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app genitale maschile, Dispense di Anatomia I

anatomia per medicina apparato gemitale maschile

Tipologia: Dispense

2020/2021

Caricato il 20/05/2026

fra-spadaro
fra-spadaro 🇮🇹

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APPARATO GENITALE
MASCHILE
TESTICOLI (Tavola 366-373, Pag. 374-493) ____________________________________
I testicoli, anche chiamati “didimi”, si trovano all’interno dello scroto dove è presente un setto che
separa lo scroto destro dallo scroto sinistro e sono sormontati entrambi dall’epididimo (dal greco
“sopra il didimo”).
!I testicoli sono molto mobili, motivo per cui è possibile la torsione, sebbene sia un evento piuttosto
raro.
Un testicolo pesa circa 10-14 g con consistenza molle/elastica (colore bianco) e ha un asse maggiore
di 4-5 cm, una larghezza di 2,5 cm e un diametro sagittale, cioè anteroposteriore, di 3 cm.
La forma di questi è di un ovale che però presenta la faccia mediale pianeggiante mentre quella
laterale è convessa.
I due margini sono uno convesso, quello anteriore, e uno rettilineo, il posteriore, che contiene anche
l’ilo ed è in rapporto con l’epididimo.
Ogni testicolo logicamente presenta anche due poli di cui quello superiore è sormontato dalla testa
dell’epididimo e anche dalla idatide di Morgagni o appendix testis. !È un residuo embrionale inutile
che però può andare incontro a distorsione, cosa che richiederebbe comunque un intervento
chirurgico.
Nel polo inferiore è presente il legamento scrotale, quel legamento che unisce il polo inferiore del
testicolo allo scroto e non è altro che il residuo del gubernaculum testis.
Lo scroto è formato da più strati, motivo per cui la parete è piuttosto complessa. Troviamo
esternamente a tutto la cute, seguita da uno strato sottocutaneo di cellule muscolari lisce chiamati
tonaca dartos con il suo piano di scorrimento (strato sottodartoico).
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Cosimo Cantini
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APPARATO GENITALE

MASCHILE

TESTICOLI (Tavola 366-373, Pag. 374-493) ____________________________________

I testicoli, anche chiamati “didimi”, si trovano all’interno dello scroto dove è presente un setto che separa lo scroto destro dallo scroto sinistro e sono sormontati entrambi dall’epididimo (dal greco “sopra il didimo”).

!I testicoli sono molto mobili, motivo per cui è possibile la torsione , sebbene sia un evento piuttosto raro.

Un testicolo pesa circa 10-14 g con consistenza molle/elastica (colore bianco) e ha un asse maggiore di 4-5 cm, una larghezza di 2,5 cm e un diametro sagittale, cioè anteroposteriore, di 3 cm. La forma di questi è di un ovale che però presenta la faccia mediale pianeggiante mentre quella laterale è convessa. I due margini sono uno convesso, quello anteriore, e uno rettilineo, il posteriore, che contiene anche l’ilo ed è in rapporto con l’epididimo. Ogni testicolo logicamente presenta anche due poli di cui quello superiore è sormontato dalla testa dell’epididimo e anche dalla idatide di Morgagni o appendix testis. !È un residuo embrionale inutile che però può andare incontro a distorsione, cosa che richiederebbe comunque un intervento chirurgico. Nel polo inferiore è presente il legamento scrotale , quel legamento che unisce il polo inferiore del testicolo allo scroto e non è altro che il residuo del gubernaculum testis.

Lo scroto è formato da più strati, motivo per cui la parete è piuttosto complessa. Troviamo esternamente a tutto la cute, seguita da uno strato sottocutaneo di cellule muscolari lisce chiamati tonaca dartos con il suo piano di scorrimento ( strato sottodartoico ).

Cosimo Cantini

Al di sotto di questi primi due strati troviamo il muscolo cremastere (striato involontario) con la propria fascia, la fascia cremasterica e sotto un ulteriore strato formato dalla tonaca vaginale comune o fascia spermatica interna. Al di sotto di questa c’è la tonaca vaginale propria che deriva dal diverticolo peritoneovaginale ed è perciò formata da due foglietti:

  • un foglietto parietale o periorchio che aderisce allo scroto;
  • un foglietto viscerale o epiorchio che invece aderisce intimamente al testicolo. Questi due foglietti si continuano l’uno nell’altro nel meso del testicolo, chiamato mesorchio , in corrispondenza del margine posteriore e tra questi due è presente una cavità vaginale contenente liquido sieroso che si insinua anche tra testicolo ed epididimo a formare il seno dell’epididimo.

