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approfondimento psicometria, Sintesi del corso di Psicometria

sintesi approfondimento psicometria

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

Caricato il 01/05/2019

francescopolly
francescopolly 🇮🇹

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CAPITOLO 5.8- ADATTAMENTO DI UN TEST IN UNA LINGUA STRANIERA
Spesso gli sperimentatori si chiedono se esita già un test che misuri un costrutto che hanno in mente. La
prima cosa da fare è andare a controllare su appositi siti se esita o meno tale test e con buona probabilità lo si
può trovare. Il test però lo si può trovare in una lingua diversa come l’inglese e probabilmente i soggetti ai
quali lo si deve somministrare parlano fluentemente l’italiano per questo potrebbero incorrere in delle
difficoltà. Il problema non si può però risolvere con una semplice traduzione perché sviluppare una versione
italiana di un test che originariamente era in un’altra lingua è come sviluppare un test da zero. La traduzione
degli item non comporta automaticamente la traduzione delle proprietà psicomotorie, norme ecc..
La traduzione letterale può presentare delle difficoltà per questo si parla invece di adattamento del test, cioè
spesso la formulazione degli item nuovi può portare ad allontanarsi da quella originale per motivi dovuti a
differenze culturali. Nonostante la cura che si può mettere nella formulazione degli item la reazione dei
soggetti può essere imprevedibile.
BIAS ED EQUIVALENZA
Un item spesso può essere tradotto senza alcun problema da una lingua ad un’altra però può capitare che in
realtà potrebbe non misurare la stessa cosa in tutte le culture ( es 1 ministro Nepal- Francia). L’adattamento
di un test in una lingua diversa dall’originale dunque pone problemi su due piani: linguistico e psicologico.
A volte questi piani possono essere conciliati facilmente in altri è più complesso. La conoscenza delle lingue
è quindi una condizione necessaria ma non sufficiente per ottenere un buon risultato: è necessaria una
prospettiva psicologica adeguata e una cornice che specifichi cosa intendiamo per similarità psicologica.
Il termine bias ed equivalenza non sono per forza opposti. Bias è associato alla presenza di fattori di disturbo
che emergono a causa del diverso peso di alcuni termini nelle varie culture. L’equivalenza è associata invece
con gli aspetti di prestazione del test e quindi le conseguenze del bias.
Van de Vijver e Poortiga ritengono che il bias non sia proprietà intrinseca di uno strumento ma l’applicazione
di quello strumento in una particolare popolazione per uno scopo specifico. È infatti riferito ai fattori di
disturbo che possono impedire l’interpretazione del punteggio in termini di differenza fra livelli del costrutto.
Infatti per cadere nel bias non è necessario tradurlo in un’altra lingua ma basta somministrarlo ad una
popolazione diversa da quella per cui il test è stato sviluppato. Questi studiosi definisco il bias anche come
mancanza di corrispondenza fra il dominio delle osservazioni e l’universo di generalizzazione. Es bambini
brasiliani che guadagnano per strada -> abilità di calcolo. A scuola scarse, altri termini (situazioni a cui sono
abituati ) i risultati cambiano, questo perché usano strategie diverse a seconda del contesto. (o test di disegno
esempio in classe).
Le differenze culturali possono influire molto su ciò che il test misura( validità), indipendentemente dalla
traduzione del test.
- BIAS DI COSTRUTTO.
Il bias di costrutto si riferisce alle differenze culturali nei costrutti. Queste differenze sono dovute
principalmente a definizioni diverse del costrutto nelle varie culture e ad una differenza nel’appropriatezza
delle operazionalizzazioni per la misura del costrutto. Nel primo caso si fa l’esempio dell’intelligenza. Nella
nostra cultura è intesa come capacità di ragionanamento logico e in minima parte memoria e conoscenze
acquisite. In altre culture concezione diversa, data rilevanza ad altri aspetti tipo competenze sociali ( es
Kenya- ruolo all’interno della famiglia). Nel secondo caso si può fare l’esempio di test abilità di guida
Finlandesi vs Egiziani; i primi frenano meglio sul ghiaccio quindi abili a guidare ma come posso pensare che
egiziani abbiano le stesse abilità? ( clima diverso).
-BIAS DI METODO
Il bias di metodo è relativo al metodo con il quale il test viene somministrato. Deriva principalmente da
differenze nel livello di istruzione e motivazione delle popolazioni in esame, diversa familiarità con
materiale e formati di riposta, stili di risposta, differenze di condizioni di somministrazione. Ve ne sono due
tipi: Bias dovuto allo strumento o bias dovuto alla somministrazione. Il primo riguarda le caratteristiche dello
strumento (non sono oggetto di studio ma producono differenze). Es: test di prestazione massima –
familiarità dei soggetti con gli stimoli, test di prestazione tipica – formato di risposta.
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CAPITOLO 5.8- ADATTAMENTO DI UN TEST IN UNA LINGUA STRANIERA

