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alternanza su teatro, Guide, Progetti e Ricerche di Storia

appunti di alternanza su teatro

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2018/2019

Caricato il 13/10/2019

alessia-bisonni
alessia-bisonni 🇮🇹

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Fort Apache Cinema Teatro si costuisce nel gennaio 2014 per volontà di Valenna Esposito,
autrice e regista impegnata da oltre un decennio nelle avità teatrali all’interno del Carcere di
Rebibbia N.C. a Roma.
Il Progeo coinvolge aori professionis ed aori ex detenu o detenu in misura alternava
(semilibertà, adamento ai servizi sociali, adamento in centri di prevenzione alla
tossicodipendenza, detenzione domiciliare, etc..), che hanno intrapreso un percorso di
professionalizzazione e inserimento nel sistema dello speacolo, partecipando a diverse
produzioni teatrali, televisive e cinematograche (tra le altre "Cesare deve morire" dei Fratelli
Taviani, "Non essere cavo" di Claudio Caligari, "Suburra" di Stefano Sollima, "Asino Vola" dello
stesso Marcello Fonte, "Ombre della sera" scrio e direo da Valenna Esposito): Alessandro
Bernardini, Maeo Cateni, Chrisan Cavorso, Marcello Fonte, Alessandro Forcinelli, Ivan
Marcantoni, Romolo Napolitano, Piero Piccinin, Giancarlo Porcacchia, Fabio Rizzuto, Edoardo
Timmi.
Esperienza unica in Italia, Fort Apache Cinema Teatro è l’unica Compagnia stabile formata da ex
detenu e detenu in misura alternava, struura permanente di accoglienza per coloro che
escono dal carcere, luogo di proseguimento del percorso traamentale intrapreso all’interno dei
penitenziari di provenienza, punto di riferimento nel delicato passaggio dalla reclusione alla
libertà (anche in termini di ricaduta e prevenzione della recidiva), luogo di formazione e
specializzazione nella ar dello speacolo propedeuco al reinserimento sociale e lavoravo.
In collaborazione con: Direzione di Rebibbia N.C., Tribunale di Sorveglianza di Roma, U.E.P.E.
Ucio di Esecuzione Penale Esterna di Roma.
Il laboratorio Fort Apache Teatro si inserisce dal 2014 nei Proge di Ricerca e Formazione de La
Sapienza Università di Roma e ha sede presso il Diparmento di Storia dell’Arte e Speacolo (ex
Vetrerie Sciarra Via dei Volsci RM).
Il gruppo ha già realizzato uno speacolo teatrale - "Tempo binario" - e un lm documentario per
il cinema - "Ombre della sera" (partecipazione straordinaria di Pippo Delbono. Film riconosciuto
di interesse culturale dal Ministero per i Beni e le Avità Culturali, con il Patrocinio del Ministero
della Giuszia e del Consiglio Regionale del Lazio, con il contributo della Regione Lazio, Fondo
Cinema e Audiovisivo, Venice Gap-Financing Market, 71ª Mostra internazionale d’arte
cinematograca di Venezia 2014, Premio Menzione Speciale della Giuria al BAFICI 2016 - Buenos
Aires Internaonal Fesval of Indipendent Cinema, Selezione Uciale; Prisma 2016 - Rassegna
del Cinema Italiano presso Unibes Cultural a Sao Paulo in Brasile. RIFF – Rome Independent Film
Fesval 2016 - Selezione Uciale; RIFF AWARDS 2016 – Rome Independent Film Fesval Ocial
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Fort Apache Cinema Teatro si cos�tuisce nel gennaio 2014 per volontà di Valen�na Esposito, autrice e regista impegnata da oltre un decennio nelle a�vità teatrali all’interno del Carcere di Rebibbia N.C. a Roma.

Il Proge�o coinvolge a�ori professionis� ed a�ori ex detenu� o detenu� in misura alterna�va (semilibertà, affidamento ai servizi sociali, affidamento in centri di prevenzione alla tossicodipendenza, detenzione domiciliare, etc..), che hanno intrapreso un percorso di professionalizzazione e inserimento nel sistema dello spe�acolo, partecipando a diverse produzioni teatrali, televisive e cinematografiche (tra le altre "Cesare deve morire" dei Fratelli Taviani, "Non essere ca�vo" di Claudio Caligari, "Suburra" di Stefano Sollima, "Asino Vola" dello stesso Marcello Fonte, "Ombre della sera" scri�o e dire�o da Valen�na Esposito): Alessandro Bernardini, Ma�eo Cateni, Chris�an Cavorso, Marcello Fonte, Alessandro Forcinelli, Ivan Marcantoni, Romolo Napolitano, Piero Piccinin, Giancarlo Porcacchia, Fabio Rizzuto, Edoardo Timmi.

