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Cinematica: Calcoli sulla velocità e l'accelerazione in movimento curvilineo, Appunti di Fisica

Una introduzione alla cinematica, una branca della meccanica che si occupa dello studio della posizione, della velocità e dell'accelerazione di un corpo in movimento. Come calcolare la velocità media e istantanea, l'accelerazione media e istantanea, e come scomporre l'accelerazione in componenti tangenziale e normale. Vengono presentate anche le equazioni della traiettoria e del moto circolare uniforme e variato.

Tipologia: Appunti

2023/2024

In vendita dal 05/04/2024

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INDICE 1
Indice
1 Cinematica 3
1.1 Motorettilineo .......................... 4
1.1.1 Velocit`a nel moto rettilineo . . . . . . . . . . . . . . . 4
1.1.2 Velocit`a istantanea . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4
1.2 Moto rettilineo uniforme . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
1.2.1 Accelerazione media . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
1.2.2 Accelerazione istantanea . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
1.2.3 Velocit`a in funzione della posizione . . . . . . . . . . . 7
1.3 Moto curvilineo nello spazio: il vettore velocit`a . . . . . . . . 8
1.3.1 Velocit`a come variazione nel tempo dell’ascissa curvilinea 9
1.4 Moto Curvilineo nello spazio: il vettore accelerazione . . . . . 10
1.4.1 Moto con accelerazione a=cost. . . . . . . . . . . . . . 11
1.4.2 Che tipo di moto si ottiene se a=costante? . . . . . . . 11
1.5 Motobalistico........................... 11
1.5.1 Equazione della traiettoria nel moto balistico . . . . . . 12
1.6 Componenti Tangenziale e Normale dell’accelerazione . . . . . 14
1.7 Motocircolare........................... 16
1.7.1 Velocit`a angolare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
1.7.2 Moto circolare uniforme . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
1.7.3 Moto circolare vario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
1.8 Moto armonico semplice . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19
1 Cinematica
La meccanica riguarda lo studio del moto dei corpi materiali. Per facilitare
lo studio del moto, si parla di punto materiale, che `e un corpo privo di di-
mensioni che presenta dimensioni trascurabili rispetto a quelle dello spazio in
cui pu`o muoversi o degli altri corpi con cui pu`o interagire. L’analisi completa
del moto di un corpo riguarda sia il collegamento del moto con i corpi circo-
stanti, studiata dalla dinamica che la descrizione geometrica dell’evoluzione
temporale del fenomeno in movimento. La parte che si occupa di descrivere
il moto dei corpi dal punto di vista geometrico, senza analizzare le cause che
lo generano, `e detta cinematica. Un corpo `e in moto in un sistema di
riferimento (fissare la posizione dei corpi rispetto ad altri) quando la sua
posizione rispetto al sistema cambia nel tempo. La traiettoria `e il luogo
delle posizioni occupate successivamente dal punto in movimento e costitui-
sce una curva continua nello spazio. Le grandezze di maggiore interesse sono:
SPAZIO, VELOCIT `
A, ACCELERAZIONE eTEMPO. La quiete `e
pf3
pf4
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pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12

