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Appunti sugli accessi vascolari, 3° anno anno infermieristica
Tipologia: Appunti
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Nella gestione dei pazienti critici ricoverati nelle U.O. ospedaliere di terapia intensiva, oncologica ed ematologica, degenze riabilitative e cure palliative ed in tutti quei casi in cui comunque l’approccio terapeutico è complesso, disporre di un valido accesso venoso (A.V.) facilita il processo assistenziale e curativo. Tutti gli infermieri, a prescindere da quale sia l’ambito lavorativo, che assistono una persona che necessita di terapie endovenose, devono essere in grado di gestire un accesso venoso centrale o/e periferiche. Questo perchè il processo curativo che in maniera sempre più frequente non avviene solo in ospedale ma può avere continuità presso le strutture deospedalizzate come gli Hospice, le Residenze sanitarie e Riabilitative, a domicilio ecc. É necessario che gli infermieri siano consapevoli del ruolo che rivestono in questo aspetto della loro professione, siano preparati ad agire con appropriatezza e competenza e quando ritengono che questa non sia sufficiente sentano il dovere/ bisogno di formazione ed aggiornamento. Un’adeguata formazione e l’aggiornamento continuo consentiranno agli operatori sanitari di:
É un sottile tubicino di materiale plastico biocompatibile (silicone o poliuretano) assemblato in maniera differente secondo la sua specificità. Questo dispositivo permette il collegamento tra la superficie cutanea ed un distretto venoso ad alto flusso. I dispositivi venosi centrali devono garantire:
Nella generazione del Port è il Chat Link, in cui il catetere anziché connettersi con un reservoir vero e proprio, è collegato con un piccolo imbuto metallico il quale, una volta inserito nel sottocute, è punto con un semplice ago cannula. SISTEMI VENOSI CENTRALI A MEDIO TERMINE Cateteri esterni non tunnellizzati. Tempo di permanenza < 2/3 mesi. Uso discontinuo. Pazienti non ospedalizzati, domicilio, day hospital, ambulatorio, ospedalizzazioni periodiche. SCELTA DELLA VENA PER L’INSERIMENTO DEL CATETERE VENOSO CENTRALE Il presidio per accesso ad una vena centrale viene impiantato in una vena di grosso calibro:
addestrato, non necessita di competenze di tipo anestesiologico o chirurgico. QUALI SONO I VANTAGGI DI UN MIDLINE RISPETTO AD UN AGO CANNULA? Il catetere Midline può rimanere in sede per periodi prolungati (anche per più settimane), con bassissimo rischio di complicanze infettive o meccaniche, laddove la durata media di un agocannula venosa tradizionale è di 6-7 giorni. Un catetere Midline, sempre secondo le linee guida CDC, va rimosso soltanto in caso di complicanze o se la sua permanenza non è più necessaria dal punto di vista terapeutico. Esempi indicazioni per la scelta di un cateterismo venoso periferico tramite Midline (infusioni di soluzioni con pH tra 5 e 9, osmolarità < 800 mOsm/litro, e comunque non vescicanti o irritanti sull’endotelio):
Svantaggi :