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Psicopatologia dello sviluppo Luca Panarello, Sintesi del corso di Psicopatologia

Psicopatologia dello sviluppo Luca Panarello esame psicopatologia dello sviluppo Donatella Cavanna

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 15/04/2020

SaraOrecchia
SaraOrecchia 🇮🇹

4.5

(6)

14 documenti

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Capitolo 2 Consultazione psicodiagnostica in età evolutiva
Si distinguono due situazioni la richiesta spontanea e l’invio che richiedono diversi approcci.
Nella prima situazione è bene dedicare tempo alla prima telefonata per:
1. Fare sentire accolto l’adulto tenendo conto delle sue ansie e proiezioni sul bambino;
2. Focalizzare il problema e delineare un programma terapeutico intuitivo.
Fondamentale per lo stabilirsi dell’alleanza terapeutica è che i genitori arrivino a formulare la propria
domanda in modo consapevole, con motivazione sufficientemente chiara e con aspettative realistiche.
Nel caso invece del bambino inviato bisognerà essere molto cauti nel sondare la motivazione dei genitori e
capire cosa verrà detto al bambino (ad una bambina viene detto che andrà in terapia perché va male a
scuola, si aspetta che il terapeuta visioni i suoi quaderni).
È necessario interrogare i genitori circa il loro punto di vista esplicitando che ci interessa al di là del parere
dell’inviante. Dovremo far sentire al bambino che siamo orientati verso il suo benessere e che si potrà
esprimere liberamente.
Come e quando
Prima si interviene meglio è, prima che i segnali del disagio diventino sintomi. La preadolescenza è una fase
problematica per l’inizio dell’autonomia e del conformismo che risultano in atteggiamenti difensivi.
Incontro con il bambino
Presentarsi, guardarlo negli occhi sorridergli, se necessario abbassarsi alla sua altezza a distanza opportuna
proponendosi senza diventare invadenti.
Il setting
Una scatola personale per il bambino in terapia da presentare aperta, comune per la consultazione.
Animali, membri della famiglia, materiali di consumo, plastilina, macchinine, aereo, spago, recipiente per
travasi.
La rappresentazione più importante del setting è la mente del terapeuta che contiene tutto questo.
Colloquio con genitori preparazione del bambino
Minimo ¾ incontri
Dire ai genitori che sono loro gli esperti, renderli più consapevoli e competenti
Momenti di revisione tra adulti
Mamma e papà entrambi accompagnano il bambino per poter studiare l’interazione e le conseguenze in
seduta con entrambi.
Capitolo 3 Strumenti psicodiagnostici
Osservazione del comportamento
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Capitolo 2 Consultazione psicodiagnostica in età evolutiva

Si distinguono due situazioni la richiesta spontanea e l’invio che richiedono diversi approcci. Nella prima situazione è bene dedicare tempo alla prima telefonata per:

  1. Fare sentire accolto l’adulto tenendo conto delle sue ansie e proiezioni sul bambino;
  2. Focalizzare il problema e delineare un programma terapeutico intuitivo. Fondamentale per lo stabilirsi dell’alleanza terapeutica è che i genitori arrivino a formulare la propria domanda in modo consapevole, con motivazione sufficientemente chiara e con aspettative realistiche. Nel caso invece del bambino inviato bisognerà essere molto cauti nel sondare la motivazione dei genitori e capire cosa verrà detto al bambino (ad una bambina viene detto che andrà in terapia perché va male a scuola, si aspetta che il terapeuta visioni i suoi quaderni). È necessario interrogare i genitori circa il loro punto di vista esplicitando che ci interessa al di là del parere dell’inviante. Dovremo far sentire al bambino che siamo orientati verso il suo benessere e che si potrà esprimere liberamente. Come e quando Prima si interviene meglio è, prima che i segnali del disagio diventino sintomi. La preadolescenza è una fase problematica per l’inizio dell’autonomia e del conformismo che risultano in atteggiamenti difensivi. Incontro con il bambino Presentarsi, guardarlo negli occhi sorridergli, se necessario abbassarsi alla sua altezza a distanza opportuna proponendosi senza diventare invadenti. Il setting Una scatola personale per il bambino in terapia da presentare aperta, comune per la consultazione. Animali, membri della famiglia, materiali di consumo, plastilina, macchinine, aereo, spago, recipiente per travasi. La rappresentazione più importante del setting è la mente del terapeuta che contiene tutto questo. Colloquio con genitori preparazione del bambino Minimo ¾ incontri Dire ai genitori che sono loro gli esperti, renderli più consapevoli e competenti Momenti di revisione tra adulti Mamma e papà entrambi accompagnano il bambino per poter studiare l’interazione e le conseguenze in seduta con entrambi.

