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Adolescenza Cavanna: Borderline dai testi: Marcelli e Kernberg, Sintesi del corso di Psicopatologia

Psicopatologia dell'Adolescenza prof Cavanna: disturbo di personalità Borderline dai testi: Psicopatologia dell'adolescenza di Marcelli e I disturbi di personalità di Paulina Kernberg

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 13/06/2020

SaraOrecchia
SaraOrecchia 🇮🇹

4.5

(6)

14 documenti

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PAULINA KERNBERG
La sfida per il terapeuta è distinguere il disturbo dalle normali manifestazioni adolescenziali. L’adolescente
normale presenta depressione, crisi d’identità (rapidi cambiamenti di identificazione con un gruppo sociale
o un’ideologia), ansia e conflitti nevrotici con l’identità (sconfinanti a volte in condotte antisociali) ma si
distingue dal BL perché in quest’ultimo sono cronici e gravi.
Esempio clinico Jane
L’adulto borderline non si differenzia sostanzialmente dal bambino se non per le complicazioni secondarie
nel corso del ciclo di vita (lavoro, matrimonio, figli ecc.). A causa dei meccanismi di difesa primitivi che
indeboliscono l’Io (scissione e difese collegate) il paziente ha difficoltà ad integrare l’esperienza di vita per
via delle relazioni incomplete e distorte con gli oggetti esterni. È come se il tempo si fosse fermato (pz di 45
anni che si sente bambina).
Prospettive comparative
Riguardo ai bambini i due criteri diagnostici cardine sono:
oUn senso disturbato dell’identità e
oImprovvisi cambiamenti di livello del funzionamento dell’Io.
Il disturbo dell’identità può essere incluso per i bambini tenendo presente che una stabile identità si
raggiunge solo in adolescenza. Tale item è quello che maggiormente discrimina i BL dai nevrotici.
I bambini BL alternano ritiro a richiestività mentre quelli psicotici tendono maggiormente al ritiro e alla
solitudine.
Il comportamento grosso-motorio è inadeguato.
PSICOPATOLOGIA DELLO SVILUPPO
ELEMENTI LEGATI ALLO SVILUPPO
Non tollerano la separazione dalla madre.
Non hanno standard per stabilire cosa è buono da cosa è cattivo.
Non hanno risolto il complesso di Edipo tramite canali sublimatori, rimozione e costanza dell’oggetto.
No senso di identità.
Non ci sono segni di lotta di emancipazione dalla famiglia la cui percezione non è realistica.
Identità sessuale non è stabilita e la sessualità ha temi pregenitali (sadico-anali e orali).
Fobie infantili non superate.
ELEMENTI STRUTTURALI
Disturbo di identità e livelli mutevoli dell’organizzazione dell’Io.
Mancanza del senso di sé incapacità di giocare da soli, identità di genere poco definita.
SENSO DI SÉ
Disturbi del senso di sé indicano fissazioni evolutive o punti di regressione.
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PAULINA KERNBERG

