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L'utilizzo degli algoritmi e dei social network
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Algoritmi + dati = social network Il focus riguarderà gli intermediari di conoscenza, che possono essere tecnologici e umani (giornalisti, media, algoritmi). Per comprendere la funzione dell’algoritmo interviene il concetto chiave di reintermediazione. I social network funzionano sulla base delle dinamiche sociali che regolano il comportamento in gruppo. Fino a qualche anno fa si riteneva che l’algoritmo fosse un fattore di disintermediazione. Il live facebook di un comizio non è disintermediazione, ma in realtà i social non disintermediano il rapporto, lo re intermediano. Quando un soggetto politico usa i social network di mezzo c’è sempre un fattore algoritmico. L’algoritmo è un potente reintermediario di comunicazione, i fattori reint. sono due:
Il conformismo Teoria dell’equilibrio: dentro una cerchia un individuo tende a minimizzare il conflitto per massimizzare l’armonia. Sui social è così Divertirsi significa essere d’accordo dunque ci si associa. La religione del positivo la troviamo all’interno dell’appartenenza social in modalità straordinaria. L’autopromozione richiede un intenzionale auto inganno, compreso il costante tentativo di reprimere o tenere lontane le possibilità spiacevoli. Ormai molti studi matematici confermano la teoria dell’equilibrio di Haider negli ambienti sociali. Autoreferenzialità Ogni gruppo è autoreferenziale nei confronti di se stesso. Le cerchie amicali si costruiscono sulla base di omogeneità interna, quindi la discussione tende ad avere luogo in camere di risonanza, nelle quali individui accomunati da opinioni tendenzialmente vicine evitano i dibattiti con i loro avversari, coscientemente o meno (eco chambers). Le persone si associano sul principio di omofilia: sull’appartenenza a gruppi di diversa dimensione (cerchie relazionali). Non ci si associa solo per un’omofilia di valore (stessa squadra tifata) ma anche per omofilia di status. All’interno dei gruppi si formano “élite” più attive e presenti di altre e si costituiscono leadership. Tali élite sviluppano linguaggi specifici e codici esclusivi. L’autoreferenzialità di un gruppo non è legata ai social, è un meccanismo sociale. La campagna digitale del “vincisalvini” è stato un concorso che aveva 3 obiettivi di comunicazione digitale. Il data mining per il microtargeting, massimizzare il potenziale engagement online, attivare “la leadership molecolare” sul campo, creando una reintermediazione personale del messaggio comunicativo. Per “leadership molecolare” si intende una leadership diffusa, fisicamente presente e attiva sul territorio, capace di attrarre e mobilitare le risorse presenti nella società, di far lavorare insieme gli individui valorizzandone ogni singola qualità, favorendo il riconoscimento reciproco e anzi la sinergia delle diversità per generare idee, progetti, iniziative inedite. Tali leader molecolari hanno il compito di essere delle hub, dei centri della comunicazione interpersonale come strategia di comunicazione politica digitale, perché rappresenta prossimità e fiducia. Tali leader sono dei leader d’opinione che filtrano il messaggio politico che arriva ai soggetti influenzati, in virtù della loro posizione di leader orizzontali (allo stesso livello), mantenendo lo schema della leadership verticale. Per la comunicazione social valgono varie teorie sociologiche: