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Apparato scheletro, Dispense di Anatomia

anatomia umana apparato scheletrico

Tipologia: Dispense

2015/2016

Caricato il 20/07/2016

Mauro.Rotunno
Mauro.Rotunno 🇮🇹

4.4

(7)

23 documenti

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APPARATO SCHELETRO

Neurocranio

Complesso di 8 ossa poste a protezione dell’encefalo, costituisce la parte postero

superiore del cranio. Le ossa che formano il neurocranio sono:

- 1 osso sfenoide,

- 1 osso etmoide (in comune con il massiccio facciale),

- 1 osso frontale,

- 1 osso occipitale,

- 2 ossa parietali,

- 2 ossa temporali.

2 Osso Frontale

Osso Sfenoide

L'osso sfenoide è un osso impari e mediano la cui forma ricorda quella di una farfalla. Costituisce parte della base cranica ma entra anche nella costituzione della volta cranica (neurocranio). Alcune parti che lo costituiscono contribuiscono alla formazione delle pareti delle cavità nasali e orbitarie. Lo sfenoide è diviso in varie parti:

  • un corpo,
  • due coppie di prolungamenti laminari chiamati piccole e grandi ali,
  • due processi pterigoidei. L’interno del corpo dello sfenoide è occupato da due cavità, i seni sfenoidali , che comunicano con le cavità nasali tramite due orifizi posti sulla faccia anteriore del corpo. La faccia superiore del corpo è concava e si chiama sella turcica ; nel fondo di questa concavità si trova la fossetta ipofisaria dove è alloggiata la ghiandola ipofis

Figura 3 Osso Sfenoide

Osso Etmoide

L’osso etmoide si trova davanti dello sfenoide, al di sotto e al di dietro dell’osso frontale. Una piccola parte dell’osso etmoide entra nella costituzione della base cranica, una parte maggiore delimita le cavità orbitarie e quelle nasali. L’osso etmoide è formato da una lamina sagittale mediana, che si incrocia perpendicolarmente, in vicinanza della sua estremità superiore, con una lamina orizzontale dalla quale sporgono da due masse laterali che appaiono come appese alle estremità laterali della lamina orizzontale. Le masse laterali sono dette anche labirinti etmoidali e sono interposte tra le cavità nasali e le cavità orbitarie. Hanno una costituzione fragile perchè sono formate da lamine sottili che individuano un insieme di piccole cavità, le cellule etmoidali, che comunicano con le cavità nasali.

Figura 4 Osso Etmoide

Osso Temporale

L' osso temporale è un osso pari che prende parte alla formazione della base cranica e delle pareti laterali della volta (neurocranio). È situato anteriormente all’osso occipitale, posteriormente alla grande ala dello sfenoide e inferiormente all’osso parietale. L’osso parietale è formato da varie porzioni:

  • parte petromastoidea,
  • la parte squamosa,
  • la parte timpanica,
  • la parte stiloidea. Nell’osso temporale si descrivono una faccia esocranica e una endocranica. La faccia esocranica è estesa in alto e in avanti in una superficie liscia, lievemente convessa, a contorno semicircolare, che rappresenta la parte squamosa. La squama del temporale è ricoperta dal muscolo temporale e presenta alcuni solchi vascolari, in avanti essa si articola con la grande ala dello sfenoide, in alto e in dietro con l’osso parietale. Dalla superficie esocranica della squama si distacca un processo orizzontale, il processo zigomatico, che con il suo apice dentellato si articola con il processo temporale dell’osso zigomatico per formare l’arcata zigomatica. Procedendo in direzione posteriore si osserva sulla faccia esocranica del temporale il processo mastoideo, un rilievo tozzo di forma conica tronca. La faccia esocranica del temporale è completata dalla faccia inferiore della piramide che è visibile sulla superficie esterna della base cranica in avanti e medialmente rispetto al processo mastoideo. Questa superficie è irregolare e ricca di particolarità morfologiche. Al davanti dell’incisura digastrica si trova il foro stilomastoideo che rappresenta lo sbocco esterno del canale facciale. Al davanti di questo foro si trova il processo stiloideo, avvolto all’origine dalla guaina che gli forma l’abbozzo timpanico. Il processo stiloideo dà inserzione ad alcuni muscoli che raggiungono la faringe (muscolo stilofaringeo), la lingua (muscolo stilogrosso) e l’osso ioide (muscolo stiloioideo) e a due legamenti che terminano sulla mandibola (legamento stilomandibolare) e sull’osso ioide (legamento stiloioideo). La faccia endocranica della squama presenta impressioni e rilievi dovuti al