Vascolarizzazione

Arterie L’arteria in questione è l’arteria genitale che però può essere anche chiamata arteria testicolare o spermatica nell’uomo (varica nella femmina). Questa arteria deriva dall’aorta e si trova relativamente in alto nella nostra cavità addominale, sotto l’arteria renale, per motivazioni embriogenetiche; infatti, il testicolo durante la vita intrauterina si trova sotto il rene e non nello scroto. L’arteria spermatica raggiunge il margine posteriore del testicolo, seguendo il funicolo spermatico, e si divide nei suoi rami terminali che penetrano nell’ilo del testicolo fino a distribuirsi ai lobuli (↓).

Vene Le vene invece hanno un’organizzazione differente perché nel funicolo spermatico, struttura che tiene sospeso il testicolo, le vene si anastomizzano a formare il plesso pampiniforme da cui origina un’unica vena testicolare per parte, una destra e una sinistra. Queste due vene però sboccano in punti diversi, infatti, la vena testicolare destra sbocca nella vena cava inferiore mentre la vena testicolare sinistra sbocca nella vena renale.

Approccio medico Ciò ha conseguenze nel varicocele. Il varicocele è dovuto ad una dilatazione dei vasi venosi del funicolo spermatico, cosa che deve essere assolutamente corretta entro i 26 anni (si toglie chirurgicamente il pezzo di vene dilatate) perché causa un aumento di temperatura nel testicolo stesso e di conseguenza porta ad infertilità. Il varicocele si vede solamente in posizione eretta o sotto sforzo e scompare quando il paziente si sdraia; alla palpazione sembra di sentire un sacchetto di vermi. È più frequente a sinistra perché la vena testicolare sinistra forma con la vena renale un angolo retto, cosa che non succede fra la destra e la vena cava inferiore dove invece si forma un angolo acuto che favorisce il deflusso.

Il drenaggio linfatico dei testicoli riguarda i vasi linfatici che vanno ai linfonodi preaortici e para- aortici (aortici laterali).

Anatomia microscopica Il testicolo ha un colore bianco e ciò è dovuto al fatto che è ricoperto dalla tonaca albuginea , uno scheletro fibroso da cui originano dei setti che convergono a formare il mediastino o corpo di Highmore che corrisponde all’ilo del testicolo. Questi setti dividono il testicolo stesso in oltre 300 logge dove sono contenuti i lobuli che contengono ciascuno da 1 a 4 tubuli seminiferi contorti. Dunque, ogni testicolo è formato da stroma e tubuli seminiferi: Tubuli seminiferi : sono formati da un epitelio germinativo che è a sua volta costituito da cellule germinali vere e proprie e cellule di sostegno (vedi EMBRIOLOGIA).

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L’epididimo è formato da più parti:

  • Testa : è l’estremità superiore, ingrossata ed arrotondata, quella che aderisce al polo superiore e al margine posteriore del testicolo;
  • Corpo : è la porzione intermedia, cilindrica e appiattita in senso anteroposteriore. Aderisce al margine posteriore e alla faccia laterale del testicolo, da cui è separato però grazie al seno dell’epididimo , recesso della tonaca vaginale. Medialmente e posteriormente entra in rapporto con i vasi e i nervi del testicolo e anche con il canale deferente.
  • Coda: aderisce alla parte inferiore del margine posteriore, fino a raggiungere il polo inferiore con cui è connesso da un tessuto connettivo lasso. Quest’ultima porzione, inoltre, è anche unita al fondo grazie ad un residuo del gubernaculum , il legamento scrotale. La sua estremità inferiore si incurva in alto, continuando insensibilmente nel canale deferente.

Presenta:

