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--- documento sbagliato, Appunti di Anatomia

appunti su apparato scheletrico, cranio, ecc.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 26/01/2022

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APPARATO LOCOMOTORE
Le due principali componenti dell’apparato locomotore sono le ossa, che in totale sono 206 e che sono
tra loro articolate, ed i muscoli scheletrici, che sono circa 700.
OSSA
Le ossa sono classificate in:
- ossa corte, dove nessuna delle tre dimensioni, che sono lunghezza larghezza e spessore,
prevale sulle altre. Un esempio sono le vertebre;
- ossa piatte, dove ci sono le due dimensioni lunghezza e larghezza che prevalgono sullo
spessore. Un esempio sono quelle della volta del cranio, oppure la scapola;
- ossa lunghe, dove la lunghezza prevale su larghezza e spessore. Nell’introduzione di istologia
abbiamo descritto come è fatto l’osso lungo, ovvero possiede una diafisi, la porzione centrale, e
le due estremità che sono le epifisi. Un esempio sono il femore e l’omero.
Tutte queste tipologie di osso prevedono comunque la componente dei due tessuti ossei, compatto e
spugnoso, che avevamo descritto. Nella parte più superficiale è presente la parte di osso compatto,
invece nella parte più interna troviamo l’osso spugnoso, dove poi sarà anche presente il midollo osseo
rosso.
Le ossa non sono completamente lisce e dritte, perché altrimenti sarebbe molto difficile per i muscoli
inserirsi in esse. Dunque nelle ossa sono presenti rilievi e avvallamenti:
- tra i rilievi ci sono le tuberosità, che sono delle sporgenze arrotondate, oppure dei processi, che
sono delle sporgenze delimitate con una base stretta. Infine posso esserci delle spine, che sono
delle sporgenze brevi che terminano a punta.
- tra gli avvallamenti possiamo trovare i solchi, che sono degli avvallamenti sottili con dei
margini netti, oppure delle fosse, che sono invece avvallamenti un po’ più arrotondati.
ARTICOL AZI ONI
Oltre alla componente ossea dello scheletro, abbiamo anche la parte cartilaginea dello scheletro, che è
posizionata dove ci sono le articolazioni. Le articolazioni hanno dunque il compito di articolare tra loro
due ossa. Le articolazioni si suddividono in primis in due grosse categorie:
1. SINARTROSI, anche dette articolazioni per continuità, dove le due ossa che si articolano tra loro
sono
praticamente attaccate. Queste articolazioni sono anche dette immobili, perché non permettono alcun
movimento tra le due ossa che articolano, anche se in realtà piccolissimi scivolamenti sono lo stesso
permessi.
Nonostante le due ossa siano molto vicine abbiamo un tessuto interposto tra loro; sulla base del
tessuto che si interpone tra le due ossa si può fare una seconda classificazione:
-Sindesmosi, quando il tessuto interposto è tessuto connettivo fibroso.
Un esempio solo le suture e le gonfosi: le suture sono tipiche del cranio per esempio, invece le
gonfosi le troviamo specificatamente ad articolare i denti con gli alveoli della mandibola o delle
due ossa mascellari.
-Sincondrosi, dove il tessuto interposto è la cartilagine ialina.
-Sinostosi, dove il tessuto interposto è invece il tessuto osseo. Molto spesso è una forma di
evoluzione delle due prime articolazioni, ovvero quei due tipi di tessuti si ossificano. Possono sia
essere delle evoluzioni avvenute col passare degli anni, oppure possono anche avvenire durante
lo sviluppo, per esempio del cranio. L’osso frontale, che nell’adulto è un osso impari, durante lo
sviluppo è invece formato da due ossa, collegate da una sutura che velocemente si trasforma in
sinostosi e poi praticamente scompare.
-Sinfisi, dove il tessuto interposto è un po’ una forma intermedia tra i tessuti, una via di mezzo.
Un esempio è la sinfisi pubica, che articola tra loro le due ossa dell’anca.
2. DIARTROSI, sono invece le articolazioni mobili, che articolano ossa vicine tra loro ma non attaccate
come nel caso precedente, infatti tra di esse sono permessi dei movimenti.
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APPARATO LOCOMOTORE

Le due principali componenti dell’apparato locomotore sono le ossa, che in totale sono 206 e che sono tra loro articolate, ed i muscoli scheletrici, che sono circa 700.