Esperienza unica in Italia, Fort Apache Cinema Teatro è l’unica Compagnia stabile formata da ex detenu� e detenu� in misura alterna�va, stru�ura permanente di accoglienza per coloro che escono dal carcere, luogo di proseguimento del percorso tra�amentale intrapreso all’interno dei penitenziari di provenienza, punto di riferimento nel delicato passaggio dalla reclusione alla libertà (anche in termini di ricaduta e prevenzione della recidiva), luogo di formazione e specializzazione nella ar� dello spe�acolo propedeu�co al reinserimento sociale e lavora�vo.

In collaborazione con: Direzione di Rebibbia N.C., Tribunale di Sorveglianza di Roma, U.E.P.E. Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Roma.

Il laboratorio Fort Apache Teatro si inserisce dal 2014 nei Proge� di Ricerca e Formazione de La Sapienza Università di Roma e ha sede presso il Dipar�mento di Storia dell’Arte e Spe�acolo (ex Vetrerie Sciarra Via dei Volsci RM).

Il gruppo ha già realizzato uno spe�acolo teatrale - "Tempo binario" - e un film documentario per il cinema - "Ombre della sera" (partecipazione straordinaria di Pippo Delbono. Film riconosciuto di interesse culturale dal Ministero per i Beni e le A�vità Culturali, con il Patrocinio del Ministero della Gius�zia e del Consiglio Regionale del Lazio, con il contributo della Regione Lazio, Fondo Cinema e Audiovisivo, Venice Gap-Financing Market, 71ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia 2014, Premio Menzione Speciale della Giuria al BAFICI 2016 - Buenos Aires Interna�onal Fes�val of Indipendent Cinema, Selezione Ufficiale; Prisma 2016 - Rassegna del Cinema Italiano presso Unibes Cultural a Sao Paulo in Brasile. RIFF – Rome Independent Film Fes�val 2016 - Selezione Ufficiale; RIFF AWARDS 2016 – Rome Independent Film Fes�val Official

Selec�on) - Cairo Interna�onal Women Film Fes�val 2017 – Official Selec�on; SIFF – Sofia Interna�onal Film Fes�val 2017 – Fuori Concorso; Docufilm candidato al Nastro d’Argento 2017.

Teatro in carcere

aggiornamento: 16 luglio 2018

All’inizio degli anni O�anta del secolo scorso il teatro in carcere - già presente in mol� is�tu� con a�vità amatoriali o tradizionali - assume significa�, metodologie e obie�vi nuovi che si precisano e si consolidano nel tempo.Si pone l’accento sulla pra�ca teatrale piu�osto che sullo spe�acolo, sull’a�vità laboratoriale e crea�va dei detenu�, sulla funzione terapeu�ca e pedagogica di quest'ul�ma.

Le prime esperienze [1] risentono in parte della drammaturgia del The San Quen�n Drama Workshop, fondato nel penitenziario californiano dall’ergastolano Rick Cluchey [2], e di altre avanguardie, ma in Italia, grazie all’apporto di regis�, a�ori, studiosi, intelle�uali, conquistano nel tempo ricchezza, varietà culturale e iden�tà proprie.

Il Teatro in carcere si configura oggi come una pra�ca forma�va non tradizionale, che aiuta la ri- scoperta delle capacità e delle sensibilità personali, ma anche una modalità di espressione posi�va di emozioni nega�ve o angoscian�; l’esperienza del gruppo teatrale consente, infa�, di sperimentare ruoli e dinamiche diversi da quelli propri della detenzione, sos�tuendo i meccanismi relazionali basa� sulla forza, sul controllo e sulla sfida con quelli lega� alla collaborazione, allo scambio e alla condivisione[3]

In quest’o�ca, i numerosi laboratori e a�vità in ambito teatrale cos�tuiscono un patrimonio di base da valorizzare e dal quale par�re per costruire percorsi che abbiano una dimensione ar�s�ca ma anche forma�va, orientata a una spendibilità esterna in grado di coniugare le competenze ar�s�che con quelle tecnico/professionali, al fine di rendere il carcere non solo un is�tuto di pena ma anche un is�tuto di cultura, cioè un luogo dove le contraddizioni e le energie in esso presen� vengano valorizzate e trasformate in senso costru�vo e proposi�vo e non solo in senso conteni�vo.

