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anatomia per medicina apparato gemitale maschile
Tipologia: Dispense
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I testicoli, anche chiamati “didimi”, si trovano all’interno dello scroto dove è presente un setto che separa lo scroto destro dallo scroto sinistro e sono sormontati entrambi dall’epididimo (dal greco “sopra il didimo”).
!I testicoli sono molto mobili, motivo per cui è possibile la torsione , sebbene sia un evento piuttosto raro.
Un testicolo pesa circa 10-14 g con consistenza molle/elastica (colore bianco) e ha un asse maggiore di 4-5 cm, una larghezza di 2,5 cm e un diametro sagittale, cioè anteroposteriore, di 3 cm. La forma di questi è di un ovale che però presenta la faccia mediale pianeggiante mentre quella laterale è convessa. I due margini sono uno convesso, quello anteriore, e uno rettilineo, il posteriore, che contiene anche l’ilo ed è in rapporto con l’epididimo. Ogni testicolo logicamente presenta anche due poli di cui quello superiore è sormontato dalla testa dell’epididimo e anche dalla idatide di Morgagni o appendix testis. !È un residuo embrionale inutile che però può andare incontro a distorsione, cosa che richiederebbe comunque un intervento chirurgico. Nel polo inferiore è presente il legamento scrotale , quel legamento che unisce il polo inferiore del testicolo allo scroto e non è altro che il residuo del gubernaculum testis.
Lo scroto è formato da più strati, motivo per cui la parete è piuttosto complessa. Troviamo esternamente a tutto la cute, seguita da uno strato sottocutaneo di cellule muscolari lisce chiamati tonaca dartos con il suo piano di scorrimento ( strato sottodartoico ).
Al di sotto di questi primi due strati troviamo il muscolo cremastere (striato involontario) con la propria fascia, la fascia cremasterica e sotto un ulteriore strato formato dalla tonaca vaginale comune o fascia spermatica interna. Al di sotto di questa c’è la tonaca vaginale propria che deriva dal diverticolo peritoneovaginale ed è perciò formata da due foglietti:
Vascolarizzazione
Arterie L’arteria in questione è l’arteria genitale che però può essere anche chiamata arteria testicolare o spermatica nell’uomo (varica nella femmina). Questa arteria deriva dall’aorta e si trova relativamente in alto nella nostra cavità addominale, sotto l’arteria renale, per motivazioni embriogenetiche; infatti, il testicolo durante la vita intrauterina si trova sotto il rene e non nello scroto. L’arteria spermatica raggiunge il margine posteriore del testicolo, seguendo il funicolo spermatico, e si divide nei suoi rami terminali che penetrano nell’ilo del testicolo fino a distribuirsi ai lobuli (↓).
Vene Le vene invece hanno un’organizzazione differente perché nel funicolo spermatico, struttura che tiene sospeso il testicolo, le vene si anastomizzano a formare il plesso pampiniforme da cui origina un’unica vena testicolare per parte, una destra e una sinistra. Queste due vene però sboccano in punti diversi, infatti, la vena testicolare destra sbocca nella vena cava inferiore mentre la vena testicolare sinistra sbocca nella vena renale.
Approccio medico Ciò ha conseguenze nel varicocele. Il varicocele è dovuto ad una dilatazione dei vasi venosi del funicolo spermatico, cosa che deve essere assolutamente corretta entro i 26 anni (si toglie chirurgicamente il pezzo di vene dilatate) perché causa un aumento di temperatura nel testicolo stesso e di conseguenza porta ad infertilità. Il varicocele si vede solamente in posizione eretta o sotto sforzo e scompare quando il paziente si sdraia; alla palpazione sembra di sentire un sacchetto di vermi. È più frequente a sinistra perché la vena testicolare sinistra forma con la vena renale un angolo retto, cosa che non succede fra la destra e la vena cava inferiore dove invece si forma un angolo acuto che favorisce il deflusso.
Il drenaggio linfatico dei testicoli riguarda i vasi linfatici che vanno ai linfonodi preaortici e para- aortici (aortici laterali).
Anatomia microscopica Il testicolo ha un colore bianco e ciò è dovuto al fatto che è ricoperto dalla tonaca albuginea , uno scheletro fibroso da cui originano dei setti che convergono a formare il mediastino o corpo di Highmore che corrisponde all’ilo del testicolo. Questi setti dividono il testicolo stesso in oltre 300 logge dove sono contenuti i lobuli che contengono ciascuno da 1 a 4 tubuli seminiferi contorti. Dunque, ogni testicolo è formato da stroma e tubuli seminiferi: Tubuli seminiferi : sono formati da un epitelio germinativo che è a sua volta costituito da cellule germinali vere e proprie e cellule di sostegno (vedi EMBRIOLOGIA).