  • tonaca albuginea : l’epididimo è rivestito esternamente da tonaca albuginea, motivo per cui prende nome di tonaca albuginea epididimale. Da questa tonaca, in corrispondenza della testa dell’epididimo, partono dei setti diretti verso il mediastino testicolare che vanno a delimitare 10- 15 lobuli conici con la base rivolta verso l’“esterno”, che prendono nome di coni vascolosi. Ogni cono contiene al suo interno un condottino efferente che si avvolge fino alla base del cono per poi incurvarsi indietro e ricevere man mano lo sbocco dei condottini degli altri lobuli; tutto ciò va poi a costituire un unico collettore che prende il nome di condotto dell’epididimo. Quest’ultimo va a costituire sia il corpo che la coda dell’epididimo e va a continuarsi con il deferente.
  • tonaca avventizia : continua nel connettivo dell’albuginea.
  • tonaca muscolare : qui sono presenti delle cellule muscolari lisce che si dispongono circolarmente intorno alla tonaca mucosa sottostante. Questo strato va ad aumentare gradualmente lo spessore dell’epididimo procedendo verso la coda dato che nella testa le cellule sono sottili e poco differenziate. Nella testa e nel corpo queste cellule hanno un’attività contrattile spontanea che mantiene una progressione per peristalsi del contenuto luminale fino alla coda. Nella coda invece queste cellule non si contraggono continuamente ma solamente prima dell’eiaculazione e non spontaneamente ma sotto azione del sistema nervoso autonomo simpatico. Ciò permette un rapido spostamento del liquido verso il canale deferente e verso l’uretra.
  • tonaca mucosa : è formata da un epitelio cilindrico pseudostratificato contenente diversi tipi cellulari. Ci sono le cellule basali che hanno una funzione di rimpiazzo o di sostegno, sono quelle a ridosso della membrana basale. Le cellule principali sono le cellule che si estendono nel lume dell’epididimo e hanno una forma cilindrica con lunghe stereociglia apicali che vanno a formare i caratteristici pennacchi. Le stereociglia sono dei microvilli modificati, cosa che fa intuire la funzione di assorbimento di queste cellule; in realtà, a sommarsi a ciò sono presenti anche delle vescicole di assorbimento, oltre che di secrezione. Infatti, quest’epitelio ha un’attività di assorbimento perché concentra il secreto testicolare, ma anche di secrezione perché secerne glicoproteine che proteggono e fanno maturare gli spermatozoi. Queste cellule inoltre sono unite apicalmente da giunzioni occludenti che vanno a costituire la barriera ematoepididimale , barriera che impedisce agli spermatozoi presenti nel lume di entrare in contatto con il sistema immunitario; la stessa barriera crea anche un particolare microambiente ricco di glicoproteine.

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DOTTI DEFERENTI (Tavola 366-373, Pag. 395-497) _____________________________

Il dotto deferente inizia subito dopo la coda dell’epididimo, tanto che in realtà non si può neanche stabilire dove finisca uno e inizi l’altro. Da qui il dotto deferente risale nello scroto passando dietro il corpo dell’epididimo stesso e continua in quello che viene chiamato funicolo spermatico (molto consistente, può essere addirittura palpato) che risale nel canale inguinale decorrendo poi nella cavità pelvica fino a raggiungere la base della prostata. In prossimità della prostata, il condotto deferente si dilata a formare l’ ampolla del deferente e poi si unisce al dotto della vescichetta seminale omolaterale e vanno a formare insieme il condotto eiaculatore (sbocca nell’uretra prostatica).

Il condotto deferente è particolare perché sebbene presenti un calibro estremamente piccolo, di circa 2-3 mm, ha una parete molto spessa, dovuta ad una consistente tonaca muscolare. La lunghezza è di circa 40 cm. È diviso in tre parti, vediamo i RAPPORTI di queste:

  • Scrotale: questa porzione è circondata da un tessuto connettivo lasso , dai rami dell’arteria testicolare e dalle radici del plesso pampiniforme. È la parte iniziale del condotto, quindi quella che diparte dall’epididimo e per questo motivo decorre posteromedialmente alla coda e al copro dell’epididimo stesso. Il passaggio epididimo-condotto è sinuoso, però il deferente, risalendo verticalmente, assume un andamento rettilineo ed entra a far parte del funicolo spermatico.
  • Inguinale: questa porzione inizia da quando il condotto deferente entra nell’orifizio sottocutaneo perché da qui si troverà all’interno del canale inguinale vero e proprio. Proseguirà fino a raggiungere l’orifizio interno del canale inguinale.
  • Pelvica: questa è l’ultima porzione del condotto deferente. È il momento in cui si libera da qualsiasi rapporto con gli altri elementi del funicolo spermatico e decorre nel connettivo sottoperitoneale verso la prostata. Dato che la prostata, però, si trova in posizione mediana e i due funicoli si trovano lateralmente, il condotto deve cambiare la propria direzione e per fare ciò forma una curva a concavità mediale attorno ai vasi epigastrici inferiori. Risulta intuitivo comprendere come quindi i due condotti destro e sinistro, passino davanti ai vasi iliaci esterni. Avvenuto ciò, il condotto decorre lungo la parete laterale della piccola pelvi dirigendosi in basso e medialmente verso la prostata passando però prima lateralmente e poi posteriormente alla vescica. Questo comporta anche un’interazione con l’uretere proveniente dai reni, più specificatamente lo incrocia in avanti “a manico d’ombrello”. Questa porzione termina con una dilatazione, cioè si crea l’ ampolla deferenziale tra la base della vescica e il retto; è quindi in rapporto con la fascia retto-vescicale. Le ampolle vanno a delimitare medialmente il trigono interseminale con apice nel punto in si uniscono ai piccolissimi dotti delle vescichette seminali (si formano i condotti eiaculatori).

