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accessi vascolari infermieristica
Tipologia: Dispense
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Il 90% dei pazienti ospedalizzati richiede una terapia endovenosa La scelta di un accesso venoso inappropriato può avere risultati devastanti…
Experiments on a cadaver were productive. I was able to catheterize any vein in the antecubital fossa and was able to regularly reach the right ventricle, before encountering resistance. Subsequent dissection s howed the catheter, which was also palpable, present in the cephalic or basilic vein, extending through the subclavian and innominate veins, to the superior vena cava and into the right heart itself. I next undertook experiments on a living subject, namely on myself. I first convinced a colleague to puncture a vein in my right antecubital fossa with a large needle. I next advanced a well- oiled ureteral catheter size 4 Charriere in diameter through the eedle intothe vein. The catheter allowed itself to be advanced with trivial ease to 35 cm….
➢ Viene definitivamente allontanato dalla Clinica Ospedaliera dal prof. F. Sauerbruch, che lo apostrafa come “ Pazzo, meritevole di lavorare solo in un circo! ” Forssmann W. Catheterization of the right heart. Klinische Wochenschrift. 1929; 45:2085- 7 Luft FC. The birth of a common procedure. Annals Int Med. 1994;120: La storia degli accessi venosi periferici
La storia degli accessi venosi periferici L’intuizione geniale di Forssman ha aperto la strada a nuovi sistemi infusionali più sicuri e indispensabili per infondere soluzioni iperosmolari o altrimenti irritanti, chemioterapici, terapie di supporto, etc…… I primi cateteri periferici furono introdotti nella pratica clinica negli anni negli anni ’ 40 con lo scopo quasi unico di rilevazioni emodinamiche……. Negli anni successivi, in particolare negli anni ’ 70 , furono più largamente utilizzati per scopi nutrizionali…… La scarsa qualità dei materiali causa di numerosissime complicanze soprattutto trombotiche e nel contempo la progressiva affermazione degli accessi venosi tunnellizati determinarono una dismissione dei cateteri periferici…… All’inizio degli anni ‘ 90 i nuovi materiali ed il miglioramento di quelli preesistenti determinarono una nuova e progressiva affermazione degli cateteri periferici… Le raccomandazioni del GAVeCeLT nel 1999 ritenevano candidati all’impianto di PICC solo pazienti con vene periferiche agibili, comunque ancora con una percentuale elevata di complicanze ( circa il 30 % degli impianti)…… A partire dal 2000 consacrazione definitiva degli accessi vascolari ad inserzione periferica mediante la tecnica ecoguidata con microintroduttore ( riduzione delle complicanze fino al 2 % circa)…… Negli USA quasi 3 milioni di PICC all’anno ( 100. 000 PORT, 200 CVC tunnellizati LT , 5. 000. 000 short- term)
ITALIA MEDICAL SYSTEMS
La Necessità dell’Accesso Vascolare ➢ Studi realizzati nei più grandi Servizi EMS negli USA hanno evidenziato che circa 15-20% dei trasporti di livello 3 arriva nel Dipartimento di Emergenza senza una EV ➢ Questi dati sono stati confermati da altre survey indipendenti condotte in molti servizi EMS urbani ➢ Il tempo impiegato nel cercare di ottenere un accesso EV difficoltoso sul territorio ritarda il trasporto del paziente e distrae il personale medico nel decision making clinico
Storia dell’accesso intraosseo ➢ IO si è affermato in più di 65 anni come un’alternativa sicura ed efficace all’EV ➢ Report di oltre 4.000 pazienti adulti trattati durante gli anni 1940 - 50 ➢ L’accesso IO fu una pratica trascurata per oltre 40 anni perché nessun servizio civile di Emergenza ha utilizzato questa tecnica ➢ “Riscoperto” nel 1985 da James Orlowski MD, durante un viaggio in India ➢ E’ divenuto standard di cura nel Pediatric Advanced Life Support ➢ Recentemente adottato come standard di cura nelle ultime Linee Guida di American Heart Association e European Resuscitation Council