Capitolo 3 Strumenti psicodiagnostici

Osservazione del comportamento

Bambino spontaneo buon contatto con le proprie emozioni e capace di esprimerle attraverso diversi canali rappresentativi (narrativo, ludico, grafico-espressivo)>>intervento produttivo, insight e cambiamento. Bambino non collaborativo, incline alla chiusura, espressione coartata del proprio mondo interno ostacolo all’efficacia del lavoro. Freud controllare la realtà interna ed esterna Fritz e il rocchetto aldilà del principio del piacere ma controllo onnipotente della situazione. Identificazione con adulti. Imitazione. Anna Freud Identificazione con l’aggressore: imitano azioni degli adulti che gli hanno causato un disagio reale. Melanie Klein Gioco come espressione simbolica di conflitti inconsci, desideri e fantasie. Se la funzione simbolica è compromessa (psicosi) il gioco è inibito. Donald Winnicott Spazio transizionale da uno stato di fusione a un vero rapporto a due. Uso esagerato dell’oggetto o incapacità di lasciarlo>>diniego della separazione dalla madre o della sua assenza. Gioco dello scarabocchio: iniziare un disegno che ha in mente il bambino senza finirlo e senza mai staccare la penna dal foglio. Ci si alterna terapeuta-bambino. Ci si ferma quando ha una forma condivisa da entrambi. 9-12 anni. Erik Erikson Il gioco a due significati: uno dipende dalla cultura (significato comune), l’altro dalla personalità del bambino (significato individuale). Scuola materna macro-sfera gioco condiviso e sociale.

Capitolo 4 Osservazione del disegno e test proiettivi

Il disegno spontaneo è il più raccomandabile perché da diretto accesso al mondo interno. La rappresentazione grafica è un modo di esprimere le emozioni più profonde e non consapevoli attraverso un canale simbolico non verbale. Disegnando compie quei gesti magici con i quali può realizzare l’onnipotenza del suo pensiero o impulsi dispregiativi o aggressivi. In alternativa c’è il disegno guidato basato cioè su una precisa consegna. Test proiettivi

Transfert il bambino sentendosi contenuto dalla mente dell’adulto può mettere in scena il proprio mondo interno offrendolo all’attenzione del terapeuta. Controtransfert è un vero e proprio strumento di lavoro bisogna fare estrema attenzione perché il lavoro con i bambini suscita emozioni intense ed arcaiche che hanno a che fare con conflitti infantili non risolti. Per questo è fondamentale un lungo lavoro di analisi personale. Il terapeuta deve essere capace di auto-osservazione e nel frattempo di lasciare fluire emozioni e pensieri liberamente. Deve essere capace di empatia, di astenersi dall’azione e di identificarsi con bambino e con il genitore.