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INDICE 1

Indice

1 Cinematica 3

1.1 Moto rettilineo.......................... 4

1.1.1 Velocit`a nel moto rettilineo............... 4

1.1.2 Velocit`a istantanea.................... 4

1.2 Moto rettilineo uniforme..................... 5

1.2.1 Accelerazione media................... 5

1.2.2 Accelerazione istantanea................. 6

1.2.3 Velocit`a in funzione della posizione........... 7

1.3 Moto curvilineo nello spazio: il vettore velocit`a........ 8

1.3.1 Velocit`a come variazione nel tempo dell’ascissa curvilinea 9

1.4 Moto Curvilineo nello spazio: il vettore accelerazione..... 10

1.4.1 Moto con accelerazione a=cost.............. 11

1.4.2 Che tipo di moto si ottiene se a=costante?....... 11

1.5 Moto balistico........................... 11

1.5.1 Equazione della traiettoria nel moto balistico...... 12

1.6 Componenti Tangenziale e Normale dell’accelerazione..... 14

1.7 Moto circolare........................... 16

1.7.1 Velocit`a angolare..................... 16

1.7.2 Moto circolare uniforme................. 17

1.7.3 Moto circolare vario................... 18

1.8 Moto armonico semplice..................... 19

1 Cinematica

La meccanica riguarda lo studio del moto dei corpi materiali. Per facilitare

lo studio del moto, si parla di punto materiale, che `e un corpo privo di di-

mensioni che presenta dimensioni trascurabili rispetto a quelle dello spazio in

cui puo muoversi o degli altri corpi con cui puo interagire. L’analisi completa

del moto di un corpo riguarda sia il collegamento del moto con i corpi circo-

stanti, studiata dalla dinamica che la descrizione geometrica dell’evoluzione

temporale del fenomeno in movimento. La parte che si occupa di descrivere

il moto dei corpi dal punto di vista geometrico, senza analizzare le cause che

lo generano, e detta cinematica. Un corpoe in moto in un sistema di

riferimento (fissare la posizione dei corpi rispetto ad altri) quando la sua

posizione rispetto al sistema cambia nel tempo. La traiettoria `e il luogo

delle posizioni occupate successivamente dal punto in movimento e costitui-

sce una curva continua nello spazio. Le grandezze di maggiore interesse sono:

SPAZIO, VELOCIT A, ACCELERAZIONE e TEMPO. La quietee

un tipo di moto in cui le coordinate restano costanti nel tempo quindi v(t)=0,

a(t)=0.

1.1 Moto rettilineo

Un corpo si muove di moto rettilineo quando la sua traiettoria `e una retta

o un segmento. Supponiamo, per convenzione, che il moto avvenga sull’asse

x. La posizione dell’oggetto sar`a data dalla distanza da un punto arbitrario

O che scegliamo come origine, una volta scelta la direzione dell’asse. Se

scegliamo le coordinate x=0, la posizione del corpo sar`a data dalla coordinata

x in funzione del tempo: x=x(t) che `e l’equazione oraria del moto.

1.1.1 Velocit`a nel moto rettilineo

Figura 1: Moto rettilineo

Se il punto P si muove dal punto A al pun-

to B di coordinate x e x’ nell’intervallo di

tempo [t, t

′ ], definiamo velocit`a media la

quantit`a:

vm =

∆x

∆t

x

′ − x

t

′ − t

1.1.2 Velocit`a istantanea

Per individuare precisamente la x(t) e le sue variazioni, dobbiamo suddivi-

dere l’intervallo ∆x in numerosi intervalli ∆x 1 , ∆x 2 , ..., ∆xn percorsi negli

intervalli di tempo ∆t 1 , ∆t 2 , ..., ∆tn.

v(t) = x

′ (t) = lim ∆t→ 0

∆x

∆t

dx(t)

dt

Sperimentalmente, per il calcolo della velocit`a istantanea, occorre osservare

il corpo in moto e misurare il tempo di passaggio in due posizioni vicinissime.

Ovviamente si evince che la misura e sempre di una velocita media. Nel S.I.,

la velocit`a si esprime in

m

s

o in

km

h

1

. Se si conosce la funzione v=v(t), si pu`o

1 Il passaggio da

km h

a

m s

`e dato dall’operazione di equivalenza:

1

km

h

=

1000

60 · 60

m

s

=

1000

3600

m

s

=

1

3 , 6

m

s

Basta infatti dividere il valore dei

km

h

per 3,6 mentre si deve moltiplicare per 3,6 se si

vuole passare da

m

s

a

km

h

1.2.2 Accelerazione istantanea

Con un procedimento analogo a quello utilizzato per passare dal concetto

di velocita media a quello di velocita istantanea, definiamo l’accelerazione

istantanea, cioe la rapidita di variazione temporale della velocit`a, come :

a(t) =

dv(t)

dt

d

2 x(t)

dt

2

Dimostrazione.

