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Riassunto Anatomia Umana, Martini
Tipologia: Appunti
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Lo scheletro si divide in due componenti: lo scheletro assile, deputato più che altro alla protezione di organi interni e lo scheletro appendicolare , deputato alla "produzione" dei movimenti quotidiniani. Lo scheletro appendicolare è costituito dalle ossa degli arti superiori e dalle ossa dagli arti inferiori e dai cingoli che li legano al tronco. Il cingolo scapolare permette il movimento degli arti superiori e inoltre dà origine all'articolazione della spalla. E' costituito da: La clavicola mette in collegamento lo scheletro assiale e quello appendicolare. Ha una forma pressochè a S. Come è stato scritto si articola con una parte dello scheletro assile, ovvero il manubrio dello sterno in quella che viene chiamata articolazione sternoclavicolare. Come nel caso dell'articolazione temporomandibolare (trattata nel paragrafo della mandibola dello scheletro assile) essa è interposta a una capsula articolare. Per migliorare la stabilizzazione dell'articolazione sono integrati dei legamenti: legamento interclavicolare che lega connette le due clavicole. Quella parte della clavicola è chiamata estremità sternale. Dopodichè ha un corpo che si prolunga in quella che è chiamata estremità acromiale, la quale andrà a inserirsi sull'acromion della scapola grazie all'articolazione acromion-clavicolare. Questa doppia articolazione con scapola e claviola è alla base dei movimenti della spalla. La porzione superiore della clavicola è molto liscia, mentre la porzione inferiore è rugosa per via delle scalanature deputate all'inserzione di vari muscoli. La clavicola è disposto proprio al di sotto del tessuto cutaneo quindi è facilmente palpabile! La scapola è un osso voluminoso che occupa la parte posteriore del nostro corpo. La forma ricorda un triangolo capovolto in cui identifichiamo un margine superiore, un margine mediale e un margine laterale. Inoltre identifichiamo, essendo un triangolo, l'angolo superiore, l'angolo laterale e l'angolo inferiore. Sono importanti per l'inserzione dei vari muscoli. La scapola presenta la cavità glenoidea , sede che ospita la testa dell'omero e in cui avviene l'articolazione gleno-omerale. Ciò andrà a formare parte della spalla. Inoltre troviamo dei processi, quello anteriore è detto processo coracoideo e quello posteriore è il processo dell'acromion. Sono importanti perchè nel primo si inserisce il muscolo bicipite del braccio, il processo dell'acromion è quello in cui avverrà l'articolazione con la clavicola ed esso si prolunga fino alla parte posteriore della scapola andando a formare quella che viene definita la spina scapolare, importante perchè posteriormente divide la scapola in una parte superiore e una parte inferiore. Queste due parti servono
principalmente per l'inserzione di muscoli che mantengono la scapola in sede. Tra clavicola e scapola non c'è un vero e proprio contatto diretto, rimangono unite grazie ai legamenti. Scendendo dal cingolo scapolare, il primo osso che si trova è l'omero , osso lungo. Partendo dalla porzione prossimale, individuiamo la testa dell'omero che si inserisce, come abbiamo detto sulla cavità glenoidea [articolazione gleno-omerale]. L'articolazione della spalla è ulteriormente supportata dalla presenza di legamenti, ad esempio si trovano i legamenti glenomerali, i legamenti coraco-omerali, i legamenti coracoclavicolari, i legamenti acromionclavicolari, il legamento trasverso dell'omero (tra le due tuborisità prossimali). La testa è subito seguita da un collo e poi da due tuborisità, uno maggiore e una minore. Anch'esse servono per l'inserzione di muscoli. Queste tuborisità possono anche prendere il nome di trochite e trochine. I due tubercoli sono separati da un solco intertubercolare. Il corpo dell'omero, ovvero la diafisi, presenta delle tuborisità; in particolare una