Figura 6 Osso Occipitale

Massiccio Facciale

Complesso di 14 ossa più 2 in comune con il neurocranio, costituisce la parte

inferiore ed anteriore del cranio.

Nel massiccio facciale sono localizzate le orbite contenenti gli occhi, l’ingresso delle

vie aeree e digestive. Le ossa che formano il massiccio facciale sono:

- 1 osso sfenoide,

- 1 osso etmoide (in comune con il neurocranio),

- 1 vomere,

- 2 ossa nasali,

- 2 ossa lacrimali,

- 2 ossa mascellari,

- 2 ossa zigomatiche,

- 2 ossa palatine,

- 2 conche nasali inferiori,

- 1 osso mandibolare.

Figura 7 Osso Lacrimale

Vomere

Il vomere è una lamina impari e mediana, disposta sagittalmente nella compagine del setto nasale. Ha forma quadrangolare con due facce, destra e sinistra e quattro margini. Le facce sono piane con alcuni solchi vascolari e nervosi. Il margine superiore corrisponde alla faccia inferiore del corpo dello sfenoide e si sdoppia nelle cosiddette ali del vomere che comprendono il rostro sfenoidale. Il margine inferiore è orizzontale e si articola con la cresta nasale formata dai margini mediali dei processi palatini delle due ossa mascellari e delle parti orizzontali delle due ossa palatine. Il margine anteriore è obliquo in basso e in avanti; anch’esso si sdoppia per accogliere la lamina perpendicolare dell’etmoide. Il margine posteriore è libero.

Figura 8 Vomere

Osso Zigomatico

L' osso zigomatico è un osso pari di forma quadrangolare che si trova lateralmente al mascellare, al di sotto dell'osso frontale, davanti al temporale e della grande ala dello sfenoide. Riunendosi con il processo zigomatico dell'osso temporale forma l'arcata zigomatica che rappresenta un ponte di connessione tra la scatola cranica e il massiccio facciale.

Presenta due facce, quattro margini (due superiori e due inferiori) e quattro angoli. La faccia laterale o malare è liscia e convessa. La faccia mediale o temporale è concava e concorre a delimitare le fosse temporale e infratemporale. Il margine antero-inferiore si articola con il processo zigomatico dell'osso mascellare. Il margine postero-inferiore si fa ascendente in dietro per continuare con il margine inferiore del processo zigomatico del temporale. Il margine antero-superiore od orbitario, concavo e smusso, delimita lateralmente e inferiormente l'apertura anteriore dell'orbita. Il margine postero-superiore o temporale dell'osso zigomatico è incurvato a S e delimita la fossa temporale, dando anche attacco all'aponeurosi temporale; nella sua parte postero inferiore esso si pone in giunzione con il processo zigomatico dell'osso temporale.

Figura 9 Osso Zigomatico

Osso mascellare

L' osso mascellare è un osso pari che delimita le cavità orbitarie, le cavità nasali e la cavità buccale, entrando anche nella composizione della fossa infratemporale. Le due ossa mascellari si riuniscono in avanti, sotto l’apertura anteriore delle cavità nasali. Nell’insieme, l’osso mascellare si trova al di sotto del frontale, del lacrimale e del labirinto etmoidale, medialmente all’osso zigomatico, lateralmente all’osso palatino e al cornetto inferiore, anteriormente al processo pterigoideo dello sfenoide. Si considerano in ciascun osso mascellare un corpo e quattro processi detti:

  • frontale,
  • zigomatico,
  • palatino,
  • alveolare. Nell’insieme l’osso mascellare ha la forma di una piramide triangolare; vi si descrivono pertanto quattro facce di cui:
    • quella mediale o base è orientata sagittalmente e volge verso la cavità nasale (faccia nasale),
  • quella anteriore si vede sulla superficie anteriore del massiccio facciale,
  • quella superiore forma il pavimento della cavità orbitaria (faccia orbitaria),
  • quella posteriore entra nella costituzione della fossa infratemporale e della fossa pterigopalatina (faccia infratemporale).

Mandibola

La mandibola è un osso impari, mediano e simmetrico, ha la forma di ferro di cavallo. La mandibola si articola con l’osso temporale e accoglie, nell’arcata alveolare, i denti inferiori. È formata da un corpo con la concavità posteriore e da due rami che fanno seguito all’estremità posteriore del corpo. Il corpo della mandibola presenta una faccia esterna, una interna, un margine inferiore o base ed uno posteriore; quest’ultimo costituisce il processo alveolare. La faccia esterna del processo alveolare presenta una serie di rilievi, i gioghi alveolari, analoghi a quelli descritti nel processo alveolare dell’osso mascellare. I rami mandibolari si distaccano dalle estremità posteriori del corpo e risalgono formando con questo un angolo ottuso. La faccia esterna è piana e presenta alcune rugosità per l’inserzione del muscolo massetere. La faccia interna presenta anch’essa qualche rilievo per l’inserzione del muscolo pterigoideo interno. Nel suo mezzo si trova il foro mandibolare che immette nel canale mandibolare; il foro è delimitato medialmente da una spina aguzza, la lingula mandibolare, su cui prende attacco il legamento sfeno-mandibolare dell’articolazione temporo-mandibolare. Il margine inferiore del ramo è la diretta continuazione del margine inferiore del corpo; in corrispondenza dell’angolo della mandibola esso continua nel margine posteriore, tozzo e rugoso, che risale fino al condilo. Il margine superiore del ramo mandibolare presenta due distinti rilievi tra loro separati dall’incisura della mandibola, a concavità superiore. Tali rilievi sono il processo coronoideo anteriormente e il processo condiloideo o condilo, posteriormente. Il processo coronoideo, sottile, ha forma triangolare con l’apice volto in alto; dà inserzione al muscolo temporale. Il condilo della mandibola è un processo articolare formato da una testa e da un collo. La testa, su cui si trova la superficie articolare, ha forma ellissoidale, con l’asse maggiore diretto in dietro e medialmente; il collo del condilo è ristretto e presenta, nella sua faccia mediale, una fossetta per l’inserzione del muscolo pterigoideo esterno. Il margine anteriore del ramo è compreso tra l’ultimo dente molare e la base del processo coronoideo; il suo tratto iniziale, dietro l’ultimo dente molare, è denominato lembo alveolare retro dentale. Sopra il lembo retro dentale, il margine anteriore della mandibola è formato da un labbro esterno e da uno interno, tra i quali vi è una doccia che prosegue inferiormente e all’esterno nel solco buccinatorio compreso tra la linea obliqua esterna e la cresta temporale.

Figura 10 Mandibola

Colonna Vertebrale

Complesso di ossa, le vertebre (33 o 34) tra loro articolate.

Fornisce sostegno al corpo in modo statico e dinamico, la colonna vertebrale può

essere suddivisa in 5 segmenti che formano lo scheletro di varie porzioni del tronco:

- segmento cervicale, scheletro del collo;

- segmento toracico, scheletro del torace;

- segmento lombare, scheletro dell’addome;

- segmento sacrale e coccigeo, scheletro della pelvi (assieme alle ossa dell’anca).

