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ANATOMIA II – 15 .12.
APPARATO GENITALE MASCHILE
L’apparato genitale maschile è costituito da:
- Testicoli , l’organo genitale maschile, sono organi pari
- Vie spermatiche , distinte in: - Vie spermatiche intratesticolari , cioè all’interno del testicolo, dove viene prodotto lo spermatozoo. - Vie spermatiche extratesticolari , che sono costituite da: - Condottini efferenti - Condotto epididimo - Dotto deferente - Uretra - Dotto eiaculatore
- Ghiandole sessuali maschili (o annesse all’uretra o annesse alle vie spermatiche) , associate appunto alle vie spermatiche extratesticolari e all’uretra (dorsalmente all’uretra), che rappresenta l’ultimo condotto dell’apparato genitale maschile. Esse contribuiscono alla costituzione dello sperma, ossia producono il liquido spermatico. Sono: - Ghiandole vescicolari - Prostata - Ghiandole bulbo-uretrali
- Genitali esterni: il pene (o verga) , l’organo copulatore maschile. Es: Topografia dell’apparato genitale maschile di un toro : abbiamo i testicoli (2), cioè le gonadi maschili, associato a questi troviamo l’ epididimo costituito da una testa, un corpo e una coda (3), che fa parte delle vie spermatiche extratesticolari, poi abbiamo il dotto (o condotto) deferente (4) che raggiunge l’ uretra (organo che fa parte sia dell’apparato urinario che genitale) da entrambi i lati. Associata all’uretra abbiamo le ghiandole accessorie (ghiandola vescicolare, la prostata e le ghiandole bulbouretrali). L’ uretra viene suddivisa in un tratto pelvico e in un tratto peniena , poiché viene inglobata all’interno del pene, va a costituire quello che viene definito corpo spongioso del pene, rappresenta il condotto contenuto tra i corpi cavernosi del pene e contribuisce alla costituzione del pene stesso. In seguito abbiamo lo sbocco dell’uretra mediante il meato uretrale esterno attraverso il quale avviene l’eliminazione dello sperma al momento del coito, con le modalità differenti a seconda della specie che si prende in considerazione, perché la morfologia
differente del pene si concretizza anche con una differente modalità di accoppiamento e di erezione dell’organo stesso. Il pene , che è costituito dai due corpi cavernosi e dal corpo spongioso del glande, al suo interno presenta questo condotto che prende il nome di uretra peniena , la seconda porzione dell’uretra, che va a sboccare con l’osso uretrale esterno al livello del glande, che nel toro non è sviluppato. TESTICOLI I testicoli sono alloggiati all’interno dello scroto (o borsa scrotale), poiché sono degli organi molto delicati che devono essere mantenuti ad una determinata temperatura perché altrimenti si ha un’alterazione nella produzione degli spermatozoi. La borsa scrotale è costituita dallo scroto, che fa parte degli invogli superficiali esterni. Poi abbiamo gli invogli profondi che vanno a rivestire il testicolo e contribuiscono a sospenderlo a livello della regione in cui si trova, ad esempio nel cavallo e nel bovino i testicoli sono sospesi a livello della regione inguinale, mentre nel maiale sono in posizione perianale (più alti). Gli invogli profondi sono rappresentati da: la fascia spermatica esterna ed interna , il muscolo cremastere che con la contrazione fa sì che si abbia una retrazione dei testicoli per urti o variazioni della temperatura, e infine la tonaca vaginale presente tutta intorno al testicolo. Immagine schematica di un testicolo rivestito dagli invogli e di un testicolo in cui invece sono stati asportati, vediamo l’organo rivestito dall’albuginea. PELLE DELLO SCROTO La pelle dello scroto è una pelle molto sottile ed elastica, si può presentare pigmentata come negli equidi o nel cane; nella maggior parte delle specie questa pelle si presenta glabra, cioè priva di peli, mentre in altre può presentare dei peli più irti come nel montone; è fornita di ghiandole sudoripare e sebacee e assume una conformazione differente a seconda del testicolo stesso. I testicoli sono le gonadi maschili, sono gli organi a livello dei quali si ha lo sviluppo del gamete maschile, lo spermatozoo; hanno una funzione gametogenica ed endocrina perché a tale livello abbiamo la produzione del testosterone, prodotto dalle cellule interstiziali della ghiandola interstiziale, che non solo influenza la gametogenesi ma è anche responsabile dello sviluppo dei caratteri sessuali secondari. A livello del testicolo abbiamo anche la produzione di altri ormoni come da parte delle cellule del serto l’ABP, l’androgen binding protein, che è una proteina che lega gli androgeni e li trattiene maggiormente a livello del testicolo per far sì che si abbia una maggiore influenza di questi ormoni sulla spematogenesi. Il testicolo è un organo pieno quindi sarà costituito da uno stroma di natura connettivale che dà
Nel maiale invece sono in posizione perianale, sono più alti, non in mezzo alle cosce, e hanno un aspetto obliquo disposti ventro-dorsalmente e cranio-cadualmente. CARATTERI FISICI: Prendiamo in considerazione (si parla del testicolo asportato dalla borsa scrotale):
- Colore: si presenta di colore bianco bluastro nelle specie di grossa mole, roseo nella specie di piccola mole
- Consistenza: compatta ed elastica
- Peso: varia sia con l’età che con lo stato fisiologico, l’alimentazione, il benessere. CONFORMAZIONE: FORMA: - Ovoidale, globosa negli equidi e nel maiale - Allungato nei ruminanti e nel coniglio - Quasi sferico, tondeggiante nei carnivori Nel testicolo distinguiamo:
- ••• 2 facce, una faccia laterale che va verso l’esterno, una faccia mediale che è quella che si confronta con il suo controlaterale
- ••• 2 margini, un margine libero e un margine che prende rapporti con l’epididimo, il primo condotto extratesticolare, prende il nome di margine epididimale , che nel caso dello stallone è ventrale e nel toro laterale
- ••• 2 estremità, in base al rapporto con la testa e con la coda dell’epididimo prendono il nome di estremità capitata (il capo, la testa) ed estremità caudata Notiamo come dal testicolo si diparte il cordone spermatico che è costituito dal cono vascolare , cioè dall’insieme dei vasi, e dai mesi che contribuiscono a tenere sospesi gli organi e ancora dal dotto deferente che continua dalla coda dell’epididimo.
Nel toro abbiamo sempre questa forma allungata e si presenta verticale e penduli, a differenza dello stallone che è verticale. Vi è sempre la presenza delle due facce, dei due margini, di una testa e di una coda dell’epididimo che daranno luogo alle due estremità del testicolo stesso. Quello del maiale ha un andamento obliquo, vi sono sempre le due facce, le due estremità e i due margini. Il testicolo del coniglio si presenta particolarmente allungato, sempre in posizione obliqua.
deve percorrere un certo tratto. Cellule in via di maturazione tra le quali abbiamo la presenza delle cellule del sertoli, che contribuiscono anche a formale la barriera ematotesticolare con i loro filamenti. Le cellule immature della linea spermatica, gli spermatogoni , sono delle grosse cellule che poggiano sulla membrana basale del tubulo seminifero, mano a mano che maturano subiscono prima delle divisioni mitotiche, si trasformano in spermatociti di primo e secondo ordine , aumentano in volume ma non quanto la cellula uovo, diventano spermatidi per poi subire la spermioistogenesi cioè la forma definitiva dello spermatozoo maturo (testa, collo e flagello). Vediamo a sinistra schematicamente, rispetto una cellula del sertoli, tutte le cellule della linea spermatica che stanno maturando. Prima tondeggianti, poi lo spermatide assume una forma
allungata per poi diventare spermatozoo maturo che si stacca dai lembi della cellula del sertoli (ha tante funzioni tra cui quella di sostegno). Vediamo a destra invece la struttura dello spermatozoo: testa, collo, flagello. Nella testa distinguiamo una porzione che prende il nome di acrosoma che è un vero e proprio lisosoma, cioè contiene tutti quegli enzimi litici necessari a superare le membrane dell’uovo e poter raggiungere la cellula, allineandosi formano i due pronuclei e quindi si ha la fecondazione. Nel collo troviamo tutti i mitocondri necessari affinché questa cellula possa avere l’energia per risalire le vie genitali e il flagello che dà il movimento. Processo precedentemente descritto, rispetto alla cellula uovo si formano 4 spermatozoi maturi. VASCOLARIZZAZIONE Vascolarizzazione del cordone spermatico. Nel testicolo vi è una vascolarizzazione particolare perché oltre all’arteria testicolare c’è il plesso pampiniforme, che è formato dal un sistema venoso che contribuisce al raffreddamento e a mantenere quella temperatura importante per la maturazione delle cellule spermatiche delicatissime. VIE SPERMATICHE ▪ Intratesticolari:
- Tubuli seminiferi
- Rete testis
- Canalicoli efferenti ▪ Extratesticolari:
- Coni vascolari
TRATTO VAGINALE TRATTO ADDOMINALE
DOTTO DEFERENTE^ TRATTO PELVICO
Il dotto deferente è il tratto successivo delle vie spermatiche extratesticolari. È costituito da 3 tratti:
- Tratto vaginale (o porzione vaginale) , quel tratto che va dalla coda dell’epididimo fino a raggiungere l’anello vaginale
- Tratto addominale , si trova a livello della cavità addominale per poi diventare tratto pelvico
- Tratto pelvico , va ad incrociare gli ureteri che sono di pertinenza dell’apparato urinario. Si piega aboralmente, caudalmente. Tratto vaginale Prima di raggiungere l’uretra pelvica, il dotto deferente si allarga per formare le ampolle del dotto deferente , che mancano nel verro.
Nel verro, ultima immagine, si può notare l’assenza dell’ampolla presente invece negli altri due. STRUTTURA DEL DOTTO DEFERENTE È sempre un organo cavo, la sua struttura si presenta con:
- ••• Tonaca avventizia esterna, che è tessuto connettivo ricco di fibre elastiche
- ••• Tonaca muscolare liscia, che si suddivide in: - Strato longitudinale - Strato circolare
- Tonaca mucosa che è costituita da: - Epitelio batiprismatico pseudostratificato - Cellule basali - Cellule a pennacchio con microvilli particolarmente allungati Sezione istologica del dotto deferente Sezione trasversale del dotto deferente. Immagine a sinistra come se fosse tagliato trasversalmente, lo vediamo tutto dall’avventizia esterna, i due strati muscolari, alla mucosa. Immagine a destra osserviamo la mucosa con le cellule cubiche basali.
(visione dall’alto) Nel maiale le ghiandole vescicolari sono pressoché triangolari. Le ghiandole sessuali maschili nel verro sono sviluppatissime con ghiandole bulbo-uretrali particolarmente allungate fino a toccare la ghiandola vescicolare. Questo è un tratto di uretra pelvica di toro che abbiamo tagliato dorsalmente e aperto a libro, notiamo che a questo livello abbiamo la presenza del colliculus seminalis dove abbiamo lo sbocco del dotto eiaculatore e lo sbocco delle ghiandole accessorie nel seno prostatico. Dal punto di vista istologico sono tutte delle ghiandole tubulo alveolari composte e di natura mucosa. PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELLA GHAINDOLA VESCICOLARE:
- Disposta tra la faccia dorsale della vescica, le ampolle dei dotti deferenti e il retto.
- CONFORMAZIONE ESTERNA:
- Assente nei Carnivori
- Allungata-Ovoidale nei Ruminanti ed Equidi
- Prismatica a tre facce nel Verro
- Si distinguono: Fondo, corpo e collo
- Superficie liscia negli Equidi, lobulata nelle altre specie
- Estremità craniale libera rivestita dal peritoneo
- Estremità caudale assottigliata
- STRUTTURA: Tonaca avventizia fibro-elastica Ghiandole vescicolari
- Tonaca muscolare (Longitudinale esterno e interno, circolare medio)
- Tonaca mucosa: Ghiandola Tubulo-alveolare composta con Epitelio prismatico e cellule basali DA RICORDARE: produce un liquido ricco di fruttosio che è lo zucchero che dà nutrimento ed energia agli spermatozoi, quindi tiene in vita gli spermatozoi. Presenta inoltre un enzima che prende il nome di vescicolasi che porta alla coagulazione del liquido seminale dopo l’eiaculazione. PROSTATA La prostata si può presentare in due modi: come corpo della prostata o come parte disseminata della prostata. La prostata è diversa nelle diverse specie: - Nel cavallo si presenta sotto forma di corpo, è costituito da 2 loci e un istmo - Nel grosso ruminante e nel verro è costituita da un piccolo corpo e da una parte disseminata, cioè si presenta disseminata nella parete della prostata - Nei piccoli ruminanti invece esiste soltanto la parte disseminata CARATTERISTICHE PRINCIPALI DELLA PROSTATA:
Apparato genitale del toro a sinistra. Apparato genitale del verro a destra. Le ghiandole sessuali annesse all’uretra nel verro sono sviluppatissime. CARATTERISTICHE PRINCIPALI DELLE GHIANDOLE BULBO-URETRALI:
- Poste ai lati dell’uretra pelvica innanzi all’arcata ischiatica, in prossimità del bulbo del pene
- CONFORMAZIONE ESTERNA:
- Forma globosa (Gatto e Ruminanti) ovoidale (Equidi e Coniglio) allungata (Verro)
- Assenti nel Cane
- Superficie irregolare
- Colore tendente al rosso
- STRUTTURA: simile a quella della prostata (Ghiandole Tubulo alveolare composta)
- FUNZIONE : Secerne un liquido chiaro e vischioso ricco di mucine
- Lubrifica l’uretra e ne elimina l’acidità
- Completa la composizione del plasma seminale.
- Concorre a chiudere la cervice per evitare perdita di sperma. La principale funzione delle ghiandole bulbo-uretrali è quella di eliminare l’acidità prodotta dall’urina, poiché l’uretra pelvica è un tratto prevalentemente urinale e non soltanto, il prodotto di secrezione di queste ghiandole quando arriva a livello della femmina contribuisce alla chiusura della cervice dopo l’eiaculazione per evitare perdita di sperma. URETRA L’ultimo tratto si distingue in:
- Uretra pelvica , poiché si trova al livello della pelvi
- Uretra peniena , poiché decorre all’interno del pene Il tratto dell’uretra pelvica si piega formando un istmo, una parte più ristretta e diventa uretra peniena poiché va ad imboccare la via del pene, sia nello stallone che nel toro che nel verro. Il tratto pelvico dell’uretra viene suddiviso a sua volta in: - Tratto preprostatico , cioè prima della prostata, dove arriva il deferente, tratto prettamente urinario - Tratto membranoso (o uretra membranosa) , la successiva parte Sulla sua superficie dorsale abbiamo la presenza di un tubercolo che è il collicolo seminale, a livello del quale abbiamo lo sbocco dell’ostio eiaculatore. Non è sempre presente, ad esempio nel verro abbiamo lo sbocco separato del dotto deferente e della ghiandola vescicolare. Lateralmente ha una depressione, il seno prostatico dove sboccano tutti i dotti escretori della prostata. L’uretra peniena decorre all’interno del pene. STRUTTURA È un organo cavo con:
- ••• Tonaca mucosa, che cambia a seconda dei tratti: - Epitelio di transizione nel tratto urinario o urotelio - Epitelio prismatico - Epitelio pavimentoso nell’ultimo tratto dell’uretra
- ••• Tonaca muscolare che si divide in: - Muscolatura liscia nella parte prostatica - Muscolatura striata nella parte membranosa - Muscolatura striata nella parte spongiosa, definita così poiché contribuisce alla formazione del corpo spongioso del pene PENE (O VERGA)
Nel verro l’estremità è costituita dai due corpi cavernosi che si attorcigliano e formano questa estremità spiralata, a cavaturacciolo. Anche nel verro troviamo l’S peniena ma la totale assenza del glande. STRUTTURA Da un punto di vista strutturale, il pene è costituito da:
- L’ uretra spongiosa o peniena che si ritrova mediamente circondata da due strutture che prendono il nome di corpi cavernosi del pene (uno per lato), presentano internamente delle cavità all’interno delle quali decorre l’uretra peniena.
