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L’alternanza formativa rivolta ai disabili della scuola secondaria di II grado.
Tipologia: Appunti
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L’alternanza formativa rivolta ai disabili della scuola secondaria di II grado. METODOLOGIA DIDATTICO-PEDAGOGICA La legge del 13 luglio 2015, n. 107, recante “ Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione per il riordino delle disposizioni legislative vigenti ”, ha inserito organicamente questa « metodologia didattico-pedagogica nell’offerta formativa di tutti gli indirizzi di studio della scuola secondaria di secondo grado come parte integrante dei percorsi di istruzione» Questa nuova metodologia mira a quattro diversi tipi di intervento: La Scuola impresa Le scuole già oggi possono commercializzare beni o servizi prodotti durante le attività didattiche. Alcune lo fanno saltuariamente, altre in modo più stabile e ricorrente, tutte reinvestono i loro utili a scopo didattico. Vari istituti, per consentire ai propri studenti di formarsi attraverso esperienze di lavoro organizzate all’interno della stessa istituzione scolastica, hanno costituito un’impresa formativa strumentale. Ne sono un esempio le aziende agrarie annesse agli istituti tecnici e professionali agrari o i ristoranti didattici attivati da alcuni istituti alberghieri. L’impresa didattica funziona come una vera e propria azienda, con un proprio bilancio e i relativi registri di contabilità, di magazzino ecc. In essa i giovani non simulano ma apprendono attraverso esperienze reali di lavoro in un’azienda che vende i prodotti secondo le norme previste per legge e reinveste gli utili nell’attività di impresa, con finalità didattiche.
La Bottega Scuola Un modello educativo innovativo che valorizza mestieri tipici di settori artigianali di eccellenza del nostro made in Italy. Si tratta di esperienze formative che molte Regioni hanno attivato mediante il coinvolgimento diretto delle imprese, o di reti di imprese, che mettono a disposizione il loro sapere e la loro professionalità, per consentire ai giovani di inserirsi in contesti imprenditoriali legati all’artigianato di qualità che caratterizza molti nostri territori. La Bottega scuola punta a costruire un raccordo fra giovani senza lavoro e Maestri artigiani, che nelle loro imprese producono secondo disciplinari specifici del proprio settore, garantendo il rispetto e il rinnovamento delle tecniche tradizionali e l’innalzamento della qualità dei loro prodotti. Il progetto Bottega Scuola è sostenuto dalle associazioni imprenditoriali quali CNA , Casartigiani e Confartigianato , impegnate nella valorizzazione del patrimonio di saperi e competenze che sono alla base dell’artigianato di qualità. la recente Legge 30 dicembre 2018, n. 145, relativa al “ Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 ” apporta modifiche alla disciplina dei percorsi di alternanza scuola-lavoro. Si parla del cosiddetto PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento) Le modifiche: *non inferiore a 210 ore nel triennio terminale del percorso di studi degli Istituti Professionali; *non inferiore a 150 ore nel secondo biennio e nell’ultimo anno del percorso di studi degli Istituti Tecnici; *non inferiore a 90 ore nel secondo biennio e nel quinto anno dei Licei. STUDENTE DISABILE D. Lgs. N. 77/05 - Definizione delle norme generali relative all’alternanza scuola-lavoro, a norma dell’articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n. 53., nel quale è indicato che i periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro sono dimensionati, per i soggetti disabili, in modo da promuoverne l'autonomia anche ai fini dell'inserimento nel mondo del lavoro. Ciò, naturalmente, sembra indicare che tali esperienze saranno progettate in misura coerente con gli specifici bisogni degli studenti e delle studentesse.
Viene stilato il PEI
alle figure sociosanitarie che seguono il bambino nelle attività riabilitative e terapeutiche all’esterno della scuola e che possono anche essere coinvolte direttamente in alcune attività scolastiche alla famiglia , che collabora alla redazione e firma il PEI insieme a tutte le figure coinvolte Coinvolgendo tutte queste figure, il PEI può descrivere il contesto scolastico in tutti i suoi dettagli e integrare queste informazioni con quelle che derivano dalle attività e gli interventi extrascolastici svolti dal bambino, insieme a tutte le informazioni utili fornite dalla famiglia e dall’alunno stesso: l’obiettivo è conoscere il bambino senza limitarsi solo ai momenti in cui è presente a scuola. Obiettivi e strategie di intervento La seconda parte del PEI è la parte più corposa e dettagliata del documento che riporta gli obiettivi di breve periodo descritti in maniera operativa e non solo generica, per valutare meglio se l’allievo li abbia raggiunti: Apprendimento e applicazione delle conoscenze Compiti e richieste generali: sono gli aspetti più generali di organizzazione di compiti e routine Comunicazione: le indicazioni riguardano la capacità di comunicare (produrre) e ricevere, di conversare e l’uso di strumenti e tecniche di comunicazione Mobilità : cambiare e mantenere una posizione, trasportare e maneggiare oggetti, camminare e spostarsi, muoversi con un mezzo di trasporto Cura della propria persona : riguarda tutti gli aspetti della cura di sé, dall’igiene alla capacità di mangiare e bere, vestirsi, prendersi cura della propria salute Interazioni e relazioni interpersonali, semplici e complesse con le persone, e la loro adeguatezza Aree di vita principali: riporta lo svolgimento dei compiti e delle azioni necessarie nelle aree dell’educazione (istruzione), del lavoro e dell’impiego, e la capacità di condurre scambi economici (vita economica) Vita sociale, civile e di comunità: tutta l’area della vita sociale fuori dal contesto famigliare