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L'apprendimento cooperativo come metodologia didattica che promuove l'interazione sociale e l'apprendimento reciproco tra gli studenti. Vengono presentate diverse teorie sull'apprendimento, come quelle di deutsch, bruner, piaget, vygotskij e gardner, e vengono analizzati i principi chiave dell'apprendimento cooperativo, tra cui l'interdipendenza positiva, la responsabilità individuale, l'interazione faccia a faccia e l'insegnamento diretto delle abilità sociali. Anche esempi concreti di tecniche di apprendimento cooperativo, come il jigsaw, il peer tutoring, il peer collaboration e il group investigation, e illustra l'approccio strutturale di kagan, che introduce le strutture per organizzare l'interazione in classe. Infine, vengono evidenziati i benefici dell'apprendimento cooperativo, come la riduzione dell'ansia, il miglioramento delle abilità relazionali e cognitive, e la creazione di un clima di classe positivo.
Tipologia: Appunti
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“Imparare non è solo un processo individuale. La dimensione sociale dell’apprendimento svolge un ruolo significativo. In tal senso, molte sono le forme di interazione e collaborazione che possono essere introdotte (dall’aiuto reciproco all’apprendimento collaborativo, all’apprendimento tra pari), sia all’interno della classe, sia attraverso la formazione di gruppi di lavoro con alunni di classi e di età diverse”. ALCUNI FONDAMENTI TEORICI John Dewey (1859-1952): La scuola come comunità in miniatura, centrata sull’esperienza diretta degli allievi. L’apprendimento coinvolge aspetti intellettuali, emotivi e sociali. Kurt Lewin (1890-1947): Le dinamiche di gruppo: il modo in cui è strutturato il contesto in cui ci muoviamo influenza ciò che facciamo e come lo facciamo. Deutsch : teoria dell’interdipendenza (1949) “ L’apprendimento è, tra l’altro, un processo interattivo in cui le persone imparano una dall’altra, e non solo attraverso il narrare e il mostrare; è nella natura delle culture umane formare comunità in cui l’apprendimento è frutto di uno scambio reciproco” (Bruner,1997) Teorie dell’apprendimento: Piaget: teoria del conflitto cognitivo Vygotskij: teoria dello sviluppo prossimale Bruner: strutturalismo Gardner: le intelligenze multiple Apprendimento = processo attivo e co-costruttivo, all’interno del quale agiscono individui e sistemi portatori di molteplici modi di leggere e interpretare la realtà circostante. I GRUPPI
1. Eterogeneità: a livello di : - abilità - genere - classe sociale - differenza culturale Essa favorisce il raggiungimento di una diversa ZONA PROSSIMALE DI SVILUPPO in relazione agli apprendimenti. Zona prossimale à distanza tra il livello attuale e quello che si può raggiungere In collaborazione con persone differenti e con materiali significativi.
2. Autonomia: gli studenti imparano DA SOLI Il docente suggerisce e consiglia: - su richiesta del gruppo - in situazioni problematiche Possibili due ruoli per i docenti: docente di sostegno supporto alle ab. sociali, docente curricolare supporto alle abilità cognitive.
L’INSEGNANTE L’ALUNNO
Agevola l’apprendimento degli alunni; Organizza e pianifica il lavoro in funzione di specifici obiettivi cognitivi; Favorisce l’integrazione e l’incontro tra competenze e culture diverse organizzando gruppi eterogenei; Partecipa alla valutazione degli alunni
“Livello di expertise raggiunto nell’uso coerente di un insieme di abilità relazionali che favoriscono la buona relazione e interazione con gli altri”.
“ Insieme di comportamenti motivati e cognitivamente controllati che permettono a una persona di iniziare , sviluppare , mantenere e affrontare in modo efficace una buona relazione con gli altri e un buon inserimento nell’ ambiente che la circonda” (Comoglio, 1999). Le abilità sociali non sono innate, ma si apprendono con l’esperienza. Devono essere identificate e insegnate come le materie scolastiche. È necessario motivare gli studenti e dare loro l'opportunità di usarle in contesti autentici di apprendimento.
