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appunti delle lezioni di economia industriale
Tipologia: Appunti
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SMITH: lui è un filosofo morale, ovviamente economista, è ritenuto un classico e in base a cio che disse lui si svilupparono i neoclassici. Smith basa gran parte delle sue teorie sull’individualità, per lui l’uomo non è solo un individuo di una comunità ma ha anche valore come individuo, infatti con il nostro interesse contribuiamo allo sviluppo della società e naturalmente distribuiamo il capitale e le risorse.( fin dai cui notiamo come lui lega le leggi naturali ai rapporti socio-economici) L’individuo dispone naturalmente la pubblica virtu, “ il vizio privato genera pubblica virtu”, ci vuole quindi intraprendenza ma bisogna stare attenti a muovere troppo capitale se no si riduce naturalmente il profitto. (è il concetto che poi verrà formalizzato dai neoclassici di eccesso di offerta) (AGGIUNGERE IL TEOREMA DI COASE : SI RAGGIUNGE L’EFFICIENZA DEL MERCATO NATURALMENTE SENZA I COSTI DI TRANSAZIONE) Visione Naturalistica= vuol dire che analizzo il mercato con la consapevolezza che ci sono leggi naturali che realizzano il migliore risultato- cioè la concorrenza perfetto. Per smith la variabile indipendente è il prezzo, e poi mette in relazione il prezzo con il valore del bene e qui nasce il problema nella definizione di valore, per smith il valore si definisce con il valore di scambio. Aggiunge anche che il valore è dato dal lavoro intrinseco Smith dice anche che il valore deriva dalla conoscenza che porta alla creazione e a sua volta la diritto di essere pagato RICARDO : qui si introduce ricardo e la sua analisi marginale PERFORMANCE DEL MERCATO : qui la scuola di harvard si spezza, ce l’approccio strutturalista (masion-bain) e approccio comportamentista (scherer). Il comportamentista studia l’ambiente esterno e la struttura del mercato, e inoltre dice che l’individuo reagisce meccanicamente. Scherer(comportamentista) fa parte della scuola di harvard ma la sua visione del mercato e della performance è nettamente diversa da quella dei suoi colleghi Maison-Bain (strutturalisti). Questi ultimi due guardano con la prospettiva di Cournot, cioè guardano ai prezzi( visione neoclassica) e come essi si debbano aggiustare in un mercato perfettamente concorrenziale affiche si arrivi alla performance secondo loro ottimale, cioè la migliore allocazione delle risorse, guardano quindi al numero delle imprese o al profitto. Al contrario scherer ha una visione comportamentista, è la performance che bisogna volere dal mercato è diversa, per lui la performance è un parametro multidimensionale, questo perché il mercato per lui è una funzione strumentale per la comunità. Con performance multidimensionale si intende che la comunità si aspetti dal mercato il raggiungimento di 4 diversi obbiettivi, quindi la performance deve essere multidimensionale:
qualità superiori contribuendo in entrambi i casi alla crescita del reddito pro capite nel lungo periodo.
Quindi con lui scompare la concorrenza sul prezzo, ma come viene determinato il prezzo di EQ di breve periodo? È dato dal valore del bene, che ottiene dalla combinazione dei fattori produttivi il cui valore è sintetizzato nella funzione di costo di breve periodo. BERTRAND : dice che cournot si sbaglia perché l’imprenditore secondo abbasserà i prezzi e si raggiungerà la massimizzazione dell’allocazione perché il prezzo sarà uguale al costo marginale, Edgeworth spiega che in realtà bertrand si è scordato due ipotesi, la prima è che per produrre in 2 un quantità uguale alla concorrenza perfetta la capacità produttiva non deve costare e la seconda è che non spiega come raggiungere la perfetta allocazione delle risorse in monopolio. ( forse nei mercati contendibili è possibile) Quando non si raggiunge l’allocazione delle risorse efficiente e non si raggiunge quindi la concorrenza perfetta vuol dire che il mercato ha fallito è la teoria su cui poggia anche. I neoclassici dicono che se 3 ipotesi non si verificano si causano i fallimenti del mercato. 