OSSA

Le ossa sono classificate in:

  • ossa corte, dove nessuna delle tre dimensioni, che sono lunghezza larghezza e spessore, prevale sulle altre. Un esempio sono le vertebre;
  • ossa piatte, dove ci sono le due dimensioni lunghezza e larghezza che prevalgono sullo spessore. Un esempio sono quelle della volta del cranio, oppure la scapola;
  • ossa lunghe, dove la lunghezza prevale su larghezza e spessore. Nell’introduzione di istologia abbiamo descritto come è fatto l’osso lungo, ovvero possiede una diafisi, la porzione centrale, e le due estremità che sono le epifisi. Un esempio sono il femore e l’omero. Tutte queste tipologie di osso prevedono comunque la componente dei due tessuti ossei, compatto e spugnoso, che avevamo descritto. Nella parte più superficiale è presente la parte di osso compatto, invece nella parte più interna troviamo l’osso spugnoso, dove poi sarà anche presente il midollo osseo rosso. Le ossa non sono completamente lisce e dritte, perché altrimenti sarebbe molto difficile per i muscoli inserirsi in esse. Dunque nelle ossa sono presenti rilievi e avvallamenti:
  • tra i rilievi ci sono le tuberosità, che sono delle sporgenze arrotondate, oppure dei processi, che sono delle sporgenze delimitate con una base stretta. Infine posso esserci delle spine, che sono delle sporgenze brevi che terminano a punta.
  • tra gli avvallamenti possiamo trovare i solchi, che sono degli avvallamenti sottili con dei margini netti, oppure delle fosse, che sono invece avvallamenti un po’ più arrotondati.

ARTICOLAZIONI

Oltre alla componente ossea dello scheletro, abbiamo anche la parte cartilaginea dello scheletro, che è posizionata dove ci sono le articolazioni. Le articolazioni hanno dunque il compito di articolare tra loro due ossa. Le articolazioni si suddividono in primis in due grosse categorie:

  1. SINARTROSI, anche dette articolazioni per continuità, dove le due ossa che si articolano tra loro sono praticamente attaccate. Queste articolazioni sono anche dette immobili, perché non permettono alcun movimento tra le due ossa che articolano, anche se in realtà piccolissimi scivolamenti sono lo stesso permessi. Nonostante le due ossa siano molto vicine abbiamo un tessuto interposto tra loro; sulla base del tessuto che si interpone tra le due ossa si può fare una seconda classificazione:
    • Sindesmosi, quando il tessuto interposto è tessuto connettivo fibroso. Un esempio solo le suture e le gonfosi: le suture sono tipiche del cranio per esempio, invece le gonfosi le troviamo specificatamente ad articolare i denti con gli alveoli della mandibola o delle due ossa mascellari.
    • Sincondrosi, dove il tessuto interposto è la cartilagine ialina.
    • Sinostosi, dove il tessuto interposto è invece il tessuto osseo. Molto spesso è una forma di evoluzione delle due prime articolazioni, ovvero quei due tipi di tessuti si ossificano. Possono sia essere delle evoluzioni avvenute col passare degli anni, oppure possono anche avvenire durante lo sviluppo, per esempio del cranio. L’osso frontale, che nell’adulto è un osso impari, durante lo sviluppo è invece formato da due ossa, collegate da una sutura che velocemente si trasforma in sinostosi e poi praticamente scompare.
    • Sinfisi, dove il tessuto interposto è un po’ una forma intermedia tra i tessuti, una via di mezzo. Un esempio è la sinfisi pubica, che articola tra loro le due ossa dell’anca.
  2. DIARTROSI, sono invece le articolazioni mobili, che articolano ossa vicine tra loro ma non attaccate come nel caso precedente, infatti tra di esse sono permessi dei movimenti.

La diartrosi è caratterizzata dalla presenza dei due capi articolari, le due ossa, rivestite da cartilagine ialina; l’intera articolazione, che avvolge le estremità delle ossa, è avvolta da una capsula articolare. Visto che le due ossa non sono attaccate tra di esse si viene a creare uno spazio detto cavità articolare , che è piena di liquido sinoviale , prodotto dalla parte più interna della capsula. È importante che ci sia del liquido perché serve a mantenere lubrificata l’articolane e serve a nutrire la cartilagine ialina all’interno. I capi articolari possono essere di diverso tipo:

  • concordanti, ovvero uno concavo e uno cavo;
  • discordanti, dove sono dunque importanti delle strutture che li rendano concordanti, che permettano il movimento tra di essi. Queste strutture possono essere i menischi , che sono delle sorte di mezze lune di materiale fibrocartilagineo. Possiamo avere anche dei dischi articolari. Altre strutture che possiamo trovare in supporto all’articolazione sono delle borse , che sono dei cuscinetti contenenti liquido che hanno il compito di ammortizzare i movimenti. Altra struttura importante per le articolazioni sono i legamenti , che hanno lo scopo di limitare i movimenti permessi dalle articolazioni, specialmente in quelle più mobili. Esse danno stabilità e rinforzano l’articolazione stessa. Anche queste articolazioni possono essere suddivise in diverse classi; da quella che permette meno movimenti a quella che ne permette di più abbiamo:
  • Artrodie, in questo caso i capi articolari sono delle superfici pianeggianti, dunque esse possono sono scivolare le une sulle altre e dunque compiere solo dei lievi movimenti di scivolamento.
  • Ginglimo laterale, i due capi articolari sono dei segmenti di cilindro, una delle due ossa funge quasi da perno mentre l’altro può ruotare attorno ad esso. Il movimento permesso è dunque quello di rotazione.
  • Ginglimo angolare, dove i capi articolari sono sempre dei segmenti di cilindro, ma in questo caso organizzati per permettere movimenti di flessione ed estensione, come nel caso del gomito e del ginocchio.
  • Sellartrosi, è un’articolazione dove i due capi articolari hanno una forma a sella. Essa è tipica alla base del pollice tra quello che è il carpo (le ossa del polso) e il metacarpo (le ossa del palmo). I movimenti permessi possono essere sia flessione che estensione, ma anche abduzione e adduzione.
  • Condilartrosi, dove avviamo una superficie ovale accolta da una depressa. Qua possiamo avere numerosi movimenti di flessione, estensione, adduzione e abduzione.
  • Sferartrosi, dove una superficie articolare è completamente rotonda, e si articolerà con una superficie articolare depressa, proprio a forma di coppa. Questo tipo di articolazione è quella che permette tutti i tipi di movimenti visti fino ad ora. Ciò ha un prezzo perché ovviamente più movimenti sono permessi più è facile che le due superfici articolari vengano allontanate dalla loro posizione naturale; può infatti capitare che avvenga un allontanamento delle due superfici articolari, avviene cioè una lussazione.

MUSCOLI

Un muscolo è costituito dal ventre muscolare , che è la parte contrattile, quella costituita dal tessuto muscolare scheletrico, che continua alle due estremità con i tendini, che sono le porzioni di tessuto connettivo fibroso denso che si inseriscono sulle ossa. Il muscolo è poi circondato da dei rivestimenti connettivali: in particolare l’epimisio che riveste l’intero corpo muscolare, il perimisio che riveste il fascicolo, l’endomisio che riveste la fibra muscolare (cellula muscolare).

ossa che fanno da ponte tra lo scheletro assile e gli arti superiori e inferiori, e sono detti rispettivamente cingolo toracico e cingolo pelvico. IL CRANIO La funzione del cranio è quella di sostenere e contenere l’encefalo e gli organi di senso, ovvero occhi, cavità nasale e cavità buccale, dunque è anche importante per l’assunzione del cibo. Possiamo riconoscere un neurocranio , che costituisce proprio la scatola cranica, e uno splancnocranio, che è il massiccio facciale, lo scheletro della faccia. Possiamo riconoscere delle regioni esocraniche, che sono esposte all’esterno, e delle regioni endocraniche. Tra le regioni esocraniche distinguiamo:

  • la regione anteriore , notiamo subito le cavità, quelle orbitarie dove sono accolti gli occhi, e la cavità orale; notiamo poi un’apertura, dove in realtà ci sarebbe il naso, ma eliminando la punta del naso che è di cartilagine, vediamo una cavità detta piriforme (perché ha la forma di una pera) da cui si può vedere il setto nasale ed i cornetti nasali. Parlando invece della cavità oculare, ci sono 7 ossa che contribuiscono alla costituzione di essa, e notiamo che in nero verso il fondo ci sono dei fori, da cui devono passare dei nervi ecc.
  • la regione della volta , ovvero la parte superiore della testa. Qua possiamo distinguere delle suture, in particolare 3, una è la sutura coronale, che equivale all’articolazione tra osso frontale e due ossa parietali; poi abbiamo la sutura sagittale, tra le due ossa parietali; infine c’è la sutura lambdoidea, che articola l’osso occipitale con le due ossa parietali.
  • le regioni laterali , esse presentano delle fosse, ne citiamo una in particolare, la fossa temporale, dove si posizionerà il muscolo temporale, che andrà ad agire proprio sulla mandibola.
  • la regione della base , essa si può ancora dividere in 3 regioni. Nella regione anteriore vediamo il palato duro, formato dall’arcata dentaria superiore, dalle ossa mascellari che si articolano con le ossa palatine. La zona intermedia invece è costituita da un osso molto nascosto, l’osso sfenoide, e inoltre si possono vedere delle aperture, che sono le aperture posteriori a quelle nasali, dette coane nasali. Per il resto essa è una regione piena di fossi, perché passano moltissimi nervi, vasi e strutture. La regione posteriore è formata in gran parte dall’osso occipitale, possiamo poi vedere un grosso foro, il più grande, detto anche forame magno. Esso è il punto di passaggio e collegamento tra l’encefalo e il midollo spinale. Andiamo a vedere le regioni endocraniche :
  • la regione della volta vista dall’interno, dove possiamo notare sempre le stesse suture. Vediamo che ci sono delle impronte di vasi, sono quelli che innervano le meningi.
  • la base cranica , nella regione anteriore vediamo l’osso frontale e l’osso etmoide. La parte media, che è data dall’osso temporale e da una parte dello sfenoide, possiede anche una fossa turcica, che accoglie la ghiandola ipofisi. Poi ci sono tantissimi fori da cui passano sempre i nervi ed i vasi. Infine abbiamo la fossa posteriore, data dall’osso occipitale, dal forame magno, e poi ci sono altre fosse che accolgono encefalo e cervelletto. Scheletro della testa nello sviluppo: esso è più voluminoso rispetto alle altre parti del corpo, però nelle due componenti del cranio, la parte facciale, quella dello splancnocranio, è molto più piccola; ciò è dovuto a molti elementi, ad esempio alla nascita non sono presenti i denti, i seni paranasali, e tutta

un’altra serie di strutture. Paragonando un cranio adulto e un cranio poco sviluppato, il neurocranio invece, al contrario dello splancnocranio, è di dimensioni molto simili. Le fontanelle sono delle aeree non ancora ossificate, di natura connettivale, che via via andranno ad ossificarsi, ma al momento della nascita sono molto importanti, perché essendo non tessuto osseo, permettono una certa elasticità, molto utile al momento del parto ad esempio, dove grazie alla presenza di queste fontanelle il cranio del neonato non rischia danni e lesioni. (le fontanelle sono 6)

NEUROCRANIO

Le ossa del neurocranio sono nel complesso 8, due pari e quattro impari.

  • Osso frontale, è un osso impari, costituito da due porzioni: una è detta squama, ed è la porzione che costituisce la fronte, l’altra invece è costituita da due lamine orizzontali, che si proiettano verso l’interno. In mezzo alle due lamine c’è uno spazio in cui andrà ad inserirsi una parte dell’osso etmoide. Al termine della squama vediamo le due arcate sopraccigliari. Se vediamo l’osso dal punto di vista inferiore, notiamo le due lamine e poi notiamo dei buchi, che rappresentano il seno frontale, ovvero uno dei seni paranasali, quello implicato in caso di sinusite perché si riempie di muco. Un’altra struttura che vediamo a livello della lamina è una depressione che è detta fossa lacrimale, detta così perché accoglie la ghiandola lacrimale, quella che produce le lacrime.
  • Osso etmoide, che risulta un po’ più nascosto. Sono presenti due lamine, quella in grigio è la lamina perpendicolare, che contribuisce a costituire il setto nasale; la parte grigia superiore è detta cristagalli. A questa lamina ne troviamo perpendicolare un’altra, quella gialla, detta lamina cribrosa, che significa bucherellata, proprio perché questa lamina presenta molti forellini, dove passano quelli che sono detti filuzzi del nervo olfattivo, perché ci troviamo sul tetto delle cavità nasali. a lato abbiamo invece due masse laterali, dove identifichiamo più lateralmente le cellette etmoidali, che sono delle altre cavità paranasali. Invece nella parte più mediale della massa laterale ci sono delle lamine ricurve, quella rossa e quella arancione, che sono i cornetti nasali. Sono evidenti degli spazi vuoti delimitati dalla curva dei cornetti, ed essi vengono detti meati. Questi cornetti servono per creare dei turbini nell’aria che respiriamo, di rallentare il suo passaggio per poterla filtrare, riscaldare ecc.
  • Osso parietale, un osso pari, non particolarmente complesso. È un osso piatto che va a costituire buona parte della scatola cranica superiormente. Esso è articolato anteriormente con l’osso frontale tramite la sutura coronale; posteriormente abbiamo la sutura lambdoidea, che articola posteriormente le due ossa parietali con l’osso occipitale; poi c’è la sutura sagittale, che articola tra loro le due ossa parietali; c’è un’ultima sutura visibile lateralmente, detta sutura squamosa, che articola l’osso parietale con l’osso temporale. nell’osso ci sono due rilievi, detti linee temporali, da cui si va a originare il muscolo temporale, che andrà ad occupare la fossa temporale. La faccia interna non è particolarmente interessante, tranne per la presenza dei vasi meningei medi.
  • Osso sfenoide, la sua forma ricorda quella di un pipistrello. Identifichiamo un corpo, in arancione, da cui si dipartono delle strutture laterali, dei processi detti ali, quelle blu sono le piccole ali mentre quelle gialle sono le grandi ali; ad esse si aggiungono una coppia di processi che si sviluppano inferiormente, che prendono il nome di processi pterigoidei.