Ormai da mol� anni, grazie alla con�nuità di alcune sue esperienze e alla qualità ar�s�ca delle sue opere e dei suoi interpre�, il Teatro in Carcere è entrato a far parte integrante della storia del teatro civile italiano.

IL TERRENO DI SVILUPPO DEL TEATRO IN CARCERE.

In ques� ambien�, il carcerato ha la possibilità di entrare in conta�o con realtà differen� da quella di provenienza, che spesso è la causa principale per cui la persona ha intrapreso una vita criminale.

Il provvedimento Gozzini è ancora oggi il punto di riferimento per portare avan� a�vità tra�amentali per il reinserimento in società del detenuto, nonostante abbia subito nel corso degli anni diverse variazioni (e anche dei ridimensionamen� dopo i terribili a�enta� ai danni di Borsellino e Falcone).

Ed è ovvio che, in un contesto del genere, ha trovato sviluppo il Teatro in Carcere.

IL TEATRO IN CARCERE OGGI.

Ad oggi, il Teatro in Carcere è una pra�ca forma�va ormai consolidata, presente in molteplici luoghi di detenzione sparsi su tu�o il territorio nazionale.

Nel sito del Ministero della gius�zia, infa� si legge che “l’esperienza del gruppo teatrale consente di sperimentare ruoli e dinamiche diversi da quelli propri della detenzione, sos�tuendo i meccanismi relazionali basa� sulla forza, sul controllo e sulla sfida con quelli lega� alla collaborazione, allo scambio e alla condivisione.”

Ad oggi, l’esperienza del Teatro in Carcere non assume più solamente un ruolo di formazione ar�s�ca del detenuto, ma anche un modo a�raverso cui poter offrire comptenze tecnico/ professionali.

Il Teatro in Carcere, presente in Italia ormai dai primi anni o�anta del secolo scorso, è entrato a far parte integrante del teatro civile italiano.

Par�colarmente interessan� sono le esperienze teatrali di Armando Punzo, con la sua Compagnia della Fortezza all’interno del carcere di Volterra, e quelle di Laura Andreini e Claudio Cavalli con le Compagnie del Teatro Libero di Rebibbia.

Il loro contributo è talmente importante, che le loro metodologie di lavoro e le loro opere sono apprezzate e studiate a livello internazionale.

L’ATTIVA COLLABORAZIONE DELL’AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA.

Rispe�o al passato, lo stesso Dipar�mento dell’ Amministrazione Penitenziaria collabora a�vamente alla realizzazione di proge� teatrali all’interno delle carceri.

Negli ul�mi anni il suo impegno si è indirizzato anche verso l’obie�vo di far uscire l’esperienza del Teatro in Carcere dalle mura pen�tenziarie, con l’avvio di collaborazioni con gli en� locali e culturali.

Tra queste, par�colarmente importante è il protocollo d’intesa avviato nel 2003, con il Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere, e esteso all’Università Roma Tre nel 2004.

L’obie�vo di questo protocollo è promuovere in maniera più organica le a�vità di studio, di coordinamento e di ricerca nei confron� del Teatro in Carcere. Inoltre perme�e anche l’organizzazione nelle carceri di esperienze cinematografiche e altre �pologie di forme culturali e ar�s�che.

Tale collaborazione inoltre, su inizia�va del Coordinamento nazionale del 2014 e del teatro Aenigma, promuove la celebrazione della Giornata Nazionale del teatro in Carcere, ogni 27 Marzo, in concomitanza con la giornata mondiale del teatro.

E infine grazie anche all’Amministrazione Penitenziaria, il Coordinamento nazionale realizza ogni anno l’importante Rassegna Nazionale di Teatro in Carcere “Des�ni Incrocia�”, con il sostegno del MiBACT.

IL TEATRO NOBILITA L’UOMO.

Il teatro è importante per l’essere umano. Lo è sempre stato, anche se in modo differente a seconda dei tempi. Il suo ruolo infa� non è mai lo stesso, ma cambia a seconda della società e dell’epoca storica in cui è inserito.

E il ruolo che assume oggi è straordinariamente importante. Il teatro, insieme all’arte e alla cultura, è oggi un’ancora di salvezza.

Il Teatro è entrato, giustamente, nelle carceri risollevando spesso le sor� a chi altrimen� con�nuerebbe a condurre una vita da criminale. Certo, il teatro non è una formula matema�ca, e non sempre riesce in questo suo nobile intento, ma è anche vero che regala qualcosa in più, a livello umano, perfino al criminale più infimo.