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apprendimento e attenzione, Appunti di Psicologia Generale

Breve ma dettagliata descrizione dei meccanismi alla base dell'apprendimento

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 05/08/2025

valeria-mazzel
valeria-mazzel 🇮🇹

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Apprendimento
Consiste in un processo di acquisizione e mantenimento (anche se in realtà acquisizione =
apprendimento e mantenimento = memoria) di info, che si traduce spesso in una variazione
relativamente permanente del comportamento
Implica modifiche del sistema neurale che devono essere mantenute nel tempo ->
l’apprendimento è un esempio/un’evidenza di plasticità cerebrale -> il cervello è plastico -> si
modifica continuamente -> non ci può essere apprendimento senza una modifica del sistema
neurale
Si ha apprendimento quando si ha la possibilità di esercitarsi con certe situazioni ->
l’apprendimento ha spesso luogo x effetto dell’esperienza -> la ripetizione e l’allenamento
hanno un ruolo fondamentale
Apprendimento vs maturazione -> un cambiamento di comportamento può essere dovuto
all’una o all’altra cosa
L’apprendimento è legato all’esperienza e all’esposizione ad uno stimolo, e tende a
differenziare gli individui -> ognuno di noi ha avuto esperienze diverse
La maturazione invece è dovuta ad istruzioni presenti nei geni e tende ad omologare gli
individui verso valori tipici di quella specie a quell’età
Apprendimento vs fatica -> anche l’affaticamento fisico genera modifiche nel comportamento
L’affaticamento tende a rallentare l’apprendimento -> impedisce all’organismo efficienza
fisica e mentale
Il sistema nervoso è capace di forme di apprendimento diverse
+ differenze nella capacità di apprendere tra specie e specie
2 categorie
Apprendimento associativo -> si traduce nel creare associazione tra 2 stimoli
Apprendimento non associativo -> l’apprendimento avviene anche senza che si crei
l’associazione
L’ apprendimento non associativo prevede 2 forme (+ una terza, l’adattamento, simile
all’abituazione)
Abituazione
L’animale riduce o elimina la sua risposta ad uno stimolo innocuo/irrilevante (in realtà
anche non) quando questo è incontrato ripetutamente
Sensibilizzazione
L’animale amplifica la sua risposta a uno stimolo rilevante quando questo è incontrato
ripetutamente
L’abituazione è la forma di plasticità comportamentale più diffusa -> è un comportamento
adattivo (ha valore fondamentale x la vita) presente in tutti gli animali, dai meno complessi ai
più complessi (Nb. il meccanismo sottostante all’abituazione in organismi senza sistema
nervoso è diverso da quelli che lo possiedono, anche se il fenomeno di abituazione è lo
stesso)
Es. abituazione della risposta di trasalimento (spavento) indotta da un suono -> lo stimolo a
cui è esposto il topo è sempre lo stesso ma dopo un po’ il topo si abitua e non si spaventa più
(lo stesso stimolo non elicita più la stessa risposta) -> lo stimolo comincia ad essere escluso -
> è come se non ci fosse più
Quali sono le caratteristiche di questo fenomeno?
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Apprendimento

Consiste in un processo di acquisizione e mantenimento (anche se in realtà acquisizione =

apprendimento e mantenimento = memoria) di info, che si traduce spesso in una variazione

relativamente permanente del comportamento

Implica modifiche del sistema neurale che devono essere mantenute nel tempo ->

l’apprendimento è un esempio/un’evidenza di plasticità cerebrale -> il cervello è plastico -> si

modifica continuamente -> non ci può essere apprendimento senza una modifica del sistema

neurale

Si ha apprendimento quando si ha la possibilità di esercitarsi con certe situazioni ->

l’apprendimento ha spesso luogo x effetto dell’esperienza -> la ripetizione e l’allenamento

hanno un ruolo fondamentale

Apprendimento vs maturazione -> un cambiamento di comportamento può essere dovuto

all’una o all’altra cosa

L’apprendimento è legato all’esperienza e all’esposizione ad uno stimolo, e tende a

differenziare gli individui -> ognuno di noi ha avuto esperienze diverse

La maturazione invece è dovuta ad istruzioni presenti nei geni e tende ad omologare gli

individui verso valori tipici di quella specie a quell’età

Apprendimento vs fatica -> anche l’affaticamento fisico genera modifiche nel comportamento

L’affaticamento tende a rallentare l’apprendimento -> impedisce all’organismo efficienza

fisica e mentale

Il sistema nervoso è capace di forme di apprendimento diverse

+ differenze nella capacità di apprendere tra specie e specie

2 categorie

 Apprendimento associativo -> si traduce nel creare associazione tra 2 stimoli

 Apprendimento non associativo -> l’apprendimento avviene anche senza che si crei

l’associazione

L’ apprendimento non associativo prevede 2 forme (+ una terza, l’adattamento, simile

all’abituazione)

 Abituazione

L’animale riduce o elimina la sua risposta ad uno stimolo innocuo/irrilevante (in realtà

anche non) quando questo è incontrato ripetutamente

 Sensibilizzazione

L’animale amplifica la sua risposta a uno stimolo rilevante quando questo è incontrato

ripetutamente

L’abituazione è la forma di plasticità comportamentale più diffusa -> è un comportamento

adattivo (ha valore fondamentale x la vita) presente in tutti gli animali, dai meno complessi ai

più complessi (Nb. il meccanismo sottostante all’abituazione in organismi senza sistema

nervoso è diverso da quelli che lo possiedono, anche se il fenomeno di abituazione è lo

stesso)

Es. abituazione della risposta di trasalimento (spavento) indotta da un suono -> lo stimolo a

cui è esposto il topo è sempre lo stesso ma dopo un po’ il topo si abitua e non si spaventa più

(lo stesso stimolo non elicita più la stessa risposta) -> lo stimolo comincia ad essere escluso -

> è come se non ci fosse più

Quali sono le caratteristiche di questo fenomeno?

Solo negli anni 20/30 si inizia a studiare l’abituazione-> Thompson (1966) la studia sullo

“spinal cat” (gatto con lesione nel midollo spinale) e ne evidenzia alcune caratteristiche

1. Abituazione -> se uno stimolo elicita una risposta, la ripetuta applicazione dello stimolo

produrrà una diminuzione della risposta

2. Recupero spontaneo -> si impara a smettere di rispondere ma se poi non sento più

quello stimolo per un po’ recupero la mia predisposizione a rispondere

-> se la presentazione dello stimolo viene sospesa, la risposta viene recuperata (è

come se dimenticassi ciò che avevo imparato)

3. La presentazione di un nuovo stimolo produce disabituazione allo stimolo

precedentemente abituato

-> topo abituato a uno stimolo, arriva un nuovo tono -> si spaventa, se torbo allo

stimolo di prima è come se il topo lo sentisse x la prima volta -> dovrà riabituarsi ma lo

farà più in fretta di prima

Nb. anche la disabituazione è soggetta ad abituazione

4. Data una serie ripetuta di abituazioni e disabituazioni, l’abituazione diventa sempre più

rapida (e anche il recupero spontaneo) -> ogni volta ci metto sempre meno ad

imparare

5. A parità di altre condizioni, più è rapida la frequenza di stimolazione, più è rapida

l’abituazione

-> se ogni stimolo genera una traccia di memoria, se questa traccia di memoria

degrada è come se non avessi sentito lo stimolo (mi sto dimenticando di averlo sentito)

-> l’abituazione, come ogni altra forma di apprendimento, ha a che fare con la memoria

6. Stimoli deboli producono abituazione più rapida

7. L’abituazione può essere generalizzata a stimoli simili (questo è valido x qualsiasi

processo di apprendimento)

Modelli per spiegare l’abituazione -> dipendono dagli animali utilizzati

Uno dei principali, con caratteristiche più cognitive, è quello di Sokolov (1963), che studiando

il riflesso di orientamento studia come questo vada incontro ad abituazione (l’aveva già

scoperto Pavlov nel 1926)

-> l’animale si orienta verso lo stimolo improvviso, visto che potrebbe essere pericoloso, al

fine di identificarlo e di reagire di conseguenza (es. se qualcuno mi tocca una spalla mi giro

per vedere chi è, le sirene sulle ambulanze servono ad indurre il riflesso di orientamento) -> è

un meccanismo innato che ogni animale ha

-> riflesso complesso che si compone di diverse risposte -> elicita risposte viscerali e motorie,

che quando lo stimolo si ripete si attenuano (cessano tutte le risposte fisiologiche associate:

aumento della frequenza cardiaca, della pressione, della sudorazione, della dilatazione

pupillare, …) -> l’animale smette di orientarsi verso lo stimolo improvviso (se è

innocuo/irrilevante)

Sokolov spiega il fatto che il riflesso di orientamento vada incontro ad abituazione con il

modello di comparazione neurale

-> il cervello costruisce un modello neurale dello stimolo (ed eventualmente produce una

risposta)

-> ogni volta che lo stimolo viene re-incontrato viene comparato con il corrispondente

modello, e se coincide la risposta viene via via inibita -> abituazione

-> il modello di comparazione diventa quanto più preciso tanto più ripeto lo stimolo e quanto

più il modello è simile allo stimolo vero tanto più la risposta viene inibita

Nb. in realtà avviene un match molto più sofisticato -> confronto tra input e predizione fatta

sull’input (fatta sulla base di quello che ha visto)

evocare la risposta incondizionata (che ora si chiamerà condizionata, CR) in assenza dello

stimolo incondizionato

CR è identica o molto simile a UR, tuttavia CR sostituisce UR quando viene evocata da CS in

assenza di US

Dentro la mia testa si crea un’associazione tra gli stimoli, in virtù della quale la presentazione

dello stimolo condizionato evoca la risposta incondizionata

Nb. 2 possibili strade x arrivare da CS a CR (posso passare per US oppure no)

Sviluppo temporale dell’associazione -> l’associazione si forma nel tempo -> devo mostrare x

un po’ di volte lo stimolo neutro assieme a quello incondizionato prima che lo stimolo neutro

diventi uno stimolo condizionato

Nb. questo legame viene rinforzato dal valore motivazionale dello stimolo incondizionato

CARATTERISTICHE DEL CONDIZIONAMENTO CLASSICO E FENOMENI LEGATI

1. Affinchè avvenga condizionamento CS deve precedere US -> l’intervallo ottimale tra CS

e US è sotto i 2 secondi -> forward conditioning -> contiguità temporale tra CS e US

2. Condizionamento simultaneo (simultaneous conditioning) -> anche se è meno

probabile si può osservare condizionamento presentando CS e US simultaneamente

3. Un caso estremo è il condizionamento temporale -> si può avere condizionamento

senza un CS -> in realtà è il tempo a fungere da CS (il cane sa che a quell’ora gli darò il

cibo) -> il condizionamento dimostra che faccio predizioni -> anticipo la mia risposta

(rispondo già a CS) perché mi aspetto che poco dopo arriverà US

4. Distinzione tra

o delay conditioning -> il CS compare prima di US ma terminano assieme

o trace conditioning (posso avere condizionamento solo se nel mio sistema neurale

rimane una traccia di memoria) -> CS compare e termina prima che arrivi US

-> richiede la consapevolezza della relazione tra CS e US

-> questo semplice paradigma è usato x capire se le persone in stato vegetativo

dimostrano ancora consapevolezza (Nb. fasi: 1. coma -> dura al massimo

qualche mese, 2. stato vegetativo -> apre gli occhi, ha ciclo sonno-veglia

regolare (anche se le differenze non sono nette) ma non può dare risposte ->

dura anche anni, 3. stato di minima coscienza)

-> ciò significa andare a intaccare aree (meccanismi) neurali diverse

il meccanismo di apprendimento associativo può coinvolgere più di un CS (un nuovo SN viene

accoppiato con SC) -> se gli stimoli sono 2 funziona, se sono troppi no

-> posso trasferire la risposta condizionata a un altro CS in virtù dell’accoppiamento di SN con

SC

Fenomeno di overshadowing -> non tutti gli stimoli hanno la stessa potenzialità di

condizionamento -> quello preferenziale/dominante (dipende da specie a specie -> ognuna

ha i propri, determinati da particolari vincoli biologici) ostacola (mette in ombra/in secondo

piano) l’altro -> condiziono con due stimoli combinati ma se poi li testo da soli uno funziona e

l’altro no

-> dal punto di vista percettivo uno degli stimoli è più saliente dell’altro

L’apprendimento che osservo è specifico o generalizza? -> trasferisce da una situazione

all’altra o rimane specifico per la situazione in cui è avvenuto? (se imparo a giocare a tennis

imparo a fare tutti gli sport?) *

-> generalizzazione della risposta condizionata: stimoli simili al CS sono in grado di evocare la

medesima CR (es. CS suono di 1000 Hz, anche un suono di 980 Hz evocherà la stessa CR)

-> quanto più lo stimolo è simile al CS tanto più è facile che evochi la CR

In quale circostanza la risposta a questa domanda è fondamentale? * se il training in

laboratorio aiuta il paziente lo aiuterà anche a casa, nella sua vita reale? Molto spesso no ->

l’apprendimento è specifico

Estinzione della risposta condizionata

-> visto che il condizionamento classico è dovuto comunque ad una forma di memoria, ci si

può chiedere cosa accada se l’associazione CS-US viene interrotta in modo continuativo

-> la scomparsa di US potrebbe causare l’indebolimento della relazione associativa con CS

=> la scomparsa di CR

Recupero spontaneo della risposta condizionata

-> una volta ottenuta l’estinzione di CR se si aspetta un po’ di tempo e si ripresenta CS può

riapparire la CR

-> ciò mette in crisi l’idea che nell’estinzione venga cancellata la traccia associativa tra CS e

US -> in realtà ciò che accade nell’estinzione della risposta è che l’animale impara che CS

predice il non arrivo di US (prima aveva imparato che CS prediceva l’arrivo di US -> sono 2

apprendimenti -> il secondo non cancella il primo ma lo sostituisce -> quando ripresento CS

posso recuperare in parte l’apprendimento vecchio)

Riapprendimento della risposta condizionata -> il fatto che l’apprendimento sia più veloce

(come era più veloce l’abituazione) implica che con l’estinzione l’apprendimento precedente

non venga cancellato ma solo sostituito

-> una volta ottenuta l’estinzione della CR, posso ricondizionare l’animale -> il numero di

prove necessarie per osservare ancora la CR è minore rispetto a quante erano state

necessarie all’inizio del condizionamento -> c’è risparmio nei tempi di apprendimento -> ciò

dimostra che una qualche forma di memoria dell’associazione tra CS e US era rimasta, anche

se non era più evidente nelle risposte esplicite (CR)

Che cosa causa il condizionamento classico secondo Pavlov?

Il condizionamento avviene perché US funziona come un rinforzo (Pavlov è il primo ad usare

questo termine) del legame associativo con US -> più CS e US vengono accoppiati, più forte

diventa il legame/l’associazione tra le loro rappresentazioni e quindi poi tra CS e UR (o CR)

Secondo Pavlov il condizionamento è dovuto a un’associazione stimolo-stimolo (tra CS e US) -

> l’accoppiamento temporale e il ruolo rinforzante di US sono tutto quello che serve per

produrre l’associazione e quindi il condizionamento

Ma in realtà l’accoppiamento e la contiguità temporale non bastano -> negli anni 60 alcuni

studi dimostrano che il procedimento è più complesso di così

 fenomeno del Blocking -> Kamin (1968)

-> nella prima fase si produce condizionamento per lo stimolo A, nella seconda si

produce condizionamento per A+B (B non dice nulla di più di quello che diceva A -> B

non fa predire l’arrivo del cibo, è A che lo fa predire) => il cane risulterà condizionato

per A (perché c’era stata la prima fase) ma non per B

-> il fatto che A fornisca già tutte le info necessarie all’apprendimento blocca (blocking)

l’apprendimento per lo stimolo B => dimostrazione del fatto che l’accoppiamento in sé

(il fatto che uno stimolo segua temporalmente l’altro) non basta -> ciò che conta è il

fatto che innesco nell’animale un meccanismo di predizione, ma B non aggiunge nulla -

> uno stimolo diventa stimolo condizionato solo se mi dà info riguardo a ciò che sta x

accadere -> CS deve avere un valore predittivo rispetto ad US (importanza della

predittività)

=> nel condizionamento c’è trasferimento di info

-> condiziona in modo negativo (tramite una scossa) i soggetti x la parola stalla -> i soggetti

risulteranno condizionati in modo negativo anche x la parola mucca (semanticamente legata

a stalla) -> produrranno la stessa CR

Nb. la generalizzazione è particolarmente rilevante nell’uomo, data la sua capacità di creare

associazioni cognitive tra gli stimoli (appartengono allo stesso concetto o condividono una

relazione semantica)

3. Condizionamento classico e coscienza

Mentre i soggetti vedono un film compare getto d’aria che arriva in un occhio (provoca riflesso

incondizionato di chiusura della palpebra), preceduto da un piccolo pallino che appare nel

monitor -> il pallino può rimanere acceso finchè arriva il soffio d’aria e spegnersi assieme al

soffio (delay conditioning) o spegnersi prima (trace conditioning)

Chiedendo se i soggetti si erano accorti della correlazione tra pallino e getto d’aria si

accorgono che solo alcuni ne sono consapevoli

Notano che nella condizione di delay conditioning c’è sempre condizionamento a prescindere

dalla consapevolezza, invece nella condizione di trace conditioning solo i soggetti che si sono

accorti della relazione mostrano condizionamento -> nell’essere umano il delay conditioning è

inconscio (cervelletto), il trace conditioning richiede consapevolezza (ippocampo -> memoria

dichiarativa: coscienza)

4. Desensibilizzazione sistematica

Il condizionamento classico spiega in che modo possano essere acquisite paure e fobie ma

anche come si possa disabituarsi ad esse -> uso tecniche di estinzione -> estinguo la reazione

emotiva di paura in situazioni via via sempre più simili a quella che ha generato la fobia

Utile x chi ha subito un incidente in auto e non vuole più guidare -> gli mostro immagine di

un’auto e lo faccio abituare, poi un modellino e infine un’auto -> arrivo a farlo tornare a

guidare (riesco ad estinguere la CR di paura x l’auto)

Nb. il condizionamento dipende sempre dal pdv -> il cane può dire di aver condizionato

Pavlov

  1. Il condizionamento del secondo tipo Studiato per la prima volta in maniera sistematica da Miller e Konorski nel (1928), chiamato operante pochi anni dopo (1935) da Skinner (x lui gli stati mentali non hanno un ruolo causale nel nostro comportamento) In realtà i concetti base erano stati introdotti ancora da Thorndike -> interessato a capire come apprendono gli animali -> crede che lo facciano attraverso l’esperienza (x prova ed errore) e non x intuizione (insight) o imitazione -> gabbia problema -> il gatto deve provare a risolvere il problema (uscire dalla gabbia e andare a prendere il cibo -> è motivato a farlo) -> fa ripetere più volte e vede quanto ci mette ad uscire -> ci mette sempre meno Nb. non c’è nessuna evidenza di insight (come invece suggeriva Kohler con i suoi esperimenti sugli scimpanzè) -> non scopre subito la soluzione e anche se rimesso nella gabbia ci mette comunque un po’ anche se sempre meno-> l’apprendimento è incrementale, non improvviso (no insight) Nb. non impara x imitazione da un gatto posto vicino a lui che riesce ad uscire dalla gabbia (il polpo invece lo fa)

-> l’apprendimento avviene x prove ed errori -> il gatto è motivato a cercare una soluzione -> il comportamento è emesso con un obiettivo (questo aspetto teorico differenzia il lavoro di Thorndike da quello di Skinner) -> il cibo funziona come rinforzo per l’azione eseguita poco prima -> il premio aumenta la possibilità che quell’azione sia ripetuta anche in seguito -> le azioni del gatto sono inizialmente casuali -> alcuni comportamenti (errori) non portano alla conseguenza piacevole -> solo quelli che portano alla conseguenza piacevole vengono rinforzati (ma non serve che l’animale si rappresenti le conseguenze delle proprie azioni) L’apprendimento avviene automaticamente Il meccanismo attraverso cui avviene l’apprendimento è di tipo associativo (come x l’apprendimento classico), la differenza è che metto in mezzo una risposta -> US (= O, outcome) arriva solo se l’animale dà una risposta O va a rinforzare la relazione tra stimolo (S) e risposta (R), come US rinforzava quella tra CS e US -> dato uno stimolo (la leva), la conseguenza di una risposta (pressione della leva) è una ricompensa (cibo), che rinforza l’associazione tra stimolo e risposta. Questa associazione viene rinforzata ad ogni ripetizione => impariamo dalle conseguenze delle nostre azioni -> principio alla base del condizionamento operante -> l’apprendimento si basa su rinforzi e punizioni Che relazione c’è tra azioni e conseguenze? Il fatto che l’animale impari dalle conseguenze delle proprie azioni non implica necessariamente che esso “creda” che ad una sua risposta segua una certa conseguenza o risultato (outcome) -> questa conoscenza non è necessaria, e non è contemplata da Thorndike Semplicemente il premio (o la punizione) agiscono sull’associazione tra le due rappresentazioni attive, quella dello stimolo e quella della risposta -> basta che O arrivi temporalmente vicino a S e R per rinforzare la loro associazione Legge dell’effetto -> imparo in funzione di qual è l’effetto -> se la conseguenza è positiva tendo a ripetere quel comportamento, se è negativa ad eliminarlo-> Thorndike introduce il concetto di rinforzo positivo (premio) e di punizione Legge dell’esercizio -> si impara ripetendo (è usando l’associazione che la rinforzo) e si dimentica smettendo di ripetere (trascurandola/non usandola la indebolisco) Premi e punizioni -> il premio è più forte della punizione -> se è vero che le conseguenze piacevoli di un comportamento tendono ad aumentare la probabilità che quel comportamento si ripeta, non è altrettanto vero che le punizioni eliminano del tutto i comportamenti non desiderati -> x eliminare un comportamento che non mi piace ho più successo se premio la persona per un comportamento alternativo e incompatibile che insegno che se punisco (non puniamo le persone perché rubano, premiamole perché non rubano) -> idea condivisa poi anche da Skinner (implicazioni per i sistemi educativi) -> il motivo è di natura evoluzionistica, come già notato da Darwin (l’idea di Thorndike ha molto in comune con la teoria della selezione naturale-> concetto di meccanismo a feedback che funziona a livello del singolo individuo o genetico -> la mutazione che porta dei vantaggi in termini di sopravvivenza viene trasmessa, così come il comportamento che porta dei vantaggi/premi viene ripetuto) -> le condizioni piacevoli sono più vantaggiose di quelle spiacevoli Nb. in entrambi i casi i meccanismi sono automatici, casuali (senza obiettivo) e non intenzionali Nb. il premio è più forte perché mi dà un’alternativa

 comportamento operante -> devo agire sull’ambiente x far sì che questo agisca su di me -> spiegato dalla risposta che l’organismo riceve dall’ambiente in conseguenza delle proprie azioni (Thorndike) Il comportamento, non gli stati mentali, è l’unica variabile misurabile, controllabile e meritevole di indagine scientifica e l’unico modo x studiare il comportamento è studiare lo schema di rinforzo Scatola di Skinner (Skinner box) = ambiente controllato/semplificato in cui l’animale vive -> controllo gli stimoli ambientali (premi e punizioni) e registro le relative risposte (comportamenti) dell’animale -> approccio riduzionista ma assolutamente scientifico Concetti fondamentali del condizionamento operante  Operante = ogni risposta emessa dall’organismo che ha un effetto sull’ambiente -> opera sull’ambiente Es. la pressione della leva

 Rafforzamento = processo x cui un evento ambientale (rinforzo) altera le probabilità che il

comportamento che ha preceduto l’evento venga ripetuto (la ricompensa aumenta le probabilità che il topo prema di nuovo la leva) Relazione tra operante e rafforzamento -> l’organismo messo in un ambiente qualsiasi si muove, muovendosi metterà in atto delle azioni (emetterà spontaneamente dei comportamenti, sulla base di vincoli biologici e del puro caso), alcune delle quali avranno delle conseguenze e altre no 2 differenze  Con Pavlov -> non c’è US senza la risposta -> il rinforzo o la punizione sono presentati solo se l’animale emette una certa risposta (a US non segue sempre CR)  Con Thorndike -> la risposta non è guidata da motivazioni/obiettivi (stati mentali) ma è emessa all’inizio x puro caso e poi viene rinforzata 2 classi di eventi ambientali che modificano il comportamento  Rinforzo (premi) -> aumenta la p che una certa risposta (contingente) venga emessa o Positivo -> viene dato uno stimolo appetibile/positivo (se lavori ti dò i soldi) o Negativo -> viene tolto uno stimolo avversivo (se prendo il farmaco mi passa il mal di testa) -> non va confuso con la punizione  Punizione -> riduce la p che una certa risposta (contingente) venga emessa o Positiva-> viene dato uno stimolo avversivo/spiacevole (se ti comporti male ti picchio) o Negativa -> viene tolto uno stimolo appetibile (se ti comporti male non ti do da mangiare) Rinforzo  Primario -> ha a che fare con bisogni primari  Secondario -> sostanzialmente appresi con l’esperienza (non posso mangiare i soldi ma so che con i soldi posso comprarmi il cibo) Schemi di rafforzamento Come viene dato il rinforzo (quando e quanto premi e punizioni vengono somministrati) determina come il comportamento viene modificato Esistono 3 schemi di rinforzo  Continuo -> ogni volta che l’animale emette la risposta che si vuole ottenere viene dato il premio -> è il più rapido a modificare il comportamento (a fare apprendere il comportamento voluto) ma non produce il mantenimento a lungo termine di quel comportamento -> si estingue molo in fretta se il rinforzo cessa

 Ad intervallo -> il rinforzo viene dato dopo che un tempo fissato è passato dall’ultimo rinforzo (ma sempre appena l’animale ha emesso la risposta -> il rinforzo deve essere sempre contingente alla risposta) o Fisso -> tot minuti dopo l’intervallo, indipendentemente dal numero di risposte emesse tra i rinforzi -> L’animale tende ad aumentare la frequenza delle risposte in prossimità del rinforzo, per poi diminuirla o Variabile -> in media tot minuti dopo l’intervallo, sempre indipendentemente dal numero di risposte emesse tra i rinforzi -> L’animale non potendo prevedere quando avverrà il rinforzo continua ad emettere la risposta in modo frequente. Questo porterà l’animale ad emettere la risposta in modo abbastanza costante nel tempo  A rapporto -> il rinforzo viene dato dopo un numero prefissato di risposte (conta il numero di risposte, non più il tempo passato dall’ultimo rinforzo) o Fisso -> dopo tot risposte -> efficace nel far apprendere velocemente un comportamento o Variabile -> in media dopo tot risposte -> è il più efficace di tutti perché c’è maggior incertezza su quando arriverà la ricompensa -> efficace nel mantenere un certo comportamento dando un numero limitato di rinforzi e soprattutto nell’evitare l’estinzione -> porta l’animale ad emettere spesso la risposta (lo porta a lavorare) -> impara che deve raggiungere un certo numero di risposte x ottenere la ricompensa (prima lo raggiunge, prima la otterrà) Skinner riteneva che attraverso il condizionamento operante e lo schema di rafforzamento appropriato fosse possibile ottenere qualsiasi tipo di comportamento Prende comportamenti tipicamente umani e riesce ad insegnarli agli animali -> dimostra che tutto il comportamento è controllato dall’ambiente (dagli schemi) -> anche il comportamento umano lo è -> cambiando l’ambiente cambio il comportamento -> x Skinner un delinquente può non esserlo più se gli cambio ambiente Estinzione dell’operante Analogamente a quando accade nel condizionamento classico, ed in linea con quanto ipotizzato da Thorndike (legge dell’effetto), se una risposta acquisita tramite una procedura di rafforzamento smette di essere rinforzata viene estinta -> se il mio comportamento è sostenuto dalle conseguenze del mio comportamento (ricompensa), quando non mi viene più data la ricompensa la relazione stimolo- risposta cade Ma l’estinzione è meno probabile per quei comportamenti che hanno ricevuto un rinforzo intermittente (schema a rapporto variabile) -> l’animale insiste ad emettere la risposta (anche quando è da un po’ che non viene rinforzata) perché ha imparato che ci possono volere molte risposte per ottenere la ricompensa Nb. nel paradigma del condizionamento operante CS si chiama stimolo discriminativo Condizionamento operante nell’uomo Ha un sistema nervoso più sofisticato ma è comunque soggetto agli stessi meccanismi -> il suo comportamento, come quello degli animali, è manipolabile da eventi esterni (rinforzi) Es. contratto di lavoro a cottimo -> più lavoro più mi pagano (rinforzo a rapporto fisso) -> illegale perché porta a sfruttamento del lavoratore Es. bambino che insiste x ottenere qualcosa -> la cosa più sbagliata che un genitore può fare e aspettare e cedere (il bambino impara che basta insistere -> schema a rapporto variabile), meglio cedere subito o non cedere mai Es. slot machines, gratta e vinci -> si innesca un meccanismo che mi porta a continuare a giocare perché so che prima o poi otterrò una ricompensa (schema a rapporto variabile), non mi importa che globalmente sto perdendo del denaro

o Induce comportamenti superstiziosi o Rende immuni alle evidenze negative -> ci diamo molto meno peso -> bias di valutazione (bias di conferma): fenomeno cognitivo umano x cui dò più peso alle info che confermano le mie convinzioni che a quelle che le mettono in discussione Il bias di conferma e l’effetto Forer La credenza nell’astrologia, nella cartomanzia e nei profili di personalità nasce dalla combinazione di o Schema a rapporto variabile o Bias di conferma Forer (1948) fa eseguire agli studenti un test di personalità e chiede di valutare su una scala da 1 a 5 quanto l’analisi del carattere sia accurata (quanto ognuno si riconosce nella descrizione ricevuta). Il risultato medio è 4,26 (alta accuratezza) ma in realtà Forer ha dato a tutti la stessa descrizione, basata su affermazioni generiche nelle quali tutti potevano facilmente riconoscersi -> dimostra che la credenza umana aumenta se vengono descritti aspetti positivi rispetto a negativi Quindi secondo Skinner o Il comportamento è tutto appreso => può essere controllato e modificato o Qualsiasi comportamento anche complesso può essere costruito, passo dopo passo, attraverso il rinforzo (shaping) o Noi siamo quello che facciamo ma siccome quello che facciamo può essere cambiato da un appropriato schema di rinforzo anche quello che siamo può essere cambiato o L’ambiente (schemi di rinforzo) è tutto -> cambiando l’ambiente cambierò l’individuo o Con la corretta ingegneria del comportamento posso ottenere un mondo migliore e esseri umani migliori Visione diversa da Skinner = pensare che il comportamento sia determinato da cause interne -> x Skinner è solo una spiegazione che ci diamo Es. guardo il comportamento e associo un’etichetta, poi uso l’etichetta x descrivere il comportamento -

tautologia -> la spiegazione del comportamento non è l’etichetta, è lo schema di rinforzo Il ruolo dell’ambiente come storia di rinforzo personale Skinner ha dimostrato che la storia di rinforzo di un organismo determina come si comporterà quell’organismo davanti ad un certo stimolo o ambiente -> storie di rinforzo diverse determinano comportamenti diversi (non sono motivazioni diverse a determinarli) Es. la bambina “volenterosa” che fa i compiti e il bambino “pigro” che non li fa-> la bambina li fa perché all’inizio della sua storia scolastica ha ricevuto rinforzi positivi quando li faceva Es. il ratto “pigro” (condizionato con schema a rapporto fisso) e il ratto “motivato” (condizionato con schema a rapporto variabile) -> se messi in una nuova situazione il primo estinguerà la sua risposta prima che possa arrivare il rinforzo, il secondo continuerà a produrla abbastanza a lungo Variante del comportamentismo di Skinner =

  1. Il neocomportamentismo di Tolman Nel comportamentismo radicale solo gli schemi di rinforzo determinano il comportamento, gli stati mentali non hanno nessun ruolo causale -> l’organismo impara associando una risposta ad uno stimolo e viceversa (l’apprendimento prevede solo la relazione R-S o S-R) Tolman non si distacca dal concetto di risposta e rinforzo ma crede che il comportamento non si spieghi solo in loro funzione ma anche in funzione degli stati mentali Approccio riduzionista skinneriano watsoniano ma introduce un fattore, gli stati mentali, e dimostra che questo fattore cambia i risultati

2 esperimenti

  1. Mappe cognitive (Tolman & Honzik, 1930) o Mette i ratti nel labirinto -> esplorano o Mette i ratti nel labirinto e in un certo punto il cibo -> x arrivarci ci sono 3 possibili strade o Una più diretta -> tendono a prenderla o Se blocco la più diretta scelgono la seconda più diretta o Se entrambe sono bloccate scelgono la meno diretta (unica possibile) => nella fase di esplorazione si erano creati una mappa mentale (l’apprendono senza rinforzo) -> ci sono mappe mentali (info cognitive) che intervengono nel determinare il comportamento -> le usano per “immaginarsi” quale sia il percorso più corto x arrivare al cibo NB. definisco l’apprendimento come evidente modifica del comportamento (è l’unica cosa che posso verificare -> nella concezione skinneriana non c’è spazio x stati mentali intermedi tra S e R) ma ci sono anche apprendimenti latenti (nascosti) che quando emergeranno evidenzieranno il fatto che prima stava avvenendo un apprendimento anche senza che ce ne accorgessimo
  2. Apprendimento latente -> non l’ha scoperto lui ma Blodgett -> ritengono che l’apprendimento abbia 2 caratteristiche che il comportamentismo radicale non considerava o È intenzionale o È latente Esperimento (Blodgett 1929 e poi Tolman & Honzik 1930): 3 gruppi di ratti vengono messi x 17 volte (una al giorno) in un labirinto da cui devono uscire a. Gruppo RC a ricompensa continua -> ogni volta che riescono ad uscire b. Gruppo NR a nessuna ricompensa c. Gruppo RR a ricompensa ritardata -> solo dall’11esimo giorno in poi Risultati o Se l’apprendimento è guidato dal rinforzo l’ordine di apprendimento è a,c,b (b imparerà molto meno) -> curva di apprendimento: quanto velocemente trova l’uscita -> quanti tentativi gli servono x trovarlo o Ma il gruppo RR da appena riceve la ricompensa si mette in pari con il livello di apprendimento dei ratti a cui ho dato sempre la ricompensa => in rinforzo non serve x indurre l’apprendimento, serve solo a renderlo manifesto -> i ratti che non hanno ricevuto la ricompensa non hanno appreso meno, sono solo meno propensi a farmelo notare (finchè non compare il rinforzo che li motiva a farlo) => c’è apprendimento latente -> l’apprendimento può avvenire comunque, a prescindere dal rinforzo -> il neocomportamentismo rimette in gioco i processi cognitivi (la mente) che Skinner voleva ignorare
  3. Kohler e l’apprendimento per insight Gli animali possono imparare a risolvere i problemi mediante l’intuizione (simulazione mentale) -> l’apprendimento non si basa sul risultato di una serie di tentativi ( non avviene x prova ed errore) ma sulla scoperta immediata della soluzione al problema

 Abilità di riproduzione motoria: è importante avere le abilità motorie adeguate -> guardare un campione di uno sport non determina automaticamente il saper compiere gli stessi gesti atletici, anche se si sa come si dovrebbe fare  Rinforzo: le risposte rinforzate positivamente saranno apprese meglio (sia che il genitore premi il bambino x il suo comportamento aggressivo, sia che si arrabbi con lui -> il bambino vedrà ancora violenza e ciò rinforzerà il suo comportamento)  Status del modello: più importante x noi è il modello (più è vicino a noi, es. genitore x i bambini), più facile sarà l’apprendimento (più lo imiteremo) L’ apprendimento per imitazione è un meccanismo importante attraverso il quale vengono trasmessi importanti aspetti della cultura che non sono facilmente verbalizzabili Richiede un sistema cognitivo che sia altamente flessibile e in grado di imparare dalle azioni degli altri ma anche alcuni animali sanno farlo Nb. conformismo: magari non a parole ma nei fatti tendiamo a conformarci agli altri (l’effetto del contesto nel quale viviamo è molto importante -> se tutti pensano una cosa e noi siamo gli unici a pensarla diversamente, tendiamo a pensare di essere noi ad aver sbagliato, anche perché cerchiamo sempre l’approvazione degli altri) Nb. problema natura-cultura -> interazione tra quello che siamo (geni) e l’ambiente in cui viviamo -> è questa interazione che determina ogni nostro comportamento Apprendimento: conclusioni  Il cervello umano è un sistema altamente complesso con un’elevata capacità di generalizzazione  E’ improbabile che esista un solo modo di apprendere (oltre a quelli spiegati anche l’imprinting = meccanismo di individuazione della figura importante, che viene seguita es. pulcini appena nati e l’apprendimento percettivo)