SPLANCNOCRANIO

Le ossa dello splancnocranio sono 15, tre impari e 6 pari. Due di esse sono mobili, la mandibola e l’osso ioide.

  • Osso mascellare, che non va confusa con la mandibola. È un osso pari, è suddiviso in un copro e quattro processi. Notiamo subito che in questo osso c’è un grande foro che è il seno mascellare, che tra i seni paranasali è uno dei più grandi. Notiamo poi che le due ossa mascellari formano gran parte dell’apertura piriforme che vediamo se eliminiamo la parte cartilaginea del naso. I quattro processi in questione sono: un processo frontale che si porta verso l’altro, va in direzione dell’osso frontale e si articolerà con quest’ultimo. un processo zigomatico , che si porta lateralmente in direzione dell’osso zigomatico, con il quale si articolerà; un processo alveolare , che è più inferiore ed è quello dove sono presenti gli alveoli, ovvero le cavità dove sono poi articolati i denti; un processo palatino , i due costituiranno la parte più anteriore del palato duro, ovvero la prima parte di palato appena dopo i denti. Essi posteriormente si articoleranno con le due ossa palatine.
  • Osso zigomatico, è un osso piccolo, che superiormente si va ad articolare l’osso frontale, quindi ha un processo che va verso l’altro che si chiama appunto processo frontale; poi lateralmente si articola con l’osso temporale, dunque avrà un processo temporale che si porta posteriormente, ed insieme il processo temporale dello zigomatico ed il processo zigomatico del temporale costituiscono l’arcata zigomatica; più medialmente c’è invece l’articolazione con l’osso mascellare. Nello spessore dell’osso zigomatico c’è una sorta di canale dove passano importanti rami nervosi.
  • Osso lacrimale e osso nasale, sono entrambi ossa pari. Quelle nasale chiudono superiormente l’apertura piriforme, e si articolano con l’osso frontale e lateralmente con le due ossa mascellari. L’osso lacrimale è un po’ più nascosto e lo troviamo all’interno della cavità orbitaria; anche se la ghiandola lacrimale, dove le lacrime vengono prodotte, si trova nell’osso frontale, dunque sopra l’occhio, c’è tutto un apparato lacrimale che poi conduce ad un sacco lacrimale, ovvero un piccolo serbatoio di lacrime che è accolto all’interno dell’osso lacrimale.
  • Osso palatino, altro osso pari, la loro forma è a L. Esse sono posizionate l’una opposta all’altra e si articolano anche tra di loro. Esse sono costituite da due lamine, una orizzontale, che contribuisce a formare il palato duro assieme ai processi palatini delle ossa mascellari. Abbiamo poi le lamine perpendicolari che si portano verso l’altro e hanno un punto di articolazione con il cornetto inferiore e con il cornetto medio.
  • Cornetto nasale inferiore, che è un osso a sé ma è in tutto e per tutto uguale ai due cornetti dell’osso etmoide. Ha una lamina ricurva e uno spazio detto meato, la sua funzione è uguale agli altri cornetti, ovvero creare turbini di aria che rallenti quest’ultima per poterla filtrare riscaldare ecc.
  • Vomere, detto così perché il vomere nella lingua parlata è un pezzo dell’aratro, che ricorda molto la forma di questo osso. Insieme alla lamina dell’osso etmoide il vomere costituisce il setto nasale, in particolare la parte più in basso del setto è data dal vomere.
  • Mandibola, è un osso impari e mobile, grazie ad un’articolazione mobile che vedremo. In essa riconisciamo un corpo, che è la porzione a ferro di cavallo, e poi c’è un processo alveolare, ovvero dove ci sono gli alveoli con i quali si articolano i denti, tale e quale all’osso mascellare. Dal corpo si dirama un ramo, sia a destra che a sinistra, quindi abbiamo i due rami della mandibola che si portano posteriormente verso l’altro. In questi rami ci sono due processi, uno è il processo coronoideo, un poì più aguzzo, dove si va ad inserire il muscolo temporale, quello che è alloggiato nella fossa temporale. Esso è un importante muscolo masticatorio che inserendosi sulla mandibola la muove. L’altro processo è quello condiloideo, è un condilo, ovvero è una superficie ovale, ed è il processo che si articola con l’osso temporale, tramite condilartrosi, che è un’articolazione mobile. Se guardiamo la faccia interna della mandibola si può notare una linea, un rielivo detto linea ilomiloidea, che suddivide due fosse, una che sta sopra alla linea e una che sta sotto; queste due fosse accolgono rispettivamente due ghiandole salivari, una ghiandola sublinguale e una submandibolare.
  • Osso ioide, un osso a ferro di cavallo, che posside porzioni che sono dette corna e si portano verso l’indietro e verso l’alto. Esso è un osso che non si articola con nessun altro osso; lo troviamo sotto la mandibola ma sopra la laringe. Ci sono un sacco di legamenti e un sacco di membrane che lo tengono in posizione, è importante che non sia legato a nulla perché è posizionato in una zona dove bisogna svolgere molti movimenti, anche per quanto riguarda la deglutizione, dunque non essenso legato a nussun altro osso esso possiede la mobilità e l’elasticità adeguata alla zona.