La sfida per il terapeuta è distinguere il disturbo dalle normali manifestazioni adolescenziali. L’adolescente normale presenta depressione, crisi d’identità (rapidi cambiamenti di identificazione con un gruppo sociale o un’ideologia), ansia e conflitti nevrotici con l’identità (sconfinanti a volte in condotte antisociali) ma si distingue dal BL perché in quest’ultimo sono cronici e gravi. Esempio clinico Jane L’adulto borderline non si differenzia sostanzialmente dal bambino se non per le complicazioni secondarie nel corso del ciclo di vita (lavoro, matrimonio, figli ecc.). A causa dei meccanismi di difesa primitivi che indeboliscono l’Io (scissione e difese collegate) il paziente ha difficoltà ad integrare l’esperienza di vita per via delle relazioni incomplete e distorte con gli oggetti esterni. È come se il tempo si fosse fermato (pz di 45 anni che si sente bambina). Prospettive comparative Riguardo ai bambini i due criteri diagnostici cardine sono: o Un senso disturbato dell’identità e o Improvvisi cambiamenti di livello del funzionamento dell’Io. Il disturbo dell’identità può essere incluso per i bambini tenendo presente che una stabile identità si raggiunge solo in adolescenza. Tale item è quello che maggiormente discrimina i BL dai nevrotici. I bambini BL alternano ritiro a richiestività mentre quelli psicotici tendono maggiormente al ritiro e alla solitudine. Il comportamento grosso-motorio è inadeguato. PSICOPATOLOGIA DELLO SVILUPPO ELEMENTI LEGATI ALLO SVILUPPO Non tollerano la separazione dalla madre. Non hanno standard per stabilire cosa è buono da cosa è cattivo. Non hanno risolto il complesso di Edipo tramite canali sublimatori, rimozione e costanza dell’oggetto. No senso di identità. Non ci sono segni di lotta di emancipazione dalla famiglia la cui percezione non è realistica. Identità sessuale non è stabilita e la sessualità ha temi pregenitali (sadico-anali e orali). Fobie infantili non superate. ELEMENTI STRUTTURALI Disturbo di identità e livelli mutevoli dell’organizzazione dell’Io. Mancanza del senso di sé incapacità di giocare da soli, identità di genere poco definita. SENSO DI SÉ Disturbi del senso di sé indicano fissazioni evolutive o punti di regressione.

Non si divertono, mancano della capacità di internalizzare la gratificazione perché non hanno raggiunto la costanza dell’oggetto (madre sufficientemente buona). Separazione-individuazione. Un paziente borderline può sentirsi come un bambino la cui madre è costantemente fuori dalla stanza. Sente di non poter sopravvivere senza l’altro. Fasi del processo di separazione/individuazione di Margaret Mahler: o Fase della differenziazione: sono agganciato a mia madre, e allora lei non può sopravvivere senza di me e io senza di lei (nella psicosi invece non vi sono confini tra io e oggetto). o Fase della sperimentazione precoce: io porto mia madre sempre in giro e non ho bisogno di lei. o Fase della sperimentazione effettiva: la mamma è dentro di me ed è parte di me per un po'. Se non c’è, posso cessare di esistere – la perdo dentro di me – ed allora ho bisogno che lei stia vicina per rifornirmi di energia. o Fase del riavvicinamento: la mamma non è parte di me o io non sono parte della mamma, piuttosto lei è sotto il mio controllo, oppure io sono sotto il suo controllo. Nei borderline, paure e desideri di fusione preservano la distinzione tra immagini del sé e immagini dell’oggetto per quanto primitive possano essere. Le condizioni borderline possono sorgere non solo dalla crisi di riavvicinamento, ma anche da fissazioni o regressioni alle precedenti fasi di differenziazione o di sperimentazione del processo di separazione/individuazione. I problemi nella fase di riavvicinamento implicano l’utilizzo della scissione che a sua volta interferisce con l’integrazione delle immagini e cattive di sé e degli altri che protegge il bambino dalla rabbia >> ruolo dell’aggressività orale che porta ad un’intensa frustrazione ed intensa aggressività. GIOCO Qualità compulsiva, statica, con minima evidenza di divertimento, di risoluzioni del conflitto e di elaborazione delle fantasie. Non possono controllare il loro pensiero quindi si passa velocemente da gioco neutro a temi di mutilazione e di morte. Il confine tra il gioco e la diretta espressione della pulsione – lo spazio del far finta – è collassato. FUNZIONI DELL’IO Funzioni specifiche ADHD e difetti fisici possono ostacolare la fase di separazione-individuazione. Si riscontra un’alta comorbidità. Posture insolite, sbattere contro gli oggetti, vacillare. Il test di realtà è conservato (non si assiste a deliri ma possono esserci allucinazioni) anche se può essere breve ossia il bambino BL richiede la presenza dell’oggetto per mantenere il proprio senso di realtà. Si valuta osservando la capacità del bambino di lasciare il gioco e ritornare alla vita di ogni giorno al termine della seduta. Funzioni non specifiche Grande instabilità del livello di integrazione sembrano solidi poi subito dopo cadere in pezzi. Lo stesso vale per l’aderenza alle regole. Mancanza di controllo degli impulsi, bassa tolleranza a frustrazione, depressione e ansia. Debole capacità di sublimazione >> insuccessi scolastici. Meccanismi di coping e di difesa