Vertebre Cervicali

Le vertebre cervicali sono 7 e hanno caratteristiche comuni che consentono di distinguerle da altre vertebre dalla colonna. Di queste:

  • la 1a^ vertebra cervicale (o atlante),
  • la 2a^ vertebra cervicale (o epistrofeo o asse),
  • e la 7a^ vertebra cervicale (vertebra prominente), hanno peculiarità proprie. Le 7 vertebre cervicali aumentano gradualmente di volume in direzione cranio-caudale. Il corpo della vertebra ha forma quadrangolare, col maggior asse orientato trasversalmente. La faccia superiore del corpo è delimitata da una cresta sagittale (uncino), la faccia inferiore presenta due depressioni dove sono accolti gli uncini della vertebra sottostante. I peduncoli sono diretti obliquamente in dietro e in fuori rispetto al corpo alla massa apofisaria; la loro incisura superiore è più profonda di quella inferiore. Il processo trasverso è formato da due lamine di cui quella anteriore è connessa al corpo, quella posteriore alla massa apofisaria; le due lamine sono riunite da un ponte osseo diretto da dietro in avanti, hanno alle due estremità due tubercoli, anteriore e posteriore. Le due lamine del processo trasverso, il corpo e il peduncolo vertebrale, delimitano il foro trasversario che dà passaggio all’arteria e alla vena vertebrale. I processi articolari si trovano al di dietro dei processi trasversi e sono molto obliqui. Le faccette articolari sono piane; quelle superiori sono rivolte verso l’alto e verso dietro; quelle inferiori in avanti e in basso. Le lamine sono rettangolari e oblique dall’alto in basso e dall’avanti in dietro. Il foro vertebrale ha forma triangolare; è maggiormente esteso in direzione trasversale ed è più ampio rispetto a quelle delle vertebre dei tratti successivi. La tipica vertebra cervicale può essere considerata la terza (C3). La 1a^ vertebra cervicale (atlante) è profondamente modificata rispetto alle altre vertebre cervicali. Si articola in alto con l’osso occipitale. La 1a^ vertebra cervicale è priva del corpo che, durante lo sviluppo, si fonde con quello dell’epistrofeo (2a^ vertebra cervicale). È quindi formata da un arco anteriore e da un arco posteriore che riuniscono due voluminose masse laterali. La 2a^ vertebra cervicale (o epistrofeo o asse) ha caratteri generali delle vertebre cervicali ma si presenta modificata soprattutto nella faccia superiore del corpo in cui si osserva il dente che si connette al corpo vertebrale. Il corpo del dente è appiattito dall’avanti in dietro e presenta, sulle sue superfici anteriore e posteriore, due faccette articolari di cui quella anteriore si articola con l’arco anteriore dell’atlante mentre su quella posteriore scorre il legamento trasverso dell’atlante.

Vertebre Toraciche

Vertebre Lombari

Le 5 vertebre lombari hanno un notevole volume del corpo e una caratteristica forma dei processi spinosi. I pedundoli sono voluminosi, con incisure inferiori più accentuate di quelle superiori. Dai peduncoli e dalla parte contigua del corpo e delle masse apofisarie si distaccano i processi costiformi, robuste lamine ossee che si dirigono in fuori. Dietro il processo costiforme si trovano, l’uno al di sopra dell’altro, il processo mammillare e il processo accessorio. I processi articolari sono verticali e le loro faccette articolari, sono orientate nel piano sagittale; quelle superiori hanno superficie concava, quelle inferiori hanno superficie convessa. Le lamine vertebrali sono spesse e più alte che larghe. I processi spinosi sono tozzi e molto robusti, sono rivolti orizzontalmente e in dietro. Il foro vertebrale è stretto e di forma triangolare.

