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appunti di alternanza su teatro
Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche
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Fort Apache Cinema Teatro si cos�tuisce nel gennaio 2014 per volontà di Valen�na Esposito, autrice e regista impegnata da oltre un decennio nelle a�vità teatrali all’interno del Carcere di Rebibbia N.C. a Roma.
Il Proge�o coinvolge a�ori professionis� ed a�ori ex detenu� o detenu� in misura alterna�va (semilibertà, affidamento ai servizi sociali, affidamento in centri di prevenzione alla tossicodipendenza, detenzione domiciliare, etc..), che hanno intrapreso un percorso di professionalizzazione e inserimento nel sistema dello spe�acolo, partecipando a diverse produzioni teatrali, televisive e cinematografiche (tra le altre "Cesare deve morire" dei Fratelli Taviani, "Non essere ca�vo" di Claudio Caligari, "Suburra" di Stefano Sollima, "Asino Vola" dello stesso Marcello Fonte, "Ombre della sera" scri�o e dire�o da Valen�na Esposito): Alessandro Bernardini, Ma�eo Cateni, Chris�an Cavorso, Marcello Fonte, Alessandro Forcinelli, Ivan Marcantoni, Romolo Napolitano, Piero Piccinin, Giancarlo Porcacchia, Fabio Rizzuto, Edoardo Timmi.
Esperienza unica in Italia, Fort Apache Cinema Teatro è l’unica Compagnia stabile formata da ex detenu� e detenu� in misura alterna�va, stru�ura permanente di accoglienza per coloro che escono dal carcere, luogo di proseguimento del percorso tra�amentale intrapreso all’interno dei penitenziari di provenienza, punto di riferimento nel delicato passaggio dalla reclusione alla libertà (anche in termini di ricaduta e prevenzione della recidiva), luogo di formazione e specializzazione nella ar� dello spe�acolo propedeu�co al reinserimento sociale e lavora�vo.
In collaborazione con: Direzione di Rebibbia N.C., Tribunale di Sorveglianza di Roma, U.E.P.E. Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Roma.
Il laboratorio Fort Apache Teatro si inserisce dal 2014 nei Proge� di Ricerca e Formazione de La Sapienza Università di Roma e ha sede presso il Dipar�mento di Storia dell’Arte e Spe�acolo (ex Vetrerie Sciarra Via dei Volsci RM).
Il gruppo ha già realizzato uno spe�acolo teatrale - "Tempo binario" - e un film documentario per il cinema - "Ombre della sera" (partecipazione straordinaria di Pippo Delbono. Film riconosciuto di interesse culturale dal Ministero per i Beni e le A�vità Culturali, con il Patrocinio del Ministero della Gius�zia e del Consiglio Regionale del Lazio, con il contributo della Regione Lazio, Fondo Cinema e Audiovisivo, Venice Gap-Financing Market, 71ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia 2014, Premio Menzione Speciale della Giuria al BAFICI 2016 - Buenos Aires Interna�onal Fes�val of Indipendent Cinema, Selezione Ufficiale; Prisma 2016 - Rassegna del Cinema Italiano presso Unibes Cultural a Sao Paulo in Brasile. RIFF – Rome Independent Film Fes�val 2016 - Selezione Ufficiale; RIFF AWARDS 2016 – Rome Independent Film Fes�val Official
Selec�on) - Cairo Interna�onal Women Film Fes�val 2017 – Official Selec�on; SIFF – Sofia Interna�onal Film Fes�val 2017 – Fuori Concorso; Docufilm candidato al Nastro d’Argento 2017.
Teatro in carcere
aggiornamento: 16 luglio 2018
All’inizio degli anni O�anta del secolo scorso il teatro in carcere - già presente in mol� is�tu� con a�vità amatoriali o tradizionali - assume significa�, metodologie e obie�vi nuovi che si precisano e si consolidano nel tempo.Si pone l’accento sulla pra�ca teatrale piu�osto che sullo spe�acolo, sull’a�vità laboratoriale e crea�va dei detenu�, sulla funzione terapeu�ca e pedagogica di quest'ul�ma.
Le prime esperienze [1] risentono in parte della drammaturgia del The San Quen�n Drama Workshop, fondato nel penitenziario californiano dall’ergastolano Rick Cluchey [2], e di altre avanguardie, ma in Italia, grazie all’apporto di regis�, a�ori, studiosi, intelle�uali, conquistano nel tempo ricchezza, varietà culturale e iden�tà proprie.