Vascolarizzazione

Arterie Il condotto deferente ha la propria arteria, l’arteria deferenziale che si avvolge a spirale intorno al deferente stesso.

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un’ampolla, sboccando nell’uretra prostatica. Per essere più specifici, questi si inseriscono nel collicolo prostatico, tramite due orifizi ellittici posti sotto l’otricolo prostatico.

Anatomia microscopica Sebbene siano anatomicamente molto piccoli, dal punto di vista istologico sono pieni di particolarità.

  • tonaca mucosa : è anfrattuosa poiché è formata da creste e infossamenti. Infatti, è formata da un epitelio cilindrico semplice nei fondi delle fossette mentre stratificato sulle creste. Inoltre, è presente un ulteriore epitelio: un epitelio di transizione presso lo sbocco, cosa plausibile data l’estrema vicinanza all’uretra. La lamina propria è molto sottile ed è ricca di fibre elastiche.
  • tonaca muscolare : è piuttosto scarsa, soprattutto nella porzione terminale e qui sono presenti anche fibre collagene ed elastiche.
  • tonaca avventizia : ricopre il tutto ed è uno strato connettivale che è in continuità con la capsula della prostata.

GHIANDOLE ANNESSE ALLE VIE SPERMATICHE (Tavola 366, Pag. 399-406) _____

VESCICHETTE SEMINALI

Sono ghiandole cave di forma conica allungata e risultano appiattite in senso anteroposteriore mentre la restante superficie è irregolarmente lobata. Sebbene siano ghiandole molto piccole, possono essere distinte in più porzioni:

  • Fondo: questa è la porzione che si trova in alto, indietro e sporgente in fuori dalla vescica;
  • Apice o collo: è la parte che si unisce alle ampolle dei deferenti a formare i dotti eiaculatori.

Vediamo dunque i RAPPORTI: Inferiormente hanno la prostata. Superiormente c’è l’uretere con cui entrano in rapporto (non diretto) tramite il fondo. Medialmente presentano il condotto deferente, in particolar modo l’ampolla deferenziale. Anteriormente sono in rapporto con la parete posteriore della vescica, in particolar modo con la base, motivo per cui queste ghiandole presentano la faccia anteriore appiattita. In realtà il rapporto fra i due non è diretto perché è mediato dalla fascia vescicale. Posteriormente, attraverso il setto retto-vescicale, le ghiandole in questione entrano in contatto con il retto. La particolarità è che fra vescica e retto è presente il cavo di Douglas , invaginazione peritoneale in cui possono essere presenti delle anse del tenue, struttura anatomica che entra direttamente in contatto con il fondo delle vescichette, coprendole.

Anatomia microscopica Sono androgeno-dipendenti perché in pubertà, con l’aumento del testosterone, aumentano le proprie dimensioni mentre viceversa, in vecchiaia vanno incontro ad atrofia. Le vescichette seminali sono due dotti a fondo cieco ripiegati su sé stessi in cui si aprono numerosi diverticoli. Dall’interno all’esterno abbiamo:

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  • tonaca mucosa : ha un aspetto reticolato per la presenza di pieghe epiteliali anastomizzate fra di loro. Questo strato è formato da un epitelio cilindrico semplice costituito sia da cellule cilindriche che da cellule basali. Talvolta, per questo motivo, l’epitelio può essere considerato pseudostratificato; è una cosa che dipende dalla prevalenza del tipo cellulare (se sono tante basali allora pseudostratificato). C’è poi una lamina propria.
  • tonaca muscolare : anche questa tonaca è molto rappresentata, anche se non quanto quella del condotto deferente dato che presenta solamente due strati muscolari:
  • circolare interno;
  • longitudinale esterno.
  • tonaca avventizia : è lo strato più esterno e invia sepimenti all’interno delle ghiandole.

Producono un secreto di circa 6 ml nell’adulto che verrà immesso nei dotti eiaculatori al momento dell’eiaculazione. Sebbene siano ghiandole estremamente piccole, queste costituiscono il 60% del volume finale dell’eiaculato! Il secreto delle vescichette è ricco di fruttosio (nutre gli spermatozoi) e prostaglandine (aiutano la motilità) ed è vischioso, giallastro e debolmente alcalino (pH 7,2-7,6), proprietà fondamentale per contrastare l’acidità della secrezione vaginale.