Inizialmente lavoro A COPPIE su compiti semplici e di breve durata
Abilità prerequisite per la vita di classe - Ascoltare - Chiedere aiuto - Ignorare le distrazioni - Rivolgere domande Abilità per fare o mantenere amicizie - Presentarsi agli altri - Avviare una conversazione - Chiudere una conversazione - Osservare le regole del gioco - Accettare le conseguenze Abilità di gestione delle emozioni - Conoscere le proprie emozioni - Comunicare le proprie emozioni - Cogliere le emozioni altrui - Capire le emozioni altrui Abilità per controllare l’aggressività - Dar prova di autocontrollo - Chiedere un’autorizzazione - Non lasciarsi coinvolgere nei litigi
Uno studente lavora su un compito dato mentre l’altro, con il ruolo di istruttore, controlla ed eventualmente aiuta. SEND A PROBLEM (INVIA UN PROBLEMA) Nel gruppo ciascuno elabora una domanda e la scrive su una carta, insieme si scrive sul retro la risposta concordata nel gruppo.
Le carte vengono inviate ad un altro gruppo: il primo legge la prima domanda e tutti cercano di rispondere, se c’è accordo con la risposta scritta sulla carta si passa alla seconda domanda, altrimenti si scrive la risposta alternativa. Completato il giro, tutti i gruppi discutono insieme le alternative trovate. THINK PAIR SHARE (PENSA, COPPIA, CONDIVIDI) Ogni alunno pensa a livello individuale la risposta a una domanda/problema posta dell’insegnante. In coppia si confrontano le risposte individuali e si discute. Si può giungere ad una risposta condivisa da entrambi i membri che tenga conto dei contributi di ciascuno. Un membro della coppia, chiamato a caso (responsabilità individuale), condivide con tutta la classe la risposta elaborata.
ripropone modello insegnate/alunno: un elemento conosce la soluzione del compito lavoro a coppia ruoli di tutor e tutee attività in classe docente come fornitore di compiti PEER COLLABORATION ripropone modello dell’apprendimento cooperativo lavoro a coppia o in piccolo gruppo attività in classe risoluzione del compito non conosciuta, ricerca collaborativa di strategie
La Ricerca di Gruppo (Group Investigation ) è un metodo didattico di tipo cooperativo in cui gli studenti lavorano in piccoli gruppi e sono corresponsabili nella scelta dei contenuti e del processo di apprendimento.
necessario modificare in profondità tante abitudini delle scuole, nonché abbandonare la chiacchiera sulle differenze culturali per potere lasciare spazio al sospetto che le disuguaglianze sociali si traducono nelle classi in differenze di status scolastico, con ripercussioni assai nocive sullo sviluppo delle capacità e delle competenze degli allievi.
E’ una modalità che muove dal riconoscimento della pluralità delle intelligenze, da attivare attraverso un lavoro di ristrutturazione dei rapporti nelle classi. L’eterogeneità non costituisce uno svantaggio, ma diventa occasione di crescita sia a livello cognitivo sia sociale. Centralità dei gruppi eterogenei.
Il COLLABORATIVE APPROACH è un modello di organizzazione del gruppo dai contorni più generici. Qui la cooperazione è più una struttura funzionale a obiettivi sociali o di apprendimento che non una struttura di gruppo con interdipendenza di obiettivi, risorse, ruoli o materiali di riferimento ai quali il gruppo struttura il suo lavoro di apprendimento. L’insegnante struttura un’unità di apprendimento secondo diverse fasi (coinvolgimento, esplorazione, trasformazione, presentazione e riflessione), che si realizzano combinando in modo adeguato e flessibile diverse modalità di gruppo.
Le ricerche condotte sull’apprendimento cooperativo hanno rilevato che tale metodologia: crea una motivazione più forte ad imparare; accresce il tempo dedicato al compito; abbassa i livelli di ansia e di stress, produce abilità relazionali più elevate, induce la costruzione di una miglior autostima e migliora il clima di classe; produce abilità cognitive più elevate e significative
Il nostro vantaggio stava nel fatto che avevamo sviluppato metodi di collaborazione nuovi ma fruttuosi […] se uno di noi suggeriva una nuova idea l’altro, pur prendendola in seria considerazione, provava a demolirla con convinzione, ma senza ostilità” (F.Crick, Premio Nobel, co-scopritore della doppia elica del DNA)
“ Se applichiamo i principi della cooperazione ad una scuola intera, ed ancora oltre, il risultato è un mutuo sostegno tra studenti ed insegnanti di una scuola, tra le scuole e tra le scuole e la comunità più estesa ” (Kagan, 1992 ).