Capitolo 6 Quale psicopatologia nel bambino

Disturbi emotivi lievi e transitori Possono essere considerati risposte sane, crisi evolutive. La maturazione del bambino viene interrotta temporaneamente da un arresto o una regressione a una fase precedente in assenza di evidenti fattori precipitanti esterni. Queste reazioni seguono ad un periodo stabile di adattamento e sono limitate nel tempo. Componente maturativa e adattiva. La reazione coinvolge comunque la sfera affettiva, quella del pensiero, delle fantasie e può influenza anche la risposta somatica mentre le capacità di relazione permangono appropriate all’età. Es. inserimento al nido Se si proiettano ansie e insicurezze dovute a sentimenti di colpa per il distacco vissuto come un abbandono, il bambino non sarà in grado di separarsi adeguatamente né di esplorare l’ambiente. Disturbi del sonno, dell’alimentazione e la tendenza ad ammalarsi frequentemente possono essere risolti senza vedere il bambino ma solo i genitori. I genitori possono analizzare così i reali bisogni del bambino differenziati dai propri. Disturbi reattivi Sono crisi adattive che si hanno quando lo sviluppo è interrotto da un fattore precipitante relativamente poco rilevante. Hanno caratteristiche transitorie e dipendono da fattori esterni o familiari non traumatici. Le consultazioni sono gratificanti, in poche sedute si ha spesso regressione dei sintomi. Occorre sempre valutare se è necessario vedere il bambino o è sufficiente parlare solo con i genitori. Es enuresi dopo nascita del secondo. Un caso in cui il problema era focalizzato sulla relazione con la mamma è stato affrontato in modo specifico in tre incontri. Disturbi d’ansia Spesso i genitori sono o sono stati ansiosi.

Se il livello di ansia del bambino è molto intenso e i sintomi ormai radicati bisogna pensare ad una psicoterapia. La prognosi è più favorevole se si tratta di problematiche secondarie, reattive ed eventi stressanti, se il disturbo è primario e persistente non bisogna promettere facili guarigioni. Nei casi di enuresi ed encopresi possono intervenire fattori ansiosi ma più spesso sono presenti nuclei più profondi ed inconsci. Disturbi somatoformi, tic e balbuzie. Sono accumunati dalla loro espressione e traduzione corporea. La psicoterapia li attenua ma non li risolve mai del tutto. Meccanismo di difesa della conversione, scarsa capacità di mentalizzare e di elaborare le emozioni, uso di difese di tipo rigido (razionalizzazione, controllo ossessivo). Genitori meccanismi di scotomizzazione e negazione. Relazioni familiari: ridotto riconoscimento dell’altro, scarsa capacità di condivisione emotiva. Emozioni negate e distanziate soprattutto aggressività e colpa. I genitori sono più attenti al comportamento del figlio che ai suoi bisogni di contenimento. L’intero sistema familiare è improntato al funzionamento psicosomatico collegato al timore di entrare in contatto con sentimenti considerati negativi e pericolosi. Approccio di tipo familiare. Somatoforme Fastidio alla gola, senso di soffocamento, disordini alimentari. I genitori pensavano che non fosse all’oscuro della loro intenzione di separarsi, i sintomi erano iniziati da tempo ma vennero sottovalutati perché mostrati in passato anche dal padre e dal fratello. Somatoforme e disturbo transitorio da tic Tosse nervosa, tic agli occhi. I genitori si aspettavano una restitutio ad integrum del figlio considerato non ben riuscito, emersi problemi di coppia non verbalizzati. Tic curati con farmaci. Tic: condizioni neurologiche che implicano movimenti e vocalizzazioni motorie stereotipate. Ottica psicodinamica: tendenza a scaricare per via motoria sentimenti inconsapevoli legati ad affetti, nuclei conflittuali, aggressività. Evidente difficoltà ad entrare in contatto con le proprie emozioni. Significato simbolico di rabbia repressa fortemente temuta perché considerata poco integrabile e controllabile. Balbuzie Grave caso di balbuzie resistente alla logopedia. Aumentare autostima e fiducia nelle proprie capacità. Affrontare le situazioni con minore ansia, manifestare i propri desideri e rivelare potenzialità inespresse, i genitori impararono ad essere meno ansiosi e iperprotettivi. Disturbi dell’attaccamento