Il Teatro in carcere si configura oggi come una pra�ca forma�va non tradizionale, che aiuta la ri- scoperta delle capacità e delle sensibilità personali, ma anche una modalità di espressione posi�va di emozioni nega�ve o angoscian�; l’esperienza del gruppo teatrale consente, infa�, di sperimentare ruoli e dinamiche diversi da quelli propri della detenzione, sos�tuendo i meccanismi relazionali basa� sulla forza, sul controllo e sulla sfida con quelli lega� alla collaborazione, allo scambio e alla condivisione[3]
In quest’o�ca, i numerosi laboratori e a�vità in ambito teatrale cos�tuiscono un patrimonio di base da valorizzare e dal quale par�re per costruire percorsi che abbiano una dimensione ar�s�ca ma anche forma�va, orientata a una spendibilità esterna in grado di coniugare le competenze ar�s�che con quelle tecnico/professionali, al fine di rendere il carcere non solo un is�tuto di pena ma anche un is�tuto di cultura, cioè un luogo dove le contraddizioni e le energie in esso presen� vengano valorizzate e trasformate in senso costru�vo e proposi�vo e non solo in senso conteni�vo.
Ormai da mol� anni, grazie alla con�nuità di alcune sue esperienze e alla qualità ar�s�ca delle sue opere e dei suoi interpre�, il Teatro in Carcere è entrato a far parte integrante della storia del teatro civile italiano.
In ques� ambien�, il carcerato ha la possibilità di entrare in conta�o con realtà differen� da quella di provenienza, che spesso è la causa principale per cui la persona ha intrapreso una vita criminale.
Il provvedimento Gozzini è ancora oggi il punto di riferimento per portare avan� a�vità tra�amentali per il reinserimento in società del detenuto, nonostante abbia subito nel corso degli anni diverse variazioni (e anche dei ridimensionamen� dopo i terribili a�enta� ai danni di Borsellino e Falcone).
Ed è ovvio che, in un contesto del genere, ha trovato sviluppo il Teatro in Carcere.
Ad oggi, il Teatro in Carcere è una pra�ca forma�va ormai consolidata, presente in molteplici luoghi di detenzione sparsi su tu�o il territorio nazionale.
Nel sito del Ministero della gius�zia, infa� si legge che “l’esperienza del gruppo teatrale consente di sperimentare ruoli e dinamiche diversi da quelli propri della detenzione, sos�tuendo i meccanismi relazionali basa� sulla forza, sul controllo e sulla sfida con quelli lega� alla collaborazione, allo scambio e alla condivisione.”
Ad oggi, l’esperienza del Teatro in Carcere non assume più solamente un ruolo di formazione ar�s�ca del detenuto, ma anche un modo a�raverso cui poter offrire comptenze tecnico/ professionali.
Il Teatro in Carcere, presente in Italia ormai dai primi anni o�anta del secolo scorso, è entrato a far parte integrante del teatro civile italiano.
Par�colarmente interessan� sono le esperienze teatrali di Armando Punzo, con la sua Compagnia della Fortezza all’interno del carcere di Volterra, e quelle di Laura Andreini e Claudio Cavalli con le Compagnie del Teatro Libero di Rebibbia.
Il loro contributo è talmente importante, che le loro metodologie di lavoro e le loro opere sono apprezzate e studiate a livello internazionale.
Rispe�o al passato, lo stesso Dipar�mento dell’ Amministrazione Penitenziaria collabora a�vamente alla realizzazione di proge� teatrali all’interno delle carceri.
Negli ul�mi anni il suo impegno si è indirizzato anche verso l’obie�vo di far uscire l’esperienza del Teatro in Carcere dalle mura pen�tenziarie, con l’avvio di collaborazioni con gli en� locali e culturali.
Tra queste, par�colarmente importante è il protocollo d’intesa avviato nel 2003, con il Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere, e esteso all’Università Roma Tre nel 2004.
L’obie�vo di questo protocollo è promuovere in maniera più organica le a�vità di studio, di coordinamento e di ricerca nei confron� del Teatro in Carcere. Inoltre perme�e anche l’organizzazione nelle carceri di esperienze cinematografiche e altre �pologie di forme culturali e ar�s�che.
Tale collaborazione inoltre, su inizia�va del Coordinamento nazionale del 2014 e del teatro Aenigma, promuove la celebrazione della Giornata Nazionale del teatro in Carcere, ogni 27 Marzo, in concomitanza con la giornata mondiale del teatro.
E infine grazie anche all’Amministrazione Penitenziaria, il Coordinamento nazionale realizza ogni anno l’importante Rassegna Nazionale di Teatro in Carcere “Des�ni Incrocia�”, con il sostegno del MiBACT.
Il teatro è importante per l’essere umano. Lo è sempre stato, anche se in modo differente a seconda dei tempi. Il suo ruolo infa� non è mai lo stesso, ma cambia a seconda della società e dell’epoca storica in cui è inserito.
E il ruolo che assume oggi è straordinariamente importante. Il teatro, insieme all’arte e alla cultura, è oggi un’ancora di salvezza.
Il Teatro è entrato, giustamente, nelle carceri risollevando spesso le sor� a chi altrimen� con�nuerebbe a condurre una vita da criminale. Certo, il teatro non è una formula matema�ca, e non sempre riesce in questo suo nobile intento, ma è anche vero che regala qualcosa in più, a livello umano, perfino al criminale più infimo.