Spesso gli sperimentatori si chiedono se esita già un test che misuri un costrutto che hanno in mente. La prima cosa da fare è andare a controllare su appositi siti se esita o meno tale test e con buona probabilità lo si può trovare. Il test però lo si può trovare in una lingua diversa come l’inglese e probabilmente i soggetti ai quali lo si deve somministrare parlano fluentemente l’italiano per questo potrebbero incorrere in delle difficoltà. Il problema non si può però risolvere con una semplice traduzione perché sviluppare una versione italiana di un test che originariamente era in un’altra lingua è come sviluppare un test da zero. La traduzione degli item non comporta automaticamente la traduzione delle proprietà psicomotorie, norme ecc.. La traduzione letterale può presentare delle difficoltà per questo si parla invece di adattamento del test, cioè spesso la formulazione degli item nuovi può portare ad allontanarsi da quella originale per motivi dovuti a differenze culturali. Nonostante la cura che si può mettere nella formulazione degli item la reazione dei soggetti può essere imprevedibile.

BIAS ED EQUIVALENZA

Un item spesso può essere tradotto senza alcun problema da una lingua ad un’altra però può capitare che in realtà potrebbe non misurare la stessa cosa in tutte le culture ( es 1 ministro Nepal- Francia). L’adattamento di un test in una lingua diversa dall’originale dunque pone problemi su due piani: linguistico e psicologico. A volte questi piani possono essere conciliati facilmente in altri è più complesso. La conoscenza delle lingue è quindi una condizione necessaria ma non sufficiente per ottenere un buon risultato: è necessaria una prospettiva psicologica adeguata e una cornice che specifichi cosa intendiamo per similarità psicologica. Il termine bias ed equivalenza non sono per forza opposti. Bias è associato alla presenza di fattori di disturbo che emergono a causa del diverso peso di alcuni termini nelle varie culture. L’equivalenza è associata invece con gli aspetti di prestazione del test e quindi le conseguenze del bias. Van de Vijver e Poortiga ritengono che il bias non sia proprietà intrinseca di uno strumento ma l’applicazione di quello strumento in una particolare popolazione per uno scopo specifico. È infatti riferito ai fattori di disturbo che possono impedire l’interpretazione del punteggio in termini di differenza fra livelli del costrutto. Infatti per cadere nel bias non è necessario tradurlo in un’altra lingua ma basta somministrarlo ad una popolazione diversa da quella per cui il test è stato sviluppato. Questi studiosi definisco il bias anche come mancanza di corrispondenza fra il dominio delle osservazioni e l’universo di generalizzazione. Es bambini brasiliani che guadagnano per strada -> abilità di calcolo. A scuola scarse, altri termini (situazioni a cui sono abituati ) i risultati cambiano, questo perché usano strategie diverse a seconda del contesto. (o test di disegno esempio in classe). Le differenze culturali possono influire molto su ciò che il test misura( validità), indipendentemente dalla traduzione del test.

- BIAS DI COSTRUTTO.

