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Analisi documentaria, Sintesi del corso di Istituzioni Di Sociologia

RIASSUNTO Arosio L., “L’analisi documentaria nella ricerca sociale. Metodologia e metodo dai classici a Internet”, Milano (2013), (Capp. 1, 2)

Tipologia: Sintesi del corso

2015/2016

Caricato il 09/01/2016

Aleevac
Aleevac 🇮🇹

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3 documenti

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L’analisi documentaria
“È un approccio di studio della realtà sociale che si pone l’obiettivo di cogliere, in un certo
senso risvegliare, il potenziale informativo racchiuso nelle tante “cose” che popolano il mondo
del reale ed entrano quotidianamente nell’esperienza di individui e gruppi, che ne sono
ideatori, creatori, utilizzatori.”
Obiettivo: L’analisi documentaria mira a ricostruire il contesto di produzione e di uso dei
documenti. Essa pone in evidenza norme e valori propri degli individui e dei gruppi che sono
entrati in contatto con i documenti nella fase di ideazione, realizzazione ed utilizzo.
Quando i documenti sono analizzati è importante che venga tenuto conto dei destinatari dei
documenti stessi.
Storia: l’importanza dell’ad inizio a diminuire a partire dal 1940 circa, parallelamente alla
crescente popolarità di altri metodi quali osservazione ed interrogazione. Circa dal 1960 in poi
i documenti iniziarono ad essere considerati oggetti scontati e non adatti a portare nuova
conoscenza e l’unica eccezione erano i messaggi veicolati dalle nuove tecnologie (radio,
cinema, televisione, …). Attualmente l’ad inizia a riacquistare l’interesse perduto.
Caratteristiche:
non è intrusiva: sono prodotti spontanei, non prevedono la richiesta diretta di
informazioni agli individui da parte degli studiosi. Così come l’ad anche l’osservazione
non partecipante e l’a delle tracce sono pratiche non intrusive.
non è reattiva: non sapendo di far parte di una ricerca, gli individui non “reagiscono”,
appunto, non modificano atteggiamenti e comportamenti in modo che essi non si
allontanino dai modelli condivisi.
favorisce l’integrazione: i risultati sono facilmente integrabili con quelli di altri
metodi di indagine utilizzati per uno stesso progetto di ricerca, anche se essi possono
avere forme, linguaggi diversi.
favorisce la comparazione: rende agevole l’analisi comparata in quanto permette di
accedere con più facilità e costi contenuti a materiali relativi a contesti di studio anche
lontani e poco accessibili al gruppo di ricerca.
favorisce l’interdisciplinarietà: favorisce il dialogo tra più saperi (analizzati testi di
storia, scienze..).
facilmente reperibili: se i soggetti da studiare non sono facilmente reperibili o non
desiderano entrare a far parte della ricerca (evasori scali, camorristi) l’analisi
documentaria può essere utilmente impiegata.
Limiti: lo studio dei documenti presenta delle caratteristiche potenzialmente svantaggiose e
alcuni limiti. Prima di tutto i documenti possono essere inaccessibili, mal conservati, o dicili
da reperire. Essi possono essere inoltre volontariamente distrutti o occultati. Inoltre non è da
escludere che non esistano documenti riguardanti la propria area di ricerca (ci sono soggetti
o gruppi che non producono documenti).
L’utilizzo integrato di più metodi può essere parallelo (lo studio dei documenti può essere
solo una fase indipendente della ricerca) o sequenziale (raccolta ed analisi dei documenti
precedono o seguono una particolare fase della ricerca).
I documenti:
sono evidenze empiriche.
sono generati dall’attività intenzionale degli individui nello svolgimento delle loro
attività e nel perseguimento dei loro ni e per questo sono spontanei.
sono frutto di un progetto.
possono essere molto vari in base a linguaggio, contenuti, nalità.
sono analizzati per ricostruire la realtà sociale del periodo in cui sono stati cerati, in
quanto non parlano solo di singoli individui o della ristretta cerchia di persone con cui
sono entrati in contatto, ma permettono di ampliare lo sguardo su gruppi, istituzioni e
società (essi costituiscono una testimonianza di pratiche di vita).
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L’analisi documentaria

“È un approccio di studio della realtà sociale che si pone l’obiettivo di cogliere, in un certo senso risvegliare, il potenziale informativo racchiuso nelle tante “cose” che popolano il mondo del reale ed entrano quotidianamente nell’esperienza di individui e gruppi, che ne sono ideatori, creatori, utilizzatori.”

Obiettivo: L’analisi documentaria mira a ricostruire il contesto di produzione e di uso dei documenti. Essa pone in evidenza norme e valori propri degli individui e dei gruppi che sono entrati in contatto con i documenti nella fase di ideazione, realizzazione ed utilizzo. Quando i documenti sono analizzati è importante che venga tenuto conto dei destinatari dei documenti stessi.

Storia: l’importanza dell’ad inizio a diminuire a partire dal 1940 circa, parallelamente alla crescente popolarità di altri metodi quali osservazione ed interrogazione. Circa dal 1960 in poi i documenti iniziarono ad essere considerati oggetti scontati e non adatti a portare nuova conoscenza e l’unica eccezione erano i messaggi veicolati dalle nuove tecnologie (radio, cinema, televisione, …). Attualmente l’ad inizia a riacquistare l’interesse perduto.