- Corpo spongioso del glande che rappresenta l’estremità L’uretra peniena o spongiosa alla sua origine forma il bulbo del pene , che è particolarmente sviluppato nei ruminanti e nel maiale mentre poco sviluppato nello stallone. I corpi cavernosi invece originano a livello dell’arcata ischiatica sotto forma di pilastri, che al contrario sono particolarmente sviluppati nello stallone, mentre poco sviluppati nei ruminanti e nel verro. Come precedentemente già detto, il glande è particolarmente sviluppato nello stallone, poco sviluppato nel toro, per essere assente nel verro. Come si presenta una sezione di pene: vediamo all’interno l’uretra peniena che decorre, i corpi cavernosi, che non sono altro che tessuto connettivo fibro-elastico tra i quali decorrono delle lacune sanguigne. A seconda se abbiamo poco tessuto o connettivo fibroso e poche caverne dei corpi cavernosi e delle lacune particolarmente sviluppate abbiamo i corpi di tipo spongioso, se invece il tessuto elastico è più sviluppato e le caverne sono meno sviluppate, noi abbiamo il tessuto fibro- elastico caratteristico dei ruminanti e del maiale. Questo si traduce da un punto di vista morfologico-funzionale che quando c’è lo stimolo sessuale, mentre nel cavallo (come anche nel cane) si ha afflusso ematico a livello delle caverne con un aumento di dimensioni del pene che si ingrossa durante l’atto copulatorio dato anche dalla pressione del muscolo ischio-cavernoso a livello dei pilastri del pene, nel bovino e nel maiale, in cui abbiamo un pene di tipo fibro-elastico, a seguito dello stimolo sessuale non si ha un aumento delle dimensioni tanto quanto quello del cavallo ma invece si ha un allungamento del pene perché vi è l’S peniena che si distende per poi ripristinarsi alla fine del coito grazie all’azione del muscolo
retroattore del pene. organizzazioni istologiche delle caverne, che a seconda del tipo di pene se abbiamo maggiore tessuto fibro-elastico o maggiori caverne.
del
cavallo
Il glande è molto sviluppato nel cavallo e poco nel bovino, dove abbiamo i corpi cavernosi che terminano assottigliati l’uno rispetto all’altro. In quello del cavallo abbiamo una sporgenza, il processo uretrale, dove sbocca l’uretra con il suo meato uretrale esterno, quindi abbiamo la liberazione dell’eiaculato. Il glande è delimitato da un margine circolare che prende il nome di corona e che presenta una porzione più ristretta, il collo, che lo continua al corpo del pene stesso. Nel montone abbiamo un processo uretrale che si presenta particolarmente sviluppato e allungato. Il pene è rivestito dal prepuzio o fodero che è un rivestimento a doppio strato, costituito da una pelle molto sottile che va a rivestire l’organo in fase di riposo, quando è in erezione il prepuzio viene retratto e si dice che l’animale sfodera. Abbiamo l’apertura anteriore, l’ostio precuziale attraverso cui esce il glande e il doppio strato che presenta una cavità al cui fondo si ha il fornice