Il bias di costrutto si riferisce alle differenze culturali nei costrutti. Queste differenze sono dovute principalmente a definizioni diverse del costrutto nelle varie culture e ad una differenza nel’appropriatezza delle operazionalizzazioni per la misura del costrutto. Nel primo caso si fa l’esempio dell’intelligenza. Nella nostra cultura è intesa come capacità di ragionanamento logico e in minima parte memoria e conoscenze acquisite. In altre culture concezione diversa, data rilevanza ad altri aspetti tipo competenze sociali ( es Kenya- ruolo all’interno della famiglia). Nel secondo caso si può fare l’esempio di test abilità di guida Finlandesi vs Egiziani; i primi frenano meglio sul ghiaccio quindi abili a guidare ma come posso pensare che egiziani abbiano le stesse abilità? ( clima diverso).

-BIAS DI METODO

Il bias di metodo è relativo al metodo con il quale il test viene somministrato. Deriva principalmente da differenze nel livello di istruzione e motivazione delle popolazioni in esame, diversa familiarità con materiale e formati di riposta, stili di risposta, differenze di condizioni di somministrazione. Ve ne sono due tipi: Bias dovuto allo strumento o bias dovuto alla somministrazione. Il primo riguarda le caratteristiche dello strumento (non sono oggetto di studio ma producono differenze). Es: test di prestazione massima – familiarità dei soggetti con gli stimoli, test di prestazione tipica – formato di risposta.

Il bias dovuto alla somministrazione invece si riferisce alle differenze di punteggio che derivano dalle istruzioni o da altri problemi di comunicazione fra soggetto e somministratore. Son più probabili quando non si presta attenzione all’adattamento in un’altra lingua. (es inglese sempre presente il termine please, in italiano a volte è addirittura strano).

  • BIAS DI ITEM Il bias di item si riferisce alle minacce alla validità del punteggio che riguardano isingoli tem, mentre i due precedenti hanno a che fare con caratteristiche più generali dello strumento. I bias di item sono una cattiva traduzione e diversa connotazione delle parole. ( es aggressiveness diversa per inglesi e americani- attaccare qualcuno senza motivo vs atteggiamento improntato al conflitto). Il bias di item può essere uniforme o non uniforme. Il primo si ha quando la differenza fra le popolazioni rimane costante rispetto ai gruppi di punteggio, mentre il secondo quando la diff fra popolazioni varia in base al gruppo di punteggio. -BIAS DEL CAMPIONE

Un ulteriore fonte di distorsione può provenire dai soggetti utilizzati nella ricerca che produce un’inconfrontabilità dei risultati. Consiste in differenze nella rappresentatività dei campioni rispetto alle popolazioni dalle quali sono stati tratti. (es studenti e pop generale o sempre studenti ma accesso all’università in modi differenti, selezione test ingresso, selezione voti, selezione economica uso variabili sociodemografiche per differenziare ancora meglio i campioni).

EQUIVALENZA

- NON EQUIVALENZA DI COSTRUTTO

Questa si riferisce all’impossibilità di confrontare fra loro punteggi al test ottenuti da due popolaizoni diversi, semplicemente perché il test non misura lo stesso costrutto. ( operazionalizz hanno connotazione culturale sempre esempio del disegno).

-EQUIVALENZA STRUTTURALE

L’equivalenza strutturale si riferisce ad una categoria di procedure che vengono utilizzate per stabilire l’identità dei costrutti nelle varie popolazioni. Quindi correlazione fra le risposte agli item uguali in tutte le popolazioni e si può verificare con analisi fattoriale. ( se non c’è stessa struttura fattoriale no equivalenza strutturale).

-EQUIVALENZA DELL’UNITà DI MISURA

Questa richiede che il test presenti la stessa unità di misura in ogni popolazione; questo non vuol dire che i punteggi debbano avere la stessa origine, cioè lo stesso punteggio minimo ( es scala Celsius vs scala Kelvin- stessa unità diversa origine).

-EQUIVALENZA SCALARE

Un test possiede equivalenza scalare quando i punteggi hanno stessa unità di misura e stessa origine, solo in questo caso i confronti fra i punteggi hanno senso.