GHIANDOLE BULBOURETRALI DI COWPER

Queste sono le ghiandole più piccole annesse alle vie spermatiche, ancora più piccole delle vescichette seminali dato che posseggono un diametro di solo 1 cm. La forma è sfenoidale e si trovano situate nel diaframmo urogenitale e da qui si capisce come queste due ghiandole si trovino lateralmente all’uretra membranosa. Data la loro locazione, sappiamo che nel diaframma è presente il muscolo sfintere striato dell’uretra, fondamentale perché una sua componente, contraendosi, determina la spremitura delle ghiandole in questione.

Il dotto escretore di queste ghiandole è più lungo di quello delle vescichette, raggiunge infatti i 3 cm e attraversa il diaframma urogenitale per decorrere poi nello spessore del bulbo dell’uretra e sboccare nell’uretra bulbare all’apice dei due frenuli della cresta uretrale.

Anatomia microscopica Le ghiandole bulbouretrali di cowper sono avvolte da una sottile capsula che invia dei setti all’interno dividendole in lobuli all’interno dei quali sono presenti degli adenomeri di epitelio cilindrico semplice. Questi confluiscono tutti in dei piccoli dotti escretori che poi confluiscono a loro volta in un unico dotto principale. Questa è la classica struttura di una ghiandola esocrina.

Il secreto di queste ghiandole è ricco di glicoproteine neutre e sialoproteine e viene immesso nella prostata immediatamente prima dell’eiaculazione, data la sua azione lubrificante.

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  • Zona centrale : è situata posteriormente alla zona di transizione e sta intorno, logicamente, ai dotti eiaculatori (vescichette + condotti deferenti) che la attraversano. Ha una forma di cono e presenta la base in corrispondenza della vescica mentre l’apice non corrisponde all’apice della prostata ma termina sul veru montanum. Questa porzione costituisce circa il 25% del volume totale.
  • Zona periferica : è la porzione più grossa, circa il 70%, perché forma la maggior parte delle regioni posteriore e laterali oltre che costituire l’intero apice prostatica. Dato che questa porzione copre le zone precedenti che si estendono fino a dopo il collicolo seminale, risulta intuitivo comprendere che circondi l’uretra distale. Anteriormente abbiamo, inoltre, uno stroma fibromuscolare anteriore che non rientra nelle tre zone prostatiche però va comunque a chiudere anteriormente la prostata. Si tratta di un tessuto non ghiandolare che contiene cellule muscolari lisce e tessuto fibroso e si estende dal collo della vescica all’apice della prostata.

La prostata presenta una capsula esterna. Viene chiamata capsula ma in realtà non rispecchia le caratteristiche connettivali tipiche delle ghiandole perché si tratta semplicemente di un rivestimento fatto da cellule muscolari lisce e fibre collagene in cui la componente muscolare è fondamentale perché permette un rapido svuotamento di questa al momento dell’eiaculazione. Questa capsula non risulta ben distinta, ma anzi i suoi limiti sono mal definiti soprattutto alla base e all’apice. Perché ciò? Perché in questi punti è in continuità con i tessuti circostanti ad es. superiormente con la vescica. Con essa si forma lo sfintere preprostatico che ha il compito di impedire l’eiaculazione retrograda nella vescica. Questo avviene perché quando le cellule muscolari della capsula si contraggono per far uscire l’eiaculato, si contraggono anche, logicamente, le cellule dello sfintere, chiudendolo. Lo sfintere preprostatico non è l’unico sfintere presente nella prostata perché in basso è presente lo sfintere striato dell’uretra , struttura uretrale che però penetra nella ghiandola a livello dell’apice e della faccia anteriore.