che prende il nome di tuborisità deltoidea, in cui avverrà l'inserzione con il muscolo deltoide. Nella porzione distale individuiamo diverse strutture che serviranno per il gomito. Anteriormente e medialmente troviamo la troclea, essa si articola con l'ulna. Lateralmente ad essa troviamo due sporgenze che prendono il nome di condili. I condili possono anche essere denominati come epitroclea , il condilo a livello mediale, ed epicondilo , condilo laterale. Sempre nella porzione distale troviamo posteriormente una depressione: la fossa olecranica, la quale ospita una porzione dell'ulna. Insieme formeranno parte del gomito. Mentre la fossa radiale accoglie porzione del radio e adiacente ad esso si trova anche un solco radiale, nel quale decorre il nervo radiale. L'articolazione gleno-omerale è anche conosciuta semplicemente come l'articolazione della spalla ed è classificata come enartrosi in cui quindi è possibile generare tre movimenti vasti. Nella cavità glenoidea è presente un labbro glenoideo che ne aumenta la profondità. Le ossa per articolarsi hanno ovviamente bisogno del supporto dei legamenti, nel caso della spalla. Tra questi ricoridamo i legamenti gleno-omerali, i legamenti coraco-omerali, i quali si inseriscono dal processo coracoideo della scapola, i legamenti coraco-acromiali. Su questo livello troviamo inoltre le membrane sinoviali: limitano urti tra le varie ossa. E infine a completare l'articolazione della spalla è presente la cuffia dei rotatori: insieme di tendini che rafforzano il tutto. L'ulna occupa a livello anatomico una posizione mediale. A livello radiologico si studia sempre con l'avambraccio in posizione supina. Nella parte prossimale troviamo l'olecrano che costituisce la sporgenza del gomito.
sovrappore a livello del piramidale. [ S cappa S cappa P eter P an] Sulla seconda fila invece troviamo in posizione mediale il Trapezio , il quale si articola con il primo metacarpo. Il secondo osso è il Trapezoide , più piccolo rispetto al trapezio e si articola con il secondo metacarpo. Il terzo osso della seconda fila è il Capitato , il quale si articola con il terzo metacarpo. L'ultimo osso della seconda fila è l' Uncinato , perchè presenta una sporgenza che ricorda un po' l'uncino. Si articola con il quarto e il quinto metacarpo. [ T rova T u C apitan U ncino] Articolazione del polso, anche definita radiocarpica : la porzione distale del radio è maggiore ed è quindi quella che prende parte principalmente all'articolazione. L'ulna si articola con solo due ossa carpali. I legamenti che stabilizzano l'articolazione del polso e delle ossa carpali in generale sono molteplici perchè le ossa carpali devono rimanere immobili, altrimenti avremmo i fenomeni di scivolamento. Tra questi si ricorda ad esempio il legamento radiocarpico parlmare o dorsale, che connete l'estremità distale del radio e la superficie delle ossa carpali. Nella mano poi troviamo le articolazioni tra le falangi: articolazioni interfalangee. Oppure quelle tra le ossa carpali: articolazioni intercarpali. Le ossa metacarpali sono ovviamente cinque e vengono rappresentate con i numeri romani (I II III IV V) e formano due articolazioni. Le ossa metacarpali si articolano con le ossa carpali della seconda fila e si articolano con le falangi. I metacarpi quando si articolano con la falange prendono il nome di base metacarpale. Le falangi in tutto sono 14 perchè il pollice presenta solo 2 falangi. Le falangi normalmente in un dito sono 3: prossimale, intermedia e distale. Il cingolo pelvico permette il movimento degli arti inferiori e inoltre dà origine all'articolazione dell'anca. Ha anche il compito di sostenere e proteggere i visceri, tra cui gli organi genitali. E' costituito da: L'anca, avente tre porzioni distinte: ileo, ischio e pube. L'ileo che va a costituire la porzione superiore, il pube che inizia con un'ossificazione indipendente e poi l'ischio, porzione inferiore. Sulla superficie dell'anca troviamo due incavi detti acetaboli, deputati all'articolazione con la testa del femore. L'acetabolo è costituito da una superficie a forma di C, che aiuta questa articolazione, e si chiama faccia semilunare. Questa articolazione rappresenta l'articolazione dell'anca. Come l'articolazione della spalla, anche questa è un'enartrosi, per cui può generare triplici movimenti ampi. Notiamo un ulteriore somiglianza, come la cavità glenoidea