Bias ed equivalenza pososno quindi all’inizio sembrare la stessa cosa ma in realtà sono diversi. Il bias può alzare o abbassare il livellodi equivalenza dei confronti, e l’equivalenza determina il tipo di confronto che si può realizzare. I confronti fra medie ad esempio richiedono alto livello di equivalenza qundi basso livello di bias. Bias di costrutto è la minaccia maggiore per la confrontabilità dei punteggi.

LINEE GUIDA ITC ( COMMISSIONE INTERNAZIONE TEST).

Linee guida per la traduzione e adattamento dei test psicologici ed educativi. Sono organizzate in 4 sezioni ed ogni sezione a sua volta è divisa il 4 parti: perché è importate, passi per metterla in pratica, elenco errori da non fare e riferimenti bibliografici.

-CONTESTO

tale da far si che questo sia accettabile. Il somministratore non deve assolutamente influire sulle risposte del soggetto: effetto maggiore faccia a faccia, minore per autosomministrazione.

-DOCUMENTAZIONE/INTERPRETAZIONE PUNTEGGI

Scarse prove empiriche che vengono fornite a supporto della validità e attendibilità. La procedura di adattamento del test deve essere descritta nel dettaglio della pubblicazione nella quale il test viene tradotto e presentato ( trattato come un test che si sviluppa da zero). Le differenze di punteggi osservati dovrebbero essere dovute a differenze di diversa composizione di campione ma non differenze di costrutto. I fattori socio-politici possono influenzare notevolmente per questo deve essere indicato il grado in cui possono distorcere i risultati.

-COME ESEGUIRE L’ADATTAMENTO

La prima cosa da fare è contattare l’autore della versione originale, in modo da avere informazioni sul copyright (molto impo, sempre informarsi) e eventuale esistenza di altri traduttori italiani anche per avviare una collaborazione. Se si prende un test già tradotto fare lo stesso un lavoro di controllo e verifica, spesso possibilità di incontrare test fatti da incompetenti.

-DOCUMENTARSI SUL TEST DA TRADURRE

Se il test che si vuole utilizzare lo si è trovato in un articolo bisogna fare un’attenta lettura ripetutamente per capire se il lavoro è stato svolto in maniera appropriata. Capire il background teorico, le fonti che ha utilizzato e come è stato sviluppato l’item pool. Verificare le analisi statistiche, validità di costrutto e criterio ed evitare test svolti solo su studenti universitari.

-LIVELLI DI EQUIVALENZA.

Equivalenza ottimale con test originale (semantica e concettuale). 3 livelli: Equivalenza semantica riguarda la scelta in termini di strutture sintattiche che assicurano chesignificato item originale riportato nella traduzione. Equivalenza concettuale si riferisce al grado in cui un concetto viene espresso nella stessa forma di quello originale indip dalle parole usate. Equivalenza normativa risolti problemi creati da differenze culturali.

-EQUIVALENZA SEMANTICA

Problema di trovare parole in italiano che abbiano significato identico o simile a quello della lingua originale e adattare contenuti ad usi e costumi della nuova cultura. Hambleton e Guthery individuano 7 metodi per eseguire lavoro di traduzione valutati in base a 4 criteri:

  1. Informatività cioè indicazioni obiettive su equivalenza semantica nella versione italiana dello strumento
  2. Trasparenza della lingua originale, grado in cui la tecnica da informazioni utili all’autore della versione originale per risolvere problemi di traduzione
  3. Sicurezza grado in cui la tecnica consente di verificare il lavoro del traduttore.
  4. Praticità: grado in cui una tecnica permette di ottenere la versione italiana nel modo più rapido possibile

-SIMPLE DIRECT TRANSLATION Tecnica pratica, rapida ed economica perché traduce semplicemente il test dalla lingua originaria all’taliano ma non dà informazioni oggettive sulla qualità o sui problemi.

-FORWARD TRANSLATION

Per superare i problemi della precedente si usa questa che è una procedura di 10 passi. Rende la traduzione più informativa e aumenta il livello di sicurezza, con i contributo dell’autore originale si ha anche trasparenza.

-TRANSLATION/BACK-TRANSLATION

È la più diffusa e popolare, prevede 4 fasi: individuo bilingue traduce test in italiano, secondo individuo bilingue che non conosce la versione originale del test traduce quello che è stato prodotto in italiano

nuovamente in inglese, si confrontano le 2 versioni, se gli item presentano differenze sostanziali vengon modificati. Procedura ripetuta finché non ci sono discrepanze.

-ULTIMATE TEST

Prevede due fasi: la prima è detta performace criterion, viene chiesto ai soggetti di rispondere agli item nella versione tradotta, se non ci sono difficoltà vuol dire che item è chiaro. Individui bilingui divisi in 4 gruppi: uno risponde a item test originali, uno item test tradotto, uno metà item italiano metà inglese, l'altro metà inglese metà italiano. Dopo risposte confrontate questa tecnica: produce dati statistici ma necessià di avere campione ampio di individui bilingui.

-PARALLEL BLIND TECHNIQUE

Almeno due bilingui devono produrre in maniera indipendente l’uno dall’altro un traduzione italiana del test; confrontano le versioni e ne formulano un in accordo.

-RANDOM PROBE TECHNIQUE

Il ricercatore produce una versione italiana del test la somministra ad un gruppo di soggetti nella popolazione target che vengono poi intervistati. Se dalle interviste emerge qualcosa di strano, non è stato raggiunto l’obiettivo. Tecnica non troppo adeguata

-DECENTERING

Il centering si ottiene quando un autore straniero sviluppa un test e provvede lui stesso a tradurlo in italiano. A meno che non sia perfettamente bilingue si arriva ad una serie di problemi che si vogliono contenere con il decentering e il cross-cultural team approach. Il primo è un processo di traduzione in cui versione originale e tradotta sono ugualmente importanti e soggette a modifiche durante traduzione. Il secondo prevede l'impiego di uno staff composto da persone sia di lingua originale che italiane che collaborano in modo paritario alla traduzione.

-PROCEDURA MISTA

Non sempre gli autori seguono alla lettera le procedure precedenti ma prendere parti di ognuna che ritengono opportune e realizzare versioni miste. ( chiorri usa forward e back translation)

-TRADUTTORI E TRADUZIONE

I traduttori dovrebbero avere una buona conoscenza di entrambe le lingue implicate nel processo di traduzione. L’ideale avere uno psicologo bilingue ma molto raro. Più facile che ci sia uno psicologo che conosce bene le lingue e cultura originale, ed uno madrelingua (originale) con conoscenza sufficiente di italiano da poter fare notare alcuni aspetti. Item vanno interpretati, traduzione letterale non sufficiente. Problema più grande di adattamento dei test fra lingue diverse (es italiano inglese) è la diversa struttura sintattica, può esserlo anche per differenze sociali e morali. Importante non farsi ingannare dai falsi amici. Aspetto critico è la traduzione delle istruzioni del test che spesso vengono prse sottogamba, Queste devono rendere chiaro al soggetto il suo compito, infatti importante che i riferimenti non siano alla cultura di appartenenza ma alle sue esperienze (es differenza fra tick” (√) per americani e crocetta per italiani).

-PROBLEMI DI TRADUZIONE

Alcuni item possono essere facili da tradurre perché rappresentano la semplice descrizione di alcuni comportamenti; più difficile per quelli che riguardano stati d’animo e caratteristiche psicologiche dato che ogni cultura potrebbe usare termini specifici. Bisogna trovare un compromesso tra mantenere fedeltà e generare item con adeguata qualità tecnica.

-L’EQUIVALENZA CONCETTUALE

Importante verificare che oltre alla traduzione vi sia equivalenza concettuale, ossia che il costrutto operazionalizzato nel test in lingua originale esiste nella stessa forma nella psicologia dei membri della cultura per il quale il test viene tradotto. Questa deve essere verificata a livello logico, cioè analisi concetto