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Si confrontano il nuovo modello NASEM 2021 con il vecchio modello NRC 2001, spiegando le equazioni per il calcolo della DMI e osservando i grafici dei diversi fabbisogni.
Tipologia: Appunti
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I modelli nutrizionali servono a definire da un lato quello che arriva all’animale attraverso gli alimenti (apporti) e dall’altro i fabbisogni.
L’azoto proveniente dall’alimento può essere di 3 tipi :
Per modello si intende una rappresentazione matematica di un sistema , nel nostro caso il rumine. Vengono distinti in empirici e meccanicistici : i modelli empirici si basano su dati ottenuti dalle sperimentazioni e dalle osservazioni, e mettono in relazione questi dati in modo da ricavare la variabile ignota; i modelli meccanicistici si basano invece sul funzionamento del sistema e i suoi meccanismi biologici. I modelli odierni si dividono così:
Si può calcolare la percentuale della digeribilità totale di ogni nutriente, che è uguale alla digeribilità reale di tutti i macro-costituenti di ogni alimento. Il fattore -7 (%) indica le perdite con le feci. La digeribilità reale dei costituenti degli alimenti. FA: fatty acids; calcolati come EE (estratto etereo) –
NDFn: calcolata come NDF
DE significa digestible energy , ed indica l’energia digeribile ed effettivamente utilizzata dall’animale: I coefficienti di moltiplicazione indicano le calorie associate ai vari macronutrienti : o 4,2 per carboidrati e fibre. o 5,6 per le proteine. o 9,4 per i grassi o -0,3 per le feci. Il pedice “1X” indica che l’animale sta assumendo una razione che copre tutti i suoi fabbisogni basali una volta.
Nel caso in cui l’animale mangiasse più del dovuto, la velocità con cui gli alimenti vengono scartati dal rumine aumenta, per cui parte dei nutrienti verrebbe persa nelle feci con perdita di guadagno. Questo incide quindi sul tasso di degradabilità.
Un altro fattore di cui tenere conto è il discount , ovvero quella parte della razione che non viene digerita dall’animale in quanto questo sta assumendo più cibo di cui ha bisogno per il suo mantenimento basale. Un animale in lattazione, ad esempio, deve coprire 3 tipi diversi di fabbisogni: mantenimento, riproduzione e produzione; in questo caso l’animale deve mangiare di più rispetto al suo fabbisogno di mantenimento (1X) e quindi parte del cibo ingerito viene scartato per fare posto al nuovo cibo. Questo scarto prende il nome di discount.
MEp sta per metabolizable energy e indica l’energia disponibile nell’alimento, mentre NEp sta per net energy ed indica l’energia effettivamente assorbita dall’animale, che si ricava una volta eliminati i diversi tipi di perdite (urine, gas). Se viene somministrata una dieta ricca di grassi , quindi con un contenuto di EE maggiore o uguale al 6% della razione, l’attività batterica ruminale viene compromessa , per cui la formula da utilizzare diventa:
o Non vengono considerati i fabbisogni dei primi 190 giorni di gestazione in quanto considerati pari a quelli del mantenimento ; quindi, sono considerati solo quelli compresi tra i 191 e 279 giorni. o Per i giorni compresi tra 191 e 279, sono considerati i giorni di gestazione D, e il peso del vitello alla nascita CBW (calf body weight). NASEM 2021 o Tiene in considerazione i fabbisogni sin dal primo giorno di gestazione.
o Stimati a partire dal valore di EBW (empty body weight), ovvero il peso vivo privato del contenuto del tratto gastro intestinale, che differisce da SBW (shrunk body weight), il peso vivo a digiuno. NASEM 2021 o Chiude lo scalino che si creava in NRC dopo il primo parto.
o Esistono diverse equazioni in base a quali concentrazioni sono note, quando sono ignote si approssimano a dei coefficienti fissi. NASEM 2021 o Quando è noto solo il contenuto di grasso l’equazione è uguale alla NRC, mentre a concentrazioni note gli apporti variano: del +6% per gli animali di 650kg con produzione media di 55kg, e +11% per animali dello stesso peso con produzione media di 30kg. Si è osservato che NRC sottostima i fabbisogni delle bovine sia in asciutta che in lattazione, per cui un animale con la medesima produzione e condizione corporea, si formulano diete a maggiore concentrazione energetica con il nuovo NASEM.
La RUP ( proteina di origine dietetica non degradata nel rumine ) viene descritta con lo schema A, B e C. La quota proteica che scompare dal rumine è rappresentata dal rapporto tra il tasso di degradazione Kd e la stima dei tassi di passaggio Kp. Nell’NRC la Kp veniva stimata basandosi sull’ingestione, è variabile per i foraggi umidi, secchi e concentrati. Nel NASEM vengono considerati dei tassi di passaggio costanti, uno per i foraggi e uno per i concentrati.
Calcolata come la somma tra la RUP e la MCP ( proteina di origine microbica ). NRC stima la quota di azoto endogeno che raggiunge il tenue a partire dall’ingestione di sostanza secca. Il NASEM non considera l’azoto endogeno come parte della MP in quanto non costituisce un apporto netto.