1) bisogna conoscere tutti i bisogni, anche futuri, e quindi il mercato 2) bisogna conoscere tutte le soluzioni a questi bisogni 3) e bisogna saper dare un risultato ad un problema confrontando le soluzioni e trovare la più adatta. ALCHIAN : anche lui parla di fallimenti in particolare parte dell’ incertezza , (citando un matematico) dice che in incertezza nulla si può massimizzare e che le teorie neoclassiche sono valide se il mercato è visto come un eco-sistema in cui prevale il migliore, non chi fa il profitto massimo ma solo chi fa il migliore. Quindi secondo alchian l’economista deve osservare il migliore ed imitarlo cosi facendo si arriva da ottenere un situazione di concorrenza perfetta in cui il profitto è azzerato e solo un innovazione lo riformera, l’innovazione nasce quindi da un processo di fallimentare di imitazione e spesso porta al fallimento del mercato. A questo argomento si lega anche Schumpete r che dice che l’innovazione può essere solo di processo non essendoci spazio per un nuovo prodotto. Instabilità: secondo Smith e la legge di Say è solo un tema congiunturale e si risolve eliminando le barriere di natura istituzionale che lo stato ha creato lavorando male, Malthus invece si concentra sull’instabilità che deriva dal sovrainvestimento del imprenditore perché esso non è mosso solo dal profitto ma è affezionato a ciò che crea e cerca di fare sempre meglio. Ma facendo cosi diventa troppo grande per il mercato è ce un eccesso di capacita produttiva. Il primo però a mettere all’interno del paradigma il concetto instabilità è Keynes , lui critica la legge di Say dicendo che ci sono situazioni in cui l’attività economica si ferma in un equilibrio di sottoccupazione dei fattori. e si è quindi in una crisi strutturale dive Say non vale e la moneta non è neutrale, anzi l’intervento della politica monetaria può aiutare. (prosegue raccontando al teoria dell’insensatezza dei 4 elementi, liberta di capitali, merci, indipendenza di politica economica e cambi fissi, infatti dopo gli accordi di BW i cambi fissi in realtà saltano e siamo in cambi variabili.) Keynes continua dicendo che in realtà il sistema economico del libero gioco di mercato non può garantire la piena occupazione dei fattori produttivi quindi per lui l’obbiettivo è la resilienza( sopravvivenza) non la stabilità perché la mancata occupazione generà frizioni sociali. Critica molto forte perché vuol dire che il sistema non funziona. In oltre continua a sottolineare il ruolo dello stato in particolare nella politica monetaria perché con un sistema bancario e tramite esso che si gestisce l’economia industriale. il mercato : è un oggetto analitico particolare e artificiale, esso ci permette di prendere delle decisioni ma ci costringe ad individuare gli agenti economici e il contesto in queste vanno prese, ciò anche in base ai nostri obbiettivi. È evidente che quindi non c’è una teoria economica che ci permette di prendere scelte in ogni caso, essa ci aiuta solo ad orientarci, detto ciò siamo quindi fuori dal paradigma. A tal proposito Knight dice che l’ambiente economico e sociale in cui ci troviamo è caraterrizato da situazioni che non ci permettono di utilizzare la struttura del ragionamento logico che nel tempo abbiamo formalizzato e costruito per comprendere il mondo naturale, proprio perché questa struttura non ha leggi naturali e se ci fossero non saremmo in grado di comprenderle. Noi abbiamo in realtà solo un sistema di
relazioni a seconda del modo in cui ogni agente economico si comporta nella struttura artificiale. Parliamo di rapporti sociali perché vanno capite per comprendere le relazioni economiche, lo studio delle relazioni lo faccio su base statistica non sapendo il mutamento delle relazioni. ( tutto sto discorso mi sa già l’ho fatto nel caso dell’incertezza, ho detto anche i 3 strumenti) Coase secondo lui è il mercato è appunto il luogo in cui gli agenti scambiano in base ad un indicatore che è il prezzo, anche nel caso di incertezza. È riflette sul fatto che , gli uomini fanno quello che gli conviene e questo port le imprese, quando c’è incertezza a battere il marcato in presenza di costi d’uso. Lui come anche gli altri però non spiegano come si organizza il mercato. Wiliamson dici qualcosa di opposto, dice che l’imprenditore è un struttura gerarchica che impone la direzione d’uso delle risorse in maniera asimmetrica ed è il mercato a coordinare le decisioni tramite il prezzo, ma nessuno spiega come. La differenza tra questi ultimi due è che il primo è ottimista del comportamento degli uomini, motivati dal fatto che il risultato del loro bussiness dipende dalla reputazione e quindi una truffa può avvenire una sola volta perché la reputazione è bruciata, il secondo invece adotta un'altra ipotesi comportamentista cioè che l’individuo è individulista e se ne ha l’occasione se ne approfitta.(hold-up)