a(t) = v

′ (t) = lim ∆t→ 0

∆v

∆t

dv(t)

dt

d

2 x(t)

dt

2

Anche in questo caso valgono i discorsi sull’improbabilit`a di calcolare spe-

rimentalmente l’accelerazione istantanea. Nel S.I., l’accelerazione si misura

in

m

s^2

a = 0 Moto rettilineo uniforme

a > 0 La velocit`a cresce nel tempo =⇒ moto accelerato

a < 0 La velocit`a decresce nel tempo =⇒ moto decelerato

Se si conosce la funzione a=a(t), si pu`o ottenere, integrando, l’equazione

oraria del moto:

v(t) = v 0 +

Z

t

t 0

a(t)dt

Dimostrazione.

a(t) =

dv(t)

dt

d

2 x(t)

dt

2

Z

v

v 0

dv =

Z

t

t 0

a(t)dt =⇒ v(t) = v 0 +

Z

t

t 0

a(t)dt

che, con a=cost., diventa:

v(t) = v 0 + a(t − t 0 ) (1.2)

Dimostrazione.

v(t) = v 0 +

Z

t

t 0

a(t)dt = v 0 + a

Z

t

t 0

dt = v 0 + a(t − t 0 )

e, integrando ancora abbiamo:

x(t) = x 0 + v 0 (t − t 0 ) +

a(t − t 0 )

2 (1.3)

Dimostrazione.

Considerando l’equazione 1.

x(t) = x 0 +

Z

t

t 0

v(t)dt = x 0 +

Z

t

t 0

[v 0 + a(t − t 0 )]dt =

x 0 + v 0

Z

t

t 0

dt + a

Z

t

t 0

(t − t 0 )dt

=⇒ x(t) = x 0 + v 0 (t − t 0 ) +

a(t − t 0 )

2

2

Se nella condizione iniziale poniamo t 0 = 0, abbiamo:

v(t) = v 0 + at x(t) = x 0 + v 0 t +

at

2

1.2.3 Velocit`a in funzione della posizione

Nel moto accelerato abbiamo una relazione tra posizione e velocit`a:

v

2 −

v

2

0

Z

x

x 0

adx

Dimostrazione.

a =

dv

dt

=⇒ a =

dv

dx

dx

dt

= v ·

dv

dx

=⇒ vdv = adx

Z

v

v 0

vdv =

Z

x

x 0

adx = =⇒

v

2

v

v 0

Z

x

x 0

adx

v

2 −

v

2

0

Z

x

x 0

adx

2 Z t

t 0

(t − t 0 )dt =

1

2

[(t − t 0 )

2 ]

t t 0 =

1

2

(t − t 0 )

2 −

1

2

(t 0 − t 0 )

2

1

2

(t − t 0 )

2

A mano a mano che B (→ B’→B”) si avvicina ad A. Il vettore ∆

r cambia

in modulo, direzione e verso e di conseguenza varia la velocit`a media. Al

diminuire di ∆t, B si avvicina sempre di piu ad A e quandoe vicinissimo la

direzione di ∆

r `e tangente alla curva in A definita da

v = v

u (^) T

e in ogni punto `e tangente alla curva. Il modulo di

v `e:

v | =

q

v

2 x

  • v

2 y

  • v

2 z

1.3.1 Velocit`a come variazione nel tempo dell’ascissa curvilinea

Quando la particella

si sposta da A a B,

lo spostamento ∆s

lungo la curva sar`a

dato dalla lunghezza

dell’arco

d AB.

Considerando:

v = lim ∆t→ 0

r

∆t

= lim ∆t→ 0

r

∆s

∆s

∆t

lim ∆s→ 0

r

∆s

lim ∆t→ 0

∆s

∆t

Il primo fattore modifica ∆

r in ∆s intendendo il percorso di B che tende

ad A. Quando B → A =⇒ |∆

s | = ∆s dunque:

lim ∆s→ 0

r

∆s

d

r

ds

|d

r |

u (^) T

ds

ds/

u (^) T

ds^ /

u (^) T

3 che rappresenta il versore tangente alla curva A, che chiamiamo

u (^) T. Il

secondo fattore `e:

lim ∆t→ 0

∆s

∆t

ds

dt

Quindi possiamo scrivere

v =

ds

dt

u (^) T dove

ds

dt

rappresenta il modulo di v

mentre

u (^) T la direzione e il verso. Il modulo della velocit`a istantanea coincide

con l’effettivo spazio percorso nell’unit`a di tempo lungo la curva.

1.4 Moto Curvilineo nello spazio: il vettore accelera-

zione

Nel moto curvilineo la velocita puo cambiare sia in modulo che in direzione,

ma `e sempre tangente alla traiettoria.

3 notiamo che, piu B tende ad A, tanto piu si ha |∆r| → ∆s da cui otteniamo che, per

piccoli spostamenti, |d

−→ r | = ds.

La figura indi-

ca la velocit`a negli

istanti t e t’, quan-

do la particella si tro-

va rispettivamente in

A e B. La variazione

∆v = v

′ −v. Nell’intervallo ∆t, chiamiamo accelerazione media, il vettore:

a =

v

∆t

Questa e parallela a ∆v e si puo scrivere:

a =

∆vx

dt

u (^) x +

∆vy

dt

u (^) y +

∆vz

dt

u (^) z

L’accelerazione istantanea `e definita da:

a = lim

∆t→ 0

v

∆t

d

v

dt

= lim

∆t→ 0

∆vx

∆t

u (^) x +

∆vy

∆t

u (^) y +

∆vz

∆t

u (^) z

dvx

dt

u (^) x +

dvy

dt

u (^) y +

dvz

dt

u (^) z

L’accelerazione `e un vettore che ha la stessa direzione della variazione istan-

tanea di

v. Poich´e la variazione di velocitae diretta verso la parte interna

della curva, l’accelerazione `e sempre diretta verso la parte interna della curva

e, in generale, non `e ne tangente ne perpendicolare alla traiettoria. Tenendo

conto che

v =

d

−→ r

dt

si pu`o scrivere:

a =

d

r

dt

2

dove il modulo `e:

a | =

q

a

2 x

  • a

2 y

  • a

2 z

1.4.1 Moto con accelerazione a=cost.

Se a=cost. si ricava la velocit`a facendo:

v (t) =

v 0 +

a (t − t 0 ) (1.4)

Dimostrazione.

a (t) =

d

v (t)

dt

d

x (t)

dt

2

Z −→

v

−→ v 0

d

v =

Z

t

t 0

a (t)dt =⇒

v (t) =

v 0 +

Z

t

t 0

a (t)dt =

v 0 +

a (t − t 0 )

Scomponendo sugli assi:

x = v 0 xt = v 0 t cos θ

y = v 0 yt −

1

2

gt

2 = v 0 t sin θ −

1

2

gt

2

Si nota che:

  • lungo l’asse x si ha un moto rettilineo uniforme
  • lungo l’asse y si ha un moto rettilineo uniformemente accelerato

vista la presenza dell’accelerazione di gravit`a g

1.5.1 Equazione della traiettoria nel moto balistico

Seguono adesso una serie di risultati che si ottengono dal sistema 1.6:

Traiettoria

y = x tan θ − x

2

g

2 v

2 0

cos

2 θ

Dimostrazione.