A causa della scissione e della mancanza di funzioni sintetiche dell’Io rimane a livello di introietti, facilmente proiettato sugli oggetti esterni da cui il potenziale paranoide dei pazienti DBP. L’uso di difese primitive (scissione, diniego, identificazione proiettiva) si correla con la loro difficoltà ad assumersi le responsabilità, livello mutevole del Super-Io. Fantasie Fantasie onnipotenti accompagnate da un generale sentimento di pericolo esterno che non le rende quindi fonte di gratificazione. Caratteristiche della situazione edipica Le situazioni edipiche sono gravate dalle difficoltà irrisolte nella fase di separazione-individuazione (padroneggiamento vs differenziazione, autonomia vs controllo coercitivo). Quando l’incapacità di separarsi dalla madre rafforza i legami incestuosi il ragazzo ha maggiori difficoltà a disidentificarsi dalla madre ed è predisposto a disturbi sessuali. Controllo sadico del partner o resa altruistica fino a diventare l’ombra dell’altro. TRATTAMENTO Terapia psicodinamica Funzione di rispecchiamento materno che è anche funzione del terapeuta: o Interesse per le competenze in evoluzione del bambino; o Attribuzione di significato all’attività del bambino; o Condivisione del potere; o Affermazione del senso di sé e dell’identità del bambino; o La validazione dell’importanza continua del bambino per la madre: o L’accettazione e la gestione degli impulsi del bambino: o L’essere disponibile al bisogno; o La tolleranza sia della regressione che della crescente autonomia del bambino. Per i bambini molto piccoli è importante affiancare la madre ed aiutarla a separarsi, perché spesso il bambino è pronto ma la madre non lo è. Considerazioni tecniche L’approccio consigliato è multimodale è necessario lavorare con la famiglia per rendere l’ambiente familiare prevedibile e stabile. Nel gioco è bene che le distorsioni della fantasia vengano verbalizzate e condivise per consentire il ragionamento del processo secondario. Il bambino prova meno ansia a riguardo identificandosi con il terapeuta che è in grado di tollerare tali stati e contemporaneamente è capace di elaborarli sempre più nel gioco i sogni e i sogni ad occhi aperti. Chiarificazione dei confini generazionali e sessuali Fa parte del lavoro con la famiglia. Spesso i genitori si pongono come se fossero loro fratelli o come se non fossero coniugati escludendo l’altro genitore. Neutralizzare la scissione