Figura 12 Vertebre Lombari

Osso Sacro

L'osso sacro è un unico osso derivante dalla fusione di cinque segmenti primitivi (vertebre sacrali). L’osso scaro si trova di seguito al segmento lombare della colonna vertebrale; assieme al coccige e alle due ossa dell’anca forma il bacino. Il sacro ha la forma di una piramide quadrangolare con base in alto e apice in basso. Nell’osso sacro si considerano una faccia anteriore, una posteriore, due laterali, una base (in alto) e un apice (in basso). La faccia anteriore è concava e volge in avanti e in basso; presenta, nella sua parte di mezzo, quattro linee trasversali che indicano la saldatura (sinostosi) tra i corpi delle cinque primitive vertebre sacrali. A lato delle linee di sinostosi si trovano quattro paia di fori sacrali anteriori che immettono nel canale sacrale e lasciano passare i rami anteriori dei nervi spinali sacrali. I fori sacrali anteriori si costituiscono per la fusione di parti ossee corrispondenti ai processi costiformi delle vertebre lombari; anteriormente ad essi si trovano delle docce in cui decorrono i nervi. La faccia posteriore è convessa e accidentata; sulla linea mediana presenta la cresta sacrale media che deriva dalla fusione dei processi spinosi delle primitive vertebre sacrali. A lato della cresta sacrale media si trovano due docce formate dalla fusione delle primitive lamine vertebrali. Negli ultimi segmenti sacrali, tuttavia, manca la porzione laminare delle vertebre, così che la cresta sacrale media e le due docce che le stanno a lato non risultano presenti; il canale sacrale viene a trovarsi perciò aperto dorsalmente; questa apertura prende il nome di hiatus sacrale. Lateralmente alle docce che si trovano di fianco alla cresta sacrale media, si notano una serie di tubercoli sulla cui linea si trovano, in corrispondenza della base, i processi articolari della 1a^ vertebra sacrale. Le due file di tubercoli formano le creste sacrali articolari o intermedie che, in basso, terminano con un’acuta sporgenza, il corno sacrale; le creste si formano per la fusione dei processi articolari delle vertebre sacrali. A lato delle creste articolari si trovano quattro paia di fori sacrali posteriori, più piccoli di quelli anteriori, che danno passaggio ai rami posteriori dei nervi spinali sacrali. All’esterno della linea dei fori sacrali si trovano due serie di rilievi che provengono dalla fusione dei processi mammillari e accessori delle vertebre primitive e costituiscono le creste sacrali laterali.Le facce laterali sono slargate in alto dove c’è la superficie articolare per l’osso dell’anca, la faccetta auricolare; dietro questa c’è una superficie irregolare su cui si impiantano numerosi legamenti, la tuberosità sacrale. La faccetta auricolare e la tuberosità sacrale corrispondono ai primi due segmenti sacrali; al di sotto di questi le facce laterali si fanno via via più ristrette. La base è in rapporto con la 5a^ vertebra lombare, formando un angolo a convessità anteriore che è denominato promontorio. Presenta, nel mezzo, una superficie ovale, con il maggior diametro trasversale e si articola con il corpo della 5a^ vertebra lombare. Dietro tale superficie c’è l’orifizio superiore del canale sacrale, di forma triangolare; esso è limitato posteriormente dalle lamine del processo spinoso della 1 a^ vertebra sacrale. Lateralmente all’imbocco del canale sacrale si trovano i processi articolari superiori della 1a^ vertebra sacrale, le cui faccette articolari sono rivolte postero-medialmente. Ai lati della superficie articolare per il corpo della 5a^ vertebra lombare, ci sono due superfici lisce, di forma triangolare, con la base esterna; sono queste le ali del sacro, divise dalla faccia anteriore per mezzo di un margine ottuso che rappresenta il prolungamento sacrale della linea terminale dell’osso dell’anca. L’apice presenta una faccetta ellittica che si articola con la base del coccige. Il canale sacrale, triangolare in alto e appiattito in basso, termina con un’apertura inferiore, lo hiatus sacrale che, per il mancato sviluppo delle lamine, si osserva sulla faccia dorsale degli ultimi due segmenti sacrali. Ai lati del canale sacrale, in corrispondenza del piano di congiunzione dei diversi segmenti, partono quattro brevi canali, i fori intervertebrali, che si biforcano presto per far capo ai fori sacrali anteriori e posteriori del corrispondente livello.