L’epididimo è formato da più parti:
Presenta:
Il dotto deferente inizia subito dopo la coda dell’epididimo, tanto che in realtà non si può neanche stabilire dove finisca uno e inizi l’altro. Da qui il dotto deferente risale nello scroto passando dietro il corpo dell’epididimo stesso e continua in quello che viene chiamato funicolo spermatico (molto consistente, può essere addirittura palpato) che risale nel canale inguinale decorrendo poi nella cavità pelvica fino a raggiungere la base della prostata. In prossimità della prostata, il condotto deferente si dilata a formare l’ ampolla del deferente e poi si unisce al dotto della vescichetta seminale omolaterale e vanno a formare insieme il condotto eiaculatore (sbocca nell’uretra prostatica).
Il condotto deferente è particolare perché sebbene presenti un calibro estremamente piccolo, di circa 2-3 mm, ha una parete molto spessa, dovuta ad una consistente tonaca muscolare. La lunghezza è di circa 40 cm. È diviso in tre parti, vediamo i RAPPORTI di queste:
Vascolarizzazione
Arterie Il condotto deferente ha la propria arteria, l’arteria deferenziale che si avvolge a spirale intorno al deferente stesso.
un’ampolla, sboccando nell’uretra prostatica. Per essere più specifici, questi si inseriscono nel collicolo prostatico, tramite due orifizi ellittici posti sotto l’otricolo prostatico.
Anatomia microscopica Sebbene siano anatomicamente molto piccoli, dal punto di vista istologico sono pieni di particolarità.
Sono ghiandole cave di forma conica allungata e risultano appiattite in senso anteroposteriore mentre la restante superficie è irregolarmente lobata. Sebbene siano ghiandole molto piccole, possono essere distinte in più porzioni:
Vediamo dunque i RAPPORTI: Inferiormente hanno la prostata. Superiormente c’è l’uretere con cui entrano in rapporto (non diretto) tramite il fondo. Medialmente presentano il condotto deferente, in particolar modo l’ampolla deferenziale. Anteriormente sono in rapporto con la parete posteriore della vescica, in particolar modo con la base, motivo per cui queste ghiandole presentano la faccia anteriore appiattita. In realtà il rapporto fra i due non è diretto perché è mediato dalla fascia vescicale. Posteriormente, attraverso il setto retto-vescicale, le ghiandole in questione entrano in contatto con il retto. La particolarità è che fra vescica e retto è presente il cavo di Douglas , invaginazione peritoneale in cui possono essere presenti delle anse del tenue, struttura anatomica che entra direttamente in contatto con il fondo delle vescichette, coprendole.
Anatomia microscopica Sono androgeno-dipendenti perché in pubertà, con l’aumento del testosterone, aumentano le proprie dimensioni mentre viceversa, in vecchiaia vanno incontro ad atrofia. Le vescichette seminali sono due dotti a fondo cieco ripiegati su sé stessi in cui si aprono numerosi diverticoli. Dall’interno all’esterno abbiamo:
Producono un secreto di circa 6 ml nell’adulto che verrà immesso nei dotti eiaculatori al momento dell’eiaculazione. Sebbene siano ghiandole estremamente piccole, queste costituiscono il 60% del volume finale dell’eiaculato! Il secreto delle vescichette è ricco di fruttosio (nutre gli spermatozoi) e prostaglandine (aiutano la motilità) ed è vischioso, giallastro e debolmente alcalino (pH 7,2-7,6), proprietà fondamentale per contrastare l’acidità della secrezione vaginale.
Queste sono le ghiandole più piccole annesse alle vie spermatiche, ancora più piccole delle vescichette seminali dato che posseggono un diametro di solo 1 cm. La forma è sfenoidale e si trovano situate nel diaframmo urogenitale e da qui si capisce come queste due ghiandole si trovino lateralmente all’uretra membranosa. Data la loro locazione, sappiamo che nel diaframma è presente il muscolo sfintere striato dell’uretra, fondamentale perché una sua componente, contraendosi, determina la spremitura delle ghiandole in questione.
Il dotto escretore di queste ghiandole è più lungo di quello delle vescichette, raggiunge infatti i 3 cm e attraversa il diaframma urogenitale per decorrere poi nello spessore del bulbo dell’uretra e sboccare nell’uretra bulbare all’apice dei due frenuli della cresta uretrale.
Anatomia microscopica Le ghiandole bulbouretrali di cowper sono avvolte da una sottile capsula che invia dei setti all’interno dividendole in lobuli all’interno dei quali sono presenti degli adenomeri di epitelio cilindrico semplice. Questi confluiscono tutti in dei piccoli dotti escretori che poi confluiscono a loro volta in un unico dotto principale. Questa è la classica struttura di una ghiandola esocrina.