Se ospedalizzati i bambini BL possono provocare scissione nel team che si occupa di loro, alcuni clinici li adorano altri li odiano. È necessario un lavoro verso la continuità e l’integrazione delle rappresentazioni di sé e si fa sia attraverso il contenimento offerto dalle sedute sia attraverso la verbalizzazione delle immagini di sé contraddittorie. Sostegno all’integrazione del Super-Io Per esempio, testando l’onestà del bambino durante il gioco (bastoncini cinesi). Sostegno alle relazioni con i pari Il bambino BL manca di empatia e quindi ha relazioni povere. Il terapeuta deve interagire come se fosse un vero compagno di giochi per sviluppare competenze sociali. Si possono pensare attività di gruppo. Percezione oggettiva dei genitori e miglioramento della capacità autoriflessiva In un clima empatico devono poter valutare e accettare le limitazioni dell’ambiente familiare come l’aperto rifiuto materno in quanto separate da loro stessi. Venire alle prese con l’ambiente genitoriale senza pensare di esserne la causa oppure la vittima. Affrontare il dolore per il deficit familiare. Risoluzione dei conflitti pre-edipici Fiducia-sfiducia, restare se stessi-cambiare, essere l’ombra o scappare, autonomia-dipendenza, costringere- essere costretti, essere ragazzo, ragazza o neutro. Tali conflitti pre-edipici devono essere esaminati nel dettaglio nel trattamento. Attenuazione dell’ansia catastrofica Angosce di annichilimento e di abbandono, articolata secondo il loro pensiero fantastico e onnipotente. Aiutare nelle situazioni di transizione (traslochi). Aiutare a comprendere ed accettare eventuali deficit. Somatizzazione A causa delle tendenze dissociative e della scissione >> chiarire il linguaggio corporeo Impulsività Può essere usato difensivamente per gestire l’ansia. Chiarire e interpretare. NORMAN 7 ANNI Aveva interrotto una precedente terapia, nella quale non poteva giocare perché doveva verbalizzare i sentimenti. Gravi angosce da separazione, non poteva restare solo di giorno e di notte. Non aveva amici >> cambio di scuola. Non si lavava, perdeva le feci inghiottiva il muco nasale. Era depresso, parlava spesso di suicidio. Genitori stavano divorziando ma non lo avevano detto al bambino. A 2 anni e mezzo era stato valutato perché avanti in certe aree indietro in altre (coordinazione grosso- motoria). Scriveva con la mano sinistra e nel foglio procedeva da destra a sinistra come pure in verticale.

o prevalenza del passaggio all’atto; o frequenza dei tentativi di suicidio; o tossicomanie. DINAMICA CONFLITTUALE Anche qui si riscontrano punti in comune:

  1. debolezza dell’IO: angoscia sempre viva, tolleranza alle fluttuazioni dell’angoscia minima, ridotte capacità di sublimazione. Esigenze pulsionali particolarmente vive, esacerbarsi della pulsione di morte. In contrasto con la debolezza dell’Io si riscontra un Super-Io con esigenze rafforzate. Nell’adolescente si riscontra naturalmente intransigenza, nel borderline si trova un’immagine genitoriale tirannica e temuta introiettata.
  2. Ricorso a difese di tipo arcaico, prima fra tutte la scissione. Per l’adolescente per proteggersi dal conflitto di ambivalenza centrato sulle figure genitoriali e per disperdere i propri desideri genitali al fine di non confrontarsi con la minaccia incestuosa; nel borderline (BL) per il bisogno vitale di mantenere vicine ma slegate l’immagine buona di sé o dell’oggetto e quella cattiva. Alla scissione si associano, come diretta conseguenza: la proiezione (all’esterno di ciò che è cattivo), l’idealizzazione (di un buon oggetto onnipotente di cui si richiede la protezione), l’onnipotenza (per sentirsi al riparo da ogni minaccia di ritorsione), la negazione (degli affetti opposti, dei pensieri contrastanti), la svalorizzazione.
  3. Incertezza dell’identità e fragilità narcisistica: nell’adolescente per le trasformazioni corporee per il disinvestimento e il relativo lutto degli oggetti infantili; nel BL per eccessiva e difensiva utilizzazione della scissione e della proiezione (alcuni autori assimilano la patologia BL a quella narcisistica). SINTOMATOLOGIA CLINICA La diagnosi deve avvenire attraverso una valutazione del funzionamento psichico e non attraverso la ricerca semiotica. Sintomi: o Frequenza dell’agire sia come passaggio all’atto vero e proprio sia come agitazione, instabilità; o Condotte devianti e/o delinquenziali; o Difficoltà scolastiche; o Difficoltà sessuali (omosessualità, travestitismo); o Manifestazioni centrate sul corpo (ipocondria, anoressia, incidenti somatici a ripetizione); o Sul versante opposto a queste condotte eclatanti si riscontrano: noia, indifferenza, sentimento di vuoto e di inutilità. o Sensibilità alle perdite e ai sentimenti di abbandono. CONTESTO FAMILIARE In anamnesi familiare problemi simili. Coppia genitoriale disarmonica, uno dei genitori sminuito, disaccordo. Rapporto con i genitori ambivalente estrema dipendenza e idealizzazione, velleità (desiderio o aspirazione impotente a definirsi o affermarsi) aggressiva e svalorizzante autonomia. MECCANISMI DI DIFESA o Scissione Spiega i bruschi passaggi da un estremo all’altro nella valutazione affettiva degli altri. Accanto alla scissione con la funzione di rinforzo della stessa si trovano:

o Idealizzazione (di un buon oggetto onnipotente di cui si richiede la protezione) con il quale l’adolescente stabilisce una relazione di dipendenza, sottomissione o inclusione grandiosa; o Svalutazione degli altri come di sé ogni qual volta si realizza una relazione che mette in discussione la perfezione dell’oggetto idealizzato; o Onnipotenza (per sentirsi al riparo da ogni minaccia di ritorsione); o Negazione (degli affetti opposti, dei pensieri contrastanti); o Proiezione all’esterno di parti cattive di sé o dell’oggetto che diventano pertanto minacciosi. La vita affettiva è quindi dominata da sentimenti violenti che devono essere immediatamente soddisfatti o espulsi. L’esame di realtà è conservato ma la prevalenza di meccanismi arcaici lo rende peculiare. Della realtà si colgono gli aspetti esterni i contorni geografici ma il contenuto qualitativo è confuso per effetto dell’identificazione proiettiva. I confini del sé quindi risultano sfumati (identità diffusa). O. Kernberg sostiene che la costanza dell’oggetto libidico non viene acquisita. La permanenza dell’oggetto buono interiorizzato viene costantemente minacciata dagli attacchi aggressivi dell’oggetto interno cattivo. Queste le conseguenze: o Dipendenza estrema verso gli oggetti, intolleranza verso le separazioni; o Ostacolo ai processi di riparazione che implicano il ricorso dell’oggetto quale era prima del suo danneggiamento; o Difficoltà a interiorizzare delle immagini totali modulate e modulabili; o Difficoltà cognitive tempo e reversibilità. ORGANIZZAZIONE TOPICA È dominata da due elementi: debolezza dell’Io, severità del Super-Io. La debolezza dell’Io si manifesta come ridotta capacità di far fronte all’angoscia e a tollerare la frustrazione con conseguente difficoltà a controllare gli impulsi. Negli adolescenti questo fenomeno può essere al servizio della produzione di nuovi stati affettivi che l’adolescente si adopera a sperimentare. Super-Io arcaico e tirannico. Utilizza la legge del taglione piuttosto che introiettare una serie di valori astratto (paura della polizia piuttosto che un sistema personale di valori). Tale Super-Io rende necessaria l’istituzione di un assetto narcisistico idealizzante difensivo. Nell’adolescente tale assetto si riscontra nella frequenza delle idealizzazioni e degli ideali, dal posto occupato dall’ideale dell’Io, dalle fluttuazioni dell’autostima. Nell’adolescente BL tale assetto è accentuato. O. Kernberg distingue la patologia narcisistica propriamente detta nella quale il Sé grandioso ingloba l’Io attuale, il Super-Io e l’Ideale dell’Io da quella BL nella quale l’Ideale dell’Io rimane distinto dal Super-Io e dall’Io con numerosi settori scissi. IL PUNTO DI VISTA DINAMICO E LE RELAZIONI OGGETTUALI Il rischio del breakdown psicotico è sempre vivo nell’adolescente BL e consiste in una rottura della continuità della rappresentazione del Sé e dell’immagine di Sé, in particolare l’immagine del corpo. Si esprime attraverso il prevalere delle pulsioni aggressive contro il corpo sessuato e secondariamente contro il nuovo rapporto con gli oggetti esterni. Non è possibile accedere alla simbolizzazione che implica il riconoscimento di un limite tra il rappresentante e la cosa rappresentata. Utilizzare un simbolo significa

Bisogna quindi ricercare nell’hic et nunc del colloquio il significato e la funzione della condotta all’interno della relazione.