Osso anca

L’osso dell’anca è un osso voluminoso, piatto, pari e simmetrico. L’osso dell’anca si forma dalla fusione di tre abbozzi ossei:

  • l’ileo,
  • il pube,
  • l’ischio, presenti come ossa distinte sino ad oltre il decimo anno di vita. La superficie esterna dell’osso dell’anca presenta una fossa, l’acetabolo, dove si articola la testa del femore. La cavità acetabolare, i legamenti, la capsula articolare e la testa del femore formano l'articolazione coxo femorale, o articolazione dell’anca. Le due ossa dell’anca si articolano anteriormente tra di loro e posteriormente con l’osso sacro, facente parte della colonna vertebrale. L’insieme delle due ossa dell’anca, dell’osso sacro e del coggige, unitamente ai legamenti pertinenti, forma il bacino, struttura che presenta caratteristiche diverse nei due sessi. Nella femmina, per favorire il passaggio del bambino al momento del parto, il bacino è più largo rispetto a quello del maschio, l’angolo sottopubico è di circa 110 gradi.

Gabbia Toracica

Complesso di ossa che formano lo scheletro del torace.

La gabbia toracica è formata dalle 12 vertebre toraciche posteriormente,

dalle 12 paia di costole lateralmente, dallo sterno e dalle cartilagini costali

anteriormente.

Coste o Costole

Le coste (o costole) sono segmenti scheletrici formati da una parte ossea, la costa propriamente detta, la quale è completata in avanti da un tratto cartilagineo, la cartilagine costale. Le coste si articolano posteriormente con le vertebre toraciche e circoscrivono, come archi, gran parte della cavità toracica fino ad articolarsi anteriormente (non tutte) con lo sterno e costituendo così la gabbia toracica. Le coste sono complessivamente 12 paia:

  • le prime 7 si uniscono in avanti con lo sterno;
  • l’8 a^ , la 9a^ e la 10a^ costa si connettono, per mezzo della loro cartilagine, alla cartilagine della costa sovrastante, formando in tal modo una linea arcuata detta arco costale;
  • l’11a^ e la 12a^ sono libere da ogni connessione con le coste precedenti e terminano con una piccola cartilagine appuntita; sono denominate coste libere (o fluttuanti). La lunghezza delle coste aumenta dalla 1a^ all’8a^ e diminuisce gradualmente dall’8 a^ alla 12a^. L’obliquità in basso e in avanti aumenta dalla prima all’ultima e la distanza dal tubercolo all’angolo costale si accresce dall’alto in basso. Le coste propriamente dette sono ossa piatte, nastriformi, incurvate ad arco. Non vengono considerate tra le ossa lunghe, malgrado la prevalenza di un diametro, in quanto mancano di un canale midollare. Sono costituite da una lamina superficiale di tessuto osseo compatto che racchiude sostanza spugnosa. A partire dal punto di articolazione con le vertebre, le coste si portano dapprima in basso e in fuori; cambiano quindi bruscamente direzione, a livello dell’angolo costale, per portarsi in avanti descrivendo una curva a convessità esterna. Sull’angolo costale prende inserzione il muscolo ileocostale (il più laterale dei muscoli spinodorsali). Nel loro decorso, le coste persentano anche una curva di torsione per cui la loro faccia esterna, convessa, volge posteriormente in basso e anteriormente in alto. Le coste hanno un corpo e due estremità di cui quella posteriore si articola con la colonna vertebrale, quella anteriore prosegue nella cartilagine costale. L’estremità posteriore forma la testa della costa sulla quale si trovano due faccette articolari tra loro divise da una cresta; per mezzo di queste due faccette, la testa della costa si articola con le faccette costali dei corpi di due vertebre contigue. Nelle coste fluttuanti esiste una sola faccetta articolare perché esse prendono rapporto con un solo corpo vertebrale, quello dell’11 a^ e della