Il secreto di queste ghiandole è ricco di glicoproteine neutre e sialoproteine e viene immesso nella prostata immediatamente prima dell’eiaculazione, data la sua azione lubrificante.
La prostata presenta una capsula esterna. Viene chiamata capsula ma in realtà non rispecchia le caratteristiche connettivali tipiche delle ghiandole perché si tratta semplicemente di un rivestimento fatto da cellule muscolari lisce e fibre collagene in cui la componente muscolare è fondamentale perché permette un rapido svuotamento di questa al momento dell’eiaculazione. Questa capsula non risulta ben distinta, ma anzi i suoi limiti sono mal definiti soprattutto alla base e all’apice. Perché ciò? Perché in questi punti è in continuità con i tessuti circostanti ad es. superiormente con la vescica. Con essa si forma lo sfintere preprostatico che ha il compito di impedire l’eiaculazione retrograda nella vescica. Questo avviene perché quando le cellule muscolari della capsula si contraggono per far uscire l’eiaculato, si contraggono anche, logicamente, le cellule dello sfintere, chiudendolo. Lo sfintere preprostatico non è l’unico sfintere presente nella prostata perché in basso è presente lo sfintere striato dell’uretra , struttura uretrale che però penetra nella ghiandola a livello dell’apice e della faccia anteriore.
Vediamo ora più microscopicamente le ghiandole e lo stroma e poi gli epiteli: Lo stroma contiene cellule muscolari lisce, fibroblasti, fibre collagene, vasi e nervi. Le ghiandole invece si trovano principalmente nella zona periferica e sono tubulo-acinose ramificate con un epitelio cilindrico stratificato che è formato da tre tipi di cellule:
Il secreto prostatico costituisce fino al 30% del liquido seminale ed è leggermente acido (quello delle vescichette era leggermente alcalino). Contiene numerosi enzimi come la fosfatasi acida , fibrolisina e PSA. In questo secreto ci sono inoltre la spermina (si pensa serva a stabilizzare il DNA), prostaglandine , zinco e acido citrico.
La prostata poi riversa il proprio secreto tramite i dotti escretori. I dotti escretori sono circa 20 e sboccano nei seni prostatici , aperture che si trovano lateralmente al collicolo seminale e sono rivestiti da epitelio di transizione.
Vascolarizzazione È irrorata dalle arterie rettali medie e vescicali inferiori, oltre che dai rami dell’arteria pudenda interna Le vene sboccano nel plesso prostatico che si apre nella iliaca interna.
Il drenaggio linfatico è diretto verso i linfonodi otturatori ed iliaci interni e in piccola parte anche verso i linfonodi iliaci esterni e presacrali.
Innervazione Quella parasimpatica deriva dal plesso pelvico e stimola la secrezione da parte degli acini dato che l’erezione è un fenomeno parasimpatico. L’innervazione ortosimpatica stimola la contrazione della capsula e della muscolatura liscia all’interno della prostata dato che l’eiaculazione è un fenomeno ortosimpatico.
Lo scroto è rivestito da cute e si trova sotto la sinfisi pubica, fra la radice delle cosce e dietro il corpo del pene.
Ha una faccia anteriore che presenta una doccia longitudinale e una faccia posteriore che continua con il perineo. I due margini sono smussi e presenta un fondo che risulta normalmente più allungato a sinistra (il testicolo sinistro è più in basso!) e una radice, cioè quella porzione aderente alla regione pubica.
Questo accoglie al proprio interno i testicoli, l’epididimo e la porzione scrotale del funicolo spermatico (quindi la porzione scrotale del condotto deferente).
Lo scroto è diviso in due cavità, contenete ciascuna un testicolo, separati dal setto scrotale. Questo si trova in posizione mediana ed è formato da tutti gli strati scrotali ad eccezione della cute.
Le funzioni dello scroto dunque numerose: ¨ Protettiva, perché ha il compito di ridurre la probabilità di traumi ai testicoli. !Se il testicolo non è nello scroto allora si parla di criptorchidismo. ¨ Termostatica, dato che all’interno dello scroto i testicoli si trova a circa 2-3 °C al di sotto della temperatura corporea in modo tale da permettere la spermatogenesi e inoltre il muscolo cremastere si occupa proprio di regolare la temperatura in funzione della temperatura esterna, interna.