Vediamo ora più microscopicamente le ghiandole e lo stroma e poi gli epiteli: Lo stroma contiene cellule muscolari lisce, fibroblasti, fibre collagene, vasi e nervi. Le ghiandole invece si trovano principalmente nella zona periferica e sono tubulo-acinose ramificate con un epitelio cilindrico stratificato che è formato da tre tipi di cellule:

  • Cellule basali : sono cellule rotondeggianti che delimitano il perimetro dell’acino tanto che, come si può vedere dall’immagine, formano uno strato continuo che separa le cellule secretorie dalla membrana basale. Queste cellule sono responsabili della rigenerazione;

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  • Cellule secretorie : sono molto numerose dato che corrispondono circa al 73% dell’epitelio e hanno una forma cilindrica con nucleo in posizione basale e citoplasma chiaro. Al contrario delle basali queste proliferano poco e sono androgeno-dipendenti, cosa che comporta una risposta al testosterone ma anche ad una loro regressione in sua assenza. S ecernono PSA ( prostate specific antigen ) ovvero una proteasi che ha il compito di liquefare il seme maschile e il muco cervicale;
  • Cellule neuroendocrine : sono solamente lo 0,4% e si riconoscono solamente con colorazioni immunoistochimiche per vari markers.

Il secreto prostatico costituisce fino al 30% del liquido seminale ed è leggermente acido (quello delle vescichette era leggermente alcalino). Contiene numerosi enzimi come la fosfatasi acida , fibrolisina e PSA. In questo secreto ci sono inoltre la spermina (si pensa serva a stabilizzare il DNA), prostaglandine , zinco e acido citrico.

La prostata poi riversa il proprio secreto tramite i dotti escretori. I dotti escretori sono circa 20 e sboccano nei seni prostatici , aperture che si trovano lateralmente al collicolo seminale e sono rivestiti da epitelio di transizione.

Vascolarizzazione È irrorata dalle arterie rettali medie e vescicali inferiori, oltre che dai rami dell’arteria pudenda interna Le vene sboccano nel plesso prostatico che si apre nella iliaca interna.

Il drenaggio linfatico è diretto verso i linfonodi otturatori ed iliaci interni e in piccola parte anche verso i linfonodi iliaci esterni e presacrali.

Innervazione Quella parasimpatica deriva dal plesso pelvico e stimola la secrezione da parte degli acini dato che l’erezione è un fenomeno parasimpatico. L’innervazione ortosimpatica stimola la contrazione della capsula e della muscolatura liscia all’interno della prostata dato che l’eiaculazione è un fenomeno ortosimpatico.

ORGANI GENITALI ESTERNI (Tavola 369, Pag. 407-416) __________________________

SCROTO

Lo scroto è rivestito da cute e si trova sotto la sinfisi pubica, fra la radice delle cosce e dietro il corpo del pene.

Ha una faccia anteriore che presenta una doccia longitudinale e una faccia posteriore che continua con il perineo. I due margini sono smussi e presenta un fondo che risulta normalmente più allungato a sinistra (il testicolo sinistro è più in basso!) e una radice, cioè quella porzione aderente alla regione pubica.

Questo accoglie al proprio interno i testicoli, l’epididimo e la porzione scrotale del funicolo spermatico (quindi la porzione scrotale del condotto deferente).

Lo scroto è diviso in due cavità, contenete ciascuna un testicolo, separati dal setto scrotale. Questo si trova in posizione mediana ed è formato da tutti gli strati scrotali ad eccezione della cute.

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  • Parietale o periorchio : aderisce internamente alla parete dello scroto; dunque, aderisce alla tonaca vaginale comune;
  • Viscerale o epiorchio : aderisce invece alla superficie del testicolo, più precisamente alla tonaca albuginea. Ovviamente tra i due foglietti si è venuta a creare una cavità, la cavità vaginale che in realtà è quasi virtuale data la quantità minima di liquido sieroso che contiene. !Quando aumenta il liquido nella cavità vaginale, si ha una condizione patologica chiamata idrocele.

Le funzioni dello scroto dunque numerose: ¨ Protettiva, perché ha il compito di ridurre la probabilità di traumi ai testicoli. !Se il testicolo non è nello scroto allora si parla di criptorchidismo. ¨ Termostatica, dato che all’interno dello scroto i testicoli si trova a circa 2-3 °C al di sotto della temperatura corporea in modo tale da permettere la spermatogenesi e inoltre il muscolo cremastere si occupa proprio di regolare la temperatura in funzione della temperatura esterna, interna.

La vascolarizzazione è molto complessa:

Arterie Le arterie in questione sono le arterie scrotali anteriori e posteriori. Quelle anteriori vascolarizzano la faccia anteriore dello scroto e sono rami dell’arteria pudenda esterna che deriva dall’arteria femorale. Quelle posteriori, invece, vascolarizzano la faccia posteriore dello scroto e sono rami dell’arteria perineale, cioè un ramo terminale dell’arteria pudenda interna.

Vene Per quanto riguarda le vene, ci sono dei vasi che accompagnano le arterie, satelliti.

Per l’ innervazione ci sono moltissimi nervi ma è importante conoscere il riflesso cremasterico : si tratta di una contrazione del cremastere che avviene per stimolazione tattile dell’interno coscia in prossimità dell’inguine e inizia a manifestarsi già intorno al settimo mese di vita.

Approccio medico Questo viene utilizzato in medicina nella diagnosi di due situazioni molto gravi: la lesione dei nervi spinali L1-L2 e la torsione testicolare. Nel primo caso ovviamente il riflesso non è presente, nel secondo invece il riflesso cremasterico viene solamente inibito a causa della sofferenza intrascrotale dato che la torsione causa una strozzatura nell’apporto ematico.

Funicolo spermatico Il funicolo spermatico è composto da varie parti.

  • Condotto deferente: questo ovviamente è accompagnato dalla propria arteria, dalle vene e dal plesso nervoso deferenziale.
  • Arteria testicolare;
  • Arteria spermatica esterna o funicolare o cremasterica (per il muscolo cremastere);

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  • Vene testicolari: derivano dal plesso pampiniforme.
  • Vasi linfatici;
  • Nervi: in particolar modo sono il ramo genitale dell’ileoinguinale (L1) che serve per l’innervazione cutanea della faccia mediale della coscia e dello scroto, e il ramo genitale del genitofemorale (L1-L2) che innerva il muscolo cremastere e la cute dello scroto.
  • Legamento vaginale: è la parte ostruita del dotto peritoneo-vaginale; la parte alte di questo dotto dà origine al legamento mentre quella bassa va a formare la cavità vaginale.

PENE Il pene è l’organo maschile della copulazione e della minzione, motivo per cui appartiene a due apparati. È un organo costituito da 3 corpi cavernosi di forma cilindrica e rivestiti da involucri connettivali e in parte da cute, e questi si dispongono l'uno sull'altro a formare una sorta di triangolo. Il fatto che si chiamino cavernosi non è una casualità dato che sono formati da un tessuto costituito da caverne.

I tre corpi cavernosi sono un corpo spongioso centrale al cui interno passa l’uretra e poi due corpi cavernosi.

I corpi cavernosi sono la struttura interna del pene, però anatomicamente questo può essere suddiviso in 3 parti:

  • Radice: è fissa, si trova nel perineo anteriore ed è ricoperta da fasce e muscoli. La radice è costituita dai due corpi cavernosi, che iniziano in corrispondenza della rispettiva branca ischiopubica, in particolar modo, la porzione dei corpi cavernosi che fa parte della radice del pene, è quella arrotondata iniziale chiamata crura. Dopodiché i due corpi decorrono anterosuperiormente seguendo la branca e rimangono adesi al periostio di essa mediante i muscoli ischio-cavernosi. Per quanto riguarda il corpo spongioso, invece, anche questo va a far parte della radice del pene, in particolar modo il bulbo dell’uretra , cioè la porzione dilatata iniziale. Questo poi decorre come gli altri due corpi ma non aderisce al periostio ma al diaframma urogenitale, grazie ad altri muscoli: i muscoli bulbospongiosi.

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o Foglietto esterno: origina dal collo del pene e giunge nei pressi del glande, dove si ripiega a formare il foglietto interno. Si tratta di vera e propria cute; o Foglietto interno: nasce dalla riflessione del precedente foglietto, si fissa al solco balanoprepuziale e si continua ventralmente nel frenulo. È costituito da una semimucosa, ovvero un’epidermide molto sottile, senza peli e di colorito roseo. Il frenulo del prepuzio si trova sul lato ventrale, ha una forma triangolare e serve a limitare la retrazione del prepuzio durante l’erezione.

