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Versione tradotta dal latino all'italiano del testo, Annibale viene ferito. Testo originale nella colonna a sinistra.
Tipologia: Versioni
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Annibale viene ferito
Hannibal infesto exercitu ingressus Saguntinorum fines, pervastatis passim omnibus agris, urbem tripertito adgreditur. Angulus muri erat in planiorem patentioremque quam cetera circa vallem vergens; adversus eum vineas agere instituit per quas aries moenibus admoveri posset. Sed ut locus procul muro satis aequus agendis vineis fuit, ita haudquaquam prospere evenit, postquam ad effectum operis ventum est. Et turris ingens imminebat et murus, ut in suspecto loco, supra ceterae modum altitudinis emunitus erat, et iuventus delecta, ubi plurimum periculi ac timoris ostendebatur, ibi vi maiore obsistebant. Ac primo alii milites missilibus submoverunt hostem, deinde alii ad erumpendum etiam in stationes processerunt operaque hostium Saguntinis animum dabat; quibus tumultuariis certaminibus haud ferme plures Saguntini cadebant quam Poeni. Ut vero Hannibal ipse, dum ad murum incautius appropinquat, adversus femur tragula graviter ictus cecidit, tanta circa fuga ac trepidatio fuit, ut paene opera ac vineae deserta sunt.
Entrato nel territorio dei Saguntini con un esercito minaccioso, e dopo aver devastato in lungo e in largo le campagne, Annibale assale la città lungo tre direttrici. V'era un settore delle mura rivolto verso una valle più piana e più estesa di quelle vicine; verso di esso stabilì di muovere delle vinee attraverso le quali potesse puntare l'ariete contro le mura. Se però la posizione fu abbastanza favorevole per portare le vinee vicino al muro, il piano non fu coronato da eguale successo (lett. [la cosa] non avvenne altrettanto favorevolmente) una volta che si giunse alla fase finale dell'operazione. Sovrastava (infatti il luogo) una torre di grande mole e il muro, come (era da attendersi) per una posizione da cui era facile prevedere pericoli (suspecto loco), era stato elevato a un'altezza maggiore di tutto il resto, e i giovani migliori (lett. la gioventù scelta) stavano a difesa con grandissimo accanimento proprio laddove si manifestavano maggiori pericoli e minacce. Dapprima alcuni soldati allontanarono il nemico con dei proiettili, quindi altri avanzarono per compiere anche delle sortite contro le stazioni (di guardia) e infondevano coraggio ai Saguntini (contro) le opere (d'assedio) dei nemici; in queste improvvise e continue scaramucce non cadevano certo più Saguntini che Cartaginesi. Appena poi Annibale stesso, mentre si avvicinava
incautamente alle mura, cadde, gravemente trafitto da un giavellotto che gli passò (attraverso) la coscia, tanta fuga e scompiglio vi furono attorno a lui che per poco opere d'assedio e vinee non furono abbandonate.