Caratteristiche :

  • non è intrusiva : sono prodotti spontanei, non prevedono la richiesta diretta di informazioni agli individui da parte degli studiosi. Così come l’ad anche l’osservazione non partecipante e l’a delle tracce sono pratiche non intrusive.
  • non è reattiva : non sapendo di far parte di una ricerca, gli individui non “reagiscono”, appunto, non modificano atteggiamenti e comportamenti in modo che essi non si allontanino dai modelli condivisi.
  • favorisce l’integrazione: i risultati sono facilmente integrabili con quelli di altri metodi di indagine utilizzati per uno stesso progetto di ricerca, anche se essi possono avere forme, linguaggi diversi.
  • favorisce la comparazione: rende agevole l’analisi comparata in quanto permette di accedere con più facilità e costi contenuti a materiali relativi a contesti di studio anche lontani e poco accessibili al gruppo di ricerca.
  • favorisce l’interdisciplinarietà: favorisce il dialogo tra più saperi (analizzati testi di storia, scienze..).
  • facilmente reperibili : se i soggetti da studiare non sono facilmente reperibili o non desiderano entrare a far parte della ricerca (evasori fiscali, camorristi) l’analisi documentaria può essere utilmente impiegata.

Limiti : lo studio dei documenti presenta delle caratteristiche potenzialmente svantaggiose e alcuni limiti. Prima di tutto i documenti possono essere inaccessibili , mal conservati , o difficili da reperire. Essi possono essere inoltre volontariamente distrutti o occultati. Inoltre non è da escludere che non esistano documenti riguardanti la propria area di ricerca (ci sono soggetti o gruppi che non producono documenti).

L’utilizzo integrato di più metodi può essere parallelo (lo studio dei documenti può essere solo una fase indipendente della ricerca) o sequenziale (raccolta ed analisi dei documenti precedono o seguono una particolare fase della ricerca).

I documenti:

  • sono evidenze empiriche.
  • sono generati dall’ attività intenzionale degli individui nello svolgimento delle loro attività e nel perseguimento dei loro fini e per questo sono spontanei.
  • sono frutto di un progetto.
  • possono essere molto vari in base a linguaggio, contenuti, finalità.
  • sono analizzati per ricostruire la realtà sociale del periodo in cui sono stati cerati, in quanto non parlano solo di singoli individui o della ristretta cerchia di persone con cui sono entrati in contatto, ma permettono di ampliare lo sguardo su gruppi, istituzioni e società (essi costituiscono una testimonianza di pratiche di vita).
  • non sono rappresentazioni ma interpretazioni cariche di significato : non danno informazioni sulla realtà, ma permettono di studiare il significato attribuitogli dagli individui.
  • persistenti : veicolano contenuti di cui conservano il significato per un periodo relativamente esteso.
  • dinamici : il loro significato può variare nel tempo e nei luoghi.
  • prodotti situati : il tempo e il luogo in cui i documenti sono prodotti sono caratteristiche intrinseche degli stessi. Al variare di quei fattori però essi possono cambiare di significato: è necessaria, nell’ad, che ci sia una fase di contestualizzazione dei documenti.

Finalità dei documenti :

  • di comunicazione. Il d è creato appositamente per conservare o trasmettere un messaggio con diversi linguaggi (non solo verbale) e non solo in forma scritta (canzone). Essi prendono il nome di documenti di tipo segnico. Essi possono essere di diverso tipo: d istituzionali (prodotti dalle istituzioni – leggi, bilanci, programmi scolastici), personali (diari, fotografie di famiglia), mediali (d vincolati da mezzi di comunicazione come cinema, radio, …), della cultura (ampia varietà di temi e forme).
  • d’ uso. Sono oggetti materiali prodotti dai gruppi o dagli individui perché venissero utilizzati. Essi sono detti documenti di tipo non segnico. Essi si distinguono dalle creazioni artistiche perché sono caratterizzati dal proposito per cui sono stati creati. Essi, nonostante tutto, possono comunque veicolare dei messaggi ( finalità comunicative indirette ) e sono analizzati dalla sociologia perché testimonianza di pratica di vita, manifestazioni di processi sociali, idee, gusti. Gli studiosi, riguardo questi oggetti, analizzano come e perché essi siano stati reperiti e che esigenze sociali soddisfano. Gli oggetti sono visti come attori sociali non umani.

Trasversalmente si collocano i d visuali o i d mediati dalla rete Internet.

  • d visuali. Essi sono fotografie, dipinti, murales (ecc) e sono spesso confusi con una rappresentazione oggettiva della realtà (ciò non è corretto: la fotografia è una rappresentazione soggettiva della realtà fatta da chi fotografa).
  • d mediati dalla rete Internet. Essi possono appartenere a ciascuno dei diversi gruppi di documenti con fini di comunicazione. La rete è vista come luogo di deposito o raccolta di informazioni e come luogo dove analizzare i “segni” lasciati dagli individui.

I documenti che sono prodotti perché direttamente “commissionati” dagli studiosi sono detti d sollecitati o spuri e sono definiti come prodotti ibridi di studi a metà strada tra analisi documentaria e interrogazione diretta.

L’ analisi secondaria è il riutilizzo, per rispondere a nuove domande, di dati che furono precedentemente raccolti da altre equipe, per fini anche completamente diversi. (dati sulla spesa in un supermercato, prima raccolti per capire ora di punta, dopo per capire la frequenza di acquisto di un bene).