Anatomia microscopica e struttura interna

  • Cute : è sottile e mobile e risulta anche pigmentata nell’adulto. Presenta dei peli radi e lunghi in vicinanza del pube, con annesse ghiandole sebacee.
  • Sottocute : comprende la tonaca dartos , chiamata qui anche fascia superficiale di Colles e contiene miocellule (cellule muscolari lisce). È presente anche lo strato sottodartoico, ovvero il piano di scivolamento della cute sugli strati sottostanti.
  • Fascia di Buck o fascia del pene : è una fascia di natura prevalentemente elastica che ha il compito di formare una guaina attorno alle strutture erettili. Sulla superficie dorsale si interpone tra la vena dorsale superficiale e la vena dorsale profonda. Prossimalmente continua con la fascia perineale superficiale e il legamento sospensore del pene (che nasce dalla sinfisi pubica) mentre distalmente si arresta al collo del pene.
  • Tonaca albuginea : è un involucro bianco, fibroso e scarsamente estensibile che riveste il tessuto cavernoso; infatti, riveste meglio i corpi cavernosi e poco quello spongioso. Medialmente forma un sepimento, chiamato setto del pene o setto pettiniforme , interrotto da delle fessure che permettono una comunicazione vascolare tra i due corpi cavernosi. L’albuginea ha un ruolo importante nell’erezione perché permette l’aumento del volume del tessuto cavernoso in quanto viene messa sotto tensione e si assottiglia.
  • Corpi cavernosi : sono costituiti da tessuto cavernoso o erettile. dall’albuginea si diramano delle trabecole, cioè fasci di fibre elastiche e collagene e fascetti di miocellule, che formano un reticolo fibroso contenente delle cavernule , lacune venose comunicanti fra di loro e rivestite da endotelio (quindi contengono il sangue). All’interno delle trabecole arrivano le arterie elicine, vasi con un decorso a spirale, che si aprono all’interno delle lacune. Il sangue portato dalle arterie viene poi drenato dai rami venosi che attraversano l’albuginea e si riversano poi in tronchi esterni a quest’ultima. Sono proprio queste arterie a portare all’erezione. Infatti, nei momenti di flaccidità del pene, le elicine riversano poco sangue poiché sono strozzate da dei cuscinetti intimali

Cosimo Cantini

formati da cellule muscolari lisce (vuol dire che ci sono delle cellule muscolari lisce, nella tonaca intima dell’arteria, che vanno a ridurre il calibro di questa). Durante l’erezione, però, le arterie si dilatano grazie all’ ossido nitrico (NO) che causa il rilascio dei cuscinetti, cosa che porta al riempimento delle cavernule per l’importante afflusso sanguigno. Allo stesso tempo, le vene che dovrebbero drenare il sangue, vengono compresse determinando un ristagno di fluido all’interno delle cavernule, principio base all’origine dell’erezione.

  • Corpo spongioso : il corpo spongioso ha una struttura diversa rispetto ai precedenti perché se venisse completamente riempito di sangue, l’uretra verrebbe compressa al punto da non permettere il passaggio dell’eiaculato. Qui la tonaca albuginea è più sottile, ricca di fibre elastiche e le cavernule sono molto più piccole; questo comporta che durante l’erezione il corpo spongioso si riempie di meno.

La vascolarizzazione è molto complessa:

Arterie Le arterie sono due: la pudenda interna e la pudenda esterna. Dall’arteria pudenda interna derivano tutte le arterie che irrorano le strutture erettili e sono:

  • Arteria dorsale del pene: ramo terminale della pudenda;
  • Arteria profonda del pene o cavernosa: quella che decorre al centro dei corpi cavernosi;
  • Arteria del bulbo dell’uretra;
  • Arteria uretrale: decorre nel corpo spongioso dell’uretra. L’arteria pudenda esterna, ramo dell’arteria femorale, si occupa invece di irrorare tutti gli involucri del pene che ricevono però anche rami dall’arteria dorsale del pene.

Vene Le vene originano dalla vena dorsale profonda del pene, che drena nel plesso pudendo e di qui nella vena pudenda interna; in quest’ultima scaricano anche le vene dell’uretra e del bulbo del pene. C’è inoltre anche la vena dorsale superficiale del pene che invece drena nella vena femorale o nella vena grande safena.

Vediamo, infine, l’ innervazione : Per quanto riguarda il sistema nervoso autonomo , le fibre del plesso pelvico (ipogastrico inferiore) formano i nervi erigentes (o cavernosi) che decorrono lungo la parete posterolaterale delle vescicole seminali e della prostata per terminare nei corpi cavernosi, appunto. Questi nervi sono responsabili: Parasimpatico dell’erezione; Ortosimpatico dell’eiaculazione. Il sistema nervoso simpatico invece comprende il nervo pudendo che innerva la cute e le strutture erettili tramite il nervo dorsale del pene, ma anche i muscoli bulbospongiosi e ischiocavernosi tramite il nervo perineale.

FEMMINILE

Il sistema genitale femminile è localizzato all’interno della piccola pelvi e svolge, la funziona gametogenica e quella endocrina (analogamente al maschile). Inoltre, rende possibile la fecondazione fornendo il microambiente idoneo che condurrà lo sviluppo della cellula uovo fecondata prima in embrione e poi in feto. Dunque, è anche l’apparato che si occupa dell’espletamento del parto, prima del quale va incontro a notevole modificazioni che in realtà, in generale, sino alla menopausa.

Cosimo Cantini