La vascolarizzazione è molto complessa:
Arterie Le arterie in questione sono le arterie scrotali anteriori e posteriori. Quelle anteriori vascolarizzano la faccia anteriore dello scroto e sono rami dell’arteria pudenda esterna che deriva dall’arteria femorale. Quelle posteriori, invece, vascolarizzano la faccia posteriore dello scroto e sono rami dell’arteria perineale, cioè un ramo terminale dell’arteria pudenda interna.
Vene Per quanto riguarda le vene, ci sono dei vasi che accompagnano le arterie, satelliti.
Per l’ innervazione ci sono moltissimi nervi ma è importante conoscere il riflesso cremasterico : si tratta di una contrazione del cremastere che avviene per stimolazione tattile dell’interno coscia in prossimità dell’inguine e inizia a manifestarsi già intorno al settimo mese di vita.
Approccio medico Questo viene utilizzato in medicina nella diagnosi di due situazioni molto gravi: la lesione dei nervi spinali L1-L2 e la torsione testicolare. Nel primo caso ovviamente il riflesso non è presente, nel secondo invece il riflesso cremasterico viene solamente inibito a causa della sofferenza intrascrotale dato che la torsione causa una strozzatura nell’apporto ematico.
Funicolo spermatico Il funicolo spermatico è composto da varie parti.
PENE Il pene è l’organo maschile della copulazione e della minzione, motivo per cui appartiene a due apparati. È un organo costituito da 3 corpi cavernosi di forma cilindrica e rivestiti da involucri connettivali e in parte da cute, e questi si dispongono l'uno sull'altro a formare una sorta di triangolo. Il fatto che si chiamino cavernosi non è una casualità dato che sono formati da un tessuto costituito da caverne.
I tre corpi cavernosi sono un corpo spongioso centrale al cui interno passa l’uretra e poi due corpi cavernosi.
I corpi cavernosi sono la struttura interna del pene, però anatomicamente questo può essere suddiviso in 3 parti:
o Foglietto esterno: origina dal collo del pene e giunge nei pressi del glande, dove si ripiega a formare il foglietto interno. Si tratta di vera e propria cute; o Foglietto interno: nasce dalla riflessione del precedente foglietto, si fissa al solco balanoprepuziale e si continua ventralmente nel frenulo. È costituito da una semimucosa, ovvero un’epidermide molto sottile, senza peli e di colorito roseo. Il frenulo del prepuzio si trova sul lato ventrale, ha una forma triangolare e serve a limitare la retrazione del prepuzio durante l’erezione.
Anatomia microscopica e struttura interna
formati da cellule muscolari lisce (vuol dire che ci sono delle cellule muscolari lisce, nella tonaca intima dell’arteria, che vanno a ridurre il calibro di questa). Durante l’erezione, però, le arterie si dilatano grazie all’ ossido nitrico (NO) che causa il rilascio dei cuscinetti, cosa che porta al riempimento delle cavernule per l’importante afflusso sanguigno. Allo stesso tempo, le vene che dovrebbero drenare il sangue, vengono compresse determinando un ristagno di fluido all’interno delle cavernule, principio base all’origine dell’erezione.
La vascolarizzazione è molto complessa:
Arterie Le arterie sono due: la pudenda interna e la pudenda esterna. Dall’arteria pudenda interna derivano tutte le arterie che irrorano le strutture erettili e sono:
Vene Le vene originano dalla vena dorsale profonda del pene, che drena nel plesso pudendo e di qui nella vena pudenda interna; in quest’ultima scaricano anche le vene dell’uretra e del bulbo del pene. C’è inoltre anche la vena dorsale superficiale del pene che invece drena nella vena femorale o nella vena grande safena.
Vediamo, infine, l’ innervazione : Per quanto riguarda il sistema nervoso autonomo , le fibre del plesso pelvico (ipogastrico inferiore) formano i nervi erigentes (o cavernosi) che decorrono lungo la parete posterolaterale delle vescicole seminali e della prostata per terminare nei corpi cavernosi, appunto. Questi nervi sono responsabili: Parasimpatico dell’erezione; Ortosimpatico dell’eiaculazione. Il sistema nervoso simpatico invece comprende il nervo pudendo che innerva la cute e le strutture erettili tramite il nervo dorsale del pene, ma anche i muscoli bulbospongiosi e ischiocavernosi tramite il nervo perineale.
FEMMINILE
Il sistema genitale femminile è localizzato all’interno della piccola pelvi e svolge, la funziona gametogenica e quella endocrina (analogamente al maschile). Inoltre, rende possibile la fecondazione fornendo il microambiente idoneo che condurrà lo sviluppo della cellula uovo fecondata prima in embrione e poi in feto. Dunque, è anche l’apparato che si occupa dell’espletamento del parto, prima del quale va incontro a notevole modificazioni che in realtà, in generale, sino alla menopausa.