della scapola era costituita da un labbro glenoideo che aumentava la profondità della cavità, anche l'acetabolo presenta un labbro acetabolare con la medesima funzione. Inoltre sull'acetabolo è presente un cuscinetto adiposo che funge da "ammortizzatore". La capsula articolare dell'anca è molto spessa e resistente (a differenza di quella della spalla) e inoltre impedisce alla testa del femore di fuoriuscire. L'articolazione dell'anca è poi sostenuta da una serie di legamenti, in particolare 4: legamento ileofemorale, legamento ischiofemorale, legamento pubofemorale e legamento acetabolare. Come si è detto, l'anca è costitutia da 3 ossa. L'osso al di sopra dell'acetabolo è quello di proporzioni maggiori ed è l'ileo. L'ileo presenta le linee glutee anteriori, posteriori e inferiori; si deduce che fungono all'inserzione per i muscoli glutei. Anteriormente troviamo un rilievo che prende il nome di linea arcuata che è importante perchè va a separare la grande pelvi dalla piccola pelvi! Superiormente l'ileo presenta una curvatura spessa: la cresta iliaca, sede di inserzioni per numerosi muscoli e legamenti. La cresta iliaca termina a livello della spina iliaca posterosuperiore e inferiormente a questa spina che diviene posterioinferiore si trova la grande incisura ischiatica, nel quale decorre il nervo ischiatico. L'ileo si fonde con l'ischio. L'ischio è la più robusta e si trova posteriormente all'acetabolo. Esso presenta la spina ischiatica, la tuberosità ischiatica e infine il ramo ischiatico che si fonde con il pube. Il pube si fonde con l'ischio attraverso il ramo inferiore del pube. Sulla superficie anteriore del pube si trova una cresta rugosa detta cresta pubica. I rami ischiatico e pubico delimitano il forame otturatorio , il quale nell'adulto è ricoperto da tessuto connettivo. Altre caratteristiche importanti dell'anca:
La testa della fibula si articola con il margine laterale della tibia. Il margine mediale del corpo della fibula è unito alla tibia mediante una membrana interossea della gamba. Questa membrana aiuta a stabilizzare la posizione delle due ossa. La fibula non partecipa, come la tibia, all'articolazione del ginocchio. Tuttavia è importante per l'inserzione di diversi muscoli. Farà parte dell'articolazione della caviglia e tramite un processo detto malleolo laterale, la caviglia si stabilizza. L'articolazione del ginocchio sostiene il peso del corpo. E' costituita da due articolazioni: una tra la tibia e il femore, e una tra il femore e la patella! Si può pensare che sia un'articolazione simile a quella del gomito, per cui che sia un ginglimo laterale, in realtà funziona come una condiloartosi. La capsula articolare del ginocchio è discontinua e supportata da menischi laterali e mediali. Si trovano inoltre legamenti di supporto: legamento patellare, legamento collaterale tibiale e legamento collaterale fibulare. Le ossa che andranno a costituire il piede sono in tutto 26 e comprendono le ossa del tarso, del metatarso e le falangi. Come nella mano, le falangi sono 14 (perchè nel I metatarso ce ne sono solo due) e sono: falange distale, intermedia e prossimale. Le ossa del tarso sono in tutte sette:
legamenti (legamento tibiofibulari, legamento deltoideo) e dal malleolo laterale. E' un ginglimo angolare (movimenti monoassiali) Le articolazioni del piede sono quelle che avvengono tra le ossa tarsali e metatarsali (articolazione tarsometatarsali) e le ossa metatarsali e le falangi (articolazione metatarsofalangee) Infine le articolazioni intertarsali.