Isolando il tempo nella prima equazione del sistema 1.6 e svolgendo i

calcoli si ha:

y =

v 0 y

v 0 x

x −

g

x

v 0 x

2

= x tan θ − x

2

g

2 v

2 0

cos

2 θ

Tempo per hmax

t

v 0 sin θ

g

Dimostrazione.

Si consideri l’equazione sull’asse y del sistema 1.6. Si risolva ponen-

do t=t’ per distinguere un qualunque istante di tempo dall’istante di

tempo massimo:

vy = 0 =⇒ vy = v 0 y − gt

′ = 0 =⇒ t

v 0 y

g

v 0 sin θ

g

Altezza massima

y =

v

2 0

sin

2 θ

g

Dimostrazione.

Si consideri la coordinata della posizione di altezza massima y all’istan-

te di tempo t’ calcolata per hmax

y = y(t

′ ) =⇒ y = v 0 yt

′ −

gt

′ 2

= v 0 sin θ ·

v 0 sin θ

g

g ·

v

2 0

sin

2 θ

g

2

v

2

0

sin

2 θ

g

v

2

0

sin

2 θ

g

v

2

0

sin

2 θ

g

Gittata

R =

v

2 0

g

sin 2θ

Dimostrazione.

Si consideri l’equazione della traiettoria e si faccia la derivata di x

rispetto a y e si indichi come ¯x il valore di x che si ottiene svolgendo

quell’equazione. La gittata `e il valore di questa x ma raddoppiata:

dy

dx

= tan θ − x

g

v

2 0

cos

2 θ

=⇒ x¯ =

v

2 0

sin θ cos θ

g

=⇒ R = 2¯x =

v

2 0

g

2 sin θ cos θ =

v

2 0

g

sin 2θ

Tempo di volo

T = 2t

2 v 0 sin θ

g

1.6 Componenti Tangenziale e Normale dell’accelera-

zione

Consideriamo una particella che si muove

lungo una curva: all’istante t si trova in A

con velocit`a v ed accelerazione a. Poich´e a

e diretta verso la concavita della traiettoria,

possiamo scomporla in una componente tan-

genziale (aT ) e una normale (aN ). Notiamo

che:

cio`e

ds

ρ

dt

ds

ds

dt

ds

· v =⇒

dt

v

ρ

d

u (^) T

dt

v

ρ

u (^) N

Quindi da

a =

d

v

dt

d

dt

(v

u (^) T ) =

dv

dt

u (^) T + v

d

u (^) T

dt

a =

d

v

dt

dv

dt

u (^) T +

v

2

ρ

u (^) N

dove

  • il primo termine `e un vettore tangente alla curva e il suo modulo for-

nisce la variazione nel tempo del modulo di

v. Il termine `e proprio

l’accelerazione tangenziale che in modulo risulta essere:

aT =

dv

dt

  • il secondo termine e un vettore ortogonale alla curva ede la causa della

variazione di

v Il termine `e l’accelerazione normale che in modulo

risulta essere:

aN =

v

2

ρ

Se il moto e rettilineo, cioe non cambia la direzione della velocit`a, il raggio

di curvatura ρ = ∞ percio aN = 0. Se il motoe circolare uniforme,

v = cost., aT = 0

1.7 Moto circolare

1.7.1 Velocit`a angolare

Consideriamo il caso di una traiettoria cir-

colare. La velocita v sara perpendicolare al

raggio e lo spazio percorso da un punto O

sulla circonferenza sar`a s = Rθ, allora

v =

ds

dt

u (^) T

con

v =

ds

dt

= R

dt

La quantit`a ω =

dt

si chiama velocita angolare ede uguale alla rapidit`a

con la quale cambia l’angolo θ nel tempo. La sua unita di misurae s

− 1 quindi

v = ωR

La velocita angolare puo essere espressa come un vettore la cui

direzione e ortogonale al piano del moto ed il versoe quello

di avanzamento di una vita destrorsa nel verso della particella.