MUSCOLI DELLA TESTA

Essi si suddividono in: MUSCOLI MIMICI, essi hanno un’origine sull’osso del cranio e si inseriscono per nella faccia più interna della cute; questo fa si che noi riusciamo a compiere le varie espressioni facciali. Dunque questi muscoli quando si contraggono non muovono un altro osso ma muovono la cute.

  • un muscolo molto importante, detto epicranico, riguarda la fronte e l’occipitale. Esso è un muscolo digastrico, ha due ventri e in mezzo un tendine; infatti noi non riusciamo a muovere la parte della volta, perché in quel punto è posizionato il tendine.
  • i muscoli del padiglione auricolare, sono di base 3 ma possono essere anche poco sviluppati.
  • i muscoli attorno all’occhio, come quello orbicolare, e introno ad esso ci sono tutta una serie di muscoli che servono ad agire invece sulle sopracciglia.
  • I muscoli della guancia, come il muscolo buccinatore, che è il muscolo che ci serve per soffiare, è detto così perché la buccina era la tromba che veniva suonata dagli antichi romani. MUSCOLI MASTICATORI, che sono 4 e hanno tutti a che fare con la mandibola, principalmente tutti questi muscoli servono per innalzarla:
  • Muscolo temporale, accolto nella fossa temporale, si inserisce sul processo coronoideo della mandibola.
  • Massetere, origina dall’arcata zigomatica e si inserisce sulla faccia esterna del ramo mandibolare.
  • Due muscoli pterigoidei, che originano entrambi dai processi pterigoidei, ma vediamo che ne abbiamo uno interno, che si inserisce sulla faccia interna del ramo della mandibola, invece quello esterno si inserisce proprio nell’articolazione temporo-mandibolare; in questo caso il movimento è leggermente differente, perché grazie ad esso si generano anche dei movimenti verso l’avanti e verso il lato.

****Abbiamo visto l’apertura piriforme, vediamo che se fosse completa ci sarebbe tessuto adiposo e cartilagine, a formare la punta del naso. Se guardiamo dentro le cavità nasali abbiamo ii setto nasale a dividerle, e poi nelle pareti laterali abbiamo i cornetti, 3 lamine ossee ricurve; queste lamine servono a rallentare l’aria, perché nel rallentameno l’aria viene filtrata, umidificata e riscaldata, in modo da entrare meno di impatto nelle vie aeree inferiori che sono motlo più delicate. Vedi seni paranasali …