anacronistici nell’esperienza e nella conoscenza» (p. 31). —> l’accelerazione dei mutamenti sociali porta un'accelerazione del ritmo di vita. Capitolo terzo, Che cos’è la decelerazione sociale?

  1. Limiti naturali e astrologici di velocità Vi sono processi che non possono essere accelerati come «la velocità della percezione e dell’elaborazione delle sensazioni nel corpo e nel cervello o il tempo necessario a gran parte delle risorse umane per rinnovarsi» (p. 34).
  2. Oasi di decelerazione Ci sono poi nicchie territoriali o culturali non ancora toccate dalle dinamiche dell’accelerazione: isole in mezzo all’oceano, società chiuse o religioni come quella degli Amish o forme di produzione legate alla tradizione. Esse riscuotono successo proprio per la loro promessa di decelerazione, durata e stabilità. Nonostante ciò, non sono immuni e molte di queste oasi di decelerazione subiscono pressioni ad adattarsi ai ritmi accelerati.
  3. Decelerazione come conseguenza disfunzionale dell’accelerazione sociale Alcuni fenomeni di rallentamento sono la conseguenza dei pro- cessi di accelerazione. Un esempio è l’ingorgo stradale che produce un momento di stasi quando tutti si vogliono muovere in fretta. Un altro esempio sono le forme di depressione da interpretare come reazioni deceleratorie a spinte di accelerazione troppo estese: ciò consegue dall’incapacità di mantenere la flessibilità e la velocità richieste dalla società —> la decelerazione come incapacità di restare competitivi.
  4. Decelerazione internazionale Includono movimenti contro i processi di accelerazione del mondo moderno e i loro effetti. 4,1 Decelerazione (accelerazione) funzionale Ci sono forme deceleratorie di accelerazione, cioè pause dalla velocità e dalla saturazione della vita moderna per poter riprendere forza ed essere competitivi nell’accelerazione stessa. Si tratta di pause per aumentare le capacità e le forze creative necessarie all’innovazione. 4.2 Decelerazione (opposizionale) ideologica Ci sono poi fenomeni di opposizione all’accelerazione, come nel caso di movimenti religiosi radicali, ultraconservatori. Tuttavia, sarebbe un errore ritenere che queste forme di decelerazione vadano a finire nel fondamentalismo. L’opposizione all’accelerazione è salutare, perché, laddove nulla è stabile, l’esito è il caos (erosione e dissoluzione dei legami sociali). La stabilità è un valore anche per le spinte acceleratorie. Infatti, si riesce a promuovere l’accelerazione se si ha fiducia nella stabilità di alcune istituzioni centrali come la legge, la democrazia.
  5. L’inerzia culturale e strutturale Quando il ritmo di accelerazione è troppo elevato, la conseguenza può essere una forma di «stasi iper accelerata» o di «inerzia polare». Nelle società tardo moderne non si concretizza nessun cambiamento perché non dispongono di visioni ed energie nuove. In particolare, i principi legati alla crescita, all’accelerazione formano un sistema così solido che non è possibile l’affermazione di un cambiamento culturale e politico.

Rosa prosegue dicendo che la velocità della produzione ha cambiato il rapporto tra l’essere umano e l’ambiente che lo circonda: si parla di struttura dell’usa e getta. Come osserva Marx,il consumo fisico è stato sostituito con quello morale: rimpiazziamo gli oggetti prima che si rompano perché i ritmi elevati dell’innovazione li hanno resi datati. Arrivando all’analisi del rapporto con il mondo soggettivo, Rosa afferma che il fatto che i parametri culturali e strutturali che definiscono il mondo sociale mutino così in fretta, non rimanendo stabili nel corso della vita di un singolo individuo, incide fortemente sugli schemi che sono alla base dell’identità e della soggettività. Rosa parla di un’ identità situazionale che accetta la precarietà dei punti di riferimento del sé e dell’identità. La tarda modernità, infatti, è iniziata quando i ritmi del cambiamento sociale hanno condotto ad una trasformazione intra-generazionale. Questo ha cambiato anche il modo in cui l’essere umano si colloca, si muove ed orienta nel mondo: le persone offrono un resoconto della propria esistenza come una catena di episodi slegati tra di loro proprio perché, a causa dei mutamenti rapidi e casuali, percepiscono la loro vita individuale come qualcosa di volatile e priva di direzione. PARTE SECONDA, L’accelerazione sociale e le versioni contemporanee della teoria critica Capitolo sesto, I requisiti di una teoria critica Lo scopo di Rosa è anche quello di tracciare i lineamenti di una teoria critica dell’accelerazione sociale e per questo considera i requisiti necessari nell’analisi delle società contemporanea. Rosa segue l’idea che l’identificazione di patologie sociale sia il fine prioritario della teoria critica e della filosofia sociale. Con patologie sociali intende la reale sofferenza umana, la quale non implica sempre che gli attori che ne soffrono ne comprendano il perché, infatti si parla di teorie della falsa coscienza e le critiche dell’ideologia. Secondo Rosa,infatti, la sofferenza non è determinata dalla natura umana ma trova applicazione solo se viene affiancata a sentimenti e convinzioni dei singoli attori. Per poter delineare una contemporanea teoria critica è necessario riprendere il concetto di vita buona che ogni soggetto ha. Tale termine implica che le persone siano sempre guidati da qualche concezione di vita. E’ chiaro che il primo compito della teoria critica deve essere l’analisi delle condizioni sociali che da un lato inducono i soggetti ad inseguire determinate concezioni del bene,attraverso pratiche e istituzioni sociali, e dall’altro ostacolano la nostra autodeterminazione e impediscono alle persone di realizzare la loro idea di bene. Tale approccio soddisfa 2 requisiti fondamentali nella teoria critica:

  1. trascendenza intramondana : ovvero il principio secondo cui gli attori sociali conservano l’idea di come sarebbe una forma migliore di vita e di società. Le istituzioni e le strutture sociali vengono legittimate dalle concezioni di bene che forniscono agli attori sociali un significato al loro funzionamento. 2.l’idea di una società che sia un tutto unificato: la società è una formazione integrale, governata da strutture, istituzioni e leggi unificanti. Capitolo settimo, L’accelerazione e la critica delle condizioni della comunicazione Secondo Habermas, le patologie sociali nascono da distorsioni delle condizioni della comunicazione e compito della teoria critica è quello di identificare le forze strutturali di queste distorsioni. L’idea che sta alla base è che le norme e la conoscenza possono essere giustificate solo se sono il risultato di un discorso libero da poteri distorcenti,ovvero un discorso in cui tutte le argomentazioni possono essere formulate e decise sulla logica della forza dell’argomento migliore. Naturalmente il processo di formulazione, di valutazione delle

argomentazioni richiede molto tempo soprattutto nel mondo politico. Infatti l’affermazione della democrazia deliberativa -analizzata da Habermas-, richiede l’organizzazione di tutti i gruppi coinvolti, bisogna filtrare le argomentazioni politiche, la formulazione di programmi ed infine la ricerca collettiva delle tesi migliori. Tale processo, nelle condizioni tardo moderne, richiede ancora più tempo in quanto sono coinvolte più persone e occorre prendere in considerazione più opinioni. Rosa però afferma che nel processo di accelerazione sociale, il tempo è per i politici una risorsa che sta diminuendo: data la velocità delle innovazioni tecnologiche, occorre prendere un maggior numero di decisioni in un tempo minore e di conseguenza non hanno quasi mai tempo per sviluppare davvero le loro tesi. Il risultato è che nella politica tardo moderna,non è più la forza dell’argomento migliore a decidere le politiche future, ma ciò viene deciso dai sentimenti istintivi, da immagini suggestive che esercitano effetti istantanei; opinioni pubbliche possono nascere in pochi secondi attraverso sondaggi, in. TV, alla radio.Si tratta di reazioni di pancia che non riflettono la forza dell’argomento migliore. Capitolo ottavo, L'accelerazione e la critica delle condizioni del riconoscimento sociale. Rosa nella sua analisi riprende la teoria critica del riconoscimento di Honneth. Tale teoria parte dalla considerazione che la velocità non è una risorsa limitata. Rosa sostiene che bisogna partire dall’analisi dell'accelerazione sociale, analizzando i modi in cui le condizioni del riconoscimento sociale cambiano nella società contemporanea e gli effetti collaterali di tale cambiamento. L’autore parte dalla considerazione che la velocità è radicata nella società moderna e di conseguenza è divenuta un mezzo per la distribuzione del riconoscimento sociale: l’idea è che chi è veloce vinca mentre chi è lento per e rimane indietro. E’ chiaro che nella società moderna, il riconoscimento sociale è diventato una gara di velocità. Attraverso la competizione guadagnamo fiducia e stima sociale, per guadagnare riconoscimento sociale dobbiamo però essere veloci e flessibili. E proprio il nostro desiderio di riconoscimento muove le ruote dell'accelerazione. In passato, in una società stratificata in classi, i modelli di riconoscimento sociale erano prefissati dalla nascita. Di conseguenza la persona soffriva per un'esclusione da beni e privilegi che era dovuta proprio alle strutture del mondo. Nella società moderna, il riconoscimento viene assegnato alla posizione che l’individuo raggiunge con le proprie forze. Qui la posizione nel mondo si ottiene mediante una lotta competitiva da cui scaturisce la paura ed il timore dei fallimenti professionali e sentimentali, ovvero di non ottenere quello per cui si è combattuto. La forma del riconoscimento sociale cambia in relazione all’accelerazione del mutamento sociale. Oggi non basta più raggiungere la posizione mediante la competizione in quanto questa non dura per tutta la vita. Il riconoscimento viene distribuito in base alla performance, al rendimento e per questo motivo è sempre nel pericolo di venire svalutato. Questa lotta per il riconoscimento, che ricomincia da zero ogni giorno, ha definito un crescente numero di casi di depressione clinica in quanto i soggetti si sentono in una insicurezza costante. Inoltre soffrire per il mancato riconoscimento è la conseguenza di un arretramento, quindi le persone temono di essere lasciate indietro. Capitolo nono, L’accelerazione come nuova forma di totalitarismo L’accelerazione è divenuta una sorta di forza totalitaria nella e della società moderna e per questo motivo, secondo Rosa, dovrebbe essere criticata come ogni forma di governo totalitaria. Un potere può essere definito totalitario quando:

cambiamento sociale. Infatti la politica progressista cerca di rallentare gli sviluppi tecnologici e economici per stabilire o conservare il controllo politico sulla società; mentre i liberal-conservatori favoriscono l’accelerazione per ridurre il controllo politico. L'avversità tra queste posizioni produce una desincronizzazione tra la politica e le sfere tecno- economiche. Capitolo dodicesimo, La critica normativa: ideologia rivisitata. Smascherare le norme sociali segrete della temporalità Nelle società moderne, le relazioni sociali coinvolgono un elevato numero di individui tale da definire catene di interazione e interdipendenza molto lunghe. E’ evidente la necessità di una regolamentazione che guidi il comportamento umano. Potrebbe sembrare, in un primo momento, che la vita sociale sia regolata e controllata da norme sociali ed etiche molto severe ma in realtà le società moderne sono orientate verso un codice etico limitatamente restrittivo e per questo motivo gli individui si sentono liberi sia moralmente che eticamente. Questi, infatti, hanno ampia scelta di libertà tra moltissime opzioni in tutte le sfere della vita. Nonostante, però, gli individui percepiscono se stessi come completamente liberi, si sentono dominati da una serie eccessiva di richieste sociali. Accade che nelle società moderne, gli attori hanno la tendenza di giustificare qualunque loro azione come dovere. Ciò spiega come le società moderne soddisfino il bisogno di regolamentazione nelle lunghe catene di interdipendenza: l’applicazione di norme temporali, orari, scadenze produce soggetti colpevoli di non aver soddisfatto tutte le aspettative. Si tratta di leggi che non è possibile discutere o contrastare e che le persone devono rispettare. Queste agiscono inosservate e silenziosamente tale da raggiungere una qualità quasi totalitaria. Capitolo tredicesimo, La critica etica I: la promessa infranta della modernità Rosa riflette sul rapporto tra modernizzazione e accelerazione sociale. In particolare, il progetto della modernità si fonda sulla promessa di autonomia nel senso di autodeterminazione etica: la vita delle persone non deve essere prestabilita da poteri sociali o politici. Naturalmente per poter vivere bene e non abbandonarsi a forze prive di controllo, sono necessarie relazioni forti e la formazione di comunità. L’uomo per autodeterminarsi deve liberarsi, attraverso la scienza moderna, da tutte quelle restrizioni imposte dalla natura. Tale progetto è realizzabile solo in una società già coinvolta in un processo di accelerazione sociale: si fa riferimento ad un mondo che si muove secondo un ordine sociale definito che si tramanda da una generazione all’altra. Quindi questo progetto si concretizza con l’avvento di un mutamento sociale accelerato. La modernità però non ha mantenuto questa promessa perché le persone non riescono a determinare autonomamente la vita a causa di pressioni. Nella società dell’ accelerazione l’ idea di una vita buona indipendentemente da pressioni e limitazioni esterne non è più credibile. L’accelerazione, nella società tardo moderna, non è più vista come una forza liberatrice in quanto si è sgretolata l’idea che la crescita delle dinamiche sociali e dell’energia cinetica della società servivano a liberare le persone da questi ostacoli. Se prima era l’accelerazione ad assicurare le risorse necessarie all'individuo per realizzare, ora sono proprio gli obiettivi, i progetti di vita dell'individuo ad alimentare l’accelerazione. Per i soggetti bisogna orientare la propria vita per poter rimanere competitivi; creatività, passione vengono utilizzate per alimentare la tendenza moderna di migliorarsi continuamente per restare competitivi. Ciò è fortemente evidente nell’economia capitalista dove la politica non ha più lo scopo di migliorare le condizioni sociali ma il suo unico

obiettivo è quello di rendere la società sempre più competitiva e sostenere così l’accelerazione. Questo divario tra il progetto della modernità e l’accelerazione sociale, ovvero tra la promessa di autonomia e le condizioni che ostacolano la possibilità di realizzare tale idea, conduce ad uno stato di alienazione. Si tratta della situazione in cui le persone fanno qualcosa volontariamente che in realtà non vogliono fare oppure seguono pratiche che non sostengono veramente. Capitolo quattordicesimo: La critica etica II: l’alienazione rivisitata, ovvero perché l'accelerazione sociale porta all’alienazione Rosa, riprendendo una parte del pensiero di Marx, cerca di dimostrare che l’accelerazione sociale implica scavalcare certi confini al di là dei quali gli esseri umani divengono alienati non solo dal loro agire, dagli oggetti con cui lavorano, dal mondo sociale e da se stessi, ma anche dal tempo e dallo spazio. In particolare, cerca di capire in che modo l’alienazione cresce attraverso la velocità. I. Alienazione dallo spazio L’alienazione indica una distorsione delle relazioni tra il sé ed il mondo, ovvero del modo in cui l'individuo è collocato nel mondo. Le persone in quanto dotate di un corpo, fanno esperienza del mondo come entità spazialmente estese e percepiscono se stessi come spazialmente collocati. Nella globalizzazione digitalizzata la collocazione spaziale non è più rilevante. Ciò rende possibile un’alienazione; per poter prendere confidenza con un determinato spazio sono necessarie alcune forme di intimità come, ad esempio, prestare attenzione alle caratteristiche di un luogo, ma se il soggetto si continua a muovere e ricollocare non c’è il tempo per lo sviluppo di queste forme di intimità. Si può parlare di nonluoghi che non sono connessi alla nostra identità e non ci restituiscono ricordi. II. Alienazione dalle cose Con il termine cose si possono intendere quelle che produciamo e quelle che consumiamo. Gli esseri umani instaurano dei rapporti con alcuni oggetti con cui vivono, i quali diventano parte della loro identità. In questo caso, gli oggetti vengono interiorizzati. I nostri rapporti con il mondo delle cose variano a seconda della velocità dei ritmi di ricambio. Nelle società dell’accelerazione le cose non vengono più riparate in quanto tendiamo a buttare via o rimpiazzare oggetti che in realtà non hanno ancora smesso di funzionare. L’alienazione si profila solo se questo è l'unico modo di relazionarsi con il mondo delle cose ed ad oggi questo è il modo principale. Ad esempio, prima, un oggetto di valore come un telefono veniva trattato in modo diverso, gli veniva dato un nome e si cercava di conoscere ogni parte di esso. Oggi le cose diventano più sofisticate e si perde una conoscenza pratica proprio a causa dell’incessante processo di svalutazione dovuto all’innovazione. Quindi a causa di questa mancata conoscenza delle cose, viviamo, ci muoviamo e lavoriamo in e attraverso oggetti che ci rimangono alieni.

  1. Alienazione dal nostro agire Questa forma di alienazione nasce dalla logica dell’accelerazione e della competizione. In un mondo definito dalla velocità, siamo incoraggiati a cercare una realizzazione a breve termine piuttosto che a lungo termine, come suonare uno strumento, fare un’escursione o andare a teatro.