Consideriamo un punto materiale A che

si muove di moto circolare, la cui posizione

pu`o essere definita dal vettore r nel sistema

Oxyz. Il vettore r `e un vettore di modulo

costante che descrive una superficie canonica

di O. Risulta

d

r

dt

ω ×

r

con

ω =

dt

quindi

−→ v =

ω ×

r

ω `e un vettore perpendicolare al piano della circonferenza, con verso definito

dalla regola della mano destra. Il modulo di v `e

v = ωr sin γ

ma dato che

R = r sin γ =⇒ v = ωR

1.7.3 Moto circolare vario

Se ω cambia nel tempo, possiamo definire l’accelerazione angolare

α =

d

ω

dt

Poich´e il moto circolare `e piano, la direzione di

ω rimane la stessa, ed `e

anche quella di d

ω e quindi di

α. La relazione precedente vale anche per i

moduli

α =

dt

d

2 θ

dt

2

Se l’accelerazione angolare `e costante, il moto si dice circolare uniforme-

mente accelerato.

Z ω

ω 0

dω =

Z

t

t 0

αdt =⇒ ω = ω 0 + α(t − t 0 )

e, ponendo t 0 = 0

ω = ω 0 + αt

Poich´e ω =

dt

Z

θ

θ 0

dθ =

Z

t

t 0

ω 0 dt + α

Z

t

t 0

(t − t 0 )dt =⇒ θ = θ 0 + ω 0 (t − t 0 ) +

α(t − t 0 )

2

Questa relazione da la posizione angolare in ogni istante del tempo, nel caso

in cui α sia costante. Ponendo t 0 = 0

θ = θ 0 + ω 0 t +

αt

2

In un moto circolare vario abbiamo

a =

d

v

dt

d

dt

ω ×

r ) =

d

ω

dt

×

r +

ω ×

d

r

dt

α ×

r +

ω ×

v =

α ×

r +

ω × (

ω ×

r )

dove

α ×

r ´e il valore dell’accelerazione tangenziale

aT =

dv

dt

= R

dt

= R

d

2 ω

dt

2

= Rα

ω × (

ω ×

r ) ´e il valore dell’accelerazione centripeta di modulo

aN =

v

2

R

= ω

2 R

1.8 Moto armonico semplice

Consideriamo un punto materiale P che si

muove di moto circolare uniforme. Le coor-

dinate x e y delle posizioni di P si muoveran-

no sull’asse x e sull’asse y con le leggi orarie

considerando il fatto che θ(t) = θ 0 + ωt

x(t) = R cos θ(t) =⇒ x(t) = R cos(ωt + θ 0 )

y(t) = R sin θ(t) =⇒ y(t) = R sin(ωt + θ 0 )

Il punto compir`a un moto rettilineo e periodico generando un moto

armonico dove

ω e la pulsazione (coincide numericamente con la velocita angolare, in-

fatti si misura in s

− 1 o Hz, Hertz, ma non ha lo stesso significato

fisico);

ωt + θ 0 `e detta fase del moto armonico;

θ 0 `e un valore costante detto fase iniziale;

x(t) e detto elongazione ede la distanza da O su ogni punto della circon-

ferenza (che ovviamente `e costante nel tempo);

R `e detto ampiezza dell’oscillazione;

O `e detto centro dell’oscillazione.

Derivando le due equazioni precedenti abbiamo

v =

dx

dt

= −Rω sin(ωt + θ 0 )

a =

dv

dt

d

2 x

dt

2

= −Rω

2 cos(ωt + θ 0 ) = −ω

2 x

Nel moto armonico, l’accelerazione `e in ogni istante proporzionale e opposta

all’elongazione. La relazione

a =

d

2 x

dt

2

= −Rω

2 cos(ωt + θ 0 ) = −ω

2 x

si trova scritta solitamente come

d

2 